Vestiti un po’ meglio quando vai dai clienti…

Quel giorno ero da solo nella saletta per il pranzo, come sempre del resto...
Non guadagno abbastanza da andare a mangiare un piatto di spaghetti al bar, e vengo facilmente escluso dalle compagnie per questo motivo (inoltre, agli spaghetti del bar, modello filo-di-ferro..., preferisco senza dubbio il mio panino fatto in casa...)
Stavo finendo di mangiare, pregustando il successivo periodo di navigazione in internet (fino al termine della pausa pranzo...), quando la porta si apre ed entra RSPCapo (che ci fa qua?) che si siede, prepara il suo assortimento di contenitori per il pranzo ed inizia la spola tra il forno a microonde ed il tavolo...
RSPCapo ha due problemi di fondo:
1) ha un solo pensiero fisso in mente... (non parlo di quello... tutt'altro... il problema è di tutt'altra natura...)
2) è convinto che tutti debbano pensarla come lui... (e non si fa remore di cercare di convertire chiunque...)
3) (evabbé, ho sbagliato a contare...) ha una propensione a considerare tutti coloro che vede al livello del più frequente ostacolo che si trova sui marciapiedi...
Purtroppo, certa gente ha il pessimo vizio di parlare mentre mangia...
“Allora, come va?” “Si tira avanti, e tu?”
“Uh! Ti ho già detto che lo scorso fine-settimana sono riuscito a farmi una gitarella in montagna...” “No, sono un paio di settimane che non ci vediamo...”
“... ed ho raggiunto il Paese Sperduto E Irraggiungibile, dove ho fatto una visita alla Cappella Del Santo Patrono Mai Sentito Nominare...” “Ah, interessante...” 
“... ed ho partecipato alla funzione, trovando un paio di cosette che il Sacerdote ha sbagliato e...” “Possibile? Un prete che sbaglia?!?!” 
“... il Sacerdote è stato contentissimo che io lo correggessi...” “Immagino...” 
“... e mi ha proposto di farmi vedere più spesso!” “Davvero?!” 
“Certo, io non dico mai bugie!” “Non è quello che intendevo!...” 
“Peraltro volevo chiederti una cosa!” “Uh! Dimmi...” 
“Tu, che giri parecchio per i cantieri, e vai da molta gente, sarebbe il caso che ti vestissi un po' meglio... Ne va del buon nome della Grande Società SuperEsperta!” 
Io lo guardai fisso per un secondo, mentre lui continuava a parlare di simili c@##ate...
“Senti...” “... no, è perché se tu giri per conto della ditta, è bene che anche il tuo abbigliamento sia conforme a dei canoni aziendali e...” 
“Quali canoni aziendali?” “... non deve essere un tipo di abbigliamento che crei una brutta immagine...” 
“QUALI CANONI AZIENDALI?” “... perché il cliente potrebbe pensare che noi mandiamo in giro del personale inadeguato e...” (non so se si è capito, ma non prestava la minima attenzione a quello che dicevo io, e continuava con la sua filippica senza senso...) 
“QUALI...CANONI...AZIENDALI?” “... in fondo, anch'io giro parecchio dai clienti ed indosso sempre un completo da ingegnere, in giacca e cravatta e...”
Mi alzai e feci per uscire dalla stanza “Scusa, ma non mi sembra educato andarsene mentre stiamo discutendo...!”
Lo guardai fisso per un istante (chi mi conosce bene, sa che quando nei miei occhi si accende una certa luce, è meglio per tutti dimenticarsi completamente della mia esistenza... fino a nuovo ordine, ma lui evidentemente non mi conosce bene, perché accennò a continuare la sua “discussione”...) poi dissi, contando sulle dita di una mano “Uno, NON stiamo discutendo, sei tu che stai dando aria alla bocca, senza aver prima collegato il cervello! Due, dai tuoi clienti tu vai a sederti al tavolino, prendere il caffè e fare delle chiacchiere senza scopo, io DAI VOSTRI CLIENTI vado ad effettuare rilievi, misurazioni, collaudi e messe in servizio, non sono seduto al tavolino ma devo sovente strisciare ed arrampicarmi in ambienti sporchi, grassi, unti e maleodoranti...! Tre, finché la Grande Società SuperEsperta non mi fornirà un rimborso spese per l'abbigliamento, io andrò in giro con i miei jeans più vecchi e con maglioni con colorazioni anti-sporco...! Quattro, adesso vado al lavoro perché ho finito la pausa pranzo e GrandeCapo non mi paga per stare a sentire certe c@##ate!” (mi era avanzato un dito, rimasto quindi in piedi su un pugno chiuso… indovinate quale?)
E me ne andai, lasciandolo lì a rimuginare sul significato recondito del mio inconsueto scoppio di ira e volgarità, che (essendo stato un pochino più colorito di quello qui riportato...) ha turbato le sue orecchie innocenti (o forse il vero problema è che non conosce il significato esatto di tutti i termini che ho utilizzato...)

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