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Visualizzazione dei post con l'etichetta Longobardi bizantini e ostrogoti...

Verona

Stando a Verona per alcuni mesi, qualcosa della città ho imparato a conoscerla. Ovviamente il punto di ritrovo (uscendo dalla caserma) era sempre la piazza centrale (piazza Bra), da dove era immediato raggiungere la stazione (per consultare gli orari per partire qualora ci scappasse una licenza) o più semplicemente prendere un caffè e passeggiare per via Mazzini girando attorno all'Arena, proseguire quindi da piazza delle Erbe verso la tradizionale casa di Giulietta, dove una folla numerosa attendeva paziente di poter palpare le tette (ormai lucidissime) della statuaria padrona di casa, e infine proseguire verso quella che veniva chiamata la Porta dei Leoni, dove in un seminterrato era possibile vagare attraverso una serie di bancarelle di libri usati, dove ho scoperto un mondo nuovo (le opere di Lovecraft, nell'edizione millelire e il libro che mi ha tenuto compagnia per tante notti di servizio, il Signore degli Anelli) A volte, la passeggiata avveniva con un amico col qu...

La riva bianca e la riva nera

Alcuni, non conoscendomi, potrebbero prenderla a male per il fatto che negli ultimi post di questa serie abbia parlato male della zona lombarda. Ripeto che costoro non mi conoscono, altrimenti avrebbero capito che le mie sono quelle che vengono definite critiche costruttive, e sono basate esclusivamente sulla mia personale esperienza in merito. Non è certo colpa mia se mi sono sempre trovato male sull'altra sponda. A proposito, basta semplicemente considerare il confine, ovvero il Ticino, ma principalmente il Lago Maggiore. La mia principale meta di vacanza è Arona, sulla riva del suddetto lago. Sapete che le mie vacanze sono giornaliere, ovvero parto al mattino presto per raggiungere il lago, passo lì la giornata e ritorno la sera tardi (sovente la notte) a casa. Arona è una cittadina piccola ma graziosa, con una strada di passeggio, molti negozi e l'imbarcadero per raggiungere le attrattive turistiche del lago. E' vero che il servizio tende a rovinarsi (come qualsiasi alt...

Mamma, son tanto felice...

Viste le passate esperienze nelle terre del nord-est, era ovvio che durante la fase di ritorno fossi particolarmente felice, man mano che mi avvicinavo a casa (Ok, trovatemi qualcuno che non è felice di tornare a casa dopo trasferte, periodi di naja, lavori osceni e cose simili.. ovviamente sono esclusi coloro che vivono con la suocera..) Oltretutto, seduto nel posto sul treno, accanto al finestrino, ammiravo il panorama esterno rinfrescando le mie scarsissime nozioni di geografia (e a volte anche di storia), così i miei pensieri erano di questo tipo: Ecco il Ticino, ora lo attraverso ed entro in piemonte.. Ecco Novara, con il suo caratteristico campanile.. Ecco le risaie del vercellese, a seconda del periodo con o senza acqua (ormai per la maggior parte tramutate in campi di coltivazione di granturco anziché riso..) Ecco Vercelli, immersa nella pianura afosa e opprimente.. Ecco Santhià, con il suo scalo ferroviario e l'inimmaginabile quantità di zanzare che una volta mi hann...

Gardaland...

Durante il periodo di permanenza a Verona, mi è capitato più volte di avere delle giornate libere, singole e intervallate, quindi inutili ai fini di una licenza, ma che sfruttavo biecamente procurandomi permessi per girare le zone limitrofe. A volte, è capitato che insieme a me avesse la giornata libera anche qualcuno dei miei compagni di sventura, e che anche lui prendesse il permesso, uscissimo insieme e ci recassimo da qualche parte non necessariamente in città (lo so che non ci si potrebbe allontanare, ma in fondo mica eravamo in guerra..) Una volta, uscendo e raggiungendo la stazione, vedemmo che a breve sarebbe partito il treno che faceva la prima fermata a Peschiera. Mi volto verso l'amico e chiedo “Oltre al carcere, cosa c'è a Peschiera?” “Il lago, nient'altro.. ma vicinissimo c'è Gardaland!” Detto fatto: biglietti (con lo sconto riservato alla nostra particolare categoria di impiegati statali) e via, destinazione Peschiera. Scendiamo e, non sapendo nulla, c...

Alla fiera dell'est...

All’epoca le manifestazioni non le facevano ancora a Rho ma a Milano, e tra le altre c’era la biennale ricorrenza dell’INTEL (non Inter, INTEL, fiera dell’elettrotecnica, elettronica e illuminotecnica, alla quale si partecipa per conoscere le ultime novità del settore e per scoprire le novità delle case produttrici, selezionando accuratamente i rappresentanti che faranno poi visita..) La prima volta che ci sono andato ero al Politecnico, in compagnia dei miei compagni di corso, con lo scopo fondamentale di raccattare cataloghi (no: i rappresentanti non passavano dagli studenti, e i professori si divertivano a dare esercizi che richiedevano l’uso di cataloghi per procedere). Tra le altre cose, oltre alla raccolta di cataloghi, ottenemmo alcuni software di progettazione (all’epoca sotto DOS), che non ho praticamente mai usato (chi ce l’aveva il computer? L’ho avviato una volta al LAIB del Poli, un giorno che non c’erano né virus né laureandi..) e che immagino da qualche parte ci sia a...

La battaglia di Legnano

Le terre longobarde non consistono solo nella megalopoli caotica, ma ci sono molti altri posti forse meno conosciuti dai più, ma ben noti a un vampiro. Un giorno, nella Piccola Ditta dove facevo tutto , GrandeCapo mi disse “Domani mattina vieni qua alle 6!” “Alle 6? Per essere qua alle 6 devo prendere il tram alle 5, e non so nemmeno se ci sono tram a quell’ora..” (non è vero: i tram cominciano a sferragliare sotto casa mia alle 4, ma lui non lo sapeva, e all’epoca non ero automunito..) “Cerca di arrivare per le 6, che c’è da andare fuori sede!” “Dove?” “A Legnano..” “Legnano? Dove c’è la lega?” “No, noi andiamo dalle suore, al solito..” “Che palle! Mai una volta che ci divertiamo: le leghiste sono più fighe delle suore..” (anche perchè la media dell'età è sicuramente inferiore ai 65 anni) L’indomani mattina, prima che il sole sorgesse, io ero lì, tra le tenebre, a suonare al citofono della ditta, e PiccoloCapo mi aprì (almeno anche lui era stato tirato giù dal letto in orario...

Coca, panini, birra, cocaaaa

Era un periodo di grande pendolarismo con le ferrovie dello stato, in particolare la tratta Torino-Milano-Verona e ritorno. Sulla tratta Milano-Verona in particolare non era raro (prendendo sempre lo stesso treno alla stessa ora) incontrare sempre le stesse persone, e in particolare mi rammento di un venditore ambulante. Saliva alla stazione di Milano Centrale scendendo poi a Brescia, dove prendeva il treno in direzione opposta per tornare indietro. Vestiva in maniera trasandata, e aveva con sé un secchio di plastica nel cui interno c'erano alcune lattine di bibite. Malgrado il mio orario fosse serale, l'afosità estiva della pianura padana favoriva enormemente il commercio di bevande, e molti (specie balzando sul treno all'ultimo momento) aspettavano ansiosamente di sentire le grida identificative di costui, in quanto aveva effettivamente un grido identificativo particolare, o meglio una cadenza particolare nel gridare la propria merce. Egli infatti passava di vagone in vag...

Riccione, truppe coloniali..2

In realtà, dopo l’apocalittica esperienza da campeggiatori , e dopo un anno sabbatico di meravigliose vacanze torinesi (le colline di Torino sono uniche al mondo..), venne l’idea di ripetere l’esperienza, ma stavolta la decisione non si pose: la colonia! Io tremavo per i ricordi di rigidezza e disciplina ma tremavo di più all’idea di finire al campeggio. Raggiunta la colonia, scoprii che l’ambiente era sempre lo stesso, comprese le signorine. Ovviamente ci divisero a me e mia sorella, ma stranamente le cose erano diverse: lei fece immediatamente amicizia con le bambine della sua età e io feci amicizia con alcuni ragazzini del mio gruppo. La colonia era gestita con disciplina, ma le signorine sapevano come far divertire e come organizzare giochi e svaghi. Un giorno ricevemmo la visita di un carretto di gelati, spinto da un vasto gruppo di gelatai (il gruppo dov’era mia sorella, acconciato con costumini di cartone di tipo carnevalesco), poi lei ogni mattina scappava dal suo gruppo...

Viet-Romag-Nam

L’anno successivo alla mia triste esperienza con il campeggio , decisi di recuperare il tempo perduto e, quando i miei genitori mi chiesero se preferivo la colonia o il campeggio, dissi che preferivo il campeggio. Quell’anno, raggiunse il limite minimo di età per partecipare anche la mia sorellina. Solito autobus, solito trasbordo verso Ravenna, raggiungimento della Marina e.. niente pineta. Ci scaricò in una zona pressochè desertica, dove un solo albero regnava sovrano indiscusso di tutta la savana, sotto il quale era montata la tenda dei caporali, mentre attorno, sotto il sole, c’erano le tende dei disgraziati.. La prima giornata eravamo stanchi, ma dalla seconda giornata cominciammo a capire che le cose erano cambiate. Il sole rendeva le tende incandescenti fino dal mattino presto, obbligando tutti a svegliarsi prestissimo, malgrado l’arsura avesse impedito di andare a dormire se non dopo molto tempo che il sole era sparito. Ognuno doveva provvedere a sé stesso, e infatti c’er...

Morbus bizantinuum

Dopo l’esperienza con la colonia , chiesi ai miei genitori di lasciarmi provare (l’anno dopo) con il campeggio: avevo sete di libertà, non avendo mai sopportato la rigida disciplina della vita di caserma, neanche all’epoca.. L’anno dopo, mio padre richiese quindi il campeggio per le mie avventure estive, e scoprii (per la prima volta nella mia vita) che forse c’era una stella quando sono nato. Il solito autobus ci condusse alla Marina di Ravenna, splendida cittadina, addentrandosi quindi in una pineta rigogliosa dove ci scaricò di fronte allo sguardo attento di numerosi caporali travestiti da giovanotti e signorine. Scesi, fecero l’appello e ci fecero quindi prendere posto nelle tende, dove sistemammo la roba. Cominciarono quindi delle fantastiche giornate di giochi e gite a vedere il bello di una città che è stata sia capitale romana che bizantina. Ovviamente, essendo nella Marina, non mancavano le giornate al mare, compresa la volta in cui ci fecero ammirare l’alba sul mare adri...

Riccione, truppe coloniali..1

La prima volta che sono stato in caserma, avevo ben 7 anni, e il periodo di servizio è durato esattamente 6 settimane. Era estate, il grosso ente per cui lavorava mio padre aveva messo a disposizione dei dipendenti, per i propri figli che avevano terminato le scuole, la colonia estiva, sita presso la famosa cittadina della riviera romagnola. L’autobus ci raccolse a Torino, poi proseguì verso Milano dove raccolse ulteriori vittime sacrificali, per giungere infine a Riccione, entrando nel cortile della caserma e scaricandoci dentro, mentre una folla di caporali travestiti da signorine aspettava il nostro ingresso. Schierati tutti in riga, cominciò la complicata fase dell’appello, durante la quale una signorina alla volta si avvicinava e chiamava alcuni nomi da un foglio, e i chiamati si avvicinavano a lei, che al termine diceva loro “Seguitemi!” e sparivano dentro una delle numerose porte, e nessuno li rivedeva più. Quando venne il mio turno, la signorina raccattò il gruppo e ci port...

Quel ramo del lago di Como

Io sono uno di quelli che evidentemente non impara mai. Sapevo benissimo che andare in vacanza nelle terre dei longobardi NON è cosa buona e giusta , ma questo non toglie che ci ricascai. Perché andare solo al Lago Maggiore? In Lombardia ci sono diversi laghi, ricchi di arte e cultura, quindi perché non andare a vedere le terre che hanno fatto da sfondo al più famoso romanzo storico italiano? La sorellina trova un alberghetto su internet e prenota per tre notti (con la possibilità di ampliare a una settimana). Detto fatto, partenza e via: destinazione Como. L’autostrada Torino Milano era già preda delle devastazioni allucinanti dell’alta velocità, quindi procedetti con la dovuta cautela fino all’uscita di Milano, dove cominciarono le difficoltà di inserimento nella giusta coda per procedere verso Como, dato che evidentemente le segnalazioni in Lombardia costavano troppo all’epoca.. Superata l’imbarazzante difficoltà di chi arriva da una corsia e scopre solo all’ultimo istante di dover...

Milano da bere, ma non da mangiare

In epoche primordiali, quando la Grande Metropoli del Nord era famosa in tutto il mondo per la sua eccezionale ricchezza, a volte capitava che qualcuno con minori esigenze dedicasse una giornata a una gita fuori porta, facendo il turista in patria (in assoluto silenzio, che se lo avessero scoperto i colleghi che nei week-end prendevano l'aereo per andare dalla parte opposta del pianeta, l'avrebbero perennemente criticato indicandolo come un pezzente che non può spendere mijoni di lire - o migliaia di euri - per andare in giro..) Quel giorno decisi di andare a fare il turista a Milano (anche perchè non l'avevo mai vista sotto l'aspetto turistico: ci sono stato innumerevoli volte per lavoro, ma non c'ero mai stato per diletto), e siccome nell'intervallo di tempo trascorso tra il decidere di farlo e il partire per farlo non sono morto (purtroppo), ecco che mi presento puntuale alla stazione ferroviaria (sapevo, da precedenti esperienze, che era meglio evitare di an...

La disfatta di Lodi

Quell’anno mi trovai stranamente con un certo numero di giorni di ferie da consumare, stranamente non perché io non avessi diritto alle ferie, ma perché fu la ditta ad avvisarmi delle ferie e, data l’impossibilità di consumarle tutte nel periodo canonico delle 2 settimane a cavallo del ferragosto, mi ordinò in pratica di andare in ferie. Era praticamente fine giugno, quindi chiesi (e ottenni) 2 settimane a luglio, durante le quali partii per quella che è la mia idea di vacanze, che si confà direttamente alla frase della bella canzone di Ligabue “Certe notti..”, quando dice “..certe notti la macchina è calda, e la strada la decide lei..” All’epoca avevo la mia prima auto: un vecchio rottame che era nato come Alfa 33, ancora bellissimo esteticamente, ma vecchio: l’avevo comprata stra-usata per poter portare in giro mio padre dopo la malattia che l’aveva bloccato Siccome a ottobre dovevo fare la revisione, andai dal meccanico di fiducia della ditta per cui lavoravo e gli dissi di dare una...

La prima volta a Milano

La prima volta che sono capitato a Milano andavo al politecnico. C'era un'esposizione inerente il settore elettrico, che veniva proposta a cadenza biennale nel periodo tardo primaverile (verso maggio), e il nostro insegnante era interessato a farci partecipare. Venne quindi organizzato un pullman e dedicammo un sabato a questa visita tecnica (sabato perché, oltre a non esserci lezioni, era il giorno in cui l'esposizione era rivolta anche ai non addetti ai lavori, quindi anche agli studenti come noi...) Il pullman partì al mattino prestissimo, quando il sole cominciava appena a fare capolino timidamente dietro la collina di Superga, e si incamminò nei dedali delle strade centrali fino a raggiungere l'estrema periferia (passò anche sotto casa mia, al chè immaginai che avrei potuto attendere lì e garantirmi almeno una mezz'ora di sonno in più...) e infine imboccò l'autostrada. Accanto a noi vedevamo sfrecciare paesi, lampioni, cartelli, automobili, tir, tir, tir, f...

Pandoro e sbrisolona

Subito dopo gli studi, trovai immediatamente un lavoro statale a tempo determinato (un anno), con scarsissima retribuzione ma comprensivo di vitto e alloggio, visto che si svolgeva in trasferta. La cartolina diceva che dovevo presentarmi un certo giorno di dicembre in un paese chiamato Mortorio , in provincia di Verona (???) Io sapevo a stento che esistesse Verona, figuriamoci sapere dov’era sto Mortorio (che nome, poi..), che poi non riuscivo a trovare da nessuna parte (no: all’epoca internet era per me totalmente sconosciuta, sapevo a malapena che esistessero i computer ..) Alla fine, dopo aver svolto accurate indagini senza avere alcun riscontro in merito, alcuni colleghi locali di coloro che dovevo raggiungere mi dissero di arrivare a Verona e che avrei ottenuto maggiori informazioni lì. Arrivai a Verona dopo un viaggio allucinante, e trovai effettivamente davanti alla stazione un pulmino con accanto una specie di scimmione urlante che scrutava tutti cercando di individuare la pre...

Longobardi, bizantini e ostrogoti...

Nella vita di molti abitanti delle selvagge terre del nordovest, viene il giorno in cui si trovano scagliati a contatto con le altre terre, quelle leggendarie oltre il Ticino, dove dicono che esista una grande megalopoli dove dimora supremo e incontrastato il Caos Primordiale. Chi è fortunato evita questo richiamo, ma io non sono mai stato fortunato, quindi ho avuto modo di frequentare a lungo le terre orientali oltre la riva del Fiume Che Era Un Lago, e ho anche visto diverse volte l'immensa megalopoli caotica, ma mi sono spinto anche più in là: ho visto le terre all'estremo oriente, dove ci sono città leggendarie costruite direttamente sull'acqua, come immense palafitte, e città costruite sulle montagne dove la gente parla una lingua incomprensibile. Ma non mi è bastata: sono andato ancora oltre, superando le terre longobarde e le terre gotiche, ho valicato il Grande Fiume, che lì è realmente grande, quasi quanto il mare, e ho raggiunto le terre bizantine, per giungere fi...