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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 21 gennaio 2011

Viet-Romag-Nam

L’anno successivo alla mia triste esperienza con il campeggio, decisi di recuperare il tempo perduto e, quando i miei genitori mi chiesero se preferivo la colonia o il campeggio, dissi che preferivo il campeggio.
Quell’anno, raggiunse il limite minimo di età per partecipare anche la mia sorellina.
Solito autobus, solito trasbordo verso Ravenna, raggiungimento della Marina e.. niente pineta.
Ci scaricò in una zona pressochè desertica, dove un solo albero regnava sovrano indiscusso di tutta la savana, sotto il quale era montata la tenda dei caporali, mentre attorno, sotto il sole, c’erano le tende dei disgraziati..
La prima giornata eravamo stanchi, ma dalla seconda giornata cominciammo a capire che le cose erano cambiate.
Il sole rendeva le tende incandescenti fino dal mattino presto, obbligando tutti a svegliarsi prestissimo, malgrado l’arsura avesse impedito di andare a dormire se non dopo molto tempo che il sole era sparito.
Ognuno doveva provvedere a sé stesso, e infatti c’erano delle pile di pietra dove lavare i propri panni, ma mia sorella era piccola, così piccola che rischiava di caderci dentro e annegare. Io cercavo di darle una mano ma non sono mai stato in gamba nelle faccende domestiche, quindi i nostri abiti (ma non solo i nostri, quelli di tutti i bambini in realtà) erano diventati ben presto assai simili alle mimetiche dei militari durante la guerra del golfo.
Questo, misto alla carenza di sonno causa la presenza di forni crematori invece di tende e alla carenza di cibo, visto che le scorte prima di giungere a tavola si fermavano nella tenda dei caporali e che mancava qualcuno che sapesse cucinare, fece sì che, in breve tempo, ci trasformassimo tutti in una sottospecie di zombi.
La sorveglianza era pressochè nulla, dato che giovanotti e signorine erano assai più propensi ad appartarsi nella loro tenda che a seguire i bambini, per cui ci portavano direttamente in spiaggia e ci mollavano lì per tutto il giorno, assentandosi.
Quando qualcuno aveva necessità di tornare al campeggio, si metteva d’accordo con qualcun altro e si aiutavano l’un l’altro ad attraversare (ho dimenticato di dire che, per passare dal campeggio alla spiaggia, occorreva attraversare una strada statale che, per fortuna, all’epoca era relativamente poco trafficata).
Mia sorella non sopportava questa vita schifosa (credo che nemmeno i marines e quelli della legione straniera sopporterebbero a lungo, una vita simile) e si lamentava e piangeva sovente.
Per farla smettere, mi levarono dalla tenda con lei e mi mandarono in altra tenda. La presenza del sole cocente riduceva di molto il tempo che passavamo in tenda, ma egualmente, quando arrivava il momento fatidico lei scoppiava a piangere (e a volte anch’io avevo difficoltà respiratorie per via di qualcosa che mi bloccava la gola)
Alla fine, i caporali telefonarono ai genitori, che vennero lì, senza ovviamente che noi sapessimo nulla.
Basti dire che mia madre non riconobbe mia sorella e ci restò male quando vide una bambina impolverata, con le occhiaie enormi, disidratata e bruciata dal sole, che si lanciò di corsa verso di lei urlando “Mamma!”
Passarono un’intera giornata con noi, per rendersi conto di cosa succedeva, poi mio padre ci prese e ci portò via. Il caporalume protestò (presagendo il futuro..) ma le dimensioni e l’espressione che aveva mio padre in quel momento avrebbero fatto cagare sotto anche Walker, quindi le proteste terminarono immediatamente.
Tornati a Torino, mettemmo una pietra sopra i campeggi e la zona di Ravenna, infatti da allora non ci sono (quasi) mai tornato.

5 commenti:

  1. Sì, va beh, ma questa non è più "sphyga simplex": qui sono proprio gli Dèi Inferi che ci mettono tutta la loro cazzimma!

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  2. 0_0 Un vero orrore...!!!:( (da denuncia)

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  3. @ Lukas: ti rivelo una cosa: prima di stabilirsi da Calanda, il Gran Demone della Sfiga Boia viveva direttamente da me, e ogni tanto mi viene ancora a trovare... ;-)

    @ Anonima: (ciao, carissima) si, un orrore da denuncia veramente! E' che all'epoca ero piccolo e scemo, altrimenti avrei reagito anch'io... >:-(

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  4. Mi ricordi Asbesto di lamentazioni.org, nella sfiga nera.

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  5. Non conosco, ma sembra interessante

    RispondiElimina

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