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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 23 marzo 2012

Il lavoro che non voleva finire

Il mio “socio” un giorno mi telefona e mi dice che un suo collega ha bisogno di me per un lavoro, quindi dovrò aspettarmi una chiamata da costui (no, evidentemente non vale la pena di passarmela direttamente, la chiamata).
Dopo nemmeno mezz'ora, mi arriva infatti la telefonata di uno che si fa passare per CapoCantierista della ditta, e che mi chiede se e quando posso raggiungerlo per valutare il lavoro.
Prendo l'appuntamento e lo raggiungo quindi il giorno indicato, usufruendo della linea della metropolitana e di una breve passeggiata a piedi.
Raggiungo la ditta, salgo e vengo accolto calorosamente da tutti (peccato solo che nessuno pensi di offrirmi un caffè...), compreso il mio “socio”, e presentato quindi al CapoCantierista, col quale mi intrattengo in una saletta appositamente dedicata (ovvero l'unico posto con una scrivania parzialmente libera).
Visto il lavoro che mi viene presentato, e che fa riferimento a uno stabilimento della Immensa Società che conosco già da molto tempo, e viste le richieste fattemi per l'effettivo lavoro da svolgere, do una valutazione economica sulla mia offerta che al tipo pare adeguata, quindi mi faccio consegnare copia della documentazione e me ne torno in sede.
Preparo l'offerta effettiva, con tutte le indicazioni del caso e la invio mediante posta elettronica, per ricevere in cambio, successivamente, la lettera di incarico con l'ordine del lavoro stesso, da firmare e restituire per accettazione.
Al termine di queste prassi burocratiche, mi dedico a cominciare i lavori.
Naturalmente, sorvolo sulla documentazione che mi viene inviata via mail in formati non compatibili, obbligandomi a telefonare e richiedere un salvataggio in formato inferiore, come sorvolo sull'utilizzo di font alquanto strani che non ho e quindi il mio disegno non coincide con il loro, per cui devo recarmi da loro, spiegare la situazione a 7 persone diverse e completamente inutili ai fini pratici e infine trovarmi una serie di font su un CD, quasi tutti inutili, perché il caddista locale non è in grado di capire quale sia il font corretto da darmi.
Malgrado ciò, svolgo lo stesso i lavori a tempo di record (visto che la consegna ultima, prevista come tassativa nella lettera di incarico, era molto prossima), per poi scoprire che, per completare l'opera, devo attendere che la ditta completi i lavori, in quanto tra i miei incarichi rientra (dalla finestra, dopo che l'avevo fatta uscire dalla porta) anche la realizzazione degli as-built finali.
No problem! Anche loro dovranno procedere in fretta, se vogliono i soldi.
E così, malgrado la scadenza progettuale fosse fissata a fine luglio, mi accorgo che i lavori non potranno essere fatti se non ad agosto (perché solo in quel periodo l'Immensa Società permetterà di effettuare tutti i necessari “fuori-servizio” che richiede l'opera).
Vabbè, aspetto anche agosto.
Ma ecco che poi insorgono problemi, e mi viene chiesto di fare ulteriori calcoli, valutare ulteriori elementi non compresi nel primo incarico, ma senza incremento di onorario, da parte mia.
Vabbè, si tratta di calcoli rapidi, di dimensionamenti velocissimi e senza problematiche, che eseguo in tempo reale.
Mancano solo comunque gli esiti dei lavori per adeguare le planimetrie impiantistiche, realizzando gli as-built finali, e io attendo...
I lavori vanno alle lunghe, il tempo passa, e anche le mie telefonate vengono fatte passare...
E passa settembre, e passa ottobre, e passa novembre...
Ormai sono coinvolto negli altri lavori dei miei clienti, e mi dimentico quasi di questo lavoro, quando finalmente giunge (a fine febbraio) una telefonata da CapoCantierista, che mi dice che sono al termine dei lavori, e hanno già realizzato loro stessi la documentazione finale (perché nel tempo di chiamarmi, spiegarmi tutte le modifiche fatte, mandarmi a realizzarle su CAD e farmi plottare e tornare indietro con i disegni, hanno pensato di fare prima a disegnare in proprio).
Secondo quindi le indicazioni ricevute, stampo il mio materiale in 4 copie, poi mi reco da loro con in tasca il timbro, e provvedo a leggere, valutare e timbrare la documentazione da loro prodotta in altrettante copie.
Bene, faccio tutto e consegno quindi il materiale, completando infine il lavoro in maniera definitiva. Spedisco successivamente la mia proposta di parcella, per avviare il conto alla rovescia dei 120 giorni previsti per il pagamento, ma speriamo che la lungaggine del lavoro si traduca in una rapidità di pagamento, anche se non ci credo...

7 commenti:

  1. Mi viene in mente quello che dice un mio collega quando parla di una certa industria meccanica torinese... "$AutoDitta è il parastato".

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    1. Infatti, adesso poi sta esportando il parastato in mezzo mondo...

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  2. 120...GIORNI!!!!!!! azz, se va bene, ti pagano a settembre..... :-(

    In barba alle normative europee che prevedono 30 GG....



    ~

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    1. Si, sovente i 120gg diventano facilmente 180gg con "quel" cliente particolare, ma alla fine paga.
      Altri clienti analoghi (anche dello stesso gruppo ma con nomi prestigiosi) invece difficilmente pagano: pensano che uno dovrebbe essere felice di essere loro fornitore...

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  3. "sorvolo sull'utilizzo di font alquanto strani che non ho e quindi il mio disegno non coincide con il loro", non di, letto da qui, io che avevo il Mac negli anni '90 quando con Windows non erano compatibili nemmeno le virgole, ecco, mi mette ansia!

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    1. "non so", volevo scrivere. Sempre Mac, eh

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    2. Hai creato una nuova scala: DI re mi fa sol la SO... :P

      Ho alcuni vecchi ricordi del MAC negli anni 90, quando un architetto veniva dove lavoravo io a far plottare i suoi disegni autocad per MAC, e io dovevo trasformare il contenuto del floppy in qualcosa di digeribile anche dall'autocad per Windows (ovviamente dopo passaggio all'antivirus, che sai mai cosa potrebbe sbolognarti un file creato con un MAC), e quando qualcosa non andava a posto come doveva, io andavo a modificare i file DXF con l'editor di testo, che facevo prima piuttosto di aprire autocad, calibrare la tavolozza e modificare il disegno... dev'essere allora che e' cominciata la mia follia... ;)

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