Il pranzo

Giocando a fare la brava segretaria, Segretaria aveva preso a cuore anche il ruolo di fornitrice dei vettovagliamenti.
Mi ha gentilmente procurato una copia della lista di cibi del (ehm)ristorante da cui ci si serve, ovviamente in serbo (ma almeno non in cirillico) e mi ha detto ridendo che tanto non ci vuole molto a imparare la lingua (ed effettivamente è vero: alla fine si tratta di scegliere tra pollo e maiale, in un contenitore di polistirolo o dentro un panino, oppure di scegliere una deliziosa pizza al ketchup...)
Ogni giorno, tra mezzogiorno e mezzogiorno e mezza, la chiamo e le dico cosa vorrei prendere, lei controlla sulla lista se esiste, poi telefona e mi fa l’ordinazione, che nel giro di una mezz’ora abbondante arriva.
Il ragazzo delle consegne, ovviamente, va direttamente su da lei a consegnare il tutto e a farsi pagare, poi scende e se ne va, e dopo qualche minuto appare lei, che scende le scale con in mano il contenitore del mio pranzo, e mi chiama “MK, ecco tuo pranzo! Tu mangia che è caldo!” (beh, diciamo che per essere davvero caldo, sovente mi tocca ricorrere al micro-onde, ma per un panino va bene anche a temperatura ambiente)
Siccome circa l’80% delle cose segnate in quella lista (si: sono poi riuscito a tradurmela) non mi convince assolutamente, e siccome parte del rimanente 20% è letale da mangiarsi tutti i giorni, finisce che prendo quasi sempre le stesse cose, per la sua gioia e soddisfazione, infatti quando vede che ordino due giorni di fila lo stesso pranzo alza gli occhi al cielo ed esclama “Ma dai, cambia! Non puoi mangiare sempre quella roba!” “E che altro dovrei prendere?”
“Non so, ci sono mille cose! Scegli!” “Di queste mille circa 900 non riesco materialmente a digerirle, quindi la scelta si riduce!”
“Uffa! Ma come siete complicati, voi italiani!” “E’ proprio il fatto di essere italiani, abituati a una cucina ottima, che ci impedisce di apprezzare le leccornie serbe!”
“Ma vaff...! Allora prendi quello che vuoi! La vita è tua!” “Infatti, quindi se vuoi ordinarmi quello che ho chiesto bene, altrimenti vado a comprarmi una gourmanska!”
E di solito funziona, nel senso che mi ordina quello che voglio! Altre volte funziona nel senso che mi dice “Comprati la gourmanska e crepa!” ma in ogni caso, non salto mai il pasto... talvolta la cena, ma per equilibrare un pasto a portate serbe!

Commenti

  1. L'alternativa è che la sera ti prepari qualcosa a casa e te lo porti poi in ufficio... So che non è comodissimo, ma credo che il tuo stomaco sia più importante!

    Alternativamente, puoi fare una cosa molto americana: la domenica la passi a cucinare per il resto della settimana, poi congeli tutti e tiri fuori giorno per giorno quello che ti porti in ufficio!

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    1. Talvolta (ma raramente) riesco a seguire il consiglio della cucina serale, ma non posso preparare per il resto della settimana, in quanto non ho alcun modo di congelare: il mio frigorifero è alto circa un metro (o poco meno) e ha un comparto ghiaccio dove non credo ci entrerebbero nemmeno gli stampi per i ghiaccioli... al massimo ci infilo 3 buste di surgelati simil-findus

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    2. Un consiglio x la bella stagione: pasta fredda! La tieni in frigo e ti dura qualche giorno (a differenza del riso che si fa fuori subito).

      BTW, ma ti rimborsano le spese x il pranzo?

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    3. Pasta fredda... OK! Memorizzato! :-D

      Le spese? Questa è un'altra brutta storia di cui presto leggerai... ;-)

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    4. > Pasta fredda... OK! Memorizzato! :-D

      La mia versione preferita di pasta fredda: pennette cotte giuste (raffreddandosi diventano al dente), unisci il formaggio a cubetti piccoli (non mozzarella, qualcosa di più compatto tipo edamer o rosa camuna), verdure sottaceto (carote, cipolle, zucchine, peperoni, tipo il condiriso), prosciutto (a cubetti anche quello), olio, pepe ed un pizzico di sale.

      Leggera, gustosa e nutriente!

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    5. > Leggera, gustosa e nutriente!

      Già sono tentato... quando arriva la bella stagione?

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