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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 27 giugno 2014

L'idiota...

Era la sera della vigilia di Natale.

Ero a casa, pronto a festeggiare con la famiglia, ma uno scrupolo di coscienza mi obbligò ad accendere il computer e controllare la posta elettronica aziendale, caso mai ci fossero problemi.
Non c'era nessun problema, ma c'era comunque un messaggio.
Lo aprii, una immagine copiata dal web, con frasi di auguri, tipiche del periodo, in italiano.
La guardai stupito, e vidi che l'aveva spedita lei, Segretaria.
Immaginai che avesse mandato gli auguri a tutti, ma non c'era nessuna traccia di altri nominativi in copia (e nemmeno in copia nascosta): risultava inviata solamente a me.
La ringraziai, rispondendo al messaggio.

Un paio di giorni dopo, guardando la posta nuovamente, non vidi nulla, ma poco dopo mi accorsi che lei era collegata sul social-network dov'è anche amica del mio alter-ego umanoide, e l'idiota in questione non resistette a salutarla.
Nacque quindi una conversazione dove lei si inorgoglì tutta al pensiero che lui non era stato capace di scoprire come aveva fatto a mandare quel messaggio di auguri a tutti (lei aveva detto di averlo mandato a tutti)
Lui le chiese quindi come avesse fatto e lei, ridendo, gli rispose logicamente: "Semplice, ho inviato il messaggio direttamente a ciascuno di voi, sostituendo l'indirizzo di volta in volta!" "Uh? Un lavoraccio!"
"Si, ma la tua è stata la prima che ho inviato!" "Davvero?"
"Certo! Sei contento?" "Certamente, grazie!"
Risparmio il resto della chiacchierata, per evitare suicidi tra i lettori :P

Alla fine della meritata pausa natalizia, quando era quasi ora di tornare indietro, mentre gli italiani si preparavano a mettere le calze appese, nella speranza che una vecchietta volante gliele riempisse di carbone, il suddetto idiota si ricordò che i serbi stavano contemporaneamente preparandosi a festeggiare il loro natale.
Il suo browser si aprì su una pagina dove campeggiava una foto di un'autostrada relativamente affollata, su cui campeggiava un tabellone... su quel tabellone si poteva far comparire un messaggio a piacere, e lui ne approfittò, grazie anche all'aiuto del più potente traduttore disponibile online!
L'idiota scrisse una frase di auguri direttamente in serbo... in caratteri latini, naturalmente.
Salvò l'immagine, la ritagliò opportunamente e la rese verosimile.
La allegò a una email e l'inviò alla Segretaria.

Poco dopo, gli arrivò un messaggio sul social di cui sopra, lei lo ringraziava per il pensiero, ma era stupefatta che ci fosse un messaggio in serbo su un tabellone di un'autostrada italiana, evidentemente diretto a lei. Non riusciva a capacitarsi di come fosse possibile, anche se immaginava qualche trucco (sapeva che l'idiota se la cavicchiava abbastanza con i computer).

Il giorno dopo partì: per gli italiani le feste erano finite, per i serbi stavano cominciando.

Dopo un paio di giorni, i colleghi serbi si ripresentarono al lavoro, e lei apparve immediatamente al fianco di lui, lo salutò con affetto con i famosi bacetti serbi, poi iniziò il terzo grado su come fosse stata realizzata quella foto.

Lui resistette eroicamente alle più bieche torture, fino al momento in cui lei capì che non avrebbe ottenuto nulla e che era ora di tornare a lavorare, si alzò dalla sedia accanto a lui, lo guardò sorridendo e gli disse "Non so come diavolo hai fatto, ma è un pensiero molto bello, grazie!" Appioppò quindi un bacio sulla guancia di lui, e sparì dirigendosi al suo ufficio.

venerdì 20 giugno 2014

Dopo cena di natale...

Ma si sa che tra il sabato e il lunedi c'è comunque di mezzo la domenica!

Domenica mattina, ricevo una telefonata che, ovviamente, ritengo sia di lavoro anche se pensare che chi l'ha fatta stia lavorando la domenica prima di natale è alquanto strano e poco sensato. Fatto sta che rispondo e comincia la seguente conversazione in serbinglese.
"Ciao PornoStar!" "Ciao MK!"
"Cosa c'è?" "Volevo chiederti una cosa!"
"Ok, dimmi!" "No, non per telefono..."
"Va bene, quindi dobbiamo trovarci di persona" "Si!"
"Ok, dove e quando?" "Oggi pomeriggio, alle 4, davanti all'ufficio?"
"Va bene, ci vediamo!" "Grazie, ciao!"
Beh, appuntamento domenicale con una collega, quasi sicuramente per motivi di lavoro, ma ci sta comunque una bella doccia, inoltre è quasi ora di pranzo quindi devo cucinarmi qualcosa.
...
Provveduto alle necessità più impellenti, oltre che a qualche viaggio onirico nel mondo di internet, mi accorgo che è quasi ora, quindi spengo il computer, mi metto il giaccone e scendo, dirigendomi verso l'ufficio.
Arrivo e scopro che sono in anticipo, ma visto il clima non è il caso di aspettare fuori, quindi apro la porta ed entro, sedendomi alla mia postazione e accendendo il computer (puro automatismo)
Pochi minuti dopo, mi accorgo che si apre la porta ed entra lei.
Resto ammirato a guardarla, mentre si avvicina sorridendo: non l'avevo mai vista così elegante, e il trucco che ha messo mette realmente in risalto la sua bellezza, senza gli eccessi quasi volgari che utilizza di solito.
Lei ammira sogghignando nel mio sguardo il risultato del suo lavoro, e si avvicina con un sorriso da star "Hi MK!" "Hi PornoStar!" e via con i bacetti serbi.
"Thanks to be coming!" "Welcome, but there's a problem?"
"No, I want speak with you... if it's ok for you!" "Yes, of course, but we must speak about work?"
"No, not work..." "Ok, so we can go away from office?"
"Yes, of course! I've my car!" "Ok, let's go!"
Saliamo nella sua auto, lei mette in moto e ci allontaniamo dall'ufficio, dirigendoci verso un locale abbastanza chic (anche per lo standard serbo) e con posti riservati dove poter parlare tranquillamente senza subire il casino allucinante dei tipici locali serbi.
...
Parliamo per diverso tempo, lei mi fa una specie di terzo grado, infilando domande specifiche nel mezzo di chiacchiere varie del più e del meno, e ben presto mi rendo conto che è piuttosto inquieta per la mia presenza: non riesce a comprendere quale sia il mio vero ruolo nella ditta, non capisce e non sa come fare, ma vuole comprendere bene con chi ha a che fare, peraltro è anche preoccupata per il modo in cui mi ha trattato le prime volte, anche se non capisco cosa teme: io in fondo non posso fare assolutamente niente per lei, nè a favore nè contro (anche se lei pare non saperlo, e pare piuttosto convinta che io possa fare moltissimo)
La discussione si protrae, senza giungere a niente, dato che io non rivelo nulla, lasciandola nei suoi dubbi, e lei d'altro canto non osa farmi domande specifiche dirette, cercando di scoprire le risposte mediante giri di parole e arzigogolature varie assortite.
Alla fine, guardo l'ora "PornoStar, it's late! I'm hungry!" "Near there's a good restaurant!"
"Yes, I know!" "Come! We can go, and have a dinner together, if you like!"
"Why not?" "It's ok?"
"Yes, it's ok!" "Good! We can go, I drive!"
...
E ci troviamo quindi al ristorante, dove mangiamo, ma lei continua con le sue interrogazioni... che non portano a nulla, e io continuo con le mie risposte che non la aiutano affatto!

E alla fine, viene il momento di andar via anche dal ristorante, così saliamo in macchina e le chiedo di accompagnarmi verso casa, o almeno verso l'ufficio, se le viene maggiormente comodo.
Lei annuisce e mette in moto, accompagnandomi sotto casa e parcheggiando, quindi scende con me e mi accompagna fino al portone, facendomi sorridere per la situazione capovolta, ma lì giunti apro il portone e le chiedo se vuole salire (ho un paio di birre in frigo e del whisky se le va)
Mi aspettavo un rifiuto spaventato, ma invece lei sembrava non aspettasse altro, e sale con me: evidentemente vuole continuare l'interrogatorio!

venerdì 13 giugno 2014

Cena di natale...

E venne il momento di presentarsi presso il ristorante per la cena di natale!
Io parcheggiai la macchina con la quale avevo accompagnato anche CapoCantierista, entrammo e ci avvicinammo al tavolo dove cercammo i nostri posti.

Le postazioni al tavolo erano ben studiate, in modo che io mi sono ritrovato a mezza tavolata, a fianco del mio GrandeCapo.

Le gentili fanciulle invece si sono ammucchiate tra loro, formando un capannello all'angolo opposto del tavolo, e parlavano tra loro, discutendo di ogni cosa passasse loro in mente.

Ogni tanto, mentre sollevavo lo sguardo dal fiero pasto, mi accorgevo che parlottavano tra loro ridacchiando e guardandomi di nascosto, io le guardavo e loro si voltavano di scatto fingendo di non vedermi.

Questa versione recente di un film anni 70 si è ripetuta almeno 6 o 7 volte, e ogni volta erano sempre più imbarazzate al momento di voltarsi di scatto per evitare il mio sguardo.

A un certo punto il tasso alcolico era salito parecchio e le gentili donzelle si sono scatenate in una danza locale al ritmo della musica imperante dall'orchestra del locale, esibendosi in coreografie degne di un film hollywoodiano, suscitando ilarità nei colleghi.

Personalmente, sorridevo nel vedere la loro allegria, ma era troppo assurda la scena: 7 donne scatenate in una danza popolare serba, senza però alcun coordinamento: non si capiva bene come fosse questa danza, visto che ognuna la faceva a modo suo.

GrandeCapo era intento a criticare ogni cosa, rovinando l'atmosfera, ma io continuavo a guardare sorridendo le evoluzioni, e in un paio di occasioni ho notato che lei mi guardava, ma senza dir nulla.

Alla fine, quando ormai ci si era praticamente stancati di tutto e si cominciavano a sentire crampi nelle gambe, ecco che il mio collega CapoCantierista decide che è ora di tornare a casa, per lui, e siccome ho fatto io da autista, mi tocca andare (non che mi dispiacesse, visto che ero talmente stufo di star lì).

Un rapido saluto a tutti i colleghi e un saluto più lunghetto a tutte le colleghe, in particolare a lei, che mi dice "Ci vediamo lunedi!" "Se vuoi, possiamo vederci anche domani!" (domenica)
"No, domani devo sistemare alcune cose a casa!" "Ok, a lunedi!" e vado.

E il lunedi mattina mi trovai in ufficio, in attesa del momento in cui partire per tornare in Italia.

venerdì 6 giugno 2014

Conclusioni del venerdi

E per concludere...

Al termine del sopralluogo, rientrato in ufficio, scopro che l'indomani (sabato) dovrà venire in ufficio un'impresa a sistemare qualcosa, e ovviamente nessuno dei serbi sarà presente, ma ci sarò io, per cui mi toccherà fermarmi tutto il giorno a far da balia, ma tanto ho un lavoro da portare avanti, quindi mi sarei dovuto fermare lo stesso.

Dopo un po' che ero rientrato, ecco che arriva Segretaria, credevo fosse scesa per andar fuori a fumare, ma invece viene diretta verso di me.
"Ciao..." "Ciao"
"Ma allora tu domani sei qua?" "Come ogni sabato che trascorro in Serbia, perchè?"
"Non credevo che venivi a lavorare..." "Beh, solitamente cerchiamo di fare solo mezza giornata, ma veniamo sempre, sia il sabato che la domenica!"
"E' che io proprio domani non posso esserci..." "Non preoccuparti!"
"No, devo preparare tutto per la cena di domani sera!" "Lo so!"
"Ma tu vieni?" "Certo!"
"Allora mi raccomando, mandali via che devi poi prepararti per venire a cena!" "Ovvio!"
"Ma vuoi che passo? Ti porto qualcosa da mangiare?" "No, stai tranquilla!"
"Ma se vuoi... sarai tutto solo..." "Solo, con qualche decina di operai attorno!"
"Comunque, se ti serve qualcosa, qualsiasi cosa, chiamami!" "Certo, stai tranquilla!"
"Va bene!" "Non preoccuparti: me la cavo!"
"Allora sto tranquilla?" "Certamente!"
"Guarda che tu devi esserci alla cena di domani sera!" "Ci sarò!"
"Bene... allora ciao!" "Ciao!"
"E ricorda..." "Si?"
"Chiamami se hai bisogno!" "Certamente!"
"Ciao..." "Ciao..."

Sempre più sconcertante!!! O_O

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Personal Computer
Scheda madre: ASUS M2NPV-VM
Processore: AMD Athlon 64 X2 Dual Core Processor 3800+
RAM: DIMM 667 MHz 1GiB (espandibile fino a 4)
Scheda video integrata: nVidia GeForce 6150
HDD: Maxtor 6G160P0 da 160 GB (149 GiB)
Porte: seriale, parallela, USB (5), FireWire
Drive: floppy, lettore/masterizzatore CD/DVD
Scheda di rete ethernet e scheda modem per connessione internet
Sistema operativo preinstallato: GNU/Linux Ubuntu 10.04.1 LTS
Programmi preinstallati: tutti quelli compresi nell'installazione di Ubuntu

Eventuale: disponibile monitor CRT 15" o 17"

Elenco hardware presente disponibile

Elenco programmi installati disponibile (tutti quelli compresi in una installazione standard di Ubuntu 10.04.1 LTS)

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Se interessati (e per qualsiasi chiarimento), mandate una mail a miky666ykim@gmail.com


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