Post

Visualizzazione dei post da Luglio, 2009

La prima volta a Milano

La prima volta che sono capitato a Milano andavo al politecnico. C'era un'esposizione inerente il settore elettrico, che veniva proposta a cadenza biennale nel periodo tardo primaverile (verso maggio), e il nostro insegnante era interessato a farci partecipare. Venne quindi organizzato un pullman e dedicammo un sabato a questa visita tecnica (sabato perché, oltre a non esserci lezioni, era il giorno in cui l'esposizione era rivolta anche ai non addetti ai lavori, quindi anche agli studenti come noi...) Il pullman partì al mattino prestissimo, quando il sole cominciava appena a fare capolino timidamente dietro la collina di Superga, e si incamminò nei dedali delle strade centrali fino a raggiungere l'estrema periferia (passò anche sotto casa mia, al chè immaginai che avrei potuto attendere lì e garantirmi almeno una mezz'ora di sonno in più...) e infine imboccò l'autostrada. Accanto a noi vedevamo sfrecciare paesi, lampioni, cartelli, automobili, tir, tir, tir, f

Guardia di notte..

Il deposito dei missili era in aperta campagna, ben mimetizzato nel sottosuolo, ma ciò non toglie che l'area superiore fosse sempre di pertinenza della caserma, così durante i turni di guardia occorreva uscire anche fuori (finalmente) e farsi una passeggiata in mezzo al bosco per controllare che non ci fossero terroristi in procinto di scatenare una guerra.. A volte è capitato anche a me di fare il turno di guardia di notte, così col mio fedele 'garand' (no: non avevo il FAL ma il garand con il caricatore da 5 colpi, che al terzo inevitabilmente si inceppava..) controllavo che i missili fossero al loro posto (e non se ne fossero andati a spasso per conto proprio) e poi uscivo a farmi la passeggiata nel bosco.. Una notte sentii strani rumori.. si era in fase di allarme e la situazione non era simpatica, quindi imbracciai il fucile e mi avvicinai il più silenziosamente possibile.. Man mano che mi avvicinavo udivo strani rumori: respiro affannato, ansiti e gemiti, versi anima

E adesso lavoriamo a compartimenti stagni 2

Alla fine arriva la nuova release delle planimetrie di ArchitettoSenzaRitegno , e controlliamo immediatamente tutti che abbia sistemato il problema dei bagni. Ok, i bagni sono in colonna, adesso possiamo procedere... Apro la planimetria di un piano del centro uffici e vedo una cosa strana (che sensazione di dejavù), al chè riprendo la planimetria del piano superiore ma non noto nulla di strano e idem nel piano inferiore.. riprendo la planimetria del piano centrale e.. fermo Termico, mentre provvedo a chiamare ArchitettoSenzaRitegno e chiedergli spiegazioni. “Che c'è? I bagni sono tutti a posto..” “Si, ma hai notato il quarto piano?” “Sono a posto anche lì..” “I bagni si, ma come mai hai separato quella parte di openspace a destra mettendo una zona chiusa?” “Quello è l'ufficio del direttore, non è il caso che stia anche lui in un openspace!” “D'accordo.. ma questo direttore tu lo conosci personalmente?” “Certo che no! Che razza di domanda è?” “Non so! Mi era parso

Prendi una bomba.. lanciala lontano..

Uno dei punti fondamentali dell'addestramento al CAR è la preparazione al lancio della bomba a mano.. L'addestramento consiste non tanto nel mettere in mano alle reclute una vera granata (con quello che costano.. le granate, non le reclute..) ma dare loro un oggetto di forma e peso analoghi alla suddetta granata e insegnare loro come lanciarla in modo tale che cada abbastanza lontano da non coinvolgerli direttamente nell'esplosione.. Ecco quindi che, nel campo d'addestramento (cioè nel cortile della caserma) ci si riunisce: un sottotenente, due caporali e una squadra intera di reclute.. uno dei caporali consegna a due reclute l'elmetto di ordinanza e le manda dalla parte opposta del cortile, col ruolo di raccattapalle.. cioè di raccattabombe.. posizionandole vicino ai pali-bersaglio (che tanto non saranno mai raggiunti..) Poi si mette davanti agli altri e mostra tutta la pantomima di sbracciamento, piegamento e lanciamento.. “Avete visto? Dovete fare così!” Il tene

E adesso lavoriamo a compartimenti stagni 1

Uno dei tanti lavori che facciamo in collaborazione con ArchitettoSenzaRitegno, che cambia le planimetrie edili sulla base dei cicli dei calendari maya rapportati al capodanno cinese e all'inclinazione del sole a stonehenge all'alba dei giorni in cui sua moglie ha il proprio ciclo, ovvero senza alcuna logica... Queste planimetrie edili vengono poi inviate per posta a PiccoloCapo che le rigira sia a Termico (perché ci metta gli impianti di climatizzazione) sia a me (perché ci metta lampade e prese... poi devo prendere anche la planimetria di Termico, sovrapporla e scoprire che abbiamo sistemato le apparecchiature nello stesso identico posto, quindi devo spostare le mie, rifare tutti i calcoli.. e infine calcolare anche il consumo e l'alimentazione delle apparecchiature che ha inserito Termico: è inutile avere un mega impianto di climatizzazione pseudo-siberiano, se poi le unità di trattamento non sono alimentate dalla rete elettrica..) Apro la planimetria di un piano del c

Sono distratto, ma non è distrazione...

Altro che distrazione ! La cosa è risultata notevolmente più grave: il tendine della spalla sinistra si è lacerato a seguito di un qualche sforzo eccessivo, e ora dovrò operarmi per farmelo ricostruire. Per il momento sto comunque accumulando esami su esami: radiografie, ecografie, adesso devo fare la risonanza magnetica. Poi passerò al reparto macelleria per un'operazione in artroscopia (se ho capito bene mi infileranno dentro il braccio sonde, telecamere e attrezzature varie... non so come faranno a far entrare quel bulldozer che ho visto posteggiato nella strada fuori lo studio), e infine sarà il turno della riabilitazione. Mal che vada, il braccio destro rimane in servizio, quindi qualcosa potrò sempre farla lo stesso... ;-P

Come si smonta e si rimonta un fucile..

Eravamo tutti riuniti nel cortile d’addestramento, mentre il caporale ci faceva zampettare e saltellare a destra e a sinistra, quando si avvicina un sottotenente che portava due fucili: un garand (il fucile che usava l’esercito americano nella seconda guerra mondiale) e un FAL (fucile automatico leggero, un qualcosa di leggermente più moderno). Dopo le formalità di rito (attenti.. riposo..) il sottotenente ci disse “Oggi vi insegnerò a smontare, pulire e rimontare la vostra arma! Qua ci sono i due tipi di fucili in dotazione all’esercito italiano, vedremo come si procede con entrambi!” e prese il garand iniziando a smontarlo, depositando i pezzi nel telone che era stato piazzato al suo fianco.. senza accorgersi che, in un eccesso di zelo, il caporale aveva cominciato a sua volta a smontare il FAL, piazzando anche lui i pezzi nel telone.. Al termine, il sottotenente disse “Avete visto? Adesso abbiamo smontato l’arma, e dobbiamo rimontarla! Si fa così..” e si volta verso il telone, guard

L'odissea di una consegna..

Devo consegnare un lavoro che ho appena terminato. Mando in stampa la documentazione per la consegna 'cartacea', la riordino e la sistemo, preparo i PDF per la consegna 'su supporto informatico', ovvero il CD (che dovrò far masterizzare a Disegnatrice o a PiccoloCapo, visto che io non ho il masterizzatore) e, quando tutto è a posto, vado da Segretaria con il malloppo completo. Lei appena mi vede impallidisce, allontana la cornetta del telefono con cui stava parlando con chissà chi e, con la consueta professionalità che la distingue, mi fa “Che c@##o fai qui con tutta quella roba?” (a questo punto immagino che non stesse parlando al telefono con qualche cliente..) “E' la copia-ufficio della commessa TalDeiTali..” “E che c@##o vuoi da me?” “La vedo un po' difficile.. ma per questo è il solito: consegna in triplice copia, timbrata e firmata, con lettera di consegna, annessi e connessi!” “Ah no! Non se ne parla: adesso non ho tempo.. sono impegnata.. ho da fa

Masini.. vaffan..

Mentre ero al CAR, era abbastanza di moda (nel senso che non era ancora stata sostituita completamente da altro) una canzone di Masini che aveva una certa impostazione apparentemente autobiografica e un titolo piuttosto pesante: il testo lasciava intuire che l'artista, raggiunto un certo grado di notorietà, si confrontasse con i propri trascorsi e, alla fine, non fosse completamente soddisfatto dei risultati ottenuti, sebbene gli stessi non fossero proprio disprezzabili.. Al CAR, uno dei caporali istruttori era non solo compaesano ma anche omonimo del suddetto cantante.. La rivalità che i caporali avevano l'uno verso l'altro veniva instillata nelle squadre che essi stessi addestravano, per cui non era raro che mentre la squadra del suddetto caporale fosse schierata nel cortile davanti alla propria camerata nel gioco del “Attenti-Riposo” perpetuo, qualche altra squadra passasse per lo stesso cortile in perfetto assetto di marcia e, obbedendo all'ordine del proprio capora

Ma allora sei davvero un hakker?

Lunedì mattina: Termica entra in ufficio e ProgettistaGiovane la chiama e le dice “Senti, io ho fatto quello che potevo, ma non si riesce..”, dandole il portatile, lei lo guarda sconsolata “E adesso?” “Non so come fare: sicuramente ci perdi tutto..” “Noooo, ma non posso perdere tutto..” “Non so che dirti..” “Ma tu non puoi fare proprio nulla?” “Si, ma ci vuole tempo: è una cosa complicata.. devo tenerlo ancora un paio di settimane..” “E' troppo..” Li guardo e chiedo “Che è successo?” “Ma niente: c'è qualcosa che non va e deve formattare..” “Si, ma prima devo recuperare tutti i dati..” “Non hai un backup?” “No, non l'ho mai fatto.. tanto prendo pochi virus..” “Ah.. e adesso?” “Speravo che lui che è in gamba riuscisse a salvarmi tutto..” “Si, ma è una cosa lunga e complicata..” Io li guardo entrambi, poi mi ricordo di una cosa e le dico “E' importante per te salvare tutto?” “Certo: che domande cretine..” “Quanto è importante?” “Tantissimo: ho 3 anni di vita (comp

SVEGLIAAAA!!! Giù dalle brande!!!

Qua cominciano alcuni episodi che hanno a che fare con il mio periodo di contratto annuale con lo Stato .. Al solito, tali episodi (che normalmente saranno abbastanza comuni con le esperienze di tutti, sono quelli che mi hanno colpito in modo particolare, e che mi hanno fatto capire come tale periodo sia importantissimo per la formazione del giovane, per il suo sviluppo fisico e soprattutto mentale... Ecco qui il primo approccio con la caserma... Arrivata la cartolina, partii per la destinazione (Verona), dove, davanti alla stazione ferroviaria, c'era ad attenderci un pulmino, con un graduato (caporale) che urlava come una scimmia urlatrice (e somigliava anche a una scimmia, ma un orango..) Ci raccolse tutti sbattendoci a sedere dentro il pulmino che aspettava sotto il sole di mezzogiorno (per fortuna, visto che era dicembre). Arrivati infine in caserma, ovviamente saltando il pasto (era ormai troppo tardi), fummo dirottati direttamente verso i magazzini dove ci venne data quella