SVEGLIAAAA!!! Giù dalle brande!!!

Qua cominciano alcuni episodi che hanno a che fare con il mio periodo di contratto annuale con lo Stato..
Al solito, tali episodi (che normalmente saranno abbastanza comuni con le esperienze di tutti, sono quelli che mi hanno colpito in modo particolare, e che mi hanno fatto capire come tale periodo sia importantissimo per la formazione del giovane, per il suo sviluppo fisico e soprattutto mentale...

Ecco qui il primo approccio con la caserma...

Arrivata la cartolina, partii per la destinazione (Verona), dove, davanti alla stazione ferroviaria, c'era ad attenderci un pulmino, con un graduato (caporale) che urlava come una scimmia urlatrice (e somigliava anche a una scimmia, ma un orango..)
Ci raccolse tutti sbattendoci a sedere dentro il pulmino che aspettava sotto il sole di mezzogiorno (per fortuna, visto che era dicembre).
Arrivati infine in caserma, ovviamente saltando il pasto (era ormai troppo tardi), fummo dirottati direttamente verso i magazzini dove ci venne data quella che avrebbe dovuto essere la nostra divisa (unico capo di abbigliamento per un lungo anno di sudore e fango..) e fummo poi portati in una camerata, dove ci venne assegnata la nostra branda e il nostro armadietto.. e ci fu detto di cambiarci e metterci la divisa e gli anfibi..
Poi ci fecero andare in cortile e cominciarono i rudimenti di addestramento: attenti-riposo.. lo ripetemmo all'infinito.. mentre i vari caporali istruttori ci urlavano contro con scene da film, pronti a farci comprendere quanto valore avesse la nostra persona per chiunque di loro (e quanto valore avrebbe dovuto avere per noi stessi..)
L'addestramento fu ripetuto per tutto il pomeriggio, sotto un sole cocente, finchè non crollammo esausti, allora suonò la tromba del rancio e finalmente riuscimmo a mettere qualcosa nello stomaco..

La sera non ci mandarono in libera uscita (le diserzioni erano frequenti i primi giorni..) e fummo obbligati ad accodarci l'un l'altro nel cortile per attendere il nostro turno davanti alle due cabine telefoniche..

E finalmente venne il momento del contrappello serale e del silenzio, mentre attendevamo che il tenente si decidesse a ispezionare le camerate per permetterci di andare a dormire.. e finalmente ci riuscimmo.. ma l'incubo non finì alle primi luci dell'alba..

Il primo mattino fu tremendo: eravamo ancora tutti assonnati quando le luci si accesero e, un attimo dopo, entrò un caporale urlando “Sveglia! Muoversi, branco di lavativi! Giù dalle brande!”
Le urla destarono tutti, e ci si affrettò a scendere dalle brande e iniziare a vestirsi, anche perché subito dopo passò un ufficiale (sottotenente) che aiutava coloro che non avevano sentito la sveglia appioppando un calcione alla branda con tutto il peso degli anfibi da combattimento.. e meno male che faceva un freddo cane e tutti stavano rannicchiati, senza far sporgere piedi e arti vari dalla branda..
In breve, giro di un paio di giorni, avevamo preso il vizio di svegliarci appena accendevano la luce e sentivamo il caporale gridare (era comodo essere l’ultima camerata..), così quando entrava da noi eravamo già tutti in piedi.. e nessuno ha più rischiato di beccarsi i calcioni del sottotenente..

4 commenti:

  1. Sicuro di non aver sbagliato e di esserti confuso con Full Metal Jacket?

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  2. Non so: me l'avevano presentato come il C.A.R. dell'85° Reggimento Fanteria di Montorio Veronese, anche se all'epoca c'erano molti esaltati (ovviamente esaltati è un eufemismo)

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  3. Colpito! ;-)
    Dopo 6 ore di continui attenti-riposo-segnare il passo-saltelli-flessioni sul cortile, eravamo tutti cotti sotto il sole (che oltre tutto contribuiva ad accecarci, anche se eravamo di poco sopra 0°C)

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