Biglietti!

Era facile, sul 16, restare imbottigliati nel caos dell’incredibile affollamento, specie quando si riversavano dentro tutte le scuole che stavano sul percorso.
Per fortuna, io avevo un mio sistema per evitare di saltare la fermata, sistema che coinvolgeva due fattori fondamentali: il fatto che io fossi uno studente e il fatto che io fossi uno studente del Politecnico. Apparentemente non ci vedete differenza, vero? Eppure una differenza c’è, minima ma fondamentale!
Il libretto del Politecnico, quello dove venivano registrati i voti, alla prima pagina (quella con i dati anagrafici) era praticamente identica alla tessera dei controllori ATM.
Il fatto che fossi uno studente implicava che sapevo perfettamente come funzionava il cervello dello studente medio nazionale.
Quando si approssimava la fermata a cui dovevo scendere, bastava quindi estrarre dalla tasca il libretto, aprirlo sulla pagina anagrafica (in modo che non si notasse che era un libretto universitario e non la tessera dell’azienda) e alzarlo esclamando “Signori, biglietti!”
Erano tutti talmente abituati al fatto che ci fossero i controllori, che nessuno faceva caso a niente: tutti si giravano per cercare il biglietto nelle infinite tasche dei jeans e dei giubbotti e qualcuno procedeva persino con l’immediata timbratura. E, mentre erano tutti indaffarati nella ricerca, era facile accodarsi al gruppetto di quelli che schizzavano immediatamente verso la porta d’uscita, sperando che il tram arrivasse in fermata prima che il controllore arrivasse da loro (vedere il panico nei loro occhi quando vedevano che mi avvicinavo con la tessera in mano, non aveva prezzo..)
Per farla breve, con questo sistema normalmente evitavo di perdere la fermata, inoltre contribuivo alle entrate dell’azienda (erano parecchi quelli che hanno timbrato il biglietto grazie al mio passaggio) e svuotavo il mezzo dai parassiti (che dovevano attendere quello dopo, dove forse c’erano veramente i controllori, in fondo sul 16 è normalissimo trovarli).
Comunque, ammetto di non aver mai dato nessuna multa.. ;-P

Nessuno stampi! 2

Non solo Segretaria, ma anche Amministrativa.

Prende il telefono e chiama ciascuno di noi, dicendo “...siccome devo stampare su fogli di carta particolari e siccome il mio lavoro è più importante di quello di qualsiasi altro qui dentro, ti prego di non inviare stampe fino a nuovo ordine, per evitare di rovinare quello che sto facendo e sovvertire l'ordine pubblico e le basi della democrazia stessa. Non mandare quindi nulla in stampa fino a nuovo ordine ricevuto direttamente da me in persona!!!...”

Quando si è sincerata che tutti hanno ricevuto la sua telefonata, ovvero dopo un paio d'ore dalla prima telefonata, va alla stampante, apre il cassetto dei fogli, inserisce il carico dei suoi fogli particolari (a volte anche quelli di carta adesiva), chiude il cassetto, ritorna al suo ufficio, lancia la stampa, ritorna alla stampante, prende i fogli, lancia un'imprecazione perché è stato stampato dal lato sbagliato, apre il cassetto, mette un altro carico di fogli particolari, richiude, torna al suo ufficio, rilancia la stampa, ritorna alla stampante, prende i fogli, annuisce soddisfatta, torna nel suo ufficio e rifà il giro di telefonate a tutti gli uffici dicendo “Adesso potete stampare!”

Eri piccola, piccola, così..

La nostra Segretaria è una ragazza carina (secondo i comuni canoni umani), ma piccoletta (e quando dico piccoletta intendo veramente piccoletta: lei dice di essere 1.55, ma credo che consideri anche i tacchi nell'insieme).

Un giorno stavo discutendo con Termico e con Cantierista, e la ragazza era presente, e a un certo punto la discussione cade sull'altezza di un cunicolo che teoricamente dovrebbe essere ispezionabile, e che Cantierista sostiene essere alto 1.30, mentre dalla documentazione risulta a volte 1.50 e a volte 1.20.
Alla fine, Termico sbotta in un “Ma insomma! Ma quanto caxxo è alto?”
Cantierista gli risponde “Te l'ho detto: l'imbocco è alto 1.30! Misurato!”
Termico non è convinto, ma gli sento dire “E quanto caxxo è 1.30???”
Ovviamente voleva un'indicazione visiva, ma nessuno aveva un metro a portata di mano, così Cantierista si volta, poggia una mano sulla spalla della ragazza e risponde “E' così!”

Nel giro di un nano-secondo (tanto per restare in tema ;-P ) Segretaria poggia sonoramente la propria mano sulla faccia di Cantierista, dopo appropriato caricamento di energia cinetica e se ne va via urlando frasi dialettali non ripetibili.

Qua non c'è nessuno..2

Io e Termico eravamo nell'ufficio di Segretaria, quando entra GrandeCapo con un cliente, gli indica Termico dicendo “Questo è il nostro responsabile degli impianti tecnologici!” (ovviamente non dice a Termico chi è il cliente) e scatta la plateale sceneggiata del darsi la mano e del Piacere-Piacere tra Termico e il cliente, poi il cliente si volta verso i rimanenti (io e Segretaria) aspettando che GrandeCapo faccia le presentazioni, ma GrandeCapo lo prende e lo porta verso la Sala Riunioni dicendo a Termico “Vieni che c'è da fare!”
Il cliente ci da un'occhiata veloce rendendosi conto che evidentemente io e Segretaria siamo invisibili per GrandeCapo, ma viene subito smentito da GrandeCapo stesso che urla dal corridoio verso di noi “E voi due a lavorare! Mica vi pago per chiacchierare!”
Beh! Almeno non possiamo dire che GrandeCapo non ci ha visto.. e il cliente ha visto in che mani si è messo..

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...