Alcune piccole stranezze, che nessuno nota…

Più passa il tempo e più mi rendo conto di qualcosa di strano, nel mondo dell’ingegneria (conosco poco altri mondi, quindi non mi metto a fare confronti e comparazioni…)

Ho provato a partecipare a gare d’appalto, tentando di aggirare l’ostacolo della “precedente esperienza almeno quinquennale per lavori analoghi con importi superiori a 3 volte quello di gara”… confortato dal fatto che i vari responsabili degli appalti presso gli enti pubblici, da me precedentemente contattati, mi avevano assicurato che, in quanto nuovo iscritto presso l’Ordine degli Ingegneri, avevo una specie di abbuono (d’altronde, come faccio ad accumulare i lavori per avere i requisiti per le gare d’appalto, se non posso lavorare perché non ho i requisiti per le gare d’appalto?)

Ma nell’ente pubblico c’è sempre chi dice una cosa e chi ne fa un’altra…

Risultato: io non ho mai potuto partecipare ad una gara d’appalto dell’ente pubblico, perché non ho i requisiti necessari…

Però, in compenso, ho avuto modo di collaborare con altri studi prestigiosi, di quelli che le gare d’appalto le vincono, oltre a parteciparvi, e mi sono reso conto che questi personaggi non hanno la minima idea di cosa stanno facendo…

Ho lavorato per ingegneri civili che sviluppavano impianti elettrici ragionando con l’idea del “…tanto bisogna portare solo due fili…” Già, e la terra? E l’alimentazione trifase? E gli impianti speciali?…

Ho lavorato per altri ingegneri civili (e architetti) che progettavano impianti elettrici con l’idea del “…la presa con i fori piccoli fa passare 10A, quella con i fori grossi fa passare 16A, se gli faccio due voragini col Black & Decker, quanti ampere passano?…” Non lo so, fai pure la prova… ma prima firmami l’assegno per l’ultima parcella che mi pagherai…

Ho lavorato per ingegneri elettronici che progettano impianti elettrici senza avere la minima idea di cosa sia il trifase…

E’ vero: finchè gli appalti li prenderanno questi personaggi, ci sarà sempre bisogno di gente che sappia fare veramente il lavoro… e magari sappia completarlo nei tempi che loro hanno previsto… (già, pare che questi personaggi siano capaci anche di fare i programmatori…)

Ma, gli ingegneri delle nuove generazioni, quando potranno far valere il loro potenziale… in prima persona…?

Commenti

  1. Volevo finire di leggere tutto prima di fare un commento, ma qui non ho saputo più trattenermi.

    _ Ma, gli ingegneri delle nuove generazioni, quando potranno far valere il loro potenziale… in prima persona…?

    Sostituisci ad ingegnieri qualsiasi altra professione di elevata qualifica.
    Fintanto che ci saranno liberi professionisti che si comportano come "impiegati a partita iva", che si fanno trattare a pesci in faccia da emeriti imbecilli (piccolo capo, grande capo), che sopperiscono gratuitamente alle altrui incapacita' (trovare files nel non server), allora nessun professionista della nuova generazione potra' far valere il suo potenziale.
    Sono un libero professionista di 36 anni che si e' sempre rifiutato categoricamente di fare la gavetta.
    Ho sempre preteso di essere chiamato dottore e di essere pagato come tale.

    RispondiElimina
  2. Per le altre professioni non sono in grado di giudicare: mi limito all'ingegneria.
    Per il resto, è vero quello che dici, ma contrasta purtroppo con la dura necessità: se non lavoro non mangio! E se per lavorare devo accettare di fare "l'impiegato a partita iva", lo faccio.. e nel frattempo cerco di coltivare altri contatti e, appena possibile, cambiare anche squadra.
    In fondo, ne ho già cambiate parecchie di ditte: non sono più datori di lavoro come quand'ero dipendente, ora sono solo clienti, mi servono solo finchè mi pagano.

    RispondiElimina

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