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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

sabato 15 giugno 2019

Il ritorno del vampiro solitario...

Lo so: avevo detto che era finita con il rimpatrio dalla Serbia, avevo aggiunto qualcosa sulle vicende della barista, avevo ancora messo qualcosina sui miei clienti principali, ma poi ho praticamente chiuso tutto.
In realtà, ero intenzionato ad eliminare il vampiro che stava per prendere il sopravvento e ho bloccato ogni pubblicazione, stendendo un drappo funebre sulla sua cassa nella speranza di chiuderla per sempre, ma erano troppe le cose che succedevano e che parevano doverlo ridestare, troppe e troppo nel suo stile, finché alla fine si è ridestato per davvero!
E come da tradizione ha preso il sopravvento!
Complici un paio di ritorni di vecchie conoscenze, il risveglio è stato inevitabile!
E ora sono di nuovo qua!

I ritorni in questione sono i seguenti:
- GrandeCapo, ProgettaMannaggiamenti e Architetto (quelli della Serbia, per capirci) e la loro nuova Segretaria, che mi hanno improvvisamente convocato per dei lavori
- GrandeCapo (altro personaggio già conosciuto in passato ma di cui forse non ho mai scritto qua) e la sua impresa di gestione cantieri (PiccoloCapo e i Cantieristi, per tacer dell'Architetta/Disegnatrice) che mi hanno voluto per gestire (appunto) un loro cantiere in zona subalpina...
- ovviamente, nelle vicinanze di un cantiere così grande non può mancare una barista... ;-) 

E in questo cantiere stanno avvenendo i fatti che narrerò qua di seguito, pur cominciando ovviamente (per ragioni cronologiche) dai primi (gli ex serbi...)

Stay tuned!


venerdì 31 maggio 2019

Un cantiere particolare... 2

E tanto per fare il paio, la coordinatrice per la sicurezza (l'architetta) ieri mi raggiunge nel mio antro (ho una scrivania piazzata in un angolo del cantiere, da dove coordino l'attività delle mie squadre).
La sento arrivare (la sua voce è inconfondibile) e mi alzo per accoglierla, lei viene direttamente da me e mi saluta «'ngiorno ingegnere!» «buongiorno architetta, come va?»
«Beh, potrebbe andar meglio: questo tempo di merda sta rovinando tutto!»
«A chi lo dice? Non sembra nemmeno maggio da come diluvia praticamente tutti i giorni!»
«Infatti, ma dovevo comunque passare, anche perchè dovevo vedere proprio lei!»
«A me? E che è successo? Nulla di grave, spero!» (non è mai un buon segno quando la coordinatrice della sicurezza cerca espressamente il direttore di cantiere della ditta installatrice...)
«No no, certo che no! E' che ho bisogno di parlarle!»
«Mi dica...»
«In realtà non si tratta di questo lavoro, ma di una questione mia!»
«Uh?»
«Si, è una questione privata mia e speravo che lei, che è libero professionista e ingegnere impiantista, potesse aiutarmi!»
«Certo, se posso ben volentieri, mi dica...» e lei comincia a spiegarmi un problema praticamente insormontabile, a suo dire, che le sta dando una serie di grattacapi in un altro cantiere che segue.
Io, dal suo racconto, mi faccio un'idea della situazione e le propongo un paio di soluzioni alternative a mio parere piuttosto valide, lei ci riflette un po', valuta le opzioni e poi mi guarda sorridendo
«Ingegnere, lei ci verrebbe con me a fare un sopralluogo e dirmi se le sue proposte sono attuabili?»
«Naturalmente! L'importante è che in questo cantiere non ci lavori la ditta per cui collaboro attualmente, altrimenti vado in conflitto di interessi e io non sono mr.B. che se ne frega dei conflitti di interessi...»
«No no, certo che no! Sono altri che lavorano in quel cantiere! Comunque la ringrazio per la sua disponibilità e le farò sapere entro la prossima settimana quando potremo andare a vedere: lei verrà come mio collaboratore e consulente, se le va bene!»
«Per me non ci sono problemi, quando vuole...»
«Grazie, lei è gentilissimo! Lo sapevo che sarebbe valsa la pena di chiedere il suo aiuto, anche se per venire da lei oggi mi sono tutta bagnata...»
[...]

mercoledì 29 maggio 2019

Un cantiere particolare...

Era un po' di giorni che gestivo il nuovo cantiere quando cominciarono le situazioni particolari, quelle che di solito finivano su queste pagine, ma che credevo fossero limitate all'altra sponda dell'Adriatico...

Ieri ho sentito uno dei muratori che si lamentava, siccome ero nei paraggi gli ho chiesto cosa fosse successo e lui ha cominciato il suo discorso con una chiara presa di posizione: «Oh 'ngegné, nun è stata colpa mia!»
Lo guardo incerto e ripeto «Che è successo?»
« [...imprecazione in lingua originale che non sono in grado di tradurre e tantomeno di riportare...] ...e nun è colpa mia! Ha stata chilla (l'architetta coordinatrice per la sicurezza, n.d.a.)! Io ci stavo a impastà co'e mani e lei mi ha detto di no! Poi mi ha fatto 'na capa tanta che non chiudeva più la bocca! Alla fine mi è diventato duro! E l'ho dovuto buttà via tutto! Er mi'capo m'ha detto che è tutto sprecato e che devo pagà io per 'o spreco!»
Ovviamente non ci ho capito niente, quindi cerco di entrare nei dettagli «Cioè? L'architetta ti ha rimproverato e ti è venuto duro?»
«Si, 'ngegné! Ha proprio così è stato! Chilla mi l'ha fatto venì duro e l'ho dovuto buttare!»
«Ma cosa ti ha fatto venire duro? Che stavi facendo?»
«A stavo a 'mpastà 'r cemento! M'ha fatto stà fermo e mi è venuto duro!»
[...]

venerdì 11 maggio 2018

Finalmente...

E alla fine s'è chiarito!

Ero fuori quando ha cominciato un diluvio che la metà basta.
Nel giro di pochi istanti ero ridotto letteralmente come un pulcino bagnato.

Non sapevo che fare, quando mi sono reso conto che ero comunque vicino alla fermata dell'autobus che mi avrebbe portato a casa, così mi approssimo ma non c'è traccia dell'autobus e la folla asserragliata sotto gli ombrelli mi fa dubitare dei tempi di attesa indicati in tabella.

Non ho un ombrello, quindi occorre che mi riparo in qualche modo alternativo e mi rendo conto che, di fronte alla fermata, c'è il bar ed è aperto!

Mi avvicino alla porta e vedo il barista uscire di corsa, mi guarda un istante e dice «Scusami, devo correre subito a casa!» Poi si volta verso l'interno e urla «Ci pensi te?» scappando prima della risposta e infilandosi in auto, mentre mi dice «Un minuto e arriva!»
Entro lo stesso e, dopo pochi secondi, appare lei, con un sorriso bellissimo mentre si aggiustava una ciocca di capelli ribelle «Oh ciao! Ma che fai qua fuori con un tempaccio simile?» poi mi guarda stupita «Ma diamine! Sei tutto bagnato! Non hai un ombrello?»
Accenno un sogghigno «Quando sono uscito non pioveva e nemmeno c'era sentore di pioggia!»
Lei mi guarda «Comunque bisogna far qualcosa: qua rischi di prenderti un malanno!»
«Che faccio? Mi spoglio e mi asciughi tutto, compresi i vestiti?»
Lei scoppia a ridere mentre mi passa la mano sulla testa arruffandomi la peluria «Non esagerare! Vai a sederti, che ti preparo il solito cappuccino!»
Una volta pronto, si avvicina al tavolino dove sono seduto e mi consegna la tazza, sempre stando praticamente a contatto con me.
Io la ringrazio, al solito, e lei mi guarda un istante poi si abbassa su di me e mi appioppa un sonoro bacio sulla guancia, quindi si allontana ridendo.
Io la guardo stupito e lei, continuando a ridere, alza il dito ed esclama «A cuccia! Fai il bravo, altrimenti niente più cappuccini!»
La guardo stupito «Ma...» «Sssh! Fai il bravo e bevi il tuo cappuccino, mentre è caldo!»
Obbedisco all'ordine, mentre lei torna dietro il bancone e riprende le sue attività canticchiando a bassa voce.
Quando ho finito, mi alzo e mi avvicino al bancone, lei si volta sorridente e mi guarda in attesa.
«Hai qualcosa di diverso oggi, bacio a parte è la prima volta che ti sento cantare!»
«Oggi sono particolarmente felice!»
«Mi fa piacere, ma cos'è che ti rende così felice?»
Lei mi prende la mano tra le sue e sussurra «Sono incinta!»
La guardo con un misto di sensazioni differenti «Wow! Congratulazioni!»
Lei sorride «Grazie!» esce fuori dal bancone, mi abbraccia e mi piazza un altro paio di bacetti.
Le do i soldi della consumazione, lei torna alla cassa e fa lo scontrino, quindi mi da il resto e mi accorgo che ha nuovamente aumentato il prezzo: mancano 20 centesimi dal resto.
Sogghigno «Hai aumentato i prezzi o ti sei fatta pagare il bacio?»
Lei scoppia a ridere «E pensi che un mio bacio ti costerebbe solo 20 centesimi?»
La saluto ridendo ed esco, mentre vedo l'autobus che si avvicina, per riportarmi a casa.

lunedì 23 aprile 2018

Questo cappuccino s'ha da chiarire!

E anche stavolta ci siamo!

Dopo i primi approcci, all'insegna della timidezza più sfrenata e dell'umorismo più sfrontato ecco che mi ritrovo un giorno nel locale, seduto al solito tavolino, intento a chiacchierare con mia sorella, quando lei si avvicina con il vassoio.

Stranamente, malgrado la mia dimensione di ingombro del tavolino, si piazza proprio accanto a me per cominciare a distribuire le tazze, e con accanto intendo proprio a contatto.

Dopo aver distribuito il tutto, resta lì, chiacchierando con mia sorella del loro argomento preferito: la bambina della barista.

Parlano, ridendo e scherzando, dei progressi di crescita della suddetta nanerottola, con l'entusiasmo che solo due donne possono avere nel parlare di bambini.

Io ascolto più per educazione che per altro: in fondo non è che mi freghi più di tanto della mocciosa, ma all'improvviso mi rendo conto di una cosa strana.
Lei continua a essere in piedi accanto a me, vicinissima (il suo fianco è di fatto poggiato sul mio braccio) e improvvisamente sento la sua mano poggiarsi sulla mia spalla.
Nessuno pare farci caso, solo io: nemmeno il marito che al bancone sta chiacchierando con altri clienti, nemmeno mia sorella che ha di fatto gli occhi attentissimi per cogliere eventi che mi possono indurre in situazioni imbarazzanti (infatti è rarissimo che mi capitino eventi simili, in sua compagnia) e nemmeno la stessa barista, che apparentemente mi ha semplicemente scambiato per un appoggio temporaneo.

Fatto sta che stavolta mi trovo davvero in imbarazzo!

Ho davanti un cappuccino che tende a raffreddarsi, non posso muovermi per mettere lo zucchero e mescolarlo, e non posso nemmeno berlo, a meno di non fare tutto con la sinistra, o di chiederle di spostarsi e lasciarmi muovere il braccio... ma chi me lo fa fare?

In ogni caso, con la mano sinistra riesco a strappare la bustina dello zucchero, versarla e mescolare il cappuccino, ma non riesco a berlo (la mano mi trema a sollevare il peso della tazzina piena fino all'orlo, e rischio di far danni...)

Mi volto un attimo a guardarla, visto che sono impossibilitato a muovermi, e mi rendo conto che, dritto davanti agli occhi, ho il suo seno.
E con seno intendo proprio le sue tette: non è alta quindi le sue tette sono praticamente all'altezza dei miei occhi, e siccome per tenere la mano sulla mia spalla ha tirato indietro il braccio e di conseguenza anche la camicetta risulta tirata, al punto che tra i bottoni appare evidentissimo il reggiseno che segue e delimita il contorno delle stesse.
A voler ben guardare, non è la prima volta che scorgo il suo seno, dato che l'estate scorsa ero entrato nel bar e, mentre il marito preparava il cappuccino, lei mi aveva detto qualcosa dal tavolino, e io voltandomi per risponderle, ho notato che stava allattando la bambina... ma stranamente, all'epoca non mi aveva causato alcun imbarazzo, cosa che invece adesso sta capitando, anche se sposto immediatamente lo sguardo verso il suo viso, riuscendo a notare per un istante il suo sorriso furbetto e i suoi occhi che si allontanano rapidamente dal mio viso non appena sollevo lo sguardo verso di lei...

Comunque, una volta soddisfatta la sua oscura trama (oscura nel senso che non capisco quale sia) smette sorridendo di chiacchierare e se ne torna al bancone, lasciandomi infine libero di bere il cappuccino...

giovedì 19 aprile 2018

La solita barista per allupati nel Bronx...

Parliamo della solita barista per allupati nel Bronx... ;)

Entro nel locale con mamma e sorella, ci sediamo al tavolo e la barista chiede se deve preparare il solito (di solito a me non lo chiede, ma evidentemente stavolta aveva qualche dubbio)
Alla risposta affermativa, prepara il tutto e poi si avvicina al tavolo col vassoio.
Al solito, si piazza accanto a me e comincia a distribuire i componenti sul tavolo (teiera, piattino del limone e tazza per mia mamma, la tazza del cappuccino per mia sorella e l'altra tazza per me)
Quando mi posa la tazza davanti, la ringrazio come sempre, e lei risponde «Ma prego, car...» e si interrompe a metà parola (con ovvia accentuazione della stessa proprio per via dell'interruzione) deviando su un più generico «Ma prego, signori»

Ovviamente, la mia mente malata recepisce la parola troncata e comincia a rimuginare sulla stessa, procurandomi qualche decina di diversi film mentali nella cui trama ci possa stare questa discussione.

Alla fine della fiera, mi rendo conto che anche per costei, come per mille altre persone prima di lei, ormai sono diventato "caro", e non capisco come sia possibile: in fondo è vero che non è la prima che mi chiama "caro", è vero che è simpaticissima, malgrado abbia 20 anni meno di me, è vero che scherza continuamente facendo in modo che sia sempre io a pagarla, è vero che fa sempre in modo di mettermi il resto direttamente in mano, strofinando le sue dita sulle mie, al posto di posarlo sul piattino come fa il marito, è vero che sorride sempre quando mi vede... è vero tutto, ma...
Ma in fondo non può assolutamente chiamarmi "caro"!!! :O
Se andiamo a ben vedere, sarebbe più logico e corretto che la chiamassi io "cara": in fondo è lei che aumenta i prezzi delle consumazioni... :O

:P

sabato 14 aprile 2018

La sicurezza è tutto...

Era cominciato come un incontro lavorativo.
Ero andato a fare un sopralluogo su telefonata di un possibile cliente che voleva un sistema di videosorveglianza per la sua villa in collina.
Già avevo faticato a fargli capire che io potevo fargli il progetto ma non la realizzazione, e che potevo consigliargli un valido installatore, e che il mio "fido luogotenente" installatore era persona di fiducia e non avrebbe venduto il mio progetto a chiunque avesse intenzione di andare a derubarlo.
Ma non mi sarei mai aspettato di vivere un simile surreale colloquio in fase di sopralluogo.
CL = possibile cliente (illo)
IO = io

CL «Posso mettere una telecamera per controllare la mia proprietà?»
IO «Certamente, mi spieghi cosa vuol controllare!»
CL «Allora, io ho questa villetta col giardino, con ingresso dalla strada che collega anche tutte le altre villette simili...»
IO «Ok...»
CL «Voglio essere sicuro che nessuno acceda alla mia proprietà, quindi devo controllare la recinzione sul giardino dal lato strada...»
IO «Ok...»
CL «E devo controllare la strada, per esser sicuro che non posteggi nessuno sulla mia proprietà, che altrimenti mi possono spiare e intercettare, o far danni...»
IO «Ok...»
CL «Però devo controllare anche la strada, per esser sicuro che nessun malintenzionato ci passi...»
IO «Ah, e come fa a riconoscere se passa un malintenzionato o un benintenzionato che va nelle altre villette?»
CL «Questo lo decideremo dopo: l'importante è che io possa controllare chi passa!»
IO «Quindi vorrebbe un dettaglio tale da riconoscere i volti delle persone che passano in auto?»
CL «Certamente, non deve sfuggire nemmeno un puntino...»
IO «Verrà a costarle parecchio...»
CL «Non importa: per la sicurezza posso permettermelo!»
IO «Ok, come vuole...»
CL «E già che ci siamo, per la mia sicurezza bisogna che possa controllare anche le proprietà vicine...»
IO «Cosa vuol dire?»
CL «Semplice, controllo anche il giardino dei vicini, così so cosa sta succedendo e posso intervenire quando necessario!»
IO «E i vicini le hanno già firmato la liberatoria per cancellare la loro privacy?»
CL «No, che c'entra? Io lo faccio anche per la loro sicurezza!»
IO «Certamente, ne sono sicuro...»
CL «Ah, inoltre questa telecamera ovviamente non deve essere visibile...»
IO «Non si può: va segnalato che la zona è videosorvegliata!»
CL «Assolutamente no: nessuno deve sapere che io controllo tutto!»
IO «Non si può: la legge è la legge!»
CL «E questa segnalazione deve essere proprio visibile?»
IO «Naturalmente»
CL «Devono quindi vederla tutti e sapere tutti che io controllo tutto?»
IO «Eh si, mi spiace ma tutti i vicini e i passanti, benintenzionati o malintenzionati che siano, sapranno che sono ripresi dal G.F.!»
CL «Ma tutti tutti?»
IO «Certo, anche quella gnocca che abita qua di fronte... Buona giornata!»

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Vendita computer

Di seguito, espongo le caratteristiche del computer in vendita:

Personal Computer
Scheda madre: ASUS M2NPV-VM
Processore: AMD Athlon 64 X2 Dual Core Processor 3800+
RAM: DIMM 667 MHz 1GiB (espandibile fino a 4)
Scheda video integrata: nVidia GeForce 6150
HDD: Maxtor 6G160P0 da 160 GB (149 GiB)
Porte: seriale, parallela, USB (5), FireWire
Drive: floppy, lettore/masterizzatore CD/DVD
Scheda di rete ethernet e scheda modem per connessione internet
Sistema operativo preinstallato: GNU/Linux Ubuntu 10.04.1 LTS
Programmi preinstallati: tutti quelli compresi nell'installazione di Ubuntu

Eventuale: disponibile monitor CRT 15" o 17"

Elenco hardware presente disponibile

Elenco programmi installati disponibile (tutti quelli compresi in una installazione standard di Ubuntu 10.04.1 LTS)

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Se interessati (e per qualsiasi chiarimento), mandate una mail a miky666ykim@gmail.com


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