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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 26 dicembre 2008

Cosa vuoi per offrirmi un caffè?

Prima di avere anch'io una commercialista mi servivo di un'associazione, ma erano talmente tanti i casini che mi facevano che alla fine facevo tutto da solo.. chiedendo alcune informazioni alla mia collega ExAmministrativa (che, essendo una ragioniera milanese, era abituata a vendere i propri servizi a carissimo prezzo..)
La moneta di scambio era, ovviamente, il caffè alla macchinetta: sia io che ExAmministrativa siamo dei caffeinomani, quindi non c'erano problemi.. io le chiedevo un consiglio, e per una settimana le dovevo offrire il caffè a metà mattina (non di pomeriggio, perché lei lavorava part-time..), lei mi chiedeva un favore (assistenza tecnica) e poi mi offriva un caffè (lo so che i conti sembrano non tornare, ma l'ho detto: lei è una ragioniera milanese..)

Un giorno che stranamente era un pò che non le chiedevo consigli, e che non sapevo nemmeno fosse in ufficio (era pomeriggio: lei si fermava di pomeriggio solo quando c'erano scadenze contabili..), sento che squilla il mio telefono.. cosa molto strana all'epoca, peraltro Disegnatrice non c'era, quindi era poco probabile che cercassero lei (Segretaria sapeva benissimo che non c'era, quindi non le avrebbe passato telefonate esterne..)
Rispondo un pò sconcertato "MK?"
"Ciao, sono ExAmministrativa.."
"Ciao, ma sei in ufficio?"
"Certo, dove vuoi che sia?"
"Eh? Cosa fai qui a quest'ora?"
"Lascia perdere: sono completamente in crisi, sfatta come non so cosa.."
"Uh?"
"Senti.. facciamola breve: cosa vuoi per offrirmi un caffè?"
Resto stordito un istante, poi faccio "Cosa voglio in che senso?"
"Non fare lo stronzo: offrimi un caffè e ti darò una consulenza fiscale aggratis"
"Ok, vieni!"

Tanto era praticamente l'ora giusta anche per me, e avevo abbastanza moneta per entrambi.. poi una consulenza fiscale a 31 centesimi non si rifiuta mica..

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale!

Un Buon Natale a tutti da parte di alcune amiche:

venerdì 19 dicembre 2008

A volte ritornano.. 3

Dopo il sopralluogo di sabato ho inviato via email l’offerta per il lavoro di progettazione della cabina e degli ampliamenti per le alimentazioni delle nuove macchine nel capannone. L’ho inviata domenica sera, così se la sarebbero trovata lunedì, e come al solito, l’ho inviata in PDF (in parte lo faccio perché non è modificabile, in parte perché scrivendo con Openoffice è immediato esportare in PDF e si evita comunque che dall’altra parte venga richiesto un DOC (non sapete quante volte mi hanno detto “Ma cosa ca##o è questo ODT? Io voglio un file in formato WORD!”)
Il lunedì aspetto la risposta alla mia offerta, e quando GrandeCapo mi fa telefonare da PiccoloCapo e dopo i convenevoli mi fa “Senti, la tua offerta va bene ma è troppo cara”
Sono abituato a questo genere di battute e rispondo “Va bene, leviamo 3 etti di patate e arrotondiamo il prezzo.. ma ci rimetto..”
“Eh? - ovviamente non ha capito – No, senti: devi levare una certa cifra (arrotondando per grosso difetto) e poi io non devo risultare: questa offerta sarà mandata al cliente finale che ci farà sopra la gara e io partecipo alla gara come impresa appaltatrice..”
“Quindi non siete voi (PiccolaDitta) il mio committente? Ma io non so nemmeno chi siano questi qua..”
“Non ti preoccupare: ci penso io a girare loro la tua offerta.. tu parti col lavoro!”
L'istinto vampirico prende il sopravvento “Momento.. io non parto finché non ho una risposta scritta..”
“Ma che ca##o! Non ti fidi?”
“Di chi non conosco nemmeno e già mi vuole levare dei soldi? L'avete letta la mia offerta? Mi mandino la lettera di incarico firmata!”
Il martedì non ho visto nulla
Il mercoledì GrandeCapo mi fa telefonare da PiccoloCapo e, dopo i convenevoli di rito mi fa “Allora, hai fatto?”
“Cosa?”
Gli viene un attacco di bile “Come cosa? Il progetto!!!”
“Non ho visto la lettera di incarico!”
“Ca##o!!! Se io ti dico di fare il lavoro tu lo fai! E senza rompere i co§*oni con la lettera di carico..”
“Calma: io non sono un tuo dipendente e non sono nemmeno PiccoloCapo!” e attacco
Il giovedì al solito mi arriva la telefonata di PiccoloCapo che bofonchia qualcosa su un cambiamento nell'offerta ma si sente malissimo (GrandeCapo stava urlando al telefono dietro di lui) così attendo in linea che mi passi GrandeCapo..
“Oh.. MK? Tutto a posto! Ho sostituito la tua offerta e..”
“COSA?!?!?!”
“..ho sostituito la tua offerta..”
“E chi ti ha autorizzato?”
“Come?”
“Ho detto: CHI..TI..HA..AUTORIZZATO?”
“Ma ci guadagni: ti ho fatto prendere di più..”
“Cosa?”
“Ho modificato la tua offerta da TuaCifra a CifraSuperiorePerLeggeroArrotondamento..”
“COSA?”
“Però, oltre al progetto devi fare l'assistenza di cantiere..”
“COSA????”
“Ma..”
“MaUnParDeCojoni!!! Io ho fatto un'offerta per la progettazione e NON per l'assistenza di cantiere..”
“Ma vieni un paio di volte a vedere che sia tutto a posto.. non come l'altra volta..”
“Uno: l'altra volta era l'altra volta, e abbiamo già detto tutto! Due: io NON POSSO fare assistenza di cantiere, perché significa perdere giornate qui dove lavoro (e mi pagano), inoltre assistenza di cantiere SO BENISSIMO cosa significa (perché è quello che faccio normalmente per il mio cantieruccio esplosivo..) e NON SIGNIFICA AFFATTO venire lì un paio di volte.. (là, nei periodi caldi, ci andavo anche più volte la settimana, ma normalmente almeno un giorno la settimana ero lì)”
“Ma..”
“Ma lo dico io: MA prima di tutto CON QUALE CA##O DI CERVELLO TU HAI PRESO E MODIFICATO LA MIA OFFERTA SENZA NEMMENO INTERPELLARMI??? Se volevi un'offerta per l'assistenza di cantiere me la chiedevi e io te la facevo! Comunque la cifra non è di sicuro quell'elemosina che hai messo te come differenza..”
“Ma io più di quello non posso darti!”
“Tu? Ma tu che c'entri? Non hai detto che sono gli altri i committenti?”
Attimo di silenzio, poi.. “Senti, io domani devo consegnare il preventivo.. quindi fammi il progetto!”
“Quale preventivo? Io la mia offerta ve l'ho già consegnata!”
“No, devo consegnare il preventivo io, per l'appalto..”
“Cosa? E come hanno fatto la gara se io non ho ancora fatto il progetto?”
“Che c'entra?”
“Come che c'entra? Ma se mi hai detto che io devo fare un progetto perché costoro possano fare la gara, alla quale tu parteciperai come appaltatore tra altri.. che diavolo sta succedendo qua?”
“Non sono cose che ti riguardano!”
“Bene, allora io sospendo i lavori!”
“Cosa? Io domani devo consegnare il mio preventivo e tu adesso mi fai il progetto!”
Faccio sentire un rumore di cassetto che si apre e si chiude e poi dico “Mi spiace, ma il cassetto con i progetti pronti per tutti gli usi è vuoto! E non c'è nemmeno la MIA lettera di incarico!” e attacco.
Dopo un po' mi arriva un'altra telefonata “Ho mandato il tuo nominativo, così ti contatteranno e ti manderanno questa ca##o di lettera!”
“E l'offerta?”
“Quella ce l'hanno già!”
“Allora i lavori sono sospesi!”
“Ma io non posso perdere tempo: domani mi serve quel preventivo!”
“Fammi chiamare da costoro che ne parliamo!”
“Ti faccio chiamare si: vedrai come ti chiameranno: hanno fretta anche loro..”
“Cattiva gestione da parte vostra NON significa emergenza da parte mia!” (a furia di leggere le storie della sala macchine, mi è venuto spontaneo l'utilizzo della battuta!)

A quel punto ho deciso di non perdere tempo e organizzare le difese: ho convocato l'arma di distruzione totale, quella che quando si scatena non lascia scampo a nessuno: la Signora del Drago!!!
Lei mi ha suggerito come combattere usando la testa e non gli artigli e le zanne (come faccio io di solito: io vinco le battaglie eliminando il nemico, lei vince le sue umiliandolo e riducendolo moralmente un relitto umano..) e mi ha fatto notare alcuni dettagli che sul momento mi erano sfuggiti.. poi mi fa “Puoi sempre chiedere conferma di tutto!”
Le ho dato retta, preparando una email per una carissima amica che si intende di legge molto più di me..

Nel frattempo ricevo la telefonata del cliente del mio cliente, che mi conferma che non esiste alcuna gara e che ha in mano un'offerta che corrisponde a quella modificata (inoltre la stessa è stata copiata dalla mia offerta – non modificabile – e inserita su carta intestata della PiccolaDitta, e firmata da GrandeCapo) quindi mi chiede di inviargli il lavoro e io gli rispondo che, senza lettera di incarico non comincio nemmeno a pensare al lavoro..
Lui si incazza (principalmente con GrandeCapo) e mi fa “Abbiamo perso una settimana! Dobbiamo chiarire entrambi le cose con GrandeCapo!”
“Io lo sto già facendo..”
Venerdì mattina dovevo partire per il mio solito cantieruccio, ma un minuto lo potevo prendere, per leggere la risposta della mia amica e richiedere ufficialmente a GrandeCapo la copia dell'offerta inviata.. poi sono partito per la provincia prealpina.. mentre la Signora del Drago preparava le armi per l'offensiva finale.. seguendo il consiglio dell'amica..
Il cantiere è posizionato in un luogo dove è difficile usare il telefonino, e questo mi ha evitato di essere subissato di chiamate da parte di tutti..
Al ritorno, a metà pomeriggio, ho scoperto che la Signora del Drago si era data da fare: l'esercito era schierato e pronto a entrare in azione.. quindi era l'ora di consegnare l'ultimatum al nemico: prendo il resto del pomeriggio libero e via con la spedizione della raccomandata..
Sabato e domenica calma piatta (d'altronde avevo il telefonino spento)
Lunedì mattina rientro in ufficio e vengo convocato da GrandeCapo e PiccoloCapo (quelli della Grande Società) per sapere di che morte deve morire il cantiere prealpino, e come al solito in queste riunioni, levo la suoneria al telefonino..
Terminata la riunione mi accorgo che ho un numero imprecisato di chiamate dal cliente di PiccolaDitta (peraltro mi ha mandato anche delle email) ma a un certo orario tali chiamate erano terminate.. più o meno l'orario in cui consegnano la posta..
Lunedì sera ricevo una telefonata dalla Segretaria, che mi fa “Avresti dovuto esserci: non ce la facevo più.. prima le urla che ha lanciato contro di te quando è arrivata la raccomandata (che gli ho letto) e poi è corso a chiamare AltroProgettistaConMenoScrupoli.. l'ha portato lì e gli ha detto del lavoro, lui era tutto esaltato (al solito, ti fregava un lavoro..) ma quando GrandeCapo mi ha detto di leggere nuovamente la lettera per fargli vedere come tu, essere ingrato, non ti sei piegato ai suoi voleri e ai suoi interessi (mentre lui a suo tempo ti aveva dato un posto e uno stipendio che ti hanno permesso di uscire dalla fame in cui eri, e comunque agiva solo nel tuo interesse, anche in questa occasione..) il volto di AltroProgettistaConMenoScrupoli ha cambiato colore, sbiancando all'inverosimile.. d'altronde ti conosce: lo sa che se tu hai rifiutato questo lavoro in questo modo c'è qualcosa di veramente marcio sotto, forse troppo marcio anche per lui..”

Niente guadagno materiale, ma un paio di piccole soddisfazioni morali: il racconto dell'espressione di AltroProgettistaConMenoScrupoli mentre si rende conto che sta per farsela sotto e l'ombra della galera e del capestro che si allontana dal mio percorso..

Ovviamente, la prossima volta che capiterà (tra altri N anni, Nibiru permettendo..) di ricevere una telefonata da GrandeCapo, credo che sarà ovvia la mia risposta..

venerdì 12 dicembre 2008

A volte ritornano.. 2

E fu così che andai a vedere il nuovo lavoro
Ci trovammo il sabato mattina in ore antidiluviane al piazzale, dove posteggiai la mia Punto e, con il suo rombante bolide ipertecnologico e iperaccessoriato, ci recammo insieme sul posto..
Appena entrato allacciai la cintura di sicurezza e lui sogghignò “Cos’è? Hai paura?” “Macchè.. voglio solo evitare che qualcuno prenda delle multe, visto che ho notato alcuni posti di blocco sulla strada..” “Ah!” e si allacciò la cintura anche lui..
Dopo un po’ di strada fuori città, mi fa “Dovrebbe essere da queste parti, guarda un po’!” indicando il mondo esterno.. “Eh? Ma io non so nemmeno dove dobbiamo andare..” “Ah già.. aspetta che ci penso io!” lascia il volante per cercare il telefonino (ovviamente senza auricolare) e fa il numero di PiccoloCapo, aspetta il primo squillo e poi “Ecchecca##o! Non risponde.. AHHH! Dove ca##o eri? E’ un’ora che ti chiamo.. senti: come ca##o si chiama quel co§*one dove devo andare? Vabbè.. grazie.. senti, non riaddormentarti che forse ti chiamo di nuovo.. e NON spegnere quel ca##o di telefonino che ti licenzio se lo fai..” Attacca e si volta verso di me ridendo “Non lo licenzierei mai, ma ai dipendenti fa bene essere ripresi ogni tanto!” Faccio per rispondergli male (se avesse fatto a me una cosa simile, non sarebbe sopravvissuto molto a lungo) ma lui getta il braccio verso il finestrino dal mio lato “Eccolo! E’ quello!” e gira alla prima uscita per andare verso la direzione (io non sono riuscito a vedere altro che un capannone che spariva velocissimo dietro gli alberi, ma non mi interessava più di tanto..)
Usciti dalla superstrada, ci inoltrammo in un viottolo di campagna che andava in direzione dei capannoni, giungemmo all’ingresso e vedemmo un chioschetto che stava aprendo “Vuoi un caffè?” “Va b..” “No, ma lo prendiamo poi dopo, adesso facciamo il lavoro..” “Va b..” “Forse possiamo prenderlo.. ma no: io l’ho già preso.. andiamo a fare il lavoro!”
Si inoltra dentro i capannoni e comincia a fare un numero N di giri attorno a tutta l’area per individuare il capannone giusto (in effetti, c’erano almeno 6 capannoni, e quello che aveva visto dalla strada era l’ultimo, quello più esterno.. è molto difficile rintracciarlo, meglio consumare benzina gironzolando senza meta..
Alla fine si ferma davanti a un capannone e fa “Dovrebbe essere questo!” prende il telefonino e chiama nuovamente PiccoloCapo “Dormi ancora? Senti io sono davanti a un capannone che c’è scritto ‘NomeCheNonHaNullaACheFareConQuantoScritto’.. E’ lui?.. Come no?.. Cosa deve esserci scritto? E che ca##o significa ‘NomeEsattoScrittoSuInsegna’?..” “Ehm.. c’è scritto proprio quello che ha detto PiccoloCapo..” “Uh? Ah.. si, giusto.. è che avevo il riflesso del sole davanti..“ “Si, certo.. però qui non vedo nessuno: il capannone è chiuso e quel cane da guardia che ci sta ringhiando contro non sembra felice di vederci, anche se credo sarebbe felice di averci a colazione..” “Non aver paura: abbaia ma in realtà è bravissima, ormai ci conosciamo..” (il fatto che si conoscessero mi è sembrato strano per un paio di motivi: il primo è che non sapeva nemmeno dove fosse di preciso il posto, e il secondo è che parlava del cane al femminile.. ma era evidente che quel mastino non era affatto una femmina..)
Prende il telefonino, chiama PiccoloCapo e si fa dare il numero del cliente, quindi lo chiama e gli fa “Buongiorno, sono GrandeCapo di PiccolaDittaCheFaStronzate.. senta.. io sono qui con l’ingegnere per fare un sopralluogo per il lavoro nel capannone e.. certo.. no, è che l’ingegnere è bravo, ma se non vede com’è fatto il posto non sa come deve progettare.. si, ha il disegno col ‘leiaut’ del locale, ma una cosa è vedere il disegno, una è vedere il locale.. si.. no.. va bene.. aspetto che arrivi qualcuno.. buongiorno e mi scusi umilmente per il disturbo a quest’ora..” e attacca, poi ritira dentro la bocca quei 3 chilometri di lingua penzolanti e si volta verso di me “Tra poco arriverà qualcuno ad aprire il capannone” quindi prende il telefonino e chiama uno dei suoi dipendenti per dirgli di andare di corsa in un cantiere (dove non c'è realmente nulla da fare, specie di sabato) e quando l'altro risponde che non può, che deve lavorare in casa e che deve fare la spesa per la famiglia, gli risponde alterato “Allora non lamentatevi poi se vi licenzio, visto che non avete voglia di lavorare e non mi spalleggiate quando prendo i lavori per permettervi di mangiare..” e attacca..
Le mani mi prudono sempre di più, specialmente quando mi guarda e dice “Questa gente viene qua, si fa assumere e poi non fa nulla, non ha voglia di lavorare.. devo continuamente far capire loro chi comanda..”
La mia sfuriata è bloccata solo dall'arrivo di una signora, che ci apre e ci fa entrare.
Io do un’occhiata in giro per capire, e lui comincia a guardarsi attorno meravigliato (ma non lo conosce sto posto?) e scatta foto a più non posso a qualsiasi cosa.. mentre io le foto le scatto solo ai dettagli più interessanti e utili per il lavoro..
In breve arriva anche il titolare, che non si presenta ma comincia a chiacchierare come fossimo tutti vecchi amici..
Mi spiega che di tutte quelle macchine alcune dovranno essere messe in servizio a breve, altre dovranno essere messe in servizio a inizio anno.. e occorre fare subito una nuova cabina, visto che dovranno moltiplicare per 6 la potenza attualmente assorbita e già così sono al limite della consegna in bassa tensione: ci vuole la media tensione e quindi la cabina di trasformazione..
A tal proposito, GrandeCapo dà fiato alle trombe.. “Senta, ma il fatto che la cabina venga attrezzata con due trasformatori.. io pensavo.. (?) voi avete alcuni giorni di piena attività e altri di calma come oggi.. vi metterei due trasformatori differenti in parallelo (??) e quando voi avete giornate piatte ne disinserite uno e lasciate solo il più piccolo a lavorare..(???) perché il trasformatore ha degli assorbimenti a vuoto molto alti e quindi consuma parecchio anche senza fare niente..” “Ah? Allora si, devo cautelarmi perché non voglio regalare soldi a quei SerieDiApprezzamentiPocoSimpaticiSuGestoreFornitureEnergiaElettricaExMonopolista.. Ma non si può evitare?” “No: il trasformatore ha le perdite di magnetizzazione e quindi si deve tenere così a meno di non rifasarlo parecchio..” “E ma io ho il gruppo elettrogeno per rifasare..” “Si, ma quello ha le batterie che assorbono più del trasformatore..”
Io stavo per sprofondare dalla bestialità di queste affermazioni e dalla totale ignoranza che traspariva dai discorsi di entrambi (specie da GrandeCapo, titolare di un’impresa di installazione di impianti elettrici, l’altro è ammissibile che sia ‘elettricamente ignorante’ ma GrandeCapo si vanta continuamente di essere un genio e di aver preso il diploma.. anche se non ho mai capito a chi l’abbia preso..) ma non potevo fare nulla: la mia presenza era equivalente a quella di un fantasma e le mie parole avevano la stessa considerazione di una mosca fuori dalla finestra..
Alla fine GrandeCapo si alza “Va bene, ora ce ne andiamo..” si volta verso di me “Hai visto tutto, vero? Arrivederci!” ed esce.. io lo seguo sconcertato: il lavoro di per sé è semplice, ma quelle stronzate sui trasformatori mi hanno gelato.. parallelo di due trasformatori differenti? Staccare un trasformatore nei finesettimana? Ma.. faccio per chiedere spiegazioni durante il viaggio di ritorno ma lui lo passa interamente parlando al telefonino con qualcuno.. finché arriviamo al posto dove ho lasciato la mia macchina e mi fa scendere dicendomi “Mandami l’offerta!” e sparisce..
Prendo la macchina e torno a casa, pensando a come potrò rimediare a quelle ca##ate che ha detto..

venerdì 5 dicembre 2008

A volte ritornano.. 1

La storia è questa: un giorno ricevo una telefonata da PiccoloCapo (quello della PiccolaDitta in cui ero Responsabile di cantiere e Ufficio tecnico contemporaneamente..) che, dopo i convenevoli di rito mi passa GrandeCapo “Ciao MK, come va?” “Me la cavo, e voi?” “Si tira avanti.. senti, ho un lavoro per te, puoi passare qui tra un’ora?”
Sono ufficialmente un libero professionista, quindi non dovrei aver problemi, ma in realtà sono uno schiavo e non posso uscire dalla Grande Società così (specie per uno che erano anni che non si faceva sentire, sperando ardentemente che io finissi immediatamente sul lastrico e poi pretende di dare ordini a tutto spiano..), inoltre mi ci vorrebbe quasi tutta l’ora solo per raggiungerli, se fossi in macchina, ma non sono in macchina.. “No, posso passare domani sera, ma sul tardi..” “Tardi quanto?” “Verso le 19” “Va bene, ti aspetto..” Grave: se non fa storie e mi aspetta pure vuol dire che c’è puzza di marcio.. e non siamo nemmeno in Danimarca..
L’indomani sera esco dalla Grande Società in un orario decente, prendo i 3 mezzi pubblici che mi porteranno nelle vicinanze della mia ex ditta (con le relative attese, per ciascuno dei 3..) e riesco ad arrivare in ritardo di soli 10 minuti..
Al posto della ‘famosa’ Segretaria (che sapevo già essere andata via..) mi apre direttamente MoglieGrandeCapo (che non sapevo fosse lì, ma evidentemente mi aspettava..) “Oh, buonasera.. si accomodi, venga pure dentro..” Saluto ed entro, ma la guardo un po’ sconcertato: solitamente non mi degnava di uno sguardo, tranne quando il bagno era occupato e non sapeva dove aspettare..
“Deve parlare con mio marito, vero?” “Si, signora: mi ha dato appuntamento e.. eccomi qua!” “Al momento non c’è, gli telefono immediatamente..” prende il telefono, lo chiama e lo sollecita a rientrare in fretta, che non può farmi fare anticamera a lungo, poi mi raggiunge “Prendiamo un caffè?” “Volentieri..” (sempre più puzza..)
Mi prepara il caffè alla macchinetta e comincia a raccontare dei vecchi tempi, di quanto era bello quando io lavoravo lì dentro (???) e di quanto era contenta ogni tanto di passare a chiacchierare con me (??????), mentre sopraggiunge infine il marito (in contemporanea col fido schiavetto PiccoloCapo) e lei può interrompere queste pubbliche relazioni artificiali..
GrandeCapo è sempre lo stesso: la versione reale del famoso ‘Er Più’ del film, che vive solo di apparenza e deve per forza dimostrare di essere sempre il migliore, anche (e soprattutto) quando non sa niente (cioè sempre..), invece PiccoloCapo si dimostra sempre lo stesso anche lui: un fido ‘gregario’ pronto a sostituire la carta igienica con la lingua e pronto a cercare di inchiappettare tutti gli altri..
“Senti, io ho preso un lavoro, ma mi serve una mano..” “Uh?” “Devo avere un progetto..” “Di che?”
Mi spiega a grandi linee che deve realizzare un quadro elettrico per il comando di una serie di Gruppi di continuità, e gli serve il progetto (a dir la verità non serve tanto il progetto quanto il costruttivo, ovvero l'as-built, che dovrà essere allegato alla certificazione finale).
Mi informo meglio, e GrandeCapo comincia con la solita chiacchiera a dirmi “Ho subito pensato a te, visto che tu sei bravo, in gamba, eccetera eccetera..” “E anche visto che tutti gli altri a cui l’hai chiesto prima ti hanno sputato in faccia..” “Ma no.. io mi fido, tu lavori bene.. insieme possiamo fare grandi cose..”
Per troncare corto (visto che l’ora è tarda e comincio ad avere fame..) dico “Va bene, manderò la mia offerta..”
Lui mi interrompe e comincia a raccontarmi una storia di fame e miseria, dalla quale risulta che questo cliente ha tirato sul prezzo al punto che non possono darmi più di una cifra miserabile per fare questo lavoro.. (cifra che in condizioni normali sarebbe la mia richiesta per un impegno di massimo 2 giorni.. e io sono molto economico..)
Li guardo veramente male (quasi pronto a sputare loro in faccia anch’io), ma siccome non sono capace di buttare merda addosso alla gente, ho finito lo stesso per accettare, pretendendo di avere tutta la documentazione necessaria, tutti i file pronti per essere solo modificati e cercando di ridurre al minimo indispensabile il mio impegno temporale (tanto, quello che conta alla fine è che io ci stia dentro.. e ci sto dentro se riesco a fare tutto in meno di due giorni).

Con l’ausilio di un paio di telefonate incazzate e della ciofeca, sono riuscito a fare l’intero progetto del quadro elettrico in ben una giornata (si: me la sono presa un po’ comoda, inoltre stavo progettando dei quadri anche per conto della Grande Società, quindi ho unito le due cose..), poi un’altra mezza giornata l’ho dedicata a scrivere la relazione e preparare i PDF per la consegna..

Avvicinandosi la fine dei lavori, hanno cominciato a telefonarmi per chiedere di andare sul cantiere a vedere il lavoro eccetera, ma io non andavo (non ci sarei stato dentro con le spese, specie se perdevo le giornate presso la Grande Società SuperEsperta) e poi non avevo alcuna intenzione di vedere i loro strafalcioni: io devo progettare il quadro elettrico, non l’impianto.. ho dato le indicazioni per i cavi di alimentazione e di uscita, ho dato indicazioni per le apparecchiature (molto apprezzate, visto che lui intendeva mettere apparecchiature con dimensione ridotta..) e ho infine consegnato i file PDF relativi a quanto previsto, da allegare alla certificazione finale..

Un venerdi vado quindi a consegnare il lavoro (al solito ho preso l’appuntamento in serata..)
GrandeCapo e PiccoloCapo sono entrambi presenti, consegno la documentazione a GrandeCapo che la passa immediatamente a PiccoloCapo perché la legga.. (lui non può: dovrebbe cambiare gli occhiali.. e magari anche imparare a leggere..) e PiccoloCapo (che stranamente ha imparato a leggere..) si accorge che manca il foglio della certificazione, e lo dice subito: “GrandeCapo, MK non ha fatto la certificazione!” GrandeCapo scatta immediatamente “E la certificazione del quadro?” Io, tranquillo come non mai, rispondo pacatamente “La deve fare l’installatore, mica il progettista..” “Ma.. Come sarebbe? Devo farla io?” “Deve farla chi ha costruito il quadro!” “Ma io non so cosa devo scrivere..” (per forza: all’epoca le preparavo io e tu firmavi solamente.. ma i miei file dovrebbero essere rimasti dentro il computer, basta prenderne uno e cambiargli le mutande, come dicevano i latini..) “Come? Non ha mai rilasciato una certificazione in tutti questi anni?” faccio con espressione stupita “Eh? No no.. Certo che le ho fatte: io lavoro bene.. è solo che pensavo la facessi tu direttamente..” “Non posso: io non sono titolare o legale rappresentante di questa ditta..” rispondo sorridendo simpaticamente..
Alla fine si convince che non posso fare nulla di più di quello che ho già fatto, allora mi dice “Ok, ci sarebbe un altro lavoro, ma dobbiamo fare un sopralluogo..” “Quando?” “Oggi è venerdi, facciamo domani?” “Dove?” “Qua vicino, ci troviamo nel PiazzaleDellaConcessionariaDoveHoCompratoLaMiaPunto e andiamo sul posto insieme, un paio d’ore ed è fatta!” “Ok!” e me ne vado..

venerdì 28 novembre 2008

Vai a QuelPaese..

GrandeCapo mi è apparso davanti poco dopo l’accensione del mio computer fork-stesscion, mentre windows stava arrancando per caricare il noto anticazziemazzi di gran marca contemporaneamente ai vari autluk, offisss, aiut_cade, addobba_acrobati_ridder e prepararmi il mio ambiente di lavoro personalizzato (dove avrei dovuto chiudere tutti quei programmi per aprire al loro posto la succhia-risorse ciofecale..).
Intimorito da tale apparizione (nonché dal residuo alone ofattivo sulfureo..) ho detto “Ciao, cosa c’è?”
Egli posò lo sguardo su di me, e la sua voce risuonò tonante mentre, con i fulmini che uscivano dalle sue dita scriveva i Suoi Comandamenti, “In verità ti dico: tu domani andrai a QuelPaese!” (parola di GrandeCapo, rendiamo grazie..)
“A QuelPaese? E ‘ndo c@##o sta?” “Non ci sei mai stato?” “Ce n’ho mandati tanti, ma io non ci sono mai andato..” “Ci andrai: ti ci mando io!” e via con una spiegazione dettagliata di quello che avrei dovuto fare in un paio di giorni (secondo Egli!) e che mi ha impegnato per un paio di settimane (e credo di essere stato ancora abbastanza veloce, tutto considerato..)
A prescindere da tutto, ho appena concluso una verifica impiantistica presso un cliente abbastanza importante. Una verifica che mi è costata parecchio (come sempre) in termini di tempo, di stress fisico e mentale, di sfuriate e incazzature col cliente e con capi e colleghi, e di perdita di anni di vita..
Al termine, come al solito, GrandeCapo ha firmato la relazione standard di verifica e progettazione degli adeguamenti, che è stata consegnata al cliente per dirgli cosa dovrà fare perché sia tutto a posto, e tutti possano vivere felici e contenti..
Naturalmente la stesura di quella relazione (come di qualsiasi relazione di verifica) nasconde cose ben diverse da quelle che sono state descritte, vogliamo vedere come sarebbe dovuta essere realmente?
La relazione che segue (standard per la Grande Società) riprende lo stile delle normative vigenti.. ovviamente al cliente è stata consegnata con una forma leggermente diversa..
Relazione di verifica degli impianti elettrici
Introduzione
Il sottoscritto GrandeCapo, presidente, titolare e dio onnipotente con poteri di vita e di morte su tutto e tutti all’interno della Grande Società SuperEsperta, si degna di accettare i soldi di Cliente Pagante per lo sfruttamento intrinseco del personale della stessa Grande Società al fine di verificare lo stato dell’arte negli impianti elettrici esistenti all’interno del piccolo stabilimento industriale di proprietà del suddetto Cliente Pagante, sito a QuelPaese, in ContradaInCuloAiLupi.
Scopo e campo di applicazione
Lo scopo della presente relazione è descrivere gli interventi necessari per adeguare gli impianti elettrici esistenti presso lo stabilimento, al fine di garantire la perfetta corrispondenza normativa, tecnica e funzionale.
Per quanto riguarda gli impianti elettrici oggetto di intervento, si considerano sia gli impianti adibiti a servizi generali che gli impianti di alimentazione degli impianti di processo.
Riferimenti normativi e legislativi
I lavori necessari fanno riferimento alla versione attuale delle vigenti disposizioni di legge e normative, in particolare:
D.Lgs 81/08: testo unico sulla sicurezza (almeno cancelliamo dalla lista 626 e 494..)
Legge 186/68: disposizioni concernenti blablabla..
DM 37/08: norme per la sicurezza degli impianti (leviamo questa 46/90, che tanto è stata sostituita..)
Norma CEI 64/8: va sempre bene per gli impianti al di sotto dei 1000V..
Norma CEI 11/1: questa dovrebbe servire per quelli al di sopra, visto che c’è la cabina elettrica..
Norma CEI 31/30 e 31/35: una è la guida, ma non sappiamo quale, però visto che ci sono posti che possono esplodere, va tutto bene..
Prescrizioni degli Enti preposti al controllo degli impianti nella zona di pertinenza dello stabilimento, in particolare ISPESL, ASL, USL, VVF, ARPA, FLAUTO, ISPEL, IRPEF, ILOR, IRPEG, INVIM, IRAP, IVA e CNPAIA, e tutti gli altri che non nominiamo perché non li conosciamo..
Ultimo ma ultimo in tutti i sensi, l’ultima versione del famosissimo programma di caccole e verifiche, specifico per gli impianti elettrici (nel senso che i ‘programmatori’ che lo hanno realizzato devono sicuramente essere stati vittime di forti elettroshock..): la CIOFECA!!!
Definizioni tecniche
Le verifiche dello stato esistente e delle sicurezze si basano sulle definizioni delle presenti normative di cui sopra.
In particolare si definiscono le seguenti definizioni, sulla base della norma CEI 64/8:
Protezione contro i sovraccarichi
Il sovraccarico è definito secondo quanto prescritto nelle normative, la protezione è definita secondo quanto prescritto nelle normative, le normative sono definite secondo quanto prescritto nelle normative.
Si protegge dal sovraccarico verificando che la portata del cavo non sia inferiore alla taglia dell’interruttore, e che questa sia comunque superiore alla corrente assorbita, secondo una misteriosa formula matematica che dice Ib <= In <= Iz e If <= 1,45*Iz Protezione contro i corto circuiti
Il corto circuito è definito secondo quanto prescritto nelle normative, la protezione è definita secondo quanto prescritto nelle normative, le normative sono definite secondo quanto prescritto nelle normative.
Si protegge dal corto circuito verificando che la capacità termica del cavo sia superiore alla botta che lascia passare l’interruttore, e che il potere di interruzione dell’interruttore sia comunque superiore alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione, secondo una misteriosa formula matematica che dice I2t <= K2S2 e Pdi >= Icc
Protezione contro i contatti diretti
Il contatto diretto è definito secondo quanto prescritto nelle normative, la protezione è definita secondo quanto prescritto nelle normative, le normative sono definite secondo quanto prescritto nelle normative.
Si protegge dal contatto diretto verificando che tutto sia inaccessibile, e che quello che è accessibile abbia un IP pari a 2X e che ci siano barriere, separazioni e ostacoli vari e assortiti che impediscono agli idioti di mettere le mani dove non devono, altrimenti ci mettiamo un differenziale che va sempre bene..
Protezione contro i contatti indiretti
Il sistema è classificato come TN secondo quanto prescritto nelle normative, per cui il contatto indiretto è definito secondo quanto prescritto nelle normative, la protezione è definita secondo quanto prescritto nelle normative, le normative sono definite secondo quanto prescritto nelle normative.
Si protegge dal contatto indiretto verificando che la corrente di guasto a terra sia inferiore a quanto previsto dalle tabelle sul tempo di apertura delle apparecchiature o che ne so, comunque inferiore a quanto detto nella tabella 41, che altrimenti ci mettiamo un differenziale che va sempre bene..
Descrizione dei lavori
I lavori consistono in un rilievo dello stato di fatto attuale degli impianti, sulla base della documentazione fornita dal committente, al fine di scoprire le caratteristiche degli impianti esistenti.
Nel corso del suddetto sopralluogo si procederà con il cosidetto esame a vista (per la definizione vedere le normative) e con prove strumentali (per la definizione vedere le normative) al fine di determinare gli effettivi problemi.
Successivamente verrà ricostruito l’impianto nella simulazione della Ciofeca, che fornirà tutti i pallini rossi che indicheranno cosa non va. Si studieranno quindi le correzioni da effettuare per eliminare i pallini rossi, e si sceglieranno quelle che costano di più (per via del lavoro a percentuale) da proporsi come interventi correttivi di adeguamento.
Metodologia di verifica
Il committente fornirà la documentazione necessaria per il rilievo dello stato di fatto, assegnerà una persona di riferimento per il lavoro sul posto del personale e assisterà il personale nel rilievo e nella ricerca di ulteriori documentazioni.
Non romperà troppo i marroni se il personale addetto al rilievo chiederà di accedere a locali chiusi o di accedere ai quadri elettrici anche se posizionati in parti dello stabilimento non comodamente accessibili..
Il personale addetto al rilievo provvederà all’esame a vista, quindi il fatto che appaia passeggiare senza scopo nello stabilimento guardandosi intorno non vuol dire che sta progettando un furto, ma che sta individuando le apparecchiature elettriche..
Il personale addetto al rilievo provvederà a effettuare le prove strumentali, quindi il fatto che ogni tanto vada via la corrente in alcune aree è previsto: il committente dovrà provvedere a istruire il proprio personale sul fatto che salvino sovente i lavori in corso al computer quando vedranno che il rilievo interesserà la zona uffici (si: anche le partite a free-cell possono essere salvate!) e se per caso va fuori servizio un’area che non dovrebbe andare la colpa non è del personale di rilievo, ma dell’elettricista che ha fatto l’impianto o dell’Ente fornitore che ha causato un blackout localizzato proprio in quel preciso istante..
Analisi dello stato di fatto e interventi di adeguamento previsti
A seguito dei rilievi e delle misurazioni effettuati, e dei calcoli sviluppati con la Ciofeca, si è potuto stabilire che sono presenti alcune difformità.
Nel seguito saranno fornite indicazioni su tali difformità e su come e dove intervenire per porre rimedio a queste difformità e adeguare di conseguenza gli impianti.
Il committente ha inviato via email le planimetrie dello stabilimento, che Disegnatrice ha provveduto a plottare (tra una telefonata e l’altra) e io ho provveduto a tagliare e piegare (lei era impegnata a telefonare)
Preso la mia macchina, caricata la documentazione e assicuratomi che anche stavolta non avrò alcun rimborso per le spese di viaggio, vitto e alloggio, mi sono messo in moto per andare a QuelPaese.
Lì giunto (dopo aver chiesto innumerevoli indicazioni) sono stato accolto dal committente felice di vedere che ero arrivato nella stessa giornata in cui avrei dovuto arrivare.. anche se pare ci fosse qualche divergenza sull’orario, secondo la quale io avrei dovuto essere lì più o meno nell’orario in cui stavo caricando tutto in macchina (GrandeCapo non deve avere molto chiara la differenza tra la mia FIAT Punto e l’Enterprise di Star Trek..)
Comincio il rilievo e mi accorgo subito che la documentazione (le planimetrie aggiornate) non è così aggiornata, quindi prendo la serie di penne colorate e comincio a rifare le planimetrie sul posto, a segnare gli apparecchi illuminanti, le prese, i condotti blindati, le canaline, i quadri di processo, i quadri generali, i serramenti, gli aerotermi e, infine, il quadro generale, gli ups e la cabina elettrica di trasformazione..
Si, mi interessa anche vedere il gruppo elettrogeno!
Si, devo accedere alla cabina elettrica..
Si, anche se il reparto è chiuso da anni, il fatto che ci sia dentro parte dell’impianto in funzione è un motivo valido per cui io debba vederlo..
No, quando controllo sotto le scrivanie è solo per vedere dove sono nascoste le torrette nascoste, non per sbirciare le gambe delle impiegate.. nemmeno di quelle con la gonna.. A proposito, sarebbero da eliminare quelle 12 ciabatte e adattatori interconnessi sotto la sedia della bionda con quel paio di chiappe da urlo.. non importa se tutti i computer di questo ufficio prendono alimentazione da quelle ciabatte, dovete risistemare la situazione installando le prese dove necessario.. Certo che glielo posso dimostrare, con delle misurazioni..
Si, per verificare se l’illuminazione di sicurezza funziona il modo migliore è quello di spegnere l’interruttore dell’illuminazione nel reparto.. No, non dovrebbe levarsi la corrente anche negli uffici, non alle prese.. Eh? Ma se gli uffici sono dall’altra parte e prendono da un altro quadro, secondo la vostra documentazione? Hanno salvato comunque? Cosa avete perso? Vuol mica dire che stanno lavorando da 6 ore senza aver mai salvato? Nemmeno durante la pausa pranzo? E usano windows? Ma lei è veramente sicuro che non abbiano mai salvato?
Si, devo aprire quel quadro.. No, non posso aprirlo in tensione.. Si, quando provo il differenziale viene staccata la corrente.. No, non posso provare il differenziale senza levare la corrente.. Si, telefoni pure a GrandeCapo.. No, non sono un terrorista.. No, non intendo farla fallire..
No, per il fuori servizio della cabina ci mettiamo d’accordo con lei e con l’Ente fornitore.. Si, deve esserci il personale dell’Ente.. Non lo so, ma credo che sia opportuno levare quelle apparecchiature che dovrebbero farla risparmiare sul funzionamento dei contatori.. Ma non le hanno mai detto niente? Cosa? Non sono mai passati a leggere i contatori?
Si, quando leviamo la corrente lì, l’ups dovrebbe partire subito e le utenze privilegiate non si accorgeranno di niente.. Come? Quando avete fatto l’ultima manutenzione alle batterie dell’ups? Si, l’ups ha le batterie? Ah! E quando l’avete acquistato? Penso di sì: una decina di anni senza manutenzione.. ma davvero non ve ne siete mai accorti? Certo: l’ups serve a quello.. e non si preoccupava del fatto che si spegnesse tutto? Anche quello che doveva essere sotto la privilegiata?
Credo che questo non vada.. no: non può alimentare quel condotto blindato con quel cavo.. è troppo piccolo.. si, lo so che è ben ventilato (peraltro non credo che il condotto blindato sia felice di stare esposto alle intemperie..) ma il problema è che se vuole proprio attaccarci quella macchina che assorbe 160A (e si: 100kW sono più o meno 160A) il blindato da 350A va bene, l’interruttore da 250A può andare bene, ma sinceramente il cavo da 35 mi sembra ridotto.. la portata dovrebbe essere sui 150A.. va bene, ho capito che non la usate troppo spesso, ma resto del parere che il cavo sia sovraccaricato..
No, senta.. l’illuminazione di sicurezza deve indicare il percorso di fuga.. si, deve essere alimentata da ups.. no, non si possono levare le lampade.. no, deve esserci un minimo di 5 lux.. si, lo so che 5 lux è poco, ma le norme dicono così.. ma perché vuole levare le lampade? Piuttosto levi gli ostacoli dalle vie di fuga.. Ehm, le lampade con la scritta uscita di sicurezza vanno sopra le porte di uscita.. no, se ha levato la porta, vanno levate anche le lampade.. no, non deve usarle per altro..
Mi scusi, ma come faccio a provare i differenziali degli uffici se quelli del quadro a monte hanno tarature più basse?.. Non lo so, lo strumento invia una corrente che fa scattare il differenziale.. si, se questo è tarato per 300mA e quello sopra per 30mA è ovvio che scatta quello sopra.. Ovviamente quello stacca tutto il quadro, non solo la linea.. certo, minimo andrebbero sostituiti..
Mi scusi, ma qui lei ha un differenziale su ciascuna linea degli uffici, un differenziale sulle linee di alimentazione dei quadri di zona, un differenziale sul quadro di reparto, un differenziale sul quadro di stabilimento.. ma non mi dica che ha anche un differenziale sul quadro generale di bassa tensione in cabina? Cosa? Certo che il differenziale serve, ma serve solo a proteggere le utenze finali.. si, basta che ci sia sull’ultimo quadro in cascata.. no, se le lascia dappertutto dovremmo studiare il coordinamento e la selettività.. Certo che dovrà cambiarli.. No, non è bene cercare di recuperarli dal reparto dismesso 10 anni fa.. Se sono sempre uguali, il risultato sarà lo stesso.. Se non ci sono problemi di selettività (impossibile) non sarà il caso di sostituire.. Questo è un sistema TN, non è così esteso da richiedere l’utilizzo dei differenziali.. No, non è nemmeno il caso di metterli.. Non mi importa che il suo elettricista le ha detto che i differenziali servono sempre!.. No!.. No, non servono!.. Glielo dimostrerò con i calcoli!..
Senta, se mi ha chiamato, vuol dire che le serve la mia consulenza, quindi mi lasci lavorare, che poi le dirò cosa dovrà fare!..
No, non me ne frega niente di quello che farà poi lei!

Senta, sarebbe opportuno (anche se non c’entra con gli impianti elettrici) prevedere un percorso separato (o almeno dei limiti di velocità) per quei muletti.. si, immagino che dia fastidio essere travolti o infilzati da quelle lame.. Ah, poi mi spiega cosa trasportavate là dentro.. certo che lo voglio sapere.. non mi venga a dire che è stata una testata a piegare così quel condotto blindato.. non ci credo che avete dipendenti alti 6 metri..
Io opterei per un impianto antideflagrante dentro il bombolaio.. Si, sarebbe opportuno evitare di fumare.. senta, quella presa un po’ devastata con quel cavetto che fa scintille, io la leverei da vicino alle bombole.. No, scusi, ma quella prolunga volante in mezzo alle bombole io la leverei.. cosa alimenta? E perché non rimettete a posto la lampada lassù? A che serve tenere una lampada portatile da officina in un bombolaio?

Conclusioni finali
Il sottoscritto GrandeCapo, presidente, titolare e dio onnipotente con poteri di vita e di morte su tutto e tutti all’interno della Grande Società SuperEsperta, si degna di dichiarare che gli impianti elettrici esistenti all’interno del piccolo stabilimento industriale di proprietà del suddetto Cliente Pagante, sito a QuelPaese, in ContradaInCuloAiLupi, sono da adeguare per ottenere la conformità alle normative vigenti.
A seguito di tali adeguamenti, si effettuerà un nuovo sopralluogo (sempre a cura di MK, e sempre senza rimborsi spese), a conclusione del quale sarà possibile emettere una certificazione che attesti la rispondenza alle norme degli stessi..
Firmato: GrandeCapo..
Allegati
Alla presente relazione risultano allegati:
-) tavole planimetriche attestanti lo stato di fatto (disegnate da me, visto che Disegnatrice era incapace di decifrare i miei geroglifici da rilievo..)
-) tavole planimetriche attestanti gli interventi progettati (disegnate da me, visto che Disegnatrice era troppo impegnata a raccontare telefonicamente alle sue amiche le ultime performance del suo weekend sessuale..)
-) schemi elettrici dei quadri esistenti con indicazione delle apparecchiature da sostituire (sulla base dei pallini rossi apparsi nella ciofeca) e dei differenziali da levare..
-) fotocopie dei testi sacri che attestano come sia inutile inserire infiniti livelli di differenziali, specie se poi si trascura la selettività..
-) tabelle di calcolo e verifica realizzate dalla ciofeca in cui si descrive come molte utenze non sono valide
-) fotocopie di cataloghi e manuali dove si attesta che, almeno stavolta, la ciofeca ha avuto ragione..
-) mutandine della bionda con le chiappe da urlo che rischia la vita stando seduta sopra le 12 ciabatte con gli adattatori.. (mi sono rimaste in tasca a seguito di un’ispezione approfondita..)

P.S.: la pregherei di rimandarmi, a giro di posta, i miei strumenti di misurazione.. (li troverà nel secondo cassetto della scrivania della suddetta bionda: li avevo lasciati lì per non intralciarmi durante le manovre relative al’inserimento della sonda di misurazione nei pozzetti da verificare..)

venerdì 21 novembre 2008

La reinstallazione

E, dopo la formattazione, siamo giunti al momento in cui dobbiamo ripristinare tutto.
Ognuno si incarica di sistemare i pacchetti che utilizza meglio, dei quali purtroppo non esistono le immagini... indovinate un po' cosa tocca a me?
Ed eccomi con in mano il cd della 'ciofeca' ad approssimarmi al mio computer (poi, nell'ordine, a quelli di PiccoloCapo, di Progettista e di ProgettistaGiovane... almeno è un programma usato solo dagli elettrici...), apro lo sportello del cd, inserisco e aspetto l'autoplay, che si avvia subito, aprendo l'interfaccia per il setup: scelgo la cartella di destinazione, la cartella delle librerie, la cartella di lavoro e clicco su Installa! (ovviamente, il pulsante Installa è posto esattamente dove non lo si cercherebbe mai, mentre nel posto dove cade subito l'occhio c'è il pulsante Termina! che ha tutt'altro effetto...)
Il programma crea la cartella, poi comincia a scompattare tutte le librerie chiedendo dove estrarle (eppure ricordo di aver detto di creare la cartella delle librerie, inoltre se le librerie non sono in quella cartella, il programma non funzionerebbe proprio: non esiste la possibilità di fargli prendere librerie da altre cartelle... nemmeno facendo dei link simbolici, cosa peraltro impossibile...), ovviamente ripetere la ricerca del percorso ogni volta per un centinaio di librerie compattate non è il massimo della vita, per cui la prima cosa che ho fatto dopo aver creato le cartelle è stata mettere un link sul desktop a ciascuna delle cartelle create (così è più semplice andare a cercarle).
Al termine inizia a installare il mega-database (in fondo non è altro) e il manuale di istruzioni che dovrebbe risolvere ogni problema (se non fosse che è sempre la stessa versione, da almeno 6 anni...) e, infine, richiede di inserire la chiave hardware (quella che si piazza sulla porta parallela) levare il cd e riavviare il sistema... cosa assolutamente da non fare!!!
Riavvato il computer senza levare il cd, questo lo rilegge e cerca di ripartire con l'installazione, e a questo punto entra in gioco il pulsante Termina!
Occorre bloccare l'installazione, levare il cd e riavviare nuovamente il computer... e stavolta si può provare a lanciare il programma.
Una volta avviato il programma, si rende necessario impostare la cartella di lavoro (si, quella che avevamo impostato prima) e le cartelle dove il programma troverà autocad e office (si, office, non openoffice)
A questo punto, si possono impostare i parametri di calcolo e fare le varie personalizzazioni (da ripetersi a ogni riavvio del programma) e si è operativi...
Quindi si prende il cd e si passa al computer di un altro... AAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!

venerdì 14 novembre 2008

Il formattone...

E' un tranquillo mercoledì di terrore, quando SuperAmministratore entra nell'ufficio dicendo “Staccatevi tutti dal server e restate tutti in locale fino a nuovo ordine!” “Che succede? Stavolta ti da il preavviso che sta per crollare?” “Spiritoso! No, è che siamo invasi da un qualcosa come 3 o 400 virus...” “Win-Stukas!!!” “Appunto, devo risistemare il server, poi pensiamo ai singoli computer, ma adesso staccatevi e lavorate in locale!” “E poi, dove salviamo, a fine giornata?” “Se il server è a posto, ripristinerò i collegamenti, altrimenti masterizzerete i lavori fatti oggi...” “E chi non ha il masterizzatore?” “Ma se ce l'abbiamo tutti!” “Io non sono tutti!” “E' impossibile che tu non abbia il masterizzatore... no, aspetta... tu veramente non hai il masterizzatore?” “Se ti dico di no è no: so leggere i componenti del computer...” SuperAmministratore ci riflette un attimo, poi fa “Ci penserò... per adesso, salva in locale, poi vedremo come fare” “Ok”
E via col server: mercoledì mattina server spento per passaggio di pennicillina e antibiotici vari (ma non avevano messo Linux?) mentre ProgettistaGiovane viene mandato a passare, computer per computer, il cd con il famosissimo prodotto di gran marca che stronca ogni malware...
A fine giornata, tutti i computer sono stati scannati, scanditi e scansionati, tutti risultano puliti e il server è praticamente pronto a ripartire, ma non c'è ancora nessun computer connesso in rete, niente intranet (internet è decimata dagli infiniti blocchi messi... specie dopo che SuperAmministratore si è accorto che le donzelle passavano le giornate a chattare su fess-book, al posto di – oltre a – parlare direttamente in viva voce, essendo sedute più o meno tutte nello stesso stanzone...) e all'improvviso sentiamo un urlo “Progettista!!!”
Accorriamo tutti e vediamo SuperAmministratore che sta bestemmiando in azteco (ma con accento maya e tono incas...sato!!!): ha riconnesso il computer di Progettista sul server e, in meno di dieci minuti, almeno 300 dei 400 virus si sono ripresentati... dagli all'untore!!! (e dagli anche a ProgettistaGiovane che non ha pulito bene, dato che il computer di Progettista era ancora infettatissimo...)
Termico decide di esporre la sua tesi “Secondo me è quella merda di firefox che causa tutti questi virus: io non lo uso, uso solo prodotti di marca come internet esplorer e non ho mai beccato un virus...” SuperAmministratore lo guarda con chiaro intento omicida, poi digita un po' sulla tastiera del server e “Computer di Termico, infetto da 250 virus!” Termico scatta “Impossibile! L'antivirus non mi ha mai segnalato niente! E poi lui usa firefox e ne ha di più!” SuperAmministratore si volta verso Progettista che ammette di aver usato parecchie volte internet esplorer, poi guarda i log ed esclama “Quelli che sono risultati più puliti sono MK con 12 virus e Disegnatrice con 36 virus... peraltro il computer di Disegnatrice è infettato da alcuni virus scaricati da Architetta, il cui computer non risulta invece infettato da questi virus!”
Disegnatrice diventa rossa come un pomodoro, poi si allontana in silenzio...
Termico sta per reclamare, quando SuperAmministratore lo blocca “Silenzio: adesso ripulirò nuovamente il server, poi, prima di collegarvi, farò una formattazione completa dei vostri computer! Fate sparire tutto quello che non ha a che fare con l'attività lavorativa!”
E siamo arrivati a giovedì, quando ognuno di noi ha ripulito il proprio computer dalle sue cose personali (mai visto tante chiavette usb in ufficio...) e ProgettistaGiovane comincia il suo giro di formattazione, inserendo il cd di Windows XP dentro ogni computer e avviando la procedura di formattazione e reinstallazione del sistema operativo...
Il giovedì è trascorso in questo modo: formattazione e reinstallazione del sistema operativo su tutti i computer (è un'immagine, la procedura è relativamente molto rapida... ma ha richiesto comunque tutta la giornata, e sono stati ripristinati solo i computer di chi è effettivamente presente in ufficio...)
Adesso è venerdì, occorre procedere con la reinstallazione dei singoli programmi da utilizzare...

venerdì 7 novembre 2008

Senti.. quella cartella.. erano cose importanti?

Credo di aver già detto che la mia workstation (pare si chiami così) non ha il masterizzatore (non ha nemmeno tante altre cose che il mio computer di casa ha, pur non essendo una workstation e avendo un numero di anni enormemente superiore)
Non che la cosa mi crei problemi, ma visto che le consegne includono normalmente anche un CD, occorre che qualcuno lo prepari e, se non posso farlo io deve farlo Disegnatrice (tra una telefonata e l'altra) o PiccoloCapo (di persona personalmente in prima persona)
E venne il giorno della consegna, e Disegnatrice non c'era (in effetti, quel giorno c'erano problemi col gestore telefonico), così andai da PiccoloCapo e gli dissi “Tutto pronto per la consegna!” “Bene, così finalmente ci pagheranno!” “Si, ma serve anche la copia su supporto informatico..” “Falla!” “Non ho il masterizzatore..” “Eccheppalle! Devo dire a SuperAmministratore che ti compri un masterizzatore, non possiamo andare avanti così..” “Infatti..” “Va bene, ci penso io.. metti tutti i file in una cartella e poi dimmi dove sono..”
Torno alla mia postazione, seleziono tutti i file oggetto del mio lavoro negli ultimi tre mesi e li posiziono dentro la cartella di consegna, in una cartella avente come nome la data della consegna, che si aggiunge alle innumerevoli consegne fatte nel passato per i vari lavori di quel cantiere lì: immenso e infinito..
Per qualche strana e imperscrutabile ragione, il mio istinto vampiresco mi obbliga a copiare la stessa cartella anche in locale, oltre che nel Non-Server..
Vado da PiccoloCapo e gli faccio “Tutto a posto, nella cartella Consegne c'è una sottocartella con la data odierna: è quella il cui contenuto è da masterizzare!” “Bene.. qual è la commessa?” “NumeroDiCommessa!” “Ma è così vecchia?” (la numerazione di commesse della Grande Società SuperEsperta inizia con l'anno di apertura della commessa..) “Eh si: una commessa iniziata almeno 6 anni fa, e io ci lavoro in più passi da poco più di 3 anni..” “Ok.. hai detto che c'è una cartella con data odierna?” “Si, dentro la cartella Consegne!” “Uh.. allora cartella Consegne.. qua ci sono almeno una ventina di cartelle” “Si: abbiamo fatto molte consegne per questi lavori, nel corso degli anni, anche prima che tu venissi qua..” “Si, lo so.. Allora.. Nero.. prendi la cartella.. copia il contenuto su CD.. qua c'è troppa roba.. devo aver copiato qualche cartella di troppo, cancelliamo.. ok così va bene.. vai con la masterizzazione.. e cosa vuole adesso?”
Mi avvicino sconcertato “Che c'è?” “Non lo so: mi sta dicendo qualcosa di strano..” “Cosa?” “Boh.. è un messaggio in inglese: sarà qualche ca##ata con gli aggiornamenti o qualche avviso fasullo di windows.. tanto ormai ho cliccato su OK..” “Ma..” “Che altro vuoi fare? Se cliccavo su ANNULLA fermava la masterizzazione!” “Già..” e torno alla mia postazione, o meglio, vado da Segretaria per farmi fare la lettera di consegna: io non so usare quell'assurdo pastrocchio che chiamano database e che usano Segretaria e Amministrativa per i loro codici segreti!
Quando torno con le due copie della lettera, PiccoloCapo mi porta il CD e fa “L'etichetta falla te, e.. senti.. quella cartella.. erano cose importanti?” “Quale cartella?” “Quella delle consegne..” credendo che stesse scherzando, rispondo “Nooo: solo 3 anni di lavoro, cosa vuoi che siano?” “Ecco.. il fatto è che.. il mio windows o Nero devono essere difettosi: stranissimamente, quando ha masterizzato il CD, ha cancellato tutte le altre cartelle..” “Ho sentito che avevi copiato delle cartelle di troppo e le hai cancellate..” “Si, ma le ho cancellate dalla lista di quelle che Nero doveva masterizzare.. invece si sono cancellate direttamente dal Non-Server..” “Eh?” “Vabbè.. quando ritorna SuperAmministratore gli faremo ripristinare un backup..” “Si, ma..” “Tranquillo: glielo dico io che abbiamo fatto una ca##ata e che abbiamo cancellato tutto!” “Abbiamo?” “Uh?” “Hai! Comunque, quello che stavo per dire è che il prodotto finale (quello che hai masterizzato) l'ho messo su da locale solo ieri.. e l'ultimo backup risale a 6 giorni fa, visto che vengono fatti in automatico il venerdì e oggi è giovedì!” “Ma.. e come si fa?” “Proviamo a vedere se è venuta bene la masterizzazione” “Già giusto..” inserisco il CD nel mio lettore e.. DISCO ILLEGGIBILE..
A PiccoloCapo è venuto un mezzo infarto!
“Calma.. ti ho detto che ho lavorato in locale (visto che non mi fido di questo Non-Server) e ho la cartella salvata in locale, basterà copiarla..” “Meno male..” fa lui, tirando un sospiro di sollievo, ma “Beh? E dov'è finita?” “AAARRGGHH!!!” “Ah no.. eccola qua!” “GRRRRRR!!!!! Non farlo più..” “Cosa? Salvare in locale?” “No: fare questi scherzi!” “Scherzi?”
Un paio di giorni dopo, SuperAmministratore viene informato del MIO errore e salva il mondo ripristinando tutto da un backup..

venerdì 31 ottobre 2008

Vieni con me in cantina?

ExStagista deve seguire un cantiere presso uno stabilimento e sta cercando di documentarsi sui procedenti lavori fatti per quello stabilimento dalla Grande Società, per non essere proprio impreparata.
A un certo punto si rende conto che gran parte della documentazione è stata archiviata opportunamente in cantina, in quanto abbastanza vecchiotta. Si prende quindi i numeri di commessa dei lavori che le interessano, si fa dare da Segretaria le chiavi della cantina e decide di scendere per recuperare la documentazione.
Segretaria le fa “Guarda che è meglio se ti fai accompagnare da qualcuno: se succede qualcosa, chi ti trova più?” ExStagista ci pensa un po' e si convince che il discorso è giusto, scopre che Segretaria non è disposta a scendere con lei e si dirige verso l'area tecnica..
L'unico presente in sede sono io (gli altri sono tutti fuori: era il periodo delle olimpiadi...) e così mi fa “Vieni con me in cantina?”
La guardo un attimo e, con un sogghigno diabolico, le dico “Non c'è nessuno, possiamo benissimo stare qui senza andare a gelare la sotto...”
Dopo avermi dato una veloce ripetizione letteraria sul contenuto del “De vulgari eloquentia” di Dante, ExStagista mi dice “Dai, vieni con me in cantina che devo recuperare della documentazione!”
Scendiamo in cantina, individuiamo la cantina giusta tra tutte quelle condominiali, ExStagista apre la porta ed entriamo dentro, cercando la documentazione “Che commessa è?” “Quella di TizioCaioESempronio, la numero TalDeiTali” “Ok, tu cerca di là e io cerco di qua” (la cantina è abbastanza grande, e la documentazione è posata dentro scatoloni accumulati su vari piani di scaffalature vecchie e praticamente marcite, con scritto a pennarello sbiadito il numero di commessa)
Seguo la mia fila di scaffalature cercando tra gli scatoloni, finché sento la sua voce “MK!” “Trovato?” “Si, ma c'è un problema!” “E ti pareva...”
La raggiungo e... lei indica uno scatolone abbastanza in alto, anche per me (arrivo al piano dello scaffale, ma lo scatolone è rientrato e non riesco a raggiungerlo per prenderlo)
“Come si fa?” “Boh? Sicuramente questo scaffale non mi regge... forse non regge nemmeno a te, e non intendo ripagare uno scaffale alla ditta...”
Lei mi guarda un attimo, poi ripete “Infatti, ma... come facciamo a prenderlo?”
Io la guardo un attimo e, prima che mi molli un calcione, le chiedo “Quanto pesi?” Lei afferra al volo e fa “Ma dai... non vuoi mica sollevarmi?” “Allora vai su a cercare una scala...” “...sono sui 50kg... forse un pochettino di più...” “Vediamo un po'... dovrebbe andare bene così...” e intreccio le dita delle mani per farle da scalino...
Lei mi guarda preoccupata, poi si decide a mettere il piede sulle mie mani e, stando il più avvinghiata possibile a me, si dà lo slancio per sollevarsi...
“Ce la fai?” “Io si, e tu arrivi a prendere lo scatolone?” “Si, ci arrivo... senti... se mi reggi un attimo, prendo solo i dossier che mi interessano e non lo scatolone completo...” “mmmgghhh...fffai puee... mmmmgghh”
La mia risposta era un pochino soffocata, perché si era un po' spostata per avvicinarsi allo scatolone e di conseguenza aveva aderito maggiormente a me... coprendomi naso e bocca con... il cavallo dei suoi pantaloni... ;-P

venerdì 24 ottobre 2008

Per evitare i fulmini, sto a gambe larghe..

ExStagista (come ogni stagista che si rispetti) seguiva i cantieri.
Siccome era inconsueto che una ragazza si presentasse in cantiere (molto meno del fatto che una stagista si presentasse in cantiere), costei si rivolgeva sovente agli altri cantieristi per avere consigli su come agire, come comportarsi con gli operatori e come risolvere i problemi senza finire per sbaglio dentro una colata di cemento..
Un giorno seguiva dei lavori relativi agli impianti elettrici e, in mancanza di meglio, venne da me per chiedere consigli..
“Ciao MK” “Ciao”
“Senti..” “Uh?”
“Avrei un problemino..” “Uno solo? Beata te!”
“No dai.. ho bisogno del tuo aiuto!” “Per cosa?”
“Sto seguendo quel cantiere e abbiamo piazzato la gru!” “E allora?”
“Per l'impianto elettrico della gru come devo fare?” “Lo devi fare te?”
“Dai, devo fare i disegni e dare le indicazioni, così lo faranno in sicurezza..” “Allora, l'alimentazione la prendono direttamente dalla fornitura tramite interruttore e linea dedicata..”
“Si, ma la terra?” “Non c'è l'impianto di terra in cantiere?”
“Non lo so” “Cominciamo bene.. allora, devi scoprire se c'è l'impianto di terra, e ti colleghi lì, con cavo giallo-verde pari alla sezione del neutro..”
“E se non ci fosse?” “Glielo fai mettere.. altrimenti pianti due picchetti in diagonale sulla base della gru e colleghi la carcassa..”
Rinfrancandosi a quelle parole, mi chiese “E per i fulmini?” “Bisogna fare le verifiche, ma i picchetti fanno anche da dispersori..”
E le feci una lezione sulla protezione contro i fulmini.. ma io ho sempre detto di essere un pessimo insegnante..

Alla fine, per capire, lei mi chiese “Ma i fulmini colpiscono le parti più alte?” “Di solito si, a meno che non ci siano percorsi ionizzati che facciano da 'corsia preferenziale'..”
“Ma allora se una persona sta in piedi ed è più alta di tutto il resto, è possibile che venga colpita dal fulmine?” “Si, certo.. ma dovrebbe essere veramente l'elemento più alto in tutta la zona, in caso di forte temporale con molti fulmini..”
“E questo se sta dritta?” “Be.. si..”
“Allora per evitare i fulmini dovrei stare a gambe larghe?”
Sguardo stupito.. “Come?” “Così!” fa lei, allargando le gambe il più possibile (a rischio di strapparsi i pantaloni) fino a perdere l'equilibrio e piantare una culata per terra..
La guardo un attimo trattenendo una risata, poi faccio “In effetti, adesso sei un pochino più bassottella.. ma attenta a fare così: se anche eviterai i fulmini, rischi comunque di farti lo stesso molto male..” e me ne vado via ridendo mentre lei cerca disperatamente di recuperare l'equilibrio per lanciarmi contemporaneamente addosso qualcosa di molto più doloroso dello 'stronzo' che mi ha lanciato dietro..

lunedì 20 ottobre 2008

Vuoto...

Oggi mi è capitato di osservare una cosa strana: per alcuni istanti ho fissato gli occhi di una persona che mi guardava in silenzio, senza proferire parola... per alcuni istanti, perché poi non ce l'ho fatta a sostenere quello sguardo, per via di quello che ho visto.
Mentre guardavo quegli occhi, ho visto dentro un baratro profondo: una voragine buia e cupa, un buco nero dove regnava solo la disperazione.
Mi sono trovato per un istante lungo una vita a precipitare dentro quel baratro, scorgendo lungo la mia caduta i resti di una vita disperata e svuotata da ogni bellezza: un vuoto ipnotico dove non era difficile scorgere i resti di una serie infinita di sogni infranti e di disillusioni costanti, di tradimenti e di ferite, di rabbia e rancori profondi, di devastazione e di morte, di disperazione e di perdita totale.
Nulla poteva più colmare quel baratro, eppure era evidente che c'erano stati accenni di ricostruzione, anche recenti, come era evidente che non era sempre stato così, e che oltre quel vuoto spaventosamente angosciante era presente una fame atavica e feroce di conoscenza e si intravedeva anche un lieve bagliore che indicava la presenza di una scintilla di vita: di un'anima devastata e disperata, dannata quanto volete ma pur sempre un'anima.
Devo dire che è stato davvero sconcertante e non ce l'ho fatta a reggere a lungo quello sguardo.
In certe occasioni sono felice di essere un vampiro, almeno so che quello sguardo non può essere il mio, anche se l'ho visto in uno specchio...

venerdì 17 ottobre 2008

Pausa pranzo – lunedi

Come ogni giorno, alla fine si arriva all'una.
A quel punto, l'intero ufficio è in fermento (già da almeno mezzora), perché si è giunti all'ora della pausa pranzo, dove ognuno dà libero sfogo alle proprie preferenze culinarie.
Il regolamento interno della Grande Società prescrive che si mangi nella saletta interna appositamente dedita allo scopo (ex gabinetto riadattato per ospitare la sala da pranzo oltre alla macchinetta del caffè e al fornetto a microonde)
Il locale è realmente microscopico, al punto che occorre fare i turni per mangiare, ma tant'è: l'ex sala da pranzo è stata riadattata a sala riunioni, chiusa a chiave e impedito l'accesso.
Nel tavolino ikea a 3 posti si asserragliano quelli del primo turno deponendo un fazzoletto di carta a uso di tovaglietta e cominciano a divorare il pasto (chi un panino, chi un qualcosa di strano da scaldare nel fornetto), mentre quelli del secondo turno aspettano in piedi davanti all'ingresso, ostacolando il passaggio a chi deve invece recarsi al bagno...
La ventola (ultimo ricordo del fatto che il locale era un cesso) continua a urlare tentando di aspirare gli odori di chi sta scaldando zuppe di cavoli o pasti a base di aglio...
Passati i minuti dedicati al primo turno, questi vengono fatti alzare e cacciati fisicamente via dal locale, mentre quelli del secondo turno si scannano per occupare i posti e per decidere chi userà per primo il fornetto...
Finito il secondo turno, arriva RSPCapo, che entra, fa levare chi occupa il suo posto e si siede spaparanzando il giornale (rigorosamente di parte, visto che riesce a osservare tutto direttamente dalla capitale), e cominciando a leggere a voce alta le notizie segnate (che, ovviamente, coincidono con la verità rivelata...)
Ed ecco che gli ultimi tenaci difensori della postazione si arrendono e scappano via, permettendogli di sistemarsi meglio e continuare la lettura.
Ultimamente, grazie alla presenza di Stagista, obbliga la malcapitata a leggergli il giornale (la frase è “Se hai finito di mangiare, dedicati a qualcosa di utile: leggimi il giornale, che fa bene anche a te!” (*)) mentre lui mangia il suo piatto di salame e formaggio stagionato scaldato nel fornetto (nel senso che taglia fette di salame, posiziona sopra una fetta di formaggio e piazza il piatto di plastica dentro il fornetto per far fondere il formaggio sul salame... e il piatto su entrambi...)
Appena si leva la puzza di diossina liberata, corre ad aprire il fornetto e tirare fuori i resti, raschiando via i pezzi e mangiando ciò che dovrebbe essere ancora commestibile (ma anche il resto: perché sprecare?)
Ecco le condizioni in cui trovo il locale il lunedì al mio rientro (alle due) entrando a prendere il caffè (**) e dovendomi sorbire parte della lettura.
Ammetto che Stagista non vede l'ora del mio arrivo, visto che non riesco mai a trattenere la mia battuta bastarda di commento alla lettura, così lei scoppia a ridere e smette di leggere, lui non riesce nemmeno più a dirmi nulla, dopo le nostre infinite discussioni passate, in cui lo rintuzzavo continuamente e io posso sorbirmi il caffè in pace, senza sentire cazzate...

(*) agli inizi, aveva provato anche con me: finito il mio pranzo accettavo di leggergli il giornale, ma lo leggevo a modo mio, commentando ogni frase... dopo una settimana non mi ha più chiesto di leggere... siccome commentavo anche la lettura di altri, dopo altre due settimane non ha più letto il giornale se mangiavamo insieme... all'epoca non si dovevano fare i turni, visto che la sala pranzo era l'attuale sala riunioni...
(**) purtroppo, il lunedì il mio bar preferito è chiuso, quindi devo prendermi il caffè in ufficio...

venerdì 10 ottobre 2008

Pausa pranzo

E' l'una, malgrado tutto non piove, così approfitto per fare la mia solita pausa pranzo godendomi anche la mia solita ora d'aria (o di libertà).
Metto il giubbotto (siamo a ottobre e fa freschetto anziché no...), prendo il sacchetto con il mio paninazzo ed esco, dimenticandomi di ogni singola cosa relativa all'ufficio, tranne che di bloccare il computer a scanso di usi impropri...
Apro il portone, esco in strada e attraverso la via, devastata dai lavori in corso, giungendo sulla passeggiata dei Murazzi.
Scendo fino alle panchine, mi accomodo in una panca al sole (stile lucertola) e, incurante di coloro che portano a spasso i cani (freddolosi e frettolosi, che trascinano la bestiola mentre sta facendo, provocando danni inimmaginabili...) mangio il mio panino.
Appena finito mi alzo e scendo sull'altra passeggiata, quella proprio sulla riva del fiume, ammirando il ponte di piazza Vittorio, la cupola della Gran Madre (che è una chiesa molto particolare...) e la collina dei Cappuccini.
Il Grande Fiume scorre impetuoso anche per via del passaggio ridotto dalla ricostruenda diga che dovrebbe evitare le alluvioni (e che è stata cancellata completamente nell'ultima alluvione...), do una rapida occhiata all'isoletta dove le garzette (piccoli aironi) stanno nidificando e allo scoglio dove gli svassi spiegano le ali per asciugarle dopo aver pescato in immersione totale, e mi avvio lungo la camminata, in direzione della collina di Superga che appare quasi spettrale dietro la foschia.
Lungo la camminata si ha modo di ammirare una grande varietà di fauna locale: dai vari pesci che ogni tanto appaiono a galla, agli uccelli che aspettano in agguato (garzette e aironi cinerini, svassi, anatre e germani, gabbiani di vario tipo) per non parlare dei corvi e degli stormi di colombi che aspettano il cibo dai passanti. Una volta, quasi di sfuggita, tra le piante dell'ex zoo, ho visto persino librarsi un falchetto (non sono in grado di specificare la specie esatta, dovrei ricorrere alle competenze di un amico falconiere, ma non ho foto da mostrare e solo la mia descrizione di un falchetto velocissimo e apparentemente delle dimensioni di un corvo non penso sia sufficiente).
Se procedessi in direzione del Valentino, vedrei anche dei cigni, ma sto andando nella direzione opposta...
Naturalmente, sorvolo sulla fauna più comune e tipica (a quattro zampe, velocissimi e con una lunga coda...) che saetta attraverso la vegetazione che appare tra le aree di terra emersa disseminate lungo la riva un paio di metri sotto i miei piedi... e sulle striscianti biscie numerose sulla riva opposta...
Arrivo all'ultima scala prima del ponte di corso Regina, e salgo (starei a guardare il panorama, ma ho solo un'ora di pausa e siamo già a metà percorso...), raggiungendo quindi il corso e procedendo verso la famosa via Vanchiglia (che dà il nome all'intero quartiere) e risalendo, fino a quando appare l'insegna del mio bar preferito (inconfondibile per qualsiasi utente di Linux...).
Entro dentro, accolto da un'atmosfera allegra e gradevole, oltre che dalla simpatia della titolare che, con un meraviglioso italiano condito da un accento spagnolo, mi chiede conferma della mia solita ordinazione.
Scambiando qualche battuta sia con alcuni dei clienti abituali che con la stessa titolare, sorseggio il mio cappuccino e giunge quindi l'ora di tornare indietro. Pago, saluto e vado via, reimmettendomi su una strada fredda e cupa, raggiungendo il portone dove ha sede la Grande Società, e piazzandomi al mio solito posto di lavoro...
Sono le due, la pausa è finita e devo riprendere il lavoro...

venerdì 3 ottobre 2008

Fess-book...

Sono appena entrato in ufficio, in ritardo come ogni lunedì, quando vengo accolto da una marea di risate, che mi fanno pensare di avere qualcosa di strano addosso... controllo subito di non avere tracce addosso del motivo del mio ritardo o di non avere dimenticato la bottega aperta, ma quando mi convinco che è tutto a posto e io sono sempre affascinante come al solito (*) ecco che mi rendo conto che le voci ridenti sono le solite (Disegnatrice, Termica, Stagista e Segretaria) quindi capisco che non c'è nulla di interessante, ciò nonostante attivo lo stesso il neurone dedicato e vengo colto da frasi del tipo “Ma mi fai amica?” “Si, ti ho fatto amica, e ora fammi amica tu...” “E io posso fare amici i tuoi amici?” “Si, ma prima devono chiederti se li fai amici...” “E gli amici degli amici?” “Sono miei amici...”
Non sono sicuro se sono entrato in un asilo (vista l'età fisica dei soggetti non credo... per quella mentale nemmeno, al massimo il nido...), così mi accingo a chiedere chiarimenti... (c'e sempre la possibilità che mi possa servire a qualcosa, anche se non so a cosa...) e la risposta, data col tono che usano normalmente nei miei confronti (della serie “ma sei arrivato adesso dall'altra faccia della luna?”) è “Ma è fess-buk!!!” (giuro che me l'hanno detto esattamente come l'ho scritto)
Il mio neurone dedicato ha preparato la risposta “Beh, visto che ci siete in mezzo voi, non poteva essere altro che un fess-buk” ma non ho molta voglia di litigare con 4 donne di lunedì mattina così chiedo spiegazioni.
Incredibile ma vero: Disegnatrice è ben lieta di erudirmi su questa mia lacuna grossa come una laguna e mi fa approssimare al suo computer dove mi mostra su internet (**) il popolare sito di 'social-network' dove vedo la sua pagina, i link degli amici (tra cui i rinvii alle pagine delle altre...) e una serie di foto (alcune delle quali la mettono in una luce diversa... un pochino più... rossa)
Sta per cliccare sul link della pagina di Segretaria quando questa interviene urlando “NOOOO!!! Non fargliela vedere!!! Non voglio che mi veda!!!”
La guardo e le faccio “Guarda che ti vedo tutti i giorni, e sono ancora vivo...” “Vaff... str...!!! C'è il filmato dell'ultima festa e non voglio che tu lo veda!” “Quale? Quello dove hanno detto che ti sei messa a ballare seminuda sul tavolo? Guarda che ti ho già vista in 'completo da spiaggia'...” “Rivaff... ristr...!!!”
Dopo alcuni minuti Segretaria se ne torna al lavoro nel suo ufficio e Disegnatrice mi chiama per mostrarmi un po' bastardamente il famoso filmato: lei è sua amica quindi può accedere, a quanto pare...
Effettivamente, ammetto che non me la ricordavo così... (***)
Ma mi sono venuti due dubbi:
1)gli amici degli amici possono accedere?
2)forse Segretaria ha sbagliato sito, o fess-buk è collegato, in qualche modo, a yu-pork...

(*) Che ridete? Se capitassi in un'isola deserta e fuori dalle rotte commerciali con solo alcune donne naufragate lì da qualche anno e affamate di sesso, anch'io sarei affascinante... ;-P ...o più probabilmente contribuirei all'incremento dell'omosessualità femminile nella suddetta isola... :-(((
(**) Ma non gliel'avevano levato? Gliel'hanno rimesso? No: si collega usando la password di Architetta, che ultimamente è difficile trovare in ufficio...
(***) Già: io ricordavo che era più merito del sostegno... per il resto, non me la ricordavo proprio, ma vista un'inquadratura, direi che potrebbe benissimo fare la controfigura di 'basic istinct'...

venerdì 26 settembre 2008

“Scusa, hai mica il numero della mia ragazza?”

La fidanzata di Architetto è commercialista, tra i suoi clienti annovera sia lui che me.
In vista del matrimonio (e delle spese..) Architetto sta cercando di fare una pubblicità a tutto spiano all’attività di lei, cercando di procurarle più clienti possibili tra i nostri colleghi (quasi tutti nella categoria ‘impiegati a partita iva’)
Siamo giunti al turno di Termico..
Architetto gestisce bene la situazione, descrivendo le molteplici capacità della fidanzata, finchè Termico (che non è proprio così interessato alla cosa..) cede e se ne esce con un “Vabbè.. le parlerò e vediamo per un eventuale collaborazione futura..”
Architetto non si scoraggia facilmente, così gli fa “Senti, chiamala subito e vi mettete d’accordo!”
“Ma no.. adesso sarà impegnata..” “Ma va, è sempre disponibile!” “Ma no..” “Ma si..”
Alla fine Termico si convince “Ok, dammi il numero e la chiamiamo..”
Architetto si fruga nelle tasche e.. si accorge di non avere con sé il cellulare..
“Opporc.. ho lasciato il cellulare di là..” si volta verso di me “MK? Non è che per caso tu hai il numero di cellulare della mia ragazza?”
Termico, Termica e Segretaria (che erano presenti) si voltano a guardarlo stupefatti, poi si voltano a guardare a me che prendo il cellulare e apro la rubrica “Certo.. io ho sempre il numero di cellulare delle fidanzate degli amici.. altrimenti come faccio a mettermi d’accordo con loro per passare a trovarle quando l’amico è assente..” e mentre tutti mi guardano stupefatti (a parte Architetto, che tratteneva a stento le risate avendo capito il motivo dell’imbarazzato silenzio), gli detto il numero di cellulare della propria fidanzata..

venerdì 19 settembre 2008

La mia ragazza è commercialista..

Questa risale a non molto tempo fa: all’epoca approfittavo della consulenza fiscale di una associazione, visto che le mie attività sono relativamente scarse e non mi serve un vero e proprio commercialista..
Il fatto è che, essendo io un esterno, nella quota di iscrizione era prevista la consulenza telefonica e il controllo delle pratiche, con relativo calcolo delle varie iva, irpef, irap, ilor, invim, immortacc.. eccetera..
La prima consulente mi seguiva con una certa cura, controllando i calcoli e compilandomi i relativi F24, e dandomi degli appunti su post-it di note che dovevo ricordarle la prossima volta..
Costei andò via..
La seconda consulente mi seguiva con un certo scazzamento.. non controllava nulla, non rispondeva alle telefonate, non si segnava nulla e non mi segnalava di ricordarle nulla..
Ogni volta che mi controllavano la dichiarazione dei redditi, mi trovavo una multa da pagare.. ma era tutta colpa mia: io ero esterno, quindi ero io che dovevo sapere le cose che di solito chiedevo a lei..
Ho smesso di pagare la quota di iscrizione..
Mi facevo i calcoli da solo (chiedendo talvolta consigli a una mia ex-collega Amministrativa) e sbagliavo meno.. ma era parecchio complicato, poi dovevo comunque rivolgermi a un CAF per compilare e spedire la dichiarazione dei redditi..
Un giorno ne parlai col mio collega Architetto, che aveva praticamente i miei stessi problemi, e lui mi disse “Senti, la mia ragazza è commercialista.. se vuoi le parlo e le dico di farti tutto quello che fa a me..”
Io lo guardai stupito, ripensai alla ragazza (che avevo conosciuto un po’ di tempo prima) e pensai “Se mi facesse davvero tutto quello che fa a te..” ma dissi “Ok, basta che non si prenda troppo, che io non ho entrate tali da permettermi di pagare un commercialista..” “Tranquillo, io prendo lo stesso che prendi te, quindi ti chiederà esattamente lo stesso che chiede a me..”
Questo era il colpo di grazia per la stabilità del mio supporto hardware, ma riuscii a resistere..

Il giorno dopo, la nostra pausa pranzo fu allietata dalla compagnia della ragazza in questione che, felice di avere un nuovo possibile cliente, trascurava completamente il fidanzato per dedicarsi a chiacchierare con me, prendendo ogni possibile informazione sullo stato (disastroso) delle mie finanze, ma sembra che non abbia avuto paura di impelagarsi in una situazione senza speranza..

Ok, l’ho detto: da allora ho anch’io la commercialista: è in gamba, mi segue con cura e mi evita di pagare multe e di fare casini.. per non parlare del fatto che è una ragazza molto bella, che ogni volta che ci incontriamo mi bacia e che ha un terribile difetto: è l’unica persona sulla faccia della terra che sia riuscita a farmi entrare in una chiesa per partecipare a un matrimonio.. AAAARRRGGHHH

venerdì 12 settembre 2008

Sfiga maxima: 4 su 4..

Eravamo ormai giunti in Francia e, dopo varie peripezie e varie visite tecniche, avevamo finalmente una serata libera.
Alla ricerca di qualche luogo dove divertirsi, preferibilmente al coperto dato che non c’è stato un solo giorno in cui non abbia piovuto, fiduciosi che il nostro accompagnatore ci ha rassicurato con un “Tranquilli, qui siamo vicini all’Italia: 3 persone su 4 capiscono e parlano perfettamente l’italiano!”, ci dirigemmo verso l’interno della cittadina, ma non avevamo tenuto conto della versione francese di Murphy..
Ci avvicinammo a un paio di ragazzi più o meno della nostra età, e dicemmo loro “Bonsoir!” “Bonsoir” “Parlevù italiano?” «No, ne parlè pà!» e se ne vanno..
“Boh? 3 su 4 capiscono e parlano italiano: questi apparteranno al rimanente..”
Ci avvicinammo ad altri due e andammo sul sicuro “Ciao, sentite..” ci guardarono e se ne andarono via senza dire una parola.. “3 su 4?”
Poco più avanti un gruppetto di 4 persone “Sono in 4, quindi 3 dovrebbero capirci e almeno 1 dovrebbe poterci rispondere” ci avvicinammo “Bonsoir, parlevù italiano?” si guardano e uno fa “Je ne parlè pà, e tu?” “No, ne parlè pà!” gli altri annuiscono e cominciano a discutere tra loro senza che capissimo nulla.. ce ne andammo noi..
Per farla breve, a un certo punto non avevamo trovato nessuno di quei 3 su 4 che capivano e parlavano l’italiano: evidentemente eravamo così sfigati che incontravamo solo ed esclusivamente il rimanente quarto della popolazione, quello che non capiva l’italiano.. non conoscevamo la città e non sapevamo dove andare e per giunta aveva ricominciato a piovere, così decidemmo seduta stante di rifare la strada al contrario e tornare in albergo.. tanto eravamo troppo sfigati per fare qualsiasi cosa..

venerdì 5 settembre 2008

Io + Tu = Noi..

Il ritorno della campagna di Russia!
PiccoloCapo riceve una email che gli fa presente alcuni errori in fase di progettazione: delle discordanze tra gli schemi elettrici e i computi metrici, al chè mi chiama e mi fa “Ricontrolla gli schemi, che c'è qualcosa che non va: dobbiamo verificare le distanze segnate!” “Ok..”
Apro una planimetria del locale, misuro in pianta le distanze dei percorsi di canali e tubazioni, aggiungo i tratti verticali e, alla fine, ottengo le varie lunghezze, che effettivamente non coincidono con gli schemi.
“Allora?” “Si, gli schemi indicano dei valori differenti rispetto alle lunghezze effettive in pianta..” “Va bene: aggiorna gli schemi e controlla sul computo metrico!”
Apro il computo metrico (foglio excel) e vedo che le distanze indicate corrispondono alle misure planimetriche, glielo faccio presente e lui sorride soddisfatto “Ovvio: questo computo metrico l'ho fatto io.. tu invece gli schemi li hai sbagliati!” “Dici? Vediamo un po' tra le varie versioni il motivo di questo 'mio' sbaglio..” e apro una mia cartella in locale dove ci sono ancora le varie versioni di questo lavoro infame..
Scopro, dopo attenta analisi, che nel corso delle innumerevoli releases alcuni locali e alcune utenze sono state spostate senza preavviso e gli schemi non sono mai stati aggiornati, a differenza delle planimetrie e del computo metrico che PiccoloCapo ha fatto alla fine dei lavori.
“Ecco il motivo del 'mio' sbaglio!” “Vabbè, che vuol dire?” “Che se le informazioni mi venissero comunicate, io provvederei ad aggiornare il tutto..” (NdA: come i lettori più attenti sanno, io lavoro in locale e solo a fine giornata ricopio l'ultimo aggiornamento sul non-server, per cui, visto che le correzioni alle planimetrie e gli spostamenti dei locali in fase di consegna non risultano tra le mie versioni precedenti, questo significa che, malgrado la MIA sigla presente nel testalino, non le ho fatte io, il chè implica un intervento di Disegnatrice.. ma lei ha fatto ciò che le è stato ordinato..)
“Non importa: correggi quegli schemi che glieli rimandiamo!”
In quel momento, mi accorgo di un dettaglio irrilevante: nel computo metrico, la voce che coincideva con le distanze effettive, fa riferimento al cavo elettrico di media tensione.. che è unipolare, mentre la linea è ovviamente trifase.. “Scusa PiccoloCapo, ma qua hai calcolato la linea trifase o il cavo unipolare?” “Il cavo, che domande.. c'è anche scritto..” “Allora qualcosa non va: il valore coincide con la distanza sulle planimetrie, ma del percorso della linea, che è trifase!” Lui impallidisce.. “Che vuol dire?” “Che questa lunghezza va moltiplicata per 3!”
Pensa un istante, poi fa “Hai sbagliato anche il computo metrico!” “Non l'ho mica fatto io!” “Tu o Lei (=Disegnatrice) non importa: qualcuno deve aver sbagliato! Se trovo chi ha fatto questo computo metrico..” “Vediamo subito”
Lui è ovviamente convinto che non si possa risalire se non a chi ha fatto l'ultima modifica, ma siccome excel è parente stretto di word, uso lo stesso sistema: apro il file con il blocco note e, dopo una sfilza di caratteri indecifrabili e incomprensibili appare un evidente nominativo (oltre a una serie di altri dati simpaticamente visualizzati) sull'autore del file in questione..
PiccoloCapo se ne torna nel suo antro con la coda tra le gambe, dicendomi “Ok.. fai tu le correzioni..”

venerdì 29 agosto 2008

Rientro dalle vacanze

Periodo di rientro post-ferie..

Siccome PiccoloCapo se n'è andato via senza darmi indicazioni, io non ho letteralmente nulla da fare (come peraltro le uniche altre persone presenti in questa sede in questi giorni), così mi sto dedicando alla chiusura delle varie piccolezze: fare le copie ufficio delle consegne dove mancano e cazzate simili, che normalmente dovrebbero essere fatte subito ma di solito è impossibile riuscirci, con i tempi ultraridotti del nostro normale lavoro...

In questo periodo, ogni tanto capita GrandeCapo che deve controllare la presenza dei pochi schiavi presenti (la forza-lavoro non è ancora rientrata del tutto) e si preoccupa di chiedere sempre a cosa sto dedicando la mia attenzione...

GrandeCapo è abituato a fare domande e scappare via prima della risposta, così basta accennare a qualcosa e lui è contento e può andarsene senza ascoltare nulla... ma non bisogna assolutamente dirgli che si è 'liberi', che trova immediatamente qualche assurdità da affibbiarvi, che dovrà essere consegnata prima di subito e che nessuno sa nulla di nulla di quello che c'è realmente da fare.. meglio aspettare che rientri PiccoloCapo, che prenda contatto e raccolga le informazioni, per poi sbolognare lo stesso lavoro a me, ma con un minimo di indicazioni in più, che GrandeCapo non mi avrebbe mai dato, visto che sono completamente al di fuori della sua capacità mentale, rigidamente collocata su questo binario: io prendo il lavoro, tu lo fai!!! ma con la terza rotaia: a te io non darò mai il nome del contatto... terza rotaia che pare interrompersi solo nei riguardi di PiccoloCapo, quindi diamogli la possibilità di lamentarsi e imprecare... oltre a quella di fare lezione... e godiamoci questa settimana di relativo riposo, che presto non sarà più così... ;-P

venerdì 22 agosto 2008

“Tu es scetrolì..”

Era la prima volta che partecipavo a una gita scolastica (ai miei tempi non si usavano..) anche se il termine giusto era ‘visita tecnica formativa’.
Il nostro gruppo di sbandati stava recandosi a passare un periodo di qualche giorno in Francia, ospiti di una multinazionale nel settore degli impianti elettrici, che ci avrebbe pubblicizzato la sua sede, le sue apparecchiature e i suoi prodotti tipici..
Noi eravamo una classe di lazzaroni un po’ cialtroni, e si vedeva lontano millemiglia che era la prima volta che molti di noi andavano all’estero, anche se abbiamo in realtà fatto meno strada che se fossimo stati in Italia, partendo al mattino dalla nostra città avvolta in un freddo sole primaverile e giungendo in serata a destinazione, sotto un torrenziale diluvio tipico del periodo nelle cittadine d’oltralpe..
A pranzo eravamo già in territorio francese, e il conducente dell’autobus si fermò in un locale tipico, dove una simpatica famigliola francese fece di tutto per soddisfare le esigenze dei nostri stomaci..
In particolare, la giovane ragazza che serviva ai tavoli con celere disinvoltura, malgrado gli sguardi ammirati di coloro che letteralmente si incantavano a osservarla al punto che, per completare il proprio lavoro, era costretta a continui “Sevuplè..” insinuando braccia e corpo tra di noi..
A un certo punto, uno di noi (no: non io..) decise che voleva dirle qualcosa e si rivolse a un amico montagnino, che parlava il patois francese con disinvoltura, dicendogli “Senti.. come si fa a dirle che è molto bella?”
Dopo le battute e lo sfottimento di rito, l’amico gli rispose “Diglielo in italiano, tanto ti capisce benissimo: siamo appena oltre confine..” “No, voglio dirglielo in francese!” “Va bene! Allora tu devi dirle: tu es trejolì..”
Costui se lo fece ripetere 3 o 4 volte per capire, poi lo continuò a ripetere tra sé per non dimenticarlo mentre rinviava il momento di dirlo, finchè venne il momento di andarsene e allora dovette decidersi a parlare.. o tacere per sempre..
Le si avvicinò (avevamo sentito che si chiamava Brigitte.. beh: era francese, come altro poteva chiamarsi?) e le disse “Brigitte?” Lei si voltò verso di lui, guardandolo negli occhi e gli disse “Oui?” lui deglutì un rospo enorme e poi sparò tutto d’un fiato un “Tu es scetrolì..”
Lei lo guardò fisso un attimo, guardò tutti noi che li stavamo guardando sconcertati, captò un “Idiota: trejolì, trejolì.. non scetrolì..” e accennò un vago sorriso, mormorando un “Mercì” mentre si allontanava verso la cucina, per non scoppiare a ridere in faccia al malcapitato galletto italico che sperava di aver fatto una conquista all’estero.. e che ritornò sull’autobus mentre il suo amico gli mormorava contro un “Idiota!”

venerdì 15 agosto 2008

Me la fai vedere? ..fic..!!!

Di recente, per vari problemi contingenti, sia ExSegretaria che Disegnatrice hanno subito un'operazione chirurgica.
Fortunatamente nulla di grave, si sono riprese con un po' di convalescenza e ora stanno divertendosi a mostrarsi l'un l'altra le cicatrici..

Disegnatrice è stata operata al braccio, e le/ci mostra i punti e la cicatrice che corre lungo l'interno del suo avambraccio, raccontando i dettagli di un'operazione in cui le hanno tagliato e aperto il braccio per risistemarle dei tendini che, dispettosamente, se ne erano andati per i cavoli loro..
Alla fine si decide a porre termine al macabro racconto rivelando la parte piccante, ovvero il fatto che il chirurgo che l'ha operata l'ha anche poi invitata a cena.. e a colazione il mattino dopo, ovviamente con tutta la serie di dettagli del periodo intermedio tra cena e colazione.. ;-)
A quel punto, la parola passa a ExSegretaria, che ha subito una più banale operazione di appendicite, e ci delizia raccontando di come l'hanno tagliata, squarciata, rivoltata da cima a fondo e rimesso insieme tutto il budellame, per finire anche lei con la frase fatidica “..e questa è la cicatrice!”
Così dicendo, si sbottona i pantaloni, abbassandoli di quel tanto che basta per farle/ci vedere bene la cicatrice.. oltre a tutto il resto..
...
Che dire? 1 a 0 per ExSegretaria.. :-D

venerdì 8 agosto 2008

“Cedo ora la parola alla dottoressa..”

Politecnico, corso di apparecchiature di manovra e interruzione..
Praticamente si studia il funzionamento degli interruttori, a partire da quello che è parte integrante del contatore di casa, per finire a quelle colonne che possiamo vedere se passiamo in autostrada vicino a una stazione elettrica (o a una centrale elettrica).
Parte del corso si svolgeva presso un laboratorio esterno, dove vengono provate le suddette apparecchiature, collaudandole fino alla completa distruzione, per avere infine i valori di taratura..
Tra i vari tecnici del suddetto laboratorio, noi abbiamo avuto la fortuna di capitare con una delle migliori, anche se era quantomeno inconsueto trovare una donna che si interessasse anche di apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche.
Il nostro insegnante fa la sua chiacchierata introduttiva (circa un’oretta di cazzate..) poi si rende conto che, accanto a lui, la dottoressa sta aspettando di tenere la prima delle sue lezioni (ormai sta anche dormendo profondamente, ma questo è un particolare secondario..) e si ferma, voltandosi verso di lei con un sorriso a 128 denti, sbavando mentre le fissa le tette messe in risalto dal maglioncino, ed esclama con tono da galletto “Adesso cedo la parola alla Dottoressa che, oltre a essere molto bella è pure intelligente..”
Lei si voltò a fissarlo con uno sguardo omicida, mentre noi trattenevamo a stento le risate, poi si alzò, si mise alla lavagna e cominciò a spiegare, dimostrando chiaramente che la frase corretta semmai avrebbe dovuto essere esattamente al contrario..

venerdì 1 agosto 2008

Per favore, me lo metti dentro?

Non capita sovente, ma ogni tanto succede che io debba recarmi nell'altro ufficio..
Siccome è l'inizio del mese, devo consegnare la mia parcella a Amministrativa, così prendo le chiavi, la parcella e il telefonino e mi avvio verso l'androne..
Giunto vicino all'altro portone, mi accorgo che ci sono state delle consegne: confezioni di carta da plotter, da stampante e da fotocopiatrice, confezioni di dossier e simili amenità rigorosamente abbandonate nell'androne.. e Segretaria che cerca disperatamente di sollevare le confezioni per spostarle dentro, finché giunge a una confezione di dossier parecchio pesante, che cerca in tutti i modi di girare e rigirare, senza riuscirvi, mostrandomi le sue parti migliori fino al momento che le faccio “Ciao..” Lei si volta di scatto (senza raddrizzarsi) e sorride “Oh ciao.. per favore, me lo metti dentro?”
Io la guardo leggermente confuso, lei intuisce (?), si raddrizza sorridendo e indica lo scatolone, io mi chino verso lo scatolone, lo afferro e me lo sollevo sulle spalle.. “Dove?” “Me lo metti davanti alla porta del magazzino?” “Ok..”
Posato lo scatolone vado da Amministrativa e consegno la parcella.. poi esco senza assolutamente sognarmi di chiedere a Segretaria se aveva bisogno che le mettessi dentro qualcos'altro..

lunedì 28 luglio 2008

Ti passo la chiamata.. ehm.. forse è meglio che lo chiami te..

L’ultimo acquisto tecnologico nella Grande Società SuperEsperta è stato un sistema di telefonia voip, grazie al quale ognuno di noi adesso ha il proprio telefono accanto al computer (proprio accanto: i cavi di connessione non sono molto lunghi..) e, nel mio caso, posso fare e ricevere quelle poche telefonate senza infastidire Disegnatrice che non può utilizzare il telefono per quei secondi che lo utilizzo io..
La prima cosa da farsi, con una tecnologia nuova, è leggere attentamente il libretto di istruzioni, anche perché ci è stata consegnata a ognuno la propria scatola con il telefono e i cavi, e ci è stato detto “Arrangiatevi!”
Al termine di un difficilissimo collegamento (il mio apparecchio, quello di ExStagista con il solito casino della doppia porta di rete, e quello di Disegnatrice, dopo averla quasi convinta – a suon di randellate – che il fatto che non abbia il collegamento a internet non le avrebbe impedito di usare ANCHE il telefono..) superato con straordinaria abilità e incredibile cu.. capacità intellettiva.. ecco che mi trovo alla parte in cui ci sono le istruzioni di funzionamento.. i disegni di collegamento del cablaggio sono universali, quindi non ho avuto problemi, ma con la lettura di procedure di funzionamento in giapponese, ammetto di avere qualche piccola difficoltà..
Per fortuna, dopo la parte in nipponico, quella in coreano e quella in cinese mandarino, c’erano pure un paio di paginette in inghilterrese.. nel senso che era una traduzione in inglese dal giapponese, realizzata mediante un qualche traduttore automatico sul tipo di quello gentilmente offerto da google.. la cosa va anche bene se si va avanti una frase alla volta, ripulendo il risultato prima di procedere, ma qui hanno fatto tradurre l’intero manuale in una botta sola e non hanno nemmeno pulito nulla: quello che è uscito dal traduttore automatico è stato pubblicato direttamente..
Come sarebbe a dire “come te ne sei accorto?” o_O

Da tale traduzione, risultava più o meno che per trasferire la chiamata occorresse premere un tasto ‘TRANS’ (???) e fare il numero interno.. peccato che dei 4 tasti presenti (oltre al tastierino numerico e a un paio di comandi per volume e vivavoce) nessuno riportasse la dicitura ‘TRANS’, però uno dei 4, al momento in cui si utilizzava il telefono, cambiava il proprio nome in ‘XFER’.. dopo ere di imprecazioni, ci si rese finalmente conto che X può stare per TRANS e quindi XFER poteva essere letto come TRANSFER..
Dopo aver reso partecipi tutti di cotanta scoperta, si è provveduto a fare i primi esperimenti, con il risultato che, ogni volta che si cercava di trasferire una chiamata, la si perdeva.. ‘XFER’ – numero interno – “Ciao, ho una chiamata per te..” “Ok, passamela..” TUUUU TUUUU TUUUU.. “Ehi, ma quando me la passi?” “Ma te l’ho passata.. senti, richiamalo te..”
E questo accadde per la prima settimana, finchè un giorno sulla mail interna apparve il seguente messaggio “Quando si trasferisce una chiamata da un interno all’altro, occorre premere il tasto ‘XFER’, comporre il numero dell’interno e, quando l’altro risponde, ripremere nuovamente il tasto ‘XFER’ prima di attaccare la cornetta”
Da allora, nessuna chiamata viene più persa per strada.. o quasi.. ;-P

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Vendita computer

Di seguito, espongo le caratteristiche del computer in vendita:

Personal Computer
Scheda madre: ASUS M2NPV-VM
Processore: AMD Athlon 64 X2 Dual Core Processor 3800+
RAM: DIMM 667 MHz 1GiB (espandibile fino a 4)
Scheda video integrata: nVidia GeForce 6150
HDD: Maxtor 6G160P0 da 160 GB (149 GiB)
Porte: seriale, parallela, USB (5), FireWire
Drive: floppy, lettore/masterizzatore CD/DVD
Scheda di rete ethernet e scheda modem per connessione internet
Sistema operativo preinstallato: GNU/Linux Ubuntu 10.04.1 LTS
Programmi preinstallati: tutti quelli compresi nell'installazione di Ubuntu

Eventuale: disponibile monitor CRT 15" o 17"

Elenco hardware presente disponibile

Elenco programmi installati disponibile (tutti quelli compresi in una installazione standard di Ubuntu 10.04.1 LTS)

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Se interessati (e per qualsiasi chiarimento), mandate una mail a miky666ykim@gmail.com


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