Mi cerchi un file?

Stamattina accendo il computer e, dopo il caricamento di tutto quello che dovrebbe servire per gestire al meglio la mia fork-stescion (cioè tutti i programmi che carica e che devo poi chiudere altrimenti mi saturano la memoria) scopro che Aut-Luk mi segnala che ho una nuova email.. Possibile? Chi mi scrive? Ah, già.. è Nicole Kidman che mi ringrazia per la bella serata passata insieme.. :D
No: è solo RSPCapo, che mi manda una mail di comunicazione interna (forse qualcuno ha fatto qualcosa e lui sta punendo i colpevoli di qualche delitto strano..), ma no: non ci sono altri destinatari (e non è qualcosa che ho fatto io, altrimenti l'avrebbe mandata comunque a tutti, indicando a chiare lettere il nome del colpevole!!!)
Leggo la mail:
"Ciao MK, il ClientePagante di ImmensaDitta mi ha chiesto, perchè adesso LORO parlano direttamente con me, che hanno me come persona di riferimento e non più PiccoloCapo (o peggio, TE!!!), se possiamo fornirgli, dato che LORO hanno terziarizzato l'archivio della documentazione (*) e quindi non sono in grado di recuperare le copie, ma siccome che ne hanno bisogno per motivi loro che non sto a spiegare, visto che TU non sei assolutamente in grado di capirli, dicevo che mi hanno chiesto di produrre loro una copia della documentazione di quel lavoro che NOI abbiamo (cioè TU hai) fatto per loro e poi è stato consegnato e debitamente archiviato in modo che non si sappia dove trovarne altre copie! Con la presente TI chiedo di prepararmi una copia della documentazione consegnata!"
...
Quante volte avete dovuto rileggere per capire cosa voleva? Io 3 volte!
Ho preso il telefono, l'ho chiamato e gli ho chiesto "A quale lavoro ti riferisci?"
Lui è venuto da me e, da dietro il mio monitor, piegato sopra per vedere ciò che aprivo, mi fa "Senti, allora.. loro hanno terziarizzato l'archivio e.." "Si, questo l'ho capito! Come ho capito che devo prepararti una copia della documentazione che abbiamo consegnato, e che loro, avendo terziarizzato l'archivio (ed essendo degli incompetenti totali, sia loro che gli archiviatori terziari..) non sanno più dove recuperare!"
Mi guarda stupito "Ma va? L'hai capito davvero?"
Lo guardo infuriato "O ti muovi a dirmi di quale lavoro si tratta, oppure comincio dal 'santo del giorno' e proseguo finchè lo incontro di nuovo!!!" (**)
Spaventato da cotanto ardire, mi snocciola velocemente un numero di commessa.. di alcuni anni fa (un numero superiore alle dita di una mano, e inferiore a quelle di due mani)
Lanciando un'esclamazione simpatica per la velocità con la quale si sono accorti di non poter recuperare la documentazione, e una meno simpatica per il fatto che anche per noi stessi è difficile accedere a un archivio così lontano nel tempo (a meno che Segretaria non abbia voglia di farsi un bel giretto in cantina..), gli dico "Ma ti serve veramente QUELLA documentazione?"
"Si, certo.." "Cioè, io devo andare in cantina a cercare gli scatoloni -erano una trentina di dossier- dove è stata archiviata quella roba per portarli tutti su e dire a Segretaria di fotocopiare tutto, rilegare un'altra trentina di dossier e poi organizzare una consegna perchè un co@§one di quella ditta non sa come fare a separare la sua scrivania da quella del vicino, perchè questi non lo veda mentre si fa le.."
Mi sono fermato perchè si stava per mettere a piangere..
"No, no.. non serve fotocopiare tutto! Vogliono solo la relazione conclusiva finale!"
"Fotocopiata dalla cantina?"
"No, la ristampiamo.."
"E perchè non l'hai fatto te direttamente?"
"Perchè non so quale sia.."
Apro la finestra di Esplora Risorse, accedo al Non-Server e quindi alla commessa in questione, apro la cartella di consegna e, nella sottocartella 'Documentazione' vedo una trentina di file di word tutti chiamati 'Elenco Dossier n.XX' (con XX variabile) e UN SOLO file di word chiamato 'Relazione'
Lui da dietro il mio monitor mi fa "Vedi, chi non ha seguito la commessa non può capire quali file deve prendere.."
Senza nemmeno degnarlo di risposta, lancio in stampa il file, poi dico "Pronto!"
"Hai già fatto?"
"A giudicare dal fatto che la stampante ha smesso di far rumore, direi di sì!"
"Ecco, quello che dicevo: tu che hai seguito la commessa sai andare a colpo sicuro su quali file bisogna prendere!"
"Più che altro.. io che ho imparato a leggere alle elementari.."
"Eh? Come?"
"Allora, oggi si festeggia san.."
In un istante, RSPCapo è tornato nel suo ufficio..
Quello che mi preoccupa è che ogni tanto il suddetto Cliente ci richiede della documentazione, e visto che adesso parlano con lui, mi ci vorrà il doppio del tempo a capire di cosa hanno bisogno!!!

(*) In effetti, poco dopo che PiccoloCapo venisse da noi, costoro hanno passato l'archivio a una ex-filiale ceduta a terzi, terziarizzando tutto.
Peccato che, seppur terziarizzati, gli archivisti siano gli stessi di prima, e di conseguenza anche le cazzate e la scomparsa della documentazione sono rimaste perfettamente uguali.. e ogni volta qualcuno di qualche stabilimento vuole della documentazione inerente il proprio stabilimento, fa prima a chiedercela a noi che a chiamare questi dell'archivio, che si accorgerebbero di non averla più e quindi la chiederebbero a noi direttamente..

(**) Per risolvere ogni problema con costui, basta colpirlo nel punto giusto (ovvero su ciò che riguarda le sue uniche nozioni indotte): basta cioè fargli presente che non tutti al mondo sono convinti che in un certo quartiere di Roma abiti esclusivamente la Verità Assoluta..

Buone Feste a tutti

A Natale e Capodanno ci saranno comunque le consuete pubblicazioni del venerdì sera, per il resto dei giorni di festa, non mi resta che farvi gli auguri linkandovi il blog di mia sorella (spamming sfrontatissimo, ma i lettori più assidui ci sono ormai abituati a saltellare tra i due blog... :D ):

Perché io non ce l’ho?

Un tranquillo venerdì mattina, senza eccessivi problemi, quando squilla il telefono.. “Si?” “MK?”
(abbiamo ciascuno il proprio telefono, fai il mio numero interno, chi vuoi che ti risponda?)
“Si, ciao Segretaria, che c'è?” “Ciao, senti.. ho ricevuto una email..”
“..bene, sono contento per te..” “Dai, non fare lo scemo.. ho ricevuto una email con un allegato strano, che non vedo e non so cos'è..”
“Buttala via..” “No, è roba di lavoro: puoi venire un momento?”
“Vabbè..”
Vado nell'altro ufficio..
“Ciao..” “Ciao MK, vieni che te la faccio vedere..”
Tutto emozionato da questa prospettiva, aggiro la sua scrivania e lei me la fa vedere davvero.. la schermata di outlook con la mail in anteprima (che peraltro dovrebbe essere girata a me.. anzi, dovrebbe essere stata inviata alla mia mail diretta, ma evidentemente scrivere MK@GrandeSocietà è più difficile che scrivere info@GrandeSocietà..), dove è evidente la presenza di un allegato, ma è altrettanto evidente che tale allegato non è gestibile da alcuno dei programmi installati nel computer di Segretaria (sostanzialmente office e lopen offiz.. a parte zippatori vari assortiti e lettori di pdf, mp3 e cose strane del genere..)
“Uh! Allora?” “Ecco, vedi? Io l'allegato non lo posso vedere..”
“Vedo.. è un file dwg, non puoi vederlo a meno che tu non abbia autocad..” “Autocad?”
“Si, il programma per fare quei disegni formato lenzuolo matrimoniale che ogni tanto ti viene chiesto di piegare e infilare in quelle bustine trasparenti..” “Ah.. quello è autocad?”
“Yes..” “Non quello che stampa quelle decine e decine di fogli con disegni e tabelle strane che mi dai te da fotocopiare per le tue consegne?”
“No, quello è la ciofeca.. e non sono mie consegne: sono consegne della Grande Società, riferite a lavori che ho seguito io..”
“Va bene, ma perché io non ce l'ho?”
“Cosa?” “Autocad”
La guardo un attimo.. “La domanda la devi fare a SuperAmministratore, ma la risposta sarà a tua scelta una di queste: 1) non ti serve, 2) non lo sai usare, 3) non hai abbastanza memoria (RAM) per gestirlo.. 4) le licenze costano... 5) abbiamo già una Disegnatrice che non serve a una mazza..” poi sorrido “Se vuoi un consiglio, lascia perdere: meno rogne per te... (e forse anche per me)”
Lei riflette un attimo, poi fa “E di questa email cosa faccio?”
“L'esame dell'anticazziemazzi l'ha superato (visto che tu la stai leggendo..) quindi passala a chi di competenza..” e faccio come Lassie..

FBHI, Federal Bureau of Horror Investigation..

Ogni tanto capita di dover cambiare i rotoli del plotter, e prima o poi ci passano tutti in questa dura prova..
Ovviamente, come in ogni studio tecnico che si rispetti, il plotter è posizionato nell’angolo più scomodo, contro la parete e il rotolo va montato dietro al plotter stesso (contro la parete) agendo direttamente da sopra perché è impossibile accedere dai lati..
Ovviamente, come capitava abbastanza sovente, in ufficio non c’era nessuno, a parte un paio di sfigati a caso.. uno ero io..
Ero intento a scrivere una relazione sulla verifica effettuata, quando sento un fracasso seguito da un urlo semisoffocato e riconosco il mio nome “Aiuto! MK!”
Vado a vedere in sala plotter e mi fermo scioccato: come nella migliore tradizione dei film horror, assisto all’inquietante scena di una macchina che inizia a vivere e divora le persone in un crescendo di panico ed effetti da macelleria.. ma questo non è un film horror (almeno non vedo la telecamera.. e non conosco nemmeno le mie battute.. vabbè, come ogni grande protagonista, improvviserò!!!)
Davanti a me, al fondo dello stanzino, dietro la cabina doccia che ospita il Non-Server, il plotter sta emettendo versi gorgoglianti e sta agitando selvaggiamente una biforcuta lingua famelica, le cui due punte si agitano in un moto perpetuo e scomposto, in una altalenante e macabra dinamicità, mentre la voce soffocata di Stagista mi chiama dalle viscere del mostro orrendo “Aiuto! MK! Aiutami!”
Dopo il primo istante di panico, mi ricordo che anch’io sono una Creatura delle Tenebre, e come tale visualizzo la situazione raccapricciante da un diverso punto di vista: quelle che in un primo momento avevo preso per la lingua biforcuta del mostro sono in realtà le gambe di Stagista, i pezzi contorti a terra sono il rotolo del plotter, l’asta di sostegno e una sedia rovesciata (?), e il resto del corpo della ragazza non è dentro le fauci del mostro ma sopra, in posizione estremamente precaria e delicata.
Accorro senza perder tempo, afferrando la ragazza e strappandola al suo triste destino, facendo anche attenzione a non tirarla via di getto, che si sarebbe spaccata la testa contro la mensola poco sopra il plotter (e poi mi avrebbero anche chiesto i danni...), e a non forzare sul plotter stesso che se si spaccava la struttura, si sarebbe sfracellata tra gli ingranaggi e i servomotori (per non parlare dei danni al plotter..)
Salvata da morte certa (e salvatomi quindi da indagini giudiziarie da parte del tenente Colombo) le chiedo dunque spiegazioni di come mai, con tanti posti liberi, era finita a dimenarsi proprio sopra quel bestione assurdo.
Lei mi fa “Era finita la carta..”
“E allora?”
“Volevo cambiare il rotolo..”
“Potevi chiamarmi..”
“Volevo farlo da sola: Disegnatrice mi aveva spiegato come si fa..”
“E cosa ti ha detto, visto che lei usa il sistema ‘chiama qualcuno a caso’?”
“Mi ha detto che bisogna staccare l’asta da dietro e mettere il nuovo rotolo, poi fa tutto da solo.. ma non ci arrivavo così ho preso la sedia, ma non ci stava col server così l’ho appoggiata in bilico e ci sono salita sopra, poi il rotolo è pesante, mi è caduto e ha fatto cadere la sedia, io sono rimasta appesa e sentivo che stavo scivolando dal plotter e che il plotter scricchiolava come se si stesse spaccando e io sarei caduta in mezzo a ingranaggi e punte.. Ho avuto una gran paura!”
“E ci credo! Allora.. la prossima volta che Disegnatrice ti spiega qualcosa, chiedile quante volte lo ha già fatto lei da sola? Poi dividi per 1000 il numero che ti dice!”
“Ma..”
“Guarda, si fa così: prendi l’asta, prendi il rotolo, infili il rotolo sull’asta (o l’asta dentro il rotolo, come preferisci), poi devi agganciare l’asta dietro.. così!” e nel frattempo le facevo vedere come fare..
“Disegnatrice non mi ha detto così..”
“Però, come vedi, si fa così.. Poi prendi il foglio, lo infili nella fessura di ingresso fino a farlo uscire da qua davanti, lo allinei con il segno.. così.. e premi il tasto di caricamento.. Ecco, come vedi, adesso fa tutto da solo! Devi solamente lanciare di nuovo il file che stava plottando quando è finita la carta, che gli altri sono ancora in memoria, ma quello non più!”
Stagista si è quindi accorta che è meno complicato del previsto, e peraltro anche se lei è bassottella (cioè nella media aziendale..) ci arriva comunque senza ricorrere a equilibrismi precari su sedie in bilico..

Ahò.. io c'ho er fisico..

Giovedì, tarda mattinata..
Suonano il campanello, siamo solo io e Stagista, e io sono più vicino alla porta, così mi alzo, mentre lei sussurra un “Grazie”, vado alla porta, apro e mi trovo davanti un tipo con il fisico da culturista, sulla specie dei protagonisti dei vecchi film come Ercole, Maciste e ca##ate varie assortite.. peccato che era anche alto circa una testa in meno di me..
“Buongiorno” “'Ngiorno, dicaa, 'ndo li metto?” fa con un accento trasteverino degno di Rugantino, mentre indica i tre boccioni dell'acqua che ha ai piedi.
“Di qua, nel locale della macchinetta del caffè: il distributore dell'acqua è lì” e gli indico il percorso “A sinistra nel corridoio, prima porta a destra..”
Lui mi guarda poi, sul perfetto stile di quei personaggi da film, inizia un esercizio di respirazione e si gonfia letteralmente i muscoli, poi si china, afferra un boccione e, con scatto felino e agile mossa, se lo solleva fino alla spalla, incamminandosi verso la destinazione.. dove posa il boccione con altrettanta agilità e possanza, sgonfia tutto e ritorna alla porta, pronto a rigonfiarsi e prendere gli altri boccioni..

Io avevo già fatto cenno a Stagista, che aveva deciso di divertirsi e si era avvicinata per guardarlo ammirata.. e lui, vista la presenza della fanciulla, si gonfia ancora di più e solleva ben due boccioni insieme, mentre lei perfidamente lo trattiene con commenti di ammirazione (“miii che muscoli, che forza, che fisico..”), mentre lui si monta come un galletto, incurante dei 20 kg che ha su ciascuna spalla.. finché lei non gli fa notare il peso di ogni singolo boccione “..e tiene così facilmente 20kg per ciascuna spalla.. 40kg senza battere ciglio..”
Lui comincia a sudare, iniziando a colorarsi di verde (sta a vedere che non è Ercole o Maciste, ma l'incredibile Hulk) ma non vuole certo perdere l'occasione e lentamente (perché lei lo trattiene con estrema perfidia) si avvia verso la stanzetta dove deporre il carico, sempre seguito da lei che si diverte (oltretutto) a palpargli i bicipiti..
Alla fine lo sento “Ehh.. io c'ho er fisico..”
Quando finalmente lei lo molla, riesce a mollare i boccioni e uscire e, appena fuori, si sgonfia riducendosi a uno straccetto.. poi si allontana letteralmente trascinandosi verso il furgoncino (posteggiato sotto la nostra finestra, senza accorgersi di essere osservato) asciugandosi il sudore mentre si strofina le braccia e le spalle doloranti..

Non te l’ho mica leccato..

Era periodo di scadenze fiscali, avevo chiesto un parere a ExAmministrativa e adesso mi toccava pagare pegno con il caffè..
Eravamo entrambi in saletta, lei si era appena seduta con il suo bicchierino di caffè e io stavo aspettando che la macchinetta finisse di sfornare anche la mia dose di caffeina..
Alla fine prendo il bicchierino, lo poso sul tavolino vicino a lei e mi accorgo che non c’è la bacchettina per mescolare lo zucchero, vado a vedere se è rimasta impigliata nei tubi della macchinetta ma non la trovo.. e mi accingo quindi a ricorrere ad altri strumenti per mescolare, che però richiedono di aspettare che il caffè sia un po’ meno caldo..
Lei guarda tutti i miei gesti e capisce al volo, e in un rarissimo e quasi unico (per lei) impeto di generosità, mi fa “Manca il cucchiaino?”
“Già..”
“Tieni!” e mi passa la sua bacchettina..
Impressionato da tanta generosità (della quale non la credevo assolutamente capace), allungo la mano per prendere la bacchettina e la guardo sconcertato per alcuni istanti, lei ovviamente fraintende e se ne esce con un “Ehi, tranquillo! Non te l’ho mica leccato..”

Prima ancora che potessi rispondere, lei ammutolisce, mi guarda fisso e, puntando il dito contro di me, mi fa “SILENZIO! Non provare nemmeno a rispondere! Guarda che ho le scarpe a punta!”

Intimorito dalla ‘velata’ minaccia, prendo la sua bacchettina ‘non leccata’ e mi mescolo il caffè in religioso silenzio..

Una telefonata di primo mattino...

Eccomi qua, anche stavolta, dentro il mio antro solitario.
Ho aperto le finestre per far cambiare aria (anche se fa freddo, gli odori sgradevoli dei pranzi cucinati nella sala mensa/cantina sotto i miei piedi risalgono dal vano della scala a chiocciola e si insediano decisi dentro il mio ufficio, stagnando per giorni interi...), ho acceso il computer e sono andato a cambiare l'acqua al merlo, sedendomi poi in attesa che XP completi il caricamento di tutto quanto è inserito in avvio automatico, per permettermi poi di richiudere tutto (compresa la finestra), avviare solo quello che mi serve e cominciare a lavorare, quando ecco che suona il telefono, e appare il numero interno di SuperAmministratore.
“MK?” “Ciao, sono SuperAmministratore. Puoi raggiungermi un momento?”
“Certo, arrivo subito” “Bene, grazie!” e attacca.
Attraverso quindi il corridoio e raggiungo l'ufficio di SuperAmministratore, busso alla porta e attendo il fatidico “Avanti!” per accedere e trovarmi di fronte sia lui che GrandeCapo, che mi guardano entrare per poi cominciare il discorso con un classico “Siediti, MK”
“Cosa c'è?” “Dobbiamo parlare...”
“Uh?” “Senti, la situazione economica attuale è critica e disperata...”
“Si, lo so...” “Infatti, e anche noi stiamo risentendo di questa crisi...”
“Quindi?” “Ecco... praticamente le nostre entrate di quest'anno sono state ridotte della metà rispetto a quelle dell'anno passato e il trend è sempre negativo...”
“E quindi?” “Lo sviluppo dell'azienda è seriamente compromesso, anche perché ultimamente stiamo perdendo molte gare di appalto alle quali abbiamo partecipato e sulle quali facevamo affidamento...”
“???” “...perché noi non siamo più competitivi, avendo una struttura di notevole dimensione...”
“???” “...e l'economia non accenna a dare segni di ripresa, malgrado quello che dicono al governo...”
“???” “...e quindi ci tocca intraprendere delle manovre che non ci piacciono, ma sono indispensabili per spostare in avanti la data del nostro disastro societario...”
“Che manovre?” “Ecco... praticamente... dobbiamo ridurre l'organico...”
“Cioè?” “...cioè dobbiamo tagliare le spese... a partire dai consulenti esterni...”
“Ah!” “Ci dispiace, visto che collaboriamo da anni e c'è un rapporto di fiducia, ma siamo costretti a questo passo... capirai che non possiamo licenziare i dipendenti mantenendo dei consulenti che fanno lo stesso tipo di lavoro, e nel tuo settore abbiamo anche Progettista e ProgettistaGiovane come dipendenti...”
“Certo...” “...e quindi ci tocca prendere questa decisione che non avremmo mai voluto prendere, ma siamo costretti...”
“Quindi?” “...quindi, vogliamo comunque lasciarti un certo preavviso: diciamo che potremo tenerti fino a fine anno...”
“Allora, ci salutiamo a natale?” “Si, ma non è definitivo: se riusciremo a riprenderci, ti convocheremo per qualche cosa... non sarà più un rapporto continuativo, ma qualcosa insieme spero che la faremo ancora...”
“Beh, in tal senso sono sempre disponibile...” “Appunto! Ci dispiace...”
“Anche a me...” “Lo sappiamo, ma speriamo che questa situazione migliori...”
“Speriamo...” “In questo frattempo, sentiti libero di fare tutto il necessario per cercare contatti in giro, senza farti problemi se devi prenderti delle giornate per dei colloqui...”
“Certo, grazie per avermi preavvisato...” “Non dirlo nemmeno: non potevamo certo mollarti così da un giorno all'altro...” (in realtà, essendo io ufficialmente un consulente, non avevano alcun obbligo di preavviso nei miei confronti, per cui mi sono sentito in dovere di ringraziarli per questo).
Sono quindi tornato nel mio antro a riflettere sulla situazione.

Quando mi hanno trasferito, ho ironizzato sul fatto di essere stato messo in cella d'isolamento, ma evidentemente non sbagliavo più di tanto: ero finito in cella d'isolamento, nel braccio della morte, in attesa che venisse eseguita la sentenza.

Ok! E' giunta l'ora di aggiornare il curriculum, aggiornare l'offerta di collaborazione, preparare alcune centinaia di biglietti da visita e... ricominciare a sfogliare le pagine gialle e gironzolare nelle varie zone industriali dei dintorni di Torino e provincia e regione e regioni limitrofe e resto d'Italia ed Europa...

Architetta non plotta

Architetta è evidentemente esperta di computer: nel suo corso di laurea è compreso un esame relativo all'utilizzo di autocad (e pensare che ai miei tempi, in ingegneria, era già tanto se vedevamo alcuni computer..) e sovente si è rivelata per l'esperta che è realmente.
Un giorno, lancio un plottaggio di autocad e, attesa una mezzora abbondante, che il plotter si decida a sputare fuori il lenzuolo, mi avvio verso la sala plotter.
Entrato in sala plotter (che coincide con la sala server, quindi la temperatura è nelle vicinanze dello zero assoluto e quando entri pinguini e orsi polari ti fanno ciao), vedo Architetta dentro che guarda con attenzione il plotter, la saluto e mi avvio verso il bestione, raccatto il lenzuolo dal cestello e lo posiziono sulla taglierina, inizio a tagliare i vari bordi e poi lo metto sul tavolo e comincio a piegarlo fino a ridurlo a dimensioni normali (ovvero in formato A4), mentre lei mi guarda affascinata (evidentemente, mentre taglio e piego i disegni assumo un aspetto da supermacho.. o lei è talmente in astinenza che la darebbe persino a me..).
Al termine del lavoro difficoltoso e rischiosissimo, prendo il foglio piegato e la saluto uscendo.
Lei mi guarda, poi mi accorgo che mi viene dietro ma non ci bado: in ogni caso deve fare quel percorso per uscire e probabilmente si sarà stufata di starsene sottozero..
Mi accomodo alla mia postazione e comincio a pastrocchiare con altri lavori, finché mi accorgo che si era posizionata come uno spettro davanti alla mia scrivania..
Un po' preoccupato, le chiedo “Cosa c'è?”
Lei mi guarda con un'espressione davvero strana, poi fa “Allora, me lo dai o no?”
Un attimo di silenzio, un rapido controllo.. lei ostacola l'unica via di fuga, ma io sono il doppio di lei.. però so che lei ha studiato arti marziali orientali e ha anche la cintura colorata in qualche colore strano (no: non è cintura nera)
“Cosa dovrei darti?” “Come cosa? Quello!”
Sono ormai nel panico totale: non ho speranza.. ha proprio intenzione di approfittarsi di me.. faccio un ultimo tentativo di farla ragionare “Quello cosa?” “Quel disegno che MI hai piegato!”
Finalmente la luce!!!
“Disegno? Che TI ho piegato? Io?” “Si, di là in sala plotter”
“Ahhh.. No, guarda che quello è un MIO disegno!” “Impossibile: ho lanciato io un plottaggio”
“Anch'io, e quello che è uscito era il mio” “Non è possibile: fammelo vedere!”
Aridaje, ma se è così decisa, quando ci vuole ci vuole.. “Guarda!” e glielo faccio vedere.. il disegno!
Lei controlla il testalino e si convince che non è il suo disegno, e mi fa “E mi pareva che proprio tu fossi così gentile da venire a piegarmi il disegno..”
Sorrido (per camuffare il sospiro di sollievo..) poi le faccio “Ma non ho visto altri disegni nel cestello” “No, quello è l'unico che è uscito nella mezzora che sono stata lì dentro!”
Eh? Tu sei stata mezzora dentro quello sgabuzzino sottozero senza nemmeno preoccuparti di controllare che quello fosse il tuo disegno, in attesa che qualcuno passasse da lì per caso e prendesse il disegno per tagliarlo e piegarlo?
Poi fa “Ma dove sarà finito il mio disegno?” “Non lo so! Ma hai lanciato il comando di stampa?”
“Certo, mi prendi per scema?” NO COMMENT!!!
“E hai selezionato il plotter al posto della stampante?” “Perchè? C'è anche una stampante?”
“Si, quella dove stampi le relazioni..” e gliela indico, lei la guarda, mi guarda, guarda di nuovo la stampante.. vede un foglio A4 sul piano, ci pensa un po', va a prendere quel foglio, lo guarda e riconosce una versione in scala estremamente ridotta del suo lenzuolo monumentale.. “Autocad ha sbagliato! Io ho dato il comando Plot e invece non me l'ha mandato sul plotter! Perchè hanno fatto un programma così idiota?” ma se ne va via prima che riesca a risponderle..

Un tranquillo weekend di terrore...

Ciao Dan, visto che leggi queste pagine, questa la dedico direttamente a te, così potrai rammentare una 'bellissima' domenica... :D


Continua a leggere...

Non funziona mai niente...

Termico entra in ufficio imprecando e bestemmiando a più non posso, essendo appena rientrato da un cantiere difficile.
Accende il computer urlando e imprecando per il tempo che gli fa perdere Windows XP, poi urla e impreca contro di me che lo prendo in giro per via del suo fanatismo pro-windows (che non gli impedisce comunque di avere tutto craccato nel suo laptop personale con Vista...) e poi, come ogni giornata, apre il collegamento a internet (rigorosamente IE, non FF che per lui è una schifezza non funzionante...) per scoprire le ultime novità del mondo, della borsa e di fess-buk.
A un certo punto, visto che nessuno gli dà retta, attacca con la solita manfrina di tutti i giorni (da quando ha cominciato a seguire quel particolare cantiere):
- urla contro il computer “Qui non funziona un ca##o!!!”
- spinta della tastiera contro il basamento del monitor (strano che non siano ancora volati via i tasti...)
- nuove urla contro il computer “Sta merda non serve a un ca##o!!!”
- afferra il monitor LCD e lo scuote un paio di volte
- prende il mouse e lo sbatte un paio di volte contro il piano della scrivania
- ulteriori urla “Non c'è rete (*)! Non c'è campo (**)!! Non c'è un ca##o (***)!!!”
- afferra il mouse e lo getta di lato dalla scrivania (****) come ogni giorno... ma oggi è un giorno diverso!!!
Per sbaglio, non aveva afferrato il mouse (e quindi non era il fido oggetto che si rifiutava di obbedire alla sua volontà...), ma uno dei suoi 3 telefonini (ovviamente di gran marca e gran prezzo) che, non limitato da nulla per il lancio, ha obbedito ai suoi voleri e alla legge di gravità... frantumandosi sul pavimento in un caleidoscopio di coriandoli degno dei fuochi artificiali della festa del santo patrono...
Tra questa vista e quella di lui sdraiato sulla scrivania nel vano tentativo di afferrare al volo ciò che ha riconosciuto un istante dopo averlo lanciato via... e in particolare della sua faccia... non so cosa sia stato la causa scatenante delle risate bastarde che hanno seguito la performance... (*****)

(*) deve avere problemi di connessione a livello cavo, visto che nello stesso istante io stavo scaricando cataloghi da internet per reperire le schede tecniche da inserire in un capitolato...
(**) in effetti, era da quando era rientrato (circa mezzora) che nessuno dei suoi telefonini stava suonando... sicuramente un problema di momentanea assenza di campo...
(***) su questo lascio che sia quella 'santadonna' della sua fidanzata a verificare...
(****) lo fa ogni volta, ma tiene un paio di porta-dossier pieni sull'angolo della scrivania che blocca il cavo del mouse, in modo che l'aggeggio infernale si limiti a penzolare appeso al cavo, senza sfracellarsi...
(*****) essendosi gettato sulla scrivania per tentare di afferrare al volo il costosissimo telefonino, è invece riuscito a fargli cadere direttamente sopra i due pesanti porta-dossier pieni, completando quindi l'opera di distruzione...

Edizione straordinaria

Riccardo Cagnasso ha lasciato un commento sul post Ubuntu e il suo ciclo semestrale. Per rispondere a questo commento, mi vedo costretto a postare una "edizione straordinaria" tutta dedicata a lui:

Secondo me c'e' un baco di fondo in quello che dici. Il fatto e' che ubuntu e' una distribuzione fatta per essere mantenuta up to date. E' chiaro che tutti dipende dagli usi, infatti esiste ubuntu LTS, ma per l'uso generico uno vuole avere una serie di cose aggiornate (firefox, vlc, flash etc etc) senza considerare driver e patch di sicurezza.

Possibilissimo che ci sia un baco, in fondo è solo una mia teoria basata su una serie di considerazioni nate dalla valutazione nel corso del tempo di un fenomeno praticamente costante.
Da che mi ricordo io (ovvero dai tempi di Dapper), sul forum di ubuntu-it (in particolare, ma non solo) in occasione di ogni rilascio di versione (quindi ogni 6 mesi) è sempre stato un continuo passaggio da uno stato di attesa spasmodica nella speranza di ottenere un qualcosa di assolutamente perfetto, a uno stato di rabbia nella constatazione che la nuova versione aveva ancora un certo numero di problemi che talvolta obbligavano molti a reinstallare la vecchia.
Tra le richieste di assistenza nei forum e le problematiche che ho riscontrato personalmente nelle varie versioni provate, ho elaborato la mia teoria delle “versioni autunnali e primaverili” (che peraltro pare essere condivisa abbastanza anche da vari utenti del forum ufficiale, a giudicare da certe discussioni che ho letto).

Mantenere aggiornati pacchetti al di fuori della versione del repository attuale e' quello che io chiamo "scardinare la distribuzione con un piede di porco" e alla fine ti dara' piu' problemi di quanti te ne diano gli aggiornamenti. Senza contare che fare un aggiornamento ogni due e' il modo piu' semplice per far incatastare l'aggiornamento quando lo fai. (perche' e' uno scenario molto meno testato)

Le uniche problematiche che mi vengono in mente sono correlate alle difficoltà di compilazione da sorgente (che nel caso citato di openoffice e firefox poi non è nemmeno del tutto vera e sicuramente non ha nulla di complicato), cosa peraltro indispensabile in tutti quei casi in cui non si riesce a trovare un pacchetto adatto nei repository (ovviamente anche questo dipende dall'uso che si fa del computer, ma a me è capitato diverse volte di cercare dei programmi particolari e trovare solo codici sorgente da compilare).
Per il resto, so benissimo che saltare un aggiornamento rende di fatto pressoché impossibile fare i successivi (a meno di non avere competenze eccezionali in materia), ma io parlo di prove su macchina virtuale. In effetti, il passaggio effettivo, quando l'ho fatto (2 volte finora), l'ho sempre fatto da zero mediante installazione, forse con la futura Lince riuscirò a provare un aggiornamento, dato che da LTS a LTS si dovrebbe poter fare senza problemi... forse...

Se vuoi usare un approccio come quello di D. che non aggiorna finche' non ha la necessita' di un aggiornamento invece di seguire le release, fai come D. appunto, usa slackware, o archlinux o gentoo o una qualsiasi altra distribuzione progettata per avere una gestione piu' granulare dei pacchetti che ti permetta di aggiornare o de-aggiornare singoli pacchetti senza dover scardinare tutto.

In effetti, se facessero una versione “rolling” di Ubuntu, credo che sarebbe apprezzata da moltissimi utenti. Finora nell'utilizzo di una rolling mi sono limitato a Debian Sid, controllando accuratamente gli aggiornamenti, tranne un paio di volte... e lì ho apprezzato la stabilità di Ubuntu e l'ottimo lavoro fatto dalla Canonical (anche se quella che usavo all'epoca: 7.04 Feisty, non era una LTS).
Slackware l'ho utilizzata per un po' di tempo (versione 12, quella già più adatta a tipi come me...) ed ero terrorizzato all'idea di provare una distribuzione storicamente “difficile”, ma ho avuto molte meno difficoltà con la “difficilissima” Slackware che con la “facilissima” Mandriva (anche perché con Slackware ho cercato di documentarmi prima di gettarmi a capofitto), poi ho voluto trasgredire alla mia stessa regola e ho aggiornato alla versione 13 appena è uscita... e, per citare D. sono arrivato a Waterloo immediatamente.
Arch finora l'ho provata solo in virtuale e mi sta piacendo davvero: semplice, scattante, facile da configurare e sufficientemente stabile, per essere una rolling. Probabilmente l'affiancherò presto a Ubuntu, tanto per avere l'accoppiata stabile-aggiornata.

Detto questo tenderei a sottolineare che i bug degli aggiornamenti di ubuntu, in fondo, sono dovuti al fatto che in un giorno la distribuzione passa da un testing tutto sommato limitato e con aggiornamenti molto frequenti (e sappiamo che patchare un bug puo' portare a un'altro bug... o a un milione) a un utilizzo su milioni di macchine e quindi tutto salta fuori. Pero' solitamente gia' dopo 15 giorni il 90% dei bug e' stato risolto, quindi basta aspettare qualche settimana. (io in realta' aggiorno e poi al massino fixo il bug, la cosa non mi ha mai richiesto piu' di un paio d'ore e ogni sei mesi mi sembra che si possa fare) (beh io in realta' ora uso mac quindi di tutta sta roba me ne frego altamente)

Infatti la mia politica è sempre stata quella di attendere almeno 15 giorni prima di fare il grande passo, a meno di non voler solo provare le novità, nel qual caso la cosa più semplice è quella di liberare una decina di GB e creare una partizione di prova (che poi, eventualmente, potrà anche diventare la partizione effettiva di lavoro, se il test viene superato a pieni voti, praticamente quello che ho fatto quando sono passato da Feisty a Hardy), ma è la mia politica e non coincide con quella degli altri, dato che nel giro di pochissimi giorni dall'uscita “devo” comunque scaricare e installare (su macchina virtuale) le versioni intermedie, altrimenti non riesco a rispondere a chi è così disperato da chiedere soccorso proprio a me nel forum con cui collaboro (e poi, almeno, mi faccio un'idea di cosa troverò nella prossima versione LTS).

Per il resto, (a parte il discorso sul MAC che sicuramente ti evita tutte queste problematiche), con Ubuntu tu aggiorni semestralmente e poi sistemi le cose che non vanno, ma questo fa desumere che tu sai come muoverti, sai cosa fare e sai dove intervenire, però una distribuzione come Ubuntu si rivolge anche a utenti che non sanno come agire di fronte all'imprevisto, e tante/troppe volte non si prendono nemmeno la briga di consultare la documentazione, prima di gettarsi a capofitto in quella che ritengono essere una procedura normalissima e totalmente sicura.
Questi utenti, sovente, non vogliono capire che la loro scheda grafica (che ha tutti gli effetti strafighi e va benissimo con Vista) è incompatibile con i “cubi rotanti atomici” e le “finestre di gomma spaziali” di “compiz-mazinga”, e sovente sono anche troppo giovani per aver conosciuto il mondo testuale del DOS e sapere che Windows in origine era solo una interfaccia grafica da avviare all'occorrenza (e nemmeno sempre, che la maggior parte dei programmi che usavo io all'epoca non la sopportava proprio), quindi quando dici loro che, per risolvere quel problema particolare, devono aprire un terminale e scrivere dei comandi, al posto di fare una serie di click (che poi si può anche fare, se avessero tutti la stessa identica interfaccia grafica standard senza alcuna personalizzazione) ecco che quegli utenti scappano a gambe levate, piangendo e urlando che Ubuntu fa schifo.
Personalmente non mi faccio problemi in merito (in fondo a me piace, la uso e riesco anche a risolvermi quei piccoli problemi che riscontro ogni tanto), ma quando leggo la storia del bug #1 di Ubuntu, queste cose mi fanno dubitare della possibilità di combattere (non di vincere, che non ci crederà nemmeno Mark Shuttleworth, ma almeno di combattere) tale bug.

Tu tiralo fuori, poi ci penso io...

Ancora una volta è finito il toner della stampante, e ancora una volta proprio quando PiccoloCapo doveva stampare una importantissima relazione (mi pare che fosse un lavoro universitario di sua figlia, ma non c'ho fatto molto caso: io mi sono limitato a sistemargli l'impaginazione... non ho letto nulla).
Ovviamente, PiccoloCapo si presenta alla stampante convinto che abbia sfornato tutto e ovviamente comincia a urlare e imprecare contro tutto e tutti, e in particolare contro SuperAmministratore (ovviamente assente) e il suo fanatismo a comprare solo dispositivi di una nota Casa costruttrice (che misura ancora la potenza in cavalli vapore inglesi, mentre il sistema internazionale prevede i watt...).
Sostanzialmente, le sue urla hanno l'effetto di tenerci lontano a tutti, quindi nessuno si affaccia a chiedere cos'è successo, a parte una persona che, nello stesso momento, sta entrando nell'ufficio (è ora di una pausa-caffè-sigaretta, per lei...), quindi aprendo la porta si trova davanti il dietro di PiccoloCapo che ha aperto la stampante e sta bestemmiando in aramaico...
Segretaria si avvicina e gli fa “Che è successo?” e PiccoloCapo risponde “Questa pu##@ tr@#§ ha smesso di funzionare proprio adesso! Va sostituito il toner della stampante!” e continua ad armeggiare con le sue mani (totalmente inadatte alla tecnologia) cercando di decidere cosa fare...
Segretaria, già pratica della sostituzione, gli dice “Devi tirare via il vecchio, prendere il nuovo, levargli le protezioni e metterlo dentro!” “Lo so!” (non è vero! N.d.A.)
“E allora?” “Non riesco a capire quale sia quello giusto da togliere!”
(Nota: è una stampante laser in quadricromia, con 4 toner – ciano, magenta, giallo, nero – con tutte le istruzioni riportate anche all'interno dello sportello...)
Segretaria gli si avvicina e chiede“Quale è finito?”
PiccoloCapo risponde “Il display indicava il nero!”
Segretaria guarda lo sportello aperto “Ok, allora è il primo in basso!”
PiccoloCapo, indicando il toner più alto “Questo?” “No, quello in basso!”
“Ah, questo?” “Si”
PiccoloCapo afferra le maniglie del toner “E cosa devo fare? Scuoterlo?”
Segretaria risponde “Mannò! Mica è una fotocopiatrice! Va sostituito con quello nuovo!”
“Uhm... quindi... come facciamo?”
Lei lo guarda, spazientita (il caffè e la sigaretta si fanno sempre più lontani...) e sbotta “Senti, tu comincia a tirarlo fuori, che poi ci penso io!”
Al ché PiccoloCapo ha esordito con uno dei suoi tipici commenti di rara eleganza “Bene, io lo tiro fuori e a smanettarlo ci pensi tu...” beccandosi la tipica risposta di Segretaria in situazioni analoghe “MAVAFFAN...!!!!!!!!”
...
Ovviamente, dopo un istante eravamo tutti intenti a osservare le operazioni in corso... per imparare a sostituire questi maledetti toner... ovviamente... ;-P

Ubuntu e il suo ciclo semestrale

Ancora una volta, secondo la rigida cadenza semestrale a cui ci ha abituato la Canonical, è stata rilasciata una nuova versione di Ubuntu: la 9.10 (che poi significa ottobre 2009) con nome in codice Karmic Koala.

Ancora una volta, secondo i prevedibili standard umani, gli utenti si sono scagliati in massa contro i poveri server della Canonical per scaricarla e installarla nel più breve tempo possibile, in alcuni casi sono state notate persino lamentele su ritardi, fusi orari, tempeste solari, apocalissi varie e assortite in corso d'opera, eccetera.

Ancora una volta, secondo uno standard che ho cominciato da tempo a notare, una buona fetta di quegli stessi utenti (probabilmente proprio quelli che attendevano con maggiore ansia l'uscita della nuova versione) si è trovata con una serie di problemi che fanno dubitare di alcune cose effettuate dalla Canonical stessa (o delle scarse capacità degli utenti stessi, se non fosse che molti di loro sono relativamente esperti sia di Ubuntu che di altre distribuzioni, quindi si presuppone che in gran parte i problemi esistano realmente).

Io non voglio certo criticare le scelte della Canonical, sia perché non ne sono in grado (essendo io letteralmente un utonto a livello di gestione di una distribuzione Linux e di una azienda) sia perché non è detto che siano realmente sbagliate, dato che si tratta di un'azienda con certo una equipe di persone che hanno valutato queste decisioni, ma un nuovo utente (un nubbio o un utonto come il sottoscritto, secondo queste terminologie dispregiative in uso nella comunità, che ricordano molto le graduatorie denigranti nel periodo della ferma militare, anche se sono del tutto naturali in qualsiasi struttura gerarchicamente organizzata, compresa la comunità stessa) che si scarica la nuova versione e la installa? Cosa farà poi? Correrà a postare nel forum di assistenza? Si sfoglierà le varie guide per cercare di risolvere? Cercherà i siti su internet dove risolvere i problemi? O, più facilmente, passerà a Windows e piallerà via la partizione di Ubuntu, lamentandosi che Linux fa schifo?
Sinceramente non mi sembra che la cosa possa essere paragonata a una buona pubblicità per una distribuzione che ha tra i propri obiettivi quello di eliminare il bug #1, ma come ho già detto, io non intendo criticare le scelte prese da un'azienda come la Canonical.

Piuttosto, sto cercando di capire come mai gli utenti si fanno prendere dalla fregola dell'aggiornamento semestrale, valutando i pro e i contro di questo rigidissimo pseudo-vincolo di un sistema operativo libero, complice anche una richiesta di parere che ho avuto nel forum di ZeusNews, con il quale collaboro cercando, nel limite delle mie scarsissime capacità, di dare una mano a chi si accinge a passare all'utilizzo di Linux per superare le prime difficoltà a cui potrà andare incontro. Richiesta alla quale ho risposto indicando a grandi linee una mia personalissima teoria sulle differenze tra le versioni autunnali e primaverili della nota distribuzione africana.

La mia teoria (sarebbe più corretto dire ipotesi, in quanto una teoria presuppone delle dimostrazioni scientificamente ripetibili, ma le uniche prove in mio possesso non sono, per loro stessa natura, ripetibili, basandosi sull'installazione in macchina virtuale di versioni differenti della distribuzione stessa) si può riassumere con il seguente concetto: Ubuntu, derivata da Debian, cerca di usare il sistema Debian di rilascio di distribuzioni stabili con una periodicità biennale (le versioni LTS, con supporto a lungo termine: 3 anni desktop e 5 anni server), ma tra due versioni LTS escono, con cadenza semestrale, ben 3 versioni non-LTS (con supporto standard di 18 mesi). Ogni LTS racchiude in sé il meglio delle caratteristiche sviluppate e collaudate nelle precedenti versioni non-LTS, che quindi possono – in un certo senso – funzionare da banco di prova per la versione LTS.
Partendo da questa idea, oltre che dal fatto che le versioni LTS escono comunque in primavera (6.06 = giugno 2006, 8.04 = aprile 2008, 10.04 = aprile 2010), ecco che risulta evidente come le versioni autunnali (quelle di ottobre) non possono, in soli 6 mesi, avere così tanti vantaggi da rendere opportuna la nuova uscita (l'informatica corre velocissima, ma un totale cambiamento di sistema operativo in 6 mesi è realmente assurdo).
La versione primaverile intermedia tra le due LTS ha invece un anno di distanza da ciascuna, quindi potrebbe già avere senso tenerne in considerazione le caratteristiche, al solo scopo di capire meglio cosa si andrà a trovare nella prossima release (ma non è ancora il caso di installarla, a meno di non ricorrere a una partizione di prova o una macchina virtuale).
Conseguenza di questa ipotesi, è che solo le versioni primaverili di Ubuntu siano effettivamente degne di nota, mentre le versioni autunnali non siano altro che una indicazione di stato di fatto e stato di progetto, una specie di beta-test delle ultime novità, e come tali dovrebbero essere trattate: affidandole solamente a quegli utenti che hanno interesse a collaudarle, facendo da beta-tester, utenti degni comunque della massima stima e rispetto, in quanto è grazie a loro se la maggior parte degli errori viene corretta in tempo per l'effettivo rilascio.

Come ho detto, questa è solo una mia ipotesi, scaturita da ciò che ho visto (e letto nei vari forum/blog/siti/eccetera) provando le diverse versioni: la prima che ho installato è stata la 6.06 (*) poi, per sopraggiunti problemi hardware, la ho sostituita con la 7.04 (**) e infine con la 8.04 (***) (adesso attendo la 10.04), ma ho comunque provato, su diverse macchine virtuali nelle medesime condizioni di impostazione dell'ambiente, le seguenti versioni: 7.10 (°), 8.10 (°°) e 9.04 (°°°). Al momento non ho intenzione di scaricare e provare la 9.10, ma ho già avuto modo di conoscerne i primi bachi grazie ai messaggi di errore che si stanno accumulando nei vari forum.

A questo punto, è evidente che la mania dell'aggiornamento semestrale non ha realmente ragione di essere, ma malgrado queste mie considerazioni del tutto personali e senza alcun valore, esiste eccome, quindi controlliamo i veri motivi:
  • si aggiorna la distribuzione per avere un kernel più recente e quindi migliore e più sicuro;
  • si aggiorna la distribuzione per avere una serie di programmi più recenti e quindi migliori e più sicuri;
  • si aggiorna la distribuzione per avere sempre l'ultima novità;
  • si aggiorna la distribuzione perché tanto fuori piove e quindi non posso uscire...
Vediamo ora quanto sono fondati questi motivi:

Nel primo caso, il kernel contiene sostanzialmente i vari moduli, quindi se nel mio computer ci sono problemi di compatibilità e so che il nuovo kernel risolve (almeno in parte) questi problemi perché finalmente hanno messo il driver corretto per la scheda tal-dei-tali che mi è assolutamente indispensabile ma non riesco a sfruttare bene, allora si: faccio benissimo ad aggiornare la versione (anche se non sarebbe realmente necessario, ma qua si sta per entrare in un campo minato dove non tutti sanno muoversi, e sicuramente non i nuovi utenti appena giunti a Linux tramite Ubuntu).
Se però il mio computer non ha nessun problema di incompatibilità, allora non mi serve a niente aggiornare, dato che Canonical garantisce comunque il rilascio di tutte le patch di sicurezza del kernel in carica nella distribuzione, per l'intero periodo di supporto (che, ricordiamo, è di 18 mesi nelle versioni normali e di 3 anni = 36 mesi nelle versioni LTS desktop e 5 anni per le LTS server), quindi un'eventuale falla di sicurezza che colpisca il kernel della nostra versione, verrà comunque corretta e sistemata anche se usiamo una versione vecchia di Ubuntu, purché sia nel periodo di supporto.

Nel secondo caso, è vero che Ubuntu non aggiornerà mai i programmi rilasciati con l'uscita della versione, ma non è certo necessario attendere 6 mesi e installare una nuova versione per avere i programmi aggiornati: ci sono tantissimi metodi ben documentati per avere sempre a disposizione l'ultima versione uscita di firefox o di thunderbird o di openoffice o di qualsiasi altra cosa utilizziamo e vogliamo avere sempre aggiornata.
Io, nella mia Ubuntu 8.04, ho le versioni 3.1.0 di openoffice, 3.5.4 di firefox, 2.6 di gimp. E credetemi: se li ho installati io senza problemi, lo può davvero fare chiunque.
Poi, non è detto che la nuova versione di un programma sia effettivamente migliore della precedente.

Il terzo caso è quello più strano: avere sempre le ultime novità, gli ultimi programmi appena usciti.
In questa situazione, l'approccio migliore sarebbe quello di utilizzare una “rolling distro” (praticamente una distribuzione in cui ogni singolo elemento – programmi, kernel, ogni cosa – si aggiorna costantemente senza bisogno di reinstallare nulla): in questo caso, si avrà sempre la sicurezza di avere l'ultima versione disponibile.
Attenzione! Ogni rovescio ha la sua medaglia: una “rolling” difficilmente vi garantirà anche la stabilità, e non è detto che un aggiornamento di una libreria usata, per esempio, da openoffice non vi scombini un'altra libreria usata, per esempio, dal server grafico, con la conseguenza che non riuscirete più ad avviare la sessione grafica.
Per un certo periodo, ho utilizzato Debian, in particolare (proprio per utilizzare una versione “rolling”) avevo messo su i repository di Sid (la versione instabile, aggiornatissima ma totalmente senza controllo), e alcune volte mi è capitato di accettare gli aggiornamenti senza controllare prima... e trovarmi poi a dover impazzire al terminale per cercare di rimettere in piedi il sistema (e meno male che avevo la versione fissa di Ubuntu dall'altra parte, così potevo cercare comunque informazioni in rete su come sistemare le cose).
Esercizio utilissimo per imparare qualcosa su come uscire dai guai con una distribuzione Linux (e per costruirsi pian piano una “cassetta degli attrezzi” fenomenale), ma alla fine vi assicuro che la cosa scoccia davvero, specie se ogni tanto quello stesso computer lo devi usare anche per lavorare, ho quindi lasciato perdere e mi sono obbligato a guarire dalla mia mania delle novità: adesso le uniche cose che aggiorno di frequente sono quelle che ho indicato prima: firefox (il browser web dovrebbe sempre essere aggiornato, per garantire una certa sicurezza) e openoffice (che utilizzo anche per lavoro quindi mi serve avere una versione analoga a quella che ho in ufficio, almeno).

Ultimo caso, tipicamente la situazione di un vero beta-tester, sempre disposto a rovinarsi una partizione del disco rigido per permettere ai programmatori della Canonical di correggere tutti i bachi che lui trova e fornire al grande pubblico una versione il più possibile pulita e perfetta.
Onore al merito, ma quanti di noi hanno realmente quello spirito? E quanti di noi, in realtà, preferirebbero uscire anche con la pioggia, che tanto la nuova versione può aspettare ancora 15 giorni (così, col primo aggiornamento, arrivano anche le correzioni dei principali problemi riscontrati)? Tanto ci sarà sempre, comunque, qualcuno che scaricherà e installerà la nuova versione e cercherà di trovare soluzione ai vari bachi, perché poi tutti noi ci si ritrovi a usare una versione valida, stabile e assolutamente perfetta.
Ovviamente, questo non c'entra assolutamente niente, essendo una pura coincidenza, come direbbero quelli di voyager! ;-P

Con questo, concludo questo sproloquio e mi rituffo nei meandri della grande rete, per cercare di aiutare chi è rimasto bloccato da qualche problema appena riscontrato con la nuova versione di Ubuntu...

(*) che all'inizio era estremamente problematica, finché non è uscita la 6.06.1
(**) mi ricordo che, all'uscita, era criticata in modo allucinante per problemi vari assortiti, eppure io non ho mai visto un problema e non ho nemmeno mai visto una versione così scattante nella famiglia Ubuntu
(***) inizialmente c'era chi la definiva pesante e pachidermica, adesso sembra essere una delle poche versioni totalmente stabili che sia mai uscita dalla Canonical, ma come dimenticare i primi problemi con la versione beta di firefox?
(°) dopo aver usato per un certo tempo l'agilissimo cerbiatto, vi assicuro che il gibbone era davvero goffo e pesante, ma ovviamente a tutto c'è rimedio, tranne che alla morte e alle tasse...
(°°) lo stambecco dalle mille speranze, che in molti casi si è invece rivelato un vero e proprio flop
(°°°) come sopra anche per la lepre cornuta, anch'essa attesa con ansia da chi era rimasto deluso dalla versione precedente e poi ricercata con affanno da chi rimane deluso dalla versione successiva... come sembra accadere per ogni versione.

A proposito, ma non dovevano esserci delle fantastiche novità e dei notevoli cambiamenti grafici in una di queste versioni?

Riflessioni su titoli di giornale..

Non molto tempo fa in pausa pranzo, andando a prendere il caffè con il mio amico e collega Architetto, ci siamo imbattuti in uno dei tanti giornali gratuiti che vengono distribuiti agli angoli delle strade. Questo in particolare è noto per avere tantissime pagine (a differenza degli altri, sempre parecchio sottili) che trattano di ogni campo dell'umana conoscenza (evidentemente lo staff redazionale ha superato i limiti dell'onniscienza, cosa che pare essere prassi comune in molti dei loro colleghi, o sedicenti tali, specie se lavorano in televisione conducendo programmi pseudo-comici che fanno il verso ai telegiornali seri di un passato ormai lontanissimo e irrecuperabile).

Presa una copia a testa, anche per imbottirsi l'interno del giaccone (a Torino d'inverno fa parecchio freddo, non è raro andare sotto zero, e un buono strato di carta stampata tra la pelle e i vestiti aiuta a chiudere gli spifferi, specie quando in ditta si cerca di evitare di accendere il riscaldamento...), il mio amico la apre e legge preoccupato il titolone a piena pagina, dove si riscontra che la crisi economica (che i nostri politici continuano a dire che ormai ce l'abbiamo di dietro... o alle spalle, non mi ricordo bene e non vorrei essere frainteso...) ha fatto un'altra vittima illustre, colpendo gravemente una categoria professionale tra le più utili di tutte per il benessere psico-fisico degli esseri umani: le dispensatrici di piacere (l'articolo era scritto sull'intera pagina del giornale, eppure il mio amico è riuscito a tradurlo in un'occhiata e a sintetizzarne il contenuto intero in una singola frase: “Caxxo! La crisi sta mandando a putt... anche la prostituzione!”)

Lì per lì, ho solo fatto un commento sull'accurata scelta di vocaboli, prima di cominciare a parlare con lui della crisi e a cercare di trovare le innumerevoli soluzioni ovvie che solo quegli idioti che ci governano non riescono a vedere (ma non è colpa loro: sono politici di mestiere, non hanno mai avuto un solo problema, non hanno mai avuto bisogno di superare delle situazioni critiche, non hanno quindi abbastanza esperienza e capacità per risolvere alcun problema diverso dall'alzare la mano per aumentarsi lo stipendio, e non hanno nemmeno l'istintivo “occhio critico” per individuare al volo la soluzione più semplice ed economica per ogni problema che si presenta, cosa che a me e al mio collega riesce invece immediata, in quanto è pur sempre parte fondamentale del nostro mestiere di consulenti, e non di politicanti...)

Abbiamo quindi intavolato una lunga discussione in cui abbiamo elaborato seduta stante un numero abnorme di sistemi di equazioni differenziali all'ennesimo grado, ipotizzando diversi scenari conseguenti all'interpolazione di diverse soluzioni di calcolo delle matrici in spazi n-dimensionali nel dominio dei numeri complessi di Riemann, con metodi empirico-matematici, eseguendo rigorosamente calcoli mentali che avevamo lasciato le wuork-stesscion in ufficio e l'unico ausilio lo avevamo nella calcolatrice incorporata nel telefonino.

Alla fine di tutto questo processo che ci ha accompagnato per ben un quarto d'ora di strada, abbiamo trovato la soluzione perfetta per:
  • risolvere in un colpo solo la crisi economica mondiale, dando all'essere umano la possibilità di godersi felicemente la vita;
  • sfruttare una fonte energetica alternativa al petrolio, estremamente economica, veramente ecologica ed eternamente riciclabile, oltre che disponibile a tutti senza più necessità di andarla a prendere a suon di bombe;
  • scegliere i giocatori giusti da convocare in nazionale per poter vincere con assoluta certezza ogni partita, indipendentemente sia dagli avversari che dagli allenatori e commissari tecnici;
  • vincere il torneo di rugby delle 6 Nazioni usando opportunamente la categoria professionale che il giornalista ci ha fatto capire essere finita in crisi (e di conseguenza risolvere anche la loro situazione critica).
L'unico vero intoppo di questa soluzione è che era particolarmente impegnativa e costosa da attuare: a una prima stima sommaria, ci siamo trovati davanti a un impegno di dimensioni mondiali che si sarebbe esteso per un periodo non inferiore a 15 giorni con un costo complessivo sicuramente non inferiore a 1500 euro... sicuramente troppo, per risolvere definitivamente i problemi mondiali... e comunque rimanevano alcuni punti di impossibile soluzione: per esempio non si poteva capire se la soluzione avrebbe avuto effetto anche sull'organizzazione del palinsesto delle reti televisive e sulle difficoltà di connessione del cervello di alcuni telegiornalisti quando danno aria alla bocca, ma secondo me sarebbe stato un danno secondario e relativamente limitato, rispetto ai vantaggi precedenti, anche se il mio amico non ne era molto convinto.

...

Siamo quindi giunti al bar e abbiamo scordato ogni cosa di fronte a una bella tazzina di caffè corretto e al sorriso soddisfatto della barista, che in un paio di minuti, aveva avuto una relazione con due uomini contemporaneamente e, senza fare praticamente nessuno sforzo fisico (a parte alzarsi sulla punta dei piedi per prendere la bottiglia di grappa), si era intascata ben 3 euro (questo settore credo che non senta molto la crisi).

...

Nel ritorno in ufficio, però, abbiamo ripreso il discorso ripensando più seriamente alle conseguenze di tale crisi.

...

Il mio amico in fondo non ha particolari problemi correlati a questa parte della crisi economica (essendo sposato), tranne quando lo spediscono in qualche cantiere lontano che si protrae nel tempo (e dove la moglie non può raggiungerlo nei week-end), ma... gli sfigati come me?
  • Quelli che sono single per scelta (non necessariamente propria)?
  • Quelli che tutte le volte che invitavano fuori una ragazza si ritrovavano a giocare a briscola prendendo sempre picche, quando la briscola era cuori?
  • Quelli che quando gli amici li invitavano (dopo aver esaurito l'agenda) per un appuntamento a 4 al buio, con una misteriosa “parente/amica/collega” della propria ragazza, chiedendo informazioni sentivano l'amico rispondere “Tranquillo! Sei in una botte di ferro!” e stranamente veniva loro in mente Attilio Regolo con i Cartaginesi?
  • Quelli che hanno letto da qualche parte che per ogni uomo sulla Terra ci sono ben 7 donne, e aspettano ancora di incontrare il bastardo che se ne è prese 14?
  • Quelli che hanno un'amica sposata (oltre che collega di lavoro) che, oltre al ciclo mensile, ne ha anche uno “non periodico” (se non che è esclusivamente primaverile e autunnale) durante il quale cerca sfacciatamente di fare pratica su di loro, come possibile agente matrimoniale, presentando tutte le ragazze che conosce (e che sono evidentemente tutte uscite quando hanno chiuso l'ospedale psichiatrico di Collegno) e meravigliandosi se le cose non funzionano?
  • Quelli che hanno visto conoscenti felicemente sposati, tornare piangendo ultra quarantenni a casa della mamma, perché la loro casa (e molto più di metà del loro stipendio) era stata requisita dalla ex moglie (che ha scoperto di avere la testa leggermente pesante un istante prima che il marito scoprisse di dover allargare la parte alta delle porte di casa), ovviamente nell'esclusivo interesse del figlioletto (di chissà chi)?
  • Quelli che sono rimasti talmente scioccati dall'aver assistito al crollo di ogni propria certezza infantile, osservando i matrimoni felici dei propri amici e delle proprie amiche crollare uno dopo l'altro come un castello di carte costruito in zona sismica?
  • Quelli che hanno visto molti loro amici che hanno preso alla lettera i consigli dei tappi delle bibite che avevano all'interno i premi e dicevano sempre “Ritenta, sarai più fortunato!”?
  • Quelli che hanno letto da bambini (al catechismo, che era pure obbligatorio anche se fa rima con terrorismo...) che la religione pone il matrimonio esattamente un passo prima dell'estrema unzione?
  • Quelli che hanno poi correlato le 2 voci precedenti e hanno capito che i suddetti amici seguivano il consiglio solo per ritardare il momento dell'estrema unzione, anteponendo più matrimoni possibile nel mezzo?
  • Quelli che hanno avuto seduta accanto per diversi anni una collega di lavoro divorziata con demon...figlio a carico, che ha rotto loro i marroni per almeno 8 ore al giorno dal lunedì al venerdì (solo perché lei non faceva gli straordinari) con tutti i suoi problemi nel sistemare il “pacchetto” a turno dai propri parenti (anch'essi tutti rigorosamente divorziati) per poter avere la casa libera per l'amico di turno?
  • Quelli che hanno avuto (e hanno tuttora) tutta una serie di colleghe che ha fatto loro capire che esiste quasi sempre (potrei anche levare il quasi, ma in fondo mi sto basando su un campione dimostrativo estremamente ridotto quantitativamente, sebbene praticamente omogeneo qualitativamente) una differenza abissale tra bellezza esteriore e bellezza interiore?
  • Quelli che, grazie a quanto sopra, si sono imbastarditi a sufficienza che alla lunga hanno perso quasi del tutto la voglia di avere a che fare seriamente con la metà migliore del genere umano, se non per lo stretto necessario?
  • Quelli che, malgrado tutte le premesse di cui sopra, non avendo comunque nessun valido motivo per essere gai, che futuro avranno con questa crisi?
Un programmatore una volta disse che il sesso è come il software: se è libero è meglio (in realtà la parola free, oltre che libero significa anche gratis, ma credo che il significato giusto, almeno in questo caso, non sia sicuramente gratis...), mentre un giocatore disse che il sesso è come una partita a bridge: se non si ha un buon partner bisogna avere una buona mano...
Io non sono un programmatore e non so nemmeno giocare a bridge, solo a briscola, scala 40 e scopa, sapevo giocare anche a scopone scientifico, ma ho dimenticato tutto andando al politecnico, vista la carenza estrema di materia prima, in ingegneria...
L'unica possibile risorsa sarà un sempre più intenso ricorso al “bricolage”, fino ad avere comunque un futuro assicurato come falegname o boscaiolo... ma a quel punto, con la mia sfiga cosmica, non salteranno fuori sicuramente problemi correlati al disboscamento selvaggio?

...

Cazzo! E tutto questo solo perché la crisi ha mandato a puttane anche la prostituzione! E i politici di tutto il mondo sono troppo impegnati a non fare nulla per risolvere i problemi! Ma porca troia!!!

...

Chiedo scusa alle lettrici (qualcuna dovrebbe esserci, credo...) per aver abusato della loro pazienza utilizzando in questo post un punto di vista statistico relativamente maschile, ma non è tutta colpa mia: sono maschio e ho pure una Punto, anche se non ho Vista...

Chiedo scusa ai lettori, per aver abusato della loro pazienza utilizzando termini estremamente volgari, quali “crisi” e soprattutto “politici”

...

Ovviamente, se qualche lettrice, preferibilmente nella zona di Torino, è comunque interessata ad approfondire il discorso, sarò lieto di accontentarla, mettendomi a sua disposizione tra una cena e una colazione... (che volete farci? C'è crisi...)

Riflessioni...

Piove!

In questo periodo dell'anno è normale: è il 2 novembre, che per la tradizione cristiana è il giorno dei morti (anche se non è più un giorno di festa, come quando ero piccolo io e andavo alle elementari, che le scuole iniziavano il primo di ottobre e c'erano subito un sacco di giorni festivi: san Francesco il 4 ottobre, i Santi il 1 novembre, i Morti il 2 novembre, le Forze Armate il 4 novembre... bei tempi...), mentre per la tradizione esterofila americanizzante degli ultimi tempi è il periodo di halloween (ovviamente nessuno sa realmente cosa sia il vero halloween e a quando risalga, ma hanno tutti imparato dai vecchi film yankee sull'onda di “dolcetto o scherzetto” e con le varianti pseudo-horror che vanno sempre di moda).

Io sono una creatura delle tenebre, sia perché sono nato in una notte buia e tempestosa, sia perché non è solo il mio computer a essere infestato da demoni, ma anche il mio spirito inquieto di vampiro. E come tale, so bene cosa si nasconde dietro le antichissime tradizioni celtiche che hanno dato origine alle feste stagionali, compresa la festa dell'autunno, Sahmar, che nella tradizione nordica olandese è poi diventata Halloween, e come tale è stata trapiantata nelle colonie oltreoceano, in particolare New Amsterdam... quella che col tempo è poi diventata New York!

In questo clima, mentre cammino con l'ombrello in mano, l'istinto si incarica di scansare gli altri rari passanti e soprattutto le stecche dei loro ombrelli, come anche di evitare di finire arrotato durante gli attraversamenti da coloro che si mettono in macchina per non bagnarsi i capelli, ma non sanno assolutamente guidare e creano più casino che altro. Ma il cervello resta libero di pensare e valutare i diversi fenomeni sensoriali che lo colpiscono.

Mentre cammino, passo davanti alla vetrina di un negozio che sta aprendo (una libreria) e scorgo in primo piano un libro sulla cui copertina campeggia una foto di Marilyn Monroe con accanto un libro che tratta di alcuni colleghi più famosi (vampiri). Non sono stato a leggere i titoli, in quanto il tutto è nato da uno sguardo di un istante, ma mi ha colpito questa accoppiata: la splendida Marilyn e i cupi vampiri. Mi ha colpito anche perché mi è tornato in mente un commento che avevo postato tempo fa su un blog.

In quel commento, esprimevo una riflessione sul fatto che l'attrice fosse rimasta un mito e un sex-symbol anche per le generazioni successive alla sua prematura scomparsa, quindi si potrebbe tranquillamente parlare di necrofilia, ovvero dell'amore verso un morto.

Pare essere motivo di scandalo, ma chi, vedendo un film con la mitica attrice, non ha mai desiderato essere al suo fianco o non ha mai sognato di avere un appuntamento amoroso con lei? Eppure è morta nel 1962, 47 anni fa! A quest'ora di lei sarà rimasta solo polvere!

Eppure, malgrado la sconcertante idea (dal punto di vista della morale comune), la necrofilia è un concetto sempre di moda.

Anche le storie di vampiri, malgrado la componente horror (il mostro che, in un assurdo miscuglio di personaggi vari – vampiri, licantropi e zombie – sgozza a morsi le proprie vittime per bere il sangue caldo che sgorga dalle ferite mentre la vita le abbandona) hanno sempre una componente sentimentale ed erotica notevole: chi ha letto Dracula di Bram Stoker ha sicuramente notato il fatto che il conte si sposta in Inghilterra sia per ricercare il prelibato “sangue di vergine”, (relativamente facile da trovare nell'Inghilterra vittoriana, tanto quanto è praticamente impossibile da trovare adesso in qualsiasi parte del mondo, obbligando i poveri vampiri a ricorrere a surrogati come il “sangue parzialmente vergine”, il “sangue alla soia” e il “sangue scremato”... ci sarebbe anche il “sangue di vergine ricostruita” ma ha un valore nutritivo assai scarso, e il “sangue di trans-vergine” ma ha un sapore realmente schifoso), ma anche per incontrare Mina, evidente reincarnazione della sua amata di secoli prima.

Amare una donna al punto di sfidare i secoli per cercarla ovunque (anche a costo di una dieta particolare con pochissimi carboidrati e ancor meno fibre) sembrerebbe essere un movente romantico (anche per i vari omicidi che fanno da sfondo alla trama: bisogna pur mangiare...), e il film “Dracula” di Francis Ford Coppola ha ripreso benissimo questo tema dal libro, trasfigurando il vampiro in un “eroe” romantico ancor più di quanto fosse riuscito a fare l'autore nel suo capolavoro letterario.

Di recente, i fenomeni televisivi relativi a vampiri romantici si sono moltiplicati iperbolicamente, rendendo questi personaggi il sogno segreto di varie adolescenti di ogni età (notato che il vampiro è praticamente sempre maschio? E quindi le vittime sono praticamente sempre donne che speravano in un incontro di altro tipo, e magari riescono anche a ottenere ciò che volevano, prima che sia il mostro assetato ad avere ciò che vuole lui?): Buffy, la spietata cacciatrice di vampiri che ha comunque una relazione con un vampiro, Angel, il vampiro condannato ad avere un'anima e combattere i propri simili (che ultimamente è pure diventato padre, e la madre, la vampira che lo aveva inizializzato, si è uccisa per permettere la nascita del proprio figlio, altrimenti impossibile), il Conte di Saint-Germain, un fenomeno letterario senza precedenti di un vampiro che attraversa i secoli tra sangue e amore, per finire con il recentissimo twilights, ennesimo polpettone sentimentale sulla falsariga di Buffy & Angel, ma gli esempi possono continuare all'infinito...

In ogni caso, resta il fatto che il vampiro è essenzialmente morto! (Vero che ufficialmente sarebbe un non-morto, e che ultimamente ci sono casi letterari di vampiri viventi, o di vampiri non-del-tutto-morti, ma è irrilevante ai fini pratici: è sempre un qualcosa che salta fuori da una sepoltura senza essere imparentato con qualche divinità)

Di conseguenza, il fatto che si possa amare un vampiro è, in effetti, necrofilia, esattamente come il fatto di sognare Marilyn Monroe.

Eppure, malgrado la questione morale, quante ragazzine hanno perso la testa per i protagonisti dei vari telefilm? (non parlo degli attori protagonisti, ma dei personaggi protagonisti)

Quanti maschietti hanno perso la testa per Buffy? (dai, sinceramente io preferisco la segretaria di Angel all'attricetta scialba che interpreta Buffy, ma io non sono del tutto umano, e soprattutto – come sapete – ho un debole per le segretarie...)

E quanti maschietti hanno mai sognato di fare l'amore con Marilyn Monroe? (in questo caso parlo sia dell'attrice che dei personaggi da lei interpretati)

E alla fine di tutto, non è un chiaro e lampante esempio di come l'istinto umano tende comunque a essere contrapposto alla morale, instaurando emozioni necrofile?

...

Sono arrivato in ufficio, adesso devo interrompere le mie riflessioni necrofile per cercare di recuperare la chiave del portone senza inzupparmi (c'è una grondaia che perde) e senza ammazzarmi (qua si rischia sempre di mettere il piede in fallo sui ricordi lasciati ovunque sul marciapiede da parte di qualche porco cane, talvolta a 4 zampe e talvolta a 2).

...

E' autunno, l'autunno mi ispira pensieri strani, romantici, malinconici e macabri, specie quando il tempo è brutto... e oggi piove!

Previsioni?

Malgrado il diluvio, sono andato egualmente al bar per chiudere degnamente la pausa pranzo.

Appena entro, mentre poso l'ombrello fradicio e mi scrollo come un cane per levarmi di dosso tutta l'acqua che mi ha travolto, la barista provvede a prepararmi la mia ordinazione (senza nemmeno più il bisogno di ordinare, tanto ormai mi conosce bene).

All'improvviso, mi accorgo che la televisione è accesa su uno dei principali canali televisivi commerciali, e stanno iniziando le previsioni meteorologiche.
Il conduttore (assolutamente non elettrico, malgrado io lo veda benissimo seduto su una sedia elettrica) appare facendo una (a suo dire) simpatica battuta: “Buon giorno! Oggi è una giornata particolarmente piovosa...”

Senza nemmeno lasciarlo finire, mi volto verso la barista e le faccio “Se non me lo avesse detto, non me ne sarei proprio accorto!”

Dopo le risate, sono intervenuti altri avventori ed ecco che è cominciata una chiacchierata sul tempo, sul clima, sul comune ladro, sull'effetto serra, sull'inquinamento, sul governo ladro, sugli enti pubblici ladri, sui gas, sulla neve, sul terrorismo, su questo mondo di ladri...

Peccato che io arrivo al bar dopo 30 minuti circa che sono uscito dall'ufficio (ovvero 10 minuti dopo aver iniziato la pausa: devo pur mangiarlo, il panino...) e che mi ci vadano ben 5 minuti per tornare in ufficio (all'andata faccio il giro largo...) per cui, dopo poco tempo che la discussione si era avviata, ho dovuto mollare tutto e lasciare gli altri avventori a discutere tra loro e con la barista.

Vabbè... mi rifarò la prossima volta.

...

Ma, dico io: come diavolo fanno a chiamarle previsioni? In fondo previsione significa vedere cosa accadrà nel futuro. Cosa cacchio c'entra quello che sta accadendo nel presente?

In effetti, pare che il conduttore (sempre non elettrico, anche se una bella seduta elettrica non gli farebbe male...) abbia anche cercato di prevedere cosa succederà domani, ma le idee erano quasi più confuse delle mie quando ho fatto i turni di 72 ore filate.

In definitiva, oggi sono stato informato che è una giornata piovosa. Domani probabilmente riceverò una previsione sul fatto che debba portarmi dietro l'ombrello o meno...

Certo che, così, ci si azzecca sicuro con le previsioni!

Chissà perché, non permettono anche di giocare la schedina del super-enalotto dieci minuti DOPO l'estrazione! Ci si azzeccherebbe sicuro, come per le previsioni meteorologiche...

Problemi di privacy

Siamo in un periodo di calma piatta, durante il quale ognuno cazzeggia a più non posso.
Tra gli altri, anche la mia vicina di posto (Disegnatrice) è impegnatissima a fare nulla, tenendo comunque una finestra di autocad aperta a pieno schermo, in caso di ispezione a sorpresa da parte di qualche capo.
Ovviamente, la finestra effettiva su cui sta operando è quella di firefox, aperta sulla sua pagina di fess-buk, dove legge, ride e digita in continuazione.
A un certo punto ammutolisce e io, temendo di aver avuto un'otite improvvisa, mi volto a guardarla, ma no: è effettivamente a bocca aperta, ma proprio in silenzio...
Dopo un istante, apre la pagina di gugol, cerca qualcosa e trova un numero di telefono, quindi afferra il telefono e compone il numero.
Musichetta in viva voce in attesa di una risposta, mentre lei si carica di energia negativa iniziando a imprecare nervosa, finché giunge la risposta dell'operatore, per cui capisco che ha chiamato il servizio di assistenza del nostro gestore di connessione. Lei si affretta quindi a levare il viva voce e rispondere, per cui non riesco a sentire quello che viene detto dall'altra parte.
“Buongiorno, sono Disegnatrice della Grande Società SuperEsperta di Torino!”
“Senta, io ho un grosso problema..”
“Si, non riesco più a trovare una mail importantissima..”
“No, credo che risalga a un mese fa, più o meno..”
“Certo! Si, l'ho cercata nella posta archiviata, ma non si trova nulla..”
“No! Io non butto mai via niente, quindi se è stata eliminata è stato per errore, o per colpa vostra..”
“Si, allora.. la mail arrivava da una mia amica che vive a Hong Kong, perché lei è un'architetta in gamba, che è andata a lavorare all'estero dato che in Italia non era valutata per niente essendo una donna, quindi..”
“Eh, ma che modi da cafone!!! Le sto spiegando cos'è successo e qual è il mio problema!!!”
“No, allora.. la mia amica architetta si chiama AmicaArchitetta!”
“Non lo so: io non conosco il suo indirizzo di posta elettronica..”
“Certo che le scrivo via mail, ma non conosco il suo indirizzo..”
“Ma guardi che è lei che non capisce: io scrivo il suo nome su outlook e la mail le arriva direttamente!”
“E come fa a cambiare il nome in un indirizzo? No: non mi cambia niente, altrimenti la mail non arriverebbe..”
“Certo! Se cambia il nome con l'indirizzo, la mail arriva all'indirizzo ma non sanno a chi deve essere consegnata. Cosa crede? Che io non capisca niente di come funziona internet?”
“Dice davvero? Non mi fido! Aspetti che vediamo..”
“Occaxxo! E' vero: in effetti mi sembrava strano che outlook fosse così in gamba da conoscere la mia amica per nome, quando non la conosce nessuno qui in Italia e lei è dovuta andare all'estero per lavorare..”
“Ma che modi!!! Allora, l'indirizzo mail è NomeStrano@DominioAncoraPiùStrano..”
“...”
“C'è ancora? Sta facendo qualcosa? Mi ha trovato quella mail di vitale importanza?”
“COSA?!?!?!?! Ma che vuol dire?”
“Ma.. ma.. lei mi sta dicendo che voi leggete le mie mail private???”
“Certo! Lei mi ha appena detto che leggete le mie mail private!!!” (*)
“Ma che razza di sistema è? E la legge sulla privacy? Vi ci siete puliti il q..? Vi va bene che non vi denuncio..”
“Me l'ha appena detto lei che non vede alcuna mail da quell'indirizzo, quindi vuol dire che lei legge le mie mail private!!!”
“Guardi che io so benissimo come funziona internet! Non mi può prendere per il q.. con i suoi discorsetti!”
“Non me ne frega niente! Adesso che so che è così, che voi leggete le mie mail senza preoccuparvi della mia privacy, saprò anche comportarmi di conseguenza..”
“Certo! Al posto di usare le mail, che vengono lette da tutti, C&P, dirò alle mie amiche di non usare più la mia mail della Grande Società ma di comunicare con me solo tramite la mia mail personale o tramite fess-buk!” (**) e dopo un istante, senza nemmeno permettere all'altro di rispondere, colta da illuminazione riprende il discorso “AAAAHH!!! Adesso ricordo! No, non era stata mandata sulla mia mail della Grande Società, ma sulla mia mail privata.. meno male: quella non la gestite voi e quindi non è stata letta da nessuno!!! Adesso controllo subito e me la recupero io stessa, visto che voi sapete solo leggere le mie mail ma non mi sapete aiutare a ritrovarle!!!”
E attacca il telefono, senza nemmeno ringraziare o salutare il poveraccio dall'altra parte che ha subito la sua sfuriata per almeno una mezz'ora buona.

(*) questa frase è stata ripetuta tale e quale per almeno 3 volte.
(**) notare che fess-buk è famosissimo per il proprio rispetto della privacy, e la mail privata è gmail, che certamente non legge le mail ma stranamente inserisce nella pagina delle pubblicità mirate all'argomento trattato nella mail stessa (ma questo non la preoccupa, evidentemente)

Ottimizzazione delle risorse

E così, alla fine ci sono cascato!

Usando il computer anche per lavoro, devo sovente usare programmi creati esclusivamente per Windows, ma nel mio computer non c'è più traccia di Windows...


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Perché non mi faccio i ca##i miei...

E poi dicono che non è vero e che sono i fanatici del 'pinguino' che esagerano a pigliare per il cu#o i fanatici delle 'finestre'...
Ecco qui una discussione della TermoCoppia, ovvero Termico e Termica (di seguito identificati come To e Ta rispettivamente):
Termica si volta verso Termico e gli fa:
Ta: “Sai quel film che mi hai scaricato?”
To: “Uh? Che ha?”
Ta: “Niente, solo che non sono riuscita a vederlo...”
To: “Perchè? Ti manca il ProgrammaDiVisualizzazione? Se vuoi te lo passo io...”
Ta: “No no... solo che mi ha detto che la versione che ho io non è adatta e vuole la versione recente!”
To: “Te la do io, ho anche il codice per craccarla...”
Ta: “Ma l'ho scaricata, ho trovato su internet un sito dove davano il programma e i codici per usarlo, e l'ho preso...”
To: “E allora?”
Ta: “Il programma l'ho installato, ma non mi si apre: vuole la versione superiore di Windows...”
To: “E tu che hai?”
Ta: “XP”
To: “Non sei ancora passata a Vista?”
Ta: “No: c'ho provato ma il computer è vecchio...”
To: “E cambialo: se ha più di 2 anni devi cambiarlo per forza! Sennò non ti funziona più niente...”
Ta: “Si, lo so che devo cambiarlo, infatti ha ormai 3 anni ed è lento, ma mi dispiace: prendo pochissimi virus...”
To: “Eh si, io ho comprato un anno fa il mio portatile nuovo con Vista e funziona tutto bene... e dopo che l'ho formattato, 3 mesi fa, è una scheggia!”
Ta: “Si, ma i programmi che mi servono?”
To: “Te li do io: ho un arsenale completo scaricato direttamente da ImIule, compresi i codici per craccarli: autoscad, offiss, fotoschiop, ho persino craccato i programmi di calcolo che usiamo qui, quindi puoi usarli anche a casa per fare pratica...”
Ta: “Ma se ci sono i virus?”
To: “Impossibile: uso NotoAntivirusDiMarca e non mi ha mai segnalato nulla!”
Ta: “Caspita, ma NotoAntivirusDiMarca costa una cifra...”
To: “Boh, io ce l'ho craccato...”
Ta: “Ah, fico: allora posso prelevarlo anch'io?”
To: “Certo: te lo passo...”
Ta: “No, preferisco scaricarmelo io dai miei siti di fiducia perché ho paura dei virus: quando ho fatto la tesi ho rischiato di perdere tutto...”
To: “Se non vuoi i virus comprati un MAC!”
Ta: “Non posso: ho comprato l'aipodnano che lo uso anche come harrdisco esterno per spostarmi la musica e non ho più abbastanza soldi: ho già speso un sacco per questo computer che ho e che già non funziona più: ha solamente 1 giga di ram che l'ho potenziato: il tecnico ha detto che non posso fare altro e che non ci sta più niente e non apro quasi più i programmi: offiss si impalla in continuazione, autoscad non mi fa il 3d e internet si scollega sempre mentre sto scaricando le musiche...”

Al solito, essendo un gran pirla, sono intervenuto: “Se vuoi, su quel computer lì ti ci metto Linux e te lo riporto a nuova vita!”
Termico fa “Ma lascia perdere ste ca##ate: se vuoi qualcosa che funziona benissimo devi usare roba di marca come MAC o Vista: Linux è una cagata inutile: non ci sono giochi, non ci sono driver, non ci sono programmi, non c'è niente: non serve a un ca##o!”
Io: “Se lo dici tu che hai reinstallato il programma di calcolo perché era sparita l'icona e non lo sapevi più lanciare... ma il computer è suo e lei, essendo ingegnere come te e me, dovrebbe saper rispondere da sola...”
Ta: “No, guarda: io sono abituata così e preferisco non cambiare... tengo questo, poi cambierò computer e passerò a Vista, ma non sono capace di usare Linux...”
Io: “Ok, come vuoi...” mi sono voltato verso il mio computer e ho preso un promemoria:
1.devo ricordarmi di non intervenire in queste discussioni, in fondo se craccano e si inzozzano sono tutti ca##i loro...
2.devo ricordarmi che Linux in fondo non è per tutti: è fondamentale avere a disposizione un cervello funzionante...

Che s'ha da fà, pe' magnà.. 2

Come ho detto, c'era un altro sistema!

Un mattino, entrai in mensa con fare disinvolto e vidi la coda riunita per la colazione, scavalcai la recinzione e passai avanti a tutti. Nessuno disse niente, a parte il maresciallo che sbiancò come un cadavere, arrossì come un pomodoro e mi corse contro con l'intenzione di linciarmi.
"Che diavolo fai?" "Vengo a far colazione!"
"E la fila non l'hai vista?" "Certo che l'ho vista!"
"E perché non la fai anche te?" "Perché non ho tempo di mettermi in fila!"
"COSA?!?!?!?!" "Ho detto che non ho tempo di mettermi in fila!"
Lui mi guarda un attimo, poi fa "Ma tu non sei dei reparti?" "Si"
"E cosa ci fai qua? Voi dei reparti non dovete venire qua!" "Come no? Io ci vengo si!"
"COSA?!?!?!" "Ho detto che ci vengo si, e passo anche davanti agli altri!"
"COSA?!?!?!?!?!" "Ha capito benissimo, e che nessuno mi dica niente, altrimenti son dolori!"
"COSA?!?!?!?!?!?!?!?!?!" "Devo ripetere?"
"E per quale motivo avresti queste pretese?" "Per questo!"
E tiro fuori il tesserino che avevo in tasca, secondo il quale io risultavo in servizio di sorveglianza alla porta d'ingresso, per cui dovendo assentarmi esclusivamente per il tempo necessario per poi dare il cambio agli altri di servizio, ero esonerato da qualsiasi fila, coda o similare.
Il maresciallo non ha più potuto dirmi nulla, anche perché in quel momento io potevo considerarmi ufficialmente superiore persino a lui, quindi ho fatto la mia colazione (estremamente sostanziosa, visto che dovevo anche recuperare la cena) e sono poi tornato indietro a dare il cambio agli altri.
...
Dopo alcuni giorni in cui quelli dei reparti si presentavano in mensa a svuotare le scorte senza badare al divieto (e il maresciallo si accorse che non c'era alcun risparmio evidente, e che non riusciva a imboscarsi più materiale del necessario per evitare alla moglie di andare a fare la spesa per casa), finì che levarono l'assurdo divieto e i soldati dei reparti poterono tornare a mangiare in mensa a orari più consoni.

Freddo e freddure..

Ottobre è iniziato in maniera alquanto strana: più che il mese delle caldarroste, delle foglie cadenti e dell'autunno, mi sembra quasi di essere in primavera, a giudicare dal clima mite, dal sole splendente e dalle temperature relativamente alte.
Nel mio nuovo antro solitario, sono obbligato a tenere la finestra aperta, oltre che per il ricambio d'aria, anche per poter sopportare il clima da forno che si crea facilmente (nonché gli odori che giungono dal gabinetto e dal cucinino sotto, visto che la porta si apre direttamente davanti al corridoio del bagno, accanto alla scala a chiocciola).

Tra questo e i mezzi pubblici strafogatissimi (sono ovviamente riprese le scuole, quindi è ritornato praticamente impossibile salire sui veicoli) con conducenti che danno un nuovo significato al termine “pirata della strada”, un poveraccio che ha un solo braccio realmente funzionante (e quindi in grado di tenersi agli appositi sostegni) si trova facilmente in difficoltà.

Lunedì mi sono accorto che erano circa un paio di giorni che avvertivo delle improvvise fitte strane al braccio destro. Sono lievemente preoccupato, dato che sono attualmente in fase di preparazione psicologica per l'intervento chirurgico che dovrebbe sistemare il tendine della mia spalla sinistra, ma avverto subito che le fitte sono diverse come intensità e come durata, inoltre il braccio lo muovo praticamente bene... in breve, non ci faccio caso e decido di andare avanti senza pensieri.

Martedì, invece, in ufficio scopro che non riesco quasi più a muovere il braccio: fitte continue a ogni movimento, dolorosissime da levarmi persino il fiato e non solo. I movimenti sono rigidi e vincolati: sposto il braccio direttamente trascinandolo con la mano sinistra, al punto che faccio che spostarmi il mouse dall'altro lato e impostarlo per la mano sinistra, gestendo il tutto con la sinistra: sia il mouse che la tastiera... vi lascio immaginare le difficoltà intrinseche...
A un certo punto arriva CapoCantierista che mi presenta un nuovo lavoro, spiegandomi che GrandeCapo lo vuole fatto in un qualche modo particolare che non ho capito.
Si tratta sostanzialmente di analizzare i consumi termici di un centro espositivo, allo scopo di ottimizzarne la gestione... già il fatto che si parla di consumi termici mi lascia interdetto, ma evidentemente la TermoCoppia è impegnata in altre cose (almeno, a giudicare dalle continue urla che sento provenire dal mio vecchio ufficio), quindi vediamo cosa fare: copiare dei dati da alcune tabelle in altre tabelle (nulla di speciale, peccato che le tabelle originali siano in PDF e le nuove saranno da realizzare da zero in excel...) ma andiamo avanti.
Una volta copiate le tabelle (usando lui come lettore di stampati), mi dice che GrandeCapo vuole vedere il tutto come diagramma di flusso (in tal periodo tali utenze prendono da tali forniture, in talaltro periodo talaltre utenze prendono da talaltre forniture eccetera) e quindi si tratta di riportare sul foglio excel una serie di disegnini di rettangoli e freccette che soddisfino il flusso diagrammato di GrandeCapo.
Non è semplice, ma riesco infine a disegnare questa serie di linee, rettangoli e freccette, per dare una specie di visualizzazione grafica alle tabelle.
Poi mi dice che ci vanno i risultati disposti in un altro modo... io non riesco più a muovermi, ho le lacrime agli occhi dal dolore e mi manca continuamente il respiro a ogni fitta, quindi mi alzo e gli dico “Siediti qua! Adesso ti dico come fare e lo fai tu!”
Il resto del periodo l'ho passato spiegando i vari movimenti col mouse e i vari comandi per permettere a CapoCantierista di giocare con excel e impostare la tabella secondo le fisime di GrandeCapo... mentre spiegavo, stringendomi il braccio apparentemente morto al petto, trattenevo sovente il respiro, in concomitanza con le fitte dolorosissime, e cercavo di trattenermi dal piangere per il dolore...
Alla fine, CapoCantierista ottiene il risultato voluto e, soddisfatto, se ne va.
A quel punto appare CapoDiFuori, che mi chiede una consulenza veloce su come fare una relazione per un locale esplosivo con il programma che utilizziamo in sede, gli rispondo “Come ho fatto prima con CapoCantierista, ti spiego come agire, ma ti siedi qua tu e operi materialmente!”
Lui si siede al mio posto, attiva il programma e cominciamo a impostare i dati (io dico cosa cliccare e dove scrivere i valori, lui clicca e scrive), e alla fine si rende conto che il risultato iniziale lo soddisfa, quindi salva il tutto e stampa la relazione direttamente sfornata dal programma, copiandosela comunque in formato word, per poterla adattare ai suoi standard...

Vista l'ora, abbandonato ormai da tutti, spengo il computer e cerco di infilarmi il giubbotto.

Il tram del ritorno è stranamente quasi vuoto, al punto che riesco persino a trovare un posto, ma quando giungo alla fermata per scendere, mentre mi alzo e mi approssimo alla porta d'uscita, il tranviere decide di provare la doppietta frenata-accelerata e da quindi uno scossone apocalittico che mi leva completamente il fiato.
Scendo, arrivo a casa e dopo pochi minuti, mi sento all'improvviso un ronzio nelle orecchie e una coltre nera mi copre la testa e la vista.

Dopo un istante, mi rendo conto che mia mamma e mia sorella mi stanno chiamando, e scopro di essere svenuto, per via della pressione insolitamente bassa, a livelli che non credevo nemmeno possibili.

Chiamata immediata alla Guardia Medica, che ovviamente non interviene, ma dice per telefono come farmi superare la crisi (caffè fortissimo con tanto zucchero per far alzare subito la pressione e riposo sdraiato con le gambe in alto per far affluire il sangue al cervello) e così faccio, superando la crisi istantanea.

Al mattino dopo, ovviamente, telefono in ufficio dicendo che non vado e comincio una terapia intensiva a base di applicazioni di magnetoterapia e massaggi con pomate, gel e unguenti vari, su consiglio medico, ovviamente).

Mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica passati a studiare astronomia (sia perché non riuscivo a dormire dal dolore, quindi stavo semi-sveglio sul divano, sia perché continuavo a vedere le stelle...), anche se ogni giorno notavo dei deboli miglioramenti... sabato mi sono accorto che riuscivo di nuovo a muovere il braccio e il dolore da fitte acute si era trasformato in un cupo indolenzimento da muscoli troppo a lungo immobilizzati. Domenica ulteriore miglioramento, al punto che lunedì, se non avessi prenotato un'ulteriore visita medica, sarei forse rientrato in ufficio, ma non è stato così: ho approfittato per riprendermi ulteriormente e per ristabilire sufficientemente l'uso del braccio. Ho persino provato a collegarmi ai vari forum, vedendo che riuscivo a gestire sia mouse che tastiera, quindi nessun problema grosso.

E così, dopo una settimana di assenza, martedì mattina rientro finalmente nel mio antro...

AAAAHHH!!!

Io e il mio collega eravamo assorti nel lavoro di realizzare un preventivo decente su cui basare un'offerta per prendere un appalto (si trattava di un importo superiore al miliardo di vecchie lire, che al cambio attuale farebbe molto più di un milione di euro).
Eravamo impegnatissimi e le discussioni fioccavano su ogni singolo elemento, al fine di ottimizzare il tutto, ma questa medaglia aveva un suo rovescio: nessuno di noi stava dando l'opportuna considerazione alla terza inquilina della stanza: Segretaria.
Visto che nessuno le dava retta se non rispondendo a grugniti o monosillabi a qualsiasi sua domanda, e visto che i suoi siti preferiti non le fornivano opportuno materiale di svago per rifarsi della nostra indifferenza, ecco che Segretaria decide di fare una cosa diversa dal solito: apre la propria borsa e prende il set di trucchi.
Ora, devo premettere che Segretaria è una donna molto bella e lo sarebbe egualmente anche senza truccarsi, ma vai a capire cosa passa nella mente di una donna, comunque aveva il difetto di voler monopolizzare l'attenzione: bisognava darle retta in continuazione, sia che parlasse delle ferie sia che parlasse dell'ultima puntata del grande bordello.. altrimenti, se non le si dava retta, metteva su il broncio e cominciava a brontolare, meditando cruente vendette..
Fatto sta che, mentre io e il mio collega eravamo incerti su quale sconto applicare ai prezzi di listino per una partita di cavi (nessun problema: ce n'era una quantità talmente elevata che potevamo tranquillamente applicare anche uno sconto del 50% e la casa costruttrice ce l'avrebbe passata egualmente, pur di vendere), restiamo sconvolti da un urlo lacerante “AAAAAHHHHH!!!!!”
Ci voltiamo di scatto verso di lei, convinti che si sia infilata la matita in un occhio o, peggio, che abbia scoperto un capello bianco, ma nulla nei nostri pensieri più catastrofici poteva prepararci alla orribile visione che ci aspettava!
Segretaria era lì che si guardava angosciata allo specchio, ma senza danni apparenti, al ché noi le chiediamo all'unisono “Cos'è successo?”
Lei ci guarda apparentemente sconcertata (ma con un lampo di cupa soddisfazione negli occhi), mentre solleva la mano sulla testa e risponde col tono più naturale che riesce ad avere “Ho gli occhiali da sole sui capelli..” e si sfila gli occhiali alzati come una fascetta per capelli.

Dite che non se lo meritava quel MAVAFFAN... che uscì in coro da entrambe le nostre bocche all'unisono, malgrado sapessimo entrambi che la sua vendetta sarebbe stata terribile?

Che s'ha da fà, pe' magnà

All'ospedale militare, un giorno, scoppiò la guerra tra i marescialli di reparto e i marescialli di servizio. E come ogni guerra che si rispetti, coinvolse esclusivamente vittime innocenti.

Il motivo pare essere che i reparti (gestiti da quella razza demoniaca conosciuta come suore, anche se comandati da ufficiali) ordinavano il quantitativo del rancio tenendo conto anche del personale non ricoverato, mentre il personale di servizio (particolarmente in mensa) si ritrovava a ordinare cibo per tutti i militari (compresi quelli che erano in servizio nei reparti) e così pare che ci fossero degli sprechi pazzeschi che hanno incrementato a dismisura il debito pubblico.

Io, come tutti quelli che facevano parte dei reparti ma non passavano la giornata in pigiama, avevo degli incarichi in uffici o in sorveglianza, e sovente mi risultava difficile interrompere i miei lavori alle 16.30 per andare a cenare (si: nei reparti si cenava alle 16.30), quindi dovevo andare alle 18.00 in mensa per poter cenare, anche perché subito dopo la cena, i piantoni del reparto uscivano e la suora tornava al convento, quindi non avrei visto nulla di commestibile... a parte i ricoverati...

Quando scoppiarono le ostilità, il maresciallo non ci lasciò più entrare in mensa, quindi per alcuni giorni la cena di molti dei reparti divenne la pizza serale in libera uscita, ma non eravamo pagati abbastanza per comprarci anche il pranzo (che doveva invece esserci garantito) e così cominciarono le conseguenze cattive.
C'era chi si fregava i panini a mezzogiorno (per farsi poi un panino con la nutella alla sera), chi requisiva il pasto ai ricoverati, chi divorava i tenenti che passavano solitari in certi angoli bui del cortile e chi urlava e sbraitava col maresciallo per farsi punire (a quel punto il vitto spettava obbligatoriamente).

Ma c'era anche un altro sistema!

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...