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...il capo Cantierista che aveva l’ordine di scrivere a mano…

Erano ormai parecchi giorni che CapoCantierista veniva da me con pacchi di fogli di carta di vario formato, tutti rigorosamente manoscritti con penne di colori assortiti (a volte anche matite... e altre cose non ben definite...) con sopra notizie di varia cultura in merito alle attività che si svolgevano nei vari cantieri che seguiva, sia quelli che gestivamo direttamente sia quelli che avevamo dato in subappalto (anche per via del ridotto personale a nostra disposizione...), ed io dovevo trasformare questi strani fogli in qualcosa che potesse definirsi relazione... grazie all'incomparabile ausilio di word... Il grosso problema era che CapoCantierista era piuttosto in gamba nel suo lavoro (l'ho visto fare poche c@##ate, anche se una di queste è stata piuttosto seria... ma questa è un'altra storia...), però era anche poco in gamba nella gestione della comune madrelingua... (i suoi foglietti erano pieni di abbreviazioni, errori grammaticali e ortografici, imprecazioni e cose ...

Questo è un bel lavoro…

Solitamente non sono un tipo che si lamenta, almeno finché mi pagano… però quando ci vuole ci vuole… Il lavoro era costituito da un’archiviazione di dati contenuti in dossier, che non richiedevano assolutamente impegni mentali, ma erano di un tale livello di noiosità che sembrava allucinante, ma tant’è: mi pagano, mi dicono di fare questo, mi pagano, lo faccio… (no, non è che mi pagano due volte… magari…) Dopo alcuni giorni passati in questo modo, arriva il giorno in cui CapoDiFuori giunge dal suo Paese Sperduto per portare a noi poveri mortali alcune perle della sua saggezza… Io sono leggermente alterato, perché il lavoro noioso che sto facendo mal si accorda con il continuo utilizzo delle mie risorse mentali che serve per stare dietro alle disquisizioni di CapoDiFuori, le quali disquisizioni mal si accordano con la tempistica ridotta ed inconsistente che GrandeCapo ha messo alla base della sua offerta per il lavoro di archiviazione che mi ha affibbiato… Tradotto in italiano: l’offert...

Io ho capito cosa fare… tu fai il lavoro…

Ancora una volta GrandeCapo aveva fatto un’offerta che nessun Cliente sano di mente potrebbe rifutare, ed infatti il Cliente non ha rifiutato… Ancora una volta, alla resa dei conti, GrandeCapo si è reso conto che i tempi previsti sono di un intero ordine di grandezza inferiori ai tempi minimi necessari per completare il lavoro… Ancora una volta GrandeCapo ha deciso di giocare l’Asso di Briscola (ma quanti ne ha di questi assi…) ed ha affibbiato il lavoro a CapoDiFuori, che non si fa mai pregare per accettare un incarico, ma che abitando ed esercitando in Paese Sperduto, viene da noi solo una volta alla settimana e solo per affibbiare a me la parte pratica dei suoi lavori… “Allora, oggi andiamo da Cliente ed iniziamo a fare i rilievi dei vari impianti e…” “Calma! Quali impianti? Chi è Cliente? Cosa dobbiamo fare? Cosa dobbiamo rilevare?” “Ma veramente, GrandeCapo non me lo ha detto…” “Ah, mi fa piacere!” “Evabbè! Andiamo lì e vediamo…” Mi imparo bene a memoria il percorso, perché so già...

Un momento… adesso sono impegnatissimo… sto vincendo…

Io e CapoDiFuori stavamo fremendo: l'appuntamento con il cliente era fissato nel primo pomeriggio, alle 14.30, ed erano ormai le 13.45… Se calcolavamo il tempo occorrente per arrivare dal cliente e trovare un posteggio, si poteva dire tranquillamente che eravamo già in ritardo, se poi si considera che dovevamo andare giù insieme a GrandeCapo, e che GrandeCapo non era ancora rientrato dalla pausa pranzo, allora non restava molto da dire… CapoDiFuori ad un certo punto prende il proprio telefonino e, spinto dal fatto che nella maggior parte dei lavori di cui discutere con il cliente c'era il proprio nome e non quello di GrandeCapo (che infatti si accontentava, molto umilmente, di prendere solo i soldi e non figurare…), decide di chiedere ulteriori lumi… “Ciao, sono io, dove sei? Dobbiamo andare dal cliente e… Ah! Stai arrivando… Si, siamo entrambi qua e… si… no, ti aspettiamo… ciao…” Dopo alcuni minuti (più o meno le 14…) GrandeCapo entra in sede, ci saluta en...

Segretaria al caffè… 1…

Stranamente, quel giorno ero tranquillo e felice: tutto stava procedendo a meraviglia e nessun problema si stava profilando all’orizzonte (evidentemente, quel giorno Murphy era andato in ferie…) Ero tranquillo e rilassato, quando andai alla macchinetta del caffè, presi il mio bicchierino e, in un impeto di folle generosità, vidi passare Segretaria e la chiamai per offrirle il caffè… “Segretaria! Tu lo prendi?” (giuro che non mi ero reso conto del doppio senso) e lei, alzando lo sguardo con quel suo sorrisino idiota, mi rispose “No grazie, l’ho preso prima… ed adesso non riesco più a stare seduta…”

Lascia perdere, non fa per te…

“Ah, ma io sono un operativo: io mi metto il giubbotto e vado in cantiere a sporcarmi le mani, io, mica come voi progettisti, che fate un c@##o, disegnate solo e via col copia-e-incolla…!” Normalmente, io sono un tipo che sta allo scherzo, e non mi tiro indietro neanche quando le cose vanno sul pesante… (anch’io arrivo dal cantiere…), ma quando questo personaggio (un responsabile tecnico della Grande Azienda con una notevole propensione a rompere i marroni…) si è messo a fare quella battuta, non ci ho più visto… Al solito, ero stato spedito lì da GrandeCapo in seguito alla classica telefonata GUAI-GUAI-GUAI da parte proprio del tipo suddetto, scoprendo che i guai sono relativi ad un lavoro di cui noi abbiamo fatto la progettazione e lui sta facendo la direzione lavori… “OK, andiamo a vedere!” si mette il giubbotto e andiamo in officina… dove un’impresa sta montando una serie di linee elettriche su indicazioni dei nostri progetti… e della sua direzione lavori… “Ecco, vedi: con q...

Ma siete qui per levare la corrente?

Gli impianti dal cliente (casa di riposo, gestita da suore) erano ormai realizzati, tutte le prove erano state fatte, si era già fatto il collegamento con il secondo trasformatore (quello che era di riserva, e che da adesso avrebbe invece alimentato la nuova ala del grosso ente...) e si doveva mettere solamente mettere in servizio il nuovo trasformatore, ovvero collegarlo alla rete in media tensione e vedere se era tutto a posto o se sarebbe esploso tutto quanto... Tale intervento richiede espressamente la presenza di personale dell'ente fornitore (sostanzialmente l'ENEL) che deve mettere a terra la propria cabina di consegna, portarci le chiavi per accedere ai dispositivi di manovra di media tensione, assistere ai lavori ed infine, riprendersi le chiavi e ripristinare la cabina di consegna, in modo che l'impianto possa essere messo in servizio... L'addetto all'ufficio tecnico prende appuntamento sia con il cliente che con l'ente fornitore, chiarisce dettagli...