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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 29 marzo 2013

Corso di lingua 4... the end

Come dicevo, non poteva ovviamente farci niente, così mi guardò mentre andavo verso la porta, ma un istante dopo la porta si aprì ed entrò la persona che stava evidentemente aspettando, e che mi ritrovai quindi davanti senza possibilità di evitare un incontro che stava quasi per diventare uno scontro.
Guardai per un istante la persona appena entrata, che mi fissava in silenzio, poi mi voltai verso di lei, che mi guardava sogghignando, e le chiesi in inglese "Aspettavi lei?"
Lei annuì, e io mi riavvicinai al tavolo, immediatamente raggiunti dalla nuova arrivata, la Spagnola, che mi guardò senza dire una parola, per poi cominciare a discutere in serbo con l'amica. Ovviamente, non riuscivo a capire praticamente niente di quello che si dicevano, ma vedevo che sovente mi guardavano mentre parlavano, e sentivo che sovente pronunciavano il mio nome, così alla fine le interruppi e dissi loro "Se volete parlare di me, fate in modo che io capisca, altrimenti me ne vado!"
Mi guardarono senza dir niente, uno sguardo freddo e sadicamente soddisfatto negli occhi della mia insegnante e uno sguardo triste e deluso negli occhi della Spagnola, e io mi alzai e andai via, uscendo e tornando a casa, dove mi buttai a letto, cercando di dimenticare quello sguardo e quello sporco gioco: di tutte le persone che poteva chiamare... avrei preferito che chiamasse il suo compagno, forse sarebbe stato più semplice, ma proprio lei... non avevo mai capito realmente quanto potesse giungere a livelli inauditi di crudeltà la mente femminile...
Tutta la notte mi tornavano in mente continuamente quegli occhi, quello sguardo deluso, quel volto che, per la prima volta, non sorrideva... tutta la notte... e nemmeno capivo perchè: in fondo un angolo della mia mente continuava a ripetermi che la Spagnola aveva un fidanzato!
Eppure qualcosa di sconosciuto, qualche altro angolo ignoto della mia mente, continuava a farmi star male, quando ripensavo a quello sguardo.
Nei giorni seguenti non rividi nessuna: la mia insegnante non si fece più vedere, la Spagnola non si fece più sentire e non rispose alle mie telefonate e ai miei messaggi.
Chiamai la Bionda, ma lei mi disse, con la delicatezza di cui solo le donne serbe sono capaci, che la Spagnola non voleva più vedermi o sentirmi, e di non chiamarla più, dimenticarmi il suo numero di telefono.
E così feci!
Non la chiamai più, non le mandai più nessun messaggio, mi imposi di riflettere seriamente sul fatto che, per quanto fosse bellissima, era fidanzata, aveva una dozzina di anni meno di me, non parlava una parola di italiano e comunicavamo malissimo anche in inglese, visto che lei infarciva ogni cosa col suo tedesco...
All'inizio stavo malissimo, e più cercavo di convincermi di quanto sopra, più peggiorava il mio malore, ma alla fine notai che non ci pensavo più, e che ogni giorno che passava me ne importava sempre di meno, anche per via di un periodo in cui sembrava che tutta la merda del mondo si stesse riversando su di noi, e su di me in particolare...
Andavo più di frequente al solito disco-pub, dove una sera ebbi pure l'occasione di intrattenermi con la ragazza che normalmente mi serviva da bere, inoltre avevo raggiunto un livello di scazzamento incredibile, al punto che evitavo accuratamente di uscire insieme con i miei colleghi, che già sopportavo a stento durante il normale orario di lavoro.
Però... il fatto che in una città serba ci sia un solo disco-pub, implica che lo stesso sia paragonabile alla riva del fiume del famoso detto cinese...

10 commenti:

  1. Ma solo io sono invidioso da matti che tu dovunque vada becchi da morire e io no ?

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    1. Se ti piacciono le situazioni come quella descritta in questa vicenda e nelle precedenti, te ne posso anche cedere a migliaia: ne ho a quintalate negli armadi, di eventi simili... ;)

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  2. Io adoro il cinese sul letto del fiume....perché ha sempre ragione!!! ;)

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    1. Il problema è che più avanti c'è sempre un secondo cinese seduto ad aspettare il primo... ;)

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    2. E allora tu sii il terzo che aspetta il secondo!! :P

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    3. Io sono il numero 4... (cit.) :P

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  3. Queste sono professioniste della servitù della gleba. Non invidio il poveraccio che se le sposa. "Con tanti auguri per chi ci è caduto..."

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    1. Si: sono vere professioniste, e abilissime nel loro settore...

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    2. Va là, va là, va là! (cit.) Cose che anche in italia ritrovi alla serata del "liSSio" il mertedì sera, con tanto di rissa. ;-)

      P.s. comunque sia tu pensa a quel disgraziè che ne ha sposata una di dove stai/stavi lavorando che prima gli ha figliato e poi ha divorziato portandogli via metà del capitale. Ma non contento, "Errare humanum est, perseverare autem diabolicum", ne ha sposato un'altra di quelle parti che anche lei a sua volta ha figliato e divorziato, portandogli via l'altra metà del capitale.... e se non era per un "provvidenziale" infartino ci cascava per la terza volta.

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    3. La serata del lissio?
      Già è difficile trovarla ai piedi delle Alpi Cozie, figurati ai piedi dei Balkani... ;)

      Brutta storia!
      Sarò cinico, ma a mio parere "l'obbligo alla convivenza forzata" (finchè morte o divorzio non provveda a ripristinare gli equilibri) dovrebbe essere dichiarato fuorilegge e assolutamente illegale! Peraltro ho già vis(su)to qualcosa di molto simile, ma fortunatamente (almeno per me) con esiti meno tragici...

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