Vieni con me in cantina?

ExStagista deve seguire un cantiere presso uno stabilimento e sta cercando di documentarsi sui procedenti lavori fatti per quello stabilimento dalla Grande Società, per non essere proprio impreparata.
A un certo punto si rende conto che gran parte della documentazione è stata archiviata opportunamente in cantina, in quanto abbastanza vecchiotta. Si prende quindi i numeri di commessa dei lavori che le interessano, si fa dare da Segretaria le chiavi della cantina e decide di scendere per recuperare la documentazione.
Segretaria le fa “Guarda che è meglio se ti fai accompagnare da qualcuno: se succede qualcosa, chi ti trova più?” ExStagista ci pensa un po' e si convince che il discorso è giusto, scopre che Segretaria non è disposta a scendere con lei e si dirige verso l'area tecnica..
L'unico presente in sede sono io (gli altri sono tutti fuori: era il periodo delle olimpiadi...) e così mi fa “Vieni con me in cantina?”
La guardo un attimo e, con un sogghigno diabolico, le dico “Non c'è nessuno, possiamo benissimo stare qui senza andare a gelare la sotto...”
Dopo avermi dato una veloce ripetizione letteraria sul contenuto del “De vulgari eloquentia” di Dante, ExStagista mi dice “Dai, vieni con me in cantina che devo recuperare della documentazione!”
Scendiamo in cantina, individuiamo la cantina giusta tra tutte quelle condominiali, ExStagista apre la porta ed entriamo dentro, cercando la documentazione “Che commessa è?” “Quella di TizioCaioESempronio, la numero TalDeiTali” “Ok, tu cerca di là e io cerco di qua” (la cantina è abbastanza grande, e la documentazione è posata dentro scatoloni accumulati su vari piani di scaffalature vecchie e praticamente marcite, con scritto a pennarello sbiadito il numero di commessa)
Seguo la mia fila di scaffalature cercando tra gli scatoloni, finché sento la sua voce “MK!” “Trovato?” “Si, ma c'è un problema!” “E ti pareva...”
La raggiungo e... lei indica uno scatolone abbastanza in alto, anche per me (arrivo al piano dello scaffale, ma lo scatolone è rientrato e non riesco a raggiungerlo per prenderlo)
“Come si fa?” “Boh? Sicuramente questo scaffale non mi regge... forse non regge nemmeno a te, e non intendo ripagare uno scaffale alla ditta...”
Lei mi guarda un attimo, poi ripete “Infatti, ma... come facciamo a prenderlo?”
Io la guardo un attimo e, prima che mi molli un calcione, le chiedo “Quanto pesi?” Lei afferra al volo e fa “Ma dai... non vuoi mica sollevarmi?” “Allora vai su a cercare una scala...” “...sono sui 50kg... forse un pochettino di più...” “Vediamo un po'... dovrebbe andare bene così...” e intreccio le dita delle mani per farle da scalino...
Lei mi guarda preoccupata, poi si decide a mettere il piede sulle mie mani e, stando il più avvinghiata possibile a me, si dà lo slancio per sollevarsi...
“Ce la fai?” “Io si, e tu arrivi a prendere lo scatolone?” “Si, ci arrivo... senti... se mi reggi un attimo, prendo solo i dossier che mi interessano e non lo scatolone completo...” “mmmgghhh...fffai puee... mmmmgghh”
La mia risposta era un pochino soffocata, perché si era un po' spostata per avvicinarsi allo scatolone e di conseguenza aveva aderito maggiormente a me... coprendomi naso e bocca con... il cavallo dei suoi pantaloni... ;-P

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