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Ovviamente, sto parlando di quel programma da me ribattezzato “la grande ciofeca”, che la ditta produttrice cerca di far passare come un programma per effettuare calcoli e verifiche impiantistiche, in particolare nel settore elettrico, ma non solo…

Ho conosciuto questo programma parecchi anni fa, quando era ancora funzionante sotto DOS e le “schermate” erano composte da una decina di righe di testo giallo dentro un rettangolo violetto su uno sfondo blu… (meravigliosa scelta di colori…) e sfruttava in modo pressochè allucinante i tasti funzione (allora mi pare ce ne fossero solo 10, sulle tastiere… e se non avevi la tastiera standard, era un bel casino…)
Ogni funzione da far valutare al programma (inserimento di nuove apparecchiature, calcolo dati, salvataggio ecc.) erano implementate sull’uso di un tasto funzione, o sull’inserimento di una stringa alfanumerica non ben definita, che pare desse l’ordine al computer di fare quella determinata subroutine che corrispondeva al pigiare quel tasto funzione… peccato che gli elettricisti che conoscono il linguaggio macchina (assembler) sono numerosi quanto i programmatori che conoscono gli impianti elettrici…

In ogni caso, era sempre possibile ricorrere all’assistenza tecnica, visto che nel pacchetto di acquisto del programma era compreso – al modico prezzo aggiuntivo di circa cinquecentomila lire – l’abbonamento per un anno agli aggiornamenti e l’assistenza telefonica da parte dei programmatori che avevano realizzato questo immenso database… bastava telefonare in orario giusto (l’assistenza funzionava solo per quattro ore al giorno, certi giorni al mattino e certi al pomeriggio… un po’ come l’orario di visita del medico di famiglia…), non parlare assolutamente in termini tecnici da elettricisti (quei poveracci dall’altra parte sono programmatori, non elettricisti…), studiarsi prima dei buoni manuali di programmazione ricchi di gergo tecnico da programmatori (quei poveracci da questa parte sono elettricisti, non programmatori…), ricordarsi di leggere i 48 capitoli del manuale d’uso del programma, dove c’è scritto quant’è bello, quant’è figo, quanto fa bene i calcoli, quanto fa… ma non c’è scritto cosa fare quando si blocca perché stai cercando di inserire un interruttore magnetotermico e “lui” vuole un differenziale… (normalmente, l’assistenza si concludeva con una frase del tipo “…legga il manuale, da pagina 1 a pagina 2468…”), e prepararsi a copiare il risultato del programma in esecuzione (quello che dava l’errore) su un CD (chi li aveva già, altrimenti far generare gli output per copiarli su una serie di floppy… naturalmente era un pochino complicato far generare degli output ad un programma che si bloccava completamente, obbligando a riavviare il computer…) e poi spedire tale supporto alla casa produttrice, che lo avrebbe analizzato (in barba alle leggi sulla privacy…) ed avrebbe risposto entro poche settimane… (naturalmente, questo fa capire che, nel meraviglioso mondo dei programmatori, non ci sono mai scadenze al giorno prima di iniziare i lavori…)

Naturalmente, questo accadeva molti anni fa… adesso la situazione è notevolmente migliorata…
Adesso, il programma ha acquisito una meravigliosa interfaccia grafica con effetti tridimensionali, sulla quale si crea materialmente l’impianto elettrico, poi si inseriscono i dati delle varie apparecchiature, e questo programma crea infine una serie pressochè infinita di elaborati grafici e testuali che, sfruttando le meraviglie dei programmi annessi, si traducevano in una serie di elaborati già bell’e pronti da inserire in un progetto…
Naturalmente, questo significa che bisogna avere installati office e autocad, oltre alla ciofeca… e naturalmente, visto che ad un certo punto funzioneranno in contemporanea, avere una certa struttura di hardware, che consenta l’esecuzione contemporanea della ciofeca, di tre finestre di word in fase di stampa unione da database esterno, di una finestra di autocad in fase di script LISP da programma esterno e… naturalmente, del sistema operativo e di quant’altro potrebbe servire in un ufficio tecnico di impiantisti… tranne autocad e office, che se ci sono altre finestre aperte, al termine dell’esecuzione “lui” chiude tutto, anche quello dove erano in corso altri lavori… (questo quando non genera un errore irreversibile, perché i programmi annessi sono già in utilizzo…)

Passando alle ultime potenzialità di windows, la ciofeca ha assunto una procedura di installazione da CD mediante un autoplay che, in soli 25 minuti, installa il programma, carica tutti i database delle apparecchiature con un livello di personalizzazione che ha dell’incredibile (nel senso che si ha la possibilità di scelta per le cartelle di destinazione tra l’opzione di default e l’opzione di default…) e, alla fine, richiede l’inserimento della chiave hardware e il riavvio del sistema… senza levare il CD… Una volta riavviato, tenta di ripartire l’installazione che bisogna bloccare, levare il CD e riavviare nuovamente il computer… a quel punto, se la chiave hardware viene riconosciuta, si è pronti ad operare…

Cioè, a dire il vero, si è ancora in una fase preoperativa: bisogna ancora configurare gli “accessori”… word, excel, autocad… affinchè possano essere gestiti come strumenti di lavoro dalla ciofeca… ovvero ridurre al minimo indispensabile i livelli di protezione (tanto mica ci sono virus o altro che si nascondono nelle macro di office…) e configurare opportunamente il gestore di stampa della ciofeca in modo che la stampa-unione di word e gli script LISP di autocad ricevano il loro segnale direttamente dalla ciofeca e usino esclusivamente i modelli della ciofeca… personalizzabili al massimo, basta che ogni utente si chiami come la ditta che produce la ciofeca… (o che abbia un qualche pirla nell’ufficio tecnico che si incarichi di modificare “a mano” tutti i file prodotti in word, excel e autocad…) A dire il vero, il programma è in realtà personalizzabile, basta essere in grado di conoscere il significato recondito delle sigle usate nei modelli di stampa unione e delle variabili usate dal programma, e rifarsi daccapo il modello di office o di autocad… oppure utilizzare un proprio modello avendo cura di lanciare il programma non da schermata grafica, ma da una finestra di testo stile DOS, con una serie di parametri ed opzioni aggiuntive, creando una stringa alfanumerica in esadecimale che dovrebbe far capire al programma che si sta cercando di fargli usare strumenti diversi da quelli di default… peccato che gli elettricisti che capiscano la rappresentazione esadecimale del linguaggio macchina siano numerosi quanto i programmatori che capiscono che un programma elettrico deve essere utilizzato da elettricisti, non da programmatori…

Dopo quest’ultima fase, si è finalmente in grado di far partire il programma, stampare la guida in linea di 48 capitoli dove c’è scritto quant’è bello, quant’è figo, quanto fa bene i calcoli… leggersela attentamente, iniziare ad inserire interruttori e… assistere impotenti alla comparsa di finestre di messaggio con su scritto “Errore irreversibile!” e spegnimento del programma… senza naturalmente aver salvato alcunchè…
Naturalmente, non bisogna mai cercare di capire perché i valori dei database di questo programma non coincidano molto con le caratteristiche (da catalogo) delle apparecchiature che dovrebbero rappresentare, né tantomeno pensare di creare un proprio database di apparecchiature (seguendo le istruzioni dettagliate di circa 100 pagine di manuale) perché alla fine della procedura, dopo solo due mesi di lavoro fuori orario… ci si accorge che si sono dimenticati di segnalare che, alla fine, bisogna ricompilare l’intero programma con il nuovo database… peccato che il codice sorgente sia sito presso la casa costruttrice, che in tal modo si ritrova (aggratis) un nuovo database da inserire nella prossima release…

In ogni caso, è sempre possibile ricorrere all’assistenza tecnica, visto che nel pacchetto di acquisto del programma è compreso – al modico prezzo aggiuntivo di circa 500 euro – l’abbonamento per un anno agli aggiornamenti e l’assistenza telefonica da parte dei programmatori che hanno realizzato questo immenso database… basta telefonare in orario giusto (l’assistenza funziona solo per quattro ore al giorno, certi giorni al mattino e certi al pomeriggio… un po’ come l’orario di visita del medico di famiglia…), non parlare assolutamente in termini tecnici da elettricisti (quei poveracci dall’altra parte sono programmatori, non elettricisti…), studiarsi prima dei buoni manuali di programmazione ricchi di gergo tecnico da programmatori (quei poveracci da questa parte sono elettricisti, non programmatori…), ricordarsi di leggere i 48 capitoli del manuale d’uso del programma, dove c’è scritto quant’è bello, quant’è figo, quanto fa bene i calcoli, quanto fa… ma non c’è scritto cosa fare quando si blocca perché stai cercando di inserire un interruttore magnetotermico e “lui” vuole un differenziale… (normalmente, l’assistenza si conclude con una frase del tipo “…legga il manuale, da pagina 1 a pagina 2468…”), e prepararsi ad inserire il progetto in esecuzione (quello che da l’errore) come allegato di una email da spedire all’ufficio di assistenza della casa produttrice, che lo avrebbe analizzato (in barba alle leggi sulla privacy…) ed avrebbe risposto entro poche settimane… (naturalmente, questo fa capire che, nel meraviglioso mondo dei programmatori, continuano a non esserci scadenze al giorno prima di iniziare i lavori…)

Beh, forse qualcosa è cambiato… per fortuna, le varie case produttrici continuano a creare e distribuire programmini gratuiti, senza alcuna assistenza, che hanno solo ed esclusivamente il database delle apparecchiature di quella casa, e funzionano benissimo, senza scomodare office ed autocad e senza impegnare eccessivamente le risorse dei computer con effetti grafici tridimensionali…

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