Stranezze...

Erano trascorsi ormai diversi giorni dalla pizza quando mi capitò di andare a far la spesa, più per me che per il gruppo, e mentre passavo in macchina dalla strada, vedo lei che gira l'angolo a piedi, e mi fermo "Ciao Architetta" "Oh, ciao MK, come mai qua?"
"Sto andando al supermercato per comprare qualcosa, e te dove vai?" "Pensavo di andare nel negozio qua vicino, ma se mi dai un passaggio, al supermercato di sicuro trovo tutto quello che mi serve!"
"Certamente, salta su!" "Grazie..." sale a bordo, ma prima che io riparta mi si avvicina e mi piazza un bacetto sulla guancia.
"E questo a cosa lo devo?" "Al fatto che sei gentilissimo con me... almeno fuori dal lavoro!"
Scoppio a ridere "Non mi dirai che ti ho trattata male, sul lavoro, visto che ricordo una sola occasione in cui abbiamo fatto qualcosa insieme?" "No, male no, ma mi hai messo una paura addosso quella volta..."
"Che tu ci creda o no, quella volta ho avuto una paura fottuta anch'io..." "Immagino, quando mi hai raccontato cosa sarebbe potuto accadere..."
"Già, meno male che tu hai avuto la buona idea di chiamarmi!" "In realtà avevo una paura fottuta, visto quello che mi hanno raccontato le colleghe, ma tu sei l'unico che sa risolvere i problemi elettrici..."
"Che ti hanno raccontato le colleghe?" "Che è meglio avere a che fare con un cobra, che con te, quando sei nervoso... e che sei sempre nervoso..." risponde lei sogghignando, mentre posteggio nel cortile del supermercato ed entriamo col carrello...
"Bah! Tutte frottole! Non sono sicuramente più nervoso del nostro ResponsabileCantiere o della vostra CapoArchitetta!" "Beh, lei è quella che ti teme di più..."
"Ma pensa..." "Non si direbbe, vero?"
 "Certo che no, considerando com'è in cantiere..." "Beh, mi ha raccontato che anche tu non scherzi affatto..."
"Uh? Come sarebbe?" "Ha detto che gliel'hai fatta fare addosso, quella volta..."
"Beh... con quell'impresa non era difficile arrabbiarsi..." "Certo che no, anch'io ci ho litigato mille volte, ma non sono mai arrivata al meeting armata di spranga..."
"E questo l'ha spaventata? Mica ce l'avevo con lei!" "Lo so, ma lei era convinta che eri impazzito e che li avresti uccisi tutti... era davvero terrorizzata... e pensare che in fondo tu le piaci..."
La guardo sorridendo "Piacerle? Lasciamo stare, che lei ha il suo ragazzo qua e..." "Anch'io ho il ragazzo... ma a Torino..."
La guardo stupito "Scusa, ma cosa intendi?" "Non mi dire che non l'hai capito?"
"Credo di aver capito, ma mi sembra poco reale..." "Solo perchè io e te non abbiamo mai fatto nulla insieme? Se te lo avesse chiesto la mia coinquilina ti sarebbe sembrato più reale?"
"Non ho detto questo..." "Tu sei sempre con lei, per qualsiasi lavoro, e lei tutte le volte si approfitta di te..."
"Eh?" "Si... tu non sai come se la ride, quando ci racconta che sculettando e facendoti l'occhiolino riesce a farti fare tutto quello che vuole..."
"Ma che..." "Si vanta che ti tiene in pugno e fai ciò che vuole lei..."
"Non mi sembra..." "Lo so... Ma lei racconta tutto questo per farsi vedere in gamba... e mi fa star male..."
"Perchè ti fa star male?" "Perchè ti conosco: non sei come racconta lei... è una bugiarda... ho visto come mi hai aiutata, ho visto come lavori con lei e con le altre... so che lei mente su di te..."
"E perchè dovrebbe mentire?" "Non lo so... per fare la figa con le altre... è una stronza della peggior specie... ha cominciato quando ha scaricato quel lavoro delle pompe sulla collega serba, sperando di incularla, e tu invece le hai risolto tutto... allora ha cominciato a dire che è stata lei a chiederti di farlo... e che tu non avresti mai lavorato con la collega serba senza che te lo chiedesse lei..."
"Ah, adesso lavoro per lei, allora?" "Infatti... io non le credo, che la conosco bene, ma le altre si lasciano condizionare... tutte abbiamo visto che ti piace, e lei fa passare che le basta sculettare un pochino per farti fare tutto quello che vuole... le altre non la conoscono bene, quindi le credono..."
La guardo un istante "Perchè mi racconti tutto questo?" "Perchè mi dispiace vedere che ti tratta in questo modo, alle tue spalle..."
"Io pensavo fosse tua amica..." "Eravamo amiche durante il corso, poi ho scoperto che lei talvolta passava gli esami senza studiare... ho scoperto di recente come ha fatto a farsi assumere qua... e mi fa schifo averla come coinquilina... e adesso ho anche visto come ti tratta, e tu non lo meriti, dopo che ci hai aiutate tutte un mucchio di volte... e non sai quante volte le hai salvato il culo, che rischiava di esser cacciata via... e tu le hai sistemato molti problemi... scommetto che non ti ha nemmeno mai ringraziato..."
La chiacchierata continua su questa falsariga per tutto il tempo che stiamo al supermercato, fino a quando finisce il suo sfogo e mi chiede scusa, io le rispondo di non preoccuparsi, che gli amici servono anche per sfogarsi, lei sorride e passa a chiacchierare di cose maggiormente frivole, anche mentre la riaccompagno a casa dopo la spesa.
Quando scende dalla macchina davanti a casa sua, l'aiuto con le borse e poi le chiedo "Senti, una di queste sere ti andrebbe di cenare insieme? Ho qualcosa da chiederti!" "Certamente, sarà un piacere per me" risponde lei sorridendo, mi da un bacetto e sparisce dentro il portone di casa.

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