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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

venerdì 8 giugno 2012

Per giungere là dove nessun elettrotecnico è mai giunto prima...

Ed eccomi qua.
Non ho ancora capito come, ma infine è fatta.
GrandeCapo mi ha chiamato al termine del lavoro che mi aveva affidato. Ora ho finalmente capito che si trattava solo di prove, che voleva solo vedere se ero ancora un mulo da lavoro o se un anno e mezzo di pausa forzata mi aveva danneggiato le risorse professionali, ed evidentemente la prova aveva dato esito favorevole (d'altronde, consegnare tre progetti in tre settimane, senza nemmeno chiedere una proroga per la scadenza, non è da tutti: ci vuole gente tosta, e come dice il proverbio: quando il gioco si fa duro, i duri entrano in gioco, e quando i duri escono dal gioco che è diventato troppo duro per loro, ecco che entro in scena io!  (segue risata diabolica...)
Dicevo che GrandeCapo mi ha chiamato per chiedermi se ero disponibile per un incarico più sul lungo periodo (in realtà ha parlato di un mese prorogabile, ma io so benissimo che al listino ufficiale dei cambi, un mese di GrandeCapo corrisponde a sei mesi di ciascun altro...), e io ho risposto affermativamente, così la discussione si è evoluta verso alcuni passaggi coinvolgenti il suddetto periodo all'estero, in zona servita di tutto punto, tutto spesato eccetera eccetera... e alla fine si è concluso tutto così.
L'ultimo giorno di lavoro dovevamo vederci per definire le condizioni e le caratteristiche di questo incarico all'estero, ma lui non si è fatto vivo, come al solito (era venerdì, come poteva rinunciare a qualsiasi cosa stesse facendo per venire in ufficio a parlare con me?), così me ne torno a casa, ma mentre sto giungendo al portone mi squilla il cellulare e appare il suo numero, rispondo e tralascio i convenevoli:
"Allora ho saputo che hai finito?" "Si, la mia parte è stata completata e ho consegnato il tutto, adesso sta agli altri assemblare il mio lavoro con il loro per concludere la procedura, ma questo esulava dai miei incarichi!"
"Sisi, certo! Ma visto così, che ne dici di partire subito?" "Lasciami almeno arrivare: non sono ancora al portone di casa..."
"Ma certo! No, intendevo dire che potresti partire la settimana prossima, mercoledì, che c'è giusto ProgettaMannaggiamenti che va giù e ti accompagna al tuo alloggio!" "Dovrei almeno prepararmi i documenti e la  valigia, e forse sarebbe il caso di parlarne un attimo prima, di persona... Ci sei lunedì?"
"Certo! Vieni pure che ne parliamo! E approfitta del weekend per fare i bagagli!" "A lunedì, allora. Ciao!"
Giunto a casa, chiamo Commercialista per chiederle consigli, visto che Architetto, il marito, è lì da un anno e mezzo, ma la voce che mi risponde al telefono mi rivela che Architetto è lì (carramba, che sorpresa) e me lo passa, ci salutiamo e poi lui taglia corto e mi richiama sul cellulare, con la scusa di lasciare libera la linea telefonica, ma in realtà per non farsi sentire da nessuno, visto che non è a proprio agio con la suocera.
Mi richiama e mi racconta tutto, mi da consigli su cosa portare e persino su quanto chiedere di compenso, assicurandomi che è tutto spesato e che non ci sono problemi.
Il lunedì vado quindi da GrandeCapo con maggiori informazioni, e ci mettiamo d'accordo sul compenso e sull'incarico, ma devo partire mercoledì nel pomeriggio.
Rinnovo immediatamente la carta d'identità scaduta (anzi, l'ho fatto ancora prima di andare da GrandeCapo, accedendo all'anagrafe appena aperta), e poi procedo verso l'ASL di competenza per scoprire che non ho alcun diritto all'assistenza sanitaria all'estero, visto che sono un libero professionista, ma contemporaneamente non ho i soldi per sostenere le spese mediche in attesa di rimborso da parte del ministero, visto che sono un libero professionista che ha dovuto scegliere tra mangiare e pagare le rate della cassa professionale, e di conseguenza quest'ultima non rilascia il certificato di regolarità contributiva che mi è indispensabile per accedere a tale rimborso (anche se in realtà non è colpa mia: io ho un fondo pensione privato che copre esattamente il debito della cassa di previdenza, ma non è possibile effettuare il trasferimento perchè il fondo privato lo farebbe anche subito, ma la cassa di previdenza non accetta un simile metodo di pagamento: devo provvedere io personalmente tramite bollettini mav, ma il fondo privato non può dare i soldi a me ma deve trasferirli solamente a un altro fondo pensionistico... il classico caso di un cane che si morde la coda, ovvero la classica coglionata all'itagliana, si: itagliana con "gl" esattamente come coglionata).
Visto così, decido che è giusto il caso di evitare di ammalarmi, e mi preparo alla partenza.
Mentre ero da GrandeCapo, scopro che tutti sanno esattamente cosa stava succedendo da prima ancora che lo sapessi io, ma va bene così.
Mercoledì pomeriggio vado alla stazione del bus con il bagaglio rigorosamente pesato per stare sotto i chili permessi, salgo sul bus e, un minuto esatto prima della partenza, arriva il mio accompagnatore (col quale eravamo già d'accordo che o ci vedevamo lì o ci vedevamo a Malpensa), si siede dietro di me e si addormenta dopo due minuti esatti.
Dopo un viaggio lunghissimo sull'autostrada, giungiamo infine all'aeroporto, raggiungiamo la postazione della compagnia aerea giusta e procediamo col check-in, durante il quale mi ritirano la valigia per portarla a bordo.
Fatto questo, ci prendiamo un caffè e poi ci dirigiamo verso l'altro posto di controllo, dove depositiamo il tutto su un vassoio, ovvero il bagaglio a mano compresa la cintura, le chiavi, i soldi e il computer, passiamo attraverso il metal detector e ci dirigiamo infine verso il cancello di imbarco.
Dopo una discreta attesa ci chiamano e ci infiliamo nel tunnel per raggiungere l'aereo e prendere posto.
L'aereo si mette quindi in movimento, dopo che le hostess (non propriamente bellissime come quelle dei film) ci dicono di allacciare la cintura e controllano l'esito delle operazioni, e dopo un'accelerazione fortissima che ci ha schiacciato contro il sedile, si stacca dal suolo lombardo e comincia a prendere quota per salire oltre le nuvole, impedendo quindi la visuale del panorama.
Passo il tempo leggendo una rivista propagandistica della compagnia aerea, dove almeno gli articoli sono scritti anche in inglese oltre che nella lingua ufficiale, mentre le hostess distribuiscono un panino e un bicchiere di succo di frutta (faccio pratica di inglese maccheronico per chiedere un succo all'arancio anzichè mela o pomodoro) e ascolto le comunicazioni del comandante in lingua locale e, infine, in inglese senza capire niente... fino a quando sento che l'aereo inizia a scendere e veniamo avvisati che a breve saremo a destinazione, ed ecco che l'aereo atterra e si risente la vibrazione del carrello, mentre dal finestrino vedo le ali che paiono andare a pezzi, per disporre i flap per la frenata, e infine usciamo dal velivolo, il mio collega mi guida verso l'ufficio controllo documenti e, superata la delicata fase, procediamo verso l'uscita dove ci aspetta un giovane che ci fa salire su quello che apparentemente dovrebbe essere un taxi, e allora il mio collega si volta verso di me e mi chiede:
"Come va? Andato bene il tuo primo volo?" "Sembra di si: non ho avuto crisi di panico, non ho vomitato e non me la sono fatta addosso, quindi direi che è andato bene!"
"Bene, allora che ne pensi della tua nuova casa?" "Che vuoi che ne pensi? Sono appena sceso dall'aereo, ancora non ho visto nulla, nemmeno questa famosa Belgrado!"
Eh si! Il mio nuovo incarico per la Grande Società si svolge in Serbia, ma non a Belgrado, bensì a Kragujevac, ovviamente per conto della solita MegaImmensaFabbricaItalica, attualmente volta alla conquista della Serbia!
Sono appena atterrato in Serbia e, mentre il taxi procede spedito nella buia serata balcanica, osservo silenziosamente i cartelli stradali in lingua serba, scritti con caratteri latini e caratteri cirillici, e mi accorgo che riconosco molti vocaboli... evidentemente la "Campagna di Russia" mi è rimasta in mente... e contemporaneamente, mentre mi giunge l'informazione che la destinazione dista circa 150 chilometri da Belgrado e arriveremo dopo le 23 quindi mangeremo un panino al volo in autostrada, mi immagino il momento dell'incontro con Architetto e con CapoCantierista, ma immagino anche il lavoro che dovrò fare, il tempo che starò qua e, soprattutto, i problemi che ci saranno, primo fra tutti con la lingua serba, anche se devo ammettere che capisco abbastanza bene l'inglese parlato qua... strano: credevo peggio!
Vabbè, sono in Serbia, ora si tratta solo di andare avanti e fare il mio lavoro... e raccogliere storie e aneddoti per il piacere dei lettori, e anche per tenere sempre a mente questa esperienza fondamentale per la mia formazione professionale.

11 commenti:

  1. "La Zastava ... è stata molto presente nel settore delle automobili grazie ad un importante accordo fatto con Fiat sin dal 1953 e portato avanti fino al 2011" (fonte: Wikipedia). Direi che la conquista della Serbia è iniziata già da un pezzo! :)
    Comunque, non vedo l'ora di leggere le storie dalla Serbia. Se sono sbagasciati come ho avuto l'impressione io (cioè, più o meno sbagasciati come i loro omologhi italiani), ne vedremo delle belle!

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    1. Guarda, ti dico solo che qua, tra italici e serbi, hanno dato una nuova definizione al concetto di non-sense!

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  2. E finalmente comincia la Saga dell'Esiliato :)

    Ma dai? Così vecchio e non avevi mai volato?

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    1. Gia', finalmente comincia... :)

      No, non avevo mai volato prima, ma sto recuperando tutti gli arretrati... :D

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  3. Complimenti per la nonchalance con cui hai affrontato il tuo primo volo MK! Non è da tutti! :-)) Buon...lavoro...si può dire? ^_^

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  4. Tranquillo dopo tantissimi voli ho il cagotto quasi ogni volta,specialmente voli transoceanici...

    Ma la roba tosta (nel senso di hard) quando comincia??? :-P

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    1. Non so che dirti: in fondo io sto in volo solo un paio d'ore. Ok, mi sono capitati anche dei momenti in cui l'aereo si convinceva di essere un ballerino, e ho superato tutto. Adesso solitamente mi addormento appena mi siedo e mi sveglio quando tocca terra...

      In settimana novita' anche nell'altra sezione... ;)

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    2. Ultimamente riesco a farmi quelle 6/7 ore di fila di sonno > ultima verso Tokyo, 11 ore non ti passano piú :-(

      Ottimo :-D

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    3. Wow la Serbia é il secondo paese in assoluto da cui ricevo piú accessi! Daghiú! (solo da te púo essere, o no???)

      PS: ma dare una pulita al layout e farlo piú snello,moderno,scattante,performante & perforante?

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    4. Non so se sono solo io, ma sicuramente buona parte degli accessi serbi sono a causa mia :)

      Hai in mente qualcosa di speciale, per il layout?
      Io mi sono basato su quello che ho trovato, con alcuni accorgimenti grafici da parte di mia sorella, che ne ha preso uno e l'ha rivoltato come un calzino e rifatto d'accapo...

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RAM: DIMM 667 MHz 1GiB (espandibile fino a 4)
Scheda video integrata: nVidia GeForce 6150
HDD: Maxtor 6G160P0 da 160 GB (149 GiB)
Porte: seriale, parallela, USB (5), FireWire
Drive: floppy, lettore/masterizzatore CD/DVD
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Sistema operativo preinstallato: GNU/Linux Ubuntu 10.04.1 LTS
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Elenco hardware presente disponibile

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