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I giorni della Serbia

Tranquilli, visto che siamo in fase di pubblicazione, sto completando anche la versione completa e integrale delle avventure in Serbia, quelle di cui avete letto qualche accenno su queste pagine. Ora saranno raccolte in ordine cronologico e con le dovute spiegazioni e correlazioni tra un capitolo e l'altro, e nel succedersi dei vari capitoli, avrete modo di ripercorrere, insieme al sottoscritto, tutte quelle vicende ai limiti dell'assurdo in un susseguirsi di situazioni di ordinaria anormalità, di assoluto non-sense, ma sempre nello stile classico a cui siete abituati da queste pagine. A presto, con maggiori informazioni. Continuate a rimanere sintonizzati.

Presentazione...

 Il giorno designato mi presento quindi all'indirizzo e individuo subito il cantiere (da un lato della strada c'è un paio di edifici e qualche negozio, dall'altro un benzinaio con dietro una recinzione al cui interno torreggiano un edificio in costruzione, una gru e una serie incredibile di ponteggi. Entro e mi si avvicina un personaggio che risulta essere il responsabile del cantiere edile. CapoCantiere: "Buongiorno! Che volete?" Io: "Sono MK, GrandeCapo mi ha detto di presentarmi qui oggi!" "Ah! Voi siete l'ingegnere?" "Beh, per essere ingegnere lo sono, non so però se sono quello che intendete!" "Se voi siete l'ingegnere elettrico allora siete quello giusto!" "Sarei elettrotecnico, ma adesso ci chiamano tutti elettrici quindi si: sono io!" "Allora venite, che vi porto dal vostro collega!" "Ok, la seguo!" Mentre cercavo di capire se mi dava del "voi" per via del mio fisico a ...

Intervallo

 E infatti, poco prima dell'inizio di questa avventura, mi aveva convocato un altro vecchio conoscente , di cui non ricordo assolutamente se ho già scritto o meno in queste pagine. Un geometra che pensava in grande e voleva conquistare il mondo, soprattutto quello degli impianti elettrici, dato che quello dell'edilizia sembrava fosse già di sua pertinenza, e ovviamente quando cerchi di entrare nel mondo degli impianti elettrici e hai idee meravigliose, ma nessuna esperienza, cosa ti serve? Un elemento capace, esperto e pronto a scendere in campo, e io, dopo la Serbia, ero relativamente libero! E fu così che mi convocò, mi fece i soliti discorsi pregni di gloria, sogni, speranze, castelli in aria e quant'altro, poi quando io stavo già per alzarmi e andarmene, si ricordò che ci conoscevamo già e mi disse: "Io ho bisogno di qualcuno che mi gestisca la parte impiantistica ed elettrica nei cantieri! Qualcuno di cui posso fidarmi! Ho bisogno di te!" Lo guardai e pensai ...

Rivelazioni

 In quei giorni mi accorsi che, malgrado la disinvoltura con cui GrandeCapo accettava ogni offerta e ogni richiesta di rimborso spese, non sembrava che uscissero facilmente soldi dalle sue tasche. Eravamo ormai alla scadenza del mese e parlai con lui "Allora, essendo passato il primo mese direi che possiamo parlare di bonifici, giusto?" "Certo certo, mi pare ovvio!" "Bene, allora ti posso preparare la proposta di parcella per il mio lavoro qua?" "Certamente, preparala pure, ma se vuoi fammi pure la parcella definitiva, non la proposta..." "Mi spiace, ma la mia commercialista mi ha detto di fare sempre la proposta di parcella e preparare la parcella definitiva al momento del pagamento, e io seguo le regole!" "Certo certo, mi pare ovvio!" "Vado dalla Segretaria a farmi dare i dati per la parcella?" "Certo certo, mi pare ovvio!" E dopo di ciò è trascorsa ben una settimana durante la quale il famoso bonifico no...

Dai Balcani ai Vichinghi...

Andando a parlare con Grande Capo, mi resi conto che qualche contatto l'aveva tenuto, infatti il cliente finale era ancora una volta quella fabbrichetta quasi sconosciuta alla periferia sud di Torino, come sempre. Mi ha parlato di eventi paranormali e situazioni ai limiti della fantascienza, tutte correlate all'analisi armonica dei carichi di alcune linee, analisi che avrei dovuto fare io, sulla base di dati che lui aveva in qualche modo rilevato sul posto, e sulla base dell'analisi avrei dovuto trovare le giuste soluzioni da proporre per risolvere i problemi. Mi faccio dare i tabulati dei rilievi e comincio a fare le mie valutazioni, compresa l'offerta per svolgere tale attività, offerta che GrandeCapo accetta senza nemmeno discutere (cosa che mi fa dubitare di essermi tenuto troppo basso, ma ormai è tardi) Accordatomi con GrandeCapo, interviene Architetto nella discussione e mi parla dell'altro lavoro: la realizzazione di un ponte autostradale nell'estremo Nor...

Comincia il lavoro

E andai , nel tardo pomeriggio, parlammo e ci accordammo. Dopo alcuni giorni Architetto cominciò a mandarmi materiale per iniziare a lavorare, e cominciai a gestire le loro attività come tutte le altre. Ogni tanto andavo lì a prendere informazioni e, alla fine, persino la Segretaria aveva capito come mi chiamo e quando suonavo e veniva ad aprirmi la porta continuava a ripetermi "Ma buongiorno, ma prego, ma si accomodi, ma le pare... ma le chiamo subito Architetto (o GrandeCapo, a seconda dei casi)" e io le continuavo a rispondere "Grazie, molto gentile" e lei ribatteva "Certo certo, mi pare ovvio!" mentre spariva nel dedalo dell'unico corridoio presente, lasciandomi in piedi davanti alla porta aperta... d'altra parte prima ci stava davanti lei quindi non potevo entrare... Poi l'altro mi chiamava o veniva direttamente a prendermi "Ciao, come va? Tutto bene? Vuoi un caffè schifosissimo? Un bicchiere di acqua dal rubinetto del bagno?...

Il ritorno...

E me ne andai , ma in serata squillò il cellulare! “Ciao GrandeCapo!” “Ciao MK! Ero convinto di trovarti al lavoro!” “Senza prima parlare di cosa devo fare e, soprattutto, di quanto mi offri per farlo?” “Certo certo, mi pare ovvio!” “Ma cos’è? Lo slogan aziendale?” “Cosa?” “No niente! Allora?” “Ci vediamo domani?” “Ci sei?” “Io no, ma c’è Architetto e potete cominciare a lavor...” “Scusa, ma quale parte di ‘senza prima parlare di cosa devo fare e di quanto mi offri’ non era chiara?” “Ma che c’entra? Ci conosciamo da anni! Non hai più fiducia in noi?” “Dopo che mi hai lasciato a casa per un anno e mezzo perché non c’era più lavoro, e poi mi hai mandato in Serbia con accordi specifici che tuo fratello si è rimangiato completamente e mi ha sbattuto fuori quando ho fatto esattamente quello che mi aveva detto?” “Ma quello l’ha fatto lui! Io non ti avrei mai mandato via!” “A parte la prima volta, ma per quanto riguarda la seconda non mi ricordo che tu abbia det...

Primo incontro!

E fu così che quel lunedì andai ! Raggiunta a piedi l'area pedonale, mi sono diretto verso il palazzo extra-figo (che francamente a me fa un po' cagare, ma sono io che sono strano...) e entro nel portone, raggiungo l'ascensore e salgo fino all'ultimo piano. Esco dall'ascensore e mi trovo davanti 2 porte: una è intestata a una famiglia e l'altra a un'agenzia immobiliare! Ma di società di ingegneria nemmeno l'ombra. Incerto sul da farsi, provo a chiamare GrandeCapo, ma il cellulare praticamente non ha segnale! Allora suono al campanello dell'agenzia immobiliare! Mi apre una donna, evidentemente la segretaria, che mi fa "Buongiorno, si accomodi pure!" e mi fa entrare. Io le dico "Mi scusi, sto cercando l'ingegnere GrandeCapo..." Lei mi guarda un istante "Certo certo! Mi pare ovvio!" "Ma è qua?" "Certo! Mi pare ovvio!" "Ah, a me nemmeno tanto, ma se lo dice lei ne sono felice!" ...

A volte ritornano... ancora...

Una mattina, mentre procedevo tranquillamente per la strada, rilassato e tranquillo come non mi capita quasi mai, mentre attraverso avverto una musichetta che non era esattamente quella dell'avvisatore acustico per ipovedenti montato sul semaforo secoli prima, quando i sindaci sapevano fare il loro lavoro e non erano solo pagliacci incompetenti dediti esclusivamente alla realizzazione di piste ciclabili... o di preamboli per catastrofi... ma questa è un'altra storia! Rispondo al telefonino e odo una voce nota che mi chiama "Ciao MK, come va?" "Ciao GrandeCapo, bene grazie, e te?" "Tutto bene, tutto bene!" "Ok, a cosa devo questa chiamata, dopo tanto tempo (e dopo che mi avete sbattuto fuori dalla squadra quando non vi sono più servito per la Serbia)?" "Ancora con questa storia? Ma non riesci proprio a dimenticare niente? Comunque... beh, come saprai la Grande Società è fallita..." "...ovvio..." "...infatt...

Il ritorno del vampiro solitario...

Lo so: avevo detto che era finita con il rimpatrio dalla Serbia, avevo aggiunto qualcosa sulle vicende della barista, avevo ancora messo qualcosina sui miei clienti principali, ma poi ho praticamente chiuso tutto. In realtà, ero intenzionato ad eliminare il vampiro che stava per prendere il sopravvento e ho bloccato ogni pubblicazione, stendendo un drappo funebre sulla sua cassa nella speranza di chiuderla per sempre, ma erano troppe le cose che succedevano e che parevano doverlo ridestare, troppe e troppo nel suo stile, finché alla fine si è ridestato per davvero! E come da tradizione ha preso il sopravvento! Complici un paio di ritorni di vecchie conoscenze, il risveglio è stato inevitabile! E ora sono di nuovo qua! I ritorni in questione sono i seguenti: - GrandeCapo, ProgettaMannaggiamenti e Architetto (quelli della Serbia, per capirci) e la loro nuova Segretaria, che mi hanno improvvisamente convocato per dei lavori - GrandeCapo (altro personaggio già conosciuto in passato...

Suonala ancora, Sam...

Fu in quel momento che, guardando fuori dalla finestra, capii che era ormai finita! La vidi mentre si allontanava lungo la strada, 3 piani più sotto, camminando rapida senza voltarsi. Continuai a guardarla mentre diventava sempre più piccola e distante, anche quando era ormai praticamente impossibile vederla o distinguerla dal resto. Continuai a guardare senza più alcuna speranza di rivederla: in fondo sapevo benissimo che non sarebbe più tornata o che, se per caso fosse tornata, nulla sarebbe stato più come prima. Ero triste! Un groppo in gola mi toglieva il respiro! E' vero: l'avevo trattata male, molto male! Non avevo rispettato le promesse che le avevo fatto, anche se sapevo bene che me le aveva estorte e non erano state fatte spontaneamente, cosa che mi faceva sentire meno in colpa ma sempre male lo stesso. Guardai ancora: era ormai impossibile distinguere qualsiasi cosa, eppure sapevo che era lì, sentivo che alla fine si era voltata e g...

Stranezze...

Stranezze! Notizie che si leggono sui social... Notizie che coinvolgono persone conosciute... Notizie che non si sarebbero mai immaginate... Notizie che in un tempo lontanissimo sono comunque state profetizzate! Stranezze! Cose a cui un tempo non avrei mai creduto e ora invece sembrano fin troppo realistiche e abbastanza tragiche, ma in fondo in fondo sono solo stranezze... ===   ===   === Avevo parlato tempo fa delle riflessioni che avevano fatto seguito a una telefonata. Stavolta invece le notizie erano riferite a un'altra persona, una che è stata importante per me, in un passato lontanissimo: Architetta! Ci fu un tempo lontanissimo in cui le dissi una brutta frase ! Le dissi che lei sarebbe stata l'ultima a seguire le mie impronte! Lei ovviamente reagì di conseguenza alla mia pessima profezia e le cose andarono come dovevano andare in quell'occasione. Andò bene per un po', poi cambiarono diverse cose, compreso il mio domicilio operativo, e nu...

L'ultima cena 2

Erano le 20.30 quando, dopo essermi fatto la doccia, cambiato e rasato, comincio a scendere. Era presto, ovviamente, troppo presto, ma non potevo farci niente: mi incamminai più lentamente che potevo verso l'ufficio, dove ormai non c'era più nessuno (erano finiti i tempi in cui anche il sabato uscivamo praticamente all'ora di rientrare) e la cittadina di sera assumeva un aspetto diverso. La vita notturna era frenetica e spregiudicata, ma a quell'ora era ancora tutto calmo e ovattato. Davanti all'ufficio non c'era nessuno, poco più in là un paio di serbi tracannavano birra e fumavano davanti al bar, in fondo alla strada qualche prete passeggiava in direzione della vicina basilica, mentre i tavolini dell'altro bar erano pieni di gente che rideva e parlava ad alta voce in modo incomprensibile (almeno per me). Mi avviai dietro l'angolo del vicolo e raggiunsi la porta da dove lei usciva a fumare e dove mi aveva spinto dentro sorridendo mentre accettava i...

L'ultima cena...

Ero incerto se scriverlo o meno, questo post. Incerto per vari motivi che non comprendevo bene nemmeno io. Non capivo come mai mi sembrasse troppo sporco scriverlo, cosa che non mi ha nemmeno toccato quando ho scritto gli altri che lo hanno anticipato. Non capivo, finché qualcuno in un commento ha ipotizzato quella che era evidente per tutti come la verità, per tutti tranne che per me! … Era da poco passato il famoso natale, ed era in corso il periodo di transizione verso il nuovo contratto e la disfatta finale quando capitò questo evento che sto per narrare. Da un po' era evidente che lui e lei si piacevano: forse i loro battibecchi continui erano un evidente segno di un sentimento assai diverso, o forse il fatto che lui l'avesse più volte (mi pare di ricordare per ben 2 volte) invitata a cena (cosa di cui lei era giunta pure a lamentarsi con il proprio responsabile, ritirando tutto spaventata non appena costui le rispose che avrebbe cacciato via il colpevo...

Riflessioni!

Tempo fa ho ricevuto una telefonata! Non conoscevo il numero, ma la voce era quella di un ex collega, compagno di alcune avventure sia in Italia che in Serbia . Le sue parole erano però sconcertanti: mi ha detto che la sede italiana della Grande Società sta chiudendo, che SuperAmministratore se n'è andato e che lui e molti altri sono stati lasciati a casa e costretti a cercare altro. Sostanzialmente la sua telefonata verteva su richieste di possibili collaborazioni con me, cosa peraltro impossibile in questo periodo. Non credevo fino in fondo a quanto mi ha detto, anche perchè ho sempre reputato la Grande Società fin troppo impelagata con quella "fabbrichetta di autoveicoli" che fino a non molto tempo fa aveva sede nella mia città, ma pochi giorni fa il famoso social "CollegatiDentro" mi ha rivelato che quanto riguardava SuperAmministratore era vero, e non solo: anche alcuni ex colleghi hanno aggiornato il proprio profilo... Una cosa però mi ha proprio lasc...

Ritorno in Serbia 3 - Il secondo giorno in Serbia

Era appena spuntato il sole che apro gli occhi! L’unica cosa che noto è che non sta piovendo! Mi alzo, guardo fuori dal balcone e mi accorgo che non c’è la macchina aziendale, ma altre macchine circondano comunque la mia Punto, in attesa che i proprietari vadano al lavoro. Torno dentro, mi faccio la doccia e poi mi dedico a prepararmi la colazione, mentre rifletto su cosa devo fare: pagare l’ultima mensilità di affitto, riconsegnare il telefono e le chiavi dell’ufficio in ditta e riconsegnare le chiavi di casa al proprietario, e soprattutto farmi dare tutte le ricevute. Non mi viene in mente altro, anche se so che sto dimenticando qualcosa. Ovviamente non sento la signora, che non tenta nemmeno di avvicinarsi alla mia porta, ma non me ne frega assolutamente niente. La macchina è pronta, quindi non mi resta nient’altro da fare. Ho fuori solo il minimo indispensabile per un paio di giorni (in fondo la tessera slovena dura una settimana, quindi i miei tempi sono comunque contati) e decido...

Serbian tourist 3

Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto... così dicevo, nella mia abissale ignoranza... E invece NO! Ci addentriamo infatti verso l'autostrada, giungendo a una cittadina grandicella, dove parcheggiamo in pieno centro, scendiamo dalla macchina e ci guardiamo in giro, alla ricerca di un ristorante. Niente di simile appare nel nostro campo visivo, così decidiamo di approfondire e ci spostiamo di un paio di isolati, ma il risultato non cambia. Passano un paio di giovani, ai quali ci avviciniamo con aria allegra e tranquilla (evitiamo di creare immediata antipatia nei nostri confronti) e chiediamo loro, in inglese, se c'è un ristorante nei paraggi. SI guardano in faccia stupiti, ci dicono di no e se ne vanno. GrandeCapo, convinto che il nostro inglese sia troppo infarcito di elementi estranei per es...

Serbian tourist 2

Uscimmo quindi dalla meta culturale della nostra gita , per recarci presso la meta prosaica, ovvero alla ricerca di un posto dove mangiare. Non è certo complicato trovare un posto dove mangiare in una nazione come la Serbia, specie considerando che (pare) i serbi facciano diretta concorrenza agli hobbit in fatto di mangiare. Noi ci allontanammo dalle rovine dirigendoci verso il Danubio, dove GrandeCapo aveva intenzione di farci mangiare il locale prodotto ittico, che nei ristoranti di lusso era conosciuto come "siluro del danubio" (grazie a google) e che invece noi comuni mortali con scarse conoscenze e scarsa cultura da galateo, continuavamo a chiamare "pesce gatto". La strada verso il grande fiume non era molta, ma per qualche strano motivo Collega ha deciso di seguire quelle che pensava fossero le giuste indicazioni (non so come facesse a leggere i cartelli in cirillico, ma spero almeno che sapesse che in serbo Danubio diventava Dunav, ovviamente scritto in...

Serbian tourist

Sia ComunistyManager che GrandeCapo erano abbastanza concordi tra loro nel dire che il mio ingliscese non fosse propriamente oxfordiano, ma piuttosto simile a quello parlato da Tarzan, e potrei anche dar loro ragione ma, come dicevano alcuni, l'importante è capirsi, e non solo io mi capivo, ma capivo anche le varie imprese e (soprattutto) le varie imprese capivano me . Un giorno (sabato) GrandeCapo in prima persona personalmente scende ai piani bassi e mi dice "Domani mattina andiamo a farci una gita turistica!" "In Serbia? Gita turistica?" rispondo stupito "Si, qua vicino (???) ci sono le rovine romane di Viminacium! Domattina si parte, tutti insieme, e andiamo a vederle!" "Ok!" "Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!" Egli ascese quindi al piano superiore, mentre io aprivo la fonte di ogni sapere e mi informavo su codesto loc...

La luce oltre l'abisso!

Furono giorni duri, con quelle velate minacce, quei discorsi, quelle battute che GrandeCapo obbligava a fare nei miei confronti. Peraltro, con la drastica riduzione di paga, conseguente alla nuova gestione serba, avevo dovuto ridurre i viaggi da due weekend mensili a uno solo, ma avevo accorpato più giorni (tanto non c'era lavoro, come non mancavano di farmi notare) e quindi mi fermavo in Italia una settimana al mese. Alla fine, dopo una chiacchierata con GrandeCapo, che mi ha ribadito che, essendo io un mercenario e un esterno, dovevo comunque comportarmi da libero professionista e non da dipendente, avevo organizzato il mio viaggio di rientro. Approfitto della settimana italiana per gestire le varie cose che devo gestire, quando ecco che vedo apparire una email strana. La leggo e vedo che una ditta sta richiedendo le mie prestazioni per un lavoro. Vado a fare il colloquio e scopro che si tratta di una buonissima occasione, che spero di poter sfruttare a mio...