...il capo Cantierista che aveva l’ordine di scrivere a mano…

Erano ormai parecchi giorni che CapoCantierista veniva da me con pacchi di fogli di carta di vario formato, tutti rigorosamente manoscritti con penne di colori assortiti (a volte anche matite... e altre cose non ben definite...) con sopra notizie di varia cultura in merito alle attività che si svolgevano nei vari cantieri che seguiva, sia quelli che gestivamo direttamente sia quelli che avevamo dato in subappalto (anche per via del ridotto personale a nostra disposizione...), ed io dovevo trasformare questi strani fogli in qualcosa che potesse definirsi relazione... grazie all'incomparabile ausilio di word...
Il grosso problema era che CapoCantierista era piuttosto in gamba nel suo lavoro (l'ho visto fare poche c@##ate, anche se una di queste è stata piuttosto seria... ma questa è un'altra storia...), però era anche poco in gamba nella gestione della comune madrelingua... (i suoi foglietti erano pieni di abbreviazioni, errori grammaticali e ortografici, imprecazioni e cose che c'entravano niente, e c'erano poche notizie sulle effettive attività di cantiere...)
Ormai avevo capito il senso delle frasi di CapoCantierista, e riuscivo direttamente a seguire i meandri dei suoi pensieri fino a dipanare le matasse dei suoi appunti, e trasformarli in una relazione decente... ma quella volta non riuscivo a capire niente… era come se mancassero delle informazioni…
Dopo aver trascorso parecchie ore sopra un pacco di sei fogli ricavati da block notes, sacchi di cemento e carta igienica assortita (e più o meno usata...), decisi di non danneggiare ulteriormente i pochi neuroni rimastimi e di attendere la sera, in cui sarebbe rientrato con altri pezzi di carta...
“Allora? Cosa diavolo c'è scritto qui?” Lui prende i pezzi di carta e li legge... poi li sposta in altro ordine e ricomincia a leggerli, e così via per varie combinazioni... finché me li restituisce con aria furbesca, dicendo “Ecco, lo sapevo io: hai perso un paio di fogli e non si capisce niente...” “Cosa avrei fatto io?” “Hai perso i miei appunti!” “Io non perdo niente! Tutti i tuoi appunti sono dentro appositi raccoglitori, smistati per giorno, e non esce niente se non li tiro fuori io!” Dopo un lungo tira e molla, CapoCantierista si convince che non è facile fregarmi, ed abbassa la cresta... “Ecco! Lo dicevo! Ho bisogno di un computer! Non posso tenere tutto a mente!...”
Lo guardo con aria stupita “Cosa stai dicendo?” “Avevo chiesto di darmi un computer per scrivere direttamente io le relazioni, ma non me lo vuole dare...” ed indica l'ufficio di GrandeCapo... “e adesso è successo un casino...” “Allora ti siedi lì e mi spieghi tutto quello che è stato fatto ieri, così posso scrivere la relazione!” “Ma io devo andare, la vediamo domani...” “Cioè, domani NON vai in cantiere per fermarti qua CON ME E GRANDECAPO a raccontarmi cosa avete fatto ieri...?”
Non era stupido: si rese conto subito che aveva detto una c@##ata e che io avevo capito che non l'avrei visto fino a tarda serata... quando avrebbe ricominciato la stessa sceneggiata...
Sbuffando, prese la sedia e si sedette accanto a me “Va bene! Vediamo di non perderci troppo tempo...” e cominciò a raccontare, mentre scrivevo la bozza della relazione sotto dettatura...
Alla fine si alzò e, mentre si allontanava, lo sentii brontolare “Bah! Io non capisco perché non posso usare il computer per fare le mie relazioni...”
Pensai “Se lo usi per prendere appunti come fai adesso, sarà facile che le tue relazioni le scrivi a pennarello sopra il monitor, anziché dentro word… e se digiti sui tasti del computer come ti vedo fare su quelli del telefono… povera tastiera…”

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