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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 17 dicembre 2010

Io non spikkio inglisc..

Ultimamente, la Grande Società ha strani piani in mente.
Una mattina arriva una mail da SuperAmministratore che ci comunica che dovremo saltare la pausa pranzo per fare un test di inglese, e di non rompere che anche i capi lo faranno e nemmeno loro mangeranno (tralasciamo il fatto che mentre noi dovremo poi riprendere il lavoro, loro usciranno subito dopo per andare al ristorante, loro... tralasciamo, sennò divento polemico, cattivo, e mi si rovina la digestione...)

Il tizio pare essere di madrelingua anglo-britannica e si presenta con un normale ritardo di dieci minuti (praticamente puntuale, e comunque sempre all'interno del "quarto d'ora accademico").
Consegna a tutti un foglio scritto con una serie di domande del genere metti la crocetta sulla risposta giusta per completare le frasi, e tutti si lanciano alla ricerca di penne e simili oggetti da scrittura (ovviamente mancanti in uno studio di ingegneria).
Completato il questionario (ovviamente non c’era nemmeno una parola in italiano, neanche le istruzioni di completamento), lo si firma e lo si consegna, attendendo infine che costui ci chiami uno per volta per l’esamino orale.
Ai primi che escono vengono fatte le solite domande di rito, e si scopre che le domande sono sempre le stesse: sostanzialmente qual è il nostro ruolo all’interno della Grande Società e dove siamo stati in vacanza l’estate scorsa.
Quando viene il mio turno, entro dentro e costui comincia il suo interrogatorio in lingua, al quale rispondo cercando di recuperare i rari concetti ancora presenti nel mio cervello da una scarsissima preparazione scolastica (tralasciando le medie, nel biennio delle superiori, la mia classe avrà visto la professoressa di inglese per non più di tre mesi in tutto, abbiamo avuto per il resto diverse supplenti, ma nessuna ha mai pensato che fosse il caso di spiegarci qualcosa):
“Good morning!” “Gud monning!”
“No, it says gooood morrrrning, not gud but good and not monning but morning..” “Schius mi: goooood morrrrrning viet.. ehm..”
“Ok, waz your naim?” “Mai nem is..”
“No, it says naim, not nem or neim, naim!” “Ok, mai..”
“No, it says mei, not mai, mei!” “Ok, mei naim is MK..”
“No, it says Em Kei, not M K but Em Key..” “Ok..”
“Waz your role in dis sosiaiti?” “Uh?”
“Your role, waz do yu do iar?” “Ah, ai em a..”
“No, not ai em but ai am” “Ai am a consultent..”
“Waz?” “Electrical enginier..”
“No, not enginier but ainginier..” “Ok..”
“And, uere ar yu gon..” “Eh?”
“Holideis..” “Ai ev bin..”
“No, ai ed biin..” “Ai ed biiiin in Torino..”
“No, Turin, not Torino..” “Ehi! Quando ho studiato io (in quei 3 mesi alle superiori che la professoressa si è fatta viva) dicevano che i nomi propri non si traducono!”
“Yess, ma gli inglesi possono tradurre anche i nomi, visto che la loro è la lingua più importante!” “Finchè ci sono dei "cujun" che glielo permettono..”
"Waz cujun?" "No: tu NON lo vuoi sapere veramente!"
“Vuell.. ai fink det..” “Fikkati quello che vuoi! Io me ne vado!” e mi alzo uscendo per andare a mangiare.

Il corso si fa in due livelli per due giorni alla settimana durante la pausa pranzo: nel livello base ci sono quelli che non sono mai andati in vacanza in paesi anglosassoni e nel livello avanzato quelli che almeno una volta ci sono stati.
Stranamente, non sono risultato iscritto al corso, così per due giorni alla settimana mi tocca godermi la pausa pranzo e uscire, al posto di rintanarmi nella sala riunioni e fare conversazione in lingua saltando il pasto.. che sfiga!!! Peraltro, mica vorremo interrompere una gloriosa tradizione secondo la quale la Grande Società non mi ha mai pagato un singolo corso (ovviamente solo a me: c’entra niente il fatto dei consulenti esterni: agli altri consulenti i corsi sono stati pagati..)

Oltretutto, essendo l’unico che non partecipa, sono anche esonerato dal capire il significato dei messaggi di errore che appaiono nei computer delle colleghe:
“MK!!! E’ apparso un messaggio di errore! Vieni a risolvermi il problema!” “E’ in inglese?”
“Certo!” “Allora non posso: io non spikkio inglisc..”

8 commenti:

  1. Per madrelingua era proprio madrelingua: anzi, se diceva "naim", era proprio londinese londinese, con un accento cockney che si tagliava col coltello...
    Sui nomi però ha parzialmente ragione lui. Noi mica andiamo a London, a Paris, a Frankfurt, a Moskvà... giusto? Alcuni nomi geografici si modificano di lingua in lingua - soprattutto una "Torino" che è stata "Turin" (alla francese) per secoli! :-)

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  2. Si, hai ragione te e aveva ragione anche lui.

    L'unica attenuante che avevo all'epoca era di essere a stomaco vuoto e, soprattutto, in forte astinenza di caffeina... ;-)

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  3. In effetti, a parte gli insegnanti e gli speaker televisivi (sia delle news che pubblicitari), gli unici a parlare bene l'inglese, con proprietà di linguaggio e pronuncia corretta, sono gli stranieri. E almeno lo parlano con tranquillità, non a mitragliatrice come i cockneys. Io, sbarcata a London, temevo di aver preso l'aereo sbagliato ;D Finalmente, riesco ad avere un dialogo intelliggibile, e alla fine scopro che il mio colto interlocutore non è british, ma norvegese...sigh...

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  4. Beh, io non posso dire niente: già ho problemi con l'italiano, figuriamoci con l'inglese.
    Una volta un ragazzo mi ha chiesto la strada, qua a Torino, solo che non riuscendo a farli capire il mio "inglese maccheronico", ho preso un foglio di carta e una penna e gli ho fatto una mappa dettagliata seduta stante... poi l'ho instradato nella direzione giusta.
    Non ne ho più saputo niente, ma nemmeno girano voci di turisti dispersi nei meandri metropolitani, quindi dovrebbe essere arrivato da qualche parte... :D

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  5. Beh, gli che gli inglesi non parlino inglese e' verissimo... pero' quanto sono belli gli accenti del regno unito rispetto a quello schifo sbiascicato che parlano gli americani?

    Guardatevi "Life on Mars" o "Doctor who" in lingua originale e poi provate a tornare alle solite schifezze americane se ne avete il coraggio?

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  6. Ah, ok, Riccardo, sull'accento USA non posso che essere d'accordo. Quello che arriva a me, ascoltando uno statunitense parlare, è una serie di "Arf arf arf arf iaw iaw iaw arf iaw"...Ma a quanto pare a loro non interessa tanto che gli si risponda, piuttosto la faccia interessata che facciamo ai loro discorsi...Non voglio dare un giudizio generale, ma hanno un Ego stratosferico ;D

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  7. Incredibbile!!!
    Se non fosse che sei di Torino potresti essere un mio compagno di classe alle superiori, anche io alle medie facevo francese, al biennio di scuola superiore generale la prof si è vista si e no per due mesi in due anni, ho dovuto recuperare nel triennio di specializzazione informatica... ma con scarsissimo risultato (anche se una volta ho mezzo abbordato una francese in campeggio parlandole in inglese)

    Lex79

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  8. Mi viene il dubbio che la prof abbia cambiato istituto e città... ;-)

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