Invito a cena con delitto...

Era un po' che provavo a invitare l'architetta della controparte con la quale stavo seguendo diversi lavori. Le prime volte non voleva accettare temendo che avessi intenzioni poco serie, poi ha cominciato a conoscermi bene e ha capito che mi piaceva, così non accettava temendo di avere lei intenzioni poco serie... ma se non accettava, nemmeno rifiutava, e quindi non capivo se era il caso di proseguire o di "cambiare obiettivo", e nel dubbio proseguivo, anche se non troppo costantemente...
Fatto sta, che erano circa tre settimane che non le dicevo più niente, e lei quel giorno per la strada di ritorno dal cantiere, si volta verso di me e mi dice "Ho una fame..." senza rendermene totalmente conto, le rispondo "Se vuoi, il mio invito a cena continua a essere valido!"
Lei mi guarda un attimo, e io capisco che sta nuovamente cercando scuse per non accettare, senza però rifiutare, così la prevengo "Ma ovviamente questo lo sai, quindi se e quando vorrai accettare, basta che mi chiami!"
Lei mi guarda un istante, poi mi risponde "Va bene domenica, per te?" "Eh? Vuol dire che accetti?"
"Si, ma posso solo domenica!" "Ok, domenica va benissimo..."
"Allora ci sentiamo domani per i dettagli..." "Ok, perfetto!"
L'indomani, venerdi, la chiamo per il solito giro in cantiere e poi, durante la passeggiata, le chiedo "Allora? Va bene il palas?" "Non lo so, non ci sono mai stata! C'è il pesce?"
"C'è il miglior pesce che puoi trovare qua!" "Ok, allora va bene, ma dov'è?"
Le spiego la strada e lei mi guarda "Cazzo! Così lontano?" "Sono solo venti minuti di strada..."
"Ok... va bene..." "Se non ti va, dimmi te in quale ristorante vuoi andare?"
"No no, va bene quello..." "Ok"
Il giorno dopo, mi telefona e mi dice "Senti, ci ho pensato bene... forse è meglio che non andiamo lì..." "Ok, dove preferisci?"
"No, veramente pensavo... non è che ti va una pizza?" "Pizza? All'odissea?"
"No, dicevo una pizza da me!" "A casa tua? Una pizza cucinata da te?"
"Certo, mica ho la cuoca: devo fare io!" "Fantastico! Accetto senz'altro!"
"Bene... Ah, senti..." "Si?"
"Non è che verrebbe anche ProgettaMannaggiamenti?" "Eh? Ma..."
"Dai, c'è anche la mia coinquilina, Architetta, facciamo una pizzata tra di noi, in quattro..." "Boh! Senti, lo chiamo, gli chiedo e ti richiamo"
"Ok, perfetto, fai così... grazie ciao..." "Ciao!"
ProgettaMannaggiamenti mi chiede "Ma dici davvero? Io con quale dovrei stare? Resto tutta la sera o devo poi farmi venire un malore e tornare a casa?" "Senti, vediamo come si evolve la situazione e poi decidiamo sul momento, ok?"
La sera dopo, raggiungiamo in macchina l'abitazione delle due fanciulle, dopo aver preso del vino e del gelato, parcheggiamo, saliamo e... ci apre uno dei pochissimi architetti maschi della controparte...
Restiamo un pochino basiti, ma Architetta ci dice di entrare e accomodarci, quindi vediamo che ci sono anche molte altre persone, altre architette, che ci salutano con baci e abbracci, mentre la nostra ospite sporge la guancia verso di noi per farsi baciare, ma continua imperterrita a impastare le pizze una dopo l'altra, che la sua coinquilina, dopo averci baciato, inforna, una dopo l'altra...
Ovviamente il vino e il gelato non bastavano, ma per fortuna non eravamo i soli ad aver pensato al dessert, e per fortuna non mancavano le scorte di vino e birra.
Alla fine, il progetto originale era iniziato come un incontro di calcio in cui il primo tempo si era concluso con un 1 a 1, si era poi evoluto nella seconda ripresa in un 2 a 2, e infine, nei tempi supplementari si era trasformato in un 6 a 2, ma non posso lamentarmi: le pizze non erano proprio eccezionali, ma la serata e la compagnia sono state veramente piacevoli e divertenti, anche se completamente diversi da come ce li eravamo immaginati sia io che ProgettaMannaggiamenti.
L'unica cosa che mi è stata immediatamente chiara, è che a lei piaceva ProgettaMannaggiamenti (ed era veramente chiara, la cosa) mentre io mi sono accorto che la sua coinquilina non perdeva occasione per starmi vicinissima e, un paio di volte, quando era sicurissima che nessuno la notasse, mi diede anche un bacetto rapido e veloce... (eppure, io sapevo che costei era fidanzata e finora avevamo seguito solo un lavoro insieme, un lavoro talmente piccolo e veloce che non ci siamo quasi mai visti e non abbiamo mai avuto occasione di parlare...)

Commenti

  1. Serbi della gleba 2. Sia ringraziato Odino che sono uscito dal tunnel del corteggiamento...

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    1. Alla fine riusciró anch'io a uscire dal tunnel... spero... solo che se esco adesso finisco comunque sepolto dalla neve... ;)

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  2. Mi sa che anche qui ci scapperà una storia per l'altro blog ;)

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    1. stai spoilerando o prevedi il futuro? ;)

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    2. eh, magari potessi prevedere il futuro ;) sarebbe mooooolto utile!!!

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    3. si, sarebbe utile anche a me... ;)

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  3. Più leggo il tuo blog, più mi stupisco che in Serbia le donne perdano ancora tempo a vestirsi e truccarsi.

    Non farebbero a mandare SMS " Da me tra mezz'ora "?

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    1. Guarda che durante il giorno lavorano normalmente, quindi devono essere appositamente attrezzate con vestiti (il trucco è facoltativo)
      E' dopo il lavoro che si scatenano... e diventano facoltativi i vestiti... ;)

      Per quanto riguarda gli sms, il problema è riuscire a rintracciare un indirizzo su strade con cartelli scritti in cirillico: semplice per un serbo, ma praticamente impossibile per un italiano... ;)

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    2. Fanno prima a mandare le cordinate del GPS :P

      Comunque tanta tanta invidia.
      Chi te lo fa fare di tornare nella grigia, brutta e solitaria torino?

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    3. Non penso proprio che tornerò tanto presto a Torino... o comunque in Italia... ho come l'impressione che il mio immediato futuro si svolgerà tutto fuori dai confini nazionali... e forse anche fuori dai confini serbi...

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