Era il mio primo grosso lavoro regolare, ed ero appena tornato dal cantiere sperduto, per finire dirottato all'ufficio tecnico a fare finta di risolvere i problemi dello stesso cantiere... praticamente ero passato dal realizzare gli scavi e i percorsi delle canalizzazioni a realizzare i consuntivi mensili delle spese di cantiere... ma almeno non ero più obbligato a indossare la tuta, mettere gli scarponi e l'imbragatura e infilarmi in fiumi di fango per trascinare un trabattello o rischiare di saltare giù quando la punta del trapano si incastrava tra i ferri dell'armatura.
Eravamo a luglio avanzato, e si cominciavano a sentire voci di vacanze, quando apparve lei: la figlia del Presidente, che svolgeva mansioni di amministrazione e segretariato, e si presentò alla scrivania dietro la mia, da dove PiccoloCapo mi smerdava in continuazione (*), e costei che (come tutti gli altri lì dentro) mi evitava come la peste, si avvicinò a PiccoloCapo chiedendogli “Scusi, PiccoloCapo, lei a che ora esce la sera?”
Ovviamente la cosa era programmata, visto che lui rispose “Io esco alle 18, come tutti gli altri qua dentro tranne MK che, essendo solo un operaio e non un impiegato, entra alle 8 ed esce alle 17!” (il tono in cui lo disse ve lo lascio immaginare...)
Lei allora mi si avvicinò a distanza di sicurezza (cazzo, ero un operaio: chissà che cosa potevo fare... o che malattie potevo trasmetterle...) e (stranamente senza mettersi la mano davanti alla bocca per filtrare i germi) mi disse “Presidente vorrebbe sapere se lei ha la possibilità di fermarsi qui un po' di più stasera, che vorrebbe festeggiare il 'sangiovanni' con tutto il personale?”
Era una domanda, ma aveva il tono di un ordine, comunque poteva starci, e risposi di si, poi chiesi il permesso a PiccoloCapo di fare una telefonata personale per avvisare a casa che avrei tardato... (no: all'epoca non avevo un cellulare, non erano ancora così comuni come adesso...)
Poi PiccoloCapo si allontanò per i cavoli suoi e mi voltai verso uno dei pochissimi là dentro che mi rivolgeva la parola e gli chiesi “Ma scusa... festeggiare il sangiovanni a metà luglio?” Lui sogghignò e mi disse “Sai com'è: era un po' impedito...” e si mise la mano davanti alla faccia con tutte le dita spalancate (praticamente uno di quegli impegni a cui non ci si può sottrarre... ;-P )
(*) e quando dico smerdava... la prima volta che gli chiesi indicazioni su come compilare quelle tabelle di gestione del cantiere (che stranamente dovevano sempre risultare in passivo, altrimenti lui non era contento) mi rispose, sui costi orari (testualmente): “Per i costi degli operai come lei, che sono in cantiere a farsi il culo, inserisca 30.000£ orarie, mentre per i costi degli impiegati e dell'ufficio tecnico come me, che sto qui seduto a leggere il giornale, inserisca 54.000£ orarie!”
A parte il fatto che in quel momento non è passato GrandeCapo (che se lo avesse sentito parlare così lo avrebbe fatto uscire dalla finestra dell'ultimo piano) e a parte il tono nauseante col quale mi rispose, avrei veramente voluto vederle... quelle 30.000£ orarie...
Chissà se c'è un motivo valido per cui quella ditta è poi fallita?
Premi forte.. AHIA!!!
Capita a volte che il lavoro (o meglio, il Cliente) sia così importante da mandare nel pallone più completo l’intera Grande Società..
I documenti prodotti sono numerosi, quindi non vengono rilegati ma consegnati in appositi dossier, sistemati nelle classiche bustine trasparenti, con il metodo della pinzatrice per evitare dispersioni.. ovviamente bisogna aspettare che GrandeCapo firmi le pagine timbrate (che devono quindi stare fuori dal dossier), poi si sistema il tutto e via..
La consegna è attesa per le 17.30, GrandeCapo provvederà in prima persona, di persona e personalmente, a effettuare la stessa (anche per motivi di pubbliche relazioni) e, siccome rientra in ufficio alle 16.30, PiccoloCapo (che ha sostituito Segretaria, impegnata a protocollare i documenti prodotti e preparare la lettera di consegna, nel difficile lavoro di gestire l’ufficio postale, ovvero di timbrare gli elaborati..) rinuncia stoicamente alla propria pausa caffè e si rende partecipe del lavoro di rilegatura post-firma..
GrandeCapo procede con le firme e PiccoloCapo prende le copie firmate e le rimette a posto, per poi rilegarle con la pinzatrice..
Terminata la fase firmatoria, GrandeCapo (preoccupato che la rilegatura procede a rilento) si offre di dare una mano a PiccoloCapo, preparando lui stesso le documentazioni pronte per la pinzatura..
Afferra la mazzetta di fogli che compongono una relazione e la passa a PiccoloCapo che la pinzi, tenendo l’angolo schiacciato in modo che sia possibile pinzare..
PiccoloCapo, ormai preso dalla routine, appena vede un angolo pinza, e quando GrandeCapo gli porge la propria mazzetta di fogli, ben premuta sull’angolo, lui fa “Vado?”
GrandeCapo risponde (in piemontese) “Sgnaca fort!” (=premi con forza)
..CLAC.. “ORCOCAN…!!!”
L’urlo di GrandeCapo è più forte della pressione che PiccoloCapo ha esercitato sulla pinzatrice.. pinzando insieme, oltre ai fogli, anche il dito con cui GrandeCapo teneva la mazzetta di fogli pressata..
Tutti accorrono all’urlo, e si comincia la ricerca (nella cassetta del pronto soccorso) di garze, cerotti e disinfettante, per pulire la ferita e fermare l’emorragia.. mentre qualcuno si dedica a recuperare la copia ufficio della relazione e timbrarla per sostituirla alla relazione stessa, le cui pagine si stavano inesorabilmente tingendo di un rosso cupo..
I documenti prodotti sono numerosi, quindi non vengono rilegati ma consegnati in appositi dossier, sistemati nelle classiche bustine trasparenti, con il metodo della pinzatrice per evitare dispersioni.. ovviamente bisogna aspettare che GrandeCapo firmi le pagine timbrate (che devono quindi stare fuori dal dossier), poi si sistema il tutto e via..
La consegna è attesa per le 17.30, GrandeCapo provvederà in prima persona, di persona e personalmente, a effettuare la stessa (anche per motivi di pubbliche relazioni) e, siccome rientra in ufficio alle 16.30, PiccoloCapo (che ha sostituito Segretaria, impegnata a protocollare i documenti prodotti e preparare la lettera di consegna, nel difficile lavoro di gestire l’ufficio postale, ovvero di timbrare gli elaborati..) rinuncia stoicamente alla propria pausa caffè e si rende partecipe del lavoro di rilegatura post-firma..
GrandeCapo procede con le firme e PiccoloCapo prende le copie firmate e le rimette a posto, per poi rilegarle con la pinzatrice..
Terminata la fase firmatoria, GrandeCapo (preoccupato che la rilegatura procede a rilento) si offre di dare una mano a PiccoloCapo, preparando lui stesso le documentazioni pronte per la pinzatura..
Afferra la mazzetta di fogli che compongono una relazione e la passa a PiccoloCapo che la pinzi, tenendo l’angolo schiacciato in modo che sia possibile pinzare..
PiccoloCapo, ormai preso dalla routine, appena vede un angolo pinza, e quando GrandeCapo gli porge la propria mazzetta di fogli, ben premuta sull’angolo, lui fa “Vado?”
GrandeCapo risponde (in piemontese) “Sgnaca fort!” (=premi con forza)
..CLAC.. “ORCOCAN…!!!”
L’urlo di GrandeCapo è più forte della pressione che PiccoloCapo ha esercitato sulla pinzatrice.. pinzando insieme, oltre ai fogli, anche il dito con cui GrandeCapo teneva la mazzetta di fogli pressata..
Tutti accorrono all’urlo, e si comincia la ricerca (nella cassetta del pronto soccorso) di garze, cerotti e disinfettante, per pulire la ferita e fermare l’emorragia.. mentre qualcuno si dedica a recuperare la copia ufficio della relazione e timbrarla per sostituirla alla relazione stessa, le cui pagine si stavano inesorabilmente tingendo di un rosso cupo..
Notte...
Per svariati motivi, sono uscito tardi dal lavoro. Torno a casa a piedi, visto che a quest'ora difficilmente si trovano mezzi pubblici funzionanti (non che nelle altre ore funzionino molto meglio, ma tant'è...)
Al solito, il Grande Fiume ha fatto il suo lavoro, producendo una discreta dose di nebbia, e le perturbazioni inviateci dalla Russia (al posto del gas...) stanno producendo un livello climatico abbastanza gradevole, specie per un pinguino... ma io non sono un pinguino (ok, uso Linux, ma che c'entra?), e mi incammino in mezzo ai rari passanti di queste ore strane.
Ovviamente cerco di fare la strada più breve (anche se non è certo la più piacevole) e procedo lungo strade strette e buie e attraverso giardini vuoti e freddi, fino a raggiungere il ponte dell'altro fiume, quello piccolo e scattante che mi scorre sotto casa, e che, seguendolo, arriverò direttamente a casa.
La nebbia, il buio, il freddo e l'orario tardo, acquiscono la sensazione di vuoto e di disagio in quelle aree strane così che, malgrado sembrino ovattati, i suoni dei passi dei rari passanti risuonano improvvisi nel buio, mentre sagome spettrali sfrecciano accanto senza vederci.
In questa, mentre cammino, mi accorgo che davanti a me sento un rumore di passi.
Il passo svelto e il ticchettio dei tacchetti mi fanno capire che si tratta di una donna, ancor prima di distinguerne la sagoma spettrale nella nebbia e percepire il lieve profumo.
Io ho le gambe lunghe, quindi le mie falcate sono tali da divorare i chilometri senza preoccupazioni, ma nonostante tutto mi accorgo che lei continua a starmi davanti, con un passo veloce e aumentando l'andatura ogni qual volta che sente che mi sto avvicinando, per poi rallentare, non potendo sostenere il ritmo, finché non sente nuovamente la mia vicinanza.
A me non piace stare dietro agli altri, specie quando vanno piano, così normalmente cercherei di sorpassarla, ma in questo caso appena accenno ad accelerare, lei aumenta l'andatura, così che per sorpassarla devo mettermi a correre e non intendo farlo.
Ma io sono comunque un predatore delle tenebre: mi sto rendendo conto che da lei emana una sensazione di panico (percepisco il fluire nervoso del suo sangue, misto alle scariche di adrenalina e al respiro affannato e ansioso): ella sente i miei passi, capisce che la sto seguendo e teme che sia un maniaco, lo sento... se accelero ancora, o si mette a correre o comincia a urlare, in ogni caso le scoppieranno le arterie...
Proseguo nel mio percorso tenendo il passo il più possibile costante, così che non debba temere nulla, ma è sempre lo stesso: appena mi percepisce vicino accelera, appena si stanca rallenta e io mi ritrovo di nuovo ad avvicinarmi...
Davanti c'è un negozio ancora aperto, sicuramente ci entrerà e la supererò...
CAXXAROLA!!! Ha proseguito! Maledizione...
Per fortuna tra poco c'è la svolta, ma...
PORCACCIAZOZZA!!! Gira anche lei, nella mia stessa direzione.
Giro, non posso farne a meno, e lei si rende conto che le sono di nuovo dietro.
Sento il suo respiro affannato, ma cosa posso fare?
Se la chiamo per dirle di non preoccuparsi e lasciarmi passare, sicuramente le viene un infarto, se mi fermo per lasciarla allontanare e poi riprendo a camminare la raggiungerò quasi subito (qui non ci sono svolte per un bel po' di strada) e a sentirmi nuovamente sicuramente andrà in panico, se accelero per superarla sicuramente comincerà a correre e mi schiatterà davanti...
L'unica è convincerla che è solo un caso che stiamo facendo la stessa strada, almeno finché non raggiungerà un portone e ci si infilerà dentro imprecandomi dietro quando la sorpasserò, e per fare questo l'unica è continuare con un'andatura costante, che sebbene la senta sempre dietro, almeno si renderà conto che non faccio variazioni (indizio che non intendo aggredirla all'improvviso), quindi dovrebbe limitare il panico, spero...
PORCACCIAZOZZA!!!
Fermati!!!
Entra in un caXXo di portone!!!
Sta proseguendo sempre di più, sempre più avanti... ed è sempre più preda del panico, lo sento!
Nel frattempo, i miei sensi stanno all'erta: metti che passa una macchina della polizia, sicuramente me li aizzerà contro e visto il periodo, finisce che mi manganellano e mi sbattono in galera come stupratore senza nemmeno chiedermi i documenti...
Avanti, sempre avanti... davanti a noi c'è il giardino, spazio vuoto, deserto e buio: gli alberi escono dalla nebbia come sagome spettrali, e nel mio stato di agitazione mi incutono quasi timore: mi pare quasi di vedere sagome nascoste pronte ad aggredire entrambi.
Non ce la faccio!
Non riesco ad andarle dietro anche lì: deve girare!
Maledizione! Gira!!!
Svolta da qualche parte... ma dove?
Se non abita nel giardino non gira di sicuro... davanti c'è il ponte, poi inizia il corso del fiume...
Non ce la faccio!
Cosa diavolo passerà nella sua mente in questo momento?
Ormai sarà sicura che la sta seguendo un maniaco, ha visto il giardino, sicuramente penserà che l'aggredirò lì dentro!
Ululati di cani... qualcuno sta portando il cane a smerdare nel giardino?
Lei lo chiamerà, chiederà aiuto e mi aizzeranno il cane addosso!!!
Per colpa di una stronza che ha fatto tardi sul lavoro come me, sarò divorato da un merdoso bastardo incrociato con un rottweiller?
CaXXo!!!
No: venderò cara la pelle!!!
Tiro fuori l'amichetto svizzero dalla tasca, apro la lama lunga e anche il seghetto (fa più danni in caso di aggressione e comunque mi consente di usare un'arma con doppia lama, comoda in caso di corpo a corpo... sia contro il cane che contro il porc...ehm, padrone...)
Lei prosegue, ma non accelera!!!
Anzi... pare quasi che stia rallentando... ha raggiunto il limite?
Nessuna macchina della polizia?
La chiamerei io stesso, dicendo loro di caricarla e accompagnarla a casa o in qualche ospedale, che non può andare avanti a lungo così...
Ormai la vedo quasi distintamente: cammina veloce, rallenta, accelera, ogni tanto si volta per rendersi conto se sono ancora lì: è in preda al panico!!!
Superiamo il giardino, e anche il ponte: l'acqua illuminata dagli scarsi lampioni fa strani effetti, ma il principale è il fatto che l'urto del flusso veloce contro i piloni del ponte e la cascatella per velocizzare il flusso coprono il rumore dei passi: io non sento lei e lei non sente me... mi fermo un istante, respirando affannosamente, ma non posso stare lì per sempre: riprendo a camminare e supero il ponte, poi giro lungo il fiume e procedo verso casa, ma improvvisamente mi rendo conto che...
Silenzio!
Non sento più i passi affannati davanti a me, oltre la nebbia nelle tenebre non vedo nessuna sagoma affannata, il mio istinto animale non percepisce più alcuna presenza!!!
Ha girato!!!
Ha proseguito dritto dopo il ponte!!!
EVVAI!!!!
...
Riprendo a camminare, proseguendo verso l'altro ponte dove dovrò girare per arrivare a casa, quando all'improvviso sento dietro di me un passo svelto sui tacchi, ed un respiro affannato che si avvicina, la mia mano nella tasca stringe forte il manico del coltello, il mio istinto predatore comincia a prendere il sopravvento e il mio sangue inizia a scorrere selvaggio dentro le arterie, mentre i muscoli si irrigidiscono e mi preparo alla caccia... percependo la presenza che si avvicina... il suo profumo lieve, misto al sudore e all'adrenalina, così eccitante per il mio istinto sanguinario...
Al solito, il Grande Fiume ha fatto il suo lavoro, producendo una discreta dose di nebbia, e le perturbazioni inviateci dalla Russia (al posto del gas...) stanno producendo un livello climatico abbastanza gradevole, specie per un pinguino... ma io non sono un pinguino (ok, uso Linux, ma che c'entra?), e mi incammino in mezzo ai rari passanti di queste ore strane.
Ovviamente cerco di fare la strada più breve (anche se non è certo la più piacevole) e procedo lungo strade strette e buie e attraverso giardini vuoti e freddi, fino a raggiungere il ponte dell'altro fiume, quello piccolo e scattante che mi scorre sotto casa, e che, seguendolo, arriverò direttamente a casa.
La nebbia, il buio, il freddo e l'orario tardo, acquiscono la sensazione di vuoto e di disagio in quelle aree strane così che, malgrado sembrino ovattati, i suoni dei passi dei rari passanti risuonano improvvisi nel buio, mentre sagome spettrali sfrecciano accanto senza vederci.
In questa, mentre cammino, mi accorgo che davanti a me sento un rumore di passi.
Il passo svelto e il ticchettio dei tacchetti mi fanno capire che si tratta di una donna, ancor prima di distinguerne la sagoma spettrale nella nebbia e percepire il lieve profumo.
Io ho le gambe lunghe, quindi le mie falcate sono tali da divorare i chilometri senza preoccupazioni, ma nonostante tutto mi accorgo che lei continua a starmi davanti, con un passo veloce e aumentando l'andatura ogni qual volta che sente che mi sto avvicinando, per poi rallentare, non potendo sostenere il ritmo, finché non sente nuovamente la mia vicinanza.
A me non piace stare dietro agli altri, specie quando vanno piano, così normalmente cercherei di sorpassarla, ma in questo caso appena accenno ad accelerare, lei aumenta l'andatura, così che per sorpassarla devo mettermi a correre e non intendo farlo.
Ma io sono comunque un predatore delle tenebre: mi sto rendendo conto che da lei emana una sensazione di panico (percepisco il fluire nervoso del suo sangue, misto alle scariche di adrenalina e al respiro affannato e ansioso): ella sente i miei passi, capisce che la sto seguendo e teme che sia un maniaco, lo sento... se accelero ancora, o si mette a correre o comincia a urlare, in ogni caso le scoppieranno le arterie...
Proseguo nel mio percorso tenendo il passo il più possibile costante, così che non debba temere nulla, ma è sempre lo stesso: appena mi percepisce vicino accelera, appena si stanca rallenta e io mi ritrovo di nuovo ad avvicinarmi...
Davanti c'è un negozio ancora aperto, sicuramente ci entrerà e la supererò...
CAXXAROLA!!! Ha proseguito! Maledizione...
Per fortuna tra poco c'è la svolta, ma...
PORCACCIAZOZZA!!! Gira anche lei, nella mia stessa direzione.
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Sento il suo respiro affannato, ma cosa posso fare?
Se la chiamo per dirle di non preoccuparsi e lasciarmi passare, sicuramente le viene un infarto, se mi fermo per lasciarla allontanare e poi riprendo a camminare la raggiungerò quasi subito (qui non ci sono svolte per un bel po' di strada) e a sentirmi nuovamente sicuramente andrà in panico, se accelero per superarla sicuramente comincerà a correre e mi schiatterà davanti...
L'unica è convincerla che è solo un caso che stiamo facendo la stessa strada, almeno finché non raggiungerà un portone e ci si infilerà dentro imprecandomi dietro quando la sorpasserò, e per fare questo l'unica è continuare con un'andatura costante, che sebbene la senta sempre dietro, almeno si renderà conto che non faccio variazioni (indizio che non intendo aggredirla all'improvviso), quindi dovrebbe limitare il panico, spero...
PORCACCIAZOZZA!!!
Fermati!!!
Entra in un caXXo di portone!!!
Sta proseguendo sempre di più, sempre più avanti... ed è sempre più preda del panico, lo sento!
Nel frattempo, i miei sensi stanno all'erta: metti che passa una macchina della polizia, sicuramente me li aizzerà contro e visto il periodo, finisce che mi manganellano e mi sbattono in galera come stupratore senza nemmeno chiedermi i documenti...
Avanti, sempre avanti... davanti a noi c'è il giardino, spazio vuoto, deserto e buio: gli alberi escono dalla nebbia come sagome spettrali, e nel mio stato di agitazione mi incutono quasi timore: mi pare quasi di vedere sagome nascoste pronte ad aggredire entrambi.
Non ce la faccio!
Non riesco ad andarle dietro anche lì: deve girare!
Maledizione! Gira!!!
Svolta da qualche parte... ma dove?
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Non ce la faccio!
Cosa diavolo passerà nella sua mente in questo momento?
Ormai sarà sicura che la sta seguendo un maniaco, ha visto il giardino, sicuramente penserà che l'aggredirò lì dentro!
Ululati di cani... qualcuno sta portando il cane a smerdare nel giardino?
Lei lo chiamerà, chiederà aiuto e mi aizzeranno il cane addosso!!!
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CaXXo!!!
No: venderò cara la pelle!!!
Tiro fuori l'amichetto svizzero dalla tasca, apro la lama lunga e anche il seghetto (fa più danni in caso di aggressione e comunque mi consente di usare un'arma con doppia lama, comoda in caso di corpo a corpo... sia contro il cane che contro il porc...ehm, padrone...)
Lei prosegue, ma non accelera!!!
Anzi... pare quasi che stia rallentando... ha raggiunto il limite?
Nessuna macchina della polizia?
La chiamerei io stesso, dicendo loro di caricarla e accompagnarla a casa o in qualche ospedale, che non può andare avanti a lungo così...
Ormai la vedo quasi distintamente: cammina veloce, rallenta, accelera, ogni tanto si volta per rendersi conto se sono ancora lì: è in preda al panico!!!
Superiamo il giardino, e anche il ponte: l'acqua illuminata dagli scarsi lampioni fa strani effetti, ma il principale è il fatto che l'urto del flusso veloce contro i piloni del ponte e la cascatella per velocizzare il flusso coprono il rumore dei passi: io non sento lei e lei non sente me... mi fermo un istante, respirando affannosamente, ma non posso stare lì per sempre: riprendo a camminare e supero il ponte, poi giro lungo il fiume e procedo verso casa, ma improvvisamente mi rendo conto che...
Silenzio!
Non sento più i passi affannati davanti a me, oltre la nebbia nelle tenebre non vedo nessuna sagoma affannata, il mio istinto animale non percepisce più alcuna presenza!!!
Ha girato!!!
Ha proseguito dritto dopo il ponte!!!
EVVAI!!!!
...
Riprendo a camminare, proseguendo verso l'altro ponte dove dovrò girare per arrivare a casa, quando all'improvviso sento dietro di me un passo svelto sui tacchi, ed un respiro affannato che si avvicina, la mia mano nella tasca stringe forte il manico del coltello, il mio istinto predatore comincia a prendere il sopravvento e il mio sangue inizia a scorrere selvaggio dentro le arterie, mentre i muscoli si irrigidiscono e mi preparo alla caccia... percependo la presenza che si avvicina... il suo profumo lieve, misto al sudore e all'adrenalina, così eccitante per il mio istinto sanguinario...
Memorie di un libertino...
Si approssima l'anniversario del massacro che, in una strana similitudine romantica-horror-sanguinaria, qualcuno ha trasformato nella festa degli innamorati.. e in base a questo spirito, voglio anch'io parlare di una storia con una fanciulla molto particolare.. qualcosa che nessun essere umano potrà mai capire, specie coloro che non mi conoscono.. ma tantomeno capiranno coloro che mi conoscono..
Sono qui, pronto a subire infine le conseguenze di quello che ho fatto negli ultimi anni e scontare la pena per le mie innumerevoli colpe.
E' giunto infine il momento di confessare la verità su un episodio che ha sconvolto l'intera cronaca nazionale, e solo io posso confessare tutto, visto che solo io sono responsabile di quanto è successo e che solo mia è la colpa per tutto quello che le protagoniste di questa triste e oscura vicenda hanno fatto e subito.
Chi mi conosce, sa benissimo che sono un maniaco gaudente, che apprezzo la bellezza e il fascino femminile anche quando questo si manifesta con comportamenti e atteggiamenti capricciosi.
I miei esordi furono molto più limitativi, in quanto inizialmente avevo sempre le finestre aperte, pronto a tutte le avventure, ma non accadeva mai nulla di realmente stimolante: non apprendevo niente, usavo e basta, incrementando ogni volta il campo delle mie esperienze, ma senza sfruttarlo davvero: ogni volta era semplicemente una necessità di crescita e di sviluppo.
Eppure non potevo andare avanti così: mi ribellai all'improvviso, spinto dalla necessità e da diverse esigenze, e approfittando delle finestre aperte sul mondo, cominciai a guardarmi intorno.
Ben presto mi accorsi della presenza di un altro mondo, in cui le protagoniste cercavano di essere apprezzate per loro stesse, non per quello che sembravano, ma per quello che facevano.
Iniziai a frequentare questo mondo un po' a distanza, e ben presto mi imbattesi in una francesina che molti dicevano essere “un tipo facile”: era bellissima veramente, ma piuttosto snob. Cercai di rimorchiarla, ma mi diede buca immediatamente dopo il primo appuntamento, perchè non rispettai le regole del gioco, ma allora non capii il vero motivo e me la presi con lei, insultandola amareggiato.
Deluso dall'approccio fallito, ma incapace di capire le mie colpe, mi dedicai a corteggiare immediatamente un'altra fanciulla assai più 'old style', ma questa richiedeva delle capacità che non avevo, e cominciai a dubitare del fatto che potessi fare realmente delle serie esperienze in quel mondo che mi sembrava sempre più ostile..
Ero triste, depresso e derelitto, finché non incontrai una ragazza di colore, allegra e solare. Inizialmente non la trovai bella: mi sembrava una paperottola.. eppure, malgrado tutto, per obbedire al mio istinto animalesco, ci provai anche con lei, sebbene senza speranze effettive.
Incredibilmente accettò il mio invito, uscì con me e, visto che stavolta giocai le mie carte secondo le regole, ci mettemmo insieme.
Stette con me per un certo tempo, sopportando tutti i miei atteggiamenti stupidi e i miei atti inconsulti. La maltrattavo, eppure mi sopportava.
Sono sicuro che sapesse persino che continuavo lo stesso ad avere una relazione con l'altra, quella che vedevo oltre le finestre, oscuro oggetto del mio desiderio erotico..
L'uomo è un animale strano: senza rendermi conto di quello che avevo, cercavo comunque altro: desideravo soddisfazioni effimere, senza capire che quello che conta è sempre la sostanza vera.
Ebbi diverse avventure, brevi ma intense, con diverse fanciulle.
Ritentai con la francesina (sfruttando un po' bastardamente il fatto che fosse più matura e che avesse avuto un po' di problemi in casa che l'avevano lasciata in parte sconvolta), ebbi anche una breve relazione con una tedesca bella e camaleontica, provai persino con un paio di fanciulle tedesche pepate in cerca di emozioni dal maschio latino, in qualche modo costoro erano imparentate con la mia amica, in particolare una cercava solo emozioni che la facessero sentire 'viva', e tentai (stavolta invano) con la fanciulla 'old style' che avevo conosciuto in passato e con una sua parente più giovane e più 'facile' (con la quale non ebbi eccessivi problemi a concludere, anche visto che avevamo un interesse comune nel mondo dei calcoli vettoriali).
Eppure, ogni volta ritornavo da lei, pentito: non pentito di aver provato con altre, ma pentito di averla trascurata!!!
Un giorno, ebbi con lei una lite terribile e lei se ne andò. Per un po' di tempo non ci vedemmo.
In quel periodo ero triste, ma mi consolai con una parente della francesina, ma era una tipa tutta apparenza e nulla più, o ero io che mi rendevo conto che mi mancava lei, ma non volevo ammetterlo e non volevo cedere. Ritentai ancora una volta con la fanciulla 'old style' e stavolta ci riuscii: era bella e affascinante, ma era anche piuttosto 'fredda' e stranamente mi mancava qualcosa: mancava il calore che sapeva darmi solo lei.
Alla fine la ricontattai e scoprii che mi aveva perdonato e si era decisa a rimettersi con me. Fui felicissimo, la riportai a casa e mi dedicai solo a lei.. per un po' di tempo..
Lei non era più una goffa paperottola, ma era diventata uno splendido cerbiatto, agile e scattante, e per la prima volta provai una profonda sensazione di piacere nel contatto fisico con lei: l'eccitazione era enorme, il piacere immenso.. cominciai ad approfondire la conoscenza, scoprendo dettagli sempre più intimi.. finché mi resi conto che era tanto tempo che non aprivo più le finestre, riprovai e.. scoprii che non si aprivano più: il gelo esterno le aveva sigillate per sempre.
Avevo comunque scoperto un sistema per vedere egualmente fuori tramite delle finestre virtuali, e la conoscenza sempre più intima della mia amica mi permetteva di usare queste finestre con gli stessi risultati di quelle reali (peraltro non si arrabbiava nemmeno: sapeva che dovevo usarle per lavoro, e comunque lei era sempre lì, al mio fianco, ogni volta che le usavo, giocando con me e seducendomi con il suo fascino meraviglioso.
Un giorno, la mia cerbiatta mi chiese di costruire una stanza anche per sua madre, la ascoltai e ben presto una splendida donna, matura ma sempre affascinante, con dei meravigliosi riccioli rossi, venne ad abitare con noi: era matura ma sensibile e affascinante, e ben presto capii che mi piaceva.. ero nuovamente preda degli istinti: ci provai anche con la madre: entrai in intimità con lei e ci divertivamo ogni volta che la figlia non c'era..
Era splendido averle entrambe insieme, al punto che fui nuovamente tentato, e caddi di nuovo preda degli istinti bestiali, che mi spinsero a conoscerne altre.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, però forte delle mie passate esperienze, riuscii a ottenere tutto quello che volevo da ciascuna di quelle con le quali ci provai, senza nemmeno impegnarmi eccessivamente, senza assaporare la gioia della caccia e il sublime sapore del successo, anzi, ogni volta mi accorgevo che mi mancava qualcosa, come se stessi mangiando una minestra insipida, e ogni volta, alla ricerca di stimoli sempre più forti, mi spingevo sempre più in là, sempre più in profondità, fintanto che la mia partner del momento non raggiungeva il limite della resistenza fisica, il limite dal quale non c'è ritorno... le spinsi tutte oltre quel limite!!!
Ma ogni volta tornavo da lei, che sapeva sempre come affascinarmi, eccitandomi all'inverosimile sia con il suo fascino che con i suoi numerosi capricci.
Un giorno, anche la madre di lei ci lasciò. Fu un momento triste, e difficile, ma io e lei ormai eravamo fissi: ci volevamo bene, lei si era trasformata in uno splendido e maestoso airone, padrone indiscusso del mio mondo, e riorganizzai gli spazi per renderli più confacenti alla situazione.
Eravamo felici insieme, non ho più sentito motivi di fare scappatelle, dato che ho capito che in fondo è lei la mia compagna perfetta.. anche se ogni tanto apro qualche nuova finestra.. ma lei è sempre lì accanto a me, che mi stuzzica e mi abbraccia, dimostrandomi con i fatti che, per quanto possa seguire altre strade, alla fine tornerò sempre da lei, e lei sarà sempre lì..
In realtà, ho scoperto da poco che, nel restauro della casa, è rimasta libera una stanzetta, poco più di un ripostiglio, ma ho scoperto in questo ripostiglio un libro-game sul genere fanta-horror (stile Frankenstein) e ho scoperto di avere sottomano gli ingredienti fondamentali per giocare con quel libro, così ogni tanto penso di passare qualche ora lontano da lei, e stavolta credo che non sospetti niente, perché non ha ancora visto quella stanza..
Ci proverò, anche se già so che alla fine ritornerò comunque da lei, ma non posso farne a meno: è la mia natura diabolica!
Come si chiama quel libro? Ah, non l'ho detto? Rimedio subito: ha un titolo arcano e cifrato, ma è tendenzialmente molto semplice sia come spiegazioni che come testi: credo che chiunque, con un minimo di impegno, possa realizzare qualcosa con quel libro.. il titolo è in realtà una sigla arcana: L.F.S.
Sono qui, pronto a subire infine le conseguenze di quello che ho fatto negli ultimi anni e scontare la pena per le mie innumerevoli colpe.
E' giunto infine il momento di confessare la verità su un episodio che ha sconvolto l'intera cronaca nazionale, e solo io posso confessare tutto, visto che solo io sono responsabile di quanto è successo e che solo mia è la colpa per tutto quello che le protagoniste di questa triste e oscura vicenda hanno fatto e subito.
Chi mi conosce, sa benissimo che sono un maniaco gaudente, che apprezzo la bellezza e il fascino femminile anche quando questo si manifesta con comportamenti e atteggiamenti capricciosi.
I miei esordi furono molto più limitativi, in quanto inizialmente avevo sempre le finestre aperte, pronto a tutte le avventure, ma non accadeva mai nulla di realmente stimolante: non apprendevo niente, usavo e basta, incrementando ogni volta il campo delle mie esperienze, ma senza sfruttarlo davvero: ogni volta era semplicemente una necessità di crescita e di sviluppo.
Eppure non potevo andare avanti così: mi ribellai all'improvviso, spinto dalla necessità e da diverse esigenze, e approfittando delle finestre aperte sul mondo, cominciai a guardarmi intorno.
Ben presto mi accorsi della presenza di un altro mondo, in cui le protagoniste cercavano di essere apprezzate per loro stesse, non per quello che sembravano, ma per quello che facevano.
Iniziai a frequentare questo mondo un po' a distanza, e ben presto mi imbattesi in una francesina che molti dicevano essere “un tipo facile”: era bellissima veramente, ma piuttosto snob. Cercai di rimorchiarla, ma mi diede buca immediatamente dopo il primo appuntamento, perchè non rispettai le regole del gioco, ma allora non capii il vero motivo e me la presi con lei, insultandola amareggiato.
Deluso dall'approccio fallito, ma incapace di capire le mie colpe, mi dedicai a corteggiare immediatamente un'altra fanciulla assai più 'old style', ma questa richiedeva delle capacità che non avevo, e cominciai a dubitare del fatto che potessi fare realmente delle serie esperienze in quel mondo che mi sembrava sempre più ostile..
Ero triste, depresso e derelitto, finché non incontrai una ragazza di colore, allegra e solare. Inizialmente non la trovai bella: mi sembrava una paperottola.. eppure, malgrado tutto, per obbedire al mio istinto animalesco, ci provai anche con lei, sebbene senza speranze effettive.
Incredibilmente accettò il mio invito, uscì con me e, visto che stavolta giocai le mie carte secondo le regole, ci mettemmo insieme.
Stette con me per un certo tempo, sopportando tutti i miei atteggiamenti stupidi e i miei atti inconsulti. La maltrattavo, eppure mi sopportava.
Sono sicuro che sapesse persino che continuavo lo stesso ad avere una relazione con l'altra, quella che vedevo oltre le finestre, oscuro oggetto del mio desiderio erotico..
L'uomo è un animale strano: senza rendermi conto di quello che avevo, cercavo comunque altro: desideravo soddisfazioni effimere, senza capire che quello che conta è sempre la sostanza vera.
Ebbi diverse avventure, brevi ma intense, con diverse fanciulle.
Ritentai con la francesina (sfruttando un po' bastardamente il fatto che fosse più matura e che avesse avuto un po' di problemi in casa che l'avevano lasciata in parte sconvolta), ebbi anche una breve relazione con una tedesca bella e camaleontica, provai persino con un paio di fanciulle tedesche pepate in cerca di emozioni dal maschio latino, in qualche modo costoro erano imparentate con la mia amica, in particolare una cercava solo emozioni che la facessero sentire 'viva', e tentai (stavolta invano) con la fanciulla 'old style' che avevo conosciuto in passato e con una sua parente più giovane e più 'facile' (con la quale non ebbi eccessivi problemi a concludere, anche visto che avevamo un interesse comune nel mondo dei calcoli vettoriali).
Eppure, ogni volta ritornavo da lei, pentito: non pentito di aver provato con altre, ma pentito di averla trascurata!!!
Un giorno, ebbi con lei una lite terribile e lei se ne andò. Per un po' di tempo non ci vedemmo.
In quel periodo ero triste, ma mi consolai con una parente della francesina, ma era una tipa tutta apparenza e nulla più, o ero io che mi rendevo conto che mi mancava lei, ma non volevo ammetterlo e non volevo cedere. Ritentai ancora una volta con la fanciulla 'old style' e stavolta ci riuscii: era bella e affascinante, ma era anche piuttosto 'fredda' e stranamente mi mancava qualcosa: mancava il calore che sapeva darmi solo lei.
Alla fine la ricontattai e scoprii che mi aveva perdonato e si era decisa a rimettersi con me. Fui felicissimo, la riportai a casa e mi dedicai solo a lei.. per un po' di tempo..
Lei non era più una goffa paperottola, ma era diventata uno splendido cerbiatto, agile e scattante, e per la prima volta provai una profonda sensazione di piacere nel contatto fisico con lei: l'eccitazione era enorme, il piacere immenso.. cominciai ad approfondire la conoscenza, scoprendo dettagli sempre più intimi.. finché mi resi conto che era tanto tempo che non aprivo più le finestre, riprovai e.. scoprii che non si aprivano più: il gelo esterno le aveva sigillate per sempre.
Avevo comunque scoperto un sistema per vedere egualmente fuori tramite delle finestre virtuali, e la conoscenza sempre più intima della mia amica mi permetteva di usare queste finestre con gli stessi risultati di quelle reali (peraltro non si arrabbiava nemmeno: sapeva che dovevo usarle per lavoro, e comunque lei era sempre lì, al mio fianco, ogni volta che le usavo, giocando con me e seducendomi con il suo fascino meraviglioso.
Un giorno, la mia cerbiatta mi chiese di costruire una stanza anche per sua madre, la ascoltai e ben presto una splendida donna, matura ma sempre affascinante, con dei meravigliosi riccioli rossi, venne ad abitare con noi: era matura ma sensibile e affascinante, e ben presto capii che mi piaceva.. ero nuovamente preda degli istinti: ci provai anche con la madre: entrai in intimità con lei e ci divertivamo ogni volta che la figlia non c'era..
Era splendido averle entrambe insieme, al punto che fui nuovamente tentato, e caddi di nuovo preda degli istinti bestiali, che mi spinsero a conoscerne altre.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, però forte delle mie passate esperienze, riuscii a ottenere tutto quello che volevo da ciascuna di quelle con le quali ci provai, senza nemmeno impegnarmi eccessivamente, senza assaporare la gioia della caccia e il sublime sapore del successo, anzi, ogni volta mi accorgevo che mi mancava qualcosa, come se stessi mangiando una minestra insipida, e ogni volta, alla ricerca di stimoli sempre più forti, mi spingevo sempre più in là, sempre più in profondità, fintanto che la mia partner del momento non raggiungeva il limite della resistenza fisica, il limite dal quale non c'è ritorno... le spinsi tutte oltre quel limite!!!
Ma ogni volta tornavo da lei, che sapeva sempre come affascinarmi, eccitandomi all'inverosimile sia con il suo fascino che con i suoi numerosi capricci.
Un giorno, anche la madre di lei ci lasciò. Fu un momento triste, e difficile, ma io e lei ormai eravamo fissi: ci volevamo bene, lei si era trasformata in uno splendido e maestoso airone, padrone indiscusso del mio mondo, e riorganizzai gli spazi per renderli più confacenti alla situazione.
Eravamo felici insieme, non ho più sentito motivi di fare scappatelle, dato che ho capito che in fondo è lei la mia compagna perfetta.. anche se ogni tanto apro qualche nuova finestra.. ma lei è sempre lì accanto a me, che mi stuzzica e mi abbraccia, dimostrandomi con i fatti che, per quanto possa seguire altre strade, alla fine tornerò sempre da lei, e lei sarà sempre lì..
In realtà, ho scoperto da poco che, nel restauro della casa, è rimasta libera una stanzetta, poco più di un ripostiglio, ma ho scoperto in questo ripostiglio un libro-game sul genere fanta-horror (stile Frankenstein) e ho scoperto di avere sottomano gli ingredienti fondamentali per giocare con quel libro, così ogni tanto penso di passare qualche ora lontano da lei, e stavolta credo che non sospetti niente, perché non ha ancora visto quella stanza..
Ci proverò, anche se già so che alla fine ritornerò comunque da lei, ma non posso farne a meno: è la mia natura diabolica!
Come si chiama quel libro? Ah, non l'ho detto? Rimedio subito: ha un titolo arcano e cifrato, ma è tendenzialmente molto semplice sia come spiegazioni che come testi: credo che chiunque, con un minimo di impegno, possa realizzare qualcosa con quel libro.. il titolo è in realtà una sigla arcana: L.F.S.
Perché me la stampa davanti e non di dietro?
Stampante nuova.. problemi vecchi..
All'epoca avevamo da poco acquistato e piazzato la nuova stampante laser multifunzione, con potenzialità di stampa a colore in formato A4 e A3.. ovviamente sempre della stessa Casa, perché SuperAmministratore non conosce altre Case costruttrici..
Dopo un giro di connessioni che ha obbligato SuperAmministratore in prima persona ad accedere come AdminOnnipotenteEUnicoDio a ciascuno dei computer di noi comuni mortali (sedendosi fisicamente al posto di ciascuno di noi, impiegando così una mezza giornata altrimenti noiosa..), per permetterci di vedere la super-stampante condivisa in rete (no.. non chiedetemi quello che state per chiedermi.. io lo so, e lo sapete anche voi.. ma LUI non lo sa..), ecco che cominciamo tutti a fare prove di stampa sulla nuova bestia.. tutto a posto, tutto ok.. solo l'Amazzonia si è un pochino diradata..
...
(ma questo credo che ve l'ho già detto, quindi passiamo alle cose serie di un paio di giorni dopo)
...
E venne il giorno in cui la stampante diede segni di vita e, dopo un po', Segretaria apparve nel nostro ufficio per raccogliere la produzione cartacea, sfogliò la documentazione e se ne uscì con un “Uffa..” per tornare nel suo ufficio..
Dopo alcuni minuti la stampante ricominciò a vomitare altri fogli e poi riapparve Segretaria, prese i fogli, li sfogliò e “Uffa! Mapporc..” e a seguire l'urlo delle emergenze “MK!!!”
“Che ti urli? Sono qui, nella stanza accanto a quella stampante..”
Lei si avvicina e “Ma questa c@## di stampante non dovrebbe stampare dai due lati?”
“Si, a quanto dice SuperAmministratore.. io non l'ho ancora provato..”
“E allora perché c@## a me la stampa davanti e non di dietro?”
La guardo un attimo, poi le faccio “Girati..” lei senza capire si mette un attimo di spalle e io riprendo “..è una stampante particolare: sembra che non le piaccia il tuo bel culetto..”
Dopo le urla e le imprecazioni, si calma, riprende il controllo e “Dai, dimmi perché non mi fa la stampa come voglio io”
“Quale documento devi stampare?”
Lei mi dà percorso e nome del documento, lo apro e procedo con la stampa impostando le opzioni di fronte-retro.. la stampante si avvia e, dopo una lunga attesa, sforna il documento correttamente stampato in fronte-retro.
Lei mi guarda “A me non fa nulla di quello che hai fatto te!”
“Tu come procedi?”
“Così..” prende il mouse, lo sposta sul pulsantino di stampa e clicca (altra stampa che viene lanciata, ovviamente non in fronte-retro)
“Vedi?”
“Hai impostato la stampante?”
“Cosa? Ha fatto tutto SuperAmministratore..”
“Ok, quindi tu hai la stampante collegata ma non la hai impostata perché stampi sempre in fronte-retro: o apri il menù File=>Imposta stampante e la imposti, PER OGNUNO DEI PROGRAMMI CHE USI, oppure vai dal Pannello di controllo e imposti la stampante che faccia tutto in fronte-retro, ma se clicchi sul pulsantino, quello stampa con le opzioni che ha adesso.. ovvero non fronte-retro..”
“E come faccio io a impostare la stampante?”
“Te l'ho appena detto..”
“Io non sono capace.. Me la imposti te?”
“Adesso non ho tempo.. per il momento stampa dal menù anziché dal pulsantino, poi vediamo più avanti..”
Lei mi guarda offesa, e se ne torna al suo ufficio, mormorando una frase che stranamente non sembrava un saluto..
..ehm.. mentre scrivevo, mi sono ricordato che non le ho ancora impostato la stampante..
..ehm.. questa storia risalirebbe a circa un annetto fa.. ho bisogno di una cura di fosforo.. ;-)
All'epoca avevamo da poco acquistato e piazzato la nuova stampante laser multifunzione, con potenzialità di stampa a colore in formato A4 e A3.. ovviamente sempre della stessa Casa, perché SuperAmministratore non conosce altre Case costruttrici..
Dopo un giro di connessioni che ha obbligato SuperAmministratore in prima persona ad accedere come AdminOnnipotenteEUnicoDio a ciascuno dei computer di noi comuni mortali (sedendosi fisicamente al posto di ciascuno di noi, impiegando così una mezza giornata altrimenti noiosa..), per permetterci di vedere la super-stampante condivisa in rete (no.. non chiedetemi quello che state per chiedermi.. io lo so, e lo sapete anche voi.. ma LUI non lo sa..), ecco che cominciamo tutti a fare prove di stampa sulla nuova bestia.. tutto a posto, tutto ok.. solo l'Amazzonia si è un pochino diradata..
...
(ma questo credo che ve l'ho già detto, quindi passiamo alle cose serie di un paio di giorni dopo)
...
E venne il giorno in cui la stampante diede segni di vita e, dopo un po', Segretaria apparve nel nostro ufficio per raccogliere la produzione cartacea, sfogliò la documentazione e se ne uscì con un “Uffa..” per tornare nel suo ufficio..
Dopo alcuni minuti la stampante ricominciò a vomitare altri fogli e poi riapparve Segretaria, prese i fogli, li sfogliò e “Uffa! Mapporc..” e a seguire l'urlo delle emergenze “MK!!!”
“Che ti urli? Sono qui, nella stanza accanto a quella stampante..”
Lei si avvicina e “Ma questa c@## di stampante non dovrebbe stampare dai due lati?”
“Si, a quanto dice SuperAmministratore.. io non l'ho ancora provato..”
“E allora perché c@## a me la stampa davanti e non di dietro?”
La guardo un attimo, poi le faccio “Girati..” lei senza capire si mette un attimo di spalle e io riprendo “..è una stampante particolare: sembra che non le piaccia il tuo bel culetto..”
Dopo le urla e le imprecazioni, si calma, riprende il controllo e “Dai, dimmi perché non mi fa la stampa come voglio io”
“Quale documento devi stampare?”
Lei mi dà percorso e nome del documento, lo apro e procedo con la stampa impostando le opzioni di fronte-retro.. la stampante si avvia e, dopo una lunga attesa, sforna il documento correttamente stampato in fronte-retro.
Lei mi guarda “A me non fa nulla di quello che hai fatto te!”
“Tu come procedi?”
“Così..” prende il mouse, lo sposta sul pulsantino di stampa e clicca (altra stampa che viene lanciata, ovviamente non in fronte-retro)
“Vedi?”
“Hai impostato la stampante?”
“Cosa? Ha fatto tutto SuperAmministratore..”
“Ok, quindi tu hai la stampante collegata ma non la hai impostata perché stampi sempre in fronte-retro: o apri il menù File=>Imposta stampante e la imposti, PER OGNUNO DEI PROGRAMMI CHE USI, oppure vai dal Pannello di controllo e imposti la stampante che faccia tutto in fronte-retro, ma se clicchi sul pulsantino, quello stampa con le opzioni che ha adesso.. ovvero non fronte-retro..”
“E come faccio io a impostare la stampante?”
“Te l'ho appena detto..”
“Io non sono capace.. Me la imposti te?”
“Adesso non ho tempo.. per il momento stampa dal menù anziché dal pulsantino, poi vediamo più avanti..”
Lei mi guarda offesa, e se ne torna al suo ufficio, mormorando una frase che stranamente non sembrava un saluto..
..ehm.. mentre scrivevo, mi sono ricordato che non le ho ancora impostato la stampante..
..ehm.. questa storia risalirebbe a circa un annetto fa.. ho bisogno di una cura di fosforo.. ;-)
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