Morbus bizantinuum

Dopo l’esperienza con la colonia, chiesi ai miei genitori di lasciarmi provare (l’anno dopo) con il campeggio: avevo sete di libertà, non avendo mai sopportato la rigida disciplina della vita di caserma, neanche all’epoca..
L’anno dopo, mio padre richiese quindi il campeggio per le mie avventure estive, e scoprii (per la prima volta nella mia vita) che forse c’era una stella quando sono nato.
Il solito autobus ci condusse alla Marina di Ravenna, splendida cittadina, addentrandosi quindi in una pineta rigogliosa dove ci scaricò di fronte allo sguardo attento di numerosi caporali travestiti da giovanotti e signorine.
Scesi, fecero l’appello e ci fecero quindi prendere posto nelle tende, dove sistemammo la roba.
Cominciarono quindi delle fantastiche giornate di giochi e gite a vedere il bello di una città che è stata sia capitale romana che bizantina.
Ovviamente, essendo nella Marina, non mancavano le giornate al mare, compresa la volta in cui ci fecero ammirare l’alba sul mare adriatico.
Naturalmente, anche allora avrei dovuto sapere che in realtà, pur essendo nato in piena notte, non esisteva alcuna stella in cielo che splendesse per me (ovvio: era una notte buia e tempestosa..)
Un giorno, a metà del periodo vacanziero, mi sentii male e la signorina travestita da caporale che mi aveva in consegna mi affidò alle sapienti cure del locale ospedale, dove mi diagnosticarono una rarissima e pericolosissima forma di un antichissimo morbo bizantino: il morbillo!
Pieno di piaghe purulente e macchie oscene, venni tenuto in completo isolamento, sottoposto a ogni genere di tortura e violenza fisica e psicologica, compresa la scelta tra ingoiare pillole gigantesche o essere trapassato da siringhe con aghi degni dei trafori alpini..
Mio padre, avvertito, venne immediatamente a vedermi, ma non gli permisero di portarmi via (ero ancora contagioso) e d’altra parte non poteva stare lì ad accudirmi per l’intero periodo, quindi tornò a casa lasciandomi triste e solitario a piangere calde lacrime..
Passai lì dentro i restanti giorni della mia vacanza, per poi aggregarmi (non completamente guarito, ma almeno non più contagioso) ai miei compagni di avventura nel ritorno a casa.
Ero l’unico che, dopo un periodo di campeggio al mare, era più pallido di prima.

Commenti

  1. Va beh, ma tu per le vacanze hai proprio sfiga! Sta a vedere che ora che Torino sta diventando città turistica, ti ritroverai con un lavoro che ti manderà in capo al mondo...
    Per inciso. Ci sono storici che ritengono cjhe la pestilenza che devastò l'Italia del VI secolo sterminando un terzo dell'esercito di Giustiniano fosse proprio causata dal morbillo. Sotto questa prospettiva, la tua definizione di "rarissima e pericolosissima forma di un antichissimo morbo bizantino" assume una luce particolarmente sinistra!

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  2. > Va beh, ma tu per le vacanze hai proprio sfiga! Sta a vedere che ora che Torino sta diventando città turistica, ti ritroverai con un lavoro che ti manderà in capo al mondo...

    Che posso farci? Quando uno nasce sfigato... ;-)

    > ...la tua definizione di "rarissima e pericolosissima forma di un antichissimo morbo bizantino" assume una luce particolarmente sinistra!

    Ma dai, e non era nemmeno voluto...

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  3. mhh per sicurezza dove vai tu in vacanza quest'anno? cosi lo evito :-P sai non vorrei cadesse un metorite :-P

    Buona giornata
    Sabrina

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  4. ahahahah

    credo che ti converrà non avvicinarti al Piemonte, allora :D

    Buona giornata a te

    RispondiElimina

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