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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

mercoledì 1 ottobre 2014

Serbian tourist

Sia ComunistyManager che GrandeCapo erano abbastanza concordi tra loro nel dire che il mio ingliscese non fosse propriamente oxfordiano, ma piuttosto simile a quello parlato da Tarzan, e potrei anche dar loro ragione ma, come dicevano alcuni, l'importante è capirsi, e non solo io mi capivo, ma capivo anche le varie imprese e (soprattutto) le varie imprese capivano me.

Un giorno (sabato) GrandeCapo in prima persona personalmente scende ai piani bassi e mi dice "Domani mattina andiamo a farci una gita turistica!" "In Serbia? Gita turistica?" rispondo stupito
"Si, qua vicino (???) ci sono le rovine romane di Viminacium! Domattina si parte, tutti insieme, e andiamo a vederle!" "Ok!"
"Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!"
Egli ascese quindi al piano superiore, mentre io aprivo la fonte di ogni sapere e mi informavo su codesto loco: sapevo che i Romani erano stati anche in Serbia (e non solo) e sapevo che persino un imperatore era originario del posto (visto che era raffigurato sulle bottiglie dell'acqua minerale) ma non sapevo che ci fosse qualcosa di turistico nella zona... e infatti non era nella zona ma a un paio d'ore abbondanti di autostrada... come se un torinese dicesse oggi "Vado a vedere l'Arena di Verona!"

Domenica mattina si parte, presto, molto presto: non si era nemmeno svegliato il mercato...
Dopo circa un'ora e mezza di viaggio (guidava un collega, io ero sistemato accanto a lui a far da navigatore, e dietro GC e CM cianciavano delle quattro operazioni) arriviamo al bivio e usciamo dall'autostrada, incanalandoci in una di quelle che dalla cartina risultavano essere strade di scorrimento veloce (effettivamente andavamo più veloci di un cavallo, ma non garantisco in caso di gara con una biga)
Seguendo attentamente cartelli in cirillico, dove le uniche indicazioni per la nostra destinazione erano individuabili dal fatto che il colore del cartello era marrone e non blu, procediamo avventurandoci in una specie di deserto...

Al termine, dopo aver passato caratteristici paesini (che non facevi in tempo ad accorgerti di essere in un paesino che subito era finito) ci troviamo davanti a una recinzione da lager! Scendiamo, ci avviciniamo a quello che appare essere un cancello e troviamo un cartello poliglotta, dove era evidentemente scritto che davanti a noi c'erano le rovine di Viminacium (non era ben chiaro come mai noi vedessimo solo una recinzione, ma non importa: il cartello era chiaro ed evidente!) Entriamo in macchina, seguendo un sentiero sterrato circondato da bighe (forse autentiche o forse ricostruite, ma non avevo voglia di approfondire, visto che non parlo il bighese) e infine raggiungiamo un posteggio vuoto!!!

Accanto un paio di baracche, entriamo nella prima e ci accoglie un tipo in uniforme, con pistola alla mano, che ci chiede in serbo cosa vogliamo, noi rispondiamo in inglese che siamo turisti e lui ci manda aff.. nella baracca accanto, indicandoci la direzione con la canna della pistola, per farsi capire meglio!

Nella baracca accanto, entrando, sveg...attiriamo l'attenzione di due donne, che ci guardano stupite.
GrandeCapo chiede se parlano inglese, una risponde di no e l'altra di si, quindi si rivolge a costei e le dice che siamo venuti a vedere le rovine. Lei si volta verso l'altra e evidentemente le traduce, quindi ci guardano stranite (era evidente che pensavano "ma allora esistono davvero i turisti? mi ricordo che i miei antenati mi parlavano di questi esseri fantomatici, ma pensavo fossero leggende metropolitane!")
Alla fine, con grande sforzo, GC riesce a completare la trattativa, paga i biglietti per tutti (una ventina di euro per 4 persone, forse poco rispetto all'Italia ma sicuramente un salasso enorme per la Serbia) e cerca di comprare una piantina della zona, ma la risposta è "No, questa è l'unica che abbiamo! Non possiamo venderla! Scaricatevene una da internet!"


La fanciulla anglofona indossa quindi un giacchetto e ci dice di seguirla!

Usciamo e ci rechiamo presso un capannone nelle vicinanze coperto da un telone da circo, con l'ingresso in fase di lavorazione e quindi un operaio ci tiene sollevato un lembo di telone per farci entrare da un'apertura "secondaria".
Dentro vediamo uno scavo con qualche accenno di costruzione (potete ammirare nelle foto di wiki) e la nostra guida si avvicina a un tabellone dove con dei fogli di carta erano esposte le varie immagini sulle quali basava la sua spiegazione.
Ci ha accennato che quello che vedevamo era il mausoleo, che era un luogo di sepoltura, che c'erano un paio di scheletri femminili in bella vista, che una era sicuramente cristiana e l'altra sicuramente pagana (motivo della differenza e della relativa certezza religiosa: una aveva le braccia incrociate sul petto, quindi cristiana, l'altra distese lungo i fianchi, quindi pagana) e poi ci ha spiegato qualcosa sulle pietre, sulle rovine, sui materiali usati, su un paio di simboli esoterici: diceva infatti che c'erano raffigurati dei leoni, mai visti in Serbia e quindi sicuramente simboli esoterici (non so se si riferisse al periodo romano o a epoche recenti...), inoltre ci spiega che c'è anche uno scheletro di mammuth, tipico abitante dei luoghi in epoca romana (???)

Alla fine della chiacchierata, ci fa cenno di seguirla e si avvia verso lo scavo, scendiamo e vediamo i famosi scheletri, quindi ci avviciniamo a un sottopassaggio, dove ci dice che passeremo sotto il mausoleo, ci saranno due nicchie dove vedremo affreschi pittorici (forse anche i famosi simboli leonini) e ci intima di non far luce (per non rovinare gli affreschi) entrare nelle nicchie uno per volta (per via del ristretto spazio) seguire lei (per evitare di perderci nei meandri di un tunnel lungo una ventina di metri) e, soprattutto, visto che il tunnel era alto circa un metro e mezzo, di non approfittare del buio e del fatto di dover star chini dietro di lei per toccarle il culo!!! (le sue parole esatte furono "don't touch my ass!")

Dopo la faticosa esplorazione (con vista delle nicchie buie dove era impossibile scorgere qualsiasi dettaglio) usciamo infine a riveder le stelle, o meglio a rivedere il tendone e lei ci riporta verso l'uscita. Il solito operaio aiuta a tener aperta la "porta", usciamo all'aperto e ci fa cenno verso l'orizzonte "Prendete la vostra macchina e andate pure a vedere il resto!"

Ci guardiamo stupiti, mentre lei sparisce, quindi saliamo in macchina e partiamo seguendo i sentieri accennati, mentre GC si lamenta dell'inglese parlato dalla guida "Non ho capito un BEEEP!!!" "Nemmeno io!" aggiunge subito CM
Collega non dice nulla, e a me sfugge un "Strano, io ho capito tutto quello che ha detto!" "E' impossibile! Tu non capisci l'inglese!" "Evidentemente allora il suo non era inglese, visto che l'ho capita perfettamente!" "Bah! Parlava un klingoniano simile al tuo, quindi è ovvio che vi capivate!"

Chiudiamo la discussione mentre Collega raggiunge l'anfiteatro dove la guardia ci dice che è in ristrutturazione e non possiamo vederlo, alle nostre proteste la mano corre immediatamente alla pistola, mentre ci intima di andar via che non possiamo vedere un'area in fase di restauro!
Ci convince, e ci allontaniamo, andando verso le terme, dove invece il sorvegliante ci accoglie con incredibile emozione, mostrandoci orgoglioso tutto, chiacchierando amichevolmente con Collega (anche se nessuno dei due capiva l'altro) e facendoci persino fare un giretto oltre la recinzione, dentro le terme stesse, sulla pavimentazione romana!
Usciamo per cercare altro da vedere, ma il sentiero ci riporta al capannone, chiediamo quindi dov'è questo fantomatico scheletro di mammuth, ma la ragazza presente non parla inglese e l'altra è sparita, quindi non sa dirci nulla (non capisce nemmeno quando Collega prova a disegnare un mammuth su un foglio di carta... oddio, forse nemmeno io avrei capito che quello era un mammuth...)

Risaliamo quindi in macchina e usciamo dalla recinzione, addentrandoci nei meandri della Serbia, mentre i nostri stomaci ci avvisavano che era ora di far il pieno!

6 commenti:

  1. Proprio un Paese accogliente... Peraltro, c'è da dire che (pistole a parte) un'accoglienza simile la si può trovare anche in tanti musei & affini dello Stivale.

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    1. Si, qua mancano le pistole, per il resto stessa spiaggia e stesso mare...

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  2. Che sei cascato dal letto e ti sei ricordato dei tuoi (in)fedeli lettori? :-)
    Ben ritrovato. :-)

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    1. Cascare dalla bara è complicato ;-)

      Mi sono accorto che ho ancora qualcosa da dire in serbo, e non solo... :-)

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  3. > "Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!"

    La risposta corretta sarebbe stata: "Guarda, smettiamo subito di dirlo, se annulla la gita!"

    Perché poi gli è venuto questo raptus?

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    1. > La risposta corretta sarebbe stata: "Guarda, smettiamo subito di dirlo, se annulla la gita!"

      Vero, ma se annullava la gita ci toccava andare al lavoro (lo so che era domenica, ma non significava assolutamente niente)

      > Perché poi gli è venuto questo raptus?

      Forse aveva letto da qualche parte che un "vero leader" ogni tanto organizza qualcosa per il personale anche fuori dalla sede lavorativa... o forse, semplicemente, aveva poca voglia di stare in sede, visto che proprio quel weekend la moglie non lo aveva raggiunto presso l'esilio e lui aveva appena cambiato alloggio, allontanandosi dal palazzo dove di fatto abitavamo tutti insieme, ognuno nel suo alloggio (per fortuna) ma tutti nello stesso palazzo...

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