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Il pelo del lupo...

La guardai! Lei continuava a parlare, ma io non prestavo alcuna attenzione alle sue parole. Di fatto non capivo più nulla di quello che mi diceva. Mi alzai lentamente, scuotendo la testa. Lei tacque un istante, rendendosi finalmente conto che non la stavo più ascoltando. Mi osservò mentre uscivo dalla stanza. Pochi istanti dopo notai la sua presenza sulla porta della stanza dov'ero andato, mi guardava ma taceva. Mi alzai dalla sedia che avevo usato per allacciarmi le scarpe e mi avviai verso il frigorifero, aprii la porta e presi la prima bottiglia che trovai ingollando due lunghi sorsi freddi. Posai la bottiglia e chiusi la porta del frigorifero, quindi mi avvicinai a lei. Lei mi guardò incerta e silenziosa, mentre le mie dita sfiorarono il suo volto, aprì la bocca per dire nuovamente qualcosa ma le mie dita la fermarono poggiandosi sulle sue labbra, poi le scivolarono sotto il mento e le sollevarono il viso verso il mio... un istante dopo un lungo bacio profondo e appa...

Era una strana giornata!

Era una strana giornata! Il sole splendeva alto nel cielo, abbagliando con la sua luminosità, ma nessun tepore si sollevava dalla terra colpita da quei raggi freddi per via del clima invernale, anzi, un venticello freddo da nord soffiava lungo le strade. La bicicletta avanzava lentamente trainando il carrettino con le ruote, carico di travi e assi di legno da recupero. Il ragazzo pedalava con fatica lungo le strade in salita. Ogni tanto, da qualche cortile una voce lo chiamava, lui deviava il suo percorso ed entrava dentro con la propria bicicletta, sparendo nel buio del cortile per poi ricomparirne dopo quasi un'ora, con qualche tavola in meno sul carretto e qualche pezzo di legno rotto in più. Usciva, dava uno sguardo veloce in alto e ricominciava a pedalare, proseguendo in quello che sembrava essere proprio un lavoro, malgrado la giovanissima età: non poteva avere più di 13 anni, ma la corporatura era soda e le mani forti, da uomo e non da ragazzo. Proseguì ancora un poco, dirig...

Cronaca di un fine settimana di pioggia

Uff... ci sono ricascato! Era tanto ormai che mi limitavo a una sola distro, dato che mi era passata da tempo la schizofrenia di provare tutte le novità, e invece ci sono ricascato in pieno. Ho voluto provare bleachbit, la versione per linux di ccleaner, tanto per vedere se era più semplice dei comandi che uso normalmente per la pulizia, e ho scoperto che è estremamente efficace: mi ha pulito tutto... anche qualche file di sistema della partizione di Xubuntu!!! :O Reinstallare Xubuntu​ e risistemare tutto è una questione abbastanza veloce, forse troppo veloce: mi ha lasciato troppo tempo libero e quel CD che avevo scaricato all'uscita di Debian Jessie continuava a fissarmi... Ho provato a vedere come funziona Debian​, installandola a fianco di Xubuntu, ma Debian stable non mi soddisfa affatto, anche se appena nata, e in meno di 2 ore dall'installazione era già diventata stretch/testing... ma anche così non si addice alle mie richieste, e dopo un paio di giorni di test su testin...

Legge sui biscotti 2

Aggiorno il post precedente! Visto che i rischi non sono finiti, faccio presente che c'è sempre l'ombra del capestro sopra il blog. A scanso di equivoci, vista l'entità delle sanzioni e l'impossibilità di capire cosa sia possibile fare per adeguarsi al meglio a quest'ennesimo balzello, dato che sembrerebbe che nemmeno chi ha creato il balzello abbia comunque le idee chiare su come far gestire la cosa COMUNICO che, a seguito di problemi futuri, il blog potrebbe trasformarsi nuovamente da pubblico a privato. In tale occasione, solo alcuni lettori potranno essere ammessi alla lettura dei nuovi post (e al relativo commentare). Secondo le politiche di blogger/google, per permettere l'accesso occorre inserire una email che consenta all'utente di passare. Tale email sarà quella con cui vi dovrete loggare per accedere al presente blog, e dovrà essere comunicata all'indirizzo riportato in chiaro nella pagina relativa alla cookie policy ovvero ...

La legge sui biscotti...

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E fu così che, vagamente terrorizzato da quanto usciva nei vari siti in merito all'ultima novità balzellare, la terrificante e allucinante legge sui biscottini, decisi di privatizzare il blog. Alla fine, visto che nessuno pareva capirne qualcosa, men che meno chi aveva dato origine alla vicenda complessa, mi accodai comunque alla maggioranza nella speranza che, all'ultimo momento, un granello di sale cadesse nell'acqua e menta di chi ha partorito tale obbrobrio, con il suo cervello A.B.Norme. Non so se la cosa si avvererà o se dovrò nuovamente tornare a privatizzare il mio mondo online, ma per il momento sono di nuovo fuori... (e non solo di testa...!!! ) E, malgrado tutto, continuo a mangiare i biscotti... :P

Piccolo spazio pubblicità

Oggi sono abbastanza incerto! Non so che fare: ho in ballo alcune idee per i nuovi post, che dovrò implementare. Nel primo caso, l'attuale situazione lavorativa mi sta facendo nascere alcune idee abbastanza malsane su certi clienti, idee che sovente tengo per me almeno il tempo di decantare e rendersi più corrette, o svaporare qualora necessario. Nel secondo caso, l'attuale situazione lavorativa mi ha spinto anche a utilizzare sovente l'autostrada, forse più di quanto abbia fatto finora, e a scoprirne vantaggi e svantaggi, individuando casistiche che molti di voi potranno facilmente comprendere e, forse, condividere. Nel terzo caso, l'attuale periodo mi sta portando a rammentare alcuni istanti in compagnia di persone che non ci sono più, a ricordare le loro parole e le loro testimonianze di un passato lontano, ormai forse scomparso per sempre, tristemente, ma che loro stessi hanno fatto in modo che non debba mai più tornare, in quanto l'hanno vissuto e ne hanno...

Ritorno in Serbia 4 - Il viaggio di ritorno

Era prestissimo, ma relativamente buio e pioveva! Mi alzai, andai in bagno, feci la doccia e mi preparai la colazione. Dopo mangiato, raccolsi le ultime cose, le portai in macchina aggiungendole al materiale da zingari che lasciava libero solo il mio sedile, e mi preparai a uscire. Tornai su un’ultima volta, controllando di non aver dimenticato nulla, lasciai il cellulare in bella vista e chiusi a chiave la porta, scesi, salii in macchina e avviai il motore. Uscendo, mi fermai davanti al portone con le cassette postali e deposi la chiave di casa nella cassetta del mio appartamento, quindi risalii in auto e ripartii. Malgrado il carico, il maltempo non era forte come all’andata, quindi riuscii a tenere un’andatura più decente (sempre stando però rigorosamente nei limiti e evitando le infrazioni, che non avevo più nessun modo di contattare Segretaria o Herr Direktor e farmi tirar fuori dai guai nel caso che la polizia avesse deciso di bloccarmi a seguito di comportamenti sconsiderati, co...