Architetta non plotta.. 3

Devo aver già detto da qualche parte che, di recente, i plotter sono stati portati nello scantinato, a metà strada tra l'ufficio della truppaglia (il cui responsabile è PiccoloCapo) e l'ufficio dei Progett Mannaggiament (la cui responsabile è Architetta).
Un giorno, Architetta decide di (tentare di) fare un plottaggio in prima persona, lancia la stampa e dopo una decina di minuti scende a vedere, per prendere il prodotto finito (per fortuna, i plotter non si trovano più in Siberia quindi non deve necessariamente surgelarsi nell'attesa).
Arriva sotto, scopre che il cestello del plotter è vuoto, controlla l'altro plotter e scopre che anche quello non ha dato segni di vita di recente, allora torna al suo ufficio, prende il telefono e fa il numero delle emergenze: 911.. e quindi sento squillare il mio telefono, al ché rispondo con la necessaria professionalità: “Chi è che rompe i cojoni alla gente che lavora?”
“MK? Sei tu?” “Io sono io, ma tu chi sei?”
“Sono Architetta, ho un problema grosso grosso..” “Solo uno? Allora mettiti in coda e prendi il numerino!”
“No, aspetta! Aiutami! Peppiaccere peppiaccere..” “Che problema?”
“Il plotter non va.. mi odia.. aiutami.. vieni che ho assoluto bisogno di te.. peppiaccere..”
“Che ha il plotter?”
“Non va.. non mi vuole stampare.. nessuno mi vuole bene.. sono triste e sola.. vieni.. peppiaccere..” “Uff!!! Ok, arrivo!”
Vado sotto e lei non c'è (e già questo mi fa incazzare), guardo il display dei plotter e mi incazzo ancora di più, lanciando una serie di imprecazioni degne di passare alla storia, ma non in questo sito.. e salgo nell'altro ufficio entrando infuriato senza bussare nella sua stanza dove lei sta giocando con qualcosa che ronza sotto la scrivania.
Lei spalanca gli occhi e spegne immediatamente l'aggeggio sotto la scrivania “Caz.. cosa fai qua? Ehr.. Perché non hai bussato?” “Tranquilla, non ho visto niente! Allora, qual è il problema?”
“Problema? Non lo so! Che problema c'è?” risponde lei agitandosi freneticamente sotto la scrivania “Che, mi prendi per il culo? Che problemi hai col plotter?”
“Eh? Problemi? Col plotter? Ahhh! Si, scusa.. allora.. ho lanciato il plottaggio di questo file che mi è arrivato da fuori come allegato a una mail inviatami dal cliente e che rappresenta una planimetria edile con alcuni prospetti e sezioni ed è disegnato in formato A0 allungato e che devo per forza stampare perché se non lo stampo non riesco a vedere come risulta il loghino colorato nell'angolino del testalino che secondo i clienti è colore del mare al tramonto in estate e secondo me è colore del mare mezz'ora prima del tramonto ma in autunno o al massimo a fine estate diciamo fine settembre inizio ottobre e..”
“Vuoi che ti dica subito quanto mi interessa il colore del loghino? E cosa penso del fatto che per vedere un loghino colorato che puoi stampare sull'A4 normalissimo vuoi plottare un lenzuolo a tre posti?” “Eh? Cosa? No.. Ma non trattarmi così: io sono brava bella e buona.. e tu sei così antipatico con me..”
“Vuoi smetterla di dire caxxate e spiegarmi che caxxo di problemi hai con sto caxxo di plotter? Altrimenti torno al mio posto e ti arrangi da sola a risolverti tutto!” “Eh? No no, non andartene.. allora, il plotter non mi ha stampato, e io non so cosa è successo..”
“Andiamo!” “Dove?”
“Sotto, dove c'è il plotter..” “Ma devo venire anch'io? Perché sono impegnatissima e..”
“Hai problemi?” “No, veramente adesso non ho nulla da fare..”
“Allora muovi il culo!” “Ehi! Non puoi trattarmi così..”
Credo che abbia riconosciuto la luce omicida nel mio sguardo (o che temesse ricatti per la storia del vibratore) perché si è comunque alzata di scatto e mi ha seguito fino alla sala plotter, dove mi ha indicato il cestello vuoto del primo plotter “Vedi, signor SoTutto? Non mi ha stampato niente!”
Io le indico il display “Sai leggere?” “Certo! Mi prendi per i fondelli?”
“Io a te no, e tu a me?” Lei fa per rispondere, poi si ferma e si avvicina al display e legge “sostituire rotolo carta e cartuccia nero”
“Oddio, no.. adesso devo cambiare il rotolo e la cartuccia? Ma io non so come si fa, non l'ho mai fatto, non sono capace, sono tanto brava bella e buona ma certe cose non le so fare... Me li cambi te? Peppiaccere..” Ormai ero lì, e non ci voleva poi molto tempo, quindi “Ma solo per questa volta, quindi guarda e impara!”
Cambio il rotolo e la cartuccia, facendole vedere come si fa, e poi faccio per tornare indietro e lei mi fa “Ehi! E il mio disegno? Perchè non lo stampa?” “Devi rilanciarlo!”
“Nooooo! Questo plotter mi odia.. non mi vuole bene.. io sono tanto brava bella e buona.. Me lo puoi lanciare te?” “Ciaooo..” e me ne vado (prima di lanciare a lei fuori dalla finestra, che poi essendo nello scantinato manco si faceva male... purtroppo...)

Commenti

  1. Sì, vabbè, ma il giorno che hanno distribuito i cervelli questa era dal parrucchiere! A certa gente va solo bene che poi trovano sempre quelli come te (e me) che sono buoni buoni buoni (e, diceva Moravia, tre volte buono vuol dire minchione) che davanti al problema non riescono a non risolverlo.
    Il che mi ricorda come ho risposto una volta ad un Mannagger che diceva "Ho un problema". "Prendi il numero". "Ma è urgente!" "Prendi il numero dei problemi urgenti. Ma se prendi quello dei problemi normali te la cavi prima, perché sono tutti urgenti, e quelli normali non li prende nessuno..."

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  2. Ottima risposta la tua, e concordo anche su quanto diceva Moravia (sigh).
    Purtroppo, gerarchicamente parlando, costei mi era superiore, per cui alla fine ero obbligato a darle retta comunque, ma almeno i suoi problemi erano limitati e facilmente risolvibili (erano quasi sempre gli stessi), a differenza di quelli di molti altri che erano molto più fantasiosi nel creare problemi...

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