Sopralluogo con trappola!

Ma non è ancora finita!

Nel sopralluogo, viene con noi anche la nostra architetta, con tutta la sua dirompente e giovanile allegria e simpatia.

Durante il sopralluogo, la simpatica fanciulla fa sempre in modo di starmi accanto, e questo ha finito per farci finire in un angolo fin troppo tranquillo del capannone da visionare, dove lei mi si avvicina ancora di più e mi chiede "Quando vai in vacanza?" "Parto lunedi, perchè?"
"Niente... ti piace stare qua?" "Si, ma me l'avevi già chiesto!"
"Si lo so! Solo che adesso sono cambiate alcune cose!" "Cosa?"
Lei mi guarda un attimo pensierosa, poi sorride "Adesso ci sono tante donne in ufficio!" "Si, ok, e allora? Cos'è cambiato?"
Ed ecco che scatta la trappola: la domanda fatidica, quella che ogni uomo teme dall'alba dei tempi!
"A te chi ti piace di più?"
Occazzarola! E mo che je dico? Come mi salvo da questa storia? L'unica è buttarla sullo scherzo!
"Lo sai benissimo che mi piaci tu!"
Lei scoppia a ridere, ma poi torna seria "No, io voglio risposta seria! Chi ti piace di più?" "Oltre te?"
"Io non conto! Chi ti piace di più?"
La guardo un attimo, è realmente seria, la cosa è grave!
"Lo sai che, qualche tempo fa, uno che ha risposto a una domanda simile ha scatenato 10 anni di guerra?"
"Si, ma è stato millenni fa, e poi era in Grecia!" "Ok, ma la Grecia è vicinissima: c'è solo la Macedonia in mezzo!"
"Ok, ma non mi hai risposto!" "Allora facciamo così: dimmi tu a chi di loro io piaccio di più, e poi ti dirò chi di loro mi piace di più!"
"No, così non vale!" "Perchè no?"
"Perchè io devo sapere chi ti piace di più!" "Ma fammi capire: c'è qualche gara in corso? Io sono il primo premio? Siete ridotte così male?"
Lei mi guarda imbronciata, poi sorride "Ho capito! Tu non vuoi dirmelo! Ma non importa: domani lo scopriremo!" "Eh? Cosa?"
"Tu vieni domani alla cena?" "Certo, perchè?"
"Domani lo scopriremo!"
E mi lascia con questa velata minaccia: non ha più risposto a nessuna delle mie domande!

Dubbi inquietanti!

E all'improvviso tutto divenne di colpo strano e misterioso ai miei occhi!

Sto infatti cercando di capire cosa sta succedendo!
Fino a metà novembre, pareva che Segretaria di fatto non mi potesse sopportare, non più di come mi sopportavano tutti gli altri colleghi, ma da dopo quella data invece è sempre gentilissima e sorridente, qualsiasi cosa le chieda, inoltre mi chiama per chiedermi cosa voglio mangiare e provvede a ordinarlo e pure a consegnarmelo quando arriva.
Eppure, normalmente non va d'accordo nemmeno con gli altri serbi!
Non capisco! Non sono abituato a questo tipo di trattamento: ho sempre il dubbio atroce che abbia qualcosa in mente che non riesco a capire, e non mi piace avere dubbi così inquietanti!

La storia continua quasi quotidianamente, ed è sempre più inquietante!

Oggi scopro di dover fare un sopralluogo presso il cantiere, nel primo pomeriggio, quindi mi tocca mangiar presto per partire, per cui oso andar su da lei per chiederle di anticiparmi l'ordinazione del vettovagliamento, cosa che normalmente sarebbe seguita da un immediato gettarsi sotto la scrivania più vicina per ripararsi da ogni cosa che verrebbe da lei lanciata in tempo zero... urla comprese... ;)

Invece, la risposta è stata "Certo, per quando lo vuoi? Chiamo subito e sollecito!" con un tono quasi iper-glicemico e un sorriso da miss... (ok, di fatto è una donna bellissima e probabilmente avrebbe buone possibilità di arrivare in finale a un concorso di miss locale... anche per via del ridotto numero di abitanti della zona...)
La guardo sconcertato da tale cambiamento nei miei confronti, lei fraintende e sussurra un "Su su, a lavorare! Adesso arriva il cibo!" e mima un bacio mentre mi manda via.

Quando arriva il ragazzo con le vettovaglie, va ovviamente direttamente sopra da lei, e subito dopo lei scende, portandomi il pranzo fino alla scrivania "Ecco qua, mangia che è caldo!"
Davvero sconcertante!
Non è più la stessa donna che ho conosciuto negli ultimi 2 anni e mezzo: è posseduta! Non ci sono dubbi! O_O

Katastrofa!!!

Chiedo scusa ai miei lettori per questo post.

Di solito non pubblico nulla del genere, anche perchè normalmente non dovrebbe essere necessario divulgare certe cose, ma stavolta mi è giunta voce da amici italiani che i notiziari italiani non ne hanno parlato, e alcuni sono rimasti sconvolti scoprendo certe cose da internet e dalle testimonianze di coloro che, come me, hanno visto: mi hanno detto che solo il web sta diffondendo queste notizie, e io non ho alcun modo di verificare se è vero o meno, quindi faccio la mia parte per quanto posso.

Io ci sono in mezzo, anche se sono in una posizione geograficamente abbastanza fortunata,
ma ho visto danni inimmaginabili e un popolo normalmente fiero e orgoglioso che è davvero in ginocchio.




Queste sono solo alcune delle immagini che riportano la situazione della Serbia e della Bosnia in questi giorni.
E' una vera catastrofe naturale quella che si è abbattuta su questa gente.

Le varie nazioni, compresa l'Italia, stanno mandando aiuti, ma c'è bisogno del contributo di tutti, per aiutare questa gente.

Come dice una mia amica di qua, nella sua pagina FB "Anche i nostri piccoli contributi sono di massima importanza in questo momento!":
COMUNICATO UFFICIALE AMBASCIATA SERBA IN ‪#‎ITALIA‬:
E' stato aperto il seguente conto dedicato per la raccolta dei contributi in denaro:
CAUSALE: "Alluvione Serbia"
Ambasciata della Repubblica di Serbia
IBAN: IT 86 I 02008 05120 000400724321
SWIFT: UNCRITM1723
UNICREDIT BANCA
http://roma.mfa.gov.rs/news.php
ANCHE I NOSTRI PICCOLI CONTRIBUTI SONO DI MASSIMA IMPORTANZA IN QUESTO MOMENTO!

Informatevi bene su quello che sta succedendo qua e, se volete e se potete, date una mano.
Diamo una mano!
Grazie :-)

Di nuovo alla carica

E dopo la dipartita per altri lidi di ResponsabileCantiere, ecco che una sera mi ritrovo a casa, a mangiarmi una sottospecie di cena solitaria, mentre guardo le personalizzazioni di xubuntu, quando inizia a lampeggiare l’icona di pidgin.
Apro la finestra dei messaggi e mi ritrovo un messaggio in un italiano stentato ma comprensibile, specie per esser scritto da una serba.
“ciao mk, stai tu bene?” “ciao Bionda, si grazie, e te?”
“cosi cosi... io sono stata male...” “si, lo so, ho provato a chiamarti” (ma non mi hai nemmeno risposto, avrei voluto aggiungere ma nel periodo natalizio divento quasi buono...)
“si, io so, ma io non ero riuscire a parlare...” “nema problema!”
“sei in italia o in serbia?” “in serbia, parto la prossima settimana per l’italia”
“e poi torni in serbia?” “si, dopo 2 settimane”
“ah ok!” “cosa posso fare per te?”
“niente... io so che quasi tuo natale, io volere fare auguri a te!” “ti ringrazio, i miei te li farò piu’ avanti, visto che il natale ortodosso è sfasato di 15 giorni”
“si, io so che siamo diversi...” “già...”
Alcuni istanti di silenzio, terminati i convenevoli, e vedo che scrive e cancella continuamente, ma non invia nulla, quindi provo a chiederle direttamente: “Bionda, hai bisogno di qualcosa da me?”
Vedo che cancella tutto quello che stava scrivendo, poi ricomincia a scrivere e invia
“no grazie, io ho tutto quello che serve me” “ok, bene”
“solo...” “?”
“ecco... io volevo chiedere te se potevamo vederci prima tu andare in italia...” “certo, a parte sabato e lunedi, per il resto dei giorni la serata è libera, con i miei soliti orari ovviamente”
“domani sera tu puoi?” “si, certo, dove e a che ora?”
“8 e mezzo di sera, io passa prendere te con mia macchina, ok?” “ok, va bene”
“tu piace mangiare a palas?” “si certo, hanno una ‘bechka’ molto buona e anche il ‘meshano meso’ non e’ male!”
“dobro... io passa prendere te e andiamo a palas, mangiamo e parliamo, ok?” “ok, a domani”
E l’indomani, uscito dal lavoro, mi feci una doccia, mi cambiai con un abbigliamento maggiormente decente e aspettai, fino a quando mi squillò il cellulare, risposi e lei mi disse “io sono qua sotto con mia macchina, tu scendi!” “ok, arrivo subito!”
Scesi, uscii e salii nella sua auto che mi aspettava posteggiata davanti all’ingresso del cortile, stretta di mano e soliti bacetti, lei mise in moto e mi sentii immediatamente simile a ResponsabileCantiere, per cui quella situazione era praticamente la normalità, con la sola differenza che nel 75% dei casi era lui che andava a prendere lei e solo nel rimanente 25% era lei che veniva a prendere lui.
Bionda era comunque triste per la sparizione di lui, era stata parecchio male e mi hanno detto che è stata anche ricoverata in ospedale, ma a parte il viso sciupato, ora si sforzava di simulare un’allegria che non aveva realmente.
La serata è proseguita con una cena infarcita di chiacchiere e di risate, volendo anche vere malgrado tutto, fino a quando siamo usciti.
La sua guida ci ha portato, in maniera praticamente automatica, davanti al solito locale dove loro erano soliti imbottirsi di alcool per almeno un paio di ore buone, prima di raggiungere il letto più vicino.
Lei ferma automaticamente la macchina, poi si ricorda che io non sono lui, e mi guarda un istante confusa, io sorrido “Ok, una birra ci sta bene!” “Bene, andiamo!” risponde lei sorridendo.
Entriamo e ci accomodiamo al tavolino, bevendo qualcosa, e noto che lei prende roba leggera (ovviamente deve guidare, ma evidentemente non vuole perdere il controllo).
A un certo punto, mi si avvicina e mi dice all’orecchio “Andiamo via?” “Ok, come vuoi!”
“No, se vuoi stare ancora, stiamo!” “No no, andiamo!”
Ci alziamo, usciamo, andiamo alla sua macchina e lei mette in moto, mi porta a casa e parcheggia, poi mi da la mano e i soliti 3 bacetti, io faccio per scendere e lei mi guarda stranamente, come se aspettasse qualcosa da me.
La guardo anch’io un istante, penso un attimo alla situazione e mi rendo conto che in questo momento è una donna sola e disperata, non vuole andar via, vuole ricominciare a vivere ma non sa farlo da sola, ha bisogno di stare con qualcuno che conosce e sa esserle amico, ha bisogno di amicizia e di affetto, e forse non solo di questo.
Le sorrido e le dico “Vuoi salire? Ancora un bicchierino? Ho qualcosa nel frigo...”
Lei finalmente sorride felice come una bambina di fronte a un giocattolo nuovo e scende dalla macchina, avviandosi allegramente al mio fianco verso il mio alloggio.

PornoFoto

Premessa: in ufficio, per tenerci in contatto con vicini di scrivania e/o inquilini dei piani alti, utilizziamo normalmente skype, perennemente acceso sia sul computer di bordo che, per chi ce l'ha, sullo smartphone aziendale, ovviamente io ho lo smartphone aziendale ma non ho installato skype, che uso invece sul computer aziendale (dato che sovente capita che devo parlare con i colleghi italiani) dove naturalmente non c'è la scheda audio (forse costava troppo...) e quindi skype è di fatto relegato a un sistema di messaggistica testuale, perdendo l'immediatezza della comunicazione vocale.

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Un giorno, mentre sono intento a controllare la documentazione arrivata via email per le approvazioni di quanto dovrà esser realizzato dalle imprese, vedo lampeggiare l'icona di skype che mi comunica esserci un messaggio in arrivo, e siccome di solito l'unica persona che mi manda messaggi su skype è la nostra affascinante Segretaria italiana, ben lieto di distogliere lo sguardo dagli accrocchi serbi per vedere la foto del suo bel faccino, apro la finestra relativa e mi accorgo, con lieve delusione, che non si tratta di lei, ma di PornoStar, che stranamente mi manda un messaggio "Can I show You a thing?" "Yes, of course!" le rispondo, pensando che stia per mostrarmi qualcuna delle solite cazzate che pare siano il suo marchio di fabbrica (abiti sexy, scarpe con tacchi improponibili, accessori di ultima moda che non penso sarà mai in grado di comprarsi, giochini erotici per donne sole, cose così...)
Lei allega un file di una foto, me la invia, io la apro e... mi parte un'esclamazione che fa sollevare lo sguardo a tutti i serbi presenti, che si voltano subito verso di me spaventati... nessuno però osa alzarsi dalla sua sedia per venire a controllare cosa sia successo, per fortuna.
Un istante dopo arriva un altro messaggio "How you think?" "What's this?"
"I think to put this picture on my skype's profile!" "Are you sure?"
"Yes, but I want before your opinion!" "My opinion? Why?"
"Yes... because you're italian and you know company'style and I need to know if it's ok or not!" "Ehm... it's a beautiful picture (but it's normal: you're a beautiful woman) but I think it's not really ok for professional profile..."
Qualche secondo di attesa, poi appare il successivo messaggio "Why not?" "Eh?"
"I'm sales manager, I think this photo it's ok for my profile: people must accept my proposal!" "Yes, sure! But I think that for GrandeCapo is not ok..."
"Why?" "Because is not professional! You must use, in my opinion, normal dresses that you use in office!"
"I've use my normal dresses for this photo!" "No, PornoStar: I've seen you when you're coming! Your dresses are not these! And I've never seen you with these dresses here!"
Alcuni istanti di silenzio
"But... what's the problem in this photo?" "There is not a problem in the photo! Problem is that you must sale our services... and in this photo... PornoStar... This photo is too sexy for a professional profile!"
"Are you sure?" "Yes, I'm sure!"
"Too sexy?" "Ask to Segretaria, if you don't believe me!"
"No no... she always says I'm kurva!" "And you avoid to put this kind of photos..."
"What's sexy? Too big tits?" "Yes, too big (and not real...) and too open shirt and..."
"Not real??? But... but..." "PornoStar, I know You!"
"FckYou!" "Ok, bye..."
"WAIT!!! You don't like it?" "For your private profile it's not a problem, but for professional profile is too hard..."
"Ok, I don't change! Thanks!" "Welcome! Don't worry: your profile's photo it's ok: you're a beautiful woman and this is clear... but to sale our services, it's not important a sexy photo: it's important your capacity of sales manager!"
"Are you sure?" "Normally yes, if in Serbia it's not so, I don't know!"
Altri istanti di silenzio
"Ok, thanks!" "Welcome! And the photo?"
"Take it, if you like" "Yes, of course: I plot it like poster and I put in my bedroom! :D "
"Eh??? NO NO!!! NO!!! I don't want! DELETE MY PHOTO!!! IMMEDIATELY!!!" "Ahahah! You joke? I don't delete nothing! :P "
Nemmeno 30 secondi ed era scesa, malgrado i tacchi e la scala, posizionandosi accanto a me, che controllava attentamente che cestinassi la sua foto e svuotassi il cestino subito dopo.
"It's ok now?" "Yes, ok! Bye!"
"Bye..."
Peccato che non abbia pensato che la sua foto era comunque memorizzata nel mio computer... XD

Italians on the street!

Quella mattina, approfittando della bella giornata, stavo andando a piedi verso il nuovo ufficio, che peraltro non è poi molto distante da dove abito, approfittando dell’occasione per respirare un poco di aria inquinata (che a noi torinesi fa sempre bene, permettendoci di ricordare l’ambiente famigliare) e nel frattempo dedicandomi alla visione delle fanciulle serbe, che normalmente merita parecchio, specie quando si passa vicino a un liceo!
Superato il liceo, e attraversata la strada, faccio un cenno di saluto a GrandeCapo che sta entrando nella panetteria per comprarsi qualche cosa da mangiucchiare in una seconda colazione pre-spuntino da prima del pranzo (poveraccio: lavora troppo, deve quindi nutrirsi molto! :P )
Un istante dopo, mentre procedo verso l’ufficio, sento un rapido rumore di tacchi in avvicinamento, ma l’incredibile presenza femminile nell’ambiente mi impedisce di preoccuparmi più di tanto, almeno fino a quando questi tacchetti sono immediatamente dietro di me e accennano al sorpasso (qualche impiegata che rischia di essere in ritardo sul lavoro, immagino) e mi scosto un pochino per lasciarla passare, ma non sorpassa: sento una mano avvinghiarsi alla mia e una voce sensuale sussurrarmi “Ciao MK!”
Mi volto “Ciao PornoStar! Kako si? (come stai?)” “Dobro, hvala, ti? (bene, grazie, e te?)”
Facciamo quindi gli ultimi metri prima dell’ufficio chiacchierando del più e del meno, in inglese (il mio serbo si limita a poche parole, per fare conversazione) con lei che fa la gatta morta avvolgendosi attorno al mio braccio, peraltro obbligandomi a tenerlo disteso e di conseguenza con la mano pericolosamente vicina a certe zone che tendono a diventare pericolosissime, quando appartengono a una collega pericolosa come lei!
Un attimo prima di entrare, la sento che mi dice “All italians are on the street today!” “Beh, con la crisi che c’è, non è difficile!” rispondo io, lei si mette a ridere e mi indica colui che sta attraversando la strada, ovvero CapoCantierista, che si avvicina a noi, o meglio a lei, e le chiede qualcosa su qualche offerta che deve essere fatta (e che lei dovrebbe mandare al cliente)
Ovviamente, mi rendo conto che mi tocca ancora una volta fare da interprete, e così traduco la richiesta di CapoCantierista, ma vedo che lei sorride, e risponde in un italiano sufficientemente chiaro, così dico “Bene! Allora vedo che posso smettere di farvi da interprete, dato che anche lei ormai parla italiano! Meglio... per me e per voi!” “Ma sta bravo, che con te si è avvinghiata come fosse una gatta in calore...” risponde lui, facendomi voltare verso di lei per vedere se ha capito e come reagirà a questa frase molto poco gentile... Per fortuna, il suo sguardo confuso mi fa capire che non ha capito, e infatti mi dice “Translate, please!” “Niente di che, ha detto che è geloso del fatto che sei avvinghiata al mio braccio e non al suo!” ho risposto, mentendo.
Lei scoppia a ridere, si stacca da me, lo abbraccia e lo bacia sulle guance, i soliti 3 bacetti serbi, poi chiede in italiano “Adesso ok? Tu contento?”
Lui si mette a ridere e io chiudo la partita “Bella roba! Lui è appena arrivato e subito baci e abbracci, e a me niente!”
Ancora una volta, lei si mette a ridere, mi abbraccia ed elargisce i 3 bacetti anche a me, poi entra in ufficio, e io mi volto verso CapoCantierista “Dai, anche stavolta ti ho salvato! Meno male che non capisce quasi niente di italiano!” “Salvato? Sapevo benissimo che non capisce niente! Quella tr... capisce solo una cosa!”
“Continua, e la prossima volta che mi chiede di tradurre, lo faccio sul serio! Vai a lavorare, dai, che è meglio!” e mi infilo dentro l’ufficio anch’io, incurante della risposta.

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...