Adesso ti siedi accanto a me

Architetta (che sappiamo essere la responsabile del Progetta Mannaggiamenti) deve chiudere il suo lavoro, inserendo i dati degli impiantisti per completare la propria documentazione e tener conto della contabilità progettuale.
Nessun problema, se non fosse che, da brava architetta, al solito si dimentica del tutto della parte impiantistica (certa gente non imparerà mai), per cui la prima edizione del lavoro viene a costare qualche migliaio di euro in meno del budget previsto.
Ovviamente, l'intero staff dei Progetta Mannaggiamenti è estasiato da questa situazione, dato che vedono un risparmio notevole (e quindi un miglioramento) sulle indicazioni del progetto preliminare... tutti tranne uno, che reputa strano un simile divario in meno, quando di solito il divario è sempre in più (ovvero nel progetto definitivo di solito viene un importo a budget superiore a quanto previsto nel preliminare) ma non è colpa sua: prima di passare in quello staff era un tecnico anche lui.
Informata Architetta della cosa (ed essendosi beccato una serie di insulti e offese da parte del resto dello staff), si accorgono entrambi che il nuovo Padiglione fieristico sarà fantastico e favolosamente economico, ma sarà il caso che i visitatori e gli standisti si portino cappotti e giacconi da casa, e magari anche una torcia elettrica per vederci... per quanto riguarda le esposizioni, probabilmente verranno rifornite serie complete di batterie per portatili, in modo che possano far vedere tutte le presentazioni in powerpoint senza problemi...
Visto che c'è effettivamente un errore di fondo da parte sua, Architetta smette di accanirsi sui miseri resti mortali del povero membro dello staff e fa il numero delle emergenze: 911!!!
“MK!” “Ciao MK, sono Architetta!” sono incerto se sbattere subito giù o continuare la conversazione, ma poi propendo per quest'ultima soluzione, anche perché se sbattessi giù la cornetta mi richiamerebbe prima di subito
“Che vuoi?” “Dai, non fare così! Ho bisogno di te...”
“CHE VUOI???” “Dovresti venire nel mio ufficio... subito... peppiacere...”
Gerarchicamente mi è superiore, essendo io un esterno e lei una da internare, quindi devo obbedire.
Mi alzo, esco dall'ufficio, mi infilo dentro il bagno per svuotare la vescica, tiro lo sciacquone e mi lavo le mani, poi scendo dalla scala a chiocciola, attraverso la sala mensa/scantinato/sala plotter e risalgo dalla scala a chiocciola dall'altra parte, sbucando nell'atrio dell'ufficio, raggiungo la porta dell'ufficio di Architetta ed entro (non serve bussare, tanto credo che non usi più il vibratore in ufficio).
Lei trasale “Macca##o!!! Ma tu non bussi mai? E se fossi stata nuda?” “Sarei morto per lo spavento! Che diavolo c'è?” “Stronzo! Piantala di dire cazzate e siediti, che devo parlarti!”
Mi siedo e lei comincia “Allora... si tratta della commessa relativa al nuovo Padiglione fieristico... ci hai lavorato anche te, vero?” “Vero!”
“Dunque... noi da questa parte dobbiamo controllare che le lavorazioni si svolgano nel modo migliore e che si rimanga nel budget prefissato e che... BLABLABLA...” e all'improvviso la sento urlare “Oh! Mi stai ascoltando? Hai capito quello che ho detto?”
Svegliandomi di soprassalto alle sue urla esclamo sconcertato “...si, per me va bene il cappuccino...” “Eh? Che c'entra il cappuccino?”
“Uh? Ah! Sei te? Che incubo! Allora... che mi dicevi?” “Ma che stronzo che sei! Ti sei addormentato mentre io ti spiegavo tutto! E adesso devo ricominciare?”
“Se ricominci, dimmelo prima, così vado a prendermi un cappuccino e poi torno quando sei finalmente arrivata al dunque!” “Ma... ma... ma... tu non puoi trattarmi in questo modo!!! Io sono tanto brava, bella e buona! E tu mi tratti in questo modo da cafone!!! Sei veramente uno stronzo!!! Non voglio più vederti, vattene!”
Mi alzo e vado verso la porta, ma lei mi ferma “Ehi! Dove vai?” “Hai detto che me ne devo andare, no?”
“Vieni qua e siediti!” “Cerca di deciderti! Capisco che tu possa avere il tuo ciclo, ma non devo essere io a subirne le conseguenze: mica sono il tuo fidanzato!”
“Ma quale fidanzato? Io sono sing... Basta! Siediti e stai zitto! ...allora, dicevamo che... va bene: pare che qualcuno qua si sia dimenticato di quotare le voci relative agli impianti e quindi il computo finale viene troppo basso...” “E io che c'entro? Se qualcuno qua è così deficiente da non saper nemmeno contare, che ci posso fare io? Mica posso rimandarlo alle elementari!”
“Ti ho detto di stare zitto!” “Uh?”
“Ho bisogno che tu mi aiuti a recuperare tutte le voci impiantistiche per sistemare la quotazione del computo finale!”
Non le rispondo nulla, e lei mi guarda stupita “Beh? Non dici nulla?” “Adesso posso parlare?”
“Certo! Allora, come facciamo?” “Semplice: ti dico qual è la cartella e ti prendi le voci che ti servono!”
“Eh? Cosa? No! Io non posso farlo da sola...” “Perché? Si tratta di aprire un paio di file in excel e sfogliarli, quindi prendere i valori e inserirli nel tuo programma di computo!”
“Si ma non posso farlo da sola! Ho bisogno di aiuto per l'inserimento...” “Perché?”
“Perché non so cosa devo fare!” “Non sai copiare i risultati di un computo metrico?”
“Non so quali devo prendere e dove devo metterli!” “Devi prendere tutti quelli riportati nell'ultima tabella riepilogativa, per il resto, mettili dove vuoi!”
“Ma io non so copiare da excel in quel programma, devo inserirli da zero...” “Boh, e cosa vuoi da me?”
“Non puoi inserirmeli tu?” “Certo, se mi insegni prima come funziona quel programma di computo che usi tu...”
“E come faccio, che non lo so usare manco io? Senti, ho deciso: lo facciamo insieme!” “Cosa?”
“Tu lo tiri fuori e io lo metto dentro...” “COSA?”
“Il risultato del tuo computo, no?” “Ok, ma come facciamo a farlo insieme?”
“Ti siedi qui accanto a me e mi dici le voci che devo inserire, copiandole dall'altro file...” “Ehi, io non ho tempo di stare qui con te...”
“Perché? Ti fa così schifo starmi vicino?” “Ho mille altri lavori da portare avanti!”
Lei assume una posa da cartone animato con occhioni pieni di lacrime e voce tremolante quasi piangente “No, dai... stai qui con me... dammi una mano... peppiacere...” “Maledizione! Perché a me nessuno mai da una mano, quando sono in difficoltà?! Vabbè, stampami quei due file di excel...”
“Li avevo già stampati, sono lì fuori!” “Ma che razza di...! Ok, vado a prenderli...”
“Torna subito, che ti aspetto: oggi sarò tutta per te! Sei contento?” “Eh! Come un agnello a pasqua...”
E così passai il resto della giornata seduto a stretto contatto con Architetta, a leggere le cifre dei computi impiantistici e aspettare che lei riuscisse e metterle dentro il suo computo, creando le voci, scrivendo e inserendo finalmente queste cifre, e ovviamente disperandosi nel vedere il totale salire immediatamente sopra i livelli del budget prefissati, al punto di chiedermi se era proprio necessario arrivare alle cifre calcolate o se si poteva lo stesso cercare di risparmiare qualche migliaio di euri... ovviamente la mia risposta era negativa, dato che i calcoli riportati erano ottimizzati e, per risparmiare, l'unico sistema sarebbe stato levare intere macro-voci impiantistiche, per esempio si potevano levare gli impianti antincendio o gli impianti di illuminazione o quelli di controllo delle presenze, ma certo non sarebbe bastato ridurre il numero di lampade o levare qualche sensore qua e la, come diceva lei...

Usando excel ci vogliono circa 20 minuti a fare questo lavoro, usando quell'accidente di programma specialistico per computi e offerte che SuperAmministratore ha pescato chissà dove, ci abbiamo messo praticamente 4 ore... alla faccia dell'ottimizzazione delle risorse!

Assistente consulente

Ebbene si, a quanto pare, i commentatori avevano ragione: Termica mi ha nominato d'ufficio suo consulente informatico senza stipendio, senza ricompense in natura ma con ricco corredo di cazziatoni.
L'ultima parte fa riferimento al modus operandi di Termica che chiacchiera con Stagista raccontandosi l'un l'altra particolari più o meno truculenti della propria vita (cui ovviamente non presto la minima attenzione) e all'improvviso le chiede un'informazione di natura informatica, alla quale ovviamente Stagista non sa dare risposta (non è certo colpa sua: tutto quello che è al di fuori di cliccare con mouse, scrivere su tastiera e leggere su schermo, per lei è pura magia), quindi Termica si volta verso di me “MK?”
Sentendomi chiamare direttamente le rispondo “Che c'è?” “Come si fa?”
Ovviamente lei da per scontato che io dia retta ai suoi discorsi, ma siccome non è proprio così, mi tocca riformulare la domanda “Come si fa, cosa?”
Lei, a questo punto, si incazza di brutto, visto che non ho degnato della dovuta attenzione le sue ciance “Come?! Non mi hai ascoltato?! Che parlo a fare? Voi maschi siete sempre incapaci di dare retta a una donna! Siete buoni solo a guardarmi le tette e il culo! Eccheccaxxo!!!”
“Scusami se non mi sono intromesso nei tuoi discorsi! Piuttosto che incazzarti, fai prima a spiegarmi cosa vuoi sapere, se credi che io sia in grado di risponderti!”
Lei, dopo lo sfogo iniziale, si calma e mi ripete la domanda che aveva rivolto a Stagista prima, al ché io devo per forza saperle rispondere, per evitare di beccarmi un'altra filippica sulle mie incompetenze, sul fatto che i maschi sono buoni solo a guardarle le tette e il culo e non servono nemmeno a spiegarle un minimo di informazioni, che le fanno solo progettare impianti di fognature, che lei è troppo bella e brava per fare le fogne, che delle tubazioni non ci capisce un tubo, eccetera eccetera.
Ovviamente questo tipo di sfoghi lo fa comunque, anche se rispondo alle sue domande, ma almeno lo fa dopo, quando riprende a chiacchierare con Stagista e non lo fa riferendosi direttamente a me.

NOTA 1: ricordiamoci sempre che io sono un ingegnere elettrotecnico, mentre Termica è un'ingegnere informatico della generazione cresciuta "a pane e computer", mica come me.
NOTA 2: volete sapere il tenore delle sue domande: l'ultima è stata “Come faccio a stampare una schermata? Clicco su STAMP ma non mi manda in stampa niente!”
NOTA 3: dopo aver letto l'ultima frase, rileggere subito la nota 1...  :dho:

Io non spikkio inglisc..

Ultimamente, la Grande Società ha strani piani in mente.
Una mattina arriva una mail da SuperAmministratore che ci comunica che dovremo saltare la pausa pranzo per fare un test di inglese, e di non rompere che anche i capi lo faranno e nemmeno loro mangeranno (tralasciamo il fatto che mentre noi dovremo poi riprendere il lavoro, loro usciranno subito dopo per andare al ristorante, loro... tralasciamo, sennò divento polemico, cattivo, e mi si rovina la digestione...)

Il tizio pare essere di madrelingua anglo-britannica e si presenta con un normale ritardo di dieci minuti (praticamente puntuale, e comunque sempre all'interno del "quarto d'ora accademico").
Consegna a tutti un foglio scritto con una serie di domande del genere metti la crocetta sulla risposta giusta per completare le frasi, e tutti si lanciano alla ricerca di penne e simili oggetti da scrittura (ovviamente mancanti in uno studio di ingegneria).
Completato il questionario (ovviamente non c’era nemmeno una parola in italiano, neanche le istruzioni di completamento), lo si firma e lo si consegna, attendendo infine che costui ci chiami uno per volta per l’esamino orale.
Ai primi che escono vengono fatte le solite domande di rito, e si scopre che le domande sono sempre le stesse: sostanzialmente qual è il nostro ruolo all’interno della Grande Società e dove siamo stati in vacanza l’estate scorsa.
Quando viene il mio turno, entro dentro e costui comincia il suo interrogatorio in lingua, al quale rispondo cercando di recuperare i rari concetti ancora presenti nel mio cervello da una scarsissima preparazione scolastica (tralasciando le medie, nel biennio delle superiori, la mia classe avrà visto la professoressa di inglese per non più di tre mesi in tutto, abbiamo avuto per il resto diverse supplenti, ma nessuna ha mai pensato che fosse il caso di spiegarci qualcosa):
“Good morning!” “Gud monning!”
“No, it says gooood morrrrning, not gud but good and not monning but morning..” “Schius mi: goooood morrrrrning viet.. ehm..”
“Ok, waz your naim?” “Mai nem is..”
“No, it says naim, not nem or neim, naim!” “Ok, mai..”
“No, it says mei, not mai, mei!” “Ok, mei naim is MK..”
“No, it says Em Kei, not M K but Em Key..” “Ok..”
“Waz your role in dis sosiaiti?” “Uh?”
“Your role, waz do yu do iar?” “Ah, ai em a..”
“No, not ai em but ai am” “Ai am a consultent..”
“Waz?” “Electrical enginier..”
“No, not enginier but ainginier..” “Ok..”
“And, uere ar yu gon..” “Eh?”
“Holideis..” “Ai ev bin..”
“No, ai ed biin..” “Ai ed biiiin in Torino..”
“No, Turin, not Torino..” “Ehi! Quando ho studiato io (in quei 3 mesi alle superiori che la professoressa si è fatta viva) dicevano che i nomi propri non si traducono!”
“Yess, ma gli inglesi possono tradurre anche i nomi, visto che la loro è la lingua più importante!” “Finchè ci sono dei "cujun" che glielo permettono..”
"Waz cujun?" "No: tu NON lo vuoi sapere veramente!"
“Vuell.. ai fink det..” “Fikkati quello che vuoi! Io me ne vado!” e mi alzo uscendo per andare a mangiare.

Il corso si fa in due livelli per due giorni alla settimana durante la pausa pranzo: nel livello base ci sono quelli che non sono mai andati in vacanza in paesi anglosassoni e nel livello avanzato quelli che almeno una volta ci sono stati.
Stranamente, non sono risultato iscritto al corso, così per due giorni alla settimana mi tocca godermi la pausa pranzo e uscire, al posto di rintanarmi nella sala riunioni e fare conversazione in lingua saltando il pasto.. che sfiga!!! Peraltro, mica vorremo interrompere una gloriosa tradizione secondo la quale la Grande Società non mi ha mai pagato un singolo corso (ovviamente solo a me: c’entra niente il fatto dei consulenti esterni: agli altri consulenti i corsi sono stati pagati..)

Oltretutto, essendo l’unico che non partecipa, sono anche esonerato dal capire il significato dei messaggi di errore che appaiono nei computer delle colleghe:
“MK!!! E’ apparso un messaggio di errore! Vieni a risolvermi il problema!” “E’ in inglese?”
“Certo!” “Allora non posso: io non spikkio inglisc..”

Idee regalo

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Corso di formazione

Di recente ho avuto richiesta per svolgere un incarico particolare, per il quale dovevo frequentare un corso di formazione, che mi sarebbe comunque stato utile anche per la mia crescita professionale.
Per frequentare lo stesso, mi rivolgo alla sede dell’Ordine dove, a stretto giro di posta, mi mettono in contatto con la Fondazione che stava organizzando proprio un corso nel settore specifico (guarda caso).
Compilo il modulo di adesione e mi arriva la richiesta per il pagamento del bonifico, eseguo e mi giunge il calendario del corso con programmi e tutto il resto.
Si tratta di un corso di breve durata, concentrato in 6 giornate da 4 ore ciascuna: 24 ore intense di lezione e spiegazioni tenute in orario serale dopo un’intera giornata lavorativa, con esame finale da svolgersi durante un’ora aggiuntiva l’ultima sera.
Nulla da dire sullo svolgimento delle lezioni e sui docenti, capaci di evitare che ci addormentassimo tutti profondamente (anche causa il caldo dell’aula piccola e affollata e l’orario particolare), poco da dire sull’organizzazione logistica (forse mandare via email il materiale per la lezione va anche bene, ma almeno mandatelo il giorno prima, non entro il pomeriggio stesso..) ma molto da dire sulle potenzialità informatiche dell’aula e dei docenti.
Prima serata: il docente accende il videoproiettore, collega il proprio portatile e Vista si rifiuta di farsi vedere, se non dopo un completo riavvio di ogni apparecchiatura elettrica esistente in sede, compresa la luce del bagno.
Sempre in prima serata, nel bel mezzo della spiegazione, parte il salvaschermo di Vista e, dopo la ripresa, ci si accorge che è di nuovo saltata la connessione, ergo nuovo riavvio di ogni cosa, e attesa del caricamento per riprendere con la presentazione delle slide.
Seconda serata: il docente non riesce a collegare il proprio portatile al videoproiettore, risolto con l’intervento della segretaria che collega un portatile di servizio sul quale il docente trasferisce le slide in powerpoint della presentazione mediante chiavetta USB 2 volte (la seconda dopo salvataggio in formato compatibile con la versione di Office adatta per XP, che evidentemente Windows non è compatibile nemmeno con sé stesso..)
Terza serata: il docente (un architetto un po’ fanatico) si presenta con un favoloso portatile MAC, che non intende in alcun modo riconoscere il videoproiettore se non dopo il terzo riavvio (spiegazione: “Scusate, ma questo computer mi serve per la grafica, ma non è proprio compatibile con queste apparecchiature tecnologiche: appena possibile passerò a Windows con Vista, che funziona meglio!”… si, ha detto proprio così: io non ho mai visto/usato un MAC, ma questa non mi sembra certo una buona pubblicità)
Quarta serata: il portatile si collega subito, Vista riconosce il videoproiettore, funziona tutto bene.. per un paio d’ore, poi l’immagine si spegne, per non tornare più. Il docente deve farsi prestare il portatile con XP dalla segretaria, e farsi dare via chiavetta USB anche una copia del materiale del corso che ci era stata spedita via email la mattina, per poter completare la lezione.
Quinta serata: il docente arriva con un portatile con XP a cui collega una chiavetta USB con la lezione, ma non copia la lezione nel disco (troppa roba dentro il disco, anche a giudicare dal numero inverosimile di icone sullo schermo.. il videoproiettore era già avviato). Le varie presentazioni vengono quindi lanciate da chiavetta direttamente.
Dopo un paio d’ore, la presentazione si blocca, il docente tocca la chiavetta (che pare essere caldissima) e la estrae per lasciarla raffreddare (no: nessuna procedura di rimozione sicura: la tira via direttamente).
La lezione riprende dopo che la segretaria gli passa un’altra chiavetta con la lezione inviataci via email il mattino stesso.
Sesta e ultima serata: stranamente non succede nulla degno di rilievo, se non che il videoproiettore viene riconosciuto immediatamente, la presentazione si svolge senza problemi e non ci sono chiavette o altro girovaganti per l’aula. La segretaria non è mai dovuta intervenire, il docente non ha perso il ritmo della spiegazione per risolvere problemi strani ma al termine della lezione, dopo la prova d'esame, è stato subissato di domande su quale versione di Windows stesse utilizzando?
In effetti ben pochi lì dentro (forse solo uno?) ha riconosciuto per certo quel pulsante START personalizzato come se fosse una K..
E poi dicono che Windows funziona benissimo… ;-P

Annunci sentimentali 8

Tirando le somme, la mia carriera di "lat(r)in lover", come avete visto, è stata costellata da una incredibile serie di successi particolari.

Che intendo con successi particolari?

Che forse non sono andati esattamente come immaginavo io, ma qualche successo l'hanno ottenuto comunque...

Allora, una ragazza è scappata via appena mi ha visto, al nostro primo appuntamento, allontanandosi tra la folla e rifiutando da quel momento di rispondere alle mie telefonate => successo per qualcun altro

Una ragazza ha deciso di mettermi il guinzaglio e di dirigere la mia vita in una direzione diversa da quella dove volevo farla andare io, ma poi abbiamo litigato => successo per la mia vita

Una ragazza è uscita con me, abbiamo passato una serata piacevole, ma quando le ho telefonato il giorno dopo per organizzare un secondo appuntamento, mi ha detto che ci aveva ripensato e si era rimessa insieme al suo ex-ex-ragazzo (nel senso che non era più l'ex-ragazzo) => successo per il suo ex-eccetera

Una ragazza è uscita con me, abbiamo preso un caffè insieme, ma poi è arrivato un nuovo stagista giovane nel suo ufficio... => successo per lo stagista

Una ragazza è uscita con me, abbiamo mangiato una pizza ciascuno, ma poi mi ha detto che non ho agito da cavaliere chiedendo conti separati e non ha più voluto vedermi... => successo per la pizzeria

Una ragazza al primo appuntamento mi ha fatto il terzo grado, e quando ho cercato di organizzare un secondo appuntamento mi ha detto che non guadagnavo abbastanza per uscire con lei... => successo per una sua eventuale carriera in politica o nella Ford?

Una ragazza è uscita con me, abbiamo preso un caffè e poi ha cercato di utilizzarmi per scopi burocratici giungendo a pensare di fare un figlio con me, ma io ho evitato di prestarmi a un simile abominio => successo per il futuro figlio? ;)

Una ragazza è uscita con me, abbiamo preso un aperitivo, ma poi mi ha fatto un sacco di domande su un'altra persona, che evidentemente le interessava più di me... => successo per l'altra persona?

E, nel mezzo di queste sciocchezze, c'è stata anche un'altra ragazza, una che non era propriamente una sciocchezza, una che mi ha fatto realmente male, anche se forse era tutta colpa mia, che mi ero fidato... ma questa storia è già stata scritta e non è stata un successo per nessuno...

E' finita...

E all'improvviso venne il giorno fatidico!

Cosa fare quando un computer, malgrado tutto, non riesce più a soddisfare le esigenze dell'utente?

Continuare a leggere...

Il crash è garantito

Ecco che, durante la mattinata, entra nel nostro antro SuperAmministratore, che si rivolge direttamente alla TermoCoppia (cioè Termico e Termica) per comunicare loro le ultime novità in merito alla versione termica della 'ciofeca'.
Questo che segue è il punto essenziale di quanto ha riferito (le parole sono praticamente le sue testuali, i protagonisti sono SA = SuperAmministratore, T(a) = Termica e T(o) = Termico):
SA: "...e così, il tecnico mi ha confermato che è proprio un difetto del software. Ma ha specificato che non è un difetto del loro programma, ma della FamosaCasaProduttriceDiSoftwarePerDisegnoTecnico, sulle cui librerie si basa la TermoCiofeca..."
T(a): "Non capisco! Che c'entrano le librerie del CAD?"
SA: "Dice che a causa dell'utilizzo di quelle librerie, la TermoCiofeca non è in grado di svuotare la cache fino alla chiusura del programma!"
T(a): "Eh?"
T(o): "E cosa significa?"
SA: "Semplice: che alla lunga satura la memoria del sistema e crolla tutto!"
T(a): "Ma dai!"
SA: "Si. Il tecnico ha detto di controllare l'utilizzo della memoria allocata e si vedrà che aumenta sempre di più, finché il computer non ce la fa più e crolla! Il tecnico ha assicurato che il crash è garantito!"
T(o): "E se ampliamo le macchine?"
SA: "NO! Non si può fare! Queste macchine sono già il massimo possibile, come workstation: hanno ben 1GB di RAM potentissima, roba che corrisponde a 4GB per le altre macchine (*)!!! Non si possono ampliare!!!"
T(a/o): "E allora che si fa? Come lavoriamo?"
SA: "Vorrà dire che quando usate quel programma, ci lavorate per un'ora, poi lo chiudete per dieci minuti e poi ripartite e completate i lavori!"
T(a): "Ma così si svuoterà la cache?"
T(o): "Al massimo riavviamo il sistema.."
SA: "No. Il tecnico mi ha detto che basta fare così."

Se questo è il livello di assistenza tecnica del programma, preferisco mille volte la 'ciofeca' che uso io.

A proposito, io non sono pratico, ma quando si acquista un programma che costa tante centinaia di euro ed è compresa nel prezzo anche l'assistenza tecnica, è normale che le cose funzionino in questo modo? Perchè se è normale, da domani cerco di farmi assumere per dare assistenza tecnica di programmi.. anche di quelli che non conosco proprio.. ;-P

(*) No: non l'ho mai capito nemmeno io cosa intende. So solo che a me il computer si blocca in continuazione appena apro un paio di programmi.

Annunci sentimentali 7

Per un bel po' di tempo, non ho più avuto rotture di pelotas da parte di fanciulle assatanate o di colleghe rompiscatole.
Nel frattempo ho cambiato lavoro, mi sono pure messo in proprio, e infine ho cominciato a costruirmi una vita diversa su internet, aggregandomi prima a un forum poi a un altro, finchè diversa gente mi conosceva, probabilmente avevo più conoscenze nel mondo virtuale che in quello reale.
Tra i vari amici virtuali, ce n'era una in particolare, una donna simpaticissima, che ha un suo sito, dedicato alla propria attività professionale in ambito sanitario, con annesso forum.
Costei mi ha chiesto, un giorno, di partecipare al suo forum nell'angolo delle chiacchiere da bar (che nei settori specialistici non avrei mai saputo dove andare a parare) e io ho infine accettato, iscrivendomi e postando alcune volte.
Tra i vari utenti del suddetto forum, c'era una sua collega abitante a Torino, che saputo di essere mia concittadina ha espresso la volontà di incontrarci.
In un attimo mi sono tornate in mente le scene quasi apocalittiche che ho visto nel passato, ma nel frattempo alcune cose erano cambiate: ero diventato più vecchio e più acido, il mio caratteraccio schifoso aveva preso il sopravvento, e un'uscita con una ragazza che di mestiere faceva la dottoressa non sembrava certo la cosa più adatta a me, ma in fondo si trattava solo di uscire, andare a prendere un aperitivo al bar, nulla di più... inoltre, l'incontro era a due passi da dove lavoro, quindi anche comodo.

Esco la sera dall'ufficio, raggiungo la piazza adiacente e mi avvicino alla fermata del tram, dove tra le molte persone vedo una donna che indossa un cappello particolare, corrispondente a quello che la suddetta ragazza mi aveva indicato come segno di riconoscimento. Mi avvicino e le chiedo se è lei, lei si volta verso di me sorridendo, annuisce e ci salutiamo, quindi ci dirigiamo verso il bar in piazza e ci sediamo.
Prendiamo un aperitivo e chiacchieriamo tranquillamente, ma a un certo punto mi accorgo che lei devia la discussione direttamente sul forum dove ci siamo conosciuti e in particolare su alcuni utenti del suddetto forum, utenti che conosco ormai da lunga data, ma è strano.
Il discorso diventa quasi un pettegolezzo, dove lei chiede sovente informazioni su altri utenti, finchè ottiene conferma di una sua idea, secondo la quale pare che alcuni utenti di quel forum abbiano una relazione tra loro... francamente a me non importa assolutamente: sono comunque adulti, quindi sono cavoli loro, ma dal tono e dalle parole, mi sembra di capire che costei sia parecchio alterata da questo fatto.

Possibile che in realtà anche lei fosse invaghita del suddetto utente?
E allora, per quale motivo non ha chiesto a lui di uscire?
Che bisogno c'era di uscire con me, se il suo interesse era lui?

Mah! E poi dicono... è vero: per un uomo (specie un idiota come me) la mente femminile è realmente un labirinto inimmaginabile e incomprensibile...

CAD per Linux

Ho risolto il problema che mi assillava di trovare un CAD nativo per Linux che funzionasse bene senza emulatori.

Continua a leggere...

Architetta non plotta.. 3

Devo aver già detto da qualche parte che, di recente, i plotter sono stati portati nello scantinato, a metà strada tra l'ufficio della truppaglia (il cui responsabile è PiccoloCapo) e l'ufficio dei Progett Mannaggiament (la cui responsabile è Architetta).
Un giorno, Architetta decide di (tentare di) fare un plottaggio in prima persona, lancia la stampa e dopo una decina di minuti scende a vedere, per prendere il prodotto finito (per fortuna, i plotter non si trovano più in Siberia quindi non deve necessariamente surgelarsi nell'attesa).
Arriva sotto, scopre che il cestello del plotter è vuoto, controlla l'altro plotter e scopre che anche quello non ha dato segni di vita di recente, allora torna al suo ufficio, prende il telefono e fa il numero delle emergenze: 911.. e quindi sento squillare il mio telefono, al ché rispondo con la necessaria professionalità: “Chi è che rompe i cojoni alla gente che lavora?”
“MK? Sei tu?” “Io sono io, ma tu chi sei?”
“Sono Architetta, ho un problema grosso grosso..” “Solo uno? Allora mettiti in coda e prendi il numerino!”
“No, aspetta! Aiutami! Peppiaccere peppiaccere..” “Che problema?”
“Il plotter non va.. mi odia.. aiutami.. vieni che ho assoluto bisogno di te.. peppiaccere..”
“Che ha il plotter?”
“Non va.. non mi vuole stampare.. nessuno mi vuole bene.. sono triste e sola.. vieni.. peppiaccere..” “Uff!!! Ok, arrivo!”
Vado sotto e lei non c'è (e già questo mi fa incazzare), guardo il display dei plotter e mi incazzo ancora di più, lanciando una serie di imprecazioni degne di passare alla storia, ma non in questo sito.. e salgo nell'altro ufficio entrando infuriato senza bussare nella sua stanza dove lei sta giocando con qualcosa che ronza sotto la scrivania.
Lei spalanca gli occhi e spegne immediatamente l'aggeggio sotto la scrivania “Caz.. cosa fai qua? Ehr.. Perché non hai bussato?” “Tranquilla, non ho visto niente! Allora, qual è il problema?”
“Problema? Non lo so! Che problema c'è?” risponde lei agitandosi freneticamente sotto la scrivania “Che, mi prendi per il culo? Che problemi hai col plotter?”
“Eh? Problemi? Col plotter? Ahhh! Si, scusa.. allora.. ho lanciato il plottaggio di questo file che mi è arrivato da fuori come allegato a una mail inviatami dal cliente e che rappresenta una planimetria edile con alcuni prospetti e sezioni ed è disegnato in formato A0 allungato e che devo per forza stampare perché se non lo stampo non riesco a vedere come risulta il loghino colorato nell'angolino del testalino che secondo i clienti è colore del mare al tramonto in estate e secondo me è colore del mare mezz'ora prima del tramonto ma in autunno o al massimo a fine estate diciamo fine settembre inizio ottobre e..”
“Vuoi che ti dica subito quanto mi interessa il colore del loghino? E cosa penso del fatto che per vedere un loghino colorato che puoi stampare sull'A4 normalissimo vuoi plottare un lenzuolo a tre posti?” “Eh? Cosa? No.. Ma non trattarmi così: io sono brava bella e buona.. e tu sei così antipatico con me..”
“Vuoi smetterla di dire caxxate e spiegarmi che caxxo di problemi hai con sto caxxo di plotter? Altrimenti torno al mio posto e ti arrangi da sola a risolverti tutto!” “Eh? No no, non andartene.. allora, il plotter non mi ha stampato, e io non so cosa è successo..”
“Andiamo!” “Dove?”
“Sotto, dove c'è il plotter..” “Ma devo venire anch'io? Perché sono impegnatissima e..”
“Hai problemi?” “No, veramente adesso non ho nulla da fare..”
“Allora muovi il culo!” “Ehi! Non puoi trattarmi così..”
Credo che abbia riconosciuto la luce omicida nel mio sguardo (o che temesse ricatti per la storia del vibratore) perché si è comunque alzata di scatto e mi ha seguito fino alla sala plotter, dove mi ha indicato il cestello vuoto del primo plotter “Vedi, signor SoTutto? Non mi ha stampato niente!”
Io le indico il display “Sai leggere?” “Certo! Mi prendi per i fondelli?”
“Io a te no, e tu a me?” Lei fa per rispondere, poi si ferma e si avvicina al display e legge “sostituire rotolo carta e cartuccia nero”
“Oddio, no.. adesso devo cambiare il rotolo e la cartuccia? Ma io non so come si fa, non l'ho mai fatto, non sono capace, sono tanto brava bella e buona ma certe cose non le so fare... Me li cambi te? Peppiaccere..” Ormai ero lì, e non ci voleva poi molto tempo, quindi “Ma solo per questa volta, quindi guarda e impara!”
Cambio il rotolo e la cartuccia, facendole vedere come si fa, e poi faccio per tornare indietro e lei mi fa “Ehi! E il mio disegno? Perchè non lo stampa?” “Devi rilanciarlo!”
“Nooooo! Questo plotter mi odia.. non mi vuole bene.. io sono tanto brava bella e buona.. Me lo puoi lanciare te?” “Ciaooo..” e me ne vado (prima di lanciare a lei fuori dalla finestra, che poi essendo nello scantinato manco si faceva male... purtroppo...)

Annunci sentimentali 6

Come dicevo, Amministrativa conosceva effettivamente molte altre ragazze, e forse voleva realmente avviare un'agenzia matrimoniale.

Mi sono quindi trovato alcune volte a casa sua, a ripetere l'esperienza già vissuta, con delle ragazze sempre più strane.
Ogni volta, quando la ragazza in questione se ne andava, lei mi tratteneva per darmi suggerimenti o chiedermi pareri a caldo, e ogni volta le mie risposte erano sempre più drastiche.
Una volta le ho detto chiaramente "Ma scusa, veramente io dovrei uscire con una così?"
La sua risposta è stata "Beh, forse non è propriamente il massimo, ma quando l'ho conosciuta era una bambina deliziosa..."
"Una bambina?" "Eh si... quando l'ho conosciuta io aveva 8 anni..."
"Ma... quindi non la vedi da oltre 20 anni, non la conosci e me la vuoi affibbiare?" "Ehm..."
"Ciao neh!" e me ne vado.

Passa del tempo e un venerdì in serata mi ritelefona "MK, sono Amministrativa" "Ciao, cos'è successo?"
"Come sarebbe cos'è successo?" "Beh, mi telefoni sempre quando succede qualcosa, quindi..."
"Senti, verresti a trovarmi sabato?" "Perchè? Cos'è successo?"
"Ma niente... se vieni, ti presento una ragazza che conosco!" "Un'altra fuggita dal manicomio?"
"Ma no, certo che no! Questa è una brava ragazza che conosco da..." "...da quando era bambina, però nel frattempo l'hai persa di vista e non sai che ora va in giro come una metallara dark strapiena di spuntoni e spilloni che finge di essere una vampira satanista?"
"Ma no: quella era un caso particolare! Questa è una brava ragazza, tutta casa e chiesa..." "E già questo implica che non potremmo mai andare d'accordo!"
"Uffa! Allora, vieni o no?" "No: uno perchè non posso e due perchè sono stufo di queste matte che mi vuoi affibbiare!"
"Non vuoi venire?" "No: non vengo!"
Ero fiero di me e della mia decisione, ma non è così semplice spuntarla con certe persone, abituate ad avere sempre l'ultima parola...
"Allora le do il tuo numero di cellulare e vi mettete d'accordo voi! Ciao!" e attacca prima che possa dire qualsiasi cosa.
Passa il sabato e anche la domenica, e mi dimentico di questa cosa (la mia RAM è nota per essere facilmente resettabile...), il lunedì sono sul lavoro e improvvisamente mi suona il cellulare.
Rispondo e una voce femminile con accento straniero mi dice "Buongiorno, sei tu MK?" "Si, sono io. E tu chi sei?"
"Sono AmicaDiAmministrativa, lei mi ha dato il tuo numero e mi ha detto che non ci sono problemi se ti telefono, ma se disturbo stacco subito!"
Beh, in fondo sembrava anche più imbarazzata di me e, appena nominata Amministrativa, mi è tornata in mente tutta la discussione, per cui "Sei l'amica che voleva farmi conoscere?" "Si, ma se disturbo puoi chiamarmi più tardi, il mio numero dovrebbe essere apparso..."
"No, non mi disturbi, dimmi tutto!" "Ecco, preferirei parlarti di persona..."
"Va bene: possiamo vederci stasera al bar, prendere un caffè e parlare?" "Si, ci vediamo al BarTizio?"
"Ok, è anche vicino a casa mia..." "Penso di si: Amministrativa mi ha detto che abiti vicino a dove abito io!"
"ok, a stasera!" "A stasera!"
La sera, tornato a casa dal lavoro, mi preparo ed esco, raggiungo il bar in orario e prendo il cellulare, compongo il numero e sento all'improvviso una suoneria dietro di me, mi volto e vedo una ragazza che cerca trafelata il cellulare nella borsa, le chiedo "Sei tu AmicaDiAmministrativa?" "Eh? Si, sono io, e tu sei MK?"
"Si, ciao" "Ciao" e ci stringiamo la mano, poi entriamo nel bar, ci sediamo al tavolino e ordiniamo un caffè a testa.
Cominciamo quindi a parlare per presentarci, e lei mi racconta di essere originaria dell'est europeo (come era chiaramente comprensibile dall'accento) ma di essere una brava ragazza (evidentemente era convinta che i suoi connazionali non fossero brave persone).
Alla fine, durante il discorso, mi rivela che lei, pur facendo diversi lavori in nero, risultava in Italia con permesso di soggiorno studentesco, ma che il permesso era ormai prossimo alla scadenza in quanto aveva terminato gli studi.
E quindi, continuando il discorso, mi rivela che era desiderosa di conoscere un bravo ragazzo italiano, che le volesse bene, che potessero mettersi insieme, meglio ancora sposarsi, ma soprattutto avere un figlio al più presto, così lei avrebbe potuto restare in Italia senza problemi, ed eventualmente avrebbe potuto aiutare i suoi famigliari rimasti al paese, in previsione di un futuro trasferimento in massa in Italia.
Al termine del discorso, usciamo dal bar e camminando lei mi indica un palazzo, e mi dice "Io abito lì, all'ultimo piano!" "Complimenti, bel palazzo..."
"Si, un alloggio comodo e grazioso... Lo vuoi vedere?" "Eh?"
"Massì! Vieni su, ti faccio vedere il mio appartamento: è solo cucina e camera da letto, ma è carino: il letto è comodo!" "Ma..."
"Dai, vieni su! Tu mi piaci: ci troveremo bene!" "Come sarebbe a dire?"
"Beh, credo di essere una bella ragazza: possiamo metterci insieme e..." "Ehi! Calma! Io non ho detto che voglio mettermi con te!"
"Ma perchè? Sono una ragazza a posto, religiosa, di sani principi, voglio solo metter su famiglia!" "Mi spiace, ma io non sono la persona giusta per te..."
"Come fai a dirlo?" "Ne sono sicurissimo! Ma non preoccuparti: una ragazza bella e di sani principi come te non avrà problemi a trovare la persona giusta per metter su famiglia! Addio!"
E me ne torno a casa!

Il giorno dopo telefono ad Amministrativa e le comunico ufficialmente che non ho più intenzione di partecipare ai suoi giochi matrimoniali, diffidandola dal continuare.
Questa è stata l'essenza, ma ammetto che la mia telefonata in realtà è stata piuttosto pepata, ma come dicono nella capitale "quanno ce vò ce vò!"

E per un po' le minacce hanno funzionato...

Non riesco a rimetterla dentro

Telefonata di primo mattino, brutto segno!
“MK?” “Ciao MK”
“Ciao Segretaria” “Per favore, puoi venire da me?”
“Che è successo?” “Una catastrofe.. non ci riesco più! Puoi venire?”
“Non riesci a fare cosa?" "A rimetterla dentro!”
“Cosa?" "Mi è uscita fuori e non riesco a rimetterla dentro! Vieni, presto!”
“Ok, arrivo!” “Grazie!”
Vado da lei, convinto che ci sia un grave problema al computer e.. indovinato!!! A proposito, dov’è il tabaccaio più vicino per giocare al superenalotto?
“Cos’è successo?” “Non lo so, non ci riesco più..”
“A fare cosa?” “Questo – indica il monitor del computer – non funziona più!”
Guardo il monitor acceso con le solite diecimilaottoventisette icone, muovo il mouse e vedo la freccia che si sposta e le dico “A me sembra che funzioni..” “NO!!!”
La guardo perplesso, lei indica lo schermo e quasi piangendo esclama “Mi è uscita fuori e non riesco a rimetterla dentro!”
“Non ho capito” “Quella – e indica lo schermo – è uscita fuori dalla cartella e ora non riesco più a rimettercela dentro!”
La guardo, seguo l’indicazione del dito e vedo che indica un’icona classica delle cartelle condivise in rete.
“Quale cartella?” “Questa..” clicca su un’altra icona e si apre una cartella dove ci sono altre icone di cartelle di rete (ovviamente, essendo l’icona delle Risorse di Rete).
Prende il mouse, clicca sull’icona nel desktop e cerca di trascinarla nella cartella, non riuscendoci “Vedi? Non riesco a rimetterla dentro!”
La guardo, allungo la mano verso il mouse, lo sposto sui pulsanti nella barra blu dell’Esplora Risorse di XP e clicco sul primo (Aggiungi risorsa di rete..), seguo la procedura e le ripristino l’icona smarrita, poi le restituisco il mouse.
“Prova un po’!” clicca e funziona tutto bene
“Ma.. ma..” “Uh?”
“E quella?” indicando l’icona sul desktop
“Funziona?” indicando la cartella aperta
“Si, ma quella?” indicando ancora l’icona sul desktop
“Tasto destro, elimina!” “Ma si può fare?”
“Certo” “Ma è una cartella di sistema”
“Più che altro è un collegamento..” “Allora la elimino?”
“Si” “Posso davvero?”
“Dammi il mouse, lo faccio io!” “Ma no, mi fido.. ok, tieni..”
Eliminata l’icona sul desktop, le indico quella che le ho ricreato un attimo prima e le dico “Riprova a cliccare, donna di poca fede!”
Lei clicca, si accerta che la cosa funziona e “Grazie, ora vai pure: non mi servi più!”

Sei pagato a chilometri.. 2

PiccoloCapo entra in ufficio mezz’ora prima degli altri, apre le finestre del suo antro e del mio (che gli serve per vederci mentre passa) e si piazza nella sua sedia a consultare internet per leggere il giornale.. dopo una veloce scappata alla macchinetta del caffè e al bagno..
Arriva l’orario e cominciano a entrare i vari schiavi, per cui PiccoloCapo si alza e comincia a passeggiare lungo il corridoio avanti e indietro, controllando chi arriva e facendo contorsioni allucinanti per guardare l’orologio senza farsi notare (vizio copiato pari pari a GrandeCapo), e una volta entrati gli automuniti, ecco che cominciano ad arrivare i dipendenti dai mezzi pubblici, allora nuova passeggiata con controllo contorsionistico dell’orologio.
Poi, PiccoloCapo torna al suo posto, si immerge in un’attività ronfatoria nel suo antro, fingendo di usare il computer, finchè non gli suona il telefono, allorchè comincia a dare grandi dimostrazioni di eloquenza dotta e forbita intrattenendosi col cliente dall’altra parte per diverse decine di minuti.
Terminata la telefonata (con grande gioia delle nostre orecchie, stanche di sentire un simile cumulo di caXXate degne solo delle barzellette su cui si basavano i vecchi film della “commedia all’itagliana”), si dedica alla fase di stampa delle relazioni universitarie della figlia (quelle che, a volte, non riesce nemmeno a impaginare e si rivolge disperato a me), quindi comincia la passeggiata verso la stampante, dove scopre immancabilmente che o è finita la carta o è finito il toner, lancia urla allucinanti e comincia a dedicarsi in prima persona alla sostituzione.
Tornato infine alla sua postazione, comincia a telefonare ai suoi ex colleghi per organizzare qualche incontro (che fa passare per incontri di lavoro)
Arriva quindi il momento in cui è costretto a fare una passeggiata verso il bagno.
Tornando indietro si ferma alla macchinetta del caffè (è solo la seconda volta nella mattinata, e mica il caffè gli può far male.. anche se il suo organismo è allo sfascio totale..) e si legge il giornale.
Tornato al suo antro, attende: è l’ora in cui solitamente GrandeCapo passa a controllare la truppa, poi si ferma nel suo antro e cominciano a discutere su quale elemento del personale al momento sta facendo le maggiori cojonate (ovviamente se sono da questa parte discuteranno solo di coloro che sono nell’altro ufficio, e viceversa.. ma questo implica che PiccoloCapo corra dall’altra parte nell’ufficio di GrandeCapo, e questo di solito succede nel pomeriggio..)
Passato il pericolo, arriva Segretaria che lo chiama per un caffè e i due si avviano alla macchinetta per la pausa caffè-spetteguless.
Al loro rientro, solitamente procedo con la mia pausa caffè, e al mio rientro me lo trovo davanti alla scrivania “Caxxo! Non ci sei mai!” “Stavo prendendo il caffè, che c’è?”
“Ecco, siediti che ti spiego..” e comincia a farmi uno spiegone di qualche lavoro, condito da vecchi ricordi di come lui aveva già risolto un problema simile in epoche primordiali, e di come nel frattempo qualche suo collega – che non ho capito se dovrei conoscere – ha fatto delle corbellerie, che mi racconta per filo e per segno, come se mi importasse qualcosa, e alla fine, dopo aver pastrocchiato una serie di fogli e infarcito di ditate e sputazzate il mio monitor, mi fa capire cosa devo realmente fare (ovviamente dopo la mia classica domanda: “Si, vabbè, ma IO che cosa devo fare?”) prima di andarsene, per la gioia delle orecchie delle colleghe Termica e Stagista.
Fatto ciò, torna nel suo antro per dedicarsi nuovamente alla fase di stampa di qualche cosa divertente (per lui) trovata in qualche sito strano su internet (non ho capito se sono solo io ad avere i filtri..), quindi cominciano le passeggiate verso la stampante, con i conseguenti cambi della carta e a volte dei toner.
Telefonate di livello boccaccesco con clienti (per la gioia delle nostre orecchie) e infine si giunge alla pausa pranzo.
Parte, arriva alla porta e si ricorda di aver dimenticato qualcosa, torna indietro, ritorna alla porta e si ricorda di qualcos’altro, ritorna indietro e ritorna nuovamente alla porta, esce, rientra e ritorna a prendere le ultime cose che si è dimenticato, quindi esce e se ne va al bar dove pranza.
Al termine della pausa pranzo, quando rientro, lui è dentro ad ascoltare la radio o leggere le notizie su internet, appena sente i rientri, si lancia deciso verso il bagno, poi va alla macchinetta del caffè (si: l’ha preso anche al bar..).
Alla macchinetta controlla chi passa e chi prende il caffè, poi si dirige al suo antro (prima che arrivino i capi, che non è necessario controllare anche loro) e comincia a telefonare, per facilitarci l’ascolto dello Zoo di Radio 105 con sottofondo di battute alla Pierino.. sovente le cose coincidono in un modo straordinario.. ovviamente parla con i clienti..)
Dopo un po’, si alza e va dall’altra parte (ufficio di GrandeCapo) a completare l’opera di spetteguless sul personale.
Tornato di qua, per evitare di annoiarsi, comincia a lanciare in stampa le numerose normative, dato che pare che quando ha dato analogo ordine a Disegnatrice (???) lei sia riuscita a stampare solo il 50% di ogni singola normativa, a pagine alterne (Disegnatrice? Ma se non sapeva nemmeno impostare una stampante..)
Parte quindi a controllare che la stampante proceda (sovente le normative raggiungono anche le 200 pagine, si sa mai che può succedere..) e ovviamente sapete cosa succede, vero?
Stampate un paio di normative, va da Segretaria per farsele rilegare, poi torna, lancia in stampa altre normative e va a farsele rilegare, poi torna, lancia in stampa..
Uscito dal loop è ora di andare via, al ché corre “Io vado, che ho gravi impegni personali e poi mi sono anche rotto i cojoni di stare qua!” poi si volta verso Stagista “Vuoi un passaggio?” “Si grazie..” e se ne vanno.
Anche lui deve essere pagato a chilometri

Annunci sentimentali 5

Come dicevo, si stava aprendo un altro fronte nel mio futuro battagliero.

Vi ricordate che, oltre a Segretaria, c'era un'altra donna nella Piccola Ditta? Si: Amministrativa!
Ecco, a differenza di Segretaria che era un pelino più giovane di me, (anagraficamente aveva un anno in meno, mentalmente ne aveva moltissimi in meno...), Amministrativa era più anziana, non al punto da farmi da mamma, ma abbastanza da assumere comunque il ruolo di sorella maggiore/vice mamma, e costei aveva un difetto grossissimo: aveva deciso che non le piaceva che io fossi ancora single, e siccome Stagista le aveva confidato il suo piccolo trucchetto, ecco che le erano venute stranissime idee in mente!

Un venerdì sera mi telefona a casa e, dopo i convenevoli, mi chiede se l'indomani posso andare a casa sua, aggiungendo un perentorio “da solo!”
Ok: è una donna più anziana di me, è sposata, ha due figli, mi reputa come un fratello più piccolo... non credo proprio che abbia strane idee su di me, o che abbia voglia di un rapporto incestuoso, quindi accetto di andare da lei.
Vado, posteggio l'auto e suono al citofono, lei mi fa salire e la raggiungo a casa sua.
Stretta di mano e bacetti sulle guance, poi mi fa accomodare e mi accorgo che la casa è deserta: i figli e il marito non ci sono.
Lei si siede accanto a me e cominciamo a chiacchierare, quando il discorso comincia a vertere su amore, relazioni, eccetera... Occacchio! Allora mi ero sbagliato: ha realmente intenzioni strane su di me!
Quando stavo ormai cominciando a tremare, ecco che lei inizia a spiegarsi, ma forse la spiegazione mi fa tremare ancora di più.
In pratica, mi ha invitato ingannevolmente, con l'intento di presentarmi una ragazza che conosce, figlia o nipote di qualche sua amica, che secondo lei sarebbe adatta a me.
Ormai comunque è troppo tardi per fuggire, infatti poco dopo suonano al citofono e, dopo alcuni istanti, la porta si apre rivelando una ragazza con la quale non riesco a capire cosa posso avere in comune, e soprattutto come possa essere adatta a me.
Lei la fa accomodare, ci presenta, fa una chiacchierata introduttiva per metterci a nostro agio (???) e si allontana con la scusa di dover preparare qualcosa, obbligandoci a chiacchierare tra di noi.
La chiacchierata verte sui più disparati argomenti, ma nessuno dei due arriva al punto di chiedere il numero di telefono all'altro, così lei ritorna e ci ordina esplicitamente di passarci il fatidico numerino.
Poi comincia a chiedere a ciascuno di noi cosa pensa dell'altro e gestisce la situazione con le capacità di una esperta Amministrativa che vuol giocare a fare l'agente matrimoniale.
Alla fine la ragazza se ne torna a casa, e anch'io faccio per seguire l'esempio, ma lei mi ferma.
Mi fa tornare sulla sedia e comincia a darmi consigli e indicazioni per il primo approccio.
Io mi adeguo alle sue indicazioni, e poi finalmente torno a casa.
Era ormai tarda sera. Il giorno dopo decido che posso seguire le indicazioni e provo a chiamare la ragazza, che mi risponde di essere impegnata e di richiamarla più tardi.
Riprovo più tardi e non risponde.
Ancora più tardi e non risponde.
Alla fine, mi convinco che non abbia molta voglia di uscire con me, quindi sospendo le chiamate (in fondo era ormai una settimana che provavo invano).
La mia collega mi chiama chiedendomi com'è andata, le racconto ogni cosa e lei ammutolisce un attimo, poi mi dice “Non preoccuparti! Quella ragazza non è del tutto a posto... Ma ne conosco molte altre!”
E attacca, con questa non-troppo-velata minaccia...

E infatti ne conosceva davvero altre...

Sei pagato a chilometri.. 1

Era il mio primo grosso lavoro, in Abruzzo: dovevo costruire gli impianti elettrici per l’ampliamento di un grosso stabilimento industriale. La ditta dove ero stato assunto aveva vinto l’appalto, e serviva un po’ di carne da macello da mandare sul posto..
Trasportavamo (a traino di mulo.. bipede..) il trabattello con sopra la cassetta degli attrezzi e la saldatrice portatile, oltre alle varie prolunghe per alimentare le apparecchiature, se si trovava qualche fonte di energia (non necessariamente delle prese a norma, che a fare i collegamenti farlocchi eravamo specialisti.. a giudicare da quante volte saltavano gli impianti nelle aree in produzione..)
Buona parte del lavoro consisteva nel montare le canalizzazioni sulle staffe precedentemente fissate, per cui una parte delle canaline veniva piazzata direttamente sul trabattello, poi si posizionava il trabattello nel punto giusto (all’interno di 2 staffe adiacenti), lo si bloccava, si saliva e si montava la canalina (eravamo in due, ciascuno di noi si occupava di fissare su una staffa), dopo di chè uno dei due (il più giovane e forte, indovinate chi?) scendeva, sbloccava e spingeva il trabattello fino a posizionarlo all’interno delle successive staffe, per poi ribloccarlo e risalire a fissare la nuova canalina, tenendosi comunque il più vicino possibile alla canalina precedentemente fissata, dato che bisognava comunque collegarle entrambe mediante quelli che in gergo venivano chiamati fazzoletti (lamiere pretagliate e preforate appositamente per coincidere con i fori della canalina e permetterne l’imbullonatura).
Dopo un po’, le canaline di scorta finivano, per cui occorreva che uno di noi (il più giovane) scendesse dal trabattello, tornasse alla baracca di cantiere (che ovviamente era dalla parte opposta dello stabilimento) e si caricasse a spalle delle canaline (e nel tascone dei fazzoletti) per proseguire l’opera. Ovviamente, le canaline erano di metallo, per cui abbastanza pesanti, e le dimensioni erano tali da produrre un certo “effetto vela”, specie in una zona dove il vento soffiava abbastanza deciso.
Per farla breve, non riuscivo a portare più di 2 canaline alla volta (che poi dovevo anche mettere sul trabattello, ma lì mi dava una mano il collega anziano: gliela alzavo che lui riuscisse ad afferrarla e poi se la girava dentro il trabiccolo da solo, io dovevo solo fare attenzione a non venire coinvolto in qualche collaudo di nuovi tipi di ghigliottina..).
Dopo poco tempo, dovevo quindi ritornare a prendere altre canaline, per la gioia del CapoCantiere che vedeva il lavoro progredire lentamente e mi sbraitava contro “Ma che, ti pagano a chilometri?” Siccome consideravo molto il parere di costui, gli rispondevo “No, era compreso nel contratto un trattamento completo di dimagrimento in palestra!”
In effetti è vero: in quel periodo sono dimagrito abbastanza..

Annunci sentimentali 4

Quella fu l'ultima ragazza che rispose all'annuncio, con cui ebbi a che fare per un periodo più lungo di quello necessario a prendere un caffè in un bar.
Ero quasi felice che si fosse sistemata la situazione, e proibii alla Stagista di far ripubblicare l'annuncio, ricorrendo anche a minacce di ripercussioni fisiche nei suoi confronti (che ovviamente non avrei mai fatto, ma ero veramente furioso in quel periodo).

In effetti, dopo quella volta, per un certo periodo di tempo le chiamate smisero (evidentemente Stagista aveva capito di smetterla di far pubblicare l'annuncio), e cominciai a tirare un sospiro di sollievo.
In quel periodo, Segretaria venne da me e mi disse “MK, ti andrebbe mica di passare una serata in allegria insieme a me?”
La guardai stupito (ok, lo sapete che, in fondo, meritava guardarla) e le chiesi “Che vuol dire passare una serata in allegria insieme a te?”
Ehi, so benissimo cosa state pensando, e vi assicuro che ho pensato la stessa cosa, ma ricordate il quasi-marito formato armadio?
“Ma niente di strano: usciamo tutti insieme e ci divertiamo per la serata, e magari per la notte!” “Tutti insieme chi?”
“Io e te, insieme a PiccoloCapo e Stagista!” “E il tuo quasi-marito”?
“No, lui è fuori città, quindi non viene!” “Io con chi dovrei stare? Con te o con Stagista?”
“Beh, tu sei quello che la frequenta di più, quindi staresti con lei, ma siamo tutti insieme per divertirci, mica facciamo le coppiette...” “Ok, quindi io farei coppia con Stagista e tu con PiccoloCapo?”
“Ti ho detto che non facciamo le coppiette! Io sono una ragazza seria e ho il mio quasi-marito per certe cose!” “Quando sarebbe quest'uscita di gruppo?”
“Domani sera! Vieni?” “Ok, ma solo per salvare Stagista dalla compagnia di PiccoloCapo!”
“Va bene!”
L'indomani sera, l'auto di PiccoloCapo si fermò sotto il mio portone e mi chiamò al citofono “Scendi o me ne devo andare?” “Scendo, scendo...”
Scesi in strada, salii in auto e andammo a prelevare le fanciulle, che si sedettero sul sedile posteriore, con un certo disappunto di PiccoloCapo.
Andammo in un locale che lui conosceva, ci sedemmo al tavolino e ordinammo da bere, mentre chiacchieravamo allegramente con le ragazze.
O meglio, man mano che la serata proseguiva e i bicchieri vuoti si accumulavano sul tavolino, mi accorsi che io e Stagista stavamo chiacchierando allegramente, ma Segretaria non era molto allegra e non chiacchierava parecchio con PiccoloCapo... anzi, era continuamente in agitazione, allontanandosi da lui e sovente finendo addosso a me, finchè mi voltai incavolato “Che diavolo hai?”
I due si bloccarono, specie PiccoloCapo, e lei ne approfittò per alzarsi in piedi e spostare la sedia accanto a Stagista, rossa come un pomodoro maturo, mentre PiccoloCapo, altrettanto rosso, si spostava sulla sedia e si raddrizzava.
Naturalmente, io ero abbastanza idiota da non aver capito nulla di quello che era successo, e da non essermi accorto che lei si allontanava da lui per via dell'incredibile allungamento delle sue mani, che sembravano costantemente essere magneticamente attratte da ciò che si trovava sotto la minigonna di lei...
Nessuno dei due disse nulla, ma ormai era tardi ed era ora di rientrare, e lei si confidò durante il viaggio di ritorno con Stagista, per cui pochissimo tempo dopo seppi tutto anch'io...
Alcuni giorni dopo, in ufficio, Segretaria entrò nel mio ufficio e mi si avvicinò.
Io la guardai e le chiesi “Cosa c'è?”
Lei non disse assolutamente niente, mi venne vicino e mi diede un bacio sulla guancia, poi disse “Grazie: mi hai salvato da un disastro!” e se ne andò.
Ci misi alcuni minuti a capire a che disastro si riferiva, ma da quel giorno, ogni sera prima di andare via, Segretaria entrava nel mio ufficio e mi salutava con un bacetto... e PiccoloCapo diventava ogni giorno più intrattabile e scontroso, specie con me...

Ma questa è un'altra storia!


Peccato che comunque si stava aprendo un altro fronte nel mio futuro battagliero...

Addio fess-buk..

E, dopo la lite con Termica, ora è il turno di Stagista: e la colpa è sempre di fess-buk.. e di Segretaria..
L’urlo di Stagista quando apre la sua pagina di fess-buk risveglia tutti dalla concentrazione lavorativa. “MAPPORCAPUTT..!!!”
Accorriamo tutti (Termico, Termica e io) accanto a lei, casomai svenisse e ci fosse da rianimarla con la respirazione bocca a bocca, e scopriamo che è infuriata per quello che è apparso sulla sua bacheca: una simpatica frase da chat scritta da Segretaria, nulla di particolare, se non fosse che, leggendo tra le righe della frase stessa, si notano diverse cose che lasciano intuire (anche ai meno fantasiosi) un mucchio di dettagli sulla vita privata della ragazza, dettagli che lei avrebbe voluto tenere privati, almeno a giudicare da come si affretta con sguardo omicida a cancellare il messaggio, urlando “Fanculo sto fess-buk! Mi ci levo subito!”
“Ma perché?” fa Termico, iscrittosi da poco “Perché non è giusto che chiunque possa sapere i caxxi tuoi e pubblicarli ovunque! Ci tengo alla mia privacy! Mi cancello!”
Io mi ricordo alcuni dettagli notati sui forum cui partecipo e le faccio “Ma è possibile cancellarsi o si resta solo sospesi?”
Lei mi guarda, capisce che non la sto sfottendo e si calma abbastanza da rispondermi “No, c’è un sistema! Bisogna prima di tutto eliminare tutti i propri amici!” e mentre parlava procedeva sul suo ‘pannello di controllo’
“Eliminare gli amici? Ehr.. noi NON siamo amici, vero?”
“Non devo ucciderti! Devo cancellarti l’amicizia così non potrai più accedere ai miei dati!” “Ah, bene.. ma io non accedo comunque: non sono su fess-buk!”
“E allora che ti frega?” “Niente, solo per sapere: ho sentito che non ci si può cancellare e invece tu stai dicendo che è fattibile. Per ampliare le mie conoscenze può essere interessante..”
“Uh, vabbè.. allora quando hai cancellato tutti gli amici, devi prendere ogni cosa che del tuo profilo era pubblica e farla diventare privata!” e via di clic..
“In modo che solo gli amici possano vedere ogni elemento del tuo profilo? Però non avendo amici nessuno lo potrà fare.. ingegnoso!” (*)
“Si, e a quel punto.. chiudi il tuo account!”
“Ma.. non l’hai eliminato?”
“No, non ci si può cancellare.. ed è una caxxata: per la legge sulla privacy io dovrei poter dire loro di eliminare i miei dati, ma sembra che non si può fare!”
“Ah, quindi questo che hai fatto è praticamente un surrogato alla cancellazione dell’account?”
“Si, ed è il massimo che si può fare su fess-buk per salvarsi il culo da certe stronze bastarde!!!”
“E funziona?”
“Termico! Accedi al mio account!”
“Un attimo.. no, non posso accedere, non ci sei più!”
“Funziona!”
“Ok, grazie per la spiegazione..”
“Prego..”
In realtà c’è anche un altro vantaggio: quando le cose si sbolliranno, c’è sempre la possibilità di riattivare l’account e riprendere i contatti..

(*) si: ho usato lo stesso tono di Bisio nella pubblicità del 892424: l'unica differenza sta nelle dimensioni fisiche e nel numero di capelli, oltre che nell'ammontare del conto in banca, purtroppo... :-(

Ulteriore passaggio a nord-ovest...

Ecco che ritorna la mia solita sfiga cosmica...

Stavolta con un disastro di proporzioni bibliche, una perdita sul campo, una nuova amica e un prossimo divorzio annunciato dopo anni di felice convivenza, il tutto visualizzabile su questa rete...

Annunci sentimentali 3

Come ho detto, molte telefonate erano strane, molte proponevano un incontro per una partita a carte (peccato che io avevo capito di giocare a scopa e invece si giocava a briscola), ma un giorno arrivò una telefonata diversa dal solito: una ragazza con la voce squillante e ridente, ma con un tono diverso dal solito: un tono serio e riservato...
Una ragazza che si presentò dicendo che aveva letto l'annuncio ed era interessata a conoscermi (come tutte le altre che l'avevano preceduta) ma che era timida e solitamente non rispondeva ad annunci simili, ma qualcosa nel mio l'aveva particolarmente colpita (come dite? Il fatto che la Stagista mi avesse fatto passare per un milionario? Maddai, non avete alcuna fiducia nel genere umano...).
Per farla breve, che altrimenti andiamo alle lunghe dato che la storia con questa ragazza è durata alcuni mesi, costei cominciò a telefonarmi tutti i giorni: sapeva l'ora della mia pausa pranzo e si era presa il nobile impegno di farmi digiunare... almeno finchè non ho capito che riuscivo comunque a mangiare e parlare quasi contemporaneamente... (o meglio, a mangiare mentre lei parlava...)
Ben presto divenne un'amica fedele, compagna di pranzi e merende. Per telefono si faceva passare per una donna elegante e raffinata, una ragazza di classe. Presto cominciò a dirmi di smetterla con la pubblicazione dell'annuncio che tanto avevo già trovato lei che era sicuramente il meglio per me (evidentemente Stagista continuava a far pubblicare l'annuncio...), cominciò a suggerirmi cosa dovevo fare e come dovevo farlo... cominciò praticamente a pensare di farmi cambiare in qualcosa di diverso da quello che ero, cosa molto difficile.
Mi telefonava sempre più di frequente, e pretendeva che la chiamassi con la stessa frequenza, ma solo in certi orari, che altrimenti non rispondeva, dicendo che avrebbe infastidito una fantomatica sorella con la quale conviveva.
Un giorno mi squillò il cellulare mentre ero in una posizione particolarmente rischiosa, sulla cima di un quadro elettrico, presi il trabiccolo e aprii l'antenna, quindi risposi “Pronto?” e dall'altra parte mi giunse la sua voce “Ciao, ti disturbo?”
“Scusami, ma in questo momento sono in una brutta posizione, possiamo sentirci più tardi?” “Certo, volevo solo salutarti...”
“A dopo, allora, ciao...” “Ciao...”
Richiusi l'antennino e riagganciai il telefono alla cintura dei jeans, ma evidentemente non lo agganciai bene e dopo un istante si staccò e cadde giù, facendo in volo i 2 metri e mezzo dell'armadio power center dov'ero arrampicato, infilandosi nel sottostante cunicolo dei cavi di bassa tensione per un altro metro e beccando giusto il foro del grigliato che gli permise di cadere anche per un ulteriore ottantina di centimetri nel cunicolo dei cavi di media tensione... dopo il difficoltoso recupero, mi accorsi che si era piegato l'antennino e la voce aveva assunto un tono metallico, ma continuava a funzionare perfettamente (tecnologia tedesca...)
L'avevo appena recuperato che subito squillò nuovamente e apparve il suo numero.
Uscii dalla cabina e risposi, e lei mi disse “Senti, penso che potremmo vederci domani sera a cena in pizzeria...” “Scusa, ma domani dovrò lavorare fino a tardi, facciamo dopodomani?”
“Ecco, lo sapevo che non hai mai tempo per me, mi trascuri, non mi consideri, non mi vuoi bene!!!” “Ma che stai dicendo?”
“Ti odio! Non farti più vedere!” “Ma sei fuori completamente?”
“Non osare darmi della matta, cafone!” “Ma che diav...”
Non finii la frase, che lei aveva attaccato.
Ero inferocito, e non la chiamai.
Dopo un paio di giorni, sbollii e provai a chiamarla, ma niente: non rispondeva mai, o meglio una volta ha risposto facendosi passare per la sorella... peccato che io conoscessi bene la voce... e mi ha detto che avrebbe riferito un messaggio, e le dissi che dovevo parlare con la sorella.
Dopo un paio d'ore mi telefonò e mi disse “Che vuoi?”
Le risposi “Ciao, volevo parlarti...” “Non ho niente da dirti!”
“Ho io qualcosa da dirti!” “Non mi interessa!” e attaccò.
Per due giorni non ebbi notizie, poi il cellulare squillò in pausa pranzo e risposi.
“Allora, ti sei calmato?” “Calmato?”
“Ci vediamo stasera per le 7?” “Stasera? Alle 7 sarò ancora in viaggio: sono al confine tra Lombardia e Veneto!”
“Allora vaffan...! Dimenticati di me!” e attaccò.
Smisi di cercarla, e dopo un paio di settimane mi ricontattò lei “Perchè non ti sei più fatto sentire?” “Perchè non ho tempo da perdere con le matte!” e agganciai io.
Non la sentii mai più, ma non credo di averci rimesso.

Quella fu l'ultima ragazza che rispose all'annuncio, con cui ebbi a che fare per un periodo di tempo più lungo di quello necessario a prendere un caffè in un bar.
Ero quasi felice che si fosse sistemata la situazione, e proibii alla Stagista di far ripubblicare l'annuncio, ricorrendo anche a minacce di ripercussioni fisiche nei suoi confronti (che ovviamente non avrei mai fatto, ma ero veramente furioso in quel periodo).

Con lei non ci parlo

E venne il giorno in cui entrai in ufficio e fui accolto da un urlo disumano!
Ripresomi dallo spavento solo ricordandomi che essendo un non-morto non posso avere un attacco di cuore, mi approssimai alla mia postazione per scoprire che Termica era rossa come un pomodoro maturo (eppure non credo che durante la notte sia andata a prendere il sole..) mentre Termico e Stagista la stavano trattenendo a forza sulla sua sedia continuando a dirle frasi sconnesse del tipo “Calmati!” “Lo sai che è così!” “Non pensarci!” "Rilassati!", mentre Termica continuava a urlare e sbraitare senza ritegno, lanciando insulti e offese che avrebbero messo in imbarazzo persino me..
Ovviamente, non mi faccio mai i caXXi miei e, anche solo per evitare di rimanere coinvolto in quello che pareva proprio essere uno stupro all’interno del luogo di lavoro, o peggio, chiedo “Cos’è successo?”
Stagista si volta verso di me “Ciao, è colpa di Segretar..” non finisce di dire il nome che viene interrotta da nuove urla “Quella putt.. tr.. schifosa bast..! Che le venisse un accidente e la portasse via! Maledetta zocc.. putt.. bag..!”
Mi volto a guardarla e dico “Si, credo proprio che ce l’abbia con lei!”
Siccome non si riesce a parlare con lei davanti, faccio cenno a Stagista di venire a prendersi un caffè e spiegarmi tutto in un luogo appartato tranquillo, lasciando Termico occupato a stupr.. ehr, a tenere inchiodata Termica sulla sedia in attesa che si calmi.
Riassunto della spiegazione, che si è dilungata parecchio, mi è costata un caffè e mi ha fatto conoscere altri dettagli sul mondo femminile e sul vero significato del concetto di ‘vendetta, tremenda vendetta’: pare che Termica abbia scritto qualcosa sulla sua pagina personale di fess-buk (questa parte non era chiara, ma se ho capito bene si tratta di una romantica poesia dedicata al fidanzato per il compleanno..), e che l’amica Segretaria, convinta di essere spiritosa, le abbia aggiunto alcune frasi di contorno e modificato alcune ‘rime baciate’ adattandole a una sfera meno romantica e più prosaica. Pare anche che, non essendo stato privatizzato, tutti gli amici e le amiche di Termica abbiano quindi interpretato la versione revisionata come un’esplicitazione delle preferenze intime dei due piccioncini.. tra questi amici e amici degli amici pare ci siano anche le varie colleghe del fidanzato, che hanno letto e ora non la piantano più di prenderlo per i fondelli, e che lui si sia incazzato con lei al telefono e che lei abbia quindi riletto tutto, capendo al volo chi poteva essere l’autrice di certi versi danteschi (de vulgari eloquentia allo stato puro, da come mi ha raccontato la ragazza, che dice non aver nemmeno capito a cosa facevano riferimento alcuni termini.. dice...)
Conclusione: da allora saranno un paio di mesi che le due gentili donzelle non si parlano più! Nemmeno per lavoro: se è proprio necessario un confronto, entrambe si rivolgono a qualcun altro da usare come intermediario (o citofono), proprio come in certi film comici del passato..

Quel ramo del lago di Como

Io sono uno di quelli che evidentemente non impara mai.
Sapevo benissimo che andare in vacanza nelle terre dei longobardi NON è cosa buona e giusta, ma questo non toglie che ci ricascai.
Perché andare solo al Lago Maggiore?
In Lombardia ci sono diversi laghi, ricchi di arte e cultura, quindi perché non andare a vedere le terre che hanno fatto da sfondo al più famoso romanzo storico italiano?
La sorellina trova un alberghetto su internet e prenota per tre notti (con la possibilità di ampliare a una settimana).
Detto fatto, partenza e via: destinazione Como.

L’autostrada Torino Milano era già preda delle devastazioni allucinanti dell’alta velocità, quindi procedetti con la dovuta cautela fino all’uscita di Milano, dove cominciarono le difficoltà di inserimento nella giusta coda per procedere verso Como, dato che evidentemente le segnalazioni in Lombardia costavano troppo all’epoca..
Superata l’imbarazzante difficoltà di chi arriva da una corsia e scopre solo all’ultimo istante di doversi spostare dalla parte opposta, mi trovai a pagare una tariffa abbastanza spropositata (per uno che era abituato alle tariffe delle strade statali piemontesi e valdostane..) per poi immettermi in una strada che mi portò a Como.
Dopo parecchie informazioni, giunsi all’hotel (scoprendo subito che non era quello rappresentato nelle foto su internet), chiesi dov’era il posteggio interno e mi indicarono una piazzetta nella via laterale, con una catena che circondava un paio di posti auto disegnati (il ragazzo venne con me, aprì il lucchetto della catena e lo richiuse non appena infilai la macchina).
Portate le valige dentro, scoprii che quell’albergo doveva essere rimasto all’epoca manzoniana, inoltre scoprii che la tanto decantata vista lago funzionava solo dalla cima del tetto, mentre dalla camera c’era una splendida vista cortile con immondezzaio..
In quel momento mi rammentai di tutte le volte che mi sono sempre trovato male in Lombardia e di come ogni volta giuro che non ci ricascherò... prima di ricascarci... e il bello è che lo giuro sulla testa di Maria Antonietta, che possa cascare se ci ricasco!!!

Vabbè, bisogna sempre cercare il meglio ovunque!

Como si è rivelata comunque una simpatica cittadina, anche se era evidente che l’evoluzione si fosse bloccata all’epoca manzoniana.
Chiese e monumenti contornati da episodi e ricordi della pestilenza la facevano da padroni.
La navigazione turistica sul lago era gradevole come quella dell’altro lago, anche se il tour completo terminava in un paese che si chiamava Colica (???) e che lasciava presagire solo problemi... ma nonostante tutto venivano mostrate con enfasi le ville di personaggi che sicuramente saranno famosi, da come ne parlavano tutti, peccato che, non seguendo le riviste di gossip, non sapevo di chi stessero parlando.
Notevole il museo dedicato a Volta, illustre aborigeno famoso per l’unità di misura della tensione e per la pila elettrica (con la quale pare avesse fatto rizzare i capelli anche a Napoleone, che così era sembrato meno pelato e più alto...)
Visto tutto quello che c’era da vedere, decidemmo di superare le 3 notti e tornare infine alla civiltà, per la serie “Ok, vista anche questa: adesso possiamo dimenticarcene!”

Annunci sentimentali 2

E fu così che il mio cellulare cominciò a squillare quasi in continuazione (con una strana variante rispetto al pressochè totale silenzio normale).
Rispondevo e dall'altra parte udivo voci femminili che mi chiedevano chi fossi, che facessi, dove vivessi, come lo facessi e simili scassamenti di sassi fessi... ;-)

Sul momento non avevo capito il motivo di queste telefonate, ma un giorno mi chiamò quella stagista chiedendomi se potevo andare a casa sua a sistemarle qualche problema al computer (ogni tanto capitava che le facessi assistenza tecnica a domicilio) e, mentre ero lì, mi suonò il cellulare e risposi all'ennesima chiamata di una ragazza assatanata... lei si mise a ridere e mi confessò quello che aveva fatto, e che ho già accennato, rivelandomi che alcune frasi di quell'annuncio erano estremamente pubblicitarie, facendo intendere che fossi un ingegnere (e fin lì era giusto) ma anche che fossi relativamente benestante economicamente (e qua siamo nella serie così falso che di più non si può). La ringraziai per questa gentilezza che mi aveva fatto (promettendo di vendicarmi appena possibile), ma il danno ormai era fatto: le telefonate erano cominciate.

Malgrado tutto, all'epoca ero una persona quasi affabile e vagamente gentile, quindi non mandavo direttamente all'altro paese le mie misteriose interlocutrici, ma rispondevo loro gentilmente e con qualcuna di loro le telefonate hanno avuto un seguito, ma ci sono state altre telefonate a dir poco strane...
Una in particolare mi ha lasciato estremamente sconcertato: una donna matura di professione professoressa di chissàchè mi raccontò una strana storia secondo la quale sua figlia aveva una serie di problemi, particolarmente nel socializzare col prossimo, per cui lei chiedeva se potessi andare a trovarli, fingendo di essere un suo allievo invitato per un recupero, che avrebbe colto l'occasione di conoscere la figlia, se ne sarebbe innamorato follemente e l'avrebbe spinta a uscire di casa e frequentare il mondo, magari permettendole di trovarsi un fidanzato e di conoscere i profondi misteri della vita di coppia...
Troppo complicato da leggere?
Ebbene, è stato complicato anche da capire, e siccome io detesto le cose troppo complicate, ho risposto alla signora che mi spiaceva per la figlia, ma io non ero il tipo da fare il finto fidanzato... La cosa doveva essere veramente seria però (chissà quella stagista quanto ha fatto capire che io guadagnassi...) visto che la stessa "mammina disperata" ha comunque cercato di convincermi che avrei avuto un "trattamento speciale" anche da lei stessa, se accettavo di sottopormi al machiavellico giochino, ma io non ho affatto il fisico giusto per nascondermi sotto un letto o dentro un armadio all'arrivo del legittimo consorte, e vista la mia risoluzione, la professoressa si arrese...

Come ho detto, molte telefonate erano strane, molte proponevano un incontro per una partita a carte (peccato che io avevo capito di giocare a scopa e invece si giocava a briscola), ma un giorno arrivò una telefonata diversa dal solito: una ragazza con la voce squillante e ridente, ma con un tono diverso dal solito: un tono serio e riservato...

Io non sono la segretaria..

Metà mattina di un giorno qualunque, quando un urlo improvviso rompe il silenzio della trincea, destando tutti “MAPPORCACCIAZZOZZA!!!” (*)
Tutti ci siamo voltati a guardare verso Stagista che, infuriata e livida come non mai, urlava e imprecava in modo tale che, se la sentiva il suo diretto responsabile (RSPCapo) l’avrebbe scomunicata direttamente senza passare dal via.
Alla richiesta, la ragazza ci mostra una mail di un cliente dove risulta che ad una riunione a cui erano presenti anche RSPCapo e la ‘sua segretaria’ è stato deciso di seguire una particolare procedura in termini di sicurezza del cantiere da gestire, e ora necessitavano dei disegni e delle relazioni esecutive.
“C@##o!!! Io non sono la segretaria!!!”
“Tutto sto casino solo per quello? Diglielo! Gli mandi una mail di risposta spiegando che tu sei una collaboratrice di RSPCapo e non la segretaria!”
“NO! Non è solo per questo!”
“E allora? Che altro c’è?”
“Questo!” fa lei, mostrando un’altra mail, dalla quale si evince che aveva girato la prima mail a RSPCapo e costui le aveva risposto “…telefona quindi a Cliente, prendi un appuntamento a distanza di un paio di giorni per me e nel frattempo mi prepari i disegni e la relazione relativi alle modifiche da apportare in cantiere… e già che ci sei, io adesso devo uscire ma sarò di ritorno alle 17.30, fammi trovare un caffè caldo!…”
Guardammo tutti allibiti la mail (che peraltro era così stranamente discordante dal tono classico di RSPCapo) mentre lei ricominciava a imprecare e urlare “Io non sono la segretaria! Tantomeno la SUA segretaria!!!”

(*) questa è ovviamente la versione soft…

Annunci sentimentali...

Millenni fa, quando lavoravo ancora nella Piccola Ditta, c'è stato un periodo in cui sono arrivate da noi un paio di stagiste.
Una delle due (Stagista1) era una donna matura che voleva imparare a usare il computer, ma aveva il terrore di toccare il mouse (non voleva maneggiare un topo) e così lo spostava dandogli dei colpetti o tirando il cavo e facendolo quindi saltellare sul tappetino, e quando veniva il momento di cliccare, lo faceva con una matita, a distanza, velocissimamente, prima che il mostro potesse rivoltarsi e divorarla in un sol boccone. Non oso pensare cosa abbia imparato nella scuola che frequentava.
PiccoloCapo era sconvolto perchè se l'era dovuta accollare lui per i primi giorni, prima di affibbiarla a me, visto che in quel periodo io ero fuori sede.
L'altra (Stagista2), alla quale ho invece dato il benvenuto io direttamente (visti gli ordini terrorizzati di PiccoloCapo) era una ragazza giovane e meno impedita con l'uso dello strumento, oltre che molto volenterosa di apprendere, al punto che, per sopperire a eventuali emergenze, le avevo dato il mio numero di cellulare, e un paio di volte ero andato a risolverle dei problemi direttamente a casa.
Vista la sua disponibilità e volontà di apprendere, io cercavo di farla partecipare costantemente alle mie attività facendomi aiutare: dato che il mio compito principale in ufficio era compilare la documentazione finale relativa alle verifiche e alla messa in servizio degli impianti, allegando fotocopie di cataloghi e di documentazione tecnica varia, avevo ovviamente bisogno di qualcuno che mi facesse le fotocopie e le rilegasse opportunamente, ma non Segretaria.
Quando non era impegnata con la fotocopiatrice e la rilegatrice, le facevo scrivere le lettere di consegna al computer, e quando non sapevo che farle fare, la lasciavo giocare, e il suo gioco preferito era scrivere al computer con word.
Fu così che, avendomi preso in simpatia (o forse avendo cominciato a odiarmi anche lei, non saprei dirlo di preciso) un giorno lei scrisse al computer un annuncio che stampò e poi andò a pubblicare su un giornale gratuito, un annuncio che mi riguardava e che conteneva il mio numero di cellulare.
Era uscito da poco, che ho cominciato a ricevere misteriose telefonate da diverse ragazze interessate all'annuncio stesso, telefonate che avevano come scopo quello di conoscermi e avere un appuntamento con me. Incredibile ma vero!!!
E grazie a quella stagista è quindi cominciata (o meglio, è ricominciata, che di gaffe io ne facevo già a quintalate senza problemi, e questa è solo una delle tantissime...) una serie di mie gaffe epiche con le rappresentanti del gentil sesso, che riporto qua per il divertimento dei lettori (almeno potranno servire a qualcosa...).

Poi magari ci aggiungo anche le altre, così il divertimento aumenterà... ;-)

Eh ma.. sono in ritardo..

Stagista sta lanciando in stampa una serie infinita di documenti, e SuperAmministratore entra infuriato dentro la stanza urlando “Chi è che sta lanciando quella stampa infinita?”
Lei lo guarda stupita, poi risponde “Io, perché?” “E quante pagine sono?”
“E' una relazione che contiene in sè una ventina di documenti diversi, saranno circa 400 pagine in tutto”
Lui la guarda con gli occhi fuori dalle orbite, e urla “Ma io ho lanciato un'offerta nel mezzo! E sono in ritardo!!!”
Lei si alza e va verso la stampante prendendo i fogli già usciti e dice “Se mi dai una mano, cerchiamo la tua stampa!” (per fortuna erano comunque documenti separati, quindi poteva benissimo essere finita in mezzo l'offerta di SuperAmministratore)
“No, non posso: non ho tempo: sono già in ritardo!!!”
Lei posa il mazzo di fogli, comincia a sfogliarli e vede quasi subito i fogli diversi da quelli che ha lanciato “SuperAmministratore, sono 5 fogli?” “Si”
“Allora sono qua!” “Va bene: pinzali e portameli qua, che ho fretta!”
Lei li pinza e glieli porta, lui li prende li controlla e poi li mette in borsa, dicendole “Avevo lanciato in stampa un'altra copia, quindi fai attenzione quando esce: eliminala direttamente col trita-carta! Non come MK che ricicla i fogli per scrivere appunti..”
“Va bene!” risponde lei e lui esce dal suo ufficio.. per infilarsi dentro la saletta della macchinetta del caffè e prendersi il caffè
“Ma scusa: non eri in ritardo?” “Sono in ritardo, ma siccome la riunione non comincia se non arrivo io, tanto vale che me la prenda comoda!”
...
Quando se n'è andato, lei mi guarda e dice “Ma hai sentito?” “Certo!”
“E che razza di discorsi sono? Che è, colpa mia, se lui è in ritardo?” “Una volta ha detto che, qualsiasi cosa succeda, non può MAI essere colpa sua!”
“Ma tu che avresti fatto?” “Al tuo posto o al suo?”
“In entrambi i casi” “Al suo, avrei sospeso la tua stampa, fatto passare avanti la mia, recuperata e poi avrei riavviato la tua!”
“Si può fare?” “Lo faccio sempre: ogni volta che lancio in stampa qualcosa di grosso io, arriva qualcuno che ha fretta, urgenza, bruciori al culo o similari, e mi tocca sospendere la mia stampa per far passare avanti la sua.. ovviamente ciascuno di noi può farlo solo con la propria, ma SuperAmministratore lo può fare con tutti!”
Lei riflette un po', poi chiede “E allora perché non l'ha fatto?” “Credo che certe cose bisognerebbe prima saperle, per poterle fare..”

Sono una donna...

E' un po' che mi faccio i caXXi miei e me ne sto in silenzio con i colleghi (anche perché ho esaurito la mia dose di pazienza e comprensione per i prossimi 20 anni.. forse se ne saranno accorti anche nei forum con i quali collaboro, che ormai do risposte secche e nervose..), e tra l'altro ho anche una serie di casini da gestire di commesse altrui che vengono rispedite indietro e ricadono su di me, e ovviamente coloro che fecero il crimine iniziale non sono capaci di rammentare cosa hanno fatto, quindi devo fare un lavoro di 'reverse engineering' dei loro progetti per ricrearli da zero..
All'improvviso mi rendo conto che sia Termico che Stagista non ci sono, siamo solo io e Termica che sorvegliamo il forte.. ma non me ne frega niente!
All'improvviso (di nuovo) mi sento chiamare: “MK, tesssoro!
Alzo lo sguardo e vedo lei, Termica, appoggiata allo stipite della porta, completamente nuda e palpitante di desiderio.. seeeee, come no.. la vedo sì appoggiata allo stipite della porta, ma completamente vestita che, sbattendo rapidamente le ciglia, mi fa “La stampante non funziona!” “Chiama l'assistenza!”
“Ma no, io devo stampare subito” “E io che c'entro?”
“Tu sei così in gamba.." "Le tue gambe sono meglio delle mie, puoi prenderla a calci anche te..”
“Ma che dici? Tu la sai far funzionare!" "Non ho il tempo di cercare i difetti e sistemarli!”
“E mica posso farlo io da sola: io sono una donna..” “Sei incinta?”
“Certo che no! Ci mancherebbe.." "Hai il tuo ciclo?”
“No, ma che ti frega?" "Hai problemi a usare le mani?”
“Ma vaffan.. che caXXo dici?” “E allora mi spieghi che caXXo c'entra il fatto che sei una donna?”
“Non so cosa devo fare e in ogni caso non sono capace di farlo!” “Che dice il display?”
“Sostituire il toner” “Quale? Ce ne sono 4”
“Il giallo..” “Scorri il display e ti dirà come fare”
Inizia a imprecare, mentre segue le istruzioni con un fracasso allucinante e, miracolosamente, completa l'operazione in soli 40 minuti..
Riavvia la stampa sospesa e, dopo solo un foglio.. “MK!!!”
“Che c'è ancora?” “Adesso dice che è finito il toner rosso..”
“Al massimo magenta, comunque ormai hai imparato come si fa..” “Eh? Nooo.. per favore, me lo cambi tu?”
“Non ho tempo adesso..” “Se me lo cambi ti giuro che te la darò, prima o poi..”
“Non Ho Tempo!!!” “E vaffan.. brutto str..!!!”
Dopo altri 30 minuti (l'esperienza aiuta) ecco che ricomincia a stampare.
L'indomani con Stagista e Segretaria “..e ieri ho cambiato ben 2 toner tutta da sola..”
“Che brava! Sei un mito!” “Ma non c'era nessuno che ti potesse aiutare?”
“Solo quello stronzo di MK che mi ha fatto pure incazzare..” “Ahhh, capito perché hai fatto da sola..”
In quel momento passo davanti alla stampante e vedo lampeggiare il display, allora la chiamo “Termica?” “Che caxxo vuoi? Con te non ci parlo più: non mi hai aiutato quando ero in un momento di gravi difficoltà e ora non ti faccio più amico! E sicuramente non te la darò mai e poi mai!”
“Ok, perfetto! Comunque preparati: sta per finire anche il ciano!” “AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!!!! MK, tesssoro... non te la sarai mica presa, vero? Siamo sempre amici, vero? Tesssoro...?”

Cambiare punto di vista

Una mia carissima amica mi ha passato il link di un video particolare da youtube.
Lo posto qua, per chi vuole guardarlo:

http://youtu.be/jyjkam2WQZ0

Consegna finale..

A quell'epoca, PiccoloCapo era il nostro committente, ovvero quello che rompeva i co...ni quando gli portavamo gli elaborati e poi, alla fine, quando imparava a leggere e si rendeva conto che era tutto a posto, firmava il modulo per il pagamento, e GrandeCapo faceva le consegne in prima persona personalmente (per motivi politici-ruffianologi) ricorrendo allo sfruttamento schiavistico del personale (vuoi mica che si spezzi le unghiette facendo da solo, e poi deve tornare dalla manicure..)
Si doveva fare una consegna di una ventina di dossier di documentazione, che ho provveduto personalmente a caricare nel retro del fuoristrada (facendo attenzione a non rovinare la selleria e a non far riempire di fango i dossier stessi).
Siamo giunti al luogo di consegna, dopo che GrandeCapo mi ha dimostrato l’ebbrezza di viaggiare in un veicolo con gli ammortizzatori scassati (ovviamente ho cercato di trattenermi dal cambiargli il colore degli interni), e alla fine ha posteggiato nel sotterraneo dell’ufficio del cliente (quindi di PiccoloCapo) uscendo, prendendo un dossier (il più sottile, quello delle intestazioni e riepilogo) e dicendomi “Siccome siamo in ritardo, io vado su e tu comincia a scaricare il materiale e portarlo sopra!”
Ovviamente non c’era alcun carrello o sistema di trasporto diverso dalle mie braccia, per cui più di 4 dossier alla volta non riuscivo materialmente a portare (non solo per il peso, quanto per il fatto che devo pur vedere dove metto i piedi, specie in un sotterraneo buio e pieno di buche, tombini rotti e botole non custodite..)
Salgo su (secondo piano, senza ascensore... per i facchini), raggiungo l’ufficio di PiccoloCapo (aprendo le porte a calci come Walker, visto che nessuno degli indaffaratissimi impiegati locali si degnava di tenerla aperta, anche se stavo entrando direttamente dietro di lui/lei) e deposito il materiale nel tavolone affianco alla sua scrivania, mentre GrandeCapo mi sbraita dietro “Ancora lì?” e PiccoloCapo “Eh.. non c’è più la servitù di una volta..”
Scendo, recupero altri dossier e risalgo e via così fino alla fine.
L’ultimo viaggio, arrivo alla scrivania e non vedo nessuno (vista l’ora staranno fumando e prendendo il caffè).
Poso il carico, mi asciugo il sudore e mi approssimo alla macchinetta del caffè, dove li trovo in allegra chiacchierata. Mi avvicino dicendo “Fatto!” e mi dirigo verso la macchinetta, obbligando PiccoloCapo ad uno scatto olimpionico per andare a recuperare la sua chiavetta (vorrai mica che gliela sfrutti per prendere un caffè?).
Prendo il mio portafoglio e recupero la mia chiavetta per le macchinette locali (andando quasi tutti i giorni a fare rilievi, era ovvio che avessi anche la chiavetta della macchinetta) e prendo il caffè.
Mentre la macchinetta lo prepara, PiccoloCapo finisce la sigaretta e GrandeCapo mi fa “Vedi di muoverti che non possiamo stare qua tutto il giorno!”
Prendo il caffè, lo bevo con la dovuta calma, poi scendo direttamente verso il sotterraneo, dove trovo GrandeCapo che stava per entrare nel fuoristrada e andarsene “Ce l’hai fatta a finire?”
Salgo in macchina, torniamo in ufficio e, vista l’ora, recupero la mia roba e me ne vado via.. senza sistemare la scrivania e senza archiviare la lettera di consegna!!!
Lo farà Segretaria domani mattina..

Se vuoi, io ho una patatina..

Ogni tanto capita, in ufficio, che “non ci si veda più dalla fame” ma, non essendo ora della pausa pranzo, non si tratti proprio di fame, quanto di “voglia di qualcosa di buono”. In mancanza del fido Ambrogio, si deve far ricorso alle forniture dei colleghi.
Se poi si capita dalle colleghe, è anche meglio: la femminilità e l'istinto materno (???) le portano sovente a procurare qualche snack in quantità maggiori del proprio fabbisogno personale, e quindi a poter condividere con (alcun)i colleghi le scorte di magazzino.
Fortunatamente io non sono preda di queste crisi intermedie (a meno che non si parli di cali di livello di caffeina), ma molti altri si, compreso Progettista, che si appropinqua verso la scrivania di Termica chiedendole se ha qualcosa da sgranocchiare, lei guarda nella borsa e, per una volta, risponde di no (ha terminato da poco le scorte).
Progettista appare disperato e Stagista, che ha occupato il posto di Disegnatrice dopo l'espulsione, apre la sua borsa e prende un sacchetto di patatine, quindi lo chiama “Progettista. Se vuoi, io ho una patatina..”
Lui si volta e, come era facile intuire conoscendolo, risponde “Grazie, ma cerco qualcosa da mangiare: non sono mica Rocco!”
Stagista lo guarda un solo istante, prima di capire, diventare rossa come un pomodoro e scattare in piedi urlando come un'ossessa “Brutto str... pezzo di ... ma vaffan... fott... bast...!!!” Io e Termica restiamo a guardarla sconcertati, mentre Progettista cerca invano di scusarsi e dire che stava solo scherzando, mentre Stagista continuava a urlare una serie di insulti e imprecazioni a getto continuo, mentre nessuno dei pochi (ir)responsabili dell'ufficio presenti si faceva vedere ma scappavano tutti il più lontano possibile dalle urla.

Per fortuna, Progettista si è ritirato in un silenzio offeso (meditando vendetta, ovviamente) e Stagista non gli si è gettata addosso per strangolarlo o accoltellarlo col tagliacarte, così né io né Termica siamo dovuti intervenire per separarli o per raccogliere i resti.

Ovviamente, Progettista non ha toccato la patatina di Stagista.. ;-P

...

Comincio a pensare che sia il posto accanto a me a fare questi effetti: infatti Stagista, dopo che ha occupato il posto di Disegnatrice al mio fianco, sta cominciando a fare una incredibile serie di figure! Prima di occupare tale posto non lo so, visto che, a differenza della precedente, è molto silenziosa e non sentivo quasi nulla di quello che combinava nell'altro ufficio.

Mi ha slogata

Stagista arriva tutta trafelata (sciopero dei mezzi pubblici) e rantolando un “..ao” pigia con decisione sull'interruttore del computer, e comincia a spogliarsi mentre Windows inizia a caricarsi, finché appare la fatidica finestrella “Premere CTRL-ALT-CANC”.
Esegue e appare la finestra di login, dove è preimpostato l'username dell'ultimo utente loggato e preimpostato (e nascosto) il nome di dominio. Basta solo digitare la password e dare Invio per accedere.
Inserisce la password e preme Invio, e appare il messaggio password errata (con le indicazioni di controllare il Caps Lock), lei impreca e ridigita la password, nuovo messaggio di errore e comincia a urlare..
Siccome sono seduto al posto accanto, mi volto verso di lei e le chiedo gentilmente il motivo di tale disappunto: “Che caXXo hai da strepitare come una cornacchia impazzita?”
Non so per quale motivo, ma pare che non apprezzi la mia gentilezza, infatti mi risponde acida: “Fottiti!!! Questo caXXo di computer è una merda!!!”
“Che ha il computer?” “Mi ha slogata!!!”
“Eh? Che ha fatto?” ”Mi ha slogata! Non mi fa entrare!”
“Ok, sarò scemo io, ma non ho capito un caXXo!” ”Inserisco la password e non me l'accetta!”
e mi mostra il messaggio di errore.
“Hai letto?” “Si, ma io il tasto Caps Lock non ce l'ho attivo: la lucetta è spenta!”
Guardo nuovamente la schermata della finestrella di login e le chiedo
“Come ti chiami?” “Se vuoi aiutarmi, allora aiutami senza fare domande cretine! Lo sai benissimo come mi chiamo!”
“Io si, ma se guardi bene, vedrai che in questa fase è il computer che te lo chiede..” “Eh?”
Guarda la finestrella e si accorge che l'username dell'ultimo utente loggato non è il suo, ma quello di CapoDiFuori, passato il giorno prima quando lei non c'era.
“MapporcoccaXXo!!! Io non l'ho mai cambiata questa!!! Chi c'ha messo il nome di CapoDiFuori???”
La guardo un attimo per capire se scherza o se è seria, poi le dico “Ieri CapoDiFuori è stato qui e ha usato il tuo computer, loggandosi. Windows mette il nome dell'ultima persona che ha usato il computer.. anche se parlare di persona con CapoDiFuori è forse improprio..”
Lei reinserisce quindi il suo username e ridigita la password, e finalmente riesce a loggarsi...

E poi dicono che Linux è difficile...

La fidanzata di Termico ha un problema al "portatile con vista" (no, sembra che sia un portatile come tutti gli altri, senza aree panoramiche... pare che la ragazza debba configurare il wireless con la chiavetta di un noto gestore telefonico, e stranamente ha riscontrato qualche problema operativo per cui si è rivolta al fidanzato tecnico), inoltre ha anche qualche problema con un famoso e indispensabile programma di fotoritocco che lei pare utilizzi per necessità lavorative (e che pare non funzioni al meglio delle proprie possibilità semi-miracolose) e glielo consegna per vedere se può sistemarlo.
Termico (che ne capisce ben poco di computer) si accinge all’arduo compito sotto la consulenza fisica diretta di ProgettistaGiovane (che, invece, se ne intende un pò di più di computer) e provano a lanciare il sistema.
Siccome lo fanno nella scrivania davanti alla mia, e siccome non ho mai visto vista, chiedo se posso assistere e vedere quella meraviglia di sistema operativo di cui tutti decantano le viste.. quindi quello che descrivo di seguito si basa su quello che ho visto io mentre altri usavano il sistema, non certo su utilizzi effettivi del sistema da parte mia.
Accensione del portatile, solite schermate di caricamento del sistema, finchè appare il tutto nel suo splendore (nessuna fase di login, ma non è rilevante) e vedo le finestre trasparenti tanto decantate (non faccio commenti, ma preferisco sinceramente le trasparenze delle finestre del mio gnometto) che peraltro servono a poco, visto che comunque il desktop è strapieno da un numero incredibile di icone di avvio di programmi noti e meno noti, compresi i file usati più di frequente e anche meno di frequente.. (per dare l’idea, diciamo che praticamente ogni singolo programma e ogni singolo file contenuto in quel disco aveva un link sul desktop, rendendo del tutto vano avere uno sfondo carino estratto da un collage di diverse scene di twilight compresi i primi piani di ciascun protagonista).
Termico lancia il programma di fotoritocco (dopo aver bestemmiato un po’ per riuscire a individuare l’icona in quel marasma), e il computer comincia a macinare, il disco frulla come un tritaghiaccio, l'icona del puntatore segna implacabile lo scorrere del tempo, ma non appare nulla che somigli a una finestra di avvio di un programma.
Alla fine il caricamento si interrompe, insieme a qualsiasi altra forma di movimento sul desktop (tastiera, mouse.. tutto bloccato, lo schermo si oscura.. sto per dirgli di passare al terminale e killare qualche processo, quando mi blocco: non è il mio gnomo..).
Termico prova la soluzione standard modello B: pigia sul tasto d’accensione per una decina di secondi e provoca l'arresto del sistema, con conseguente riavvio.
ProgettistaGiovane suggerisce che Vista è troppo esoso per quel portatile (in fondo ha solo 4GB di RAM, a quanto pare), così si potrebbe passare a XP, che lo farebbe schizzare come un fulmine. Termico gli chiede “Ma come si fa?”
PG: “Si formatta e si passa a XP”
T: “Ma perderà tutto?”
PG: “Le reinstalliamo tutto: ho le copie craccate di ogni programma che c’è qui dentro!”
Termico chiama la ragazza al telefono, le spiega la situazione e le dice, tra l’altro “…e ha troppa poca capacità per Vista… se ci mettiamo XP funzionerà molto meglio… mannò, che basta una formattata! Quando hai fatto l’ultima?… Ecco, vedi che mi fai incazzare con la TUA ignoranza informatica? Non capisci niente di come funzionano i computer! Tu fai passare troppo tempo tra le formattazioni, ovvio che si incasina tutto!… massì, che offissh e fottosciopp ci girano pure su XP e che ci gira tutto quello che hai te… e poi si, il kit del tuo gestore telefonico funzionerà sicuramente meglio con XP che con Vista, dato che Vista è esattamente come XP… ok, ciao…” (no, non chiedetemi di spiegarvela, visto che non l'ho capita nemmeno io)
Al termine della telefonata, si volta verso ProgettistaGiovane e gli dice “Ok, mettiamo XP!”
ProgettistaGiovane prende il suo cd di XP Pirated Edition e lo inserisce nel cassettino e fa per riavviare, ma io lo fermo “Scusa, ma questo computer è recentissimo, vero?”
T: “Avrà appena più di un anno..”
Io: “Allora sicuramente ha un disco SATA..”
PG: “Ovvio, gli altri non li fanno nemmeno più!” (*)
Io: “E tu vuoi metterci XP? Ma guarda che non li vede i SATA..”
PG: “Mannò, all’inizio si, ma dopo li vedeva e questo l’ho masterizzato io da poco: c’ha tutto, persino il SP3 che è appena uscito e non ce l'ha ancora nessuno!”
T: “Uhm! Ma se ha ragione lui…”
PG: “Stai tranquillo, che vedrà tutto senza problemi”
T: “Vabbè, se lo dici te..”
PG: “Fidati!”
T: “Io mi fido: tanto mica è mio il computer, al massimo ne compra un altro...”
A quel punto, me ne torno alla mia postazione (ne ho viste tante di formattazioni di windows che non è il caso di vedere anche questa), quindi da adesso descrivo sulla base delle loro parole.
Dopo circa un minuto sento imprecare e alzo gli occhi.
PG: “Occa##o!”
T: “Che vuol dire?”
PG: “Sembra che XP non veda il disco..”
T: “Eh?!”
Si guardano un attimo, poi si voltano verso di me “MK! Sai come si fa a far vedere i dischi SATA a XP?”
Io: “Ma non hai detto che IL TUO XP non aveva questi problemi?”
PG: “Si, di solito non li ha.. ma questo portatile deve avere qualche difetto hardware..”
Io: “Senti, io so che ci sono delle guide online, e so che c’è sicuramente un forum dove potrei trovare queste informazioni, ma con i filtri e i blocchi che hanno messo non riesco ad accederci dall’ufficio, se vuoi controllo stasera a casa e poi ti telefono, altrimenti ti do il link del forum e lo cerchi te?”
T: “No, no.. non ho tempo di cercare e leggere! Devo fare tutto subito: è venerdi e stasera alle 7 devo restituire il portatile a posto alla mia morosa, che lo deve portare lunedi mattina al lavoro nella GrandeMetropoliDelNord!”
Io: “E allora? Hai tempo un intero weekend per sistemarglielo!”
T: “In questo weekend devo sistemarle ben altro: ho una settimana intera di scopate da recuperare.. e poi mi servirebbe ProgettistaGiovane per fare tutto e non lo voglio certo in mezzo ai cojoni quando sto scopando con lei..”
Io: “Allora non so aiutarti, cerca con gugol se scopri qualcosa di accessibile!”
ProgettistaGiovane si volta verso Termico “Che si fa?”
T: “Lasciamo stare XP e vediamo di sistemargli vista!”
ProgettistaGiovane prende il cd del programma di fotoritocco, lo inserisce e avvia, installando da zero e sostituendo con una versione precedente, terminata l’installazione inserisce il suo seriale e prova: si apre e sembra funzionare tutto, chiude il programma e si volta verso Termico.
PG: “Dille che quella versione che aveva lei non era a posto e aveva dei bachi. Le ho messo la versione precedente che funziona molto meglio!”
T: “Ma davvero?”
PG: “No, ma io ho solo questa! Al massimo si scarica l’aggiornamento e se non va formatta e reinstalla tutto!”
Poi si voltano verso la chiavetta, la inseriscono e cominciano a pastrocchiare con le millemila finestre che si aprono, chiedendo se vogliono effettivamente procedere con l’installazione e la configurazione del nuovo hardware, se hanno l’autorizzazione per farlo, se è necessario scaricare e installare dei driver, se sono autorizzati a scaricare e installare i driver, se vogliono davvero accedere a internet per scaricare e installare dei driver per poter far funzionare una chiavetta per accedere a internet, e come possono accedere a internet per scaricare i driver se la chiavetta per accedere a internet non funziona senza quei driver?
Dopo una serie incredibile di bestemmie e imprecazioni varie e assortite, i due "tecnici informatici" (ebbene si: almeno uno dei due risulta effettivamente essere un tecnicno informatico. ProgettistaGiovane, per alcuni anni - anche durante il lavoro presso la Grande Società - ha lavorato anche nell'assistenza tecnica informatica, e quindi è considerato esperto presso la Grande Società) si arrendono esausti, con un armistizio in piena regola: Vista ha vinto! La chiavetta non è stata installata.
Io ho un istante di pietà “Scusa, ma se ti colleghi via cavo, non puoi scaricare i driver?”
L’illuminazione!
Staccano il cavo dal computer, lo collegano al portatile e… riavviare tutto!
Riavviato, il portatile sembra vedere la rete, allora cominciano a navigare e raggiungono il sito del gestore telefonico, dal quale scaricano il driver per il modello di chiavetta, poi inseriscono la chiavetta e il portatile si blocca, allora riavviano un’altra volta.
Finalmente riescono a vedere la chiavetta, provano ad avviare la connessione ma il portatile non risponde, allora si ricollegano via cavo al sito del gestore e cercano le istruzioni, che dicono pressappoco “inserisci la chiavetta, ti colleghi e navighi”
Riprovano a cercare.
T: “Possibile che non c’è nessuno con una connessione wireless?”
PG: “Più che altro, possibile che nessuno ha una connessione non protetta?”
Alla fine, spostando il portatile, arrivano a trovare una connessione non protetta (c'è un ufficio postale nelle vicinanze), e cominciano a configurare tutto. La chiavetta pare funzionare, ma dopo un istante si blocca e perde la connessione, per non ritrovarla più.
ProgettistaGiovane si volta verso Termico “Ho l’impressione che questa chiavetta non funzioni!”
T: “E che si fa?”
PG: “Vai dal gestore e te la fai sostituire! Anzi, vacci col portatile e te lo fai sistemare direttamente da loro!”
T: “Ma lo fanno?”
PG: “La sostituzione si, se non va..”
T: “E se invece va?”
PG: “Lo provano, e per provarlo devono prima sistemare tutto, quindi se non è da sostituire ti restituiscono il computer sistemato!” (*)

Ed ecco quindi che Termico quella sera si è inventato qualche scusa ed è uscito un paio d'ore prima del normale, per andare a farsi sistemare il computer della fidanzata, evitando di sottrarre tempo alla frenetica attività che lo avrebbe impegnato per l'intero weekend. Ah, volete sapere com'è poi finita col computer? (*)

(*) non ne ho idea: visto che non me ne frega niente, accetto quello che mi hanno detto.

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...