SuperAmministratore sta seguendo un grosso lavoro in collaborazione con ArchitettoSenzaRitegno, il chè significa sostanzialmente che tutte le planimetrie su cui posizionare gli impianti e tracciare i percorsi di tubazioni e canalizzazioni, oltre a fare i calcoli per determinare la consistenza dei suddetti impianti, saranno stravolti ogni giorno, fino almeno a mezza giornata dopo la consegna.
Naturalmente, i disegni vengono affidati a Disegnatrice, che esegue per poi sottoporli al controllo di SuperAmministratore.
A un certo punto, SuperAmministratore arriva da Disegnatrice con un 'lenzuolo', lei mette in pausa il walkman e si toglie le cuffie, mentre lui le fa “Scusa, ma qua cosa hai disegnato?”
“Quello che mi è stato detto di disegnare” fa lei stizzita.
Lui la guarda e le dice “Si, ma questa è una stanza dove metteremo degli impianti di trasmissione dati..”
“Non mi interessa: io non sono un tecnico, sono una disegnatrice!”
“Va bene, ma volevo spiegarti che ci sono delle cose che dovresti comunque sapere, lavorando in uno studio dove si progettano impianti di ogni tipo..”
“Che cosa? Sentiamo” (il tono è comunque simile a un limone mescolato con l'aceto e andato a male, anche perchè continua a tamburellare con le dita sopra il suo walkman).
Lui la guarda, guarda di nuovo il walkman, si ricorda di quando da giovane aveva fatto il DJ e le fa “Se qui abbiamo un armadio REC, nelle vicinanze dovrei vedere anche degli armadi PLAY, FFWD e RWND, tanto per cominciare..”
(la platea alza lo sguardo e trattiene a stento le risate, per la battuta)
Lei non comprende la battuta e gli fa “Non mi è stato detto: sulle tavole che mi hai dato da fare c'erano solo armadi REC!”
(la platea non ce la fa quasi più a trattenere le risate, per il fatto che Disegnatrice non ha compreso la battuta..)
Visto che non ha afferrato la battuta, SuperAmministratore prende la tavola con gli appunti che lei stava disegnando e le indica la nota scrivendo con un tratto di penna molto grosso “RACK, non REC”, esclama un "La prossima volta gli appunti per i disegni, prendili dai miei fogli, non dal tuo walkman!" e se ne va alzando gli occhi al cielo...
Me la fai vedere?
Nell’ufficio di progettazione della Grande Società, vige la regola opposta alla famosa pubblicità di un noto gestore telefonico monopolista: vi ricordate “il telefono, la tua voce”? Ecco, qui vale il contrario: “la tua voce, NON il telefono!” e infatti è un continuo urlare da una stanza all’altra, manco fossimo al mercato del pesce…
In una di queste occasioni, PiccoloCapo chiama Disegnatrice per chiederle una serie di informazioni, e lei risponde nello stesso modo, ma evidentemente i due parlavano di cose diverse. Ecco il riassunto della discussione, tutta urlata:
“Disegnatrice!” “Eh, che vuoi?”
“Senti…” “Dimmi…”
“La stai facendo?” “L’ho già fatta!”
“E’ venuta bene?” “Insomma…”
“Fammela vedere!” “Eh?”
“Portamela qua!” “E come?”
“La prendi e me la porti!” “Bleah!”
“Portamela qua, che devo metterci mano, poi ti segno col pennarello le modifiche e tu fai i ritocchi!” “Metterci mano? Ritoccarla? Ma che schifo!”
“Ma che dici? Portala qua che vediamo di farla andare.” “Mi sa che è già andata…”
“Devo controllare di persona, se è a posto..” “E' a posto, te l’assicuro!”
“Se ci devo mettere la faccia io, allora devo controllare di persona!” “Cosa ci vuoi mettere?”
“La faccia” “Che cosa?”
“Se la firmo io, sono io che ci metto la faccia…” “Che cosa? Ma perché vorresti firmarla?”
“Perché sono il responsabile tecnico, e devo firmare tutto quello che viene fatto!” “Maddai, anche quella?”
“Quella cosa? Ma che stai dicendo?” “Ma tu di cosa stai parlando?”
“Della planimetria dello stabilimento con le linee di processo, perché?” “Ahhh!” sospiro di sollievo da parte di Disegnatrice… “Adesso la stampo…”
In una di queste occasioni, PiccoloCapo chiama Disegnatrice per chiederle una serie di informazioni, e lei risponde nello stesso modo, ma evidentemente i due parlavano di cose diverse. Ecco il riassunto della discussione, tutta urlata:
“Disegnatrice!” “Eh, che vuoi?”
“Senti…” “Dimmi…”
“La stai facendo?” “L’ho già fatta!”
“E’ venuta bene?” “Insomma…”
“Fammela vedere!” “Eh?”
“Portamela qua!” “E come?”
“La prendi e me la porti!” “Bleah!”
“Portamela qua, che devo metterci mano, poi ti segno col pennarello le modifiche e tu fai i ritocchi!” “Metterci mano? Ritoccarla? Ma che schifo!”
“Ma che dici? Portala qua che vediamo di farla andare.” “Mi sa che è già andata…”
“Devo controllare di persona, se è a posto..” “E' a posto, te l’assicuro!”
“Se ci devo mettere la faccia io, allora devo controllare di persona!” “Cosa ci vuoi mettere?”
“La faccia” “Che cosa?”
“Se la firmo io, sono io che ci metto la faccia…” “Che cosa? Ma perché vorresti firmarla?”
“Perché sono il responsabile tecnico, e devo firmare tutto quello che viene fatto!” “Maddai, anche quella?”
“Quella cosa? Ma che stai dicendo?” “Ma tu di cosa stai parlando?”
“Della planimetria dello stabilimento con le linee di processo, perché?” “Ahhh!” sospiro di sollievo da parte di Disegnatrice… “Adesso la stampo…”
Di chi è questo?
Metà mattina, le galline del pollaio si sono radunate tutte nell’aia.. cioè, nella saletta caffè (come cacchio hanno fatto a entrarci?) ed è un continuo “blablabla” “blebleble” “blublublu” che riesce a danneggiare le orecchie persino nel mio antro di tenebra.. (neanche a dirlo che la voce più squillante/assordante è quella di Disegnatrice, che sta raccontando qualcosa su un suo week-end di sesso sfrenato all’estero, parlando di “…viaggio pagato da uno che se la vuole portare a letto…” “…ma che non è venuto…” “…e lei è andata con un altro…” “…che aveva una dotazione eccezziunale veramente…” (queste sono le frasi che giungevano alle mie orecchie e che il neurone dedicato, non ancora completamente spento, continuava a elaborare)
A un certo punto, forse scocciato da tanto battibeccare, giunge GrandeCapo in prima persona personalmente e di persona, con l’evidente intento di prendere il caffè alla macchinetta.
Brontolando qualcosa sull’incredibile quantitativo di persone dentro una stanzetta che normalmente ne tiene la metà, e sui pericoli in caso di incendio dovuto ad un eventuale cortocircuito della macchinetta… e un lievissimo accenno al fatto che la pausa-caffè non deve diventare una pausa-chiacchiericcio e non deve durare molto di più della durata del bicchierino di caffè… convince le gentili donzelle a dedicarsi a qualcosa di più proficuo e lasciarlo libero di prendersi un caffè leggendosi il giornale.
Mentre le fanciulle escono e le pareti della stanza riacquistano le dimensioni normali, lui entra e vede a terra una bustina quadrata di plastica, si china a raccoglierla e le richiama tutte dicendo “Di chi è questo?”
Quella frase mi ha immediatamente riportato alla mente una vecchissima pubblicità con la quale si cercava di incentivare l’uso dei preservativi, e stranamente non mi ero sbagliato più di tanto.
Sento immediatamente la voce di Disegnatrice “Ah, scusa: è mio!”
GrandeCapo sbotta “E cosa ci fai con un preservativo in ufficio?”
Disegnatrice risponde “Beh, non si sa mai chi posso incontrare al bar durante la pausa pranzo…” prende il preservativo, lo rimette in tasca e torna al suo posto.
…
Ora vi chiederete come faccio a sapere tutti i dettagli senza aver visto nulla?
A parte che ho sentito buona parte della discussione, ricordate che parliamo di Disegnatrice!
Appena seduta al suo posto, che sappiamo essere a fianco al mio, ha afferrato il telefono e ha chiamato tutte le sue amiche (una per volta, ovviamente) raccontando a ciascuna tutti i dettagli che ho riassunto in questa breve storiella (dopo averli imparati a memoria per eccesso di ripetizioni).
A un certo punto, forse scocciato da tanto battibeccare, giunge GrandeCapo in prima persona personalmente e di persona, con l’evidente intento di prendere il caffè alla macchinetta.
Brontolando qualcosa sull’incredibile quantitativo di persone dentro una stanzetta che normalmente ne tiene la metà, e sui pericoli in caso di incendio dovuto ad un eventuale cortocircuito della macchinetta… e un lievissimo accenno al fatto che la pausa-caffè non deve diventare una pausa-chiacchiericcio e non deve durare molto di più della durata del bicchierino di caffè… convince le gentili donzelle a dedicarsi a qualcosa di più proficuo e lasciarlo libero di prendersi un caffè leggendosi il giornale.
Mentre le fanciulle escono e le pareti della stanza riacquistano le dimensioni normali, lui entra e vede a terra una bustina quadrata di plastica, si china a raccoglierla e le richiama tutte dicendo “Di chi è questo?”
Quella frase mi ha immediatamente riportato alla mente una vecchissima pubblicità con la quale si cercava di incentivare l’uso dei preservativi, e stranamente non mi ero sbagliato più di tanto.
Sento immediatamente la voce di Disegnatrice “Ah, scusa: è mio!”
GrandeCapo sbotta “E cosa ci fai con un preservativo in ufficio?”
Disegnatrice risponde “Beh, non si sa mai chi posso incontrare al bar durante la pausa pranzo…” prende il preservativo, lo rimette in tasca e torna al suo posto.
…
Ora vi chiederete come faccio a sapere tutti i dettagli senza aver visto nulla?
A parte che ho sentito buona parte della discussione, ricordate che parliamo di Disegnatrice!
Appena seduta al suo posto, che sappiamo essere a fianco al mio, ha afferrato il telefono e ha chiamato tutte le sue amiche (una per volta, ovviamente) raccontando a ciascuna tutti i dettagli che ho riassunto in questa breve storiella (dopo averli imparati a memoria per eccesso di ripetizioni).
Glabels
Programma gratis per creare biglietti da visita ed etichette di vario tipo in ambiente Linux.
Intuitivo e di facile utilizzo, permette di assemblare velocemente l'etichetta, naturalmente dopo che si sono create le parti grafiche con gli altri programmi di grafica gratis disponibili sui repositori (non permette di creare grafiche particolari), a meno che non ci basti quello che il programma permette di fare con le opzioni grafiche in esso presenti.
Per quanto riguarda il testo il programma offre la possibilità di lavorare direttamente dal suo interno, con una scelta di font che dipende dalla quantità presente sul proprio computer.
Cosa molto utile di questo programma è il fatto che si lavora solo su una sezione, poi in fase di stampa quello da noi creato viene automaticamente moltiplicato per il numero di etichette presenti sul modello da noi scelto.
Per il tutorial chiedete a mia sorella ;-)
Intuitivo e di facile utilizzo, permette di assemblare velocemente l'etichetta, naturalmente dopo che si sono create le parti grafiche con gli altri programmi di grafica gratis disponibili sui repositori (non permette di creare grafiche particolari), a meno che non ci basti quello che il programma permette di fare con le opzioni grafiche in esso presenti.
Per quanto riguarda il testo il programma offre la possibilità di lavorare direttamente dal suo interno, con una scelta di font che dipende dalla quantità presente sul proprio computer.
Cosa molto utile di questo programma è il fatto che si lavora solo su una sezione, poi in fase di stampa quello da noi creato viene automaticamente moltiplicato per il numero di etichette presenti sul modello da noi scelto.
Per il tutorial chiedete a mia sorella ;-)
Ma cosa hai fatto?
RSPCapo ha realizzato (tutto da solo) un intero disegno in cad (ha copia-incollato una immagine jpg scaricata dal web su un file di autocad) e, visto che la cosa ha funzionato (ovviamente per puro caso), è tutto contento, felice e soddisfatto.
Salva quindi il file di autocad nella cartella della commessa, chiude tutto e telefona a Disegnatrice, dicendole di fare l'impaginazione e tutti i dettagli per sistemare il lavoro pronto per la consegna (lui aveva già fatto fin troppo).
Disegnatrice apre il file, non nota nulla di particolare e quindi sistema il testalino e lo salva per la consegna, avvisando RSPCapo.
RSPCapo prende il tutto senza guardare e invia il file via email al cliente che, lo riceve, lo apre e, immediatamente telefona a RSPCapo dicendo che non va, che è tutto sballato, che manca tutto..
RSPCapo apre il file e vede che manca completamente l'immagine scaricata, quindi prende il telefono e “Disegnatrice! Cosa hai combinato?”
Disegnatrice risponde con lo stesso tono “Io ho fatto quello che mi hai detto di fare!”
RSPCapo si materializza davanti al computer di Disegnatrice e le fa “Il cliente non vede l'immagine!”
“Quale immagine?”
“Perchè il cliente non vede l'immagine?” “Quale immagine?”
“Perchè il cliente non vede l'immagine?” “Quale immagine?”
“Perchè il cliente non vede l'immagine?” “Quale immagine?”
“Per..” “QUALE_CAXXO_DI_IMMAGINE???”
Le vibrazioni prodotte dall'urlo rimettono in movimento la puntina e così, RSPCapo risponde “Quella che io ho inserito nel disegno, tutto da solo, senza nessun aiuto da parte di nessuno, perché io sono un essere speciale e sono capace di fare anche le cose che non so fare...”
Disegnatrice apre il disegno e fa “Quale immagine?”
Lui aggira il computer e guarda il disegno impallidendo “Scandalo! Sciagura! Catastrofe! Apocalisse! Dov'è finita la mia immagine? Cosa hai fatto?” "Quello che mi hai detto di fare!"
"Ma cosa hai fatto?" "Quello che mi hai detto di fare!"
"Ma cosa hai fatto?" "Quello che mi hai detto di fare!"
"Ma cosa hai fatto?" "QUELLO_CHE_MI_HAI_DETTO_DI_FARE!"
Dopo un quarto d'ora, lei decide che è ora di smettere di accanirsi sui miseri resti mortali di RSPCapo e, dopo essersi ripulita gli anfibi dal sangue rappreso, gli dice “Io non ho fatto niente e qua non c'è nessuna immagine!” “Ma nel mio computer c'è e io non sbaglio mai, ergo hai fatto qualcosa di sbagliato tu!”
Dopo un altro quarto d'ora, lei rimette a posto i resti logorati del tagliacarte aziendale e dice “Andiamo a vedere sul tuo computer questa ca##o di immagine!”
Vanno e sento delle urla allucinanti “MACCHECCAXXO!!! SE_CARICHI_UNA_IMMAGINE_COME_COLLEGAMENTO_O_RIFERIMENTO_ESTERNO
DEVI_POI_INSERIRE_LA_STESSA_IMMAGINE_NELLA_CARTELLA_DOVE_C'E'_IL_FILE_DI_AUTOCAD
SENNO'_COL_CAXXO_CHE_TE_LA_CARICA!!!”
Quando è tornata era talmente furiosa che non ho avuto il coraggio di chiederle niente...
Salva quindi il file di autocad nella cartella della commessa, chiude tutto e telefona a Disegnatrice, dicendole di fare l'impaginazione e tutti i dettagli per sistemare il lavoro pronto per la consegna (lui aveva già fatto fin troppo).
Disegnatrice apre il file, non nota nulla di particolare e quindi sistema il testalino e lo salva per la consegna, avvisando RSPCapo.
RSPCapo prende il tutto senza guardare e invia il file via email al cliente che, lo riceve, lo apre e, immediatamente telefona a RSPCapo dicendo che non va, che è tutto sballato, che manca tutto..
RSPCapo apre il file e vede che manca completamente l'immagine scaricata, quindi prende il telefono e “Disegnatrice! Cosa hai combinato?”
Disegnatrice risponde con lo stesso tono “Io ho fatto quello che mi hai detto di fare!”
RSPCapo si materializza davanti al computer di Disegnatrice e le fa “Il cliente non vede l'immagine!”
“Quale immagine?”
“Perchè il cliente non vede l'immagine?” “Quale immagine?”
“Perchè il cliente non vede l'immagine?” “Quale immagine?”
“Perchè il cliente non vede l'immagine?” “Quale immagine?”
“Per..” “QUALE_CAXXO_DI_IMMAGINE???”
Le vibrazioni prodotte dall'urlo rimettono in movimento la puntina e così, RSPCapo risponde “Quella che io ho inserito nel disegno, tutto da solo, senza nessun aiuto da parte di nessuno, perché io sono un essere speciale e sono capace di fare anche le cose che non so fare...”
Disegnatrice apre il disegno e fa “Quale immagine?”
Lui aggira il computer e guarda il disegno impallidendo “Scandalo! Sciagura! Catastrofe! Apocalisse! Dov'è finita la mia immagine? Cosa hai fatto?” "Quello che mi hai detto di fare!"
"Ma cosa hai fatto?" "Quello che mi hai detto di fare!"
"Ma cosa hai fatto?" "Quello che mi hai detto di fare!"
"Ma cosa hai fatto?" "QUELLO_CHE_MI_HAI_DETTO_DI_FARE!"
Dopo un quarto d'ora, lei decide che è ora di smettere di accanirsi sui miseri resti mortali di RSPCapo e, dopo essersi ripulita gli anfibi dal sangue rappreso, gli dice “Io non ho fatto niente e qua non c'è nessuna immagine!” “Ma nel mio computer c'è e io non sbaglio mai, ergo hai fatto qualcosa di sbagliato tu!”
Dopo un altro quarto d'ora, lei rimette a posto i resti logorati del tagliacarte aziendale e dice “Andiamo a vedere sul tuo computer questa ca##o di immagine!”
Vanno e sento delle urla allucinanti “MACCHECCAXXO!!! SE_CARICHI_UNA_IMMAGINE_COME_COLLEGAMENTO_O_RIFERIMENTO_ESTERNO
DEVI_POI_INSERIRE_LA_STESSA_IMMAGINE_NELLA_CARTELLA_DOVE_C'E'_IL_FILE_DI_AUTOCAD
SENNO'_COL_CAXXO_CHE_TE_LA_CARICA!!!”
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