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La cena mondiale...

Quella sera avevamo fatto in modo di uscire presto dal lavoro e tornare a casa. Non sono fanatico di sport, lo ammetto senza problemi, ma quella sera era particolare: era la finale del mondiale, e giocava l'Italia, gareggiando per il primo posto. L'eccitazione tra di noi era fortissima, e in qualche modo coinvolgeva anche me. La serata si preannunciava calda, avevamo posizionato le auto in modo da lasciare libero il cortile, evitando il posteggio selvaggio, per usarlo per la grigliata prevista, avevamo fatto scorta di braciole, il barbecue acceso nel cortile riempiva l'aria di fumo e di odori piacevoli, le birre segnavano i posti a tavola, eravamo scesi tutti in canottiera e pantaloncini, pronti anche alla tradizionale gara di rutto libero, oltre che ai commenti più accesi, ancor più carichi della serata precedente in cui avevamo visto (senza crederci molto) gli azzurri vincere e guadagnarsi il passaggio alla finalissima. Mentre CapoCantierista mostrava la sua abilità c...

Per me ha dei problemi...

Ok, avevo detto che non era finita ma poi vi ho risparmiato (o forse ho risparmiato lei, visto che sono quasi sicuro che, se avessi pubblicato tutto, qualcuno sarebbe venuto a cercarla qua in Serbia per ucciderla e disgregare ogni sua molecola... come mai ne sono sicuro? Solo perché lo avrei fatto anch'io, migliaia di volte...) però alcune cose vanno dette comunque. La nostra Segretaria non era, stranamente per una ragazza serba della sua età, quella che comunemente si definirebbe una gnocca, ma era comunque una ragazza a cui piace moltissimo divertirsi e cerca di spassarsela nel modo migliore. Poi ha il vantaggio che dice di conoscere perfettamente l'italiano e questo la pone subito in un gradino superiore, peccato che poi si è rivelata essere la tipica ragazza serba che lavora per degli italiani. Un giorno, o meglio una sera, ha deciso di recarsi al solito disco pub e festeggiare qualcosa (qua, volendo, pare che ci sia sempre qualcosa da festeggiare) ma le cose dev...

Ritornerai, in ginocchio da me...

Come dicevo , essendoci un solo locale, è difficile evitare di trovarsi tutti lì contemporaneamente, ovviamente si può sempre fingere di non conoscersi, come ha fatto le primissime volte, evitandomi come fossi un appestato, ma alla fine il suo carattere è tornato a galla, e lei ha ceduto le armi quando ha visto che non mi causava alcun problema trovarmi nel locale anche se c'era lei, e non avevo alcun problema a bermi un paio di birre anche se lei non mi rivolgeva la parola, però ho notato che non mi perdeva mai di vista, voltandosi solo quando si accorgeva che stavo guardando nella sua direzione. Un giorno entrai nel locale, mi avvicinai al bancone e la ragazza mi portò una birra, che iniziai a sorseggiare voltandomi sopra il trespolo per osservare la tipa che cantava, dato che la voce meritava... ovviamente era solo la voce a meritare, ma in quell'occasione mi accorsi che lei era lì, seduta al tavolino, e mi stava guardando. Non distolse lo sguardo quando la vidi, così alz...

La litigata del coinquilino

ACHTUNG! Alcuni termini utilizzati in questo post non sono adatti a tutte le orecchie, quindi usate solo quelle che utilizzate normalmente per spettegolare nei luoghi di lavoro, o per esprimere (anche solo internamente) la vostra considerazione per certi colleghi/capi/clienti, in quanto tali orecchie sono già normalmente avvezze all'utilizzo di certi vocaboli! ========= E fu così che, dopo aver rischiato una strage e dopo aver giocato al traslocatore folle , oltre che dopo diverse altre cosette di minor importanza ma sempre utili a rendersi noto, il mio coinquilino venne di fatto bloccato e reso inoffensivo, sigillandolo dentro l'ufficio. Ovviamente, riusciva comunque a uscire e seguire i lavori, non necessariamente i suoi, ma quelli che erano seguiti per la controparte dall'architetta, indipendentemente dal fatto che costei cominciasse a detestarlo cordialmente e a mandarlo affanculo praticamente ogni volta che parlavano, ma lui, da buon cinquantenne italiot...

Diario di bordo, terzo giorno

Un giorno, il mio coinquilino trovò un muletto abbandonato in un angolo dello stabilimento, vi salì sopra e lo mise in moto. La cosa gli diede una sensazione di soddisfazione, al punto che da allora cominciò a divertirsi con tale muletto, e a nulla valse il fatto che ciascuno di noi gli fece presente che non fossimo autorizzati a effettuare manovre o a guidare muletti, e che se succedeva qualche danno ne avrebbe risposto di tasca propria. La committenza, ovviamente, era felicissima della situazione, avendo trovato un elemento della direzione lavori che si rendeva operativo e non si limitava a urlare alle imprese, senza toccare nulla dei lavori in corso, ma la committenza non contava nulla e non capiva assolutamente niente. Fatto sta che costui usciva dall'ufficio immediatamente dopo che eravamo entrati, scendeva in cantiere e saliva sul suo muletto, per andare a divertirsi nei meandri della bolgia infernale dove le imprese che doveva controllare stavano lavorando. E noi restav...

Rientro difficoltoso... 2

Come dicevo, stava diventando un viaggio allucinante! Quasi trascorsa anche l'ora, appare un nuovo ritardo, ma appare anche l'indicazione del gate, che ci rassicura parecchio, permettendoci di raggiungere il luogo dove verrà effettuato il secondo controllo, che stranamente stavolta è quasi più meticoloso del primo. Entriamo quindi nel gate per aspettare l'aereo, che non è ancora atterrato (e questo è piuttosto strano) chiacchierando tra noi e con i nostri committenti che ci terranno compagnia nel viaggio verso casa, finché il tempo passa e cominciamo a preoccuparci: niente aereo, diamo un'occhiata al tabellone e vediamo un nuovo ritardo, di quasi 2 ore!!! Guardiamo meglio e... l'aereo indicato non risulta in ritardo, ma nemmeno risulta essere quello diretto a malpensa!!! Qualcuno si sacrifica ed esce dalla saletta, raggiungendo il tabellone centrale dove è chiaramente indicato che l'aereo per malpensa partirà (con un ritardo di circa 45 minuti da quel mo...

Rientro difficoltoso

E venne il giorno del rientro, come ogni 2/3 settimane, solo che stavolta partivamo in metà di mille: eravamo in 4 a lasciare il forte, e si erano aggiunti anche GrandeCapo (col fedele cagnolino ProgettaMannaggiamenti) e ViceGrandeCapo, che partivano per Roma, ma sempre da Belgrado e solo poco più tardi, quindi a mezzogiorno uscimmo tutti insieme, salimmo su una delle vetture aziendali e sul taxi appositamente prenotato dal Direktor. Al solito il viaggio fu lungo e monotono, ma stavolta era anche peggio in quanto stavolta, per fare i 150 km circa, eravamo in 4 su una punto, e non era proprio molto comoda la cosa, viste le dimensioni medie di ciascuno di noi... per non parlare del fatto che, malgrado il freddo, viaggiavamo con i finestrini aperti dato che uno degli occupanti non resiste più di mezz'ora senza la sigaretta... ;) Alla fine, comunque, arrivammo all'aeroporto, decidemmo che era troppo tardi per andare a mangiare al ristorante fuori, dove c'è roba buona ma c...