Vicinato...


L'alloggio che mi hanno dato comunica ovviamente con dei vicini, in particolare ho una famigliola felice, stile mulino bianco, la cui camera da letto è posizionata opportunamente nello spazio tra la mia camera da letto e la stanza con la televisione.
Malgrado i mattoni serbi siano più grossi di quelli italiani (cosa che ho scoperto in cantiere, in relazione a un lavoro che si è poi rivelato estremamente incasinato), sembrano comunque non avere alcun potere di isolamento acustico, al punto che si sente tutto, ma proprio tutto tutto: qualsiasi rumore uno faccia, esattamente come se fossero tutti nella stessa stanza.

Questa vicina particolare, mi è capitato di vederla un paio di volte sulle scale o nel cortile, e devo dire che è veramente una donna molto bella: alta, bionda e, stranamente, dotata di un seno di terza misura (che ho poi scoperto essere dovuto alla presenza di un bimbetto giunto da poco in questa zona, che usa tale attrezzatura come proprio ristorante personale, a ragione ovviamente!)
Questa vicina sovente mi ha detto qualcosa, quando passavo, ma io in serbo so solo salutare, quindi dopo i saluti, le ripetevo in inglese la mia solita frase «I'm italian! I don't speak serbian!»
Lei, a differenza di altri che, a questo punto, o cercano di parlarmi in inglese o smettono di parlarmi, continuava imperterrita a parlarmi in serbo, peraltro rispondendo (in serbo) quando le dicevo qualcosa in inglese.
Un po' di volte si è pure voltata male, ma non ho mai capito nulla di quello che mi diceva, e per fortuna il marito ha capito che io non capisco una parola e non mi ha mai detto niente, che se pensava che io facessi arrabbiare apposta la moglie, probabilmente a quest'ora non starei qua a scrivere queste storie.

Parlavo dei rumori: una sera ho sentito il bambino piangere, e poco dopo la voce di lei si è messa a cantare una specie di ninna nanna, della quale non capivo assolutamente niente, tranne la dolcezza che si trasmetteva da quella voce, dolcezza che contrastava incredibilmente col tono acido con cui si rivolgeva a me quelle volte che ci incontravamo nel pianerottolo. Dolcezza che mi ha fatto quasi ricredere e mi ha fatto pensare che in fondo potesse essere anche una persona simpatica, ma poi ho rammentato come mi trattava e mi sono ricreduto immediatamente.

Una sera, al posto del pianto del bambino, ho invece sentito dalla mia stanza un rumore inequivocabile, che non volevo crederci, ma ho capito provenire proprio dalla stanza di costei, un rumore di cigolio di reti del letto accompagnato da cori e vocalizi vari, che mi hanno tenuto sveglio per quasi tutta la notte, anche perchè quando smettevano, sentivo parlare e poi silenzio per un po'... ma poi ricominciavano!
Non ne potevo più: l'unica cosa che mi tratteneva dall'andare a urlargli contro era il fatto che io non parlo serbo (vabbè, anche le dimensioni del marito, unite al fatto che lo avrei interrotto, avevano un pochino influito sulla mia decisione), ma infine ha smesso.
L'unica cosa che trovavo strana (a parte i tempi e il numero di riprese) era che dopo sentivo sovente passi lungo le scale, ma il condominio è relativamente grosso, per lo standard locale, quindi poteva essere chiunque, anche qualche mio collega più nottambulo di me.

Commenti

  1. E qui nasce il sospetto che il marito eserciti l'antico e (ig)nobile mestiere del gargagnan.

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  2. Scusate la mia ignoranza: cosa vuol dire gargagnan?
    Grazie

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    1. In piemontese è colui che sfrutta la prostituzione, solitamente prendendo i soldi dalle prostitute e talvolta procurando loro i clienti.

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  3. pk ho capito: sinonimo di pappone

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