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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

mercoledì 18 febbraio 2009

Notte...

Per svariati motivi, sono uscito tardi dal lavoro. Torno a casa a piedi, visto che a quest'ora difficilmente si trovano mezzi pubblici funzionanti (non che nelle altre ore funzionino molto meglio, ma tant'è...)
Al solito, il Grande Fiume ha fatto il suo lavoro, producendo una discreta dose di nebbia, e le perturbazioni inviateci dalla Russia (al posto del gas...) stanno producendo un livello climatico abbastanza gradevole, specie per un pinguino... ma io non sono un pinguino (ok, uso Linux, ma che c'entra?), e mi incammino in mezzo ai rari passanti di queste ore strane.
Ovviamente cerco di fare la strada più breve (anche se non è certo la più piacevole) e procedo lungo strade strette e buie e attraverso giardini vuoti e freddi, fino a raggiungere il ponte dell'altro fiume, quello piccolo e scattante che mi scorre sotto casa, e che, seguendolo, arriverò direttamente a casa.
La nebbia, il buio, il freddo e l'orario tardo, acquiscono la sensazione di vuoto e di disagio in quelle aree strane così che, malgrado sembrino ovattati, i suoni dei passi dei rari passanti risuonano improvvisi nel buio, mentre sagome spettrali sfrecciano accanto senza vederci.
In questa, mentre cammino, mi accorgo che davanti a me sento un rumore di passi.
Il passo svelto e il ticchettio dei tacchetti mi fanno capire che si tratta di una donna, ancor prima di distinguerne la sagoma spettrale nella nebbia e percepire il lieve profumo.
Io ho le gambe lunghe, quindi le mie falcate sono tali da divorare i chilometri senza preoccupazioni, ma nonostante tutto mi accorgo che lei continua a starmi davanti, con un passo veloce e aumentando l'andatura ogni qual volta che sente che mi sto avvicinando, per poi rallentare, non potendo sostenere il ritmo, finché non sente nuovamente la mia vicinanza.
A me non piace stare dietro agli altri, specie quando vanno piano, così normalmente cercherei di sorpassarla, ma in questo caso appena accenno ad accelerare, lei aumenta l'andatura, così che per sorpassarla devo mettermi a correre e non intendo farlo.
Ma io sono comunque un predatore delle tenebre: mi sto rendendo conto che da lei emana una sensazione di panico (percepisco il fluire nervoso del suo sangue, misto alle scariche di adrenalina e al respiro affannato e ansioso): ella sente i miei passi, capisce che la sto seguendo e teme che sia un maniaco, lo sento... se accelero ancora, o si mette a correre o comincia a urlare, in ogni caso le scoppieranno le arterie...
Proseguo nel mio percorso tenendo il passo il più possibile costante, così che non debba temere nulla, ma è sempre lo stesso: appena mi percepisce vicino accelera, appena si stanca rallenta e io mi ritrovo di nuovo ad avvicinarmi...
Davanti c'è un negozio ancora aperto, sicuramente ci entrerà e la supererò...
CAXXAROLA!!! Ha proseguito! Maledizione...
Per fortuna tra poco c'è la svolta, ma...
PORCACCIAZOZZA!!! Gira anche lei, nella mia stessa direzione.
Giro, non posso farne a meno, e lei si rende conto che le sono di nuovo dietro.
Sento il suo respiro affannato, ma cosa posso fare?
Se la chiamo per dirle di non preoccuparsi e lasciarmi passare, sicuramente le viene un infarto, se mi fermo per lasciarla allontanare e poi riprendo a camminare la raggiungerò quasi subito (qui non ci sono svolte per un bel po' di strada) e a sentirmi nuovamente sicuramente andrà in panico, se accelero per superarla sicuramente comincerà a correre e mi schiatterà davanti...
L'unica è convincerla che è solo un caso che stiamo facendo la stessa strada, almeno finché non raggiungerà un portone e ci si infilerà dentro imprecandomi dietro quando la sorpasserò, e per fare questo l'unica è continuare con un'andatura costante, che sebbene la senta sempre dietro, almeno si renderà conto che non faccio variazioni (indizio che non intendo aggredirla all'improvviso), quindi dovrebbe limitare il panico, spero...
PORCACCIAZOZZA!!!
Fermati!!!
Entra in un caXXo di portone!!!
Sta proseguendo sempre di più, sempre più avanti... ed è sempre più preda del panico, lo sento!
Nel frattempo, i miei sensi stanno all'erta: metti che passa una macchina della polizia, sicuramente me li aizzerà contro e visto il periodo, finisce che mi manganellano e mi sbattono in galera come stupratore senza nemmeno chiedermi i documenti...
Avanti, sempre avanti... davanti a noi c'è il giardino, spazio vuoto, deserto e buio: gli alberi escono dalla nebbia come sagome spettrali, e nel mio stato di agitazione mi incutono quasi timore: mi pare quasi di vedere sagome nascoste pronte ad aggredire entrambi.
Non ce la faccio!
Non riesco ad andarle dietro anche lì: deve girare!
Maledizione! Gira!!!
Svolta da qualche parte... ma dove?
Se non abita nel giardino non gira di sicuro... davanti c'è il ponte, poi inizia il corso del fiume...
Non ce la faccio!
Cosa diavolo passerà nella sua mente in questo momento?
Ormai sarà sicura che la sta seguendo un maniaco, ha visto il giardino, sicuramente penserà che l'aggredirò lì dentro!
Ululati di cani... qualcuno sta portando il cane a smerdare nel giardino?
Lei lo chiamerà, chiederà aiuto e mi aizzeranno il cane addosso!!!
Per colpa di una stronza che ha fatto tardi sul lavoro come me, sarò divorato da un merdoso bastardo incrociato con un rottweiller?
CaXXo!!!
No: venderò cara la pelle!!!
Tiro fuori l'amichetto svizzero dalla tasca, apro la lama lunga e anche il seghetto (fa più danni in caso di aggressione e comunque mi consente di usare un'arma con doppia lama, comoda in caso di corpo a corpo... sia contro il cane che contro il porc...ehm, padrone...)
Lei prosegue, ma non accelera!!!
Anzi... pare quasi che stia rallentando... ha raggiunto il limite?
Nessuna macchina della polizia?
La chiamerei io stesso, dicendo loro di caricarla e accompagnarla a casa o in qualche ospedale, che non può andare avanti a lungo così...
Ormai la vedo quasi distintamente: cammina veloce, rallenta, accelera, ogni tanto si volta per rendersi conto se sono ancora lì: è in preda al panico!!!
Superiamo il giardino, e anche il ponte: l'acqua illuminata dagli scarsi lampioni fa strani effetti, ma il principale è il fatto che l'urto del flusso veloce contro i piloni del ponte e la cascatella per velocizzare il flusso coprono il rumore dei passi: io non sento lei e lei non sente me... mi fermo un istante, respirando affannosamente, ma non posso stare lì per sempre: riprendo a camminare e supero il ponte, poi giro lungo il fiume e procedo verso casa, ma improvvisamente mi rendo conto che...
Silenzio!
Non sento più i passi affannati davanti a me, oltre la nebbia nelle tenebre non vedo nessuna sagoma affannata, il mio istinto animale non percepisce più alcuna presenza!!!
Ha girato!!!
Ha proseguito dritto dopo il ponte!!!
EVVAI!!!!

...

Riprendo a camminare, proseguendo verso l'altro ponte dove dovrò girare per arrivare a casa, quando all'improvviso sento dietro di me un passo svelto sui tacchi, ed un respiro affannato che si avvicina, la mia mano nella tasca stringe forte il manico del coltello, il mio istinto predatore comincia a prendere il sopravvento e il mio sangue inizia a scorrere selvaggio dentro le arterie, mentre i muscoli si irrigidiscono e mi preparo alla caccia... percependo la presenza che si avvicina... il suo profumo lieve, misto al sudore e all'adrenalina, così eccitante per il mio istinto sanguinario...

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