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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

lunedì 20 ottobre 2014

Serbian tourist 3

Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto... così dicevo, nella mia abissale ignoranza...
E invece NO!

Ci addentriamo infatti verso l'autostrada, giungendo a una cittadina grandicella, dove parcheggiamo in pieno centro, scendiamo dalla macchina e ci guardiamo in giro, alla ricerca di un ristorante.
Niente di simile appare nel nostro campo visivo, così decidiamo di approfondire e ci spostiamo di un paio di isolati, ma il risultato non cambia.

Passano un paio di giovani, ai quali ci avviciniamo con aria allegra e tranquilla (evitiamo di creare immediata antipatia nei nostri confronti) e chiediamo loro, in inglese, se c'è un ristorante nei paraggi.
SI guardano in faccia stupiti, ci dicono di no e se ne vanno.

GrandeCapo, convinto che il nostro inglese sia troppo infarcito di elementi estranei per essere compreso, decide di rivolgersi direttamente in prima persona al prossimo passante, che non tarda ad arrivare.

Alla richiesta se esiste qualche ristorante nei paraggi, si guarda in giro, ci guarda stupito, poi accenna un NO con la testa e si dilegua velocissimo.

Allunghiamo la passeggiata in area centrale e ci avviciniamo ad un altro gruppetto di giovani, tutti radunati attorno a uno di loro in sella a una moto. Ci guardano incuriositi, sempre tenendo conto che loro sono almeno il triplo di noi, e lasciamo che GrandeCapo esprima la richiesta col suo perfetto inglese oxfordiano.

Ancora una volta si guardano stupiti l'un l'altro, parlottano un po' tra loro, poi il motociclista si rivolge a noi e chiede in inglese direttamente "Waz he say?"
Ci guardiamo tra noi, io sto per scoppiare a ridere e Collega apre bocca col suo inglese partenopeo: "Our Boss ask you if there is here a restaurant!" "Waz?"
"A restaurant! Where we can eat!" "Ah! I don't know! Here are not restaurants!"
Dopo almeno 3 conferme che in quella cittadina relativamente grossa (più del buco dove stavamo noi) non esistevano ristoranti (mentre da noi ce n'erano almeno una ventina) decidiamo di risalire in macchina e allontanarci.

La stessa identica situazione si ripropone poco tempo dopo all'arrivo nella seconda cittadina relativamente grande, identica nei minimi dettagli (ok, cambiava il colore e il modello della moto del capobranco...)

GrandeCapo bofonchia qualcosa sull'ignoranza abissale di questo popolo che non capisce l'inglese!
CommunistyManager borbotta qualcosa sul fatto che GrandeCapo abbia ragione (sempre e a prescindere)!
Collega impreca contro la popolazione locale, con aggiunta di ricco corredo di bestemmie!
Io esprimo il parere di evitare di perdere altro tempo e andare decisi all'autostrada, dove sappiamo per certo che ci sono diverse stazioni di servizio con annesso bar/ristorante.

Alla fine, pare che l'idea possa essere accettata da tutti, così ci avviamo verso l'autostrada, dove Collega supera senza problemi la maggior parte dei suddetti locali, sfrecciando a velocità che credevo impossibili in una Punto con 4 persone a bordo, fino a raggiungere un tipico locale serbo.
Entra nel parcheggio e si ferma!

Scendiamo, entriamo nel locale, aperto, e chiediamo se è possibile mangiare ancora qualcosa, vista l'ora, senza pensare che, nella maggior parte dei casi, in Serbia quella è l'ora in cui si comincia a entrare nel vivo del pranzo... vabbè, in Italia sarebbe quasi ora della merenda, ma poco importa...

Dovendo recuperare una lunga giornata, ci assicuriamo che GrandeCapo abbia a disposizione la sua carta di credito e poi procediamo con l'ordinazione delle bevande (mi scappa di ordinare la birra prima che Collega parli di acqua minerale, contravvenendo agli ordini del capo, ma in fondo è domenica e non devo andare a lavorare dopo, e subito dopo tutti, GC compreso, ordinano anche loro alcolici) e chiediamo il menù per le vivande.
Dal menù ci accorgiamo che il locale è tipico, quindi anche il pranzo lo è, per cui ci prepariamo a un vassoio di antipasti tra formaggi e salumi e a portate di carne relativamente abbondanti.

Dopo un paio d'ore abbondanti, lasciamo a GC il piacere di pagare e ci dirigiamo alla macchina, ripartendo per la destinazione finale.

Pochi minuti dopo aver lasciato il locale, nell'autostrada incrociamo il piazzale dove ha sede McDonald, e GC bofonchia qualcosa sul fatto che avremmo potuto arrivare fino a lì e che sarebbe costato meno, mentre CM gli da ragione a prescindere, e si voltano a guardare me, che rispondo "Che volete da me? E' lui che sta guidando!"
Risata diabolica di Collega, mentre usciamo dall'autostrada e ci prepariamo a superare gli ultimi 20 km di statale che ci separano da casa... dal frigo... dalla mia birretta...
E basta con queste folli idee di fare i turisti: noi siamo qua per lavorare, non per divertirci!
Per fare i turisti, occorreva farsi assumere nella ditta che faceva la parte edile della direzione lavori: loro si che hanno visitato ogni posto nei dintorni (non solo in Serbia...)

giovedì 16 ottobre 2014

Serbian tourist 2

Uscimmo quindi dalla meta culturale della nostra gita, per recarci presso la meta prosaica, ovvero alla ricerca di un posto dove mangiare.

Non è certo complicato trovare un posto dove mangiare in una nazione come la Serbia, specie considerando che (pare) i serbi facciano diretta concorrenza agli hobbit in fatto di mangiare.

Noi ci allontanammo dalle rovine dirigendoci verso il Danubio, dove GrandeCapo aveva intenzione di farci mangiare il locale prodotto ittico, che nei ristoranti di lusso era conosciuto come "siluro del danubio" (grazie a google) e che invece noi comuni mortali con scarse conoscenze e scarsa cultura da galateo, continuavamo a chiamare "pesce gatto".

La strada verso il grande fiume non era molta, ma per qualche strano motivo Collega ha deciso di seguire quelle che pensava fossero le giuste indicazioni (non so come facesse a leggere i cartelli in cirillico, ma spero almeno che sapesse che in serbo Danubio diventava Dunav, ovviamente scritto in alfabeto cirillico)
Ci trovammo quindi in un paesino di altri tempi, dove le poche persone che incontravamo ci guardavano stupiti e confusi, alcuni giungevano persino a fermare i trattori e i carretti, per non smettere di osservarci anche dopo che li avevamo superati.

Alla fine del paesino, ci trovammo di colpo che finiva anche la strada (di colpo, quasi come se qualcuno avesse tagliato via tutto con una forbice immensa) e cominciava la boscaglia della tundra locale...
Collega è convinto che in breve ricominci la strada e soprattutto che quella sia la direzione giusta, quindi trasforma di fatto la Punto in una Jeep e si da al fuoristrada, incurante del fatto che a bordo ci fossero 4 persone di cui il più magro era prossimo ai 100 kg (e non ero io, casomai ve lo chiedeste) quindi procede, incurante dei gemiti di CommunistyManager (che a breve avrebbe aperto il finestrino per alleggerirsi ancora di più) e dei brontolii di GrandeCapo (che non riusciva a giocare comodamente col suo smartphone)
Io gli chiedo se è proprio sicuro che sia la direzione giusta, e lui mi risponde di si, con un tono che mi convince che è meglio se sto zitto.

Andiamo avanti un poco e ci rendiamo conto che è impossibile proseguire, a meno di non trasformare la Punto in un elicottero, ma quel che è peggio è anche impossibile fare manovra per girare e tornare indietro.
CM esce dalla macchina e dona un po' di colore verdastro al terreno grigio, quando si rende conto che l'unica alternativa è quella di ingranare la retromarcia e tornare sulla strada... sono solo poche centinaia di metri, in fondo... (francamente, io al posto suo me la sarei fatta a piedi, anche se ammetto che alcune zone erano difficili da attraversare senza stivali)
GC mette finalmente via il telefonino e si riparte, in retro, tra alberi, cespugli, radici, fango (e altre amenità) per raggiungere nuovamente la strada, risalire sull'asfalto, prepararsi per fare la manovra di inversione facendo attenzione a non sfondare i muri semidiroccati da entrambi i lati della stradina e... scendendo comunque tutti per poter cambiare la ruota completamente distrutta...

Alla fine usciamo dal paesino, giungiamo a un bivio e lui dice "E' di qua!" "No, è di là!" rispondo io
Mi guardano tutti "Come?" "Di là!"
"Ma quando mai tu hai visto il Danubio?" "Mai!"
"E dici che è di là?" "Si!"
"Sai leggere i cartelli cirillici?" "No!"
"E come fai a dire che è di là?" "Semplice, chiunque con il cervello acceso ci arriverebbe!"
"Eh?" "Vedi quegli alberi all'orizzonte da quel lato?"
"Si, e allora?" "Il Danubio è là!"
"Quelli sono alberi, il Danubio è un fiume!" "Si infatti!"
"E allora che c...o dici?" "Quelli sono pioppi, vivono nei luoghi umidi: se ce n'è una simile quantità vuol dire che c'è una grossa fonte di umidità in quell'area, e cosa c'è di grosso e umido qua in zona oltre al Danubio?"
Si guardano stupiti e perplessi, poi GC ordina di seguire le mie indicazioni e così, in breve, ci troviamo di fronte al fiume (a dirla tutta, eravamo arrivati a un canale derivato dal Danubio per scopi agricoli e per gare di pesca, ma il "vero" Danubio era a soli 200 metri di distanza, se ci fosse stato un ponte per attraversare il suddetto canale)
Convinti che non li avevo portati fuori zona, si decidono infine a scendere e ammirare l'acqua tutt'altro che blu, perdendosi in commenti strambi, fino a quando sentiamo chiudere una porta a chiave...
Ci voltiamo e vediamo che i titolari dell'unico locale in zona apparentemente gastronomico se ne stanno andando, incuranti del fatto che Collega li supplica di riaprire e prepararci da mangiare.

Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto...

mercoledì 1 ottobre 2014

Serbian tourist

Sia ComunistyManager che GrandeCapo erano abbastanza concordi tra loro nel dire che il mio ingliscese non fosse propriamente oxfordiano, ma piuttosto simile a quello parlato da Tarzan, e potrei anche dar loro ragione ma, come dicevano alcuni, l'importante è capirsi, e non solo io mi capivo, ma capivo anche le varie imprese e (soprattutto) le varie imprese capivano me.

Un giorno (sabato) GrandeCapo in prima persona personalmente scende ai piani bassi e mi dice "Domani mattina andiamo a farci una gita turistica!" "In Serbia? Gita turistica?" rispondo stupito
"Si, qua vicino (???) ci sono le rovine romane di Viminacium! Domattina si parte, tutti insieme, e andiamo a vederle!" "Ok!"
"Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!"
Egli ascese quindi al piano superiore, mentre io aprivo la fonte di ogni sapere e mi informavo su codesto loco: sapevo che i Romani erano stati anche in Serbia (e non solo) e sapevo che persino un imperatore era originario del posto (visto che era raffigurato sulle bottiglie dell'acqua minerale) ma non sapevo che ci fosse qualcosa di turistico nella zona... e infatti non era nella zona ma a un paio d'ore abbondanti di autostrada... come se un torinese dicesse oggi "Vado a vedere l'Arena di Verona!"

Domenica mattina si parte, presto, molto presto: non si era nemmeno svegliato il mercato...
Dopo circa un'ora e mezza di viaggio (guidava un collega, io ero sistemato accanto a lui a far da navigatore, e dietro GC e CM cianciavano delle quattro operazioni) arriviamo al bivio e usciamo dall'autostrada, incanalandoci in una di quelle che dalla cartina risultavano essere strade di scorrimento veloce (effettivamente andavamo più veloci di un cavallo, ma non garantisco in caso di gara con una biga)
Seguendo attentamente cartelli in cirillico, dove le uniche indicazioni per la nostra destinazione erano individuabili dal fatto che il colore del cartello era marrone e non blu, procediamo avventurandoci in una specie di deserto...

Al termine, dopo aver passato caratteristici paesini (che non facevi in tempo ad accorgerti di essere in un paesino che subito era finito) ci troviamo davanti a una recinzione da lager! Scendiamo, ci avviciniamo a quello che appare essere un cancello e troviamo un cartello poliglotta, dove era evidentemente scritto che davanti a noi c'erano le rovine di Viminacium (non era ben chiaro come mai noi vedessimo solo una recinzione, ma non importa: il cartello era chiaro ed evidente!) Entriamo in macchina, seguendo un sentiero sterrato circondato da bighe (forse autentiche o forse ricostruite, ma non avevo voglia di approfondire, visto che non parlo il bighese) e infine raggiungiamo un posteggio vuoto!!!

Accanto un paio di baracche, entriamo nella prima e ci accoglie un tipo in uniforme, con pistola alla mano, che ci chiede in serbo cosa vogliamo, noi rispondiamo in inglese che siamo turisti e lui ci manda aff.. nella baracca accanto, indicandoci la direzione con la canna della pistola, per farsi capire meglio!

Nella baracca accanto, entrando, sveg...attiriamo l'attenzione di due donne, che ci guardano stupite.
GrandeCapo chiede se parlano inglese, una risponde di no e l'altra di si, quindi si rivolge a costei e le dice che siamo venuti a vedere le rovine. Lei si volta verso l'altra e evidentemente le traduce, quindi ci guardano stranite (era evidente che pensavano "ma allora esistono davvero i turisti? mi ricordo che i miei antenati mi parlavano di questi esseri fantomatici, ma pensavo fossero leggende metropolitane!")
Alla fine, con grande sforzo, GC riesce a completare la trattativa, paga i biglietti per tutti (una ventina di euro per 4 persone, forse poco rispetto all'Italia ma sicuramente un salasso enorme per la Serbia) e cerca di comprare una piantina della zona, ma la risposta è "No, questa è l'unica che abbiamo! Non possiamo venderla! Scaricatevene una da internet!"


La fanciulla anglofona indossa quindi un giacchetto e ci dice di seguirla!

Usciamo e ci rechiamo presso un capannone nelle vicinanze coperto da un telone da circo, con l'ingresso in fase di lavorazione e quindi un operaio ci tiene sollevato un lembo di telone per farci entrare da un'apertura "secondaria".
Dentro vediamo uno scavo con qualche accenno di costruzione (potete ammirare nelle foto di wiki) e la nostra guida si avvicina a un tabellone dove con dei fogli di carta erano esposte le varie immagini sulle quali basava la sua spiegazione.
Ci ha accennato che quello che vedevamo era il mausoleo, che era un luogo di sepoltura, che c'erano un paio di scheletri femminili in bella vista, che una era sicuramente cristiana e l'altra sicuramente pagana (motivo della differenza e della relativa certezza religiosa: una aveva le braccia incrociate sul petto, quindi cristiana, l'altra distese lungo i fianchi, quindi pagana) e poi ci ha spiegato qualcosa sulle pietre, sulle rovine, sui materiali usati, su un paio di simboli esoterici: diceva infatti che c'erano raffigurati dei leoni, mai visti in Serbia e quindi sicuramente simboli esoterici (non so se si riferisse al periodo romano o a epoche recenti...), inoltre ci spiega che c'è anche uno scheletro di mammuth, tipico abitante dei luoghi in epoca romana (???)

Alla fine della chiacchierata, ci fa cenno di seguirla e si avvia verso lo scavo, scendiamo e vediamo i famosi scheletri, quindi ci avviciniamo a un sottopassaggio, dove ci dice che passeremo sotto il mausoleo, ci saranno due nicchie dove vedremo affreschi pittorici (forse anche i famosi simboli leonini) e ci intima di non far luce (per non rovinare gli affreschi) entrare nelle nicchie uno per volta (per via del ristretto spazio) seguire lei (per evitare di perderci nei meandri di un tunnel lungo una ventina di metri) e, soprattutto, visto che il tunnel era alto circa un metro e mezzo, di non approfittare del buio e del fatto di dover star chini dietro di lei per toccarle il culo!!! (le sue parole esatte furono "don't touch my ass!")

Dopo la faticosa esplorazione (con vista delle nicchie buie dove era impossibile scorgere qualsiasi dettaglio) usciamo infine a riveder le stelle, o meglio a rivedere il tendone e lei ci riporta verso l'uscita. Il solito operaio aiuta a tener aperta la "porta", usciamo all'aperto e ci fa cenno verso l'orizzonte "Prendete la vostra macchina e andate pure a vedere il resto!"

Ci guardiamo stupiti, mentre lei sparisce, quindi saliamo in macchina e partiamo seguendo i sentieri accennati, mentre GC si lamenta dell'inglese parlato dalla guida "Non ho capito un BEEEP!!!" "Nemmeno io!" aggiunge subito CM
Collega non dice nulla, e a me sfugge un "Strano, io ho capito tutto quello che ha detto!" "E' impossibile! Tu non capisci l'inglese!" "Evidentemente allora il suo non era inglese, visto che l'ho capita perfettamente!" "Bah! Parlava un klingoniano simile al tuo, quindi è ovvio che vi capivate!"

Chiudiamo la discussione mentre Collega raggiunge l'anfiteatro dove la guardia ci dice che è in ristrutturazione e non possiamo vederlo, alle nostre proteste la mano corre immediatamente alla pistola, mentre ci intima di andar via che non possiamo vedere un'area in fase di restauro!
Ci convince, e ci allontaniamo, andando verso le terme, dove invece il sorvegliante ci accoglie con incredibile emozione, mostrandoci orgoglioso tutto, chiacchierando amichevolmente con Collega (anche se nessuno dei due capiva l'altro) e facendoci persino fare un giretto oltre la recinzione, dentro le terme stesse, sulla pavimentazione romana!
Usciamo per cercare altro da vedere, ma il sentiero ci riporta al capannone, chiediamo quindi dov'è questo fantomatico scheletro di mammuth, ma la ragazza presente non parla inglese e l'altra è sparita, quindi non sa dirci nulla (non capisce nemmeno quando Collega prova a disegnare un mammuth su un foglio di carta... oddio, forse nemmeno io avrei capito che quello era un mammuth...)

Risaliamo quindi in macchina e usciamo dalla recinzione, addentrandoci nei meandri della Serbia, mentre i nostri stomaci ci avvisavano che era ora di far il pieno!

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