Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso
l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel
viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto... così dicevo, nella mia abissale ignoranza...
E invece NO!
Ci addentriamo infatti verso l'autostrada, giungendo a una cittadina grandicella, dove parcheggiamo in pieno centro, scendiamo dalla macchina e ci guardiamo in giro, alla ricerca di un ristorante.
Niente di simile appare nel nostro campo visivo, così decidiamo di approfondire e ci spostiamo di un paio di isolati, ma il risultato non cambia.
Passano un paio di giovani, ai quali ci avviciniamo con aria allegra e tranquilla (evitiamo di creare immediata antipatia nei nostri confronti) e chiediamo loro, in inglese, se c'è un ristorante nei paraggi.
SI guardano in faccia stupiti, ci dicono di no e se ne vanno.
GrandeCapo, convinto che il nostro inglese sia troppo infarcito di elementi estranei per essere compreso, decide di rivolgersi direttamente in prima persona al prossimo passante, che non tarda ad arrivare.
Alla richiesta se esiste qualche ristorante nei paraggi, si guarda in giro, ci guarda stupito, poi accenna un NO con la testa e si dilegua velocissimo.
Allunghiamo la passeggiata in area centrale e ci avviciniamo ad un altro gruppetto di giovani, tutti radunati attorno a uno di loro in sella a una moto. Ci guardano incuriositi, sempre tenendo conto che loro sono almeno il triplo di noi, e lasciamo che GrandeCapo esprima la richiesta col suo perfetto inglese oxfordiano.
Ancora una volta si guardano stupiti l'un l'altro, parlottano un po' tra loro, poi il motociclista si rivolge a noi e chiede in inglese direttamente "Waz he say?"
Ci guardiamo tra noi, io sto per scoppiare a ridere e Collega apre bocca col suo inglese partenopeo: "Our Boss ask you if there is here a restaurant!" "Waz?"
"A restaurant! Where we can eat!" "Ah! I don't know! Here are not restaurants!"
Dopo almeno 3 conferme che in quella cittadina relativamente grossa (più del buco dove stavamo noi) non esistevano ristoranti (mentre da noi ce n'erano almeno una ventina) decidiamo di risalire in macchina e allontanarci.
La stessa identica situazione si ripropone poco tempo dopo all'arrivo nella seconda cittadina relativamente grande, identica nei minimi dettagli (ok, cambiava il colore e il modello della moto del capobranco...)
GrandeCapo bofonchia qualcosa sull'ignoranza abissale di questo popolo che non capisce l'inglese!
CommunistyManager borbotta qualcosa sul fatto che GrandeCapo abbia ragione (sempre e a prescindere)!
Collega impreca contro la popolazione locale, con aggiunta di ricco corredo di bestemmie!
Io esprimo il parere di evitare di perdere altro tempo e andare decisi all'autostrada, dove sappiamo per certo che ci sono diverse stazioni di servizio con annesso bar/ristorante.
Alla fine, pare che l'idea possa essere accettata da tutti, così ci avviamo verso l'autostrada, dove Collega supera senza problemi la maggior parte dei suddetti locali, sfrecciando a velocità che credevo impossibili in una Punto con 4 persone a bordo, fino a raggiungere un tipico locale serbo.
Entra nel parcheggio e si ferma!
Scendiamo, entriamo nel locale, aperto, e chiediamo se è possibile mangiare ancora qualcosa, vista l'ora, senza pensare che, nella maggior parte dei casi, in Serbia quella è l'ora in cui si comincia a entrare nel vivo del pranzo... vabbè, in Italia sarebbe quasi ora della merenda, ma poco importa...
Dovendo recuperare una lunga giornata, ci assicuriamo che GrandeCapo abbia a disposizione la sua carta di credito e poi procediamo con l'ordinazione delle bevande (mi scappa di ordinare la birra prima che Collega parli di acqua minerale, contravvenendo agli ordini del capo, ma in fondo è domenica e non devo andare a lavorare dopo, e subito dopo tutti, GC compreso, ordinano anche loro alcolici) e chiediamo il menù per le vivande.
Dal menù ci accorgiamo che il locale è tipico, quindi anche il pranzo lo è, per cui ci prepariamo a un vassoio di antipasti tra formaggi e salumi e a portate di carne relativamente abbondanti.
Dopo un paio d'ore abbondanti, lasciamo a GC il piacere di pagare e ci dirigiamo alla macchina, ripartendo per la destinazione finale.
Pochi minuti dopo aver lasciato il locale, nell'autostrada incrociamo il piazzale dove ha sede McDonald, e GC bofonchia qualcosa sul fatto che avremmo potuto arrivare fino a lì e che sarebbe costato meno, mentre CM gli da ragione a prescindere, e si voltano a guardare me, che rispondo "Che volete da me? E' lui che sta guidando!"
Risata diabolica di Collega, mentre usciamo dall'autostrada e ci prepariamo a superare gli ultimi 20 km di statale che ci separano da casa... dal frigo... dalla mia birretta...
E basta con queste folli idee di fare i turisti: noi siamo qua per lavorare, non per divertirci!
Per fare i turisti, occorreva farsi assumere nella ditta che faceva la parte edile della direzione lavori: loro si che hanno visitato ogni posto nei dintorni (non solo in Serbia...)
Serbian tourist 2
Uscimmo quindi dalla meta culturale della nostra gita, per recarci presso la meta prosaica, ovvero alla ricerca di un posto dove mangiare.
Non è certo complicato trovare un posto dove mangiare in una nazione come la Serbia, specie considerando che (pare) i serbi facciano diretta concorrenza agli hobbit in fatto di mangiare.
Noi ci allontanammo dalle rovine dirigendoci verso il Danubio, dove GrandeCapo aveva intenzione di farci mangiare il locale prodotto ittico, che nei ristoranti di lusso era conosciuto come "siluro del danubio" (grazie a google) e che invece noi comuni mortali con scarse conoscenze e scarsa cultura da galateo, continuavamo a chiamare "pesce gatto".
La strada verso il grande fiume non era molta, ma per qualche strano motivo Collega ha deciso di seguire quelle che pensava fossero le giuste indicazioni (non so come facesse a leggere i cartelli in cirillico, ma spero almeno che sapesse che in serbo Danubio diventava Dunav, ovviamente scritto in alfabeto cirillico)
Ci trovammo quindi in un paesino di altri tempi, dove le poche persone che incontravamo ci guardavano stupiti e confusi, alcuni giungevano persino a fermare i trattori e i carretti, per non smettere di osservarci anche dopo che li avevamo superati.
Alla fine del paesino, ci trovammo di colpo che finiva anche la strada (di colpo, quasi come se qualcuno avesse tagliato via tutto con una forbice immensa) e cominciava la boscaglia della tundra locale...
Collega è convinto che in breve ricominci la strada e soprattutto che quella sia la direzione giusta, quindi trasforma di fatto la Punto in una Jeep e si da al fuoristrada, incurante del fatto che a bordo ci fossero 4 persone di cui il più magro era prossimo ai 100 kg (e non ero io, casomai ve lo chiedeste) quindi procede, incurante dei gemiti di CommunistyManager (che a breve avrebbe aperto il finestrino per alleggerirsi ancora di più) e dei brontolii di GrandeCapo (che non riusciva a giocare comodamente col suo smartphone)
Io gli chiedo se è proprio sicuro che sia la direzione giusta, e lui mi risponde di si, con un tono che mi convince che è meglio se sto zitto.
Andiamo avanti un poco e ci rendiamo conto che è impossibile proseguire, a meno di non trasformare la Punto in un elicottero, ma quel che è peggio è anche impossibile fare manovra per girare e tornare indietro.
CM esce dalla macchina e dona un po' di colore verdastro al terreno grigio, quando si rende conto che l'unica alternativa è quella di ingranare la retromarcia e tornare sulla strada... sono solo poche centinaia di metri, in fondo... (francamente, io al posto suo me la sarei fatta a piedi, anche se ammetto che alcune zone erano difficili da attraversare senza stivali)
GC mette finalmente via il telefonino e si riparte, in retro, tra alberi, cespugli, radici, fango (e altre amenità) per raggiungere nuovamente la strada, risalire sull'asfalto, prepararsi per fare la manovra di inversione facendo attenzione a non sfondare i muri semidiroccati da entrambi i lati della stradina e... scendendo comunque tutti per poter cambiare la ruota completamente distrutta...
Alla fine usciamo dal paesino, giungiamo a un bivio e lui dice "E' di qua!" "No, è di là!" rispondo io
Mi guardano tutti "Come?" "Di là!"
"Ma quando mai tu hai visto il Danubio?" "Mai!"
"E dici che è di là?" "Si!"
"Sai leggere i cartelli cirillici?" "No!"
"E come fai a dire che è di là?" "Semplice, chiunque con il cervello acceso ci arriverebbe!"
"Eh?" "Vedi quegli alberi all'orizzonte da quel lato?"
"Si, e allora?" "Il Danubio è là!"
"Quelli sono alberi, il Danubio è un fiume!" "Si infatti!"
"E allora che c...o dici?" "Quelli sono pioppi, vivono nei luoghi umidi: se ce n'è una simile quantità vuol dire che c'è una grossa fonte di umidità in quell'area, e cosa c'è di grosso e umido qua in zona oltre al Danubio?"
Si guardano stupiti e perplessi, poi GC ordina di seguire le mie indicazioni e così, in breve, ci troviamo di fronte al fiume (a dirla tutta, eravamo arrivati a un canale derivato dal Danubio per scopi agricoli e per gare di pesca, ma il "vero" Danubio era a soli 200 metri di distanza, se ci fosse stato un ponte per attraversare il suddetto canale)
Convinti che non li avevo portati fuori zona, si decidono infine a scendere e ammirare l'acqua tutt'altro che blu, perdendosi in commenti strambi, fino a quando sentiamo chiudere una porta a chiave...
Ci voltiamo e vediamo che i titolari dell'unico locale in zona apparentemente gastronomico se ne stanno andando, incuranti del fatto che Collega li supplica di riaprire e prepararci da mangiare.
Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto...
Non è certo complicato trovare un posto dove mangiare in una nazione come la Serbia, specie considerando che (pare) i serbi facciano diretta concorrenza agli hobbit in fatto di mangiare.
Noi ci allontanammo dalle rovine dirigendoci verso il Danubio, dove GrandeCapo aveva intenzione di farci mangiare il locale prodotto ittico, che nei ristoranti di lusso era conosciuto come "siluro del danubio" (grazie a google) e che invece noi comuni mortali con scarse conoscenze e scarsa cultura da galateo, continuavamo a chiamare "pesce gatto".
La strada verso il grande fiume non era molta, ma per qualche strano motivo Collega ha deciso di seguire quelle che pensava fossero le giuste indicazioni (non so come facesse a leggere i cartelli in cirillico, ma spero almeno che sapesse che in serbo Danubio diventava Dunav, ovviamente scritto in alfabeto cirillico)
Ci trovammo quindi in un paesino di altri tempi, dove le poche persone che incontravamo ci guardavano stupiti e confusi, alcuni giungevano persino a fermare i trattori e i carretti, per non smettere di osservarci anche dopo che li avevamo superati.
Alla fine del paesino, ci trovammo di colpo che finiva anche la strada (di colpo, quasi come se qualcuno avesse tagliato via tutto con una forbice immensa) e cominciava la boscaglia della tundra locale...
Collega è convinto che in breve ricominci la strada e soprattutto che quella sia la direzione giusta, quindi trasforma di fatto la Punto in una Jeep e si da al fuoristrada, incurante del fatto che a bordo ci fossero 4 persone di cui il più magro era prossimo ai 100 kg (e non ero io, casomai ve lo chiedeste) quindi procede, incurante dei gemiti di CommunistyManager (che a breve avrebbe aperto il finestrino per alleggerirsi ancora di più) e dei brontolii di GrandeCapo (che non riusciva a giocare comodamente col suo smartphone)
Io gli chiedo se è proprio sicuro che sia la direzione giusta, e lui mi risponde di si, con un tono che mi convince che è meglio se sto zitto.
Andiamo avanti un poco e ci rendiamo conto che è impossibile proseguire, a meno di non trasformare la Punto in un elicottero, ma quel che è peggio è anche impossibile fare manovra per girare e tornare indietro.
CM esce dalla macchina e dona un po' di colore verdastro al terreno grigio, quando si rende conto che l'unica alternativa è quella di ingranare la retromarcia e tornare sulla strada... sono solo poche centinaia di metri, in fondo... (francamente, io al posto suo me la sarei fatta a piedi, anche se ammetto che alcune zone erano difficili da attraversare senza stivali)
GC mette finalmente via il telefonino e si riparte, in retro, tra alberi, cespugli, radici, fango (e altre amenità) per raggiungere nuovamente la strada, risalire sull'asfalto, prepararsi per fare la manovra di inversione facendo attenzione a non sfondare i muri semidiroccati da entrambi i lati della stradina e... scendendo comunque tutti per poter cambiare la ruota completamente distrutta...
Alla fine usciamo dal paesino, giungiamo a un bivio e lui dice "E' di qua!" "No, è di là!" rispondo io
Mi guardano tutti "Come?" "Di là!"
"Ma quando mai tu hai visto il Danubio?" "Mai!"
"E dici che è di là?" "Si!"
"Sai leggere i cartelli cirillici?" "No!"
"E come fai a dire che è di là?" "Semplice, chiunque con il cervello acceso ci arriverebbe!"
"Eh?" "Vedi quegli alberi all'orizzonte da quel lato?"
"Si, e allora?" "Il Danubio è là!"
"Quelli sono alberi, il Danubio è un fiume!" "Si infatti!"
"E allora che c...o dici?" "Quelli sono pioppi, vivono nei luoghi umidi: se ce n'è una simile quantità vuol dire che c'è una grossa fonte di umidità in quell'area, e cosa c'è di grosso e umido qua in zona oltre al Danubio?"
Si guardano stupiti e perplessi, poi GC ordina di seguire le mie indicazioni e così, in breve, ci troviamo di fronte al fiume (a dirla tutta, eravamo arrivati a un canale derivato dal Danubio per scopi agricoli e per gare di pesca, ma il "vero" Danubio era a soli 200 metri di distanza, se ci fosse stato un ponte per attraversare il suddetto canale)
Convinti che non li avevo portati fuori zona, si decidono infine a scendere e ammirare l'acqua tutt'altro che blu, perdendosi in commenti strambi, fino a quando sentiamo chiudere una porta a chiave...
Ci voltiamo e vediamo che i titolari dell'unico locale in zona apparentemente gastronomico se ne stanno andando, incuranti del fatto che Collega li supplica di riaprire e prepararci da mangiare.
Non resta che allontanarci e dirigerci verso la civiltà, ovvero verso l'autostrada, attraversando quel paio di cittadine che abbiamo visto nel viaggio di andata, dove sicuramente avremmo trovato un locale aperto...
Serbian tourist
Sia ComunistyManager che GrandeCapo erano abbastanza concordi tra loro nel dire che il mio ingliscese non fosse propriamente oxfordiano, ma piuttosto simile a quello parlato da Tarzan, e potrei anche dar loro ragione ma, come dicevano alcuni, l'importante è capirsi, e non solo io mi capivo, ma capivo anche le varie imprese e (soprattutto) le varie imprese capivano me.
Un giorno (sabato) GrandeCapo in prima persona personalmente scende ai piani bassi e mi dice "Domani mattina andiamo a farci una gita turistica!" "In Serbia? Gita turistica?" rispondo stupito
"Si, qua vicino (???) ci sono le rovine romane di Viminacium! Domattina si parte, tutti insieme, e andiamo a vederle!" "Ok!"
"Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!"
Egli ascese quindi al piano superiore, mentre io aprivo la fonte di ogni sapere e mi informavo su codesto loco: sapevo che i Romani erano stati anche in Serbia (e non solo) e sapevo che persino un imperatore era originario del posto (visto che era raffigurato sulle bottiglie dell'acqua minerale) ma non sapevo che ci fosse qualcosa di turistico nella zona... e infatti non era nella zona ma a un paio d'ore abbondanti di autostrada... come se un torinese dicesse oggi "Vado a vedere l'Arena di Verona!"
Domenica mattina si parte, presto, molto presto: non si era nemmeno svegliato il mercato...
Dopo circa un'ora e mezza di viaggio (guidava un collega, io ero sistemato accanto a lui a far da navigatore, e dietro GC e CM cianciavano delle quattro operazioni) arriviamo al bivio e usciamo dall'autostrada, incanalandoci in una di quelle che dalla cartina risultavano essere strade di scorrimento veloce (effettivamente andavamo più veloci di un cavallo, ma non garantisco in caso di gara con una biga)
Seguendo attentamente cartelli in cirillico, dove le uniche indicazioni per la nostra destinazione erano individuabili dal fatto che il colore del cartello era marrone e non blu, procediamo avventurandoci in una specie di deserto...
Al termine, dopo aver passato caratteristici paesini (che non facevi in tempo ad accorgerti di essere in un paesino che subito era finito) ci troviamo davanti a una recinzione da lager! Scendiamo, ci avviciniamo a quello che appare essere un cancello e troviamo un cartello poliglotta, dove era evidentemente scritto che davanti a noi c'erano le rovine di Viminacium (non era ben chiaro come mai noi vedessimo solo una recinzione, ma non importa: il cartello era chiaro ed evidente!) Entriamo in macchina, seguendo un sentiero sterrato circondato da bighe (forse autentiche o forse ricostruite, ma non avevo voglia di approfondire, visto che non parlo il bighese) e infine raggiungiamo un posteggio vuoto!!!
Accanto un paio di baracche, entriamo nella prima e ci accoglie un tipo in uniforme, con pistola alla mano, che ci chiede in serbo cosa vogliamo, noi rispondiamo in inglese che siamo turisti e lui ci manda aff.. nella baracca accanto, indicandoci la direzione con la canna della pistola, per farsi capire meglio!
Nella baracca accanto, entrando, sveg...attiriamo l'attenzione di due donne, che ci guardano stupite.
GrandeCapo chiede se parlano inglese, una risponde di no e l'altra di si, quindi si rivolge a costei e le dice che siamo venuti a vedere le rovine. Lei si volta verso l'altra e evidentemente le traduce, quindi ci guardano stranite (era evidente che pensavano "ma allora esistono davvero i turisti? mi ricordo che i miei antenati mi parlavano di questi esseri fantomatici, ma pensavo fossero leggende metropolitane!")
Alla fine, con grande sforzo, GC riesce a completare la trattativa, paga i biglietti per tutti (una ventina di euro per 4 persone, forse poco rispetto all'Italia ma sicuramente un salasso enorme per la Serbia) e cerca di comprare una piantina della zona, ma la risposta è "No, questa è l'unica che abbiamo! Non possiamo venderla! Scaricatevene una da internet!"
La fanciulla anglofona indossa quindi un giacchetto e ci dice di seguirla!
Usciamo e ci rechiamo presso un capannone nelle vicinanze coperto da un telone da circo, con l'ingresso in fase di lavorazione e quindi un operaio ci tiene sollevato un lembo di telone per farci entrare da un'apertura "secondaria".
Dentro vediamo uno scavo con qualche accenno di costruzione (potete ammirare nelle foto di wiki) e la nostra guida si avvicina a un tabellone dove con dei fogli di carta erano esposte le varie immagini sulle quali basava la sua spiegazione.
Ci ha accennato che quello che vedevamo era il mausoleo, che era un luogo di sepoltura, che c'erano un paio di scheletri femminili in bella vista, che una era sicuramente cristiana e l'altra sicuramente pagana (motivo della differenza e della relativa certezza religiosa: una aveva le braccia incrociate sul petto, quindi cristiana, l'altra distese lungo i fianchi, quindi pagana) e poi ci ha spiegato qualcosa sulle pietre, sulle rovine, sui materiali usati, su un paio di simboli esoterici: diceva infatti che c'erano raffigurati dei leoni, mai visti in Serbia e quindi sicuramente simboli esoterici (non so se si riferisse al periodo romano o a epoche recenti...), inoltre ci spiega che c'è anche uno scheletro di mammuth, tipico abitante dei luoghi in epoca romana (???)
Alla fine della chiacchierata, ci fa cenno di seguirla e si avvia verso lo scavo, scendiamo e vediamo i famosi scheletri, quindi ci avviciniamo a un sottopassaggio, dove ci dice che passeremo sotto il mausoleo, ci saranno due nicchie dove vedremo affreschi pittorici (forse anche i famosi simboli leonini) e ci intima di non far luce (per non rovinare gli affreschi) entrare nelle nicchie uno per volta (per via del ristretto spazio) seguire lei (per evitare di perderci nei meandri di un tunnel lungo una ventina di metri) e, soprattutto, visto che il tunnel era alto circa un metro e mezzo, di non approfittare del buio e del fatto di dover star chini dietro di lei per toccarle il culo!!! (le sue parole esatte furono "don't touch my ass!")
Dopo la faticosa esplorazione (con vista delle nicchie buie dove era impossibile scorgere qualsiasi dettaglio) usciamo infine a riveder le stelle, o meglio a rivedere il tendone e lei ci riporta verso l'uscita. Il solito operaio aiuta a tener aperta la "porta", usciamo all'aperto e ci fa cenno verso l'orizzonte "Prendete la vostra macchina e andate pure a vedere il resto!"
Ci guardiamo stupiti, mentre lei sparisce, quindi saliamo in macchina e partiamo seguendo i sentieri accennati, mentre GC si lamenta dell'inglese parlato dalla guida "Non ho capito un BEEEP!!!" "Nemmeno io!" aggiunge subito CM
Collega non dice nulla, e a me sfugge un "Strano, io ho capito tutto quello che ha detto!" "E' impossibile! Tu non capisci l'inglese!" "Evidentemente allora il suo non era inglese, visto che l'ho capita perfettamente!" "Bah! Parlava un klingoniano simile al tuo, quindi è ovvio che vi capivate!"
Chiudiamo la discussione mentre Collega raggiunge l'anfiteatro dove la guardia ci dice che è in ristrutturazione e non possiamo vederlo, alle nostre proteste la mano corre immediatamente alla pistola, mentre ci intima di andar via che non possiamo vedere un'area in fase di restauro!
Ci convince, e ci allontaniamo, andando verso le terme, dove invece il sorvegliante ci accoglie con incredibile emozione, mostrandoci orgoglioso tutto, chiacchierando amichevolmente con Collega (anche se nessuno dei due capiva l'altro) e facendoci persino fare un giretto oltre la recinzione, dentro le terme stesse, sulla pavimentazione romana!
Usciamo per cercare altro da vedere, ma il sentiero ci riporta al capannone, chiediamo quindi dov'è questo fantomatico scheletro di mammuth, ma la ragazza presente non parla inglese e l'altra è sparita, quindi non sa dirci nulla (non capisce nemmeno quando Collega prova a disegnare un mammuth su un foglio di carta... oddio, forse nemmeno io avrei capito che quello era un mammuth...)
Risaliamo quindi in macchina e usciamo dalla recinzione, addentrandoci nei meandri della Serbia, mentre i nostri stomaci ci avvisavano che era ora di far il pieno!
Un giorno (sabato) GrandeCapo in prima persona personalmente scende ai piani bassi e mi dice "Domani mattina andiamo a farci una gita turistica!" "In Serbia? Gita turistica?" rispondo stupito
"Si, qua vicino (???) ci sono le rovine romane di Viminacium! Domattina si parte, tutti insieme, e andiamo a vederle!" "Ok!"
"Così non dite che vi faccio solo lavorare e che non avete mai visto nulla di questo splendido posto!" "Bene, smetteremo di dirlo!"
Egli ascese quindi al piano superiore, mentre io aprivo la fonte di ogni sapere e mi informavo su codesto loco: sapevo che i Romani erano stati anche in Serbia (e non solo) e sapevo che persino un imperatore era originario del posto (visto che era raffigurato sulle bottiglie dell'acqua minerale) ma non sapevo che ci fosse qualcosa di turistico nella zona... e infatti non era nella zona ma a un paio d'ore abbondanti di autostrada... come se un torinese dicesse oggi "Vado a vedere l'Arena di Verona!"
Domenica mattina si parte, presto, molto presto: non si era nemmeno svegliato il mercato...
Dopo circa un'ora e mezza di viaggio (guidava un collega, io ero sistemato accanto a lui a far da navigatore, e dietro GC e CM cianciavano delle quattro operazioni) arriviamo al bivio e usciamo dall'autostrada, incanalandoci in una di quelle che dalla cartina risultavano essere strade di scorrimento veloce (effettivamente andavamo più veloci di un cavallo, ma non garantisco in caso di gara con una biga)
Seguendo attentamente cartelli in cirillico, dove le uniche indicazioni per la nostra destinazione erano individuabili dal fatto che il colore del cartello era marrone e non blu, procediamo avventurandoci in una specie di deserto...
Al termine, dopo aver passato caratteristici paesini (che non facevi in tempo ad accorgerti di essere in un paesino che subito era finito) ci troviamo davanti a una recinzione da lager! Scendiamo, ci avviciniamo a quello che appare essere un cancello e troviamo un cartello poliglotta, dove era evidentemente scritto che davanti a noi c'erano le rovine di Viminacium (non era ben chiaro come mai noi vedessimo solo una recinzione, ma non importa: il cartello era chiaro ed evidente!) Entriamo in macchina, seguendo un sentiero sterrato circondato da bighe (forse autentiche o forse ricostruite, ma non avevo voglia di approfondire, visto che non parlo il bighese) e infine raggiungiamo un posteggio vuoto!!!
Accanto un paio di baracche, entriamo nella prima e ci accoglie un tipo in uniforme, con pistola alla mano, che ci chiede in serbo cosa vogliamo, noi rispondiamo in inglese che siamo turisti e lui ci manda aff.. nella baracca accanto, indicandoci la direzione con la canna della pistola, per farsi capire meglio!
Nella baracca accanto, entrando, sveg...attiriamo l'attenzione di due donne, che ci guardano stupite.
GrandeCapo chiede se parlano inglese, una risponde di no e l'altra di si, quindi si rivolge a costei e le dice che siamo venuti a vedere le rovine. Lei si volta verso l'altra e evidentemente le traduce, quindi ci guardano stranite (era evidente che pensavano "ma allora esistono davvero i turisti? mi ricordo che i miei antenati mi parlavano di questi esseri fantomatici, ma pensavo fossero leggende metropolitane!")
Alla fine, con grande sforzo, GC riesce a completare la trattativa, paga i biglietti per tutti (una ventina di euro per 4 persone, forse poco rispetto all'Italia ma sicuramente un salasso enorme per la Serbia) e cerca di comprare una piantina della zona, ma la risposta è "No, questa è l'unica che abbiamo! Non possiamo venderla! Scaricatevene una da internet!"
La fanciulla anglofona indossa quindi un giacchetto e ci dice di seguirla!
Usciamo e ci rechiamo presso un capannone nelle vicinanze coperto da un telone da circo, con l'ingresso in fase di lavorazione e quindi un operaio ci tiene sollevato un lembo di telone per farci entrare da un'apertura "secondaria".
Dentro vediamo uno scavo con qualche accenno di costruzione (potete ammirare nelle foto di wiki) e la nostra guida si avvicina a un tabellone dove con dei fogli di carta erano esposte le varie immagini sulle quali basava la sua spiegazione.
Ci ha accennato che quello che vedevamo era il mausoleo, che era un luogo di sepoltura, che c'erano un paio di scheletri femminili in bella vista, che una era sicuramente cristiana e l'altra sicuramente pagana (motivo della differenza e della relativa certezza religiosa: una aveva le braccia incrociate sul petto, quindi cristiana, l'altra distese lungo i fianchi, quindi pagana) e poi ci ha spiegato qualcosa sulle pietre, sulle rovine, sui materiali usati, su un paio di simboli esoterici: diceva infatti che c'erano raffigurati dei leoni, mai visti in Serbia e quindi sicuramente simboli esoterici (non so se si riferisse al periodo romano o a epoche recenti...), inoltre ci spiega che c'è anche uno scheletro di mammuth, tipico abitante dei luoghi in epoca romana (???)
Alla fine della chiacchierata, ci fa cenno di seguirla e si avvia verso lo scavo, scendiamo e vediamo i famosi scheletri, quindi ci avviciniamo a un sottopassaggio, dove ci dice che passeremo sotto il mausoleo, ci saranno due nicchie dove vedremo affreschi pittorici (forse anche i famosi simboli leonini) e ci intima di non far luce (per non rovinare gli affreschi) entrare nelle nicchie uno per volta (per via del ristretto spazio) seguire lei (per evitare di perderci nei meandri di un tunnel lungo una ventina di metri) e, soprattutto, visto che il tunnel era alto circa un metro e mezzo, di non approfittare del buio e del fatto di dover star chini dietro di lei per toccarle il culo!!! (le sue parole esatte furono "don't touch my ass!")
Dopo la faticosa esplorazione (con vista delle nicchie buie dove era impossibile scorgere qualsiasi dettaglio) usciamo infine a riveder le stelle, o meglio a rivedere il tendone e lei ci riporta verso l'uscita. Il solito operaio aiuta a tener aperta la "porta", usciamo all'aperto e ci fa cenno verso l'orizzonte "Prendete la vostra macchina e andate pure a vedere il resto!"
Ci guardiamo stupiti, mentre lei sparisce, quindi saliamo in macchina e partiamo seguendo i sentieri accennati, mentre GC si lamenta dell'inglese parlato dalla guida "Non ho capito un BEEEP!!!" "Nemmeno io!" aggiunge subito CM
Collega non dice nulla, e a me sfugge un "Strano, io ho capito tutto quello che ha detto!" "E' impossibile! Tu non capisci l'inglese!" "Evidentemente allora il suo non era inglese, visto che l'ho capita perfettamente!" "Bah! Parlava un klingoniano simile al tuo, quindi è ovvio che vi capivate!"
Chiudiamo la discussione mentre Collega raggiunge l'anfiteatro dove la guardia ci dice che è in ristrutturazione e non possiamo vederlo, alle nostre proteste la mano corre immediatamente alla pistola, mentre ci intima di andar via che non possiamo vedere un'area in fase di restauro!
Ci convince, e ci allontaniamo, andando verso le terme, dove invece il sorvegliante ci accoglie con incredibile emozione, mostrandoci orgoglioso tutto, chiacchierando amichevolmente con Collega (anche se nessuno dei due capiva l'altro) e facendoci persino fare un giretto oltre la recinzione, dentro le terme stesse, sulla pavimentazione romana!
Usciamo per cercare altro da vedere, ma il sentiero ci riporta al capannone, chiediamo quindi dov'è questo fantomatico scheletro di mammuth, ma la ragazza presente non parla inglese e l'altra è sparita, quindi non sa dirci nulla (non capisce nemmeno quando Collega prova a disegnare un mammuth su un foglio di carta... oddio, forse nemmeno io avrei capito che quello era un mammuth...)
Risaliamo quindi in macchina e usciamo dalla recinzione, addentrandoci nei meandri della Serbia, mentre i nostri stomaci ci avvisavano che era ora di far il pieno!
Addio e grazie per tutto il pesce...
A questo punto, come avevo già annunciato precedentemente, sono quindi giunto alla fine delle mie storie!
Nel senso che siamo arrivati esattamente al presente, quindi non vi sono nuove storie da pubblicare.
Venerdi prossimo non ci sarà nulla, e probabilmente nemmeno il successivo (salvo eventi speciali dell'ultimo minuto, ma al momento non ci sono ulteriori sviluppi)
Questo blog quindi per il momento si interrompe qua, in attesa di qualche nuovo episodio da raccontare, oppure potrebbero apparire saltuariamente episodi di varia natura sempre attinenti al mio lontano passato, oppure qualche racconto che potrei (tra)scrivere, com'era nelle mie intenzioni originali (prima dell'attuale deriva aneddoto-lavorativa), ma sicuramente non credo appariranno nel breve termine nuovi post.
Ringrazio tutti i lettori per avermi seguito fino adesso.
Restate sintonizzati, che il vampiro non è ancora morto, quindi qualcosa potrebbe sempre spuntare, anche se saltuariamente (liferea mi dice che i feed dovrebbero essere attivi, quindi non dovrebbero esserci problemi nel restare sintonizzati, se volete... ;-) ).
Grazie a tutti :D
Lunga vita e prosperità!
\\//_
Nel senso che siamo arrivati esattamente al presente, quindi non vi sono nuove storie da pubblicare.
Venerdi prossimo non ci sarà nulla, e probabilmente nemmeno il successivo (salvo eventi speciali dell'ultimo minuto, ma al momento non ci sono ulteriori sviluppi)
Questo blog quindi per il momento si interrompe qua, in attesa di qualche nuovo episodio da raccontare, oppure potrebbero apparire saltuariamente episodi di varia natura sempre attinenti al mio lontano passato, oppure qualche racconto che potrei (tra)scrivere, com'era nelle mie intenzioni originali (prima dell'attuale deriva aneddoto-lavorativa), ma sicuramente non credo appariranno nel breve termine nuovi post.
Ringrazio tutti i lettori per avermi seguito fino adesso.
Restate sintonizzati, che il vampiro non è ancora morto, quindi qualcosa potrebbe sempre spuntare, anche se saltuariamente (liferea mi dice che i feed dovrebbero essere attivi, quindi non dovrebbero esserci problemi nel restare sintonizzati, se volete... ;-) ).
Grazie a tutti :D
Lunga vita e prosperità!
\\//_
La luce oltre l'abisso!
Furono giorni duri,
con quelle velate minacce, quei discorsi, quelle battute che
GrandeCapo obbligava a fare nei miei confronti.
Peraltro, con la
drastica riduzione di paga, conseguente alla nuova gestione serba,
avevo dovuto ridurre i viaggi da due weekend mensili a uno solo, ma
avevo accorpato più giorni (tanto non c'era lavoro, come non
mancavano di farmi notare) e quindi mi fermavo in Italia una
settimana al mese.
Alla fine, dopo una
chiacchierata con GrandeCapo, che mi ha ribadito che, essendo io un
mercenario e un esterno, dovevo comunque comportarmi da libero
professionista e non da dipendente, avevo organizzato il mio viaggio
di rientro.
Approfitto della
settimana italiana per gestire le varie cose che devo gestire, quando
ecco che vedo apparire una email strana.
La leggo e vedo che
una ditta sta richiedendo le mie prestazioni per un lavoro.
Vado a fare il
colloquio e scopro che si tratta di una buonissima occasione, che
spero di poter sfruttare a mio vantaggio.
Faccio la mia
offerta, loro accettano e quindi mando a dire ai “colleghi” che
devo rinviare il rientro e che resterò comunque disponibile per
gestire dall'Italia il lavoro serbo (avevo già gestito dalla Serbia
buona parte del lavoro brasiliano, quindi che problema c'era?
Peraltro non c'era nemmeno lavoro, come non mancavano mai di farmi
presente, quindi la mia presenza era del tutto inutile...)
Ovviamente,
Cantierista mi ha subito dato ragione, richiedendo un lavoro
relativamente semplice via email/telefono, lavoro che ho concluso in
tempo record.
Altrettanto
ovviamente, hanno capito che avevo sottomano un lavoro diverso dal
loro.
GrandeCapo aveva
detto che io dovevo gestirmi da libero professionista, Cantierista
aveva i risultati per il suo lavoro, i lavori erano ridotti ai minimi termini e io
venivo continuamente minacciato con frasi che suggerivano che, prima
o poi, avrebbero dovuto dare giustificazioni della mia presenza e
della mia paga... lo stesso discorso che non molto tempo prima aveva preceduto la
"cacciata" di CapoCantierista.
Con queste premesse,
immagino che sia semplice capire cos'è successo, no?
E' scoppiata la
tempesta!
Urla, improperi,
messaggi minatori, telefonate oscene, accuse di alto tradimento, di
diserzione, di abbandono del fronte, di tutto e di più!!!
E alla fine, una
lettera in cui mi veniva detto di non farmi mai più vedere!
Questo è quanto: a
quel punto si è di fatto conclusa la mia avventura serba!
Resta solo una cosa
da fare: andare giù con la mia macchina, per recuperare tutta la mia
roba rimasta laggiù, e contemporaneamente consegnare le chiavi di
casa e il telefonino aziendale.
Ma finalmente il mio
esilio è finito!
Ora posso ricominciare a respirare e a vivere!
Quando si spalanca l'abisso
Ormai non si capiva
più nulla in merito a ciò che era a nostro carico e ciò che
rimborsava la ditta.
Non si capiva
nemmeno quanto tempo doveva passare tra un pagamento e l'altro, che
per quanto il contratto parlasse di pagamenti entro il 5 del mese, i
soldi li vedevamo con una periodicità alla “quando capita!”
Non capivamo nulla
di nulla, visto che ogni giorno spuntava fuori una nuova spesa che
non veniva più rimborsata, o che diventava automagicamente a nostro
carico, senza nemmeno informarci preventivamente di quali accordi ci
fossero a monte e di quanto era la stessa spesa.
Un paio di volte
arrivammo pure a dover comprare, mediante colletta, il toner della
stampante e la carta del plotter, pur di poter consegnare il lavoro.
E nel frattempo,
GrandeCapo continuava a darci dei mercenari e dei parassiti, senza
preoccuparsi comunque di velocizzare le pratiche per darci anche la
nostra remunerazione.
In questa fase,
mentre CommunityManager continuava a riorganizzare l'organigramma
aziendale piazzandomi sempre più in fondo a destra, e colorandomi
con un colore tutto per me (che era quindi dedicato all'elemento
esterno) e a far presente sempre, a ogni riunione (soprattutto a
quelle alle quali non potevo partecipare) che io ero un elemento
esterno precario (come lo so? Le riunioni le facevano nella stanza
sopra la mia postazione, e le finestre dell'ufficio erano altissime,
al punto che mettevano in comunicazione diretta i due piani, quindi
sentivo ogni cosa che veniva detta nell'ufficio superiore) e mentre
gli altri colleghi serbi cominciavano a comprendere che volendo
potevano anche darmi ordini su cosa fare (ovviamente con le dovute
maniere, se non volevano rischiare la vita) ecco che GrandeCapo
scatena la sua nuova offensiva di cui nel seguito.
Era un po' che
mancavano commesse, oltre ai lavoretti ormai col contagocce della
ImmensaAzienda che fungeva da cliente principale. Molti dello staff
mannaggeriale avevano intavolato contatti e accordi, molti possibili
clienti erano apparsi, ma fino a quando l'Unione Europea non regalerà
alla Serbia denaro sonante, nessuno di costoro avrebbe compiuto il
passo che lo avrebbe trasformato da possibile cliente a cliente, e
nel frattempo molti dello staff mannaggeriale erano quindi scomparsi
nell'oblio, dopo aver litigato con GrandeCapo, che si ostinava a non
capire come mai gli enti serbi non si decidevano a venir a supplicare
il nostro aiuto per ricostituirsi da com'erano durante la dittatura
comunista a come avrebbero dovuto essere nelle visioni di GrandeCapo
stesso.
La Serbia è senza
denaro, ogni lavoro viene finanziato con i soldi dell'Unione Europea,
in una gara allo sfruttamento di prestiti che, forse, verranno
restituiti quando la nazione balcanica avrebbe aggiunto la propria
stella alle altre della bandiera unitaria azzurra.
Ovviamente la
mancanza di lavoro la si nota particolarmente quando si è nelle file
di coloro che lavorano, non tanto quando si è nello staff
mannaggeriale a organizzare riunioni per capire come mai il mondo non
si adegua alle nostre esigenze, così io continuavo a rimuginare
sulle parole di ResponsabileCantiere, che prima di andar via aveva
accennato al fatto che una ditta in cui lo staff era composto da una
trentina di persone, di cui 16 amministrativi/mannaggeriali e 15
esecutivi/cantieristi non poteva andare avanti a lungo: il suo
vangelo spiegava che le proporzioni corrette sarebbero dovute essere
15 esecutivi e 5 “parassiti” ma io riflettevo anche sul fatto che
attualmente le proporzioni erano 20 amministrativi/mannaggeriali e 8
esecutivi/cantieristi.
Riflettevo su
questo, quando i vari ProgettaMannaggiamenti hanno cominciato a farmi
notare che c'era poco lavoro, che prima o poi sarei stato inutile,
che presto o tardi avrebbero dovuto giustificare la mia presenza,
specie considerando che non ero l'unico elettrico (c'era anche il mio
“allievo” che ormai era di fatto mio “superiore” nello staff)
e quindi vagavano nell'aria velate minacce...
Baratro...
Il nuovo contratto prevedeva il pagamento entro il 5 del mese successivo, quindi vedendo arrivare il 10 senza notizie di soldi, abbiamo cominciato a chiamare la Contabile e chiedere spiegazioni.
La sua risposta aveva delle costanti: "Yes, I know!" e "There's a problem, so I'm late!"
Quale problema non era dato sapere, come non era dato sapere quanto ritardo era necessario, o meglio quanto fosse necessario attendere per vedere i nostri soldi.
La precedente gestione italiana almeno ci pagava regolarmente, ma pare che le successive richieste di rimborso dell'amministrazione italiana all'amministrazione serba fossero estremamente gravose dal punto di vista fiscale (per i serbi) e quindi ormai non potevamo più fatturare in Italia ma dovevamo richiedere il pagamento direttamente in Serbia, senza nemmeno dover emettere fattura, che in Serbia la fattura italiana non è valida, in quanto non ha quella quindicina di bolli e timbri vari che pare rendano valido un qualsiasi documento in Serbia.
Alla fine, essendo la Serbia al di fuori dell'Unione Europea, non avevamo vincoli di IVA, ma contemporaneamente non sapevamo come comportarci nella compilazione della fatturazione: la mia commercialista ha infatti risposto alla domanda con una frase che suonava, più o meno, così: "Non ne ho idea!" (il chè mi ha fatto dubitare alquanto, visto che alla fine anche il suo marito si trovava nella stessa condizione, anche se non in Serbia ma in Brasile)
GrandeCapo ha risolto la cosa girandoci un link di un sito dove un qualche architetto spiegava chiaramente come agiva lui in casi simili, dicendoci che se andava bene per un architetto era sicuramente corretto anche per un ingegnere, peccato che quel sito non avesse alcun riscontro da parte delle autorità in merito, non avesse alcun valore aggiunto (non riportava nemmeno il nome del suddetto architetto) e la pagina risultava alquanto datata, quindi probabilmente non conforme alle ultime vicende normative.
Quando l'ho fatto presente mi è stato detto che sono un rompiscatole piantagrane e che mi creo problemi dove non esistono, io ho fatto presente che il mio compito è risolvere i problemi e non crearli, ma per risolverli devo conoscerli, e per risolvere i problemi alla Grande Società non devo certo crearli al mio piccolo studio.
Alla fine del giro, ho preso alcuni giorni e sono venuto in Italia, per andare apposta all'Agenzia delle Entrate (o delle Uscite, a seconda dei punti di vista) e farmi spiegare tutto direttamente dalla fonte di ogni male.
Naturalmente, visto che sulla carta avevamo avuto una specie di aumento di paga, e visto che nella realtà quello che avevamo di fatto visto era invece un colpo di accetta sulle cifre della nostra paga (io che non capisco un cassero di economia, mi ero fatto un banalissimo schemino sulla base delle mie fatture, dove inserivo la cifra che prendevo dall'Italia e vedevo il totale che mi restava in tasca dopo le varie tasse, poi inserivo nell'altro foglio la cifra che prendevo dalla Serbia e vedevo che di fatto l'aumento consisteva in un 28% circa... ma in meno... però quando l'ho fatto presente mi hanno detto che non so calcolare, che sono solo un piantagrane rompiscatole e che mi creo problemi anche dove non esistono, e mi hanno automaticamente impedito di partecipare ad altre riunioni dello staff "mannaggeriale") visto quanto sopra, i miei viaggi in Italia si sono trasformati da un weekend ogni due a una settimana ogni mese, con telefonate continue, ma con la possibilità di fare qualcosa a Torino, senza trovare sempre uffici chiusi (sabato e domenica in Italia pare non si lavori, al contrario di come eravamo ormai abituati in Serbia, dove non esisteva alcun giorno di "riposo", ma francamente non riuscivo nemmeno più a ricordarmi nulla dell'Italia dopo 3 anni ininterrotti in quella terra da incubo)
Ed ecco che, al termine della questione, avevo ormai le idee chiare (come un tunnel ferroviario senza luci in una notte senza luna...) e sapevo tutto quello che c'era da sapere (ovvero che mi conveniva fare in modo di crepare in Serbia, e non far mai ritorno in Italia da vivo, per evitare problemi...)
A quel punto, cominciarono i problemi di ritardo nei pagamenti di cui accennavo all'inizio.
E siccome non sapevamo come fare a vedere i nostri soldi ma nel frattempo il padrone di casa chiedeva i soldi dell'affitto e delle bollette, e ci trovavamo anche a fare la spesa per poter mangiare, e inoltre scoprivamo continuamente e quotidianamente che nuove spese si aggiungevano a quelle già a nostro carico, e quando chiedevamo spiegazioni ci veniva detto che era logico e normale, che non sembrava necessario avvisarci di queste cose... peccato che ne spuntava almeno una al giorno di queste cose strane che erano logiche e normali e di cui non era il caso di avvisarci fino a quando non ci capitavano addosso, ci siamo decisi a chiedere come risolvere la questione presso la sede italiana, anche se ormai non facevamo più parte del loro organico. In effetti, la risposta è stata proprio quella che in fondo ci aspettavamo: "Arrangiatevi!"
Ogni nostra richiesta doveva essere rivolta tramite CommunityManager, che nella sua versione pro-staff ci assicurava che avrebbe fatto ogni cosa per favorirci, e nella sua versione pro-azienda ha fatto ogni cosa per ostacolarci (praticamente ha agito come se fosse stato il nostro rappresentante sindacale, anche se nessuno ha mai votato per lui, o per nessun altro, ma pare che ormai non sia più di moda votare in Italia, o presso gruppi di italiani all'estero... la democrazia è per gli ateniesi, questa è Spartaaaaa!!!)
E questa era la situazione in cui ci trovammo verso la metà di aprile, quando ormai tutto doveva essere stabilizzato e funzionante, quando tutto doveva scorrere liscio come l'olio, quando scoppiò l'offensiva finale da parte di GrandeCapo.
La sua risposta aveva delle costanti: "Yes, I know!" e "There's a problem, so I'm late!"
Quale problema non era dato sapere, come non era dato sapere quanto ritardo era necessario, o meglio quanto fosse necessario attendere per vedere i nostri soldi.
La precedente gestione italiana almeno ci pagava regolarmente, ma pare che le successive richieste di rimborso dell'amministrazione italiana all'amministrazione serba fossero estremamente gravose dal punto di vista fiscale (per i serbi) e quindi ormai non potevamo più fatturare in Italia ma dovevamo richiedere il pagamento direttamente in Serbia, senza nemmeno dover emettere fattura, che in Serbia la fattura italiana non è valida, in quanto non ha quella quindicina di bolli e timbri vari che pare rendano valido un qualsiasi documento in Serbia.
Alla fine, essendo la Serbia al di fuori dell'Unione Europea, non avevamo vincoli di IVA, ma contemporaneamente non sapevamo come comportarci nella compilazione della fatturazione: la mia commercialista ha infatti risposto alla domanda con una frase che suonava, più o meno, così: "Non ne ho idea!" (il chè mi ha fatto dubitare alquanto, visto che alla fine anche il suo marito si trovava nella stessa condizione, anche se non in Serbia ma in Brasile)
GrandeCapo ha risolto la cosa girandoci un link di un sito dove un qualche architetto spiegava chiaramente come agiva lui in casi simili, dicendoci che se andava bene per un architetto era sicuramente corretto anche per un ingegnere, peccato che quel sito non avesse alcun riscontro da parte delle autorità in merito, non avesse alcun valore aggiunto (non riportava nemmeno il nome del suddetto architetto) e la pagina risultava alquanto datata, quindi probabilmente non conforme alle ultime vicende normative.
Quando l'ho fatto presente mi è stato detto che sono un rompiscatole piantagrane e che mi creo problemi dove non esistono, io ho fatto presente che il mio compito è risolvere i problemi e non crearli, ma per risolverli devo conoscerli, e per risolvere i problemi alla Grande Società non devo certo crearli al mio piccolo studio.
Alla fine del giro, ho preso alcuni giorni e sono venuto in Italia, per andare apposta all'Agenzia delle Entrate (o delle Uscite, a seconda dei punti di vista) e farmi spiegare tutto direttamente dalla fonte di ogni male.
Naturalmente, visto che sulla carta avevamo avuto una specie di aumento di paga, e visto che nella realtà quello che avevamo di fatto visto era invece un colpo di accetta sulle cifre della nostra paga (io che non capisco un cassero di economia, mi ero fatto un banalissimo schemino sulla base delle mie fatture, dove inserivo la cifra che prendevo dall'Italia e vedevo il totale che mi restava in tasca dopo le varie tasse, poi inserivo nell'altro foglio la cifra che prendevo dalla Serbia e vedevo che di fatto l'aumento consisteva in un 28% circa... ma in meno... però quando l'ho fatto presente mi hanno detto che non so calcolare, che sono solo un piantagrane rompiscatole e che mi creo problemi anche dove non esistono, e mi hanno automaticamente impedito di partecipare ad altre riunioni dello staff "mannaggeriale") visto quanto sopra, i miei viaggi in Italia si sono trasformati da un weekend ogni due a una settimana ogni mese, con telefonate continue, ma con la possibilità di fare qualcosa a Torino, senza trovare sempre uffici chiusi (sabato e domenica in Italia pare non si lavori, al contrario di come eravamo ormai abituati in Serbia, dove non esisteva alcun giorno di "riposo", ma francamente non riuscivo nemmeno più a ricordarmi nulla dell'Italia dopo 3 anni ininterrotti in quella terra da incubo)
Ed ecco che, al termine della questione, avevo ormai le idee chiare (come un tunnel ferroviario senza luci in una notte senza luna...) e sapevo tutto quello che c'era da sapere (ovvero che mi conveniva fare in modo di crepare in Serbia, e non far mai ritorno in Italia da vivo, per evitare problemi...)
A quel punto, cominciarono i problemi di ritardo nei pagamenti di cui accennavo all'inizio.
E siccome non sapevamo come fare a vedere i nostri soldi ma nel frattempo il padrone di casa chiedeva i soldi dell'affitto e delle bollette, e ci trovavamo anche a fare la spesa per poter mangiare, e inoltre scoprivamo continuamente e quotidianamente che nuove spese si aggiungevano a quelle già a nostro carico, e quando chiedevamo spiegazioni ci veniva detto che era logico e normale, che non sembrava necessario avvisarci di queste cose... peccato che ne spuntava almeno una al giorno di queste cose strane che erano logiche e normali e di cui non era il caso di avvisarci fino a quando non ci capitavano addosso, ci siamo decisi a chiedere come risolvere la questione presso la sede italiana, anche se ormai non facevamo più parte del loro organico. In effetti, la risposta è stata proprio quella che in fondo ci aspettavamo: "Arrangiatevi!"
Ogni nostra richiesta doveva essere rivolta tramite CommunityManager, che nella sua versione pro-staff ci assicurava che avrebbe fatto ogni cosa per favorirci, e nella sua versione pro-azienda ha fatto ogni cosa per ostacolarci (praticamente ha agito come se fosse stato il nostro rappresentante sindacale, anche se nessuno ha mai votato per lui, o per nessun altro, ma pare che ormai non sia più di moda votare in Italia, o presso gruppi di italiani all'estero... la democrazia è per gli ateniesi, questa è Spartaaaaa!!!)
E questa era la situazione in cui ci trovammo verso la metà di aprile, quando ormai tutto doveva essere stabilizzato e funzionante, quando tutto doveva scorrere liscio come l'olio, quando scoppiò l'offensiva finale da parte di GrandeCapo.
Il nuovo contratto
E fu così che, nel giro di pochi giorni, girarono voci strane riguardo al nuovo contratto.
Non vi era nulla di certo tranne quelle poche cose che uscivano dai bisbigli del CommunityManager, e queste dicevano tutto e il contrario di tutto (come ogni cosa che uscisse dalla sua bocca/mente... :P )
I problemi erano nati con la fuga di ResponsabileCantiere e di CapoCantierista.
A seguito di ciò, i rapporti erano totalmente cambiati, e questo implicava che tutto quanto era precedentemente rimborsato o gestito tramite la carta di credito aziendale, di colpo divenne totalmente a nostro carico e senza speranza di rimborso (a dirla tutta, nei primi tempi, era ammesso presentare le ricevute fiscali di alcune spese e prelevare tramite la suddetta carta aziendale la cifra equivalente al rimborso relativo, ma era una pratica talmente sconsigliata e complicata che ben presto venne abolita di fatto).
Nel giro di poco tempo, cominciammo a chiedere di avviare qualche procedura alternativa, o di aumentare le nostre paghe, per gestire anche queste spese che esulavano dagli accordi originali.
Naturalmente GrandeCapo cominciò una politica personale di insulti e offese, dicendoci che eravamo solo dei mercenari, dei free-lance, e che il nostro solo interesse era relativo ai soldi e non al bene dell'azienda.
Quando si accorse che non ce la prendevamo più di tanto (siamo effettivamente dei mercenari) allora decise di agire in altro modo.
Ci trovammo quindi Segretaria che giunse tra noi con una bozza di contratto scritto in serbinglese, dove veniva stabilito che tutte le spese erano a nostro carico (come sapevamo già, ormai) e che la nostra paga sarebbe stata composta da una quota fissa e una quota di rimborso spese, che comprendeva nei loro scopi la quota viaggi e la quota affitto/bollette, con un minimo di avanzo per recuperare anche parte delle spese alimentari.
La guardai e le dissi "Questa cifra è compresa nella nostra paga?" "Certo che si!"
"Va indicata in fattura?" "Certo che si!"
"Allora dovete almeno raddoppiarla!" "Certo che no!"
E fu così che dovetti spiegarle che, a differenza della Serbia, in Italia noi ingegneri vediamo che praticamente metà della nostra parcella sparisce in tasse e balzelli vari (ok, forse non tutti pagheranno le tasse, ma io le pago, e in realtà non è proprio metà ma circa il 56-58% considerati anche i furti legalizzati della cassa previdenziale)
Lei ovviamente non fece nulla, a parte criticare ancora una volta l'Italia, ma il contratto venne suggellato in tal modo (nessuna modifica venne fatta)
Subito dopo la firma, scoprimmo che la cifra indicata era comunque soggetta a una tassazione locale del 20% (che per accordi internazionali veniva equiparata anche in Italia e quindi non dovevamo pagare una doppia tassa). Accettammo la cosa, considerandola equivalente alla ritenuta d'acconto.
Immediatamente dopo, ci venne detto che c'era anche una tassazione aggiuntiva del 10% dato che prendevamo, in Serbia, una cifra superiore ai limiti di reddito lussuoso per i cittadini serbi... "Ma noi non siamo cittadini serbi!" "Non importa, voi prendete soldi in Serbia!"
"Ma che reddito di lusso? In Italia molti professionisti ci riderebbero in faccia se vedessero queste cifre!" "Qua questo è un reddito di lusso!"
"Ma se non posso nemmeno pagarmi le cure dentistiche in Italia!" "Ci sono tanti bravi dentisti in Serbia!"
"Vuoi veramente che vado a farmi curare da un medico che esercita in uno sgabuzzino in mezzo alla strada?" "I nostri medici sono i migliori del mondo!"
"Infatti qua difficilmente si superano i 50 anni!" "Colpa della gente che mangia schifezze e non va dal medico in tempo!"
"Schifezze? Ma non hai sempre detto che le specialità serbe sono il top della gastronomia mondiale?" "Si, infatti, ma non bisogna esagerare!"
"Esagerare? Qua c'è solo maiale! Maiale in tutte le salse! E' un paradiso per i porci!" "FuckYou!"
Ma ormai il contratto era firmato, e le sorprese che i serbi avevano in serbo spuntavano tutte, poco alla volta, misteriosamente!!!
Non vi era nulla di certo tranne quelle poche cose che uscivano dai bisbigli del CommunityManager, e queste dicevano tutto e il contrario di tutto (come ogni cosa che uscisse dalla sua bocca/mente... :P )
I problemi erano nati con la fuga di ResponsabileCantiere e di CapoCantierista.
A seguito di ciò, i rapporti erano totalmente cambiati, e questo implicava che tutto quanto era precedentemente rimborsato o gestito tramite la carta di credito aziendale, di colpo divenne totalmente a nostro carico e senza speranza di rimborso (a dirla tutta, nei primi tempi, era ammesso presentare le ricevute fiscali di alcune spese e prelevare tramite la suddetta carta aziendale la cifra equivalente al rimborso relativo, ma era una pratica talmente sconsigliata e complicata che ben presto venne abolita di fatto).
Nel giro di poco tempo, cominciammo a chiedere di avviare qualche procedura alternativa, o di aumentare le nostre paghe, per gestire anche queste spese che esulavano dagli accordi originali.
Naturalmente GrandeCapo cominciò una politica personale di insulti e offese, dicendoci che eravamo solo dei mercenari, dei free-lance, e che il nostro solo interesse era relativo ai soldi e non al bene dell'azienda.
Quando si accorse che non ce la prendevamo più di tanto (siamo effettivamente dei mercenari) allora decise di agire in altro modo.
Ci trovammo quindi Segretaria che giunse tra noi con una bozza di contratto scritto in serbinglese, dove veniva stabilito che tutte le spese erano a nostro carico (come sapevamo già, ormai) e che la nostra paga sarebbe stata composta da una quota fissa e una quota di rimborso spese, che comprendeva nei loro scopi la quota viaggi e la quota affitto/bollette, con un minimo di avanzo per recuperare anche parte delle spese alimentari.
La guardai e le dissi "Questa cifra è compresa nella nostra paga?" "Certo che si!"
"Va indicata in fattura?" "Certo che si!"
"Allora dovete almeno raddoppiarla!" "Certo che no!"
E fu così che dovetti spiegarle che, a differenza della Serbia, in Italia noi ingegneri vediamo che praticamente metà della nostra parcella sparisce in tasse e balzelli vari (ok, forse non tutti pagheranno le tasse, ma io le pago, e in realtà non è proprio metà ma circa il 56-58% considerati anche i furti legalizzati della cassa previdenziale)
Lei ovviamente non fece nulla, a parte criticare ancora una volta l'Italia, ma il contratto venne suggellato in tal modo (nessuna modifica venne fatta)
Subito dopo la firma, scoprimmo che la cifra indicata era comunque soggetta a una tassazione locale del 20% (che per accordi internazionali veniva equiparata anche in Italia e quindi non dovevamo pagare una doppia tassa). Accettammo la cosa, considerandola equivalente alla ritenuta d'acconto.
Immediatamente dopo, ci venne detto che c'era anche una tassazione aggiuntiva del 10% dato che prendevamo, in Serbia, una cifra superiore ai limiti di reddito lussuoso per i cittadini serbi... "Ma noi non siamo cittadini serbi!" "Non importa, voi prendete soldi in Serbia!"
"Ma che reddito di lusso? In Italia molti professionisti ci riderebbero in faccia se vedessero queste cifre!" "Qua questo è un reddito di lusso!"
"Ma se non posso nemmeno pagarmi le cure dentistiche in Italia!" "Ci sono tanti bravi dentisti in Serbia!"
"Vuoi veramente che vado a farmi curare da un medico che esercita in uno sgabuzzino in mezzo alla strada?" "I nostri medici sono i migliori del mondo!"
"Infatti qua difficilmente si superano i 50 anni!" "Colpa della gente che mangia schifezze e non va dal medico in tempo!"
"Schifezze? Ma non hai sempre detto che le specialità serbe sono il top della gastronomia mondiale?" "Si, infatti, ma non bisogna esagerare!"
"Esagerare? Qua c'è solo maiale! Maiale in tutte le salse! E' un paradiso per i porci!" "FuckYou!"
Ma ormai il contratto era firmato, e le sorprese che i serbi avevano in serbo spuntavano tutte, poco alla volta, misteriosamente!!!
L'inizio della fine
Segretaria era allegra e felice, canticchiava quando scendeva con caffè e sigaretta (ovviamente doveva andare a fumare fuori, quindi era obbligata a scendere) e salutava sorridendo tutti, compreso l'idiota in fondo alla stanza, l'unico che pareva non capire il "Dobar dan svima!" ma rispondeva solo quando percepiva un "Buongiorno!" o un "Ciao!" specie se si rendeva conto che quegli occhi verdi guardavano direttamente lui (peraltro era difficile evitare di accorgersene, dato che lui non levava gli occhi di dosso alla bionda fanciulla dal momento in cui appariva in cima alle scale).
I colleghi trovavano scioccante questa situazione (passi per una donna allegra e sorridente, anche se fino a pochi giorni prima era acida come uno yogurt andato a male, ma sentirla anche canticchiare era quasi peggio che sentire i bombardieri della NATO... :P ) e qualcuno osò dirglielo... e farsi subito dopo qualche giorno di ferie forzate...
Alla fine, qualcuno dei colleghi serbi si accorse che la ragazza guardava sovente in una direzione specifica, anche quando era fuori a fumare. Qualcuno provò a seguire la direzione di tale sguardo e qualcuno si rese conto di cosa c'era dall'altra parte del locale, in quella direzione, comprendendo quindi che la bionda segretaria serba era evidentemente attratta dal lercio giaccone da cantiere del più asociale di tutti gli italiani... poi qualcuno rammentò che quei bellissimi occhi avevano anche un leggero strabismo... ;-)
Altri cominciarono a notare che i due parlavano sovente tra loro e che, malgrado le disposizioni aziendali, parlavano tra loro in italiano e non in serbinglese, così ben pochi riuscivano a seguire completamente i loro discorsi. Qualcuno notò che talvolta le chiacchierate sembravano molto più litigate che altro, ma nessuno comprendeva i motivi di tutto ciò... però i commenti dei colleghi (e soprattutto delle colleghe) sul profilo social di lei aumentarono in maniera notevole, e a seguito di questo diminuì la sua allegria e la sua voglia di canticchiare, mentre aumentavano le discussioni tra i due che sfociavano di fatto in litigate, ma pareva comunque che nessuno dei due si alterasse realmente con l'altro, anche se entrambi discutevano animatamente.
Questa era la situazione al contorno, quando cominciò a operare il nuovo arrivato della compagnia, subito promosso a Community Manager, e la sua ideologia vagamente comunitaria sulla base di "tutto ciò che è vostro è mio, e tutto ciò che è mio resta mio!" che spinsero GrandeCapo a modificare tutti gli accordi sulla base di una revisione del famoso contratto Telekom (la ditta ha sempre ragione, il resto del mondo sempre torto!)
Ma questa è un'altra storia... ;)
I colleghi trovavano scioccante questa situazione (passi per una donna allegra e sorridente, anche se fino a pochi giorni prima era acida come uno yogurt andato a male, ma sentirla anche canticchiare era quasi peggio che sentire i bombardieri della NATO... :P ) e qualcuno osò dirglielo... e farsi subito dopo qualche giorno di ferie forzate...
Alla fine, qualcuno dei colleghi serbi si accorse che la ragazza guardava sovente in una direzione specifica, anche quando era fuori a fumare. Qualcuno provò a seguire la direzione di tale sguardo e qualcuno si rese conto di cosa c'era dall'altra parte del locale, in quella direzione, comprendendo quindi che la bionda segretaria serba era evidentemente attratta dal lercio giaccone da cantiere del più asociale di tutti gli italiani... poi qualcuno rammentò che quei bellissimi occhi avevano anche un leggero strabismo... ;-)
Altri cominciarono a notare che i due parlavano sovente tra loro e che, malgrado le disposizioni aziendali, parlavano tra loro in italiano e non in serbinglese, così ben pochi riuscivano a seguire completamente i loro discorsi. Qualcuno notò che talvolta le chiacchierate sembravano molto più litigate che altro, ma nessuno comprendeva i motivi di tutto ciò... però i commenti dei colleghi (e soprattutto delle colleghe) sul profilo social di lei aumentarono in maniera notevole, e a seguito di questo diminuì la sua allegria e la sua voglia di canticchiare, mentre aumentavano le discussioni tra i due che sfociavano di fatto in litigate, ma pareva comunque che nessuno dei due si alterasse realmente con l'altro, anche se entrambi discutevano animatamente.
Questa era la situazione al contorno, quando cominciò a operare il nuovo arrivato della compagnia, subito promosso a Community Manager, e la sua ideologia vagamente comunitaria sulla base di "tutto ciò che è vostro è mio, e tutto ciò che è mio resta mio!" che spinsero GrandeCapo a modificare tutti gli accordi sulla base di una revisione del famoso contratto Telekom (la ditta ha sempre ragione, il resto del mondo sempre torto!)
Ma questa è un'altra storia... ;)
L'idiota...
Era la sera della vigilia di Natale.
Ero a casa, pronto a festeggiare con la famiglia, ma uno scrupolo di coscienza mi obbligò ad accendere il computer e controllare la posta elettronica aziendale, caso mai ci fossero problemi.
Non c'era nessun problema, ma c'era comunque un messaggio.
Lo aprii, una immagine copiata dal web, con frasi di auguri, tipiche del periodo, in italiano.
La guardai stupito, e vidi che l'aveva spedita lei, Segretaria.
Immaginai che avesse mandato gli auguri a tutti, ma non c'era nessuna traccia di altri nominativi in copia (e nemmeno in copia nascosta): risultava inviata solamente a me.
La ringraziai, rispondendo al messaggio.
Un paio di giorni dopo, guardando la posta nuovamente, non vidi nulla, ma poco dopo mi accorsi che lei era collegata sul social-network dov'è anche amica del mio alter-ego umanoide, e l'idiota in questione non resistette a salutarla.
Nacque quindi una conversazione dove lei si inorgoglì tutta al pensiero che lui non era stato capace di scoprire come aveva fatto a mandare quel messaggio di auguri a tutti (lei aveva detto di averlo mandato a tutti)
Lui le chiese quindi come avesse fatto e lei, ridendo, gli rispose logicamente: "Semplice, ho inviato il messaggio direttamente a ciascuno di voi, sostituendo l'indirizzo di volta in volta!" "Uh? Un lavoraccio!"
"Si, ma la tua è stata la prima che ho inviato!" "Davvero?"
"Certo! Sei contento?" "Certamente, grazie!"
Risparmio il resto della chiacchierata, per evitare suicidi tra i lettori :P
Alla fine della meritata pausa natalizia, quando era quasi ora di tornare indietro, mentre gli italiani si preparavano a mettere le calze appese, nella speranza che una vecchietta volante gliele riempisse di carbone, il suddetto idiota si ricordò che i serbi stavano contemporaneamente preparandosi a festeggiare il loro natale.
Il suo browser si aprì su una pagina dove campeggiava una foto di un'autostrada relativamente affollata, su cui campeggiava un tabellone... su quel tabellone si poteva far comparire un messaggio a piacere, e lui ne approfittò, grazie anche all'aiuto del più potente traduttore disponibile online!
L'idiota scrisse una frase di auguri direttamente in serbo... in caratteri latini, naturalmente.
Salvò l'immagine, la ritagliò opportunamente e la rese verosimile.
La allegò a una email e l'inviò alla Segretaria.
Poco dopo, gli arrivò un messaggio sul social di cui sopra, lei lo ringraziava per il pensiero, ma era stupefatta che ci fosse un messaggio in serbo su un tabellone di un'autostrada italiana, evidentemente diretto a lei. Non riusciva a capacitarsi di come fosse possibile, anche se immaginava qualche trucco (sapeva che l'idiota se la cavicchiava abbastanza con i computer).
Il giorno dopo partì: per gli italiani le feste erano finite, per i serbi stavano cominciando.
Dopo un paio di giorni, i colleghi serbi si ripresentarono al lavoro, e lei apparve immediatamente al fianco di lui, lo salutò con affetto con i famosi bacetti serbi, poi iniziò il terzo grado su come fosse stata realizzata quella foto.
Lui resistette eroicamente alle più bieche torture, fino al momento in cui lei capì che non avrebbe ottenuto nulla e che era ora di tornare a lavorare, si alzò dalla sedia accanto a lui, lo guardò sorridendo e gli disse "Non so come diavolo hai fatto, ma è un pensiero molto bello, grazie!" Appioppò quindi un bacio sulla guancia di lui, e sparì dirigendosi al suo ufficio.
Ero a casa, pronto a festeggiare con la famiglia, ma uno scrupolo di coscienza mi obbligò ad accendere il computer e controllare la posta elettronica aziendale, caso mai ci fossero problemi.
Non c'era nessun problema, ma c'era comunque un messaggio.
Lo aprii, una immagine copiata dal web, con frasi di auguri, tipiche del periodo, in italiano.
La guardai stupito, e vidi che l'aveva spedita lei, Segretaria.
Immaginai che avesse mandato gli auguri a tutti, ma non c'era nessuna traccia di altri nominativi in copia (e nemmeno in copia nascosta): risultava inviata solamente a me.
La ringraziai, rispondendo al messaggio.
Un paio di giorni dopo, guardando la posta nuovamente, non vidi nulla, ma poco dopo mi accorsi che lei era collegata sul social-network dov'è anche amica del mio alter-ego umanoide, e l'idiota in questione non resistette a salutarla.
Nacque quindi una conversazione dove lei si inorgoglì tutta al pensiero che lui non era stato capace di scoprire come aveva fatto a mandare quel messaggio di auguri a tutti (lei aveva detto di averlo mandato a tutti)
Lui le chiese quindi come avesse fatto e lei, ridendo, gli rispose logicamente: "Semplice, ho inviato il messaggio direttamente a ciascuno di voi, sostituendo l'indirizzo di volta in volta!" "Uh? Un lavoraccio!"
"Si, ma la tua è stata la prima che ho inviato!" "Davvero?"
"Certo! Sei contento?" "Certamente, grazie!"
Risparmio il resto della chiacchierata, per evitare suicidi tra i lettori :P
Alla fine della meritata pausa natalizia, quando era quasi ora di tornare indietro, mentre gli italiani si preparavano a mettere le calze appese, nella speranza che una vecchietta volante gliele riempisse di carbone, il suddetto idiota si ricordò che i serbi stavano contemporaneamente preparandosi a festeggiare il loro natale.
Il suo browser si aprì su una pagina dove campeggiava una foto di un'autostrada relativamente affollata, su cui campeggiava un tabellone... su quel tabellone si poteva far comparire un messaggio a piacere, e lui ne approfittò, grazie anche all'aiuto del più potente traduttore disponibile online!
L'idiota scrisse una frase di auguri direttamente in serbo... in caratteri latini, naturalmente.
Salvò l'immagine, la ritagliò opportunamente e la rese verosimile.
La allegò a una email e l'inviò alla Segretaria.
Poco dopo, gli arrivò un messaggio sul social di cui sopra, lei lo ringraziava per il pensiero, ma era stupefatta che ci fosse un messaggio in serbo su un tabellone di un'autostrada italiana, evidentemente diretto a lei. Non riusciva a capacitarsi di come fosse possibile, anche se immaginava qualche trucco (sapeva che l'idiota se la cavicchiava abbastanza con i computer).
Il giorno dopo partì: per gli italiani le feste erano finite, per i serbi stavano cominciando.
Dopo un paio di giorni, i colleghi serbi si ripresentarono al lavoro, e lei apparve immediatamente al fianco di lui, lo salutò con affetto con i famosi bacetti serbi, poi iniziò il terzo grado su come fosse stata realizzata quella foto.
Lui resistette eroicamente alle più bieche torture, fino al momento in cui lei capì che non avrebbe ottenuto nulla e che era ora di tornare a lavorare, si alzò dalla sedia accanto a lui, lo guardò sorridendo e gli disse "Non so come diavolo hai fatto, ma è un pensiero molto bello, grazie!" Appioppò quindi un bacio sulla guancia di lui, e sparì dirigendosi al suo ufficio.
Dopo cena di natale...
Ma si sa che tra il sabato e il lunedi c'è comunque di mezzo la domenica!
Domenica mattina, ricevo una telefonata che, ovviamente, ritengo sia di lavoro anche se pensare che chi l'ha fatta stia lavorando la domenica prima di natale è alquanto strano e poco sensato. Fatto sta che rispondo e comincia la seguente conversazione in serbinglese.
"Ciao PornoStar!" "Ciao MK!"
"Cosa c'è?" "Volevo chiederti una cosa!"
"Ok, dimmi!" "No, non per telefono..."
"Va bene, quindi dobbiamo trovarci di persona" "Si!"
"Ok, dove e quando?" "Oggi pomeriggio, alle 4, davanti all'ufficio?"
"Va bene, ci vediamo!" "Grazie, ciao!"
Beh, appuntamento domenicale con una collega, quasi sicuramente per motivi di lavoro, ma ci sta comunque una bella doccia, inoltre è quasi ora di pranzo quindi devo cucinarmi qualcosa.
...
Provveduto alle necessità più impellenti, oltre che a qualche viaggio onirico nel mondo di internet, mi accorgo che è quasi ora, quindi spengo il computer, mi metto il giaccone e scendo, dirigendomi verso l'ufficio.
Arrivo e scopro che sono in anticipo, ma visto il clima non è il caso di aspettare fuori, quindi apro la porta ed entro, sedendomi alla mia postazione e accendendo il computer (puro automatismo)
Pochi minuti dopo, mi accorgo che si apre la porta ed entra lei.
Resto ammirato a guardarla, mentre si avvicina sorridendo: non l'avevo mai vista così elegante, e il trucco che ha messo mette realmente in risalto la sua bellezza, senza gli eccessi quasi volgari che utilizza di solito.
Lei ammira sogghignando nel mio sguardo il risultato del suo lavoro, e si avvicina con un sorriso da star "Hi MK!" "Hi PornoStar!" e via con i bacetti serbi.
"Thanks to be coming!" "Welcome, but there's a problem?"
"No, I want speak with you... if it's ok for you!" "Yes, of course, but we must speak about work?"
"No, not work..." "Ok, so we can go away from office?"
"Yes, of course! I've my car!" "Ok, let's go!"
Saliamo nella sua auto, lei mette in moto e ci allontaniamo dall'ufficio, dirigendoci verso un locale abbastanza chic (anche per lo standard serbo) e con posti riservati dove poter parlare tranquillamente senza subire il casino allucinante dei tipici locali serbi.
...
Parliamo per diverso tempo, lei mi fa una specie di terzo grado, infilando domande specifiche nel mezzo di chiacchiere varie del più e del meno, e ben presto mi rendo conto che è piuttosto inquieta per la mia presenza: non riesce a comprendere quale sia il mio vero ruolo nella ditta, non capisce e non sa come fare, ma vuole comprendere bene con chi ha a che fare, peraltro è anche preoccupata per il modo in cui mi ha trattato le prime volte, anche se non capisco cosa teme: io in fondo non posso fare assolutamente niente per lei, nè a favore nè contro (anche se lei pare non saperlo, e pare piuttosto convinta che io possa fare moltissimo)
La discussione si protrae, senza giungere a niente, dato che io non rivelo nulla, lasciandola nei suoi dubbi, e lei d'altro canto non osa farmi domande specifiche dirette, cercando di scoprire le risposte mediante giri di parole e arzigogolature varie assortite.
Alla fine, guardo l'ora "PornoStar, it's late! I'm hungry!" "Near there's a good restaurant!"
"Yes, I know!" "Come! We can go, and have a dinner together, if you like!"
"Why not?" "It's ok?"
"Yes, it's ok!" "Good! We can go, I drive!"
...
E ci troviamo quindi al ristorante, dove mangiamo, ma lei continua con le sue interrogazioni... che non portano a nulla, e io continuo con le mie risposte che non la aiutano affatto!
E alla fine, viene il momento di andar via anche dal ristorante, così saliamo in macchina e le chiedo di accompagnarmi verso casa, o almeno verso l'ufficio, se le viene maggiormente comodo.
Lei annuisce e mette in moto, accompagnandomi sotto casa e parcheggiando, quindi scende con me e mi accompagna fino al portone, facendomi sorridere per la situazione capovolta, ma lì giunti apro il portone e le chiedo se vuole salire (ho un paio di birre in frigo e del whisky se le va)
Mi aspettavo un rifiuto spaventato, ma invece lei sembrava non aspettasse altro, e sale con me: evidentemente vuole continuare l'interrogatorio!
Domenica mattina, ricevo una telefonata che, ovviamente, ritengo sia di lavoro anche se pensare che chi l'ha fatta stia lavorando la domenica prima di natale è alquanto strano e poco sensato. Fatto sta che rispondo e comincia la seguente conversazione in serbinglese.
"Ciao PornoStar!" "Ciao MK!"
"Cosa c'è?" "Volevo chiederti una cosa!"
"Ok, dimmi!" "No, non per telefono..."
"Va bene, quindi dobbiamo trovarci di persona" "Si!"
"Ok, dove e quando?" "Oggi pomeriggio, alle 4, davanti all'ufficio?"
"Va bene, ci vediamo!" "Grazie, ciao!"
Beh, appuntamento domenicale con una collega, quasi sicuramente per motivi di lavoro, ma ci sta comunque una bella doccia, inoltre è quasi ora di pranzo quindi devo cucinarmi qualcosa.
...
Provveduto alle necessità più impellenti, oltre che a qualche viaggio onirico nel mondo di internet, mi accorgo che è quasi ora, quindi spengo il computer, mi metto il giaccone e scendo, dirigendomi verso l'ufficio.
Arrivo e scopro che sono in anticipo, ma visto il clima non è il caso di aspettare fuori, quindi apro la porta ed entro, sedendomi alla mia postazione e accendendo il computer (puro automatismo)
Pochi minuti dopo, mi accorgo che si apre la porta ed entra lei.
Resto ammirato a guardarla, mentre si avvicina sorridendo: non l'avevo mai vista così elegante, e il trucco che ha messo mette realmente in risalto la sua bellezza, senza gli eccessi quasi volgari che utilizza di solito.
Lei ammira sogghignando nel mio sguardo il risultato del suo lavoro, e si avvicina con un sorriso da star "Hi MK!" "Hi PornoStar!" e via con i bacetti serbi.
"Thanks to be coming!" "Welcome, but there's a problem?"
"No, I want speak with you... if it's ok for you!" "Yes, of course, but we must speak about work?"
"No, not work..." "Ok, so we can go away from office?"
"Yes, of course! I've my car!" "Ok, let's go!"
Saliamo nella sua auto, lei mette in moto e ci allontaniamo dall'ufficio, dirigendoci verso un locale abbastanza chic (anche per lo standard serbo) e con posti riservati dove poter parlare tranquillamente senza subire il casino allucinante dei tipici locali serbi.
...
Parliamo per diverso tempo, lei mi fa una specie di terzo grado, infilando domande specifiche nel mezzo di chiacchiere varie del più e del meno, e ben presto mi rendo conto che è piuttosto inquieta per la mia presenza: non riesce a comprendere quale sia il mio vero ruolo nella ditta, non capisce e non sa come fare, ma vuole comprendere bene con chi ha a che fare, peraltro è anche preoccupata per il modo in cui mi ha trattato le prime volte, anche se non capisco cosa teme: io in fondo non posso fare assolutamente niente per lei, nè a favore nè contro (anche se lei pare non saperlo, e pare piuttosto convinta che io possa fare moltissimo)
La discussione si protrae, senza giungere a niente, dato che io non rivelo nulla, lasciandola nei suoi dubbi, e lei d'altro canto non osa farmi domande specifiche dirette, cercando di scoprire le risposte mediante giri di parole e arzigogolature varie assortite.
Alla fine, guardo l'ora "PornoStar, it's late! I'm hungry!" "Near there's a good restaurant!"
"Yes, I know!" "Come! We can go, and have a dinner together, if you like!"
"Why not?" "It's ok?"
"Yes, it's ok!" "Good! We can go, I drive!"
...
E ci troviamo quindi al ristorante, dove mangiamo, ma lei continua con le sue interrogazioni... che non portano a nulla, e io continuo con le mie risposte che non la aiutano affatto!
E alla fine, viene il momento di andar via anche dal ristorante, così saliamo in macchina e le chiedo di accompagnarmi verso casa, o almeno verso l'ufficio, se le viene maggiormente comodo.
Lei annuisce e mette in moto, accompagnandomi sotto casa e parcheggiando, quindi scende con me e mi accompagna fino al portone, facendomi sorridere per la situazione capovolta, ma lì giunti apro il portone e le chiedo se vuole salire (ho un paio di birre in frigo e del whisky se le va)
Mi aspettavo un rifiuto spaventato, ma invece lei sembrava non aspettasse altro, e sale con me: evidentemente vuole continuare l'interrogatorio!
Cena di natale...
E venne il momento di presentarsi presso il ristorante per la cena di natale!
Io parcheggiai la macchina con la quale avevo accompagnato anche CapoCantierista, entrammo e ci avvicinammo al tavolo dove cercammo i nostri posti.
Le postazioni al tavolo erano ben studiate, in modo che io mi sono ritrovato a mezza tavolata, a fianco del mio GrandeCapo.
Le gentili fanciulle invece si sono ammucchiate tra loro, formando un capannello all'angolo opposto del tavolo, e parlavano tra loro, discutendo di ogni cosa passasse loro in mente.
Ogni tanto, mentre sollevavo lo sguardo dal fiero pasto, mi accorgevo che parlottavano tra loro ridacchiando e guardandomi di nascosto, io le guardavo e loro si voltavano di scatto fingendo di non vedermi.
Questa versione recente di un film anni 70 si è ripetuta almeno 6 o 7 volte, e ogni volta erano sempre più imbarazzate al momento di voltarsi di scatto per evitare il mio sguardo.
A un certo punto il tasso alcolico era salito parecchio e le gentili donzelle si sono scatenate in una danza locale al ritmo della musica imperante dall'orchestra del locale, esibendosi in coreografie degne di un film hollywoodiano, suscitando ilarità nei colleghi.
Personalmente, sorridevo nel vedere la loro allegria, ma era troppo assurda la scena: 7 donne scatenate in una danza popolare serba, senza però alcun coordinamento: non si capiva bene come fosse questa danza, visto che ognuna la faceva a modo suo.
GrandeCapo era intento a criticare ogni cosa, rovinando l'atmosfera, ma io continuavo a guardare sorridendo le evoluzioni, e in un paio di occasioni ho notato che lei mi guardava, ma senza dir nulla.
Alla fine, quando ormai ci si era praticamente stancati di tutto e si cominciavano a sentire crampi nelle gambe, ecco che il mio collega CapoCantierista decide che è ora di tornare a casa, per lui, e siccome ho fatto io da autista, mi tocca andare (non che mi dispiacesse, visto che ero talmente stufo di star lì).
Un rapido saluto a tutti i colleghi e un saluto più lunghetto a tutte le colleghe, in particolare a lei, che mi dice "Ci vediamo lunedi!" "Se vuoi, possiamo vederci anche domani!" (domenica)
"No, domani devo sistemare alcune cose a casa!" "Ok, a lunedi!" e vado.
E il lunedi mattina mi trovai in ufficio, in attesa del momento in cui partire per tornare in Italia.
Io parcheggiai la macchina con la quale avevo accompagnato anche CapoCantierista, entrammo e ci avvicinammo al tavolo dove cercammo i nostri posti.
Le postazioni al tavolo erano ben studiate, in modo che io mi sono ritrovato a mezza tavolata, a fianco del mio GrandeCapo.
Le gentili fanciulle invece si sono ammucchiate tra loro, formando un capannello all'angolo opposto del tavolo, e parlavano tra loro, discutendo di ogni cosa passasse loro in mente.
Ogni tanto, mentre sollevavo lo sguardo dal fiero pasto, mi accorgevo che parlottavano tra loro ridacchiando e guardandomi di nascosto, io le guardavo e loro si voltavano di scatto fingendo di non vedermi.
Questa versione recente di un film anni 70 si è ripetuta almeno 6 o 7 volte, e ogni volta erano sempre più imbarazzate al momento di voltarsi di scatto per evitare il mio sguardo.
A un certo punto il tasso alcolico era salito parecchio e le gentili donzelle si sono scatenate in una danza locale al ritmo della musica imperante dall'orchestra del locale, esibendosi in coreografie degne di un film hollywoodiano, suscitando ilarità nei colleghi.
Personalmente, sorridevo nel vedere la loro allegria, ma era troppo assurda la scena: 7 donne scatenate in una danza popolare serba, senza però alcun coordinamento: non si capiva bene come fosse questa danza, visto che ognuna la faceva a modo suo.
GrandeCapo era intento a criticare ogni cosa, rovinando l'atmosfera, ma io continuavo a guardare sorridendo le evoluzioni, e in un paio di occasioni ho notato che lei mi guardava, ma senza dir nulla.
Alla fine, quando ormai ci si era praticamente stancati di tutto e si cominciavano a sentire crampi nelle gambe, ecco che il mio collega CapoCantierista decide che è ora di tornare a casa, per lui, e siccome ho fatto io da autista, mi tocca andare (non che mi dispiacesse, visto che ero talmente stufo di star lì).
Un rapido saluto a tutti i colleghi e un saluto più lunghetto a tutte le colleghe, in particolare a lei, che mi dice "Ci vediamo lunedi!" "Se vuoi, possiamo vederci anche domani!" (domenica)
"No, domani devo sistemare alcune cose a casa!" "Ok, a lunedi!" e vado.
E il lunedi mattina mi trovai in ufficio, in attesa del momento in cui partire per tornare in Italia.
Conclusioni del venerdi
E per concludere...
Al termine del sopralluogo, rientrato in ufficio, scopro che l'indomani (sabato) dovrà venire in ufficio un'impresa a sistemare qualcosa, e ovviamente nessuno dei serbi sarà presente, ma ci sarò io, per cui mi toccherà fermarmi tutto il giorno a far da balia, ma tanto ho un lavoro da portare avanti, quindi mi sarei dovuto fermare lo stesso.
Dopo un po' che ero rientrato, ecco che arriva Segretaria, credevo fosse scesa per andar fuori a fumare, ma invece viene diretta verso di me.
"Ciao..." "Ciao"
"Ma allora tu domani sei qua?" "Come ogni sabato che trascorro in Serbia, perchè?"
"Non credevo che venivi a lavorare..." "Beh, solitamente cerchiamo di fare solo mezza giornata, ma veniamo sempre, sia il sabato che la domenica!"
"E' che io proprio domani non posso esserci..." "Non preoccuparti!"
"No, devo preparare tutto per la cena di domani sera!" "Lo so!"
"Ma tu vieni?" "Certo!"
"Allora mi raccomando, mandali via che devi poi prepararti per venire a cena!" "Ovvio!"
"Ma vuoi che passo? Ti porto qualcosa da mangiare?" "No, stai tranquilla!"
"Ma se vuoi... sarai tutto solo..." "Solo, con qualche decina di operai attorno!"
"Comunque, se ti serve qualcosa, qualsiasi cosa, chiamami!" "Certo, stai tranquilla!"
"Va bene!" "Non preoccuparti: me la cavo!"
"Allora sto tranquilla?" "Certamente!"
"Guarda che tu devi esserci alla cena di domani sera!" "Ci sarò!"
"Bene... allora ciao!" "Ciao!"
"E ricorda..." "Si?"
"Chiamami se hai bisogno!" "Certamente!"
"Ciao..." "Ciao..."
Sempre più sconcertante!!! O_O
Al termine del sopralluogo, rientrato in ufficio, scopro che l'indomani (sabato) dovrà venire in ufficio un'impresa a sistemare qualcosa, e ovviamente nessuno dei serbi sarà presente, ma ci sarò io, per cui mi toccherà fermarmi tutto il giorno a far da balia, ma tanto ho un lavoro da portare avanti, quindi mi sarei dovuto fermare lo stesso.
Dopo un po' che ero rientrato, ecco che arriva Segretaria, credevo fosse scesa per andar fuori a fumare, ma invece viene diretta verso di me.
"Ciao..." "Ciao"
"Ma allora tu domani sei qua?" "Come ogni sabato che trascorro in Serbia, perchè?"
"Non credevo che venivi a lavorare..." "Beh, solitamente cerchiamo di fare solo mezza giornata, ma veniamo sempre, sia il sabato che la domenica!"
"E' che io proprio domani non posso esserci..." "Non preoccuparti!"
"No, devo preparare tutto per la cena di domani sera!" "Lo so!"
"Ma tu vieni?" "Certo!"
"Allora mi raccomando, mandali via che devi poi prepararti per venire a cena!" "Ovvio!"
"Ma vuoi che passo? Ti porto qualcosa da mangiare?" "No, stai tranquilla!"
"Ma se vuoi... sarai tutto solo..." "Solo, con qualche decina di operai attorno!"
"Comunque, se ti serve qualcosa, qualsiasi cosa, chiamami!" "Certo, stai tranquilla!"
"Va bene!" "Non preoccuparti: me la cavo!"
"Allora sto tranquilla?" "Certamente!"
"Guarda che tu devi esserci alla cena di domani sera!" "Ci sarò!"
"Bene... allora ciao!" "Ciao!"
"E ricorda..." "Si?"
"Chiamami se hai bisogno!" "Certamente!"
"Ciao..." "Ciao..."
Sempre più sconcertante!!! O_O
Sopralluogo con trappola!
Ma non è ancora finita!
Nel sopralluogo, viene con noi anche la nostra architetta, con tutta la sua dirompente e giovanile allegria e simpatia.
Durante il sopralluogo, la simpatica fanciulla fa sempre in modo di starmi accanto, e questo ha finito per farci finire in un angolo fin troppo tranquillo del capannone da visionare, dove lei mi si avvicina ancora di più e mi chiede "Quando vai in vacanza?" "Parto lunedi, perchè?"
"Niente... ti piace stare qua?" "Si, ma me l'avevi già chiesto!"
"Si lo so! Solo che adesso sono cambiate alcune cose!" "Cosa?"
Lei mi guarda un attimo pensierosa, poi sorride "Adesso ci sono tante donne in ufficio!" "Si, ok, e allora? Cos'è cambiato?"
Ed ecco che scatta la trappola: la domanda fatidica, quella che ogni uomo teme dall'alba dei tempi!
"A te chi ti piace di più?"
Occazzarola! E mo che je dico? Come mi salvo da questa storia? L'unica è buttarla sullo scherzo!
"Lo sai benissimo che mi piaci tu!"
Lei scoppia a ridere, ma poi torna seria "No, io voglio risposta seria! Chi ti piace di più?" "Oltre te?"
"Io non conto! Chi ti piace di più?"
La guardo un attimo, è realmente seria, la cosa è grave!
"Lo sai che, qualche tempo fa, uno che ha risposto a una domanda simile ha scatenato 10 anni di guerra?"
"Si, ma è stato millenni fa, e poi era in Grecia!" "Ok, ma la Grecia è vicinissima: c'è solo la Macedonia in mezzo!"
"Ok, ma non mi hai risposto!" "Allora facciamo così: dimmi tu a chi di loro io piaccio di più, e poi ti dirò chi di loro mi piace di più!"
"No, così non vale!" "Perchè no?"
"Perchè io devo sapere chi ti piace di più!" "Ma fammi capire: c'è qualche gara in corso? Io sono il primo premio? Siete ridotte così male?"
Lei mi guarda imbronciata, poi sorride "Ho capito! Tu non vuoi dirmelo! Ma non importa: domani lo scopriremo!" "Eh? Cosa?"
"Tu vieni domani alla cena?" "Certo, perchè?"
"Domani lo scopriremo!"
E mi lascia con questa velata minaccia: non ha più risposto a nessuna delle mie domande!
Nel sopralluogo, viene con noi anche la nostra architetta, con tutta la sua dirompente e giovanile allegria e simpatia.
Durante il sopralluogo, la simpatica fanciulla fa sempre in modo di starmi accanto, e questo ha finito per farci finire in un angolo fin troppo tranquillo del capannone da visionare, dove lei mi si avvicina ancora di più e mi chiede "Quando vai in vacanza?" "Parto lunedi, perchè?"
"Niente... ti piace stare qua?" "Si, ma me l'avevi già chiesto!"
"Si lo so! Solo che adesso sono cambiate alcune cose!" "Cosa?"
Lei mi guarda un attimo pensierosa, poi sorride "Adesso ci sono tante donne in ufficio!" "Si, ok, e allora? Cos'è cambiato?"
Ed ecco che scatta la trappola: la domanda fatidica, quella che ogni uomo teme dall'alba dei tempi!
"A te chi ti piace di più?"
Occazzarola! E mo che je dico? Come mi salvo da questa storia? L'unica è buttarla sullo scherzo!
"Lo sai benissimo che mi piaci tu!"
Lei scoppia a ridere, ma poi torna seria "No, io voglio risposta seria! Chi ti piace di più?" "Oltre te?"
"Io non conto! Chi ti piace di più?"
La guardo un attimo, è realmente seria, la cosa è grave!
"Lo sai che, qualche tempo fa, uno che ha risposto a una domanda simile ha scatenato 10 anni di guerra?"
"Si, ma è stato millenni fa, e poi era in Grecia!" "Ok, ma la Grecia è vicinissima: c'è solo la Macedonia in mezzo!"
"Ok, ma non mi hai risposto!" "Allora facciamo così: dimmi tu a chi di loro io piaccio di più, e poi ti dirò chi di loro mi piace di più!"
"No, così non vale!" "Perchè no?"
"Perchè io devo sapere chi ti piace di più!" "Ma fammi capire: c'è qualche gara in corso? Io sono il primo premio? Siete ridotte così male?"
Lei mi guarda imbronciata, poi sorride "Ho capito! Tu non vuoi dirmelo! Ma non importa: domani lo scopriremo!" "Eh? Cosa?"
"Tu vieni domani alla cena?" "Certo, perchè?"
"Domani lo scopriremo!"
E mi lascia con questa velata minaccia: non ha più risposto a nessuna delle mie domande!
Dubbi inquietanti!
E all'improvviso tutto divenne di colpo strano e misterioso ai miei occhi!
Sto infatti cercando di capire cosa sta succedendo!
Fino a metà novembre, pareva che Segretaria di fatto non mi potesse sopportare, non più di come mi sopportavano tutti gli altri colleghi, ma da dopo quella data invece è sempre gentilissima e sorridente, qualsiasi cosa le chieda, inoltre mi chiama per chiedermi cosa voglio mangiare e provvede a ordinarlo e pure a consegnarmelo quando arriva.
Eppure, normalmente non va d'accordo nemmeno con gli altri serbi!
Non capisco! Non sono abituato a questo tipo di trattamento: ho sempre il dubbio atroce che abbia qualcosa in mente che non riesco a capire, e non mi piace avere dubbi così inquietanti!
La storia continua quasi quotidianamente, ed è sempre più inquietante!
Oggi scopro di dover fare un sopralluogo presso il cantiere, nel primo pomeriggio, quindi mi tocca mangiar presto per partire, per cui oso andar su da lei per chiederle di anticiparmi l'ordinazione del vettovagliamento, cosa che normalmente sarebbe seguita da un immediato gettarsi sotto la scrivania più vicina per ripararsi da ogni cosa che verrebbe da lei lanciata in tempo zero... urla comprese... ;)
Invece, la risposta è stata "Certo, per quando lo vuoi? Chiamo subito e sollecito!" con un tono quasi iper-glicemico e un sorriso da miss... (ok, di fatto è una donna bellissima e probabilmente avrebbe buone possibilità di arrivare in finale a un concorso di miss locale... anche per via del ridotto numero di abitanti della zona...)
La guardo sconcertato da tale cambiamento nei miei confronti, lei fraintende e sussurra un "Su su, a lavorare! Adesso arriva il cibo!" e mima un bacio mentre mi manda via.
Quando arriva il ragazzo con le vettovaglie, va ovviamente direttamente sopra da lei, e subito dopo lei scende, portandomi il pranzo fino alla scrivania "Ecco qua, mangia che è caldo!"
Davvero sconcertante!
Non è più la stessa donna che ho conosciuto negli ultimi 2 anni e mezzo: è posseduta! Non ci sono dubbi! O_O
Sto infatti cercando di capire cosa sta succedendo!
Fino a metà novembre, pareva che Segretaria di fatto non mi potesse sopportare, non più di come mi sopportavano tutti gli altri colleghi, ma da dopo quella data invece è sempre gentilissima e sorridente, qualsiasi cosa le chieda, inoltre mi chiama per chiedermi cosa voglio mangiare e provvede a ordinarlo e pure a consegnarmelo quando arriva.
Eppure, normalmente non va d'accordo nemmeno con gli altri serbi!
Non capisco! Non sono abituato a questo tipo di trattamento: ho sempre il dubbio atroce che abbia qualcosa in mente che non riesco a capire, e non mi piace avere dubbi così inquietanti!
La storia continua quasi quotidianamente, ed è sempre più inquietante!
Oggi scopro di dover fare un sopralluogo presso il cantiere, nel primo pomeriggio, quindi mi tocca mangiar presto per partire, per cui oso andar su da lei per chiederle di anticiparmi l'ordinazione del vettovagliamento, cosa che normalmente sarebbe seguita da un immediato gettarsi sotto la scrivania più vicina per ripararsi da ogni cosa che verrebbe da lei lanciata in tempo zero... urla comprese... ;)
Invece, la risposta è stata "Certo, per quando lo vuoi? Chiamo subito e sollecito!" con un tono quasi iper-glicemico e un sorriso da miss... (ok, di fatto è una donna bellissima e probabilmente avrebbe buone possibilità di arrivare in finale a un concorso di miss locale... anche per via del ridotto numero di abitanti della zona...)
La guardo sconcertato da tale cambiamento nei miei confronti, lei fraintende e sussurra un "Su su, a lavorare! Adesso arriva il cibo!" e mima un bacio mentre mi manda via.
Quando arriva il ragazzo con le vettovaglie, va ovviamente direttamente sopra da lei, e subito dopo lei scende, portandomi il pranzo fino alla scrivania "Ecco qua, mangia che è caldo!"
Davvero sconcertante!
Non è più la stessa donna che ho conosciuto negli ultimi 2 anni e mezzo: è posseduta! Non ci sono dubbi! O_O
Katastrofa!!!
Chiedo scusa ai miei lettori per questo post.
Di solito non pubblico nulla del genere, anche perchè normalmente non dovrebbe essere necessario divulgare certe cose, ma stavolta mi è giunta voce da amici italiani che i notiziari italiani non ne hanno parlato, e alcuni sono rimasti sconvolti scoprendo certe cose da internet e dalle testimonianze di coloro che, come me, hanno visto: mi hanno detto che solo il web sta diffondendo queste notizie, e io non ho alcun modo di verificare se è vero o meno, quindi faccio la mia parte per quanto posso.
Io ci sono in mezzo, anche se sono in una posizione geograficamente abbastanza fortunata,
ma ho visto danni inimmaginabili e un popolo normalmente fiero e orgoglioso che è davvero in ginocchio.
Queste sono solo alcune delle immagini che riportano la situazione della Serbia e della Bosnia in questi giorni.
E' una vera catastrofe naturale quella che si è abbattuta su questa gente.
Le varie nazioni, compresa l'Italia, stanno mandando aiuti, ma c'è bisogno del contributo di tutti, per aiutare questa gente.
Come dice una mia amica di qua, nella sua pagina FB "Anche i nostri piccoli contributi sono di massima importanza in questo momento!":
Informatevi bene su quello che sta succedendo qua e, se volete e se potete, date una mano.
Diamo una mano!
Grazie :-)
Di solito non pubblico nulla del genere, anche perchè normalmente non dovrebbe essere necessario divulgare certe cose, ma stavolta mi è giunta voce da amici italiani che i notiziari italiani non ne hanno parlato, e alcuni sono rimasti sconvolti scoprendo certe cose da internet e dalle testimonianze di coloro che, come me, hanno visto: mi hanno detto che solo il web sta diffondendo queste notizie, e io non ho alcun modo di verificare se è vero o meno, quindi faccio la mia parte per quanto posso.
Io ci sono in mezzo, anche se sono in una posizione geograficamente abbastanza fortunata,
ma ho visto danni inimmaginabili e un popolo normalmente fiero e orgoglioso che è davvero in ginocchio.
Queste sono solo alcune delle immagini che riportano la situazione della Serbia e della Bosnia in questi giorni.
E' una vera catastrofe naturale quella che si è abbattuta su questa gente.
Le varie nazioni, compresa l'Italia, stanno mandando aiuti, ma c'è bisogno del contributo di tutti, per aiutare questa gente.
Come dice una mia amica di qua, nella sua pagina FB "Anche i nostri piccoli contributi sono di massima importanza in questo momento!":
COMUNICATO UFFICIALE AMBASCIATA SERBA IN #ITALIA:
E' stato aperto il seguente conto dedicato per la raccolta dei contributi in denaro:
CAUSALE: "Alluvione Serbia"
Ambasciata della Repubblica di Serbia
IBAN: IT 86 I 02008 05120 000400724321
SWIFT: UNCRITM1723
UNICREDIT BANCA
http://roma.mfa.gov.rs/news.php
ANCHE I NOSTRI PICCOLI CONTRIBUTI SONO DI MASSIMA IMPORTANZA IN QUESTO MOMENTO!
Informatevi bene su quello che sta succedendo qua e, se volete e se potete, date una mano.
Diamo una mano!
Grazie :-)
Di nuovo alla carica
E dopo la dipartita per altri lidi di ResponsabileCantiere, ecco che una sera mi ritrovo a casa, a mangiarmi una sottospecie di cena solitaria, mentre guardo le personalizzazioni di xubuntu, quando inizia a lampeggiare l’icona di pidgin.
Apro la finestra dei messaggi e mi ritrovo un messaggio in un italiano stentato ma comprensibile, specie per esser scritto da una serba.
“ciao mk, stai tu bene?” “ciao Bionda, si grazie, e te?”
“cosi cosi... io sono stata male...” “si, lo so, ho provato a chiamarti” (ma non mi hai nemmeno risposto, avrei voluto aggiungere ma nel periodo natalizio divento quasi buono...)
“si, io so, ma io non ero riuscire a parlare...” “nema problema!”
“sei in italia o in serbia?” “in serbia, parto la prossima settimana per l’italia”
“e poi torni in serbia?” “si, dopo 2 settimane”
“ah ok!” “cosa posso fare per te?”
“niente... io so che quasi tuo natale, io volere fare auguri a te!” “ti ringrazio, i miei te li farò piu’ avanti, visto che il natale ortodosso è sfasato di 15 giorni”
“si, io so che siamo diversi...” “già...”
Alcuni istanti di silenzio, terminati i convenevoli, e vedo che scrive e cancella continuamente, ma non invia nulla, quindi provo a chiederle direttamente: “Bionda, hai bisogno di qualcosa da me?”
Vedo che cancella tutto quello che stava scrivendo, poi ricomincia a scrivere e invia
“no grazie, io ho tutto quello che serve me” “ok, bene”
“solo...” “?”
“ecco... io volevo chiedere te se potevamo vederci prima tu andare in italia...” “certo, a parte sabato e lunedi, per il resto dei giorni la serata è libera, con i miei soliti orari ovviamente”
“domani sera tu puoi?” “si, certo, dove e a che ora?”
“8 e mezzo di sera, io passa prendere te con mia macchina, ok?” “ok, va bene”
“tu piace mangiare a palas?” “si certo, hanno una ‘bechka’ molto buona e anche il ‘meshano meso’ non e’ male!”
“dobro... io passa prendere te e andiamo a palas, mangiamo e parliamo, ok?” “ok, a domani”
E l’indomani, uscito dal lavoro, mi feci una doccia, mi cambiai con un abbigliamento maggiormente decente e aspettai, fino a quando mi squillò il cellulare, risposi e lei mi disse “io sono qua sotto con mia macchina, tu scendi!” “ok, arrivo subito!”
Scesi, uscii e salii nella sua auto che mi aspettava posteggiata davanti all’ingresso del cortile, stretta di mano e soliti bacetti, lei mise in moto e mi sentii immediatamente simile a ResponsabileCantiere, per cui quella situazione era praticamente la normalità, con la sola differenza che nel 75% dei casi era lui che andava a prendere lei e solo nel rimanente 25% era lei che veniva a prendere lui.
Bionda era comunque triste per la sparizione di lui, era stata parecchio male e mi hanno detto che è stata anche ricoverata in ospedale, ma a parte il viso sciupato, ora si sforzava di simulare un’allegria che non aveva realmente.
La serata è proseguita con una cena infarcita di chiacchiere e di risate, volendo anche vere malgrado tutto, fino a quando siamo usciti.
La sua guida ci ha portato, in maniera praticamente automatica, davanti al solito locale dove loro erano soliti imbottirsi di alcool per almeno un paio di ore buone, prima di raggiungere il letto più vicino.
Lei ferma automaticamente la macchina, poi si ricorda che io non sono lui, e mi guarda un istante confusa, io sorrido “Ok, una birra ci sta bene!” “Bene, andiamo!” risponde lei sorridendo.
Entriamo e ci accomodiamo al tavolino, bevendo qualcosa, e noto che lei prende roba leggera (ovviamente deve guidare, ma evidentemente non vuole perdere il controllo).
A un certo punto, mi si avvicina e mi dice all’orecchio “Andiamo via?” “Ok, come vuoi!”
“No, se vuoi stare ancora, stiamo!” “No no, andiamo!”
Ci alziamo, usciamo, andiamo alla sua macchina e lei mette in moto, mi porta a casa e parcheggia, poi mi da la mano e i soliti 3 bacetti, io faccio per scendere e lei mi guarda stranamente, come se aspettasse qualcosa da me.
La guardo anch’io un istante, penso un attimo alla situazione e mi rendo conto che in questo momento è una donna sola e disperata, non vuole andar via, vuole ricominciare a vivere ma non sa farlo da sola, ha bisogno di stare con qualcuno che conosce e sa esserle amico, ha bisogno di amicizia e di affetto, e forse non solo di questo.
Le sorrido e le dico “Vuoi salire? Ancora un bicchierino? Ho qualcosa nel frigo...”
Lei finalmente sorride felice come una bambina di fronte a un giocattolo nuovo e scende dalla macchina, avviandosi allegramente al mio fianco verso il mio alloggio.
Apro la finestra dei messaggi e mi ritrovo un messaggio in un italiano stentato ma comprensibile, specie per esser scritto da una serba.
“ciao mk, stai tu bene?” “ciao Bionda, si grazie, e te?”
“cosi cosi... io sono stata male...” “si, lo so, ho provato a chiamarti” (ma non mi hai nemmeno risposto, avrei voluto aggiungere ma nel periodo natalizio divento quasi buono...)
“si, io so, ma io non ero riuscire a parlare...” “nema problema!”
“sei in italia o in serbia?” “in serbia, parto la prossima settimana per l’italia”
“e poi torni in serbia?” “si, dopo 2 settimane”
“ah ok!” “cosa posso fare per te?”
“niente... io so che quasi tuo natale, io volere fare auguri a te!” “ti ringrazio, i miei te li farò piu’ avanti, visto che il natale ortodosso è sfasato di 15 giorni”
“si, io so che siamo diversi...” “già...”
Alcuni istanti di silenzio, terminati i convenevoli, e vedo che scrive e cancella continuamente, ma non invia nulla, quindi provo a chiederle direttamente: “Bionda, hai bisogno di qualcosa da me?”
Vedo che cancella tutto quello che stava scrivendo, poi ricomincia a scrivere e invia
“no grazie, io ho tutto quello che serve me” “ok, bene”
“solo...” “?”
“ecco... io volevo chiedere te se potevamo vederci prima tu andare in italia...” “certo, a parte sabato e lunedi, per il resto dei giorni la serata è libera, con i miei soliti orari ovviamente”
“domani sera tu puoi?” “si, certo, dove e a che ora?”
“8 e mezzo di sera, io passa prendere te con mia macchina, ok?” “ok, va bene”
“tu piace mangiare a palas?” “si certo, hanno una ‘bechka’ molto buona e anche il ‘meshano meso’ non e’ male!”
“dobro... io passa prendere te e andiamo a palas, mangiamo e parliamo, ok?” “ok, a domani”
E l’indomani, uscito dal lavoro, mi feci una doccia, mi cambiai con un abbigliamento maggiormente decente e aspettai, fino a quando mi squillò il cellulare, risposi e lei mi disse “io sono qua sotto con mia macchina, tu scendi!” “ok, arrivo subito!”
Scesi, uscii e salii nella sua auto che mi aspettava posteggiata davanti all’ingresso del cortile, stretta di mano e soliti bacetti, lei mise in moto e mi sentii immediatamente simile a ResponsabileCantiere, per cui quella situazione era praticamente la normalità, con la sola differenza che nel 75% dei casi era lui che andava a prendere lei e solo nel rimanente 25% era lei che veniva a prendere lui.
Bionda era comunque triste per la sparizione di lui, era stata parecchio male e mi hanno detto che è stata anche ricoverata in ospedale, ma a parte il viso sciupato, ora si sforzava di simulare un’allegria che non aveva realmente.
La serata è proseguita con una cena infarcita di chiacchiere e di risate, volendo anche vere malgrado tutto, fino a quando siamo usciti.
La sua guida ci ha portato, in maniera praticamente automatica, davanti al solito locale dove loro erano soliti imbottirsi di alcool per almeno un paio di ore buone, prima di raggiungere il letto più vicino.
Lei ferma automaticamente la macchina, poi si ricorda che io non sono lui, e mi guarda un istante confusa, io sorrido “Ok, una birra ci sta bene!” “Bene, andiamo!” risponde lei sorridendo.
Entriamo e ci accomodiamo al tavolino, bevendo qualcosa, e noto che lei prende roba leggera (ovviamente deve guidare, ma evidentemente non vuole perdere il controllo).
A un certo punto, mi si avvicina e mi dice all’orecchio “Andiamo via?” “Ok, come vuoi!”
“No, se vuoi stare ancora, stiamo!” “No no, andiamo!”
Ci alziamo, usciamo, andiamo alla sua macchina e lei mette in moto, mi porta a casa e parcheggia, poi mi da la mano e i soliti 3 bacetti, io faccio per scendere e lei mi guarda stranamente, come se aspettasse qualcosa da me.
La guardo anch’io un istante, penso un attimo alla situazione e mi rendo conto che in questo momento è una donna sola e disperata, non vuole andar via, vuole ricominciare a vivere ma non sa farlo da sola, ha bisogno di stare con qualcuno che conosce e sa esserle amico, ha bisogno di amicizia e di affetto, e forse non solo di questo.
Le sorrido e le dico “Vuoi salire? Ancora un bicchierino? Ho qualcosa nel frigo...”
Lei finalmente sorride felice come una bambina di fronte a un giocattolo nuovo e scende dalla macchina, avviandosi allegramente al mio fianco verso il mio alloggio.
PornoFoto
Premessa: in ufficio, per tenerci in contatto con vicini di scrivania e/o inquilini dei piani alti, utilizziamo normalmente skype, perennemente acceso sia sul computer di bordo che, per chi ce l'ha, sullo smartphone aziendale, ovviamente io ho lo smartphone aziendale ma non ho installato skype, che uso invece sul computer aziendale (dato che sovente capita che devo parlare con i colleghi italiani) dove naturalmente non c'è la scheda audio (forse costava troppo...) e quindi skype è di fatto relegato a un sistema di messaggistica testuale, perdendo l'immediatezza della comunicazione vocale.
Un giorno, mentre sono intento a controllare la documentazione arrivata via email per le approvazioni di quanto dovrà esser realizzato dalle imprese, vedo lampeggiare l'icona di skype che mi comunica esserci un messaggio in arrivo, e siccome di solito l'unica persona che mi manda messaggi su skype è la nostra affascinante Segretaria italiana, ben lieto di distogliere lo sguardo dagli accrocchi serbi per vedere la foto del suo bel faccino, apro la finestra relativa e mi accorgo, con lieve delusione, che non si tratta di lei, ma di PornoStar, che stranamente mi manda un messaggio "Can I show You a thing?" "Yes, of course!" le rispondo, pensando che stia per mostrarmi qualcuna delle solite cazzate che pare siano il suo marchio di fabbrica (abiti sexy, scarpe con tacchi improponibili, accessori di ultima moda che non penso sarà mai in grado di comprarsi, giochini erotici per donne sole, cose così...)
Lei allega un file di una foto, me la invia, io la apro e... mi parte un'esclamazione che fa sollevare lo sguardo a tutti i serbi presenti, che si voltano subito verso di me spaventati... nessuno però osa alzarsi dalla sua sedia per venire a controllare cosa sia successo, per fortuna.
Un istante dopo arriva un altro messaggio "How you think?" "What's this?"
"I think to put this picture on my skype's profile!" "Are you sure?"
"Yes, but I want before your opinion!" "My opinion? Why?"
"Yes... because you're italian and you know company'style and I need to know if it's ok or not!" "Ehm... it's a beautiful picture (but it's normal: you're a beautiful woman) but I think it's not really ok for professional profile..."
Qualche secondo di attesa, poi appare il successivo messaggio "Why not?" "Eh?"
"I'm sales manager, I think this photo it's ok for my profile: people must accept my proposal!" "Yes, sure! But I think that for GrandeCapo is not ok..."
"Why?" "Because is not professional! You must use, in my opinion, normal dresses that you use in office!"
"I've use my normal dresses for this photo!" "No, PornoStar: I've seen you when you're coming! Your dresses are not these! And I've never seen you with these dresses here!"
Alcuni istanti di silenzio
"But... what's the problem in this photo?" "There is not a problem in the photo! Problem is that you must sale our services... and in this photo... PornoStar... This photo is too sexy for a professional profile!"
"Are you sure?" "Yes, I'm sure!"
"Too sexy?" "Ask to Segretaria, if you don't believe me!"
"No no... she always says I'm kurva!" "And you avoid to put this kind of photos..."
"What's sexy? Too big tits?" "Yes, too big (and not real...) and too open shirt and..."
"Not real??? But... but..." "PornoStar, I know You!"
"FckYou!" "Ok, bye..."
"WAIT!!! You don't like it?" "For your private profile it's not a problem, but for professional profile is too hard..."
"Ok, I don't change! Thanks!" "Welcome! Don't worry: your profile's photo it's ok: you're a beautiful woman and this is clear... but to sale our services, it's not important a sexy photo: it's important your capacity of sales manager!"
"Are you sure?" "Normally yes, if in Serbia it's not so, I don't know!"
Altri istanti di silenzio
"Ok, thanks!" "Welcome! And the photo?"
"Take it, if you like" "Yes, of course: I plot it like poster and I put in my bedroom! :D "
"Eh??? NO NO!!! NO!!! I don't want! DELETE MY PHOTO!!! IMMEDIATELY!!!" "Ahahah! You joke? I don't delete nothing! :P "
Nemmeno 30 secondi ed era scesa, malgrado i tacchi e la scala, posizionandosi accanto a me, che controllava attentamente che cestinassi la sua foto e svuotassi il cestino subito dopo.
"It's ok now?" "Yes, ok! Bye!"
"Bye..."
Peccato che non abbia pensato che la sua foto era comunque memorizzata nel mio computer... XD
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Un giorno, mentre sono intento a controllare la documentazione arrivata via email per le approvazioni di quanto dovrà esser realizzato dalle imprese, vedo lampeggiare l'icona di skype che mi comunica esserci un messaggio in arrivo, e siccome di solito l'unica persona che mi manda messaggi su skype è la nostra affascinante Segretaria italiana, ben lieto di distogliere lo sguardo dagli accrocchi serbi per vedere la foto del suo bel faccino, apro la finestra relativa e mi accorgo, con lieve delusione, che non si tratta di lei, ma di PornoStar, che stranamente mi manda un messaggio "Can I show You a thing?" "Yes, of course!" le rispondo, pensando che stia per mostrarmi qualcuna delle solite cazzate che pare siano il suo marchio di fabbrica (abiti sexy, scarpe con tacchi improponibili, accessori di ultima moda che non penso sarà mai in grado di comprarsi, giochini erotici per donne sole, cose così...)
Lei allega un file di una foto, me la invia, io la apro e... mi parte un'esclamazione che fa sollevare lo sguardo a tutti i serbi presenti, che si voltano subito verso di me spaventati... nessuno però osa alzarsi dalla sua sedia per venire a controllare cosa sia successo, per fortuna.
Un istante dopo arriva un altro messaggio "How you think?" "What's this?"
"I think to put this picture on my skype's profile!" "Are you sure?"
"Yes, but I want before your opinion!" "My opinion? Why?"
"Yes... because you're italian and you know company'style and I need to know if it's ok or not!" "Ehm... it's a beautiful picture (but it's normal: you're a beautiful woman) but I think it's not really ok for professional profile..."
Qualche secondo di attesa, poi appare il successivo messaggio "Why not?" "Eh?"
"I'm sales manager, I think this photo it's ok for my profile: people must accept my proposal!" "Yes, sure! But I think that for GrandeCapo is not ok..."
"Why?" "Because is not professional! You must use, in my opinion, normal dresses that you use in office!"
"I've use my normal dresses for this photo!" "No, PornoStar: I've seen you when you're coming! Your dresses are not these! And I've never seen you with these dresses here!"
Alcuni istanti di silenzio
"But... what's the problem in this photo?" "There is not a problem in the photo! Problem is that you must sale our services... and in this photo... PornoStar... This photo is too sexy for a professional profile!"
"Are you sure?" "Yes, I'm sure!"
"Too sexy?" "Ask to Segretaria, if you don't believe me!"
"No no... she always says I'm kurva!" "And you avoid to put this kind of photos..."
"What's sexy? Too big tits?" "Yes, too big (and not real...) and too open shirt and..."
"Not real??? But... but..." "PornoStar, I know You!"
"FckYou!" "Ok, bye..."
"WAIT!!! You don't like it?" "For your private profile it's not a problem, but for professional profile is too hard..."
"Ok, I don't change! Thanks!" "Welcome! Don't worry: your profile's photo it's ok: you're a beautiful woman and this is clear... but to sale our services, it's not important a sexy photo: it's important your capacity of sales manager!"
"Are you sure?" "Normally yes, if in Serbia it's not so, I don't know!"
Altri istanti di silenzio
"Ok, thanks!" "Welcome! And the photo?"
"Take it, if you like" "Yes, of course: I plot it like poster and I put in my bedroom! :D "
"Eh??? NO NO!!! NO!!! I don't want! DELETE MY PHOTO!!! IMMEDIATELY!!!" "Ahahah! You joke? I don't delete nothing! :P "
Nemmeno 30 secondi ed era scesa, malgrado i tacchi e la scala, posizionandosi accanto a me, che controllava attentamente che cestinassi la sua foto e svuotassi il cestino subito dopo.
"It's ok now?" "Yes, ok! Bye!"
"Bye..."
Peccato che non abbia pensato che la sua foto era comunque memorizzata nel mio computer... XD
Italians on the street!
Quella mattina, approfittando della bella giornata, stavo andando a piedi verso il nuovo ufficio, che peraltro non è poi molto distante da dove abito, approfittando dell’occasione per respirare un poco di aria inquinata (che a noi torinesi fa sempre bene, permettendoci di ricordare l’ambiente famigliare) e nel frattempo dedicandomi alla visione delle fanciulle serbe, che normalmente merita parecchio, specie quando si passa vicino a un liceo!
Superato il liceo, e attraversata la strada, faccio un cenno di saluto a GrandeCapo che sta entrando nella panetteria per comprarsi qualche cosa da mangiucchiare in una seconda colazione pre-spuntino da prima del pranzo (poveraccio: lavora troppo, deve quindi nutrirsi molto! :P )
Un istante dopo, mentre procedo verso l’ufficio, sento un rapido rumore di tacchi in avvicinamento, ma l’incredibile presenza femminile nell’ambiente mi impedisce di preoccuparmi più di tanto, almeno fino a quando questi tacchetti sono immediatamente dietro di me e accennano al sorpasso (qualche impiegata che rischia di essere in ritardo sul lavoro, immagino) e mi scosto un pochino per lasciarla passare, ma non sorpassa: sento una mano avvinghiarsi alla mia e una voce sensuale sussurrarmi “Ciao MK!”
Mi volto “Ciao PornoStar! Kako si? (come stai?)” “Dobro, hvala, ti? (bene, grazie, e te?)”
Facciamo quindi gli ultimi metri prima dell’ufficio chiacchierando del più e del meno, in inglese (il mio serbo si limita a poche parole, per fare conversazione) con lei che fa la gatta morta avvolgendosi attorno al mio braccio, peraltro obbligandomi a tenerlo disteso e di conseguenza con la mano pericolosamente vicina a certe zone che tendono a diventare pericolosissime, quando appartengono a una collega pericolosa come lei!
Un attimo prima di entrare, la sento che mi dice “All italians are on the street today!” “Beh, con la crisi che c’è, non è difficile!” rispondo io, lei si mette a ridere e mi indica colui che sta attraversando la strada, ovvero CapoCantierista, che si avvicina a noi, o meglio a lei, e le chiede qualcosa su qualche offerta che deve essere fatta (e che lei dovrebbe mandare al cliente)
Ovviamente, mi rendo conto che mi tocca ancora una volta fare da interprete, e così traduco la richiesta di CapoCantierista, ma vedo che lei sorride, e risponde in un italiano sufficientemente chiaro, così dico “Bene! Allora vedo che posso smettere di farvi da interprete, dato che anche lei ormai parla italiano! Meglio... per me e per voi!” “Ma sta bravo, che con te si è avvinghiata come fosse una gatta in calore...” risponde lui, facendomi voltare verso di lei per vedere se ha capito e come reagirà a questa frase molto poco gentile... Per fortuna, il suo sguardo confuso mi fa capire che non ha capito, e infatti mi dice “Translate, please!” “Niente di che, ha detto che è geloso del fatto che sei avvinghiata al mio braccio e non al suo!” ho risposto, mentendo.
Lei scoppia a ridere, si stacca da me, lo abbraccia e lo bacia sulle guance, i soliti 3 bacetti serbi, poi chiede in italiano “Adesso ok? Tu contento?”
Lui si mette a ridere e io chiudo la partita “Bella roba! Lui è appena arrivato e subito baci e abbracci, e a me niente!”
Ancora una volta, lei si mette a ridere, mi abbraccia ed elargisce i 3 bacetti anche a me, poi entra in ufficio, e io mi volto verso CapoCantierista “Dai, anche stavolta ti ho salvato! Meno male che non capisce quasi niente di italiano!” “Salvato? Sapevo benissimo che non capisce niente! Quella tr... capisce solo una cosa!”
“Continua, e la prossima volta che mi chiede di tradurre, lo faccio sul serio! Vai a lavorare, dai, che è meglio!” e mi infilo dentro l’ufficio anch’io, incurante della risposta.
Superato il liceo, e attraversata la strada, faccio un cenno di saluto a GrandeCapo che sta entrando nella panetteria per comprarsi qualche cosa da mangiucchiare in una seconda colazione pre-spuntino da prima del pranzo (poveraccio: lavora troppo, deve quindi nutrirsi molto! :P )
Un istante dopo, mentre procedo verso l’ufficio, sento un rapido rumore di tacchi in avvicinamento, ma l’incredibile presenza femminile nell’ambiente mi impedisce di preoccuparmi più di tanto, almeno fino a quando questi tacchetti sono immediatamente dietro di me e accennano al sorpasso (qualche impiegata che rischia di essere in ritardo sul lavoro, immagino) e mi scosto un pochino per lasciarla passare, ma non sorpassa: sento una mano avvinghiarsi alla mia e una voce sensuale sussurrarmi “Ciao MK!”
Mi volto “Ciao PornoStar! Kako si? (come stai?)” “Dobro, hvala, ti? (bene, grazie, e te?)”
Facciamo quindi gli ultimi metri prima dell’ufficio chiacchierando del più e del meno, in inglese (il mio serbo si limita a poche parole, per fare conversazione) con lei che fa la gatta morta avvolgendosi attorno al mio braccio, peraltro obbligandomi a tenerlo disteso e di conseguenza con la mano pericolosamente vicina a certe zone che tendono a diventare pericolosissime, quando appartengono a una collega pericolosa come lei!
Un attimo prima di entrare, la sento che mi dice “All italians are on the street today!” “Beh, con la crisi che c’è, non è difficile!” rispondo io, lei si mette a ridere e mi indica colui che sta attraversando la strada, ovvero CapoCantierista, che si avvicina a noi, o meglio a lei, e le chiede qualcosa su qualche offerta che deve essere fatta (e che lei dovrebbe mandare al cliente)
Ovviamente, mi rendo conto che mi tocca ancora una volta fare da interprete, e così traduco la richiesta di CapoCantierista, ma vedo che lei sorride, e risponde in un italiano sufficientemente chiaro, così dico “Bene! Allora vedo che posso smettere di farvi da interprete, dato che anche lei ormai parla italiano! Meglio... per me e per voi!” “Ma sta bravo, che con te si è avvinghiata come fosse una gatta in calore...” risponde lui, facendomi voltare verso di lei per vedere se ha capito e come reagirà a questa frase molto poco gentile... Per fortuna, il suo sguardo confuso mi fa capire che non ha capito, e infatti mi dice “Translate, please!” “Niente di che, ha detto che è geloso del fatto che sei avvinghiata al mio braccio e non al suo!” ho risposto, mentendo.
Lei scoppia a ridere, si stacca da me, lo abbraccia e lo bacia sulle guance, i soliti 3 bacetti serbi, poi chiede in italiano “Adesso ok? Tu contento?”
Lui si mette a ridere e io chiudo la partita “Bella roba! Lui è appena arrivato e subito baci e abbracci, e a me niente!”
Ancora una volta, lei si mette a ridere, mi abbraccia ed elargisce i 3 bacetti anche a me, poi entra in ufficio, e io mi volto verso CapoCantierista “Dai, anche stavolta ti ho salvato! Meno male che non capisce quasi niente di italiano!” “Salvato? Sapevo benissimo che non capisce niente! Quella tr... capisce solo una cosa!”
“Continua, e la prossima volta che mi chiede di tradurre, lo faccio sul serio! Vai a lavorare, dai, che è meglio!” e mi infilo dentro l’ufficio anch’io, incurante della risposta.
Complotti e intrighi 2
Io ero quello che contava di meno, nessuno ormai mi considerava tra i serbi, al punto che sovente tutti mi davano ordini senza preoccuparsi, tanto avevano visto nell’organigramma che io ero persino sotto colui al quale avrei dovuto insegnare la nobile arte della progettazione.
Eppure avevano ancora timore a strafare, sia per via del mio solito caratteraccio che, soprattutto, per via di qualche cosa che lei, Segretaria, aveva detto spiegando il mio ruolo (non che avessi capito: io il serbo non lo capisco, malgrado siano quasi 3 anni che sono qua, per via del fatto che parlano velocemente e non ci sono 2 serbi che parlano nello stesso modo) e questo qualcosa faceva si che, quando mi dicevano che dovevo fare qualcosa, non mi davano ordini come facevano tra loro, ma mi chiedevano se potevo fare quello che secondo loro dovevo fare. No, non si tratta di rispetto: questa parola è usatissima qua, ma nessuno sa realmente cosa vuol dire! Il loro è proprio timore, timore reverenziale, e non c’entra solo il mio caratteraccio di cui sopra. Hanno influito moltissimo alcune situazioni nelle quali hanno assistito a turno all’inspiegabile episodio di personaggi “altolocati” che scendevano a parlare con me! I loro dubbi nei miei riguardi erano sempre più forti: vedevano che i grandi manager mi convocavano a certe riunioni, vedevano che alcuni personaggi importanti dello staff del Cliente venivano diretti da me ancor prima di cercare i loro referenti, vedevano che io telefonavo in Italia per gestire i miei rientri direttamente in accordo con la Segretaria italiana, e a spese della Grande Società (come peraltro facevano i colleghi manager, ma loro lo facevano chiusi nei loro uffici, io lo facevo direttamente nell’openspace in mezzo a tutti i serbi) e vedevano anche che io ero l’unico (non manager) ad avere a disposizione un telefono voip per chiamare la sede italiana (in fondo che se ne farebbe un serbo di un telefono per chiamare in Italia? Anche se ovviamente potevano usare il mio senza problemi, in caso fosse loro necessario)
Tutto questo, comunque, per loro era assolutamente inspiegabile, e chi era maggiormente sconvolto da queste situazioni ai limiti del paradosso erano proprio le collaboratrici più strette di GrandeCapo: Segretaria e PornoStar, alle quali lui non diceva assolutamente niente su di me e sul mio ruolo, senza preoccuparsi del fatto che alimentava le voci che giravano sul mio conto (nemmeno Herr Direktor riusciva a placare tali voci, dato che lui spiegava quale fosse il mio ruolo effettivo, secondo le proprie conoscenze in merito, ma non sapeva rispondere alle domande relative a come si concordasse tale ruolo col mio comportamento incomprensibile per un paese ex-dittatoriale, dove chi comanda ha di fatto potere di vita e di morte su chiunque sia sotto di lui/lei)
E in questo ambito, le due gentili fanciulle decisero di risolvere il mistero, ognuna a modo proprio, e si lanciarono quindi all’attacco sfoderando le proprie armi migliori!
E adesso vedrete che tipo di assalti hanno preparato costoro! ;-)
Eppure avevano ancora timore a strafare, sia per via del mio solito caratteraccio che, soprattutto, per via di qualche cosa che lei, Segretaria, aveva detto spiegando il mio ruolo (non che avessi capito: io il serbo non lo capisco, malgrado siano quasi 3 anni che sono qua, per via del fatto che parlano velocemente e non ci sono 2 serbi che parlano nello stesso modo) e questo qualcosa faceva si che, quando mi dicevano che dovevo fare qualcosa, non mi davano ordini come facevano tra loro, ma mi chiedevano se potevo fare quello che secondo loro dovevo fare. No, non si tratta di rispetto: questa parola è usatissima qua, ma nessuno sa realmente cosa vuol dire! Il loro è proprio timore, timore reverenziale, e non c’entra solo il mio caratteraccio di cui sopra. Hanno influito moltissimo alcune situazioni nelle quali hanno assistito a turno all’inspiegabile episodio di personaggi “altolocati” che scendevano a parlare con me! I loro dubbi nei miei riguardi erano sempre più forti: vedevano che i grandi manager mi convocavano a certe riunioni, vedevano che alcuni personaggi importanti dello staff del Cliente venivano diretti da me ancor prima di cercare i loro referenti, vedevano che io telefonavo in Italia per gestire i miei rientri direttamente in accordo con la Segretaria italiana, e a spese della Grande Società (come peraltro facevano i colleghi manager, ma loro lo facevano chiusi nei loro uffici, io lo facevo direttamente nell’openspace in mezzo a tutti i serbi) e vedevano anche che io ero l’unico (non manager) ad avere a disposizione un telefono voip per chiamare la sede italiana (in fondo che se ne farebbe un serbo di un telefono per chiamare in Italia? Anche se ovviamente potevano usare il mio senza problemi, in caso fosse loro necessario)
Tutto questo, comunque, per loro era assolutamente inspiegabile, e chi era maggiormente sconvolto da queste situazioni ai limiti del paradosso erano proprio le collaboratrici più strette di GrandeCapo: Segretaria e PornoStar, alle quali lui non diceva assolutamente niente su di me e sul mio ruolo, senza preoccuparsi del fatto che alimentava le voci che giravano sul mio conto (nemmeno Herr Direktor riusciva a placare tali voci, dato che lui spiegava quale fosse il mio ruolo effettivo, secondo le proprie conoscenze in merito, ma non sapeva rispondere alle domande relative a come si concordasse tale ruolo col mio comportamento incomprensibile per un paese ex-dittatoriale, dove chi comanda ha di fatto potere di vita e di morte su chiunque sia sotto di lui/lei)
E in questo ambito, le due gentili fanciulle decisero di risolvere il mistero, ognuna a modo proprio, e si lanciarono quindi all’attacco sfoderando le proprie armi migliori!
E adesso vedrete che tipo di assalti hanno preparato costoro! ;-)
Partenze e arrivi: Comuni(s)tyManager
Poco prima della dipartita di ResponsabileCantiere, abbiamo fatto la conoscenza di un nuovo arrivo, secondo le idee inconsuete di GrandeCapo.
Giunto tra noi con l’aria del super manager, con tanta allegria e ilarità che utilizza per cercare di far amicizia, ma con un carattere nascosto veramente schifoso, ecco che compare il nostro ComunityManager.
Arriva in occasione di un viaggio di rientro di ResponsabileCantiere e CapoCantierista, aggregandosi a loro senza che nessuno sapesse chi fosse o che facesse, li obbliga di fatto a non fumare durante il viaggio (non ho ancora capito come ci sia riuscito) e, una volta giunti a destinazione, rivela di essere anch’egli fumatore, beccandosi una serie di insulti vagamente pesanti (non tutti esplicitamente detti, alcuni solo pensati, a onor del vero) e si acquatta nell’unico alloggio con possibilità di ospitare un’altra persona.
Da allora, dopo il primo giro di conoscenza dei vari locali e ristoranti, ha cominciato la sua attività manageriale, che pare consista in... no, mi confondevo io, in realtà consiste nel... aspetta, in cosa consiste la sua attività?
No, non è affatto chiaro: abbiamo capito solo che passa le giornate intere a farci foto più o meno di nascosto, e che le piazza poi in gugolplas (che alcuni di noi, comuni mortali non manageriali, continuano a chiamare gugol + nella nostra somma ignoranza...) ma sta praticamente sempre collegato su quel social-professional noto come “CollegatiDentro!” e sta parecchio anche sull’altro social-meno-professional noto come fessbuk...
No, veramente non ho capito: pare che abbiamo assunto un cazzeggiatore!
Boh!!!
E intanto i colleghi serbi continuano a chiedermi chi è e cosa fa!
E io continuo a non saper rispondere!
Boh!!!
Giunto tra noi con l’aria del super manager, con tanta allegria e ilarità che utilizza per cercare di far amicizia, ma con un carattere nascosto veramente schifoso, ecco che compare il nostro ComunityManager.
Arriva in occasione di un viaggio di rientro di ResponsabileCantiere e CapoCantierista, aggregandosi a loro senza che nessuno sapesse chi fosse o che facesse, li obbliga di fatto a non fumare durante il viaggio (non ho ancora capito come ci sia riuscito) e, una volta giunti a destinazione, rivela di essere anch’egli fumatore, beccandosi una serie di insulti vagamente pesanti (non tutti esplicitamente detti, alcuni solo pensati, a onor del vero) e si acquatta nell’unico alloggio con possibilità di ospitare un’altra persona.
Da allora, dopo il primo giro di conoscenza dei vari locali e ristoranti, ha cominciato la sua attività manageriale, che pare consista in... no, mi confondevo io, in realtà consiste nel... aspetta, in cosa consiste la sua attività?
No, non è affatto chiaro: abbiamo capito solo che passa le giornate intere a farci foto più o meno di nascosto, e che le piazza poi in gugolplas (che alcuni di noi, comuni mortali non manageriali, continuano a chiamare gugol + nella nostra somma ignoranza...) ma sta praticamente sempre collegato su quel social-professional noto come “CollegatiDentro!” e sta parecchio anche sull’altro social-meno-professional noto come fessbuk...
No, veramente non ho capito: pare che abbiamo assunto un cazzeggiatore!
Boh!!!
E intanto i colleghi serbi continuano a chiedermi chi è e cosa fa!
E io continuo a non saper rispondere!
Boh!!!
Il pranzo
Giocando a fare la brava segretaria, Segretaria aveva preso a cuore anche il ruolo di fornitrice dei vettovagliamenti.
Mi ha gentilmente procurato una copia della lista di cibi del (ehm)ristorante da cui ci si serve, ovviamente in serbo (ma almeno non in cirillico) e mi ha detto ridendo che tanto non ci vuole molto a imparare la lingua (ed effettivamente è vero: alla fine si tratta di scegliere tra pollo e maiale, in un contenitore di polistirolo o dentro un panino, oppure di scegliere una deliziosa pizza al ketchup...)
Ogni giorno, tra mezzogiorno e mezzogiorno e mezza, la chiamo e le dico cosa vorrei prendere, lei controlla sulla lista se esiste, poi telefona e mi fa l’ordinazione, che nel giro di una mezz’ora abbondante arriva.
Il ragazzo delle consegne, ovviamente, va direttamente su da lei a consegnare il tutto e a farsi pagare, poi scende e se ne va, e dopo qualche minuto appare lei, che scende le scale con in mano il contenitore del mio pranzo, e mi chiama “MK, ecco tuo pranzo! Tu mangia che è caldo!” (beh, diciamo che per essere davvero caldo, sovente mi tocca ricorrere al micro-onde, ma per un panino va bene anche a temperatura ambiente)
Siccome circa l’80% delle cose segnate in quella lista (si: sono poi riuscito a tradurmela) non mi convince assolutamente, e siccome parte del rimanente 20% è letale da mangiarsi tutti i giorni, finisce che prendo quasi sempre le stesse cose, per la sua gioia e soddisfazione, infatti quando vede che ordino due giorni di fila lo stesso pranzo alza gli occhi al cielo ed esclama “Ma dai, cambia! Non puoi mangiare sempre quella roba!” “E che altro dovrei prendere?”
“Non so, ci sono mille cose! Scegli!” “Di queste mille circa 900 non riesco materialmente a digerirle, quindi la scelta si riduce!”
“Uffa! Ma come siete complicati, voi italiani!” “E’ proprio il fatto di essere italiani, abituati a una cucina ottima, che ci impedisce di apprezzare le leccornie serbe!”
“Ma vaff...! Allora prendi quello che vuoi! La vita è tua!” “Infatti, quindi se vuoi ordinarmi quello che ho chiesto bene, altrimenti vado a comprarmi una gourmanska!”
E di solito funziona, nel senso che mi ordina quello che voglio! Altre volte funziona nel senso che mi dice “Comprati la gourmanska e crepa!” ma in ogni caso, non salto mai il pasto... talvolta la cena, ma per equilibrare un pasto a portate serbe!
Mi ha gentilmente procurato una copia della lista di cibi del (ehm)ristorante da cui ci si serve, ovviamente in serbo (ma almeno non in cirillico) e mi ha detto ridendo che tanto non ci vuole molto a imparare la lingua (ed effettivamente è vero: alla fine si tratta di scegliere tra pollo e maiale, in un contenitore di polistirolo o dentro un panino, oppure di scegliere una deliziosa pizza al ketchup...)
Ogni giorno, tra mezzogiorno e mezzogiorno e mezza, la chiamo e le dico cosa vorrei prendere, lei controlla sulla lista se esiste, poi telefona e mi fa l’ordinazione, che nel giro di una mezz’ora abbondante arriva.
Il ragazzo delle consegne, ovviamente, va direttamente su da lei a consegnare il tutto e a farsi pagare, poi scende e se ne va, e dopo qualche minuto appare lei, che scende le scale con in mano il contenitore del mio pranzo, e mi chiama “MK, ecco tuo pranzo! Tu mangia che è caldo!” (beh, diciamo che per essere davvero caldo, sovente mi tocca ricorrere al micro-onde, ma per un panino va bene anche a temperatura ambiente)
Siccome circa l’80% delle cose segnate in quella lista (si: sono poi riuscito a tradurmela) non mi convince assolutamente, e siccome parte del rimanente 20% è letale da mangiarsi tutti i giorni, finisce che prendo quasi sempre le stesse cose, per la sua gioia e soddisfazione, infatti quando vede che ordino due giorni di fila lo stesso pranzo alza gli occhi al cielo ed esclama “Ma dai, cambia! Non puoi mangiare sempre quella roba!” “E che altro dovrei prendere?”
“Non so, ci sono mille cose! Scegli!” “Di queste mille circa 900 non riesco materialmente a digerirle, quindi la scelta si riduce!”
“Uffa! Ma come siete complicati, voi italiani!” “E’ proprio il fatto di essere italiani, abituati a una cucina ottima, che ci impedisce di apprezzare le leccornie serbe!”
“Ma vaff...! Allora prendi quello che vuoi! La vita è tua!” “Infatti, quindi se vuoi ordinarmi quello che ho chiesto bene, altrimenti vado a comprarmi una gourmanska!”
E di solito funziona, nel senso che mi ordina quello che voglio! Altre volte funziona nel senso che mi dice “Comprati la gourmanska e crepa!” ma in ogni caso, non salto mai il pasto... talvolta la cena, ma per equilibrare un pasto a portate serbe!
Dal medico
Un giorno, per vari motivi che non sto a specificare, mi ritrovai a dover andare dal medico, ma ovviamente i problemi insormontabili collegati con la situazione mi rendevano il tutto difficoltoso.
Stranamente, siccome la visita medica sarà comunque pagata dalla ditta (non chiedetemi il motivo, visto che non si tratta sicuramente di malattia professionale e non ho nemmeno chiesto io di pagare o di rimborsare: si è offerto GrandeCapo in persona, senza possibilità di rifiutare!) Segretaria si è offerta di aiutarmi, forse su istigazione superiore o forse solo per la sua gentilezza intrinseca nei miei confronti, quindi telefona e prenota la visita, poi decide anche di accompagnarmi per semplificarmi la vita, sapendo che potrei anche avere problemi di comunicazione (io avrei tolto il condizionale, ma lei è una persona molto ottimista).
Effettivamente, la dottoressa non sembra molto a proprio agio con l’inglese, quasi come me, quindi la presenza della ragazza diventa di colpo comodissima.
Come un perfetto citofono, lei mi traduce in italiano quanto la dottoressa dice in serbo, e traduce in serbo quanto io rispondo in italiano, e a volte traduce anche in inglese quanto diciamo sia io che la dottoressa in inglese.
Ovviamente, a un certo punto il bel gioco deve finire, infatti la dottoressa dopo aver fatto una bella chiacchierata, le dice di aspettare fuori in sala di attesa, Segretaria esce e la dottoressa mi dice, in inglese, di spogliarmi per visitarmi.
Completata la visita, con non poche difficoltà di comunicazione visto che il mio inglese e quello della dottoressa non coincidevano proprio perfettamente, mi dice di rivestirmi e comincia a scrivere la diagnosi al computer, ovviamente in serbo (per facilitarmi la vita).
Io termino di rivestirmi, lei termina di giocare con il computer e manda in stampa tutto, poi usciamo e lei chiama Segretaria, ci piazziamo comodamente in piedi nel corridoio e, nel pieno rispetto delle varie leggi sulla privacy, le due iniziano a leggere il foglio e a spettegolare sulle mie condizioni di salute, mentre il resto dei pazienti ascolta pazientemente sorprendendosi del fatto che uno straniero riceva un simile trattamento di favore.
E soprattutto, sono meravigliati dal fatto che sia la donna che mi accompagna a provvedere al pagamento, ma in fondo la carta di credito aziendale l’aveva lei, quindi non poteva essere altrimenti.
Partenze e arrivi: ResponsabileCantiere
La partenza di ResponsabileCantiere è avvenuta a seguito di una serie di denunce da parte del Cliente, stufo dei modi arroganti di costui, coadiuvati dal fatto che ormai non aveva alcun limite o criterio nel proprio rifornimento alcolico: agli inizi si limitava a bere la sera, dopo il lavoro, a cena e soprattutto nel dopocena, specie se in compagnia della Bionda, ma dopo beveva anche a pranzo, e nel pomeriggio era diventato impossibile stargli vicino, peraltro perdeva anche la propria concentrazione e sbagliava ormai molte realizzazioni, rischiando di far fare disastri e sovente la stessa impresa lo ha salvato in corner.
Questo, correlato al fatto che non riusciva ad andar d’accordo con GrandeCapo (caratteri troppo simili: non esiste attrazione ma solo repulsione) e che le loro litigare erano ormai proverbiali, inoltre il suo stile ultra-conservatore mal si adattava alle idee evolutive che aveva GrandeCapo per la sede serba, fecero si che, alla prima occasione, GrandeCapo stesso convocasse il CdA della Grande Società per farlo espellere!
Ovviamente, la sua abilità era nota, quindi approfittando del fatto che fosse in fase di realizzazione un nuovo lavoro dalla parte opposta del pianeta, venne trasferito di fatto senza poter reagire, con ordine perentorio di non bere assolutamente niente (furono pretesi esami del sangue a cadenza mensile/bimestrale) pena il licenziamento immediato.
Dovendo accettare, egli si impose una stoica garibaldina rassegnazione, e non lo vedemmo più, ma vedemmo comunque le conseguenze della sua dipartita.
La prima conseguenza fu il trasferimento fisico di tutti noi presso la nuova sede, tutti tranne CapoCantierista che ha continuato a rimanere nella sede di cantiere assieme al suo braccio destro (TecnicoInterprete) e al suo secondo braccio destro (ProgettistaSerbo). Ovviamente quest’ultimo sarebbe dovuto stare con me, per permettermi di insegnargli le basi della progettazione, ma egli non riusciva a staccare il cordone ombelicale di CapoCantierista e poi lo stesso CapoCantierista gli aveva comunque insegnato i principi basi della progettazione (che come tutti sappiamo procede spannometricamente e senza nessuna evoluzione normativa: se si faceva 50 anni fa possiamo farlo anche oggi, che problemi ci possono essere?)
E io mi ritrovavo da solo a dover fare il mio lavoro e anche quello del mio “adepto” che nessuno sapeva realmente cosa facesse in cantiere.
Questo, correlato al fatto che non riusciva ad andar d’accordo con GrandeCapo (caratteri troppo simili: non esiste attrazione ma solo repulsione) e che le loro litigare erano ormai proverbiali, inoltre il suo stile ultra-conservatore mal si adattava alle idee evolutive che aveva GrandeCapo per la sede serba, fecero si che, alla prima occasione, GrandeCapo stesso convocasse il CdA della Grande Società per farlo espellere!
Ovviamente, la sua abilità era nota, quindi approfittando del fatto che fosse in fase di realizzazione un nuovo lavoro dalla parte opposta del pianeta, venne trasferito di fatto senza poter reagire, con ordine perentorio di non bere assolutamente niente (furono pretesi esami del sangue a cadenza mensile/bimestrale) pena il licenziamento immediato.
Dovendo accettare, egli si impose una stoica garibaldina rassegnazione, e non lo vedemmo più, ma vedemmo comunque le conseguenze della sua dipartita.
La prima conseguenza fu il trasferimento fisico di tutti noi presso la nuova sede, tutti tranne CapoCantierista che ha continuato a rimanere nella sede di cantiere assieme al suo braccio destro (TecnicoInterprete) e al suo secondo braccio destro (ProgettistaSerbo). Ovviamente quest’ultimo sarebbe dovuto stare con me, per permettermi di insegnargli le basi della progettazione, ma egli non riusciva a staccare il cordone ombelicale di CapoCantierista e poi lo stesso CapoCantierista gli aveva comunque insegnato i principi basi della progettazione (che come tutti sappiamo procede spannometricamente e senza nessuna evoluzione normativa: se si faceva 50 anni fa possiamo farlo anche oggi, che problemi ci possono essere?)
E io mi ritrovavo da solo a dover fare il mio lavoro e anche quello del mio “adepto” che nessuno sapeva realmente cosa facesse in cantiere.
Comunicazione di servizio!
Non ho perso nuovamente le storie, e non sono nemmeno morto (ok, questo punto è relativo, essendo un vampiro)
Il problema principale è che ho quasi completato la serie serba, nel senso che mi mancano pochissime storie per giungere alla data odierna, cosa che coinciderebbe con una temporanea sospensione del blog in attesa che accada qualcosa da poter riportare.
L'alternativa principale potrebbe essere quella di pubblicare "quando capita" (nel qual caso, attivate i feed in modo da sapere quando capita)
L'alternativa secondaria è quella di continuare con le pubblicazioni periodiche (non saranno propriamente di venerdi, ma comunque settimanali) e sperare che, nel frattempo, capiti qualcosa degno di essere riportato su queste pagine, per la gioia dei lettori ;-)
Queste due settimane, a parte i normali casini di tutti i giorni, sono state una pausa riflessiva anche in tal senso.
La decisione finale (al momento) è stata quella di portare avanti la pubblicazione settimanale (ma ripeto, non sarà più fissa al venerdi, però ogni settimana ci sarà una storia, per un certo periodo... breve... purtroppo...) e sperare appunto che, nel frattempo, accada qualcosa (al massimo si passerà a una pubblicazione bisettimanale... o mensile... o alternerò con eventi del passato che non sono ancora stati pubblicati, anche se la serie serba verrà di fatto inframmezzata in questa maniera, ma almeno ci sarà comunque qualcosa da leggere)
F.to: il vostro amichevole vampiro di quartiere... oltre cortina... :-)
Il problema principale è che ho quasi completato la serie serba, nel senso che mi mancano pochissime storie per giungere alla data odierna, cosa che coinciderebbe con una temporanea sospensione del blog in attesa che accada qualcosa da poter riportare.
L'alternativa principale potrebbe essere quella di pubblicare "quando capita" (nel qual caso, attivate i feed in modo da sapere quando capita)
L'alternativa secondaria è quella di continuare con le pubblicazioni periodiche (non saranno propriamente di venerdi, ma comunque settimanali) e sperare che, nel frattempo, capiti qualcosa degno di essere riportato su queste pagine, per la gioia dei lettori ;-)
Queste due settimane, a parte i normali casini di tutti i giorni, sono state una pausa riflessiva anche in tal senso.
La decisione finale (al momento) è stata quella di portare avanti la pubblicazione settimanale (ma ripeto, non sarà più fissa al venerdi, però ogni settimana ci sarà una storia, per un certo periodo... breve... purtroppo...) e sperare appunto che, nel frattempo, accada qualcosa (al massimo si passerà a una pubblicazione bisettimanale... o mensile... o alternerò con eventi del passato che non sono ancora stati pubblicati, anche se la serie serba verrà di fatto inframmezzata in questa maniera, ma almeno ci sarà comunque qualcosa da leggere)
F.to: il vostro amichevole vampiro di quartiere... oltre cortina... :-)
Complotti e intrighi...
Nel frattempo, tra una lite e l'altra, i vari colleghi serbi erano piuttosto interdetti, specie nei miei confronti!
Il loro organigramma diceva chiaramente che, a differenza degli altri colleghi italici, io non avevo alcun vero incarico di natura manageriale!
Il loro organigramma era sovente confermato dalle mie battute, specie quelle rivolte ai colleghi italici quando mi chiedevano qualcosa che non faceva completamente parte dei miei incarichi!
Eppure... i colleghi italici super-managers continuavano a rivolgersi a me sovente, a chiamarmi quando si riunivano in conclave e chiedermi sovente pareri... anche davanti a tutti i serbi... e questo era per loro incomprensibile, ma ancor peggio, era incomprensibile il fatto che GrandeCapo mi chiamasse sovente per accompagnarlo fuori, mentre fumava, e per discutere con me...
Un paio di volte, a questi ultimi eventi assistettero pure Segretaria e PornoStar, che non riuscivano a capacitarsi della situazione, in quanto per loro era incomprensibile che GrandeCapo chiedesse consigli... soprattutto che li chiedesse a chi non aveva alcun ruolo decisionale nell'organigramma aziendale!
Ma in fondo, questo è un paese ex-comunista, ex-dittatoriale, ex-boh... e qua tutto è possibile!
Le menti complottiste delle due fanciulle elaborarono una teoria alquanto strana, ma perfettamente conforme al sistema di regime cui erano di fatto abituate, se non loro i loro genitori!
Tale teoria, suffragata parecchio dal mio pizzetto (che a dir loro ricorda lo stile del "vicino gigante", anche se a me veniva in mente solo un paio di baffoni a riguardo) ha fatto si che si spargesse voce su un mio ruolo "segreto" nello staff aziendale, un ruolo che nessuno dovrebbe sapere... pena la morte... lo so: sono pazzi, ma non è tutta colpa loro, in fondo... :)
E da quel momento, entrambe le gentili donzelle fanno a gara per scoprire quale sia questo mio ruolo segreto... quando non cercano di ammazzarsi l'un l'altra... :D
E' un vero peccato! Non hanno capito che, nel momento esatto in cui mi renderò conto che hanno scoperto tutto, dovrò per forza eliminarle! :P
Ma nel frattempo, mi godo i nuovi poteri derivati da questa situazione (sono sicuro che faccia parte dei giochi che ha in mente GrandeCapo, quei giochi che non ha ancora condiviso con nessuno, e sui quali ci sta usando come cavie.
Comunque, vedere le due che non sanno decidersi su quale atteggiamento tenere nei miei confronti è veramente incredibile, e talvolta anche divertente... ai limiti della follia, ma divertente!
Il loro organigramma diceva chiaramente che, a differenza degli altri colleghi italici, io non avevo alcun vero incarico di natura manageriale!
Il loro organigramma era sovente confermato dalle mie battute, specie quelle rivolte ai colleghi italici quando mi chiedevano qualcosa che non faceva completamente parte dei miei incarichi!
Eppure... i colleghi italici super-managers continuavano a rivolgersi a me sovente, a chiamarmi quando si riunivano in conclave e chiedermi sovente pareri... anche davanti a tutti i serbi... e questo era per loro incomprensibile, ma ancor peggio, era incomprensibile il fatto che GrandeCapo mi chiamasse sovente per accompagnarlo fuori, mentre fumava, e per discutere con me...
Un paio di volte, a questi ultimi eventi assistettero pure Segretaria e PornoStar, che non riuscivano a capacitarsi della situazione, in quanto per loro era incomprensibile che GrandeCapo chiedesse consigli... soprattutto che li chiedesse a chi non aveva alcun ruolo decisionale nell'organigramma aziendale!
Ma in fondo, questo è un paese ex-comunista, ex-dittatoriale, ex-boh... e qua tutto è possibile!
Le menti complottiste delle due fanciulle elaborarono una teoria alquanto strana, ma perfettamente conforme al sistema di regime cui erano di fatto abituate, se non loro i loro genitori!
Tale teoria, suffragata parecchio dal mio pizzetto (che a dir loro ricorda lo stile del "vicino gigante", anche se a me veniva in mente solo un paio di baffoni a riguardo) ha fatto si che si spargesse voce su un mio ruolo "segreto" nello staff aziendale, un ruolo che nessuno dovrebbe sapere... pena la morte... lo so: sono pazzi, ma non è tutta colpa loro, in fondo... :)
E da quel momento, entrambe le gentili donzelle fanno a gara per scoprire quale sia questo mio ruolo segreto... quando non cercano di ammazzarsi l'un l'altra... :D
E' un vero peccato! Non hanno capito che, nel momento esatto in cui mi renderò conto che hanno scoperto tutto, dovrò per forza eliminarle! :P
Ma nel frattempo, mi godo i nuovi poteri derivati da questa situazione (sono sicuro che faccia parte dei giochi che ha in mente GrandeCapo, quei giochi che non ha ancora condiviso con nessuno, e sui quali ci sta usando come cavie.
Comunque, vedere le due che non sanno decidersi su quale atteggiamento tenere nei miei confronti è veramente incredibile, e talvolta anche divertente... ai limiti della follia, ma divertente!
Divergenze di opinioni
Ero appena entrato in ufficio, salutando i colleghi serbi con un "dobro iutro!" e raggiungendo la mia scrivania, quando sentiamo un fracasso al piano di sopra, dove ci sono gli uffici presidenziali e di coloro che contano davvero.
Alziamo tutti lo sguardo verso il controsoffitto, che impediva di fatto la visualizzazione di quanto stava succedendo, e sentiamo comunque urla raccapriccianti, voci femminili purtroppo molto note, anche se le parole erano incomprensibili... almeno a me!
Tra i vari rumori non ben decifrabili, ne sentiamo anche uno più conosciuto... e un attimo dopo udiamo chiaramente una voce maschile lanciare una bestemmia da 1000 punti in perfetto italiano.
A quel punto, le urla femminili aumentano di intensità e alcuni dei colleghi serbi cominciano a sogghignare sempre più sfacciatamente, anche se nessuno si degna di spiegarmi cosa sta succedendo.
Ingegnera, che era evidentemente preoccupata, si volta verso di me e mi dice "Go up! Stop them!"
Io la guardo "What's happening?" ma lei ripete "Go up! Stop them!"
Credo di aver esclamato qualcosa di strano, ma alla fine sono andato verso le scale, mi sono voltato un attimo e ho visto i colleghi serbi che mi guardavano come se stessi andando al macello... e Ingegnera che mi ripeteva "Go! Go!"
Salgo le scale, seguo le urla e arrivo nell'ufficio dove PornoStar e Segretaria stavano urlando e imprecando l'una contro l'altra, e stavano già anche cercando di schiaffeggiarsi a vicenda (o di cavarsi gli occhi a vicenda, non era facile seguire il movimento di quelle mani) mentre Contabile era rannicchiata in lacrime e in preda al panico dietro la sua scrivania, attenta a evitare di rimanere coinvolta, e dall'altra parte c'era il mio collega a terra che imprecava sottovoce stringendosi gli attributi!
Per i miei occhi, questi elementi sono stati sufficienti, entro quindi deciso dentro il ring... cioè l'ufficio, a passi pesanti, il mio collega solleva lo sguardo verso di me e lo sento mormorare "Occazzo!!! Adesso le ammazza!!!"
Entro dentro, chiudendo la porta dietro di me con uno spintone talmente forte che il botto ha fatto tremare le pareti (e anche cadere un poco di intonaco...) mentre lancio anche un altrettanto sonoro "STOP!"
Non ci credevo nemmeno io, ma le due si fermano e si voltano verso di me. Avendo visto i risultati ottenuti dal collega, mi procuro un dissuasore per le gentili donzelle, afferrando l'attaccapanni in ferro accanto alla porta come fosse una clava, e ripetendo loro "STOP!"
Mi accorgo immediatamente che non hanno serie intenzioni di fermarsi, quindi provo la consistenza dell'attaccapanni sulla scrivania vuota di Herr Direktor, con ottimi effetti sonori, poi me la riappoggio sulla spalla, pronto a un nuovo fendente, ma stavolta su una testa o una schiena!
Le due però non mi danno motivo di procedere: mi guardano terrorizzate, allontanandosi l'una dall'altra, e io faccio cenno a Segretaria di sedersi al suo posto, e a PornoStar di sedersi al posto del Direktor. Obbediscono immediatamente.
"What's happening here? Why you're fighting?" "She has..." "Shut up, kurva!"
"Ti si kurva!" "Ja nesam kurva! Ti si!"
Ho attirato nuovamente la loro attenzione, poi ho cominciato a parlare in italiano, lentamente, scandendo attentamente le parole, fregandomene che PornoStar avrebbe capito pochissimo, ma sapendo che Segretaria avrebbe capito quasi tutto "Non me ne frega niente se una di voi due è una kurva! Non me ne frega niente se lo siete tutte e due! Io vedo due donne adulte che si comportano come due bambine dell'asilo! Nell'altro ufficio c'è Collega che sta male per colpa vostra! Adesso la smettete subito di litigare, prendete il telefono e chiamate il pronto soccorso per lui! Poi, quando sarà finito, se lui vorrà potrà denunciarvi e farvi licenziare! Ma prima dategli aiuto! E poi cercate di risolvere i vostri problemi come persone civili! Io adesso me ne vado, ma se mi obbligate a tornare qua, questo ve lo spacco sulla testa a tutte e due! Forse è la volta che ci entra qualcosa in quella vostra testa dura di serbe!" poi mi volto verso Segretaria "Adesso traduci a lei quello che ho detto!"
"Ma io..." "TRADUCI! SUBITO! E SENZA IMBROGLIARE!"
Segretaria ha cominciato a parlare in serbo, e ho visto PornoStar impallidire e guardarmi terrorizzata mentre ascoltava.
Poso quindi la clava al suo posto e faccio per andar via, quando sento Contabile "MK! Please! Wait me, I don't stay here with them!" "Ok, came with me! But now them are ok! They've finish to fight... IT'S REAL?"
"Yesss...yesss..." rispondono entrambe.
Pochi istanti dopo, PornoStar era china accanto a Collega, parlandogli e cercando di tranquillizzarlo, incurante delle sue imprecazioni, mentre Segretaria telefonava all'ambulanza.
Io scendo e dai serbi si leva un applauso, che si placa istantaneamente non appena volgo lo sguardo su di loro, e tutti si gettano a capofitto sul lavoro, mentre Contabile cerca di accendersi tre sigarette contemporaneamente...
Alziamo tutti lo sguardo verso il controsoffitto, che impediva di fatto la visualizzazione di quanto stava succedendo, e sentiamo comunque urla raccapriccianti, voci femminili purtroppo molto note, anche se le parole erano incomprensibili... almeno a me!
Tra i vari rumori non ben decifrabili, ne sentiamo anche uno più conosciuto... e un attimo dopo udiamo chiaramente una voce maschile lanciare una bestemmia da 1000 punti in perfetto italiano.
A quel punto, le urla femminili aumentano di intensità e alcuni dei colleghi serbi cominciano a sogghignare sempre più sfacciatamente, anche se nessuno si degna di spiegarmi cosa sta succedendo.
Ingegnera, che era evidentemente preoccupata, si volta verso di me e mi dice "Go up! Stop them!"
Io la guardo "What's happening?" ma lei ripete "Go up! Stop them!"
Credo di aver esclamato qualcosa di strano, ma alla fine sono andato verso le scale, mi sono voltato un attimo e ho visto i colleghi serbi che mi guardavano come se stessi andando al macello... e Ingegnera che mi ripeteva "Go! Go!"
Salgo le scale, seguo le urla e arrivo nell'ufficio dove PornoStar e Segretaria stavano urlando e imprecando l'una contro l'altra, e stavano già anche cercando di schiaffeggiarsi a vicenda (o di cavarsi gli occhi a vicenda, non era facile seguire il movimento di quelle mani) mentre Contabile era rannicchiata in lacrime e in preda al panico dietro la sua scrivania, attenta a evitare di rimanere coinvolta, e dall'altra parte c'era il mio collega a terra che imprecava sottovoce stringendosi gli attributi!
Per i miei occhi, questi elementi sono stati sufficienti, entro quindi deciso dentro il ring... cioè l'ufficio, a passi pesanti, il mio collega solleva lo sguardo verso di me e lo sento mormorare "Occazzo!!! Adesso le ammazza!!!"
Entro dentro, chiudendo la porta dietro di me con uno spintone talmente forte che il botto ha fatto tremare le pareti (e anche cadere un poco di intonaco...) mentre lancio anche un altrettanto sonoro "STOP!"
Non ci credevo nemmeno io, ma le due si fermano e si voltano verso di me. Avendo visto i risultati ottenuti dal collega, mi procuro un dissuasore per le gentili donzelle, afferrando l'attaccapanni in ferro accanto alla porta come fosse una clava, e ripetendo loro "STOP!"
Mi accorgo immediatamente che non hanno serie intenzioni di fermarsi, quindi provo la consistenza dell'attaccapanni sulla scrivania vuota di Herr Direktor, con ottimi effetti sonori, poi me la riappoggio sulla spalla, pronto a un nuovo fendente, ma stavolta su una testa o una schiena!
Le due però non mi danno motivo di procedere: mi guardano terrorizzate, allontanandosi l'una dall'altra, e io faccio cenno a Segretaria di sedersi al suo posto, e a PornoStar di sedersi al posto del Direktor. Obbediscono immediatamente.
"What's happening here? Why you're fighting?" "She has..." "Shut up, kurva!"
"Ti si kurva!" "Ja nesam kurva! Ti si!"
..... SBADABAM!!! .....
"Ma io..." "TRADUCI! SUBITO! E SENZA IMBROGLIARE!"
Segretaria ha cominciato a parlare in serbo, e ho visto PornoStar impallidire e guardarmi terrorizzata mentre ascoltava.
Poso quindi la clava al suo posto e faccio per andar via, quando sento Contabile "MK! Please! Wait me, I don't stay here with them!" "Ok, came with me! But now them are ok! They've finish to fight... IT'S REAL?"
"Yesss...yesss..." rispondono entrambe.
Pochi istanti dopo, PornoStar era china accanto a Collega, parlandogli e cercando di tranquillizzarlo, incurante delle sue imprecazioni, mentre Segretaria telefonava all'ambulanza.
Io scendo e dai serbi si leva un applauso, che si placa istantaneamente non appena volgo lo sguardo su di loro, e tutti si gettano a capofitto sul lavoro, mentre Contabile cerca di accendersi tre sigarette contemporaneamente...
Nuovo ordine 3
Come volevasi dimostrare, Segretaria spiegò talmente bene la lettura dell'organigramma che non cambiò assolutamente nulla per me.
Sogghignando amaramente, avevo preso un vecchio foglio di carta, scritto sopra “Aiuto Assistente Apprendista Caddista” e posizionato sopra la mia scrivania. D'altro canto, tutte le rogne venivano di fatto girate a colui che avrebbe dovuto essere il mio “junior” (se io fossi stato veramente il senior) e che aveva preteso di poter coordinare tutte le attività impiantistiche (elettriche e termomeccaniche), immediatamente assecondato da GrandeCapo, ma con una strana idea di approssimazione di una supposta modello missile intercontinentale (o almeno, questo era quello che pareva a me).
Ma nel frattempo, i vari piani di GrandeCapo si avviavano alla realizzazione, e questo mi dava comunque un motivo per non allontanarmi dal posto, o almeno non farlo immediatamente.
Nel frattempo, le cose stavano cambiando rapidamente all'interno dell'antro satanico!
GrandeCapo era incazzato come una biscia incazzata con Segretaria, che non faceva quello che EGLI voleva che lei facesse.
Collega (vice di GrandeCapo) era incazzato come una biscia incazzata con Segretaria, che faceva tutto tranne quello che lui voleva che lei facesse.
Segretaria era incazzata come una biscia incazzata con chiunque le impedisse di fare quello che voleva imponendole di adempiere a degli obblighi.
Ovviamente, la gentil donzella aveva in mente un obiettivo ben preciso per le sue ostilita', ovvero colei che ai suoi occhi le aveva levato ogni primato nei confronti della locale popolazione maschile: PornoStar!
E di conseguenza, PornoStar era incazzata come una biscia incazzata con colei che cercava continuamente di sopraffarla e surclassarla, mettendola sempre in cattiva luce.
Questo era parte fondamentale dei rapporti tra colleghi, come si conviene in una gigantesca multinazionale... peccato che qua siamo di fatto solo una ventina di sbandati o poco più...
E, come chiunque può immaginare, tutto questo aveva notevoli effetti traquillizzanti sulle truppe di trincea!
Infatti, anche nel piano inferiore il tono era sempre rude e aggressivo, una cosa che lasciava sconcertato persino me, al punto che mi sono reso conto diverse volte che io ero apparentemente il più calmo e tranquillo (io? Si, proprio io!)
Nel frattempo, il Secondo Fronte (ovvero l'ufficio distaccato di CapoCantierista e dei suoi adepti) continuava a vivere di vita propria, in completa autonomia, nel senso che nessuno sapeva nulla di cosa stessero facendo.
Questa era la situazione, quando scoppiarono definitivamente le ostilità interne!
Sogghignando amaramente, avevo preso un vecchio foglio di carta, scritto sopra “Aiuto Assistente Apprendista Caddista” e posizionato sopra la mia scrivania. D'altro canto, tutte le rogne venivano di fatto girate a colui che avrebbe dovuto essere il mio “junior” (se io fossi stato veramente il senior) e che aveva preteso di poter coordinare tutte le attività impiantistiche (elettriche e termomeccaniche), immediatamente assecondato da GrandeCapo, ma con una strana idea di approssimazione di una supposta modello missile intercontinentale (o almeno, questo era quello che pareva a me).
Ma nel frattempo, i vari piani di GrandeCapo si avviavano alla realizzazione, e questo mi dava comunque un motivo per non allontanarmi dal posto, o almeno non farlo immediatamente.
Nel frattempo, le cose stavano cambiando rapidamente all'interno dell'antro satanico!
GrandeCapo era incazzato come una biscia incazzata con Segretaria, che non faceva quello che EGLI voleva che lei facesse.
Collega (vice di GrandeCapo) era incazzato come una biscia incazzata con Segretaria, che faceva tutto tranne quello che lui voleva che lei facesse.
Segretaria era incazzata come una biscia incazzata con chiunque le impedisse di fare quello che voleva imponendole di adempiere a degli obblighi.
Ovviamente, la gentil donzella aveva in mente un obiettivo ben preciso per le sue ostilita', ovvero colei che ai suoi occhi le aveva levato ogni primato nei confronti della locale popolazione maschile: PornoStar!
E di conseguenza, PornoStar era incazzata come una biscia incazzata con colei che cercava continuamente di sopraffarla e surclassarla, mettendola sempre in cattiva luce.
Questo era parte fondamentale dei rapporti tra colleghi, come si conviene in una gigantesca multinazionale... peccato che qua siamo di fatto solo una ventina di sbandati o poco più...
E, come chiunque può immaginare, tutto questo aveva notevoli effetti traquillizzanti sulle truppe di trincea!
Infatti, anche nel piano inferiore il tono era sempre rude e aggressivo, una cosa che lasciava sconcertato persino me, al punto che mi sono reso conto diverse volte che io ero apparentemente il più calmo e tranquillo (io? Si, proprio io!)
Nel frattempo, il Secondo Fronte (ovvero l'ufficio distaccato di CapoCantierista e dei suoi adepti) continuava a vivere di vita propria, in completa autonomia, nel senso che nessuno sapeva nulla di cosa stessero facendo.
Questa era la situazione, quando scoppiarono definitivamente le ostilità interne!
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