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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 30 luglio 2010

Guai in divisa...

Tanto tempo fa, quando ero ancora vestito in grigio-verde, mi è capitato di scontrarmi con certi personaggi estremamente fanatici e estremamente idioti. Ecco un piccolo esempio.

Era un fine pomeriggio estivo, il cielo era ancora chiaro e il sole splendeva forte e cocente sopra la pianura padana, infiammando l'atmosfera e correlandosi con l'umidità creata dal Grande Fiume, creava una bolla di afosità insopportabile.

Il treno della licenza, come sempre, era fermo in aperta campagna, nel nulla più assoluto, a bruciare sotto il sole, ed essendo pure un intercity, il fatto che fosse fermo implicava che fosse stata spenta pure l'aria condizionata, ma i finestrini erano ovviamente sigillati e nessun membro di quell'ente parassitario che rispondeva alla sigla FS aveva il coraggio di farsi vedere.
Nello scomparto dov'ero io, c'era un giovane najotto fanaticotto, che aveva deciso di andare a casa in divisa, per farsi vedere e fare il galletto (certo, la divisa dei carabinieri è più figa di quella dell'esercito, ma sappiamo che quando uno gira in divisa, rischia parecchio).
Costui, avendo adocchiato una turista carina, stava facendo il pavone e aveva attaccato discorso, parlando di sè, della sua divisa, del fascino dell'uniforme, del fatto che aveva la pistola e di simili cojonate che sono tipiche di certi giovincelli in quel periodo.
La fanciulla era ben contenta di sentirsi riempire di complimenti e non le rompeva nemmeno le scatole il fatto che io e altri due avessimo occupato i posti liberi dello scomparto. Io sentivo le ciance del tipo, ma cercavo comunque di concentrarmi nella lettura di un romanzetto che avevo acquistato apposta la sera prima (uno di quei libri a 1000 lire), finchè non è sopraggiunta la catastrofe...
Un brontolio infernale, urla strepitanti, e alla fine lo sportello si apre e appare un orso in sembianze umane, che sbraita in tetesko una serie di frasi rivolte al militare, frasi alle quali lui non sapeva come rispondere, ma aveva capito benissimo che parlava con lui e, proprio per il fatto di essere in divisa, non poteva esimersi dal dare retta..
Stanco dei piagnucolii del milite ignoto, sono intervenuto.
D in D.: "Ma io non capisco! Cosa sta dicendo?"
Io: "Ti ha chiesto se sei un poliziotto!"
Lui si volta verso di me sempre piagnucolando "No, non sono un poliziotto, sono un carabiniere.."
Io rispondo al suo interlocutore, dicendo che il tipo non è un poliziotto ma un militare, polizia militare.
L'altro urla e sbraita ancora qualcosa, e di nuovo il mio amichetto ricomincia a frignare.
D in D.: "Ma che dice? Ma io non capisco!"
Io: "Ti sta dicendo di usare la tua autorità e fare aprire i finestrini!"
Quello si volta verso di me quasi piangendo
D in D.: "Ma come faccio? Io non posso fare niente! Io sono solo un semplice carabiniere... non ho poteri, non posso fare nulla..." e comincia a rispondere all'altro con una serie di balbettii, al chè l'orso ruggisce una frase poco simpatica e sparisce nel corridoio.
Io mi volto verso il pavoncello ormai ammosciato e gli faccio "Vuoi che ti traduco anche quello che ha appena detto?"
Lui era ormai quasi in lacrime, e si volta verso di me "Ma io che posso fare? Io qua... io la..."
Io lo guardo e gli faccio "L'errore è stato quello di andare in licenza in divisa: crea solo guai!"
D in D.: "E ma.. io lo faccio per fare il figo con le ragazze.. e poi posso girare con la pistola e fare il figo con gli amici.."
Io: "Si, ma vedi a cosa vai incontro? E ti va bene che non aveva voglia di farti rapporto, sennò ti giocavi molte licenze future!"
D in D.: "Ma come posso fare?"
Io: "Porta la divisa dentro il borsone, e la indossi quando sei a casa, per fare il figo con gli amici!"
D in D.: "Ma così posso rimorchiare le tr...tte anche sul treno..." (evidentemente era convinto che la sua amichetta non lo stesse ascoltando)
Io (cominciando a incaxxarmi): "E allora non so che dirti: io evito accuratamente di andare in giro in divisa, visto che crea solo guai, ma se a te piace cercare guai, non sono cavoli miei!"
Mi guarda strano, e mi fa "Ma perchè? Tu sei un carabiniere?"
Ora, io ero in là con gli anni, avendo rinviato per studi, ed ero nell'esercito, inoltre a differenza sua, le licenze me le dovevo sudare, quindi venire insultato da uno così che era del tutto idiota, mi ha fatto ribollire il sangue più del solito e quindi gli ho risposto con una discreta dose di sarcasmo "Certo che no! Io sono capitano d'artiglieria!"
Non ho fatto in tempo a finire la frase (e pentirmene), che lui è impallidito come un cencio, è scattato sull'attenti come un pupazzo a molla e ha urlato (si: urlato) "Comandi signor capitano! Mi perdoni, signor capitano! Io non lo sapevo, signor capitano!"
Per evitare che si rimettesse a piangere (e anche per evitare di dover dare spiegazioni qualora spuntassero dei suoi colleghi più svegli), gli ho risposto "Comodo! Certo che non lo sapevi, ovvio! Te l'ho detto che non vado in giro in divisa apposta per evitare complicazioni, non solo a me ma anche a quelli come te che dovrebbero poi sempre scattare a salutare! Comodo ho detto! E dimentica quello che ti ho appena detto"
D in D.: "Signorsì, signor capitano! Agli ordini, signor capitano!"
Io: "Ti ho detto comodo, riposo, dimentica che io sia un ufficiale, pensa che sono solo una persona che per puro caso fa una parte del viaggio con te! Adesso siediti e stai zitto, goditi il viaggio, quando riprenderà!"
D in D.: "Signorsì, signor capitano! Agli ordini, signor capitano!"
Io: ...
E' andata avanti per almeno 3 volte, di ripetizioni delle stesse frasi da parte di entrambi.
Finalmente si è deciso a sedersi, e da quel momento è stato zitto e silenzioso, mentre il treno pian piano riprendeva il viaggio e io cercavo di dedicarmi di nuovo alla lettura.

Peccato che, la ragazza capiva benissimo l'italiano e avendo sentito che io ero un ufficiale e lui solo un soldatino borioso che voleva solo rimorchiarla (per non parlare del fatto che, secondo la ripartizione degli incarichi fatta da lui poco prima, a lei restava solo la parte della tr...tta), avesse pensato bene di cambiare posto e sedersi accanto a me, e avesse anche pensato di impedirmi di dedicarmi alla lettura e scoprire come procedeva l'avventura di quel romanzetto, che ho quindi dovuto leggermi poi nel viaggio di ritorno in caserma la domenica sera... ma che sfiga!!!

4 commenti:

  1. Eh sì, questo bel tipo decisamente ha fatto il suo, ad andare nei Carabinieri... Ecco come nascono le barzellette!
    E la tipa comunque era al suo livello, se si è attaccata al primo "capitano d'artiglieria" che ha trovato. Bisogna ammettere che il Carabiniere le sapeva riconoscere, le tr...tte!

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  2. Considerando i tempi, a quest'ora il tipo potrà benissimo essere diventato un maresciallo, se non ha incontrato altri teteski... ;-)
    Che poi, aveva a fianco la tipa di madrelingua e che capiva perfettamente anche l'italiano, poteva chiedere a lei di fargli da interprete.

    RispondiElimina
  3. oh, anche le barzellette, un fondo di verità lo devono pure avere :-P

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  4. Certo, mica possono essere nate così, dal nulla... ;-P

    RispondiElimina

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