Mamma, son tanto felice...

Viste le passate esperienze nelle terre del nord-est, era ovvio che durante la fase di ritorno fossi particolarmente felice, man mano che mi avvicinavo a casa (Ok, trovatemi qualcuno che non è felice di tornare a casa dopo trasferte, periodi di naja, lavori osceni e cose simili.. ovviamente sono esclusi coloro che vivono con la suocera..)
Oltretutto, seduto nel posto sul treno, accanto al finestrino, ammiravo il panorama esterno rinfrescando le mie scarsissime nozioni di geografia (e a volte anche di storia), così i miei pensieri erano di questo tipo:
Ecco il Ticino, ora lo attraverso ed entro in piemonte..
Ecco Novara, con il suo caratteristico campanile..
Ecco le risaie del vercellese, a seconda del periodo con o senza acqua (ormai per la maggior parte tramutate in campi di coltivazione di granturco anziché riso..)
Ecco Vercelli, immersa nella pianura afosa e opprimente..
Ecco Santhià, con il suo scalo ferroviario e l'inimmaginabile quantità di zanzare che una volta mi hanno dissanguato..
Ecco in lontananza, oltre i vapori del caldo afoso che pervade la zona, le torri di refrigerazione della centrale di Trino, ennesimo esempio dello spreco pubblico..
Ecco il ponte della Dora Baltea, che scorre rapida dal Monte Bianco attraverso la Valle d'Aosta, la zona di Ivrea e infine separa la provincia di Vercelli da quella di Torino, infatti superato il ponte entro in provincia di Torino..
Ecco quindi Rondissone, conosciuta principalmente per il casello autostradale, ma nota agli elettrotecnici per l'importante stazione elettrica..
Ecco Chivasso, con la sua centrale termoelettrica caratteristica, dove ho visto dal vivo la storia degli impianti di produzione dal dopoguerra al periodo in cui mi sono laureato, ed ecco dietro nascere il Canale Cavour, le cui acque consentono l'irrigazione delle risaie di tutta la zona..
Ecco, infine le colline torinesi, disposte al contrario rispetto a quando le osservo dal cortile di casa, siccome vedo Superga all'estrema destra e le Maddalene a sinistra, mentre da casa è esattamente il contrario..
Ecco l'Orco, fiumiciattolo che è diventato di fatto la spiaggia tipica dei torinesi, ansiosi di sdraiarsi sui ciottoli per prendere il sole, in compagnia delle pantegane locali, in modo da non apparire palliducci andando al mare in estate nella classica riviera ligure..
Ecco, superate velocemente Brandizzo e Settimo, l'inconfondibile porta di accesso di Torino..
Ecco la ferrovia che corre in mezzo ai prati di città, attraversando i vari quartieri, in attesa che venga realizzato il passante ferroviario.. (in realtà, adesso il passante ferroviario esiste, quindi tutto questo tratto da quando entra a Torino, il treno lo fa ormai nel sottosuolo e non si vede più nulla, e per uscire da Porta Susa non bisogna più fare il sottopasso ma salire di fatto al livello stradale, anzi tra poco scomparirà anche l'attuale stazione di Porta Susa, sostituita da una più moderna e un pochino spostata)
Ecco che il treno si immerge sottoterra per attraversare l'area di piazza Statuto, e io mi preparo accanto alla porta a destra, mentre le luci rivelano che stiamo per uscire dal passaggio sotterraneo, e il rallentamento del treno avvisa che stiamo giungendo ormai alla stazione di Porta Susa.
La voce gracchiante all'altoparlante segnala “Porta Susa, stazione di Torino Porta Susa. E' in partenza dal binario 3 il treno proveniente da (Milano / Venezia o Trieste, fate voi.. ci sarebbe anche Aosta volendo, ma il percorso è lo stesso solo da Chivasso..) diretto a Torino Porta Nuova. Non effettua fermate!”
In effetti, il capolinea è a Porta Nuova, da dove ripartirà poi in direzione opposta, ma a me viene più comodo Porta Susa, maggiormente collegata mediante mezzi pubblici alla zona della mia abitazione, e mi evito quindi gli ultimi 6 chilometri tutti sotterranei (se volessi, ora mi basterebbe prendere la metropolitana, che fa lo stesso tratto ma è molto più comoda e veloce).
Scendo dal treno, sottopassaggio e uscita dalla stazione e mi trovo nella piazza, dove mi aspetta al capolinea l'autobus che mi porterà verso casa..

Commenti

  1. Mi hai fatto ricordare il ritorno a casa daopo i 5 mesi passati a Bracciano alla scuola Allievi Ufficiali... Da Piacenza in avanti non vedevo l'ora di vedere l'ingresso di Milano Centrale...

    *nostalgic* :)

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