Stagista era al telefono con RSPCapo, il quale si trovava presso un cliente a seguire le opere di apertura di un cantiere.
Pare che ci sia una divergenza di vedute con alcuni disegni, così Stagista è impegnatissima a misurare e riferire i risultati a RSPCapo dall’altra parte, e questo è quello che sento io (ovviamente non sento RSPCapo, ma solo Stagista).
“No” “Si, da un pilastro all’altro…”
“Certo” “No, lo spessore dei pilastri non è indicato!”
“Si, ce l’ho qui davanti…” “Aspetta che devo aprirla…”
“Ok, l’ho aperta, dimmi…” “Si, misuro la larghezza dell’apertura!”
“Si, è esatto!” “Beh, ovvio… credo che ci entri benissimo…”
“Eh? Come sarebbe che non ci entra?” “Ma scusa, ma quant’è grosso?”
“C@##o!!! Ma sei sicuro che è così grosso? L’hai misurato bene?” “No, è che dalle foto non sembrava… non credo di averne mai visti grossi così…”
“Certo: ne avrò testati almeno un centinaio prima di trovare quello giusto!” “Ehi! Io certe cose le faccio bene!”
“Certo che no: mi sono basata sul tuo!” “Lo sai che il tuo, quando l’abbiamo testato insieme, entrava benissimo…”
“Non è possibile: quando l’ho misurato entrava bene da tutte le parti: sia davanti che dietro!” “Se vuoi posso riprovare a misurarli tutti: li riprovo tutti!”
“No, nessun problema: si si.. li riprovo tutti volentieri.. non ti preoccupare!” “Ok, ciao…”
…
Non volete sapere di cosa stava parlando, vero?
No, perché altrimenti avrei dovuto chiederglielo...
Leggiadria femminile…
Viaggiando con i mezzi pubblici, proprio perché pubblici, non è difficile incontrare gente strana.
Una sera sul tardi, ero felice di aver trovato ancora un tram in servizio e di essermi evitato di conseguenza una lunghissima passeggiata, per cui non badai affatto al fatto che il suddetto tram fosse molto affollato, piazzandomi al solito nello spazio angusto vicino alla macchinetta per timbrare.
A una fermata, salgono due tipe caratteristiche: abbigliamento classico da discoteca (spero, perché volendo guardar bene poteva anche essere un abbigliamento classico da distributrici automatiche di piacere, tanto è strana la moda notturna femminile..), trucco pesantissimo, capelli colorati a ciocche e dose massiccia di profumo abbastanza dozzinale.
Nulla di strano, se non che erano anche evidentemente ubriache (o comunque avevano sicuramente una forte dose di ripieno, non necessariamente alcolico)
Una si piazza davanti alla macchinetta e l’altra al suo fianco, ridendo e spandendo effluvi nei dintorni, finchè una delle due estrae un biglietto semi-sgualcito e cerca di infilarlo dentro la macchinetta per il timbro (era l’epoca in cui le macchinette oltre a timbrare tagliavano via un quadratino dal biglietto, per cui era indispensabile che lo stesso fosse sempre rigido, sebbene il cartoncino con cui era fabbricato fosse tra i più scarsi in commercio e bastava un niente per ammollarlo rendendolo di fatto inutilizzabile, e dovendo quindi ricorrere a vari artifizi per poter compiere il proprio dovere civico..)
Le innumerevoli difficoltà a cui va incontro fanno scoppiare a ridere l’amica che le dice “Ma non lo sai nemmeno infilare?” L’altra si mette a ridere “Ma è che si è ammosciato..” “E raddrizzalo, così si infila meglio..”
Commenti e risate provenivano da tutti, ma in particolare dalle due che attiravano così vistosamente l’attenzione.
A un tratto scatta il semaforo e il tranviere fa una partenza in curva, con conseguente capottamento della malcapitata dritto addosso al malcapitato che era lì affianco.
Me la sono sentita piombare addosso con tutto il suo peso, al punto che mi ha levato il fiato, oltre a piantarmi una culata dritta dritta sul mio annaffiatoio per le piante (peraltro avevo una certa necessità di annaffiare, proprio in quel momento, quindi il serbatoio era abbastanza pieno..)
Per fortuna, lei era talmente ubriaca che è scoppiata a ridere, assieme alla sua amica, e mi sono messo a ridere anch’io assieme a tutti gli altri vicini..
Però.. azz, chi è che continua a dire che le donne sono leggiadre?
Una sera sul tardi, ero felice di aver trovato ancora un tram in servizio e di essermi evitato di conseguenza una lunghissima passeggiata, per cui non badai affatto al fatto che il suddetto tram fosse molto affollato, piazzandomi al solito nello spazio angusto vicino alla macchinetta per timbrare.
A una fermata, salgono due tipe caratteristiche: abbigliamento classico da discoteca (spero, perché volendo guardar bene poteva anche essere un abbigliamento classico da distributrici automatiche di piacere, tanto è strana la moda notturna femminile..), trucco pesantissimo, capelli colorati a ciocche e dose massiccia di profumo abbastanza dozzinale.
Nulla di strano, se non che erano anche evidentemente ubriache (o comunque avevano sicuramente una forte dose di ripieno, non necessariamente alcolico)
Una si piazza davanti alla macchinetta e l’altra al suo fianco, ridendo e spandendo effluvi nei dintorni, finchè una delle due estrae un biglietto semi-sgualcito e cerca di infilarlo dentro la macchinetta per il timbro (era l’epoca in cui le macchinette oltre a timbrare tagliavano via un quadratino dal biglietto, per cui era indispensabile che lo stesso fosse sempre rigido, sebbene il cartoncino con cui era fabbricato fosse tra i più scarsi in commercio e bastava un niente per ammollarlo rendendolo di fatto inutilizzabile, e dovendo quindi ricorrere a vari artifizi per poter compiere il proprio dovere civico..)
Le innumerevoli difficoltà a cui va incontro fanno scoppiare a ridere l’amica che le dice “Ma non lo sai nemmeno infilare?” L’altra si mette a ridere “Ma è che si è ammosciato..” “E raddrizzalo, così si infila meglio..”
Commenti e risate provenivano da tutti, ma in particolare dalle due che attiravano così vistosamente l’attenzione.
A un tratto scatta il semaforo e il tranviere fa una partenza in curva, con conseguente capottamento della malcapitata dritto addosso al malcapitato che era lì affianco.
Me la sono sentita piombare addosso con tutto il suo peso, al punto che mi ha levato il fiato, oltre a piantarmi una culata dritta dritta sul mio annaffiatoio per le piante (peraltro avevo una certa necessità di annaffiare, proprio in quel momento, quindi il serbatoio era abbastanza pieno..)
Per fortuna, lei era talmente ubriaca che è scoppiata a ridere, assieme alla sua amica, e mi sono messo a ridere anch’io assieme a tutti gli altri vicini..
Però.. azz, chi è che continua a dire che le donne sono leggiadre?
Si, sto posteggiando…
Non importa chi sia il protagonista di questa breve pillola, ovvero se si parla di GrandeCapo, PiccoloCapo o SuperAmministratore, tanto la situazione è sempre la stessa.
L'appuntamento con il cliente o chissà chi è a una certa ora, e sicuramente dalla parte opposta della città (se non fuori città direttamente)? State pur tranquilli che fino al raggiungimento della stessa ora, il protagonista è comodamente seduto nella sua poltrona a giocherellare con il proprio computer, senza nemmeno preoccuparsi del suddetto appuntamento.
Non appena autluk comincia a segnalare il promemoria, ecco che comincia la solita pantomima.
“Bene! Ho giusto il tempo di prendere un caffè prima di partire!”
“Magari posso anche leggere le ultime notizie..”
“Perchè non terminare la partita al solitario, che sono sicuro che stavolta vinco..”
“Si, Segretaria! So che ho quell'appuntamento ma non ci sono problemi!”
“Accidenti, ero sicuro di vincere! Ma adesso vediamo chi è più intelligente!!!”
“Si, Segretaria, lo so! Ma ho tutto il tempo!!!”
“Maledetto computer!!! Sicuramente sta imbrogliando! Non può vincere sempre..”
“Certo, certo.. Adesso vado..”
“Oh, ciao Architetta! Come va? Tutto bene? Prendi un caffè?”
“Si, Segretaria! Ti ho già detto che lo so!”
“Chi mi chiama al cellulare? Non è quel rompi.. da cui devo andare? Meglio non rispondere..”
“Allora.. cartelle.. 24ore.. giacca.. cravatta strafiga.. sai, Architetta? Me l'ha comprata mia figlia per il mio compleanno.. Dici che è troppo pacchiana? Che stona alla mia immagine di serio imprenditore? Allora la levo.. altra cravatta più sobria.. come caxxo si fa il nodo.. sono a posto? Si? Allora.. chiavi della macchina.. documenti.. indirizzo.. dov'è l'indirizzo? Ah, eccolo! Che razza di via è questa? Dove si trova? Che palle sto firefox, lentissimo.. e sto sito di tuttocittà? Dai, muoviti che ho fretta! CAXXO!!! Così lontano? Spero di non beccare vigili e autovelox.. Segretaria? Io vado! Se telefona il Cliente, gli dica che sono in viaggio, bloccato dal traffico le prime due volte e che sto cercando posteggio la terza volta.. Però, Segretaria, la prossima volta cerchi di ricordarmi i miei appuntamenti con un certo anticipo: adesso devo correre come un folle, visto che costui si trova in CuloAiLupi!!!! Sisisi, ne parliamo dopo, che sono in ritardo!”
E questo è lo standard aziendale, per quello che riguarda coloro che contano.
L'appuntamento con il cliente o chissà chi è a una certa ora, e sicuramente dalla parte opposta della città (se non fuori città direttamente)? State pur tranquilli che fino al raggiungimento della stessa ora, il protagonista è comodamente seduto nella sua poltrona a giocherellare con il proprio computer, senza nemmeno preoccuparsi del suddetto appuntamento.
Non appena autluk comincia a segnalare il promemoria, ecco che comincia la solita pantomima.
“Bene! Ho giusto il tempo di prendere un caffè prima di partire!”
“Magari posso anche leggere le ultime notizie..”
“Perchè non terminare la partita al solitario, che sono sicuro che stavolta vinco..”
“Si, Segretaria! So che ho quell'appuntamento ma non ci sono problemi!”
“Accidenti, ero sicuro di vincere! Ma adesso vediamo chi è più intelligente!!!”
“Si, Segretaria, lo so! Ma ho tutto il tempo!!!”
“Maledetto computer!!! Sicuramente sta imbrogliando! Non può vincere sempre..”
“Certo, certo.. Adesso vado..”
“Oh, ciao Architetta! Come va? Tutto bene? Prendi un caffè?”
“Si, Segretaria! Ti ho già detto che lo so!”
“Chi mi chiama al cellulare? Non è quel rompi.. da cui devo andare? Meglio non rispondere..”
“Allora.. cartelle.. 24ore.. giacca.. cravatta strafiga.. sai, Architetta? Me l'ha comprata mia figlia per il mio compleanno.. Dici che è troppo pacchiana? Che stona alla mia immagine di serio imprenditore? Allora la levo.. altra cravatta più sobria.. come caxxo si fa il nodo.. sono a posto? Si? Allora.. chiavi della macchina.. documenti.. indirizzo.. dov'è l'indirizzo? Ah, eccolo! Che razza di via è questa? Dove si trova? Che palle sto firefox, lentissimo.. e sto sito di tuttocittà? Dai, muoviti che ho fretta! CAXXO!!! Così lontano? Spero di non beccare vigili e autovelox.. Segretaria? Io vado! Se telefona il Cliente, gli dica che sono in viaggio, bloccato dal traffico le prime due volte e che sto cercando posteggio la terza volta.. Però, Segretaria, la prossima volta cerchi di ricordarmi i miei appuntamenti con un certo anticipo: adesso devo correre come un folle, visto che costui si trova in CuloAiLupi!!!! Sisisi, ne parliamo dopo, che sono in ritardo!”
E questo è lo standard aziendale, per quello che riguarda coloro che contano.
Non c'è due senza tre...
Da un po' di tempo, SuperAmministratore sta cercando di impostare lo standard di openoffice all'interno della Grande Società, per cui i nuovi modelli dei documenti sono stati realizzati direttamente su writer, e da una certa data è stato imposto che le nuove commesse usino solo il nuovo standard.
Fino a ieri, l'andamento era prendere una qualsiasi relazione di un'altra commessa, salvarla con nome, modificare i dati gestiti dalle macro e modificare la relazione. Credo che nessuno sarebbe più capace a rifare una relazione da zero.
Oggi cambia tutto, e cominciano i casini (anche perché SuperAmministratore non ha mai tenuto il corso di formazione dedicato all'utilizzo di openoffice, come aveva promesso già da un paio di anni).
La prima fortunata utilizzatrice del nuovo sistema è Termica, che gode di due situazioni particolarmente sfavorevoli: è direttamente alle dipendenze di SuperAmministratore (come Termico, che però si è opportunamente defilato) ed è una donna (quindi agli occhi di SuperAmministratore più adatta a fare da segretaria che da progettista).
SuperAmministratore arriva e le da un plico di appunti manoscritti, dicendole “Questo è quanto è stato discusso in cantiere, preparami la relazione per il verbale! ...ovviamente in openoffice...” “Si, certo!”
Lei apre un precedente verbale già realizzato in openoffice, lo salva col nuovo nome e lo modifica opportunamente, quindi salva il tutto e lancia in stampa. Va a prendere i fogli dalla stampante e... “AAAAAHHHH!!!!!”
Vedendo che non è caduta, non si è ferita con la carta uscente dalla stampante, non ha visto un topo nascosto vicino alla stampante e non è stata aggredita da terroristi/ninja/alieni, immagino che il problema sia la carta finita o il toner esaurito, per cui non mi intrometto (sa già come si fa), ma se io non cerco i guai, sono i guai che cercano a me: “MK!!!”
Rispondo col mio solito tono professionale e altamente disponibile “Che c'è?” “Il logo!!!”
“Non piace nemmeno a me, ma mica urlo per questo...” “No! Non capisci: il logo è sbagliato!”
“Chiama SuperAmministratore e diglielo!” “Ma no!!! Ci fai o ci sei? E' sbagliato! E' quello vecchio!!!”
“Hai usato il modello nuovo?” “Certo!”
“Sicura?” “Certo! Credi che sia cretina?”
“Quindi non hai preso una vecchia relazione e l'hai modificata?” “Cert... Perché? Cosa cambia?”
“L'hai fatto o no?” “Beh... per sveltire il lavoro e per essere produttiva e favorire la competitività aziendale e...”
“Si o no?” “...ssssi...”
“Allora è ovvio: se usi una vecchia relazione, avrai il logo e le formattazioni vecchie!” “E adesso?”
“Dovrai rifarla sulla nuova versione” “EH??? Ma no: è impossibile!!! Io non posso farlo!!!”
“Perché?” “Ci vuole troppo tempo...”
“A copia-incollare una relazione da un foglio di openoffice a un altro?” “Ma si può fare?”
“Certo.” “Ah, credevo di doverla riscrivere tutta..”
Apre il nuovo modello di openoffice, copia e incolla la relazione, e poi si accorge che deve compilare i campi perché la macro inserisca le giuste formattazioni.
“Ma qua cosa devo scrivere?” “I dati che ti richiede!”
“Ma non c'è nessuno che abbia già fatto qualcosa che posso copiare?” “Credo proprio di no!”
“Ma perché devo farlo proprio io per prima?” “Questione di culo, quindi ovviamente spetta a te..”
“Stronzo!” “Pensa che da domani, gli altri utilizzeranno la tua relazione con il solito salva-con-nome...”
“Ripeto: stronzo!!!” “Dai, lo so che ti piaccio così..”
“Uffa!!! E adesso io come faccio?” “A fare cosa?”
“A scrivere i dati!” “Usando la tastiera...” (*)
(*) ---come dice il proverbio: non c'è due senza tre.. ammetto che un po' me la sono cercata, ma oggi la cara collega perugina era già piuttosto acidella di suo: il cioccolato era andato a male, evidentemente---
Fino a ieri, l'andamento era prendere una qualsiasi relazione di un'altra commessa, salvarla con nome, modificare i dati gestiti dalle macro e modificare la relazione. Credo che nessuno sarebbe più capace a rifare una relazione da zero.
Oggi cambia tutto, e cominciano i casini (anche perché SuperAmministratore non ha mai tenuto il corso di formazione dedicato all'utilizzo di openoffice, come aveva promesso già da un paio di anni).
La prima fortunata utilizzatrice del nuovo sistema è Termica, che gode di due situazioni particolarmente sfavorevoli: è direttamente alle dipendenze di SuperAmministratore (come Termico, che però si è opportunamente defilato) ed è una donna (quindi agli occhi di SuperAmministratore più adatta a fare da segretaria che da progettista).
SuperAmministratore arriva e le da un plico di appunti manoscritti, dicendole “Questo è quanto è stato discusso in cantiere, preparami la relazione per il verbale! ...ovviamente in openoffice...” “Si, certo!”
Lei apre un precedente verbale già realizzato in openoffice, lo salva col nuovo nome e lo modifica opportunamente, quindi salva il tutto e lancia in stampa. Va a prendere i fogli dalla stampante e... “AAAAAHHHH!!!!!”
Vedendo che non è caduta, non si è ferita con la carta uscente dalla stampante, non ha visto un topo nascosto vicino alla stampante e non è stata aggredita da terroristi/ninja/alieni, immagino che il problema sia la carta finita o il toner esaurito, per cui non mi intrometto (sa già come si fa), ma se io non cerco i guai, sono i guai che cercano a me: “MK!!!”
Rispondo col mio solito tono professionale e altamente disponibile “Che c'è?” “Il logo!!!”
“Non piace nemmeno a me, ma mica urlo per questo...” “No! Non capisci: il logo è sbagliato!”
“Chiama SuperAmministratore e diglielo!” “Ma no!!! Ci fai o ci sei? E' sbagliato! E' quello vecchio!!!”
“Hai usato il modello nuovo?” “Certo!”
“Sicura?” “Certo! Credi che sia cretina?”
“Quindi non hai preso una vecchia relazione e l'hai modificata?” “Cert... Perché? Cosa cambia?”
“L'hai fatto o no?” “Beh... per sveltire il lavoro e per essere produttiva e favorire la competitività aziendale e...”
“Si o no?” “...ssssi...”
“Allora è ovvio: se usi una vecchia relazione, avrai il logo e le formattazioni vecchie!” “E adesso?”
“Dovrai rifarla sulla nuova versione” “EH??? Ma no: è impossibile!!! Io non posso farlo!!!”
“Perché?” “Ci vuole troppo tempo...”
“A copia-incollare una relazione da un foglio di openoffice a un altro?” “Ma si può fare?”
“Certo.” “Ah, credevo di doverla riscrivere tutta..”
Apre il nuovo modello di openoffice, copia e incolla la relazione, e poi si accorge che deve compilare i campi perché la macro inserisca le giuste formattazioni.
“Ma qua cosa devo scrivere?” “I dati che ti richiede!”
“Ma non c'è nessuno che abbia già fatto qualcosa che posso copiare?” “Credo proprio di no!”
“Ma perché devo farlo proprio io per prima?” “Questione di culo, quindi ovviamente spetta a te..”
“Stronzo!” “Pensa che da domani, gli altri utilizzeranno la tua relazione con il solito salva-con-nome...”
“Ripeto: stronzo!!!” “Dai, lo so che ti piaccio così..”
“Uffa!!! E adesso io come faccio?” “A fare cosa?”
“A scrivere i dati!” “Usando la tastiera...” (*)
(*) ---come dice il proverbio: non c'è due senza tre.. ammetto che un po' me la sono cercata, ma oggi la cara collega perugina era già piuttosto acidella di suo: il cioccolato era andato a male, evidentemente---
Famo le pulci a sto progetto..
Ultimamente ci stiamo addentrando nel settore pubblico, scoprendo un mondo nuovo.
In pratica, il nostro incarico è quello di 'rompi-cojoni', ovvero dobbiamo prendere un progetto di altri studi, analizzarlo e scoprire tutte le caxxate che hanno fatto.
Di per sé nessun problema: ci si basa sul presupposto che un occhio esterno può facilmente individuare errori che ai progettisti possono sfuggire, e su questo nulla da dire, ma quello che sconcerta è un'altra cosa: ovvero che l'Ente pubblico abbia la possibilità (anzi, l'obbligo..) di predisporre per la stessa identica opera una serie infinita di livelli di progettazione a uno studio e l'analisi degli stessi progetti a un altro studio???
Di fronte a questo fatto resto sconcertato, specie considerando che le spese sono normalmente a carico di tutta quella parte della popolazione che paga le tasse..
In definitiva, procediamo con questo lavoro facendoci inviare la documentazione da parte dell'altro studio (una serie di DVD contenenti innumerevoli file PDF) che provvediamo a stampare completamente per poi analizzarle nei minimi dettagli, cercando di capire la logica che sta dietro le menti dei progettisti.
Poi prendiamo il computo metrico e cominciamo, armati di evidenziatore, a segnare sulle tavole i vari componenti, per verificare che la loro quantità sia pari a quella segnata nel suddetto computo metrico. Ovviamente a questo segue l'analisi del discostarsi, con calcolo delle cifre da valutare in più o in meno.
A questo punto, siamo in grado di compilare la nostra relazione di verifica, con la quale evidenziamo i risultati trovati e chiediamo spiegazioni delle discordanze riscontrate.
Da questo momento restiamo in attesa di risposte da parte dell'altro studio, che effettuerà quindi le dovute correzioni sugli elaborati (se trova che abbiamo ragione noi) o ci dirà che non capiamo nulla e abbiamo preso fischi per fiaschi (se trova che hanno ragione loro).
Solitamente le risposte sono di questo tipo:
In pratica, il nostro incarico è quello di 'rompi-cojoni', ovvero dobbiamo prendere un progetto di altri studi, analizzarlo e scoprire tutte le caxxate che hanno fatto.
Di per sé nessun problema: ci si basa sul presupposto che un occhio esterno può facilmente individuare errori che ai progettisti possono sfuggire, e su questo nulla da dire, ma quello che sconcerta è un'altra cosa: ovvero che l'Ente pubblico abbia la possibilità (anzi, l'obbligo..) di predisporre per la stessa identica opera una serie infinita di livelli di progettazione a uno studio e l'analisi degli stessi progetti a un altro studio???
Di fronte a questo fatto resto sconcertato, specie considerando che le spese sono normalmente a carico di tutta quella parte della popolazione che paga le tasse..
In definitiva, procediamo con questo lavoro facendoci inviare la documentazione da parte dell'altro studio (una serie di DVD contenenti innumerevoli file PDF) che provvediamo a stampare completamente per poi analizzarle nei minimi dettagli, cercando di capire la logica che sta dietro le menti dei progettisti.
Poi prendiamo il computo metrico e cominciamo, armati di evidenziatore, a segnare sulle tavole i vari componenti, per verificare che la loro quantità sia pari a quella segnata nel suddetto computo metrico. Ovviamente a questo segue l'analisi del discostarsi, con calcolo delle cifre da valutare in più o in meno.
A questo punto, siamo in grado di compilare la nostra relazione di verifica, con la quale evidenziamo i risultati trovati e chiediamo spiegazioni delle discordanze riscontrate.
Da questo momento restiamo in attesa di risposte da parte dell'altro studio, che effettuerà quindi le dovute correzioni sugli elaborati (se trova che abbiamo ragione noi) o ci dirà che non capiamo nulla e abbiamo preso fischi per fiaschi (se trova che hanno ragione loro).
Solitamente le risposte sono di questo tipo:
- voce sottostimata in una fase progettuale per cui è ancora possibile modificare l'importo dei lavori: “Grazie, abbiamo corretto il computo metrico”
- voce sottostimata in una fase progettuale per cui non è più possibile modificare l'importo dei lavori: “Scusate, abbiamo disegnato troppe apparecchiature. Adesso le abbiamo levate a capocchia..”
- voce sovrastimata in una fase progettuale per cui è ancora possibile modificare l'importo dei lavori: “Grazie, abbiamo aggiunto un po' di apparecchiature a capocchia..”
- voce sovrastimata in una fase progettuale per cui non è più possibile modificare l'importo dei lavori: “Scusate, ci siamo accorti che mancavano delle apparecchiature e le abbiamo aggiunte a capocchia..”
- errori e incomprensioni di logica progettuale: “Ma qui siamo in una fase che non richiede un simile dettaglio: lo inseriremo nella prossima fase progettuale... a proposito, cosa intendete dire? Come si fa a realizzarlo?”
- uno studio di fattibilità, per capire se la cosa è fattibile e conveniente.. (solitamente fatta all'interno, da gente che ottiene dei bonus se l'intervento risulta fattibile e conveniente..)
- una progettazione preliminare, per avere indicazioni di massima di quello che serve e l'ordine di grandezza delle cifre in gioco.. (solitamente fatta all'interno da gente che non ha la minima idea di cosa sia una progettazione..)
- una progettazione definitiva, per entrare in maggiori dettagli e cominciare e individuare i lavori da fare effettivamente.. (solitamente affidata a studi gestiti da professori universitari che producono progetti-fotocopia, validi per qualsiasi tipologia di utenza, eventualmente sfruttando il lavoro non retribuito degli studenti laureandi..)
- una progettazione esecutiva, che dovrebbe avere tutti i dettagli necessari per avviare la fase di cantiere.. (solitamente un salva-con-nome del precedente, che aspetta indicazioni per essere corretto, a quanto pare..)
- una progettazione costruttiva, che indica lo stato di fatto subito dopo la realizzazione (quella che normalmente è chiamata as-built e dovrebbe essere fatta dall'impresa installatrice, ma che viene talvolta fatta dallo stesso studio di cui sopra..)
- la legge prescrive queste cose sempre, non solo nel pubblico, ma provate a far capire ai clienti privati che debbono pagarvi 4 o 5 volte per fare diversi livelli di progettazione..
- come caxxo si fa a stare dentro le cifre imposte dalla progettazione preliminare (sovente fatta direttamente all'interno dell'Ente pubblico), quando la stessa cifra sovente non copre nemmeno un terzo del lavoro?
- perché diavolo gli appalti progettuali pubblici li vincono sempre studi che non sanno nemmeno dove stiano di casa gli impianti elettrici?
- per starci dentro, con le cifre e la mole di lavoro, occorre procedere a campione, ma come si fa a campionare correttamente un impianto ospedaliero?
- come diavolo si fa a progettare un impianto ospedaliero con gli stessi criteri con i quali si progettano i capannoni industriali?
- siamo in periodo di dichiarazione dei redditi, la mia commercialista mi ha appena detto quanto devo pagare e mi va poco giù che questa cifra che sto sborsando serva anche per finanziare queste caxxate, senza le quali forse potrebbe essere inferiore..
- ...e mò basta, che altrimenti rischio di cominciare a pensare male, di diventare cattivo e di cominciare a imprecare...
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