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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 12 dicembre 2008

A volte ritornano.. 2

E fu così che andai a vedere il nuovo lavoro
Ci trovammo il sabato mattina in ore antidiluviane al piazzale, dove posteggiai la mia Punto e, con il suo rombante bolide ipertecnologico e iperaccessoriato, ci recammo insieme sul posto..
Appena entrato allacciai la cintura di sicurezza e lui sogghignò “Cos’è? Hai paura?” “Macchè.. voglio solo evitare che qualcuno prenda delle multe, visto che ho notato alcuni posti di blocco sulla strada..” “Ah!” e si allacciò la cintura anche lui..
Dopo un po’ di strada fuori città, mi fa “Dovrebbe essere da queste parti, guarda un po’!” indicando il mondo esterno.. “Eh? Ma io non so nemmeno dove dobbiamo andare..” “Ah già.. aspetta che ci penso io!” lascia il volante per cercare il telefonino (ovviamente senza auricolare) e fa il numero di PiccoloCapo, aspetta il primo squillo e poi “Ecchecca##o! Non risponde.. AHHH! Dove ca##o eri? E’ un’ora che ti chiamo.. senti: come ca##o si chiama quel co§*one dove devo andare? Vabbè.. grazie.. senti, non riaddormentarti che forse ti chiamo di nuovo.. e NON spegnere quel ca##o di telefonino che ti licenzio se lo fai..” Attacca e si volta verso di me ridendo “Non lo licenzierei mai, ma ai dipendenti fa bene essere ripresi ogni tanto!” Faccio per rispondergli male (se avesse fatto a me una cosa simile, non sarebbe sopravvissuto molto a lungo) ma lui getta il braccio verso il finestrino dal mio lato “Eccolo! E’ quello!” e gira alla prima uscita per andare verso la direzione (io non sono riuscito a vedere altro che un capannone che spariva velocissimo dietro gli alberi, ma non mi interessava più di tanto..)
Usciti dalla superstrada, ci inoltrammo in un viottolo di campagna che andava in direzione dei capannoni, giungemmo all’ingresso e vedemmo un chioschetto che stava aprendo “Vuoi un caffè?” “Va b..” “No, ma lo prendiamo poi dopo, adesso facciamo il lavoro..” “Va b..” “Forse possiamo prenderlo.. ma no: io l’ho già preso.. andiamo a fare il lavoro!”
Si inoltra dentro i capannoni e comincia a fare un numero N di giri attorno a tutta l’area per individuare il capannone giusto (in effetti, c’erano almeno 6 capannoni, e quello che aveva visto dalla strada era l’ultimo, quello più esterno.. è molto difficile rintracciarlo, meglio consumare benzina gironzolando senza meta..
Alla fine si ferma davanti a un capannone e fa “Dovrebbe essere questo!” prende il telefonino e chiama nuovamente PiccoloCapo “Dormi ancora? Senti io sono davanti a un capannone che c’è scritto ‘NomeCheNonHaNullaACheFareConQuantoScritto’.. E’ lui?.. Come no?.. Cosa deve esserci scritto? E che ca##o significa ‘NomeEsattoScrittoSuInsegna’?..” “Ehm.. c’è scritto proprio quello che ha detto PiccoloCapo..” “Uh? Ah.. si, giusto.. è che avevo il riflesso del sole davanti..“ “Si, certo.. però qui non vedo nessuno: il capannone è chiuso e quel cane da guardia che ci sta ringhiando contro non sembra felice di vederci, anche se credo sarebbe felice di averci a colazione..” “Non aver paura: abbaia ma in realtà è bravissima, ormai ci conosciamo..” (il fatto che si conoscessero mi è sembrato strano per un paio di motivi: il primo è che non sapeva nemmeno dove fosse di preciso il posto, e il secondo è che parlava del cane al femminile.. ma era evidente che quel mastino non era affatto una femmina..)
Prende il telefonino, chiama PiccoloCapo e si fa dare il numero del cliente, quindi lo chiama e gli fa “Buongiorno, sono GrandeCapo di PiccolaDittaCheFaStronzate.. senta.. io sono qui con l’ingegnere per fare un sopralluogo per il lavoro nel capannone e.. certo.. no, è che l’ingegnere è bravo, ma se non vede com’è fatto il posto non sa come deve progettare.. si, ha il disegno col ‘leiaut’ del locale, ma una cosa è vedere il disegno, una è vedere il locale.. si.. no.. va bene.. aspetto che arrivi qualcuno.. buongiorno e mi scusi umilmente per il disturbo a quest’ora..” e attacca, poi ritira dentro la bocca quei 3 chilometri di lingua penzolanti e si volta verso di me “Tra poco arriverà qualcuno ad aprire il capannone” quindi prende il telefonino e chiama uno dei suoi dipendenti per dirgli di andare di corsa in un cantiere (dove non c'è realmente nulla da fare, specie di sabato) e quando l'altro risponde che non può, che deve lavorare in casa e che deve fare la spesa per la famiglia, gli risponde alterato “Allora non lamentatevi poi se vi licenzio, visto che non avete voglia di lavorare e non mi spalleggiate quando prendo i lavori per permettervi di mangiare..” e attacca..
Le mani mi prudono sempre di più, specialmente quando mi guarda e dice “Questa gente viene qua, si fa assumere e poi non fa nulla, non ha voglia di lavorare.. devo continuamente far capire loro chi comanda..”
La mia sfuriata è bloccata solo dall'arrivo di una signora, che ci apre e ci fa entrare.
Io do un’occhiata in giro per capire, e lui comincia a guardarsi attorno meravigliato (ma non lo conosce sto posto?) e scatta foto a più non posso a qualsiasi cosa.. mentre io le foto le scatto solo ai dettagli più interessanti e utili per il lavoro..
In breve arriva anche il titolare, che non si presenta ma comincia a chiacchierare come fossimo tutti vecchi amici..
Mi spiega che di tutte quelle macchine alcune dovranno essere messe in servizio a breve, altre dovranno essere messe in servizio a inizio anno.. e occorre fare subito una nuova cabina, visto che dovranno moltiplicare per 6 la potenza attualmente assorbita e già così sono al limite della consegna in bassa tensione: ci vuole la media tensione e quindi la cabina di trasformazione..
A tal proposito, GrandeCapo dà fiato alle trombe.. “Senta, ma il fatto che la cabina venga attrezzata con due trasformatori.. io pensavo.. (?) voi avete alcuni giorni di piena attività e altri di calma come oggi.. vi metterei due trasformatori differenti in parallelo (??) e quando voi avete giornate piatte ne disinserite uno e lasciate solo il più piccolo a lavorare..(???) perché il trasformatore ha degli assorbimenti a vuoto molto alti e quindi consuma parecchio anche senza fare niente..” “Ah? Allora si, devo cautelarmi perché non voglio regalare soldi a quei SerieDiApprezzamentiPocoSimpaticiSuGestoreFornitureEnergiaElettricaExMonopolista.. Ma non si può evitare?” “No: il trasformatore ha le perdite di magnetizzazione e quindi si deve tenere così a meno di non rifasarlo parecchio..” “E ma io ho il gruppo elettrogeno per rifasare..” “Si, ma quello ha le batterie che assorbono più del trasformatore..”
Io stavo per sprofondare dalla bestialità di queste affermazioni e dalla totale ignoranza che traspariva dai discorsi di entrambi (specie da GrandeCapo, titolare di un’impresa di installazione di impianti elettrici, l’altro è ammissibile che sia ‘elettricamente ignorante’ ma GrandeCapo si vanta continuamente di essere un genio e di aver preso il diploma.. anche se non ho mai capito a chi l’abbia preso..) ma non potevo fare nulla: la mia presenza era equivalente a quella di un fantasma e le mie parole avevano la stessa considerazione di una mosca fuori dalla finestra..
Alla fine GrandeCapo si alza “Va bene, ora ce ne andiamo..” si volta verso di me “Hai visto tutto, vero? Arrivederci!” ed esce.. io lo seguo sconcertato: il lavoro di per sé è semplice, ma quelle stronzate sui trasformatori mi hanno gelato.. parallelo di due trasformatori differenti? Staccare un trasformatore nei finesettimana? Ma.. faccio per chiedere spiegazioni durante il viaggio di ritorno ma lui lo passa interamente parlando al telefonino con qualcuno.. finché arriviamo al posto dove ho lasciato la mia macchina e mi fa scendere dicendomi “Mandami l’offerta!” e sparisce..
Prendo la macchina e torno a casa, pensando a come potrò rimediare a quelle ca##ate che ha detto..

2 commenti:

  1. non posso fare commenti sul piano tecnico, ma comunque devo dire che mi sono letto ogni articolo, e ho trovato sempre qualcosa di divertente. Continua così, anzi, meglio ancora!

    RispondiElimina
  2. Ti ringrazio :D
    Per continuare, continuerò.. sempre che riesca a trovare nuovi spunti.. (finora sono programmate pubblicazioni settimanali per tutto il 2009, poi si vedrà.. ;-P )

    RispondiElimina

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