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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

lunedì 30 giugno 2008

E’ una questione di ‘ciofeca’..

Questo è uno dei periodi più incasinati: prima che tutti i Clienti partano per le vacanze, occorre consegnare tutti i lavori in scadenza (ovvero quelli che ormai sono a dormire da così tanto tempo che nessuno si ricorda più niente, visto che sono stati iniziati, sospesi, ripresi, risospesi infinite volte..)

Ogni membro del ‘reparto schiavi’ sta seguendo almeno due o tre lavori insieme, a parte uno: quello che vive relegato nell’angolo in fondo a destra, lontano da ogni fonte di luce e calore, laggiù dove nessun umano è mai giunto prima (nemmeno quelli dell’impresa di pulizie..)

Costui segue, oltre ai suoi due o tre lavori, anche i tre o quattro che un collega quasi-superiore proveniente dalla parte opposta della regione gli affibbia in continuazione.. non avendo voglia di perdere troppo tempo a farli lui, altrimenti non ci sta nelle spese.. (in fondo prende solo 3 volte e mezza quello che prendo io.. poveraccio..)

Nel frammezzo, quando capitano quegli attimi morti in cui un programma a caso sta facendo la rigenerazione dei calcoli (magari senza bloccarsi..) e questo poveraccio si reca a ripristinare le scorte di caffeina (in assenza di una decente fornitura di emoglobina), ecco che spunta fuori qualche collega (sicuramente non superiore) che se ne esce con la classica frase “MK, tu che sai tutto.. tu che sei un mago con la ‘ciofeca’.. tu che..” “Io che ti sto per mandare affan.. senza passare dal via, se non ti decidi a parlare e dirmi cosa diavolo vuoi.. Allora?” (se non ho ancora preso il caffè sono estremamente nervoso, se l’ho già preso sono molto meno nervoso, potenza della caffeina in dosi massicce..)
Costoro mi conoscono da tempo ormai: hanno imparato a leggere i segnali del mio sguardo, capiscono quando si accende la luce “umana” e quando si accende la luce “diabolica”, quindi si affrettano a spiegare.. e a fare le domande classiche (le f.a.q., che quasi quasi un giorno faccio che riportare con la giusta risposta..) e che alla fine sono sempre quelle che elenco di seguito, alle quali do sempre le stesse risposte, quelle che seguono:
1) “Oh.. mi serve una mano per fare un paio di calcolini-ini-ini..” “Anche a me serve una mano, ci scambiamo i lavori?” Lui guarda la mia scrivania soffocata dalla carta e assume un’aria particolarmente schifata “Eh? No no.. scusa, vado via subito..” “Meglio, finchè puoi farlo con le tue gambe..” e in un attimo, l’importuno è sparito dalla circolazione..
(A volte capita lo 'spiritoso' che fa "Guarda che ho ucciso per molto meno.." al chè rispondo "Anch'io.." fissandolo con uno sguardo gelido alla Clint Eastwood, mentre recupero dalla tasca il mio servizievole amichetto svizzero.. e l'importuno sparisce istantaneamente..)
2) “Ecco, come faccio a inserire i codici giusti nella maschera?” “Leggendo quello che scrivi mentre lo digiti..” “No dai, cosa devo scrivere?” “Prima casella – quella con l’etichetta ‘cliente’ – il nome del cliente, seconda casella – quella con l’etichetta ‘lavoro’ – la descrizione del lavoro, terza casella – quella con l’etichetta ‘data’ – la data in cui consegnerai il lavoro, e via così..” (no: non sto scherzando, è proprio così!)
3) “Dove trovo i modelli che hai rifatto tu?” “Nella cartella ‘modelli’ all’interno della cartella principale della ‘ciofeca’" "E come trovo la cartella modelli?" "Sai.. è quella che vedi cliccando sul menù ‘strumenti’ e selezionando la voce ‘percorso modelli’ in basso..”
(A questo punto devo anche specificare meglio cos’è un menù, dov’è il menù ‘strumenti’ e cos’è una cartella.. colpa mia: mi dimentico sempre che ho a che fare con periti e ingegneri..)
4) “Per modificare tutti gli apparecchi in un colpo solo, come devo fare?” “Clicchi sul menù ‘strumenti’ e scegli la voce ‘modifica elementi’, poi scegli quali elementi vuoi modificare dal menù a tendina..”
(vedi sopra)
5) “Mi spieghi come mai per una tale apparecchiatura la ‘ciofeca’ mi dice una cosa e il catalogo del costruttore me ne dice un’altra completamente diversa? Io chi devo seguire?” “Segui la Forza, giovane Skywalker.. oppure segui il catalogo: la ‘ciofeca’ non funziona con alcune apparecchiature..” “Cosa? Ma con quello che costa dovrebbe fare anche il caffè..” “E con quello che costa l’assistenza tecnica, dovresti rompere i marroni a loro, non a me..”
6) “Perché mi dice ‘errore irreversibile’?” “Perché credi che io la chiamo ‘ciofeca’?” “Ma perché? Non ho fatto nulla di strano..” “Tu forse no, ma i programmatori della ‘ciofeca’ di sicuro!” “Ma non ha senso.. quale sarebbe il senso di tutto questo?” “Non mi ricordo, ma mi pare sia ‘42’..” al chè mi guardano come un matto e scappano via più veloci della luce..

venerdì 27 giugno 2008

Ma oggi dove diavolo è il gabinetto?

La Grande Società occupa un intero piano dell’edificio, dividendo i suoi uffici tra due alloggi, e capita sovente che si debba passare da un ufficio all’altro.
All’inizio che io venni qui, ognuno dei due alloggi-uffici era “autosufficiente”, nel senso che c’era il bagno (in comune, ma c’era), e chi doveva andare al bagno raggiungeva lo stanzino, entrava dentro, chiudeva a chiave la porta e procedeva, senza problemi..

E venne il giorno in cui il responsabile della manutenzione (PiccoloCapo) si dimenticò di avere anche quell’incarico e lasciò correre le email che indicavano i difetti delle strutture dell’ufficio, finchè un giorno CapoCantierista, passando dal corridoio per dirigersi alla macchinetta del caffè, passò davanti alla porta del bagno e si ricordò di dover anche scaricare, allungò la mano, afferrò la maniglia e spalancò la porta entrando dentro.. ricevendo come risposta l’urlo lacerante di Segretaria, colta in flagranza di reato..
L’imbarazzo di entrambi si placò entro brevissimo tempo, visto che si trattò esclusivamente di un incidente dovuto al fatto che la serratura non funzionava più (qualcuno era rimasto bloccato dentro) e PiccoloCapo per evitare problemi alla porta aveva (temporaneamente, come al solito) levato la serratura (“Mettete un cartello sulla maniglia fuori!”)

Da quel momento, onde evitare spiacevoli conseguenze future, venne decisa una ripartizione del gabinetto tra i due uffici, seguendo le semplici e chiare regole del “nonnismo” più sfacciato: l’ufficio in cui sta GrandeCapo avrà il gabinetto maschile, l’altro avrà di conseguenza il gabinetto femminile.

Ovviamente chiunque potrà immaginare in quale ufficio ci sia la maggior presenza femminile e in quale ci sia la maggior presenza maschile. E si potrà anche facilmente intuire come ci fu un continuo flusso di persone lungo l’androne del palazzo dirette di volta in volta da un ufficio all’altro, e di come costoro stessero dentro l’altro ufficio in coda per il bagno, evitando di tornare ad attraversare l’androne che, specie d’inverno a temperatura esterna (sottozero) faceva sì che, appena rientrati in ufficio, si avesse un nuovo stimolo diuretico..

Dopo lunghi dibattiti infruttuosi e un afflusso quasi abnorme di persone in fila per il bagno mentre GrandeCapo intratteneva dei clienti in sala riunioni, ci fu un cambiamento: i bagni vennero invertiti..

In realtà, quello che diventò bagno maschile ebbe vita breve: ben presto tale saletta venne chiusa e smantellata e adibita (dietro ristrutturazione edile) a sala mensa.. a turno, mentre fu ricavata una nicchia in fondo al corridoio (ex magazzino delle scope) e trasformata in una latr… nel bagno maschile.. sempre guasto..

Di recente hanno messo davanti all’ufficio quei gabinetti pubblici a pagamento (20 centesimi) e l’altro giorno GrandeCapo li stava guardando con interesse.. pare che in quella latrina forse ci finirà la fotocopiatrice, così nessuno romperà le scatole alle colleghe quando sono in bagno..

domenica 22 giugno 2008

Le dispiace richiamare più tardi, che adesso sono in bagno..

Dopo i vari richiami di cui alla storia precedente, GrandeCapo ha preso un cordless da aggiungere al centralino e S. ha ricevuto l’ordine di non abbandonare mai il cordless.. e così fu..
L’angolo della fotocopiatrice è ricavato in una nicchia della parete dietro all’attuale bagno femminile (nicchia ricavata da una “ristrutturazione edile” del suddetto bagno, con un paretino di cartongesso così sottile che passa ogni suono (una volta Segretaria ha detto che le sembrava ci fosse qualcuno dentro il bagno, invece era Amministrativa che stava facendo delle fotocopie)
Venne il giorno in cui io dovevo fotocopiare diverse pagine di catalogo (quindi non potevo mettere in automatico) e, mentre ero lì a destreggiarmi con quella fotocopiatrice, sento squillare il telefono.. e sento la voce di Segretaria che risponde con la massima professionalità “Grande Società SuperEsperta buongiorno, in cosa posso esserle utile?” attimi di silenzio, poi “No, adesso l’ingegnere non è in ufficio..” altro silenzio e “Si, certamente lo può rintracciare sul cellulare..” ancora un breve silenzio e “No, mi spiace: al momento non posso trasferirle la chiamata al cellulare perché non sono al centralino..” ancora una pausa e poi la sento dire “No, senta: io posso trasferire la chiamata solo dal centralino e non dal cordless, ma se vuole che le trasferisca la chiamata deve richiamare più tardi, che adesso sono in bagno..”
Ascoltando, mi immaginavo la scena e mi scappava da ridere.. meno male che hanno preso un cordless normalissimo e non un videotelefono..

Naturalmente, dopo alcuni giorni iniziò la pratica della dissuetudine, e il cordless cominciò a venire trasferito sulle scrivanie dei colleghi, ogni volta che Segretaria doveva andare in bagno, anche perché era evidente che ci fosse un collegamento tra il centralino e la sua sedia, visto che il telefono iniziava a squillare non appena lei si alzava dalla sedia..

Ancora oggi, comunque, non è raro vedere Segretaria che arriva col cordless e lo consegna a Disegnatrice, perché risponda al telefono durante la sua assenza, sia che debba recarsi in posta (o in qualsiasi altro luogo) sia che debba semplicemente andare al bagno..

venerdì 20 giugno 2008

Una tranquilla settimana di lavoro..

Al solito, non appena arriva CapoDiFuori i suoi lavori diventano prioritari all’ennesima potenza.
E fu così che, malgrado le urla dei cantieri-bolge infernali e le bestemmie di coloro che attendono soldi, io martedì rientrai dalla pausa pranzo (=panino in riva al Grande Fiume e cappuccino al mio bar preferito) per trovarmi davanti, nel punto dove la strada era più stretta e non potevo scansarli, due Bravi.. cioè PiccoloCapo e CapoDiFuori
Non potendo scansare i due Bravi, mi approssimo rassegnato come Don Abbondio, tenendo pronto l’asso nella manica (sono fisicamente superiore a entrambi e in caso di corpo a corpo conosco alcuni trucchetti che metterebbero in difficoltà anche Walker Texas Ranger.. ;-P ) e quando mi avvicino, mi rendo conto che i miei sospetti erano fondati: aspettavano proprio a me..
Uno dei due comincia a sogghignare, mentre l’altro fa “Questo lavoro urgentissimo s’ha da fare!”
Mi spiegano a grandi linee di cosa si tratta (avrebbe potuto fare praticamente quasi tutto Disegnatrice, ma perché disturbarla mentre telefona?) e mi accorgo che ci sono pochi problemi, il chè mi fa spaventare ancora di più.. allora comincio a giocare le mie carte (per il futuro..) “Ma io devo seguire lo sviluppo del cantiere che è già in ritardissimo..” “Non hanno ancora finito, quindi questo va prima!” “Ma io devo anche seguire i disegni che dovrebbero già essere consegnati..” “Lo può fare Disegnatrice, seguendo le indicazioni, tra una telefonata e l’altra, questo va prima!” “Ma io devo anche completare le relazioni con i russi che stanno già costruendo quello che noi non abbiamo ancora finito di progettare..” “A questo ci penserò io!” – fa PiccoloCapo – “Questo va prima!”
Ho completato le formalità di rito e capito che i russi sono solo rinviati (ancora una volta), quindi non mi resta che assumere un atteggiamento degno di Garibaldi e proferire un rassegnato “Obbedisco!”
Ed ecco che mi ritrovo a gestire i lavori di CapoDiFuori al solito senza capirci nulla (tanto lui sa tutto quello che c’è da fare..) e io devo leggere la sua mente, e destreggiarmi con cad, word e la ciofeca..

A lavorare con CapoDiFuori c’è un grande vantaggio: non c’è mai (infatti è di fuori); ma c’è anche una serie di grandi svantaggi: è un insegnante, quindi abituato a un perfezionismo assurdo; non dice nulla (bisogna interpretare le sue espressioni e i suoi silenzi, e leggere la sua mente.. e io ero assente il giorno in cui insegnarono la telepatia..
Se a questo sommiamo il fatto che è stato inventato il telefono e che il Cliente di codesto lavoro è un personaggio particolare, la miscela esplosiva è pronta..
Giovedi mattino:
Avevo appena concluso (ormai la conosco bene la ciofeca, e ho imparato a sfruttare le possibilità intrinseche, quindi mercoledì sera era praticamente tutto a posto, e giovedì mattina stavo per avviare la realizzazione dei PDF definitivi, quando..
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ CapoDiFuori!” “Miiiii.. che rompi.. Vabbè, passamelo..”
“Ciao, mi ha telefonato Cliente.. vuole che quella linea non passi dove abbiamo deciso dopo 10 riunioni, ma da tutt’altra parte.. rifai tutto!”
@###*§§
Rifaccio nuovamente i calcoli e i disegni.. modifico tutto il modificabile e..
Giovedi subito prima della pausa pranzo:
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ CapoDiFuori!” “Ancora??? Miiiii.. che rompi.. Vabbè, passamelo..”
“Ciao, mi ha telefonato Cliente.. vuole che quella linea che HAI spostato non passi da dove l’HAI messa, ma da dove avevamo deciso a suo tempo dopo 10 riunioni (sennò che c@##o le abbiamo fatte a fare?).. rifai tutto!”
@###*§§
Ripristino la versione precedente (non butto mai via niente..) e..
Giovedi pomeriggio, due ore dopo:
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ CapoDiFuori!” “Ancora??? Mapporc..putt.. che rompi.. Vabbè, passamelo..”
“Ciao, mi ha telefonato Cliente.. dice che non HAI capito nulla e che quella c@##o di linea deve passare dove lui ha deciso dopo che abbiamo parlato inutilmente per 10 riunioni in cui si sono sparate solo c@##@te e dopo aver mangiato lui da solo una peperonata per 20 persone a mezzanotte.. rifai tutto!”
@###*§§
Rifaccio i calcoli e i disegni per la versione 3.. modifico tutto il modificabile e finalmente si è giunti a stabilire un punto fermo, ed ecco che si comincia quindi a preparare il materiale di consegna, stampa, rilegatura e masterizzazione materiale su CD, quando..
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ CapoDiFuori!” “Mandalo affan.. no, vabbè passamelo..”
“Ciao, mi ha telefonato Cliente.. vuole che nel materiale di consegna mettiamo il loro logo anziché il nostro!” “Cosa? Ma non si può fare.. Noi dobbiamo risultare da qualche parte..” “Si può fare in breve tempo o no?” “Assolutamente no!!!” “Allora fallo.. rifai tutto!”
Ovviamente lo so che non ci vuole molto, ma a mio parere resta una c@##@ta mostruosa, eppure.. chi sono io per dire una cosa simile?
Evvai.. un paio di comandi di sostituzione e, sia in word che in cad compare il logo del Cliente al posto del nostro.. ricrea i PDF e chiedi a Disegnatrice di masterizzare i CD per l’ennesima volta (si: io non ho il masterizzatore nella “mia” workstation)
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ CapoDiFuori!” “Azz.. che vuole adesso?.. Vabbè, passamelo..”
“Ciao, ho pensato.. prima di fare la vera consegna, mandiamo tutto via email al Cliente che controlli..”
Email del Cliente.. come da accordi telefonici.. allego i file.. vaffanfile.. gr.fig.putt..invio.. e visto che ormai a casa mi hanno dato per disperso, tanto vale spegnere tutto e andarsene, domani nel tardo pomeriggio ci sarà la consegna e sarà tutto finito..
Venerdì mattina, appena entrato in ufficio:
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ Cliente!” “Gli è arrivata la mail?.. Vabbè, passamelo..”
“Buongiorno, il signor MK? Sono il Dottor Cavalier Grandufficiale Fig.Gr.Putt. Cliente..” “Buongiorno a tutti quanti, mi dica..” “Mi ha mandato delle mail con dei file zippati?” “Si, se n’è persa qualcuna per strada?” “No, è che non si aprono i file zippati. Me li rimandi non zippati..” “Ma sono una caterva e mezza, vabbè.. si tenga pronto a svuotare la casella di posta a ogni ricezione, ma saranno almeno una decina di invii..” “Non si preoccupi”
Raccogli i PDF, combina la mail n.1 e fai il primo invio.. aspetta dieci minuti che svuoti la casella, raccogli altri PDF, combina la mail n.2 e fai il secondo invio.. aspetta e.. e via così per 9 invii (avevo valutato male..)
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ Cliente!” “Ok passamelo..”
“Buongiorno sono il Dottor Cavalier Grandufficiale Fig.Gr.Putt. Cliente..” “Buongiorno, mi dica..” “Mi ha mandato delle mail con dei file non-zippati?” “Si, ho mandato i PDF” “Ecco.. io non so con quale programma li avete creati sti pidieffe, ma non mi si aprono” “Come non si aprono? A me qui funzionano benissimo e si aprono tranquillamente” “No, è che non si aprono tutti i file pidieffati. Me li apre alcuni si e alcuni no, e si blocca tutto..” “Uh? Allora non è un problema dei file ‘pidieffati’ che sono stati fatti tutti con lo stesso programma, ma del programma col quale LEI cerca di aprirli” “Può essere, ma siccome io sono IlClienteChePaga, LEI adesso me li rifà e me li rimanda tutti!”
Come dare torto a una simile logica? E via a reinviare gli stessi PDF (credevate mica che li rifacevo?), uno alla volta, finchè arriva la telefonata fatidica:
DRINNN!!!
“Pronto?” “MK? E’ Cliente!” “Ok..”
“Buongiorno, il signor MK? Sono il Dottor Cavalier Grandufficiale Fig.Gr.Putt. Cliente..” “Buongiorno, come procede?” “L’ultimo file che mi ha mandato non mi si apre e mi blocca tutto, gli altri sono a posto, quindi mi faccia l’ultimo come ha fatto gli altri!” “L’ultimo sarebbe il numero?” “L’invio n.6!”
A quel punto entra in gioco la mia modalità 'Bastard-Inside' tanto ho capito con chi ho a che fare.. “Ok. Allora.. il nostro programma di calcolo (=la ciofeca) produce una serie di elaborati in formato word, excel e cad che non tutti sono in grado di gestire, quindi vengono trasformati in PDF e realizzato un fascicolo complessivo..” “Ah? Davvero?” “Si, ed entrando in congiunzione astrale con Venere e leggendo le direttive di SuperAmministratore che vorrebbe che noi lavorassimo solo con openoffice e che inviassimo solo pdf, mentre le macchie solari stanno sconvolgendo le mezze stagioni e il Grande Fiume nasce dalla sorgente e sfocia nel mare..” “Cacchio, non l’avrei mai detto!” “..in conclusione: a che c@##o le servono i PDF che le invio, se nel pomeriggio le arriva la documentazione completa?” “Si, ma io pago e voglio vederli prima!” “F..Ok, le mando i PDF delle singole pagine che compongono il suddetto fascicolo” e procedo a inviare i PDF in quel modo, indicando nella mail l'ordine esatto in cui stampare i suddetti file PDF.
Finisco giusto in tempo per la pausa pranzo, e al ritorno preparo (per l'ennesima volta) la documentazione da consegnare e faccio fare a Disegnatrice (per l'ennesima volta) le masterizzazioni, quindi dico a Segretaria di prepararmi la lettera di consegna e do tutto in mano a PiccoloCapo, che ha appuntamento con CapoDiFuori dal Cliente nel tardo pomeriggio.. e finalmente mi godo un momento di relax..

domenica 15 giugno 2008

Io la pago per lavorare..

Un grosso problema per chi deve rispondere al telefono è gestire le proprie necessità fisiologiche, specie quando non ci sono sostituti validi e manca anche lo spirito di collaborazione tra colleghi..
SEGRETARIA è addetta anche al centralino, oltre che a infinite altre cose che le occupano la giornata impedendole di rilassarsi un attimo. Normalmente la sua collega (AMMINISTRATIVA) non poteva permettersi di perdere tempo a rispondere alle telefonate, anche perché non era sua mansione, lei aveva cose importanti da fare e via così.. (nella Grande Società SuperEsperta la collaborazione è tutto..)
Non appena SEGRETARIA doveva assentarsi provvedeva quindi a chiamare qualche numero a caso, ordinando a chi rispondeva di prendere le telefonate fino a nuovo ordine.
Naturalmente non avvisava mai del suo rientro alla postazione del centralino (sovente ci si accorgeva del suo rientro in postazione quando la si vedeva passare verso il balcone per la “pausa caffè-sigaretta”) e di conseguenza era prassi che, dopo 10 minuti d'orologio dall'avviso, si smettesse comunque di rispondere alle telefonate (tanto ormai è tornata..)
In questo clima è capitato alcune volte che SEGRETARIA non si limitasse a fare "plin-plin" ma avesse dei compiti più.. solidi da espletare.. e il telefono continuasse a squillare più a lungo, finchè il “sostituto” di SEGRETARIA (o chi ne faceva le veci) si rompeva e rispondeva (di solito con tono non esageratamente pacato e professionale)
Alcune volte sono stato io il “sostituto” di SEGRETARIA, e alcune volte dall’altra parte (al posto di qualche Cliente bella, bionda e danarosa – che, stranamente, non c’era mai..) c’era GRANDECAPO
“Grande Società SuperEsperta, sono MK. Posso esserle utile?”
“Ciao MK. Sono GRANDECAPO, perché rispondi te? Dov’è SEGRETARIA?”
“Al momento è impegnata, puoi dire a me o ti faccio richiamare?”
GRANDECAPO ha capito subito in cosa consisteva l’impegno e, siccome era la 4° volta nella giornata che gli rispondeva qualcun altro (compresa la volta in cui gli ha risposto DISEGNATRICE dicendogli esplicitamente che SEGRETARIA stava facendo i propri bisogni e la volta in cui la stessa DISEGNATRICE gli ha detto che SEGRETARIA era alla macchinetta del caffè..), sbotta “Ancora? ECCHECCA##O!!!! Io la pago per lavorare, mica per pisciare!!! Dille che quando ha finito mi richiami!”
“Ok!” e mando una email a SEGRETARIA per avvisarla di chiamare GRANDECAPO al cell.
--- nella Grande Società SuperEsperta la comunicazione è tutto ---
Dopo un quarto d’ora SEGRETARIA mi chiama e, con tono incazzatissimo mi fa “Ti passo GRANDECAPO!”
--- a quanto pare, GRANDECAPO con l’ultima telefonata in realtà doveva parlare con me ---
Come dicevo? Ah si: la comunicazione è tutto.. devi parlare con me, ti rispondo io al telefono e mi dici di farti richiamare da SEGRETARIA al solo scopo di poterle fare il cazziatone e poi farti passare a me?? Ma ci sei o ci fai??
..
Da allora, il centralino si arricchì della dotazione di un telefono cordless col quale SEGRETARIA potesse rispondere dovunque fosse.. ma questa è un’altra storia..

martedì 10 giugno 2008

Se vuoi te lo tiro su io..

RSPCapo si approssima alla scrivania di Disegnatrice con un sorrisetto idiota, lei sbuffa perché viene interrotta mentre sta per rendere incandescente il telefono, e gli fa “Che c’è?” “Er.. scusa Disegnatrice ma ho un problema..” “Che problema?” “Un file di autocad..” (ovvio, altrimenti mica si sarebbe rivolto a Disegnatrice) “Dimmi” “Mi hanno spedito questo file via email e io ho provato a tirarlo su, ma non ci riesco..” “Quanto pesa?”
Siccome stanno parlando accanto alla mia scrivania, non posso fare a meno di sentire, così ho pensato che Disegnatrice avesse dato sfogo al suo senso dell’umorismo, ma ovviamente sbagliavo..
“No, la mail l’ho scaricata.. il peso non c’entra..” “Hai scaricato il file?” “Si, l’ho salvato dentro la commessa” “Con l’estensione giusta?” “Non lo so: io le estensioni non ce l’ho..” (N.d.M.: non sono visualizzate) “Ma è un file di autocad?” “Così mi ha detto il Cliente” “Aspetta.. dammi il numero della commessa” “Numero_Commessa” Disegnatrice apre la cartella della commessa “Ok, adesso dammi il nome del file..” “Err.. aspetta che vado a vedere.. – sparisce e poi ritorna – si chiama Nome_Di_File_Che_Non_Ha_Nulla_A_Che_Fare_Con_La_Commessa_O_Col_Cliente” Disegnatrice cerca tra i file “Ah, eccolo.. si, l’icona è quella di autocad QUINDI È un file di autocad.. e non lo apri?” “No.. sarà qualche virus?” “No, penso che il tuo autocad sia di una versione vecchia..” “Vado a vedere.. Da dove lo vedo?” “Menù aiuto, informazioni..” “Vado..” torna “Non ho il menù aiuto..” “Quello col punto interrogativo” “Ah.. vado” torna al suo ufficio e, dopo cinque minuti, ritorna da lei “Versione Numero_Arretrato_Di_Alcuni_Anni” “Per forza: se non hai almeno la versione Numero_Arretrato_Di_Meno_Anni non puoi fare niente!” “Allora non lo posso tirare su?” “No, però, se vuoi te lo tiro su io..”
Lui le si avvicina sorridendo “Si grazie, mi faresti proprio un grosso piacere”

No: lui non ha minimamente pensato che lei lo stesse prendendo in giro e, quando lei ha salvato il file nella versione giusta è tornato felice nel suo ufficio, mentre lei ha cominciato a ridere e telefonare..

lunedì 9 giugno 2008

Leva quella mano..

Disegnatrice è molto gelosa del proprio monitor (cosa giusta, in fondo) al punto che non permette nemmeno al personale delle pulizie di provvedere (cosa ancor più giusta, visto come ci troviamo il monitor – e il resto – la mattina successiva al passaggio dell’orda barbarica..)
Il problema di lavorare in uno studio tecnico è che, quando fai un disegno per qualcuno e questo qualcuno è seduto accanto a te, viene naturale che costui allunghi la mano.. per indicare sul monitor le modifiche da fare sul file di autocad, e così ha fatto pure RSPCapo, senza pensarci due volte, posando il dito sullo schermo per indicare dei particolari da modificare.
L’urlo (perché di urlo si è trattato) di Disegnatrice lo ha colto totalmente impreparato, come tutti gli altri occupanti dell’area schiavi “Leva quella mano da lì!!!”
Ci siamo tutti voltati verso di lei e abbiamo visto due persone rosse come pomodori troppo maturi.. lei per la furia cieca che la assale non appena qualcuno lascia le proprie impronte digitali sul monitor e lui, con la mano ancora a mezz’aria, rosso per quello che pensava che noi pensassimo sentendo quell’urlo, specie considerando che è anche responsabile della sicurezza sul lavoro, della privacy del personale e delle eventuali denunce per molestie subite dalle fanciulle da parte di quei rudi e abominevoli maschiacci che frequentano la Grande Società pensando esclusivamente a trombarsi le affascinanti e bellissime colleghe.. (al punto che era solito mandare email a tutte le fanciulle – dipendenti e collaboratrici – consigliando di indossare abiti decorosi che non lasciassero intravedere alcuna parte del corpo, per evitare di essere molestate o, peggio, di distrarre i colleghi maschi, refrattari a pratiche di concentrazione e punizione del proprio corpo, dal sano lavoro..)

Scusa, hai un momento?

RSPCapo ha seri problemi a parlare con i comuni mortali, in particolare con i dipendenti, ancor più con le dipendenti, specialmente con Disegnatrice, con la quale ha veri problemi di comunicazione.
Disegnatrice, come avete già capito, gode a darsi le arie di persona “poco seria” (dico darsi le arie, perché non sono poi così sicuro che la sua vita privata sia effettivamente colorita come la descrive continuamente.. alla faccia della vita privata..), assumendo atteggiamenti al limite della volgarità più becera.
RSPCapo ha, al contrario, un atteggiamento “mistico”, nel senso letterale del termine, e rifugge sia da contatti con il prossimo (specie se il prossimo è femmina) sia da volgarità gratuite, sebbene non lesini nell’offendere il prossimo con battute che lui reputa spiritose.. d’altra parte tutti lo trattano con la stessa mancanza di rispetto, visto che in realtà non conta nulla ed è diventato socio della Grande Società solo perché
Ultimamente, RSPCapo ha necessità di ricorrere sovente alle prestazioni professionali di Disegnatrice, con i risultati immaginabili.
Da tale scontri di menti eccelse, nascono sovente delle vere e proprie “perle” degne di essere tramandate per i posteri. Eccone alcune:

martedì 3 giugno 2008

Weekend lungo... no, più lungo...

Il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana. Si tratta di un concetto astratto, il cui principale risvolto pratico è che, essendo lunedì, provoca un weekend lungo (sabato, domenica e lunedì di festa)

Vista la persistente umidità del luogo (anche se i fiumi e la situazione di pericolo sono apparentemente ritornati a livello normale, le piogge non sono terminate e l'umidità è altissima), chi può decide di approfittare e recarsi all'estero.

Disegnatrice può, evidentemente, visto che venerdì giunge in ufficio con borsone al seguito ed esce mezzora prima per raggiungere l'aeroporto...

Martedì mattina il reparto 'schiavi' è in ufficio al completo (o quasi), pronto per l'ispezione mattutina: GrandeCapo ha il vizio di passare a controllare che siano tutti presenti, e di chiedere notizie degli assenti, non perché gli servano a qualche cosa, ma solo per capire come mai non siano qui a idolatrarlo perché permette loro di sopravvivere (con uno stipendio da fame) in cambio di poche ore del loro tempo (poche più di 8 al giorno, ovviamente), e quando non può farlo di persona a ricevere gli elogi degli schiavi, delega tale funzione a PiccoloCapo, che funge da citofono e videocamera, nel senso che controlla i presenti, segna gli assenti e manda rapporti di fuoco su questi ultimi, colpevoli di lesa maestà e di alto tradimento...

Nel reparto delle forze in campo, manca appunto Disegnatrice, al chè PiccoloCapo sbotta con una delle sue eleganti e raffinate sparate "Dov'è?" ExStagista risponde "Ha telefonato che ritarda" "Perché?" "E' in ritardo l'aereo" "Aereo? E dovec@##oèandataperfarsifo##§*@stavolta?" poi torna nel suo antro e prepara la mail del rapporto, dove rivela a GrandeCapo che la persona in oggetto ha deciso di prolungare il già lungo weekend in uno ancora più lungo, rientrando nella mattinata del martedì anziché nella serata del lunedì, sicuramente per motivi poco seri e che sarebbe il caso di porre rimedio a questo continuo disfattismo prima che danneggi l'azienda...

Lo so: vi state chiedendo come faccio a sapere cosa ha scritto? Lo so, per i seguenti motivi:

1) GrandeCapo è rientrato nel tardo pomeriggio e ha fatto il cazziatone a Disegnatrice usando la terminologia descritta da PiccoloCapo nella mail

2) Non è la prima volta che succede a Disegnatrice, e cose analoghe sono successe anche a me (tenete anche conto che ufficialmente io non sono un dipendente, sebbene sia controllato anche più dei dipendenti stessi...)

3) conosco da parecchio PiccoloCapo, uno dei tanti scarti di una GrandeAzienda, espertissimo in tutto, specie nella sostituzione di dispositivi a rotolo da utilizzarsi in bagno

4) stiamo parlando comunque di Disegnatrice: quando è ritornata al suo posto in lacrime, ha fatto il solito giro di telefonate alle amiche raccontando tutto, comprese le frasi della mail che PiccoloCapo ha scritto e GrandeCapo le ha letto per accentuare i propri rimproveri...

Lo so: adesso vi state chiedendo perché non ci si coalizzi tutti con Disegnatrice e non si proceda con una denuncia contro PiccoloCapo, visto che probabilmente i termini per procedere ci sono tutti... beh, chiedete prima di tutto a lei cosa risponde quando PiccoloCapo o GrandeCapo le chiedono come mai qualcun altro del reparto schiavi è assente...

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