C@##o!!! …scusi, Madre…

Era uno di quei giorni in cui le cose normalmente cominciano male e proseguono peggio, fino a raggiungere il limite della catastrofe (ed a superarlo…)
Arrivato in ufficio, trovo la comunicazione di GrandeCapo che mi ordina di dirigermi da un cliente per fare delle immediate verifiche strumentali…
Il cliente è molto particolare, in quanto si tratta di una Casa di Riposo, quindi le verifiche vanno fatte con un certo criterio, ed inoltre è gestita da personale religioso (suore…), quindi il verificatore deve comportarsi con un certo criterio… (ed io non sono un tipo molto paziente e tollerante, specie con le suore…, anche perché hanno tendenzialmente il vizio di impicciarsi di ogni cosa, in particolare di quello che non capiscono, ma vogliono egualmente dire la loro e pretendere che gli altri diano loro retta...)
Avendo preso lo strumento, una borsa degli attrezzi e l’apposito mezzo di locomozione, mi dirigo verso la sede del cliente, dove vengo accolto da una suora molto gentile che mi mette immediatamente a mio agio, facendomi notare che mi aspettavano almeno un’ora prima (a me? Ma se un’ora prima non ero neanche in ufficio…) “Scusi Madre, ma guardi che io prendo servizio alle 8.30, poi il tempo di arrivare qua e…” “Il personale dell’Ente deve essere presente in sede alle 8.00!” “Non lo metto in dubbio, ma…” “Niente ma! Lei doveva essere qua da almeno un’ora!” “Veramente, io non sono un dipendente dell’Ente…” “Non importa! Lei lavora per una ditta che lavora per l’Ente, quindi siamo noi che le paghiamo lo stipendio e lei è dipendente dell’Ente!”
Non avendo alcun mezzo con silenziatore sottomano, e non potendo assolutamente rispondere come avrei voluto (motivi diplomatici…) decisi di cambiare discorso… “Bene! Dove sono i quadri da verificare?” “Venga!” E mi accompagnò verso il locale tecnico…
Appena entrato, mi mordo a sangue le labbra, pur di evitare di dare voce ai miei pensieri…
Un Power-Center da 6 colonne… (Ecchecc@##ohannoquadentro?!?!?!?!), con almeno una quarantina di differenziali… (se tutto va bene, ci passo la giornata, qua dentro… non oso pensare a cosa succederà se qualche verifica va male…)
Apro il quadro, preparo lo strumento e… “Ma cosa sta facendo?” “Uh? Inizio le verifiche…” “Ma così rischia di levare la corrente…” “Si, la prova dei differenziali implica che gli stessi scattino… e quindi vada via la corrente…” “Ma non si può!” “Cosa non si può?” “Non si può levare la corrente…” “E come la faccio la prova?” “Ma non può misurare così?” “La prova dei differenziali verte a misurare il tempo di intervento degli stessi, che dovrà poi essere confrontato con le tabelle delle normative e, se resta nei valori canonici, vuol dire che il differenziale è a posto, altrimenti è da sostituire…” “Addirittura! Noi non sostituiamo un bel niente!” “Se non sono a posto, occorre sostituirli…” “Ah no! Se non sono a posto è colpa vostra e li sostituirete voi, a vostre spese…” “Beh! Di questo non deve discuterne con me, ma con il mio capo!” “E lo chiami…!” “Subito!”
Prendo il mio cellulare (non aziendale), faccio il numero della ditta e mi risponde Segretaria “Pronto, NomeDitta, sono Segretaria…” “Ciao, Segretaria, sono MK66!” “Ciao, cosa ti serve?” “Dovresti farmi richiamare da GrandeCapo al cellulare… sono qua dal cliente e c’è un grosso problema da risolvere, fatto apposta per lui...!”
Chiudo la chiamata, sotto lo sguardo ricolmo di carità cristiana della mia accompagnatrice, e attendo la chiamata… lei inizia anche a brontolare e battere il tempo con i piedi… ecco che suona il telefonino (la musichetta “pagana” di Excalibur a tutto volume oltretutto aiuta la mia accompagnatrice a mettersi ulteriormente di buon umore… anche perché aspetto almeno due squilli prima di rispondere...)
“Pronto?” “Che c@##o sta succedendo?!” “Un saluto anche a te, GrandeCapo… Sono qui dal cliente e ci sono dei problemi... Ti passo la Madre che ti deve dire qualcosa…” e passo il telefonino alla suora… “Pronto, sono Suora… Volevo dirle che… (…e qui ripete in parte quello che aveva già detto a me…) e…” anche senza telefonino, sento l’urlo di GrandeCapo “Checc@##ostadicendo?!?!?!” (ovviamente non sento il resto della sfuriata di GrandeCapo, ma vedo che la Suora ammutolisce di colpo, ascolta un pochino arrossendo e restituendomi infine quell’aggeggio demoniaco che aveva offeso le sue orecchie innocenti con quell'immensa sequela di imprecazioni…
“Ok! GrandeCapo, che devo fare?… Bene, allora rientro in sede… Sarò lì tra una mezz’oretta…!”
Prendo lo strumento, salgo in macchina, saluto e vado via… (a volte anche i modi raffinati di GrandeCapo servono a qualcosa… specie quando qualcuno gli dice che non vuole pagarlo… e quando qualcun altro sa come dirigere le risposte... inoltre, poco dopo mi arrivò un messaggio di avvenuta ricarica...)
Naturalmente, dopo un paio di giorni dovetti tornare a finire il lavoro, ma con l'aiuto di uno dei Cantieristi e accompagnato da una Suora che chiacchierava poco e non si sognava minimamente di rompere i marroni... (non ho mai più visto la Suora che mi aveva accompagnato la prima volta... sembrava che mi evitasse...)

2 commenti:

  1. Ah ah ah ah fantastico!!!! Mitica la suoneria pagana, tocco di classe. Chapeau!

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