Un insegnante particolare

Un giorno lontano, al politecnico, ebbi un insegnante veramente in gamba (non solo uno, a dire il vero, ma oggi parlo di questo in particolare), un insegnante che spiegava i concetti fondamentali della sicurezza elettrica, che chiariva e spiegava le normative trasformando il linguaggio astruso e tipicamente legalese in qualcosa di pratico e sensato, adatto a essere compreso e applicato anche da dei tecnici incapaci di comprendere il legalese, quali saremmo diventati noi, più preparati nel risolvere i problemi di funzionamento, affidabilità e sicurezza di un impianto che nel leggere delle arringhe avvocatesche alla Perry Mason...
La mia stessi tesi di laurea si rifaceva in gran parte ai problemi di sicurezza e attingeva a piene mani dal corso di questo professore.
Dopo il periodo di studio (e il mio primo impiego a tempo determinato per lo stato), cominciai a lavorare per varie imprese, e mi resi conto che queste utilizzavano moltissimo le normative (ovvio: è possibile ma difficilissimo riuscire a evitarlo) ma non ci capivano nulla di nulla (questo in fondo è normale) e quindi usavano una serie di guide e di libri che traducevano le normative stesse in italiano, o meglio in un linguaggio semplificato e comprensibile anche ai comuni mortali.
Il mio primo compito presso un ufficio tecnico, fu studiare accuratamente queste guide, e scoprii che erano state scritte proprio da quel mio insegnante, che aveva realizzato un'apposita casa editrice, incaricata appositamente di pubblicare sia queste guide che una rivista periodica (che ho visto praticamente in ogni ditta per la quale ho lavorato).
Questo insegnante non ha avuto un ruolo fondamentale nel mio sviluppo formativo, il suo esame mi è stato utile per preparare la tesi, ma nulla di ché, eppure è uno di quelli che ricordo di più. Non solo perché vedo costantemente i prodotti della sua casa editrice, ma perché è grazie alle sue spiegazioni e ai suoi lavori che, finalmente, sono in grado di leggere una normativa e riuscire a capirla e interpretarla opportunamente per adattarla alle esigenze del lavoro in corso.

Commenti

  1. Direi allora che questo insegnante ha avuto un ruolo fondamentale nel tuo sviluppo formativo... Anzi, visto alla luce dell'esperienza del mondo reale, ha avuto il ruolo fondamentale!

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  2. Si, hai ragione.
    Il punto era che non ha avuto un ruolo fondamentale come insegnante per quello specifico corso al Politecnico, ma ha avuto IL ruolo fondamentale come editore di queste guide tecniche sulle normative, che sono seguitissime da tutti, al contrario delle normative stesse.

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  3. Forse quello che salva la scuola italiana sono queste eccezioni, questi pochi insegnanti che capiscono bene la loro materia e sanno insegnarla.

    Io ne ho in mente tre delle superiori - italiano, fisica, matematica - e a tutti e tre farei un monumento.
    Gli altri li seppellirei sotto.

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  4. Anch'io ne ho un paio delle superiori, oltre a questo qui: meccanica e impianti.
    Gli altri? Occupavano le ore rimanenti... :P

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  5. Meccanica e impianti?
    Impianti?
    Perdonami: che indirizzo aveva il tuo ITIS?
    Cominciava con "termo"?

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  6. No, cominciava con "elettro" e finiva con "tecnica" ;)

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  7. Delle superiori ho un ottimo ricordo essenzialmente degli insegnanti di: (italiano && latino), (storia && filosofia), religione. Per un ingegnere ateo, devo dire che la formazione del liceo è stata veramente utile... (sarcasmometro a fondo scala)

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  8. Niente di peggio di un insegnante che non fa il suo mestiere perché il realtà vorrebbe fare altro, niente di meglio di un bravo insegnante che fa il suo mestiere e riconosce l'estrema importanza del proprio ruolo. Io ho avuto grandi insegnanti di italiano e latino, arte, matematica (lo capii ehm dopo) e purtroppo una mentecatta in fisica.

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  9. Verissimo, Trantor.
    Purtroppo ne sto pagando le conseguenze proprio in questi giorni, avendo avuto una preparazione di inglese che rasenta lo zero assoluto (grazie a una professoressa troppo impegnata a far altro per insegnare e a una serie innumerevole di supplenti troppo impegnate a supplire correttamente, ovvero facendo tutt'altro che insegnare) ora che mi trovo in questo cantiere all'estero, mi accorgo quotidianamente dei miei limiti.
    Tanto per essere chiari, quando parlo inglese io si mette a ridere persino Toro Seduto... ;)

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