Tranquilli, visto che siamo in fase di pubblicazione, sto completando anche la versione completa e integrale delle avventure in Serbia, quelle di cui avete letto qualche accenno su queste pagine. Ora saranno raccolte in ordine cronologico e con le dovute spiegazioni e correlazioni tra un capitolo e l'altro, e nel succedersi dei vari capitoli, avrete modo di ripercorrere, insieme al sottoscritto, tutte quelle vicende ai limiti dell'assurdo in un susseguirsi di situazioni di ordinaria anormalità, di assoluto non-sense, ma sempre nello stile classico a cui siete abituati da queste pagine. A presto, con maggiori informazioni. Continuate a rimanere sintonizzati.
ACHTUNG! Questo post ha un linguaggio un pochino pepato! :P ___ Detesto quando mi fanno perdere tempo sul lavoro, e se c'è una cosa che le imprese serbe sanno fare bene è proprio far perdere tempo! Il lavoro procedeva lentamente, con continui ritardi dovuti alle incomprensioni, con le continue visite in cantiere e i richiami al capo cantiere dell'impresa, che non faceva le cose come concordato, approfittando del fatto che era troppo tardi per fargli rifare tutti i lavori! Quel giorno, la committenza era relativamente incazzata, e aveva convocato entrambe le direzioni lavori (noi e la controparte architettonica) sul posto per vedere a che punto erano i lavori. Va il mio collega Cantierista, insieme ad Architetta e a ResponsabileCommittenza, raggiungono il posto e non trovano il capo cantiere dell'impresa, ma solo alcuni operai che parlano solo serbo e non sanno dire niente sul motivo per cui sono in ritardo. ResponsabileCommittenza si incazza abbastanza, ma non po...
Ero in licenza premio (weekend italiano) e mi ero avviato verso l'aeroporto di Belgrado per tornare in patria. Mentre aspettavo l'aereo, un beep mi avvisa che ho un nuovo messaggio. Leggo "Quando arrivi in Italia chiamami!" e la mittente era lei: Architetta. Tra una cosa e l'altra, arrivo a Malpensa che era quasi mezzanotte, quindi le invio un sms, e lei risponde "Ok chiama domattina!" Al mattino la chiamo e lei mi chiede di raggiungerla a casa sua, cosa che faccio nel minor tempo possibile. Giunto da lei, mi fa salire nell'alloggio dove vive, un bacetto veloce e poi mi conduce verso la sua camera, dove mi fa sedere direttamente sul letto e si siede accanto a me. Comincia quindi a parlare di mille cose, senza dirigere il discorso su nessuna, e senza pensare che io non avevo alcuna voglia di parlare, o almeno così pensavo io, e un istante dopo glielo dimostrai. La abbracciai e le tappai la bocca con un bacio, lei ricambiò ma con poca passione,...
Commenti
Posta un commento
Tranquillo, il tuo commento dovrà essere approvato dall'amministratore.
Non preoccuparti se non apparirà immediatamente, non sono sempre online... ;)