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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 30 gennaio 2009

Come uscire da un posteggio..

Poli, dipartimento di elettrotecnica, posteggio insegnanti..
Siamo tutti fuori nei corridoi a fare un minimo di ricreazione (in attesa del cambio di docente) quando sentiamo uno strombazzare di clacson.. affacciandosi alle finestre vediamo LUI!!!
Stava appoggiato alla propria vettura e suonava il clacson per avvisare chi aveva posteggiato dietro e davanti al suo ‘transatlantico’ che scendessero a spostare di fretta, visto che lui aveva terminato la giornata e doveva tornare a casa, ma non riusciva a muovere quella vettura chilometrica (ci sarebbe da aggiungere che abitava a circa un chilometro dal Poli, ma evidentemente la benzina allora costava assai meno di adesso..)
Visto che dalle finestre si affacciavano solo studenti (che non potevano assolutamente posteggiare lì) e non personale docente, LUI ha deciso che non poteva perdere ulteriormente tempo, così sale in macchina e mette in moto..
Tutti guardiamo “Ma non ce la può fare!” “No, è troppo stretto..” “Ma che c@##o sta facendo???”
Messa la prima ha colpito la macchina posteggiata davanti, spostandola di alcuni centimetri.. poi messa la retro ha colpito quella posteggiata dietro, spostandola di alcuni centimetri.. e di nuovo la prima..
In un’atmosfera degna dei film che imperversavano in quel periodo, con attori che ragionavano a suon di muscoli e forza bruta.. LUI riesce a spostare le due vetture (e anche le due successive in entrambe le direzioni) quel tanto che basta perché possa manovrare il suo ‘transatlantico’ e uscire dal posteggio..
I proprietari delle altre vetture saranno sicuramente stati entusiasti di cotanta iniziativa da parte di un loro stimatissimo collega..

venerdì 23 gennaio 2009

Colloquio conoscitivo...

Ormai non ricevo più molto spam (molte banche e istituti di credito si sono rese conto che è inutile richiedere a me i dati dei loro clienti, visto che non sono loro cliente... molte ragazze hanno capito che propormi strane pillole per migliorare le mie prestazioni senza aver preventivamente provato tali prestazioni è inutile... molte persone hanno capito che fidarsi di uno sconosciuto – per giunta vampiro – per chiedergli aiuto per esportare i propri sudati risparmi – con cifre degne di Zio Paperone – da una qualche misteriosa dittatura in un paese dove muoiono tutti di fame non è una buona idea, e molti colleghi e clienti hanno capito a loro spese che inviarmi via email assieme a migliaia di altri – dalla loro mail aziendale – richieste di aiuto per poveri bambini condannati a morte causa malattie sconosciute sulle quali non esiste nemmeno la ricerca, ma pare che esista la cura e costi pochissimo... non è utile, né ai suddetti bambini, né al mantenimento del loro stesso posto di lavoro...), quindi quando vedo qualcosa che mi viene segnalato come spam, do un'occhiata prima di procedere alla cancellazione automatica.
Una strana email mi avvisava che un certo istituto di formazione (una di quelle istituzioni che hanno sostituito i poveracci come me che in estate non andavano in vacanza ma raggranellavano qualcosa dando ripetizioni agli studenti che dovevano riproporre a settembre le loro capacità, per accedere al nuovo anno, prima che tali situazioni venissero abolite dando credito agli studenti sulla fiducia che, un giorno o l'altro, avrebbero pure imparato qualcosa...) aveva necessità di insegnanti per i propri corsi di informatica... erano particolarmente evidenziate le voci Linux e Autocad!!!
Essendo un periodo particolare, ho de-spammato la mail e ho cliccato su Rispondi! proponendo la mia candidatura per entrambi i corsi (ho un minimo di esperienza in entrambi i campi, in fondo... e conosco alcuni colleghi che insegnano direttamente nelle scuole – licei e istituti vari – senza nemmeno sapere le basi di ciò che insegnano... ma questa è un'altra storia...).
Mi arriva la risposta che devo compilare il loro form, entro nel sito indicato (tra l'altro fanno corsi di web-design) e scopro un sito fatto (come si dice in gergo elettrotecnico) alla CDC... (non volete la traduzione, vero?) ...mettendo online una pagina excel con una serie di celle colorate con link non funzionanti...
Trovo il form e lo scarico (no: non era possibile compilarlo online...) e scopro un file word consistente in una variante informatichizzata del prestigioso curriculum vitae europeo (*)
Lo compilo, ovviamente con openoffice, e scopro che va anche firmato... riflettendo su come avrei potuto firmarlo nel caso della compilazione online, lo stampo lo firmo e lo scannerizzo trasformandolo in un pdf (sia perché non voglio che ci facciano modifiche, sia perché sono sicurissimo che se glielo invio in formato .odt non lo aprirebbero e mi manderebbero a chiedere di reinviarlo...) e allegandolo alla mail di risposta.
Mi arriva quindi la chiamata al “colloquio conoscitivo” al quale mi presento in perfetto orario, scoprendo un ufficio grande più o meno come la stanza da bagno di casa mia... (no: non abito in una villa, ma in un appartamento veramente piccolo)
La segretaria mi fa accomodare in un angolo di una scrivania avvisandomi che dovrò attendere il responsabile, poi sparisce dietro una porta e io do un'occhiata in giro: stanza piccola e stretta, la scrivania è iperdimensionata e la occupa quasi interamente, per cui la sedia per “l'ospite” è messa di lato permettendo di vedere bene lo schermo del computer e di ricevere in faccia la porta d'ingresso se qualcuno la apre di colpo... noto un foglio A4 appeso alla parete con l'organigramma aziendale, dove scopro che il presidente, l'amministratore delegato e i vari responsabili di area, zona, settore, corsi, eccetera coincidono con la persona che attendo, mentre ufficio, area web, organizzazione e cazzate varie sono di competenza della segretaria.
Dopo una discreta anticamera (meno male che il mio cellulare ha incorporata una radio...) sento qualcuno maneggiare la porta e mi scanso in tempo, prima che si spalanchi travolgendomi.
Entra qualcuno che riconosco immediatamente come il responsabile di tutto (anche perché non somiglia alla segretaria) e che mi saluta, mi dice di accomodarmi e si siede alla scrivania accendendo il computer per mostrare una bella schermata di Windows XP strapiena di icone sul desktop... poi, senza fare assolutamente nulla al computer, si volta verso di me e comincia a farmi il terzo grado:
“Lei è qui per i corsi?”
“Io sono qui per fare un colloquio conoscitivo, avendo proposto la mia candidatura come insegnante”
“Ah, bene... e cosa insegnerebbe?”
“L'ha letta la mia mail?”
“Certo: qui dentro lo staff legge tutte le mail!” (lo staff? Ma se siete in due...)
“Allora dovrebbe saperlo...”
“Non posso tenere a mente le migliaia di candidati che arrivano, quindi mi dica lei...”
“Ok, io sono MK e mi sono proposto per Linux e Autocad...”
“Ah, bene... ma lei ha esperienza come insegnante?”
“Ho fatto per diversi anni ripetizioni”
“Ah... quindi ha insegnato a un paio di persone alla volta... Noi insegnamo a 10-20 persone alla volta, c'è differenza...”
“Si: dalle 8 alle 18 persone...”
“Come? Scusi?”
“10 o 20 meno 2 fa 8 o 18...” (e gli ho dimostrato di conoscere i principi base della matematica superiore...)
“Si, ma non ha esperienza con tante persone...”
“In effetti, di orge ho poca esperienza, ma in certi cantieri ho gestito da solo anche una sessantina di persone... e sicuramente non sono studenti...”
“Si, ma noi... ma lei non ha esperienza in insegnamento...”
“Dice?”
“Si, ecco... lei cosa fa nella vita?”
“Impianti...”
“Uh?”
“Impianti elettrici, impianti tecnologici, impianti speciali...”
“Eh?”
“L'ha letta la mia mail?”
“Certo: qui dentro lo staff legge tutte le mail! Ma... impianti? Allora conoscerà la DittaDelVicinoDiCasa?”
“No, mai sentita nominare: ne conosco molte altre, ma quella non la conosco... che fa?”
“Ehm... Dunque, se lei fa impianti elettrici sicuramente userà ProgrammaDelCa$$oCheNonServe...”
“Ma nemmeno se mi pagassero loro a me, userei quella porcheria!!!”
“Ehr... ma perché? Come fa a fare gli impianti senza usare quel programma?”
“Come fanno tutti gli studi seri...”
“Ah, e come?”
“Quel 'coso' che lei chiama programma altro non è che una serie di librerie preconfezionate di autocad... può servire solo agli studenti per fare gli schemi dei compiti. Chiunque altro, avendo il programma di cad, le librerie se le crea da solo come servono a lui!”
“Ah, ma con quello non serve usare Autocad e...”
“Ah no? E mi spiega come lo fa girare quel 'programma'? Già durante l'installazione deve fornire l'indirizzo di autocad...”
“Ah, ma allora serve Autocad? A me mi avevano detto di no...”
“Le hanno detto male, oppure le hanno presentato la versione che ha internamente il motore grafico di autocad, per cui non serve il cad esterno, ma quella versione costa più cara del modulo base e di un autocad LT insieme...”
“Ma non è LT: fa tutto...”
“No: con quel programma lavora solo in 2D, quindi non serve a nulla avere un autocad full, visto che non farà mai 3D...”
“...” Attimo di silenzio, mentre rimugina le informazioni ricevute, poi riprende con discorso totalmente diverso...
“Allora... vediamo un po'... che programma di insegnamento adotterebbe lei?”
“Ma non dovreste essere voi a dirmi quale programma di insegnamento adottare?”
“Ecco, noi per principio non diciamo MAI ai nostri insegnanti i nostri programmi di insegnamento!”
“Ah...”
“Si, perché se noi diamo un programma, poi dobbiamo cercare un insegnante che si adatti a quel programma, mentre se l'insegnante dà il suo programma allora è sicuramente il migliore in quel programma... capisce?”
“Se lo dice lei...”
“Si, infatti... io per esempio vorrei avere il programma di insegnamento di tutti i nostri insegnanti in modo da presentarli alla Regione e ottenere quindi i finanziamenti necessari, per poi poter cercare gli allievi, avviare i corsi e pagare anche gli insegnanti...”
“Quindi a lei interessano i finanziamenti, non tanto i corsi...”
“Certo, ma i corsi li faremo pure: basta che abbiamo i finanziamenti e gli allievi...”
“Capito...”
“Comunque dovrebbe essere disponibile tutta la settimana per recarsi presso le sedi dei clienti...”
“Scusi, ma l'ha letta la mia mail?”
“Certo: qui dentro lo staff legge tutte le mail! Ma perché?”
“Perchè tra le varie voci di quella sottospecie di curriculum che mi avete chiesto di compilare, c'era anche la richiesta della mia disponibilità e avevo risposto!”
“Si, e cosa aveva detto?”
“Serale, presso vostra sede in città!”
“Ma noi non facciamo corsi serali per tante persone...”
“E allora perché l'avete messo come opzione?”
“Ma noi non possiamo tenere corsi qui dentro...”
“Lo vedo, ma allora perché lo avete messo come opzione?”
“Ma noi le diamo il rimborso della benzina...”
“E io dovrei lasciare la società con la quale sto collaborando per un corso come quelli che mi sta proponendo?”
“Senta, ma se facessimo dei corsi serali sarebbero per pochi, non avremmo i finanziamenti e dovrebbe comunque andare a casa loro... e poi non potremmo certo fare corsi di Autocad in questo modo: gli allievi sarebbero studenti, che comunque il corso se lo fanno chiedendosi l'un l'altro...”
“D'accordo, ma avevo offerto disponibilità anche per altro...”
“Ah già, Linux... ma ecco... io non saprei cosa fare per dei corsi Linux...”
“E allora perché cerca insegnanti?”
“Ma... se lei mi propone qualcosa su Linux, non saprei...”
“Posso proporle mille cose, ma lei cosa vorrebbe fare?”
“Ecco, noi per principio non diciamo MAI ai nostri insegnanti cosa vogliamo fare con i nostri programmi di insegnamento!”
“...”
“Vede, se lei mi propone un qualcosa è perché lei è il migliore in quella cosa, quindi io avrei il programma giusto e l'insegnante giusto...”
“Dunque... Linux si installa, si configura, si personalizza e si usa... Quale parte le interessa attuare? Può organizzare corsi di base e corsi avanzati...”
“Si, ma l'installazione è difficile, devo fare la partizione, poi mancano i driver, e poi i programmi non vanno e poi non ci si può fare niente e...”
“Ecco, vede? Questo potrebbe essere il corso base: insegnare a degli utOnti come usare un computer per qualcosa di diverso dal giocare a solitario (**)... Mi faccia sapere!”
Mi alzo e me ne vado, lasciandolo a bocca spalancata...

(*) il curriculum vitae europeo, come la stragrande maggioranza delle cose in ambito informatico-lavorativo in cui figura la parola “europeo” altro non è che una cazzata che però fa tanto figo e sembrerebbe essere indispensabile... Ammetto che per un impiegato (o più genericamente un dipendente) possa non cambiare nulla dal più banale curriculum vitae classico, ma per un pirla come me che fa il consulente tecnico per campare, mi spiegate cosa cazzo ci faccio?
Io ho clienti, non datori di lavoro, 'normalmente' non passo anni e anni alle dipendenze di un cliente, i miei incarichi possono durare anche un solo giorno, se dovessi elencare tutti i clienti avrei necessità di allegare una trentina di pagine con le tabelline tutte uguali, se dovessi elencare tutti i lavori avrei bisogno comunque di una liberatoria firmata da ciascun cliente per mostrare indicazioni sui propri segreti industriali... queste cose le gestisco mille volte meglio con un banalissimo curriculum professionale scritto da me medesimo personalmente in openoffice, senza uno standard fasullo europeo (io lavoro in Piemonte e non ho clienti internazionali... posso avere clienti dei clienti internazionali, ma non sono loro i miei committenti...)
In definitiva, questa cazzata del curriculum vitae europeo, oltre a essere (per me) totalmente inutile, mi sembra persino più idiota della famosa “patente europea del computer” (altro esempio in cui c'è un abuso del termine 'europeo' di mezzo), che faceva tanto figo e sembrava così indispensabile che pare tutti la dovessero avere... infatti, anche Segretaria l'aveva...

(**) volete proprio sapere cos'erano tutte quelle icone sul desktop? (Tra l'altro, non mi ricordavo che FreeCell permettesse di salvare le partite interrotte...)

venerdì 16 gennaio 2009

Ma lei è già passato sotto di me?

Per capire meglio il motivo per cui ero stato eliminato senza passare dal via, decisi di assistere ai SUOI esami successivi e, mi resi conto che era proprio una SUA fissazione quella di interrogare sulle materie mancanti..
Ma aveva anche altre fissazioni..
Nei piani di studio ufficiali, la SUA materia era contrassegnata da un numero 1, e c’era un’altra materia che portava lo stesso nome, ma con un numero 2: questo significa che la prima è propedeutica alla seconda e che se non c’è l’esame della prima non si può sostenere l’esame della seconda.
Ovviamente era una emerita stronzata, in quanto i due corsi erano tra loro imparentati come sono imparentati un pipistrello e un gufo, solo perché entrambi volano di notte.. ma tant’è: i prof del Poli hanno sempre ragione..
LUI aveva preso il vizio di fare l’esame lo stesso giorno (e nella stessa aula) in cui lo faceva il SUO collega che insegnava la materia numero 2, per cui capitò che, quel giorno, si presentasse un giovin studente dall’aspetto allegro e baldanzoso, che si avviò deciso verso il prof della materia 2 e gli presentò lo statino per passare l’esame con lui..
LUI guardò con interesse l’operazione, poi disse al collega “E il libretto non te lo fai dare?”
Il collega, conscio del problema, cercò di far finta di niente, ma LUI aveva un certo peso, così “Per favore, mi dia anche il libretto”
Il giovine, un po’ tremando, si avvicinò e posò il libretto, e LUI lo prese e cominciò a sfogliarlo.. poi lo chiamò e disse “Ma lei non è ancora passato sotto di me!”
“Ecco, io.. veramente..”
“E come può pretendere di fare l’esame di Materia2 senza aver fatto l’esame di Materia1?”
“Ecco, io.. veramente..”
“Non si preoccupi, visto che è qua si accomodi pure alla lavagna, che le faccio una domanda e la mando via subito!”
Il giovin studente non più baldanzoso si riprese il libretto e disse “No, guardi.. ho sbagliato.. torno un’altra volta..”
“Prego: io sarò qui ogni volta che ci saranno le sessioni di esame, e lo faremo sempre insieme..” fece LUI sogghignando, mentre il ragazzo scappava via quasi piangendo..

venerdì 9 gennaio 2009

Vorrà mica passare l'esame vestito così?

Luglio..
In Italia è un mese caldissimo, a Torino è il mese PIU' CALDO..
Chi ha avuto la buona idea di mettere una sessione di esami a luglio non ha pensato che al Politecnico potesse non funzionare l'aria condizionata..
Il ragazzo abita vicino, si approssima con evidente senso di timore al corridoio e alla porta dell'aula dove dovrà a breve sostenere il proprio confronto personale con LUI!
Suda da matti, anche se non è affatto sovrappeso (no: non sono io..), malgrado la canottiera e i bermuda, che indossa.. dallo zaino tira fuori il libro e da un'ultima occhiata alle varie pagine..
Dal fondo del corridoio appare LUI: si approssima con la classica andatura zoppicante, avvolto nel classico abito grigio, con la camicia abbotonatissima e la cravatta stretta, senza nemmeno una minima goccia di sudore sulla fronte deserta..
Gli occhi si agitano dietro gli occhiali spessi, saettando ovunque e individuando le vittime predestinate..
Si approssima alla porta dell'aula e scorge il ragazzo, ma non dice nulla.. apre la porta, entra dentro e si accomoda alla cattedra, poi comincia il rito della consegna degli statini.. uno dei tanti è il ragazzo, che si approssima per consegnare il proprio statino e LUI lo fissa con espressione sdegnata e schifata “Lei.. lei non penserà mica di passare il MIO esame vestito in quel modo indegno?” “Eh? Ma..” “Ma cosa? Io pretendo che ci sia un minimo di dignità! Capisco che voi giovini siate insofferenti alle regole, e non pretendo giacca e cravatta, ma questa è un'aula di un Politecnico, non la spiaggia ligure..” “Ma..” “Non ci siamo capiti.. se lei ha veramente intenzione di tentare di passare il mio esame, è meglio che non aggravi la sua situazione così: fili a casa e si vesta come un essere umano e non come un barbone della riviera.. e veda di muoversi, che aspetterò il suo statino SOLO per mezz'ora a partire da adesso.. poi dovrà tornare la prossima sessione!”
Il ragazzo uscì per tornare a casa e cambiarsi, ritornando con un paio di pantaloni lunghi e una maglietta a mezza manica..
Le interrogazioni non cominciarono prima della fatidica mezz'ora, con conseguente aumento del nervosismo degli studenti..
Inutile dire che, quel giorno, solo uno dei dodici candidati riuscì a superare l'esame (con uno stentatissimo 18) e che quel ragazzo non lo passò, nemmeno vestendosi in modo più 'normale'..

venerdì 2 gennaio 2009

Vediamo un pò: cosa posso chiederle?

Il primo approccio con LUI fu, a parte le lezioni del corso, l’esame.
Non avevo mai visto un SUO esame, e non avevo alcuna idea di rinviare, quindi mi presentai al primo appello subito dopo il corso (in fondo sapevo tutto, era la mia materia, non avevo problemi)
Andai dentro l’aula, presentai lo statino e mi accomodai in attesa che chiamasse.
Venne il mio turno..
Mi fece andare alla lavagna, chiedendomi il libretto prima (questo mi mise addosso una certa preoccupazione: avevo sentito che alcuni docenti avevano il vizio di registrare i voti negativi o di strappare o gettare via il libretto stesso..
Io ero pronto alla lavagna, col gesso in mano e la polvere che mi cadeva addosso trasformandomi in un bianco essere spiritato, mentre lo guardavo aspettando che iniziasse a dare fiato alle trombe e pormi la prima domanda, ma LUI continuava imperterrito a guardare il mio libretto, sfogliandolo con la massima attenzione (eccheccavolo.. è una pagina sola: mica ho fatto centinaia di esami..), poi si riscosse dando un segno di vita, e mi guardò fisso..
Io guardavo fisso LUI che guardava fisso me.. un duello mentale senza limiti di colpi..
Alla fine mi fece la prima domanda.. e rimasi scioccato!!!
Non mi fece una domanda attinente alla SUA materia, e che nemmeno ci aveva nulla a che fare.. era una domanda attinente a tutt’altro corso, precedente al SUO cronologicamente, ma del quale non avevo ancora dato l’esame..
Ero sconvolto: non ricordavo nulla di quel corso e quella domanda era troppo intricata per rispondere alla leggera.. cercai di girarci intorno, di dire qualcosa.. ma non riuscii a dare una risposta valida..
Mi ridiede il libretto e mi suggerì di ripresentarmi un po’ più in la..

Scoprii poi che LUI aveva una sua fissazione (non solo una, ma questa era quella che mi aveva fregato..): considerava alcune materie propedeutiche al SUO esame (sebbene non fosse vero, perché nei piani di studio ufficiali non ci fosse alcuna nota che il SUO corso aveva QUELLE MATERIE come propedeutiche), per cui controllava sul libretto se erano stati svolti gli esami di quelle materie e, se così non era, la prima domanda era su una delle materie mancanti!!!
Ovviamente era una specie di abuso di potere, ma altrettanto ovviamente i prof del Poli hanno sempre ragione, quindi vigeva la regola d’oro della naja: mutismo e rassegnazione!

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Scheda video integrata: nVidia GeForce 6150
HDD: Maxtor 6G160P0 da 160 GB (149 GiB)
Porte: seriale, parallela, USB (5), FireWire
Drive: floppy, lettore/masterizzatore CD/DVD
Scheda di rete ethernet e scheda modem per connessione internet
Sistema operativo preinstallato: GNU/Linux Ubuntu 10.04.1 LTS
Programmi preinstallati: tutti quelli compresi nell'installazione di Ubuntu

Eventuale: disponibile monitor CRT 15" o 17"

Elenco hardware presente disponibile

Elenco programmi installati disponibile (tutti quelli compresi in una installazione standard di Ubuntu 10.04.1 LTS)

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