Le tecno-pompe!


E quel giorno mi ritrovai a dover seguire un nuovo lavoro, gestito direttamente dai nostri colleghi-rivali.
Per prendere informazioni, salgo su e chiedo chi segue il lavoro, sperando in una risposta identificativa di qualche italiana, magari ‘lei’... ma non è così: li segue una delle architette serbe, la più brava e tosta, devo ammetterlo, e volendo anche una delle più belle malgrado lo sguardo di ghiaccio, ma non è ‘lei’, purtroppo... Oh beh! Vorrà dire che farò pratica di serbinglese ancora una volta, anche se questa me lo fa apposta a mettermi in imbarazzo visto che capisco poco!
Eccola che arriva, entra e mi vede accanto alla propria scrivania, sogghigna e “Ciao! Her desk is there!" Cazzarola! Lo sanno tutte che mi piace ‘lei’? O è solo che sono abituate a vedermi andare direttamente da ‘lei’, visto che seguiamo moltissimi lavori insieme? Boh! Chi se ne frega? Anche se ‘lei’ sta ridendo come una iena che ha trovato una carogna! Ok, rispondo “No, today I want you!"
Lei sogghigna, inizia a carezzarsi il seno con fare voglioso e risponde “Oh, real? Finally! Very good! I’m very happy! Where we go? My house or your house?" e scoppia la risata generale, compresa la mia, finchè le rispondo “I need you for some pumps!" “Ok! Give me it!" risponde lei, leccandosi maliziosamente le labbra, e io mi avvicino alla sua sedia, avvicino le mani alla cintura dei miei jeans e fingo di aprirla mentre lei mi guarda attentamente, osservando per quanto sono disposto ad andare avanti prima che insorgano problemi, mentre la risata e il mormorio generale diventano incontrollabili, finchè mi fermo, levo le mani dalla cintura ed estraggo dalla tasca il foglio con le indicazioni delle richieste che devo fare, lei diventa di colpo seria e il suo sguardo torna di ghiaccio come al solito, si siede e apre la cartella nel suo computer, apre i vari documenti e li stampa, mi consegna la documentazione e io le dico che per fornire alimentazione alle sue pompe, devo vedere esattamente dove sono e come sono, altrimenti non ho modo di procedere.
Ci mettiamo quindi d’accordo per un sopralluogo congiunto il giorno dopo, per recarci sul posto e valutare percorsi e modi di intervento.
Alla fine faccio per uscire “Ok, thanks! See you tomorrow morning!" e lei risponde “Yes, tomorrow for the five pumps! Take many condoms! Remember: I like strawberry!" leccandosi nuovamente le labbra e facendo scoppiare l’irrefrenabile risata di tutte le sue colleghe, e anche la mia: in fondo è piacevole lavorare con delle colleghe scherzose e simpatiche, oltre che molto belle: la giornata trascorre meglio, malgrado tutto!
Stranamente, ho notato che sono l’unico con cui scherzano e ridono senza problemi: con i miei colleghi evitano accuratamente e parlano solo ed esclusivamente di lavoro, chissà come mai?

Una presentazione particolare...

Da quel momento mi è capitato diverse volte di dover presentare i lavori, e sovente mi è capitato di aver problemi col mio serbinglese, ma anche di accorgermi di volta in volta che le cose miglioravano: mi capivano sempre meglio, e io capivo sempre meglio loro.

Un giorno, arriva la solita mail dalla tipa degli acquisti (Purchaising Lady), per la presentazione di un lavoro, al ché raccolgo la documentazione, me la studio bene, e poi partecipo alla riunione.
Al solito, serve un portatile attrezzato per proiettare diapositive nel maxi schermo della "meeting room", e siccome non ne ho altri a disposizione, prendo quello del mio collega Progetta Mannaggiamenti, gli carico i file relativi e procedo verso la sala apposita.

La tipa mi saluta sorridendo "Hi MK! How are you?" "Hi PL! I'm good, and you?"
"Dobro, hvala! You have the laptop?" "Yes, I have here the laptop of PM!"
(capito cosa intendo quando parlo di serbinglese?)
Arrivano i vari delle imprese, ci accomodiamo e, al solito, vedo che sono quasi tutte imprese di edilizia, per cui so già che mi faranno moltissime domande sugli impianti.
Per fortuna, io presento alla fine, quando tutti sono stanchi e qualcuno magari è già anche andato via, anche se la maggior parte sono donne, quindi non si schiodano facilmente... vabbè!
Infatti, parla la collega Architetta della controparte, parlano i vari consulenti esterni su argomenti che nemmeno conoscono, parla il mio collega termomeccanico, e alla fine, quando tutti sono ormai semi annoiati (e il rappresentante del governo se ne è già andato a cercar compagnia per la notte) ecco che tocca a me: mi alzo e prendo la parola sotto lo sguardo attento di tutti i presenti ancora lucidi.
Spiego cosa devono fare (nulla di speciale, come sottolineo più volte, in modo che molti si sentano in imbarazzo a fare domande troppo specifiche) ma alla fine qualcuna chiede, e devo cominciare a spiegare.
Le spiegazioni si dilungano, visto che dopo le prime domande ne insorgono altre, mentre PL comincia a sbadigliare, ma lei è l'ultima a dover andar via.
Alla fine comincia a guardare il maxi schermo, mentre io spiego, e anche altre fanciulle si voltano, osservando ammirate, con alcuni risolini, seguite dai colleghi maschi...
Io alzo lo sguardo e vedo che è partito il salvaschermo, con quella stupida funzione di caricamento random di immagini... e mi accorgo che Progetta Mannaggiamenti, tra le varie immagini, ne ha diverse scaricate da internet, prese dai siti che visita più di frequente, immagini che mettono a nudo (letteralmente) certe dotazioni e certe abilità oratorie di fanciulle vispe e assatanate, tutte interessate a un elemento maschile (credo fosse sempre lo stesso).
Tutte cominciano a ridacchiare, alcune arrossiscono su certe immagini, e poi tutte si voltano a guardarmi con strane luci nello sguardo, evidentemente convinte che il protagonista maschile sia io.
Io le guardo un pochino imbarazzato, poi muovo il mouse e levo il salvaschermo, per riprendere la spiegazione, ma è tardi: sono tutte distratte e quindi PL leva la riunione e manda via tutti, facendo prima firmare il verbale di presenza.
Io raccolgo tutto l'ambaradan, quindi sono l'ultimo a uscire, ma lei non può andar via prima di me, così mi aspetta e usciamo insieme.
La sento quindi sussurrarmi "MK, mmmhh, I don't think that you are so..." "Eh? PL, this is not my laptop, this is PM's laptop..."
"Yes, yes, I know... but I know also that PM is not so! He's not like that!" "Uh?"
Lei mi supera allontanandosi, ma prima mi infila in tasca un suo biglietto da visita e mi dice "Call me, tonight!"
Io la guardo sorridendo, mentre lei mima un bacio con le labbra ed esce dal palazzo.
EVVAI!!!  :P

Sorry for my bad english!

Come ho detto, sovente ho avuto seri problemi di comunicazione, visto che il mio serbinglese non era poi così evoluto come avrei voluto e sperato.

Una volta, giunto da pochi giorni in questo paese, vengo inviato a fare una presentazione di un lavoro alle imprese partecipanti alla gara (qua si usa così), vengo presentato alla tipa dell'Ufficio Acquisti, ai rappresentanti delle varie imprese e siedo accanto a una delle Architette della nostra controparte (mi è andata anche bene: era una fanciulla davvero molto carina, serba, ma parlava e capiva anche l'italiano oltre che l'inglese con una fluidità invidiabile.

Quando costei finisce il suo spiegone e risponde alle domande dei partecipanti, in un inglese talmente perfetto che non ci ho capito manco una parola, tocca al mio collega parlare degli impianti termomeccanici, e quando anche costui si siede, tocca a me parlare degli impianti elettrici, quindi mi alzo, prendo la parola ed esordisco scusandomi per il mio pessimo inglese, che non è certo all'altezza di chi mi ha preceduto (anche perchè il mio collega è più alto di me e l'architetta è un po' più bassottella).

Dopo le prime frasi, vedo sorgere un'espressione di sgomento e di nausea nei volti che mi fissano sempre più attoniti, e odo uno rivolgersi al vicino e dirgli qualcosa in serbo, scatenando allegre risate in tutti i presenti, tranne me che non capisco cosa si sono detti, a parte che parlavano di me!
Chiedo quindi spiegazioni, ma tutti ridono e non si degnano di rispondermi, ed ecco che mi assale il demone dell'Ira Funesta! Mollo un pungo sul tavolo che credo l'abbiano sentito anche due piani più sotto, tutti ammutoliscono e si voltano a guardarmi, mentre io fisso con luce omicida nello sguardo il simpaticone di turno e gli chiedo gentilmente di ripetere il suo commento umoristico su di me.
Lui nicchia, ma il mio sguardo è realmente furibondo, così si alza l'architetta e mi dice, in italiano "Non è niente: ha detto che il tuo inglese fa veramente schifo, ma non prendertela! Stai calmo!"
"Ah si? Non mi importa! Posso anche parlare in italiano, se il mio inglese gli fa schifo! Ma che non provi poi a mandarmi a chiedere una sola spiegazione, che lo prendo a calci in culo fino a Belgrado!"
Lei mi guarda in silenzio, poi si volta e traduce ciò che ho detto, il tipo ammutolisce e fa per alzarsi e raccogliere la sfida, ma guardandomi bene decide che è meglio stare seduto e calmarsi, evitandomi così di passare alcuni giorni tranquillamente a casa a riposarmi, con una bella sospensione del permesso di ingresso...  vabbè: è andata male!
Subito dopo, la tipa degli acquisti interviene mediando la situazione, cogliendo la palla al balzo e dicendomi, in un inglese comprensibile "Plis, spik italian! Architetta can translate for us!"
E fu così che, almeno per quella volta, ebbi anch'io a mia disposizione un'interprete, anche se alcuni termini ho dovuto ripeterli più volte per farglieli capire, mandandola quasi in panico in tali occasioni, visto che si preoccupava che mi arrabbiassi con lei, e temeva che, vista la mia ira di prima e le mie dimensioni rispetto alle sue, potessi farle del male, non conoscendomi bene a fondo!
In fondo, io non ero incazzato nemmeno con quel tipo (siamo poi diventati molto amici) e non mi sarei mai potuto incazzare con lei...

anglo-serbo-piemontese

Come ho già avuto occasione di dire, in questo posto dimenticato dagli dei, per farci capire dobbiamo parlare inglese, lingua talmente comune e talmente nota che chiunque la parla, forse anche gli inglesi.

Nel nostro caso, noi italiani (che siamo tutti molto esperti) parliamo una versione imbastardita di inglese, e i nostri colleghi serbi (che lo imparano guardando la televisione) parlano una versione totalmente imbastardita, e talvolta, casualmente, le due versioni hanno persino dei punti in comune.
Un mio collega chiama questo "patois" col nome di "globish" (da global-english), io che sono più terra-terra, lo chiamo banalmente "serbinglese".

Un giorno, a parte le figuracce che ho fatto con il mio "serbinglese", ho scoperto di aver sbagliato tutto nella vita.

Un mio collega serbo (CS1) ha enormi problemi a parlare italiano, va d'accordo con me perchè i nostri serbinglese praticamente coincidono, ma una volta l'ho sentito urlare al telefono!
Stava parlando (urlando) in serbo con dei cantieristi ungheresi che facevano un lavoro di installazione qua, e gli stavano facendo girare le sfere come turboeliche (tempo prima lo avevano fatto anche con me, ma c'è stata una lieve divergenza di vedute e sono saltate un paio di teste, da allora i miei colleghi mi hanno impedito con la forza di seguire i lavori di questa ditta particolare).
Non essendo una cosa fuori dal normale sentirlo urlare, soprattutto con questa impresa particolare, non ci faccio molto caso, ma ecco che finisce la telefonata, nel senso che chiude la comunicazione, e getta il telefono sulla scrivania, col volto arrossato dall'ira, urlando un epico e sonorissimo bestemmione di prima categoria!

Come ho fatto a capire che si trattava di una bestemmia, non conoscendo il serbo?
Semplice! Ha urlato il bestemmione in un piemontese DOC! Roba che nemmeno Macario ne sarebbe stato capace.

Ho proprio sbagliato tutto nella vita: se avessi saputo che costui conosceva il piemontese, avrei risolto prima i miei problemi di comunicazione!  :P


PS: ovviamente, costui aveva imparato direttamente dal nostro CapoCantierista, infatti quando gli ho chiesto (in piemontese) com'è che sapeva parlare così bene la lingua da cui è poi derivato anche il dialetto francese, mi ha guardato senza capire una sola parola e mi ha risposto col suo solito "Inglisc, plis!"

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...