Nuovo ordine 2

GrandeCapo arrivò, fece quello che doveva fare, e si rifiutò ostinatamente di parlare con me!
No, non so il motivo, ma ogni volta che gli chiedevo se potevamo parlare, si rifugiava dietro una serie incredibile di scuse, al punto che ero obbligato a chiedere informazioni specifiche direttamente al collega suo vice, che mi rivelava alcuni dettagli sui piani di GrandeCapo, inerenti a quello che riguardava sè stesso (ma dai quali potevo trarre indicazioni per la mia questione personale, sulla base delle similitudini) oltre a riferirmi pettegolezzi ai limiti dell'assurdo sulle vicende che coinvolgevano i colleghi serbi, e soprattutto le colleghe serbe!

Naturalmente non si può vivere avendo solo informazioni di questo tipo, così una sera cominciai a sfogliare un social network a cui sono iscritto, dedicato principalmente ad attività lavorative e professionali, e cominciai a rispondere ad alcuni annunci relativamente interessanti. Il bello di un social network, a quanto pare, è che qualsiasi cosa si faccia, chiunque lo viene a sapere!
Tra i miei contatti, ci sono sia i pochi colleghi italiani rimasti qua, che GrandeCapo stesso (lo so che non si fa, ma a stretto rigor di logica per me è solo un cliente, nulla di più) e dopo un paio di giorni, costui mi chiama nel suo ufficio per dirmi che l'indomani sarebbe partito con me, per l'aeroporto, quindi saremmo andati via con la macchina e aveva già fatto disdire il taxi. Ammetto che la guida del nostro taxista ufficiale è ai limiti dell'autodistruzione e che ci sono state un paio di occasioni in cui GrandeCapo stesso aveva assistito a cose da incubo, ma visto che non ha mai detto a Herr Direktor di cercare un altro taxista, alla fine gli andava anche bene così, però questa novità aveva qualcosa di sconvolgente:
  1. significava che dovevo fare da autista nell'autostrada serba, con la punto e lui seduto dietro, quindi limitarmi nella velocità
  2. dovevo fermarmi a tutte le stazioni di servizio per permettergli di fumare (vabbè, magari mi offriva anche il caffè)
  3. doveva parlarmi, e forse sarei riuscito a parlargli anch'io!

Difatti, appena imboccammo l'autostrada, mi chiese di fermarci al primo autogrill, e così feci.
Lui fumò la sigaretta, poi, quando ripartimmo, mi chiese "Qual è il problema?" "L'organigramma!"

"Come mai? Sei l'ingegnere senior per gli impianti elettrici!" "Ti ricordi quando ti ho detto che, combinato così, sarebbe stato incomprensibile per i serbi?"
"Si, ma..." "Appunto! Secondo loro, io sono solo un aiuto caddista elettrico, o poco meno!"
"Eh?!" "Certo: loro l'organigramma lo vedono a piramide, non a matrice: io sono sotto colui che dovrebbe essere il mio assistente, secondo come vedono loro!"
"Impossibile!" "Ma vero!"
"Ma è ben chiaro! Scritto bene!" "Evidentemente, allora, i nostri colleghi non sanno leggere!"
"Non posso cambiare nulla!" "Allora dovrò cambiare qualcosa io!"
"Aspetta! Io ho dei piani che coinvolgono tutti, anche te! Ho bisogno di tempo per attuarli, ma tu mi servi!" "Quanto tempo?"
"Ho bisogno di 6 mesi: entro aprile tutto dovrà essere come voglio io, in questa ditta!" "Aprile?"
"Aprile! Entro fine aprile qua sarà tutto diverso! Per tutti!" "Ok, aspetterò aprile! Ma nel frattempo faccio il caddista o l'ingegnere?"
"Nel frattempo, chiamerò Segretaria e le ordinerò di spiegare bene a tutti come deve esser letto quel f...o organigramma!" "Speriamo che sappia farlo! Ok, vada per aprile!"
"Ottimo: non te ne pentirai! Adesso, per favore, fermati all'autogrill... ti va un caffè?" "Ok!"

Arrivammo quindi all'aeroporto, dopo diverse soste, durante le quali mi rivelava alcuni dettagli dei suoi futuri piani, e ci recammo al ristorante per mangiare, ma finalmente avevo una relativamente discreta idea del futuro serbo e ammetto che, in fondo, non mi dispiaceva farne parte, così decisi che potevo attendere aprile, per vedere cosa sarebbe cambiato (peraltro, difficile che qualcuno mi avrebbe risposto prima del nuovo anno, visto che ormai eravamo quasi a meta' ottobre, quindi non mi costava nulla sopportare la trincea ancora per 6 mesi)

Nuovo ordine

L'orda dei barbari era quindi calata nel nuovo ufficio!

Ritrovammo i vecchi colleghi, ritrovammo Herr Direktor, ritrovammo la nostra Segretaria, facemmo conoscenza con la nuova Contabile e ritrovammo anche PornoStar, che era talmente felice di averci tutti lì che pareva dovesse sterminarci da un momento all'altro!

A seguito di quanto sopra, vista la gioia negli occhi delle fanciulle e dei colleghi ormai convinti di non aver mai più a che fare con noi rozzi cantieristi, ci rintanammo nel nostro open space e da lì restammo in attesa di convocazioni presso il piano superiore (dove, oltre ai suddetti colleghi, vi erano gli uffici presidenziali) e le uniche visioni di cotanta beltà si avevano solo quando le suddette entravano, uscivano o scendevano per uscire a fumare, obbligate in tali occasioni a salutare i colleghi già presenti, almeno i serbi (alcune volte si voltavano verso di me e aggiungevano un "ciao" ma nella maggior parte delle volte mi accontentavo del generico "dobro iutro!" mattutino e "dobro vecer!" serale (non è che mi importasse più di tanto che mi salutassero: l'importante era solo che non mi sparassero addosso, che da queste parti i kalashnikov sono piuttosto comuni...)
Per il resto della giornata, la nostra unica visione di bellezza femminile serba era l'allegra presenza di Ingegnera che, essendo parte dello staff produttivo, sedeva con noi nell'open space, collaborava con i lavori e, verso metà mattina, mi preparava pure un delizioso nescafè, con l'acqua del boccione.


Comunque le cose non potevano certo durare a lungo in tali condizioni, in quanto le scissioni e le divisioni dovevano esser ricomposte, la lama che fu spezzata doveva esser riforgiata, per ottenere una spada pronta a essere usata contro qualsiasi avversario, e questi cambiamenti futuri erano già nella mente di chi aveva il potere assoluto, o comunque agiva per ottenerlo senza alcun vincolo restrittivo da parte di terzi: la democrazia è per gli ateniesi, questa è sparta!!!

GrandeCapo, in prima persona personalmente e di persona, aveva riferito al suo vice i vari cambiamenti che aveva intenzione di attuare, e lui era giunto a dirceli pure a noi, in una strana forma di solidarietà nazionale: ormai eravamo in 5 italici, una vera minoranza etnica, e i colleghi serbi si sentivano sempre più forti e spadroneggianti.

Da queste pseudo riunioni, venni a sapere che le intenzioni di GrandeCapo erano di stravolgere completamente l'ordine pubblico creato dal precedente ResponsabileCantiere (sotto i fumi dell'alcool, a detta di GrandeCapo) sostituendolo con un nuovo ordine creato a sua immagine e somiglianza (sotto i fumi di qualcosa non proprio coincidente col tabacco, a detta di CapoCantierista)
Nulla di straordinario, per quanto mi riguardasse, ma qualcosa mi faceva pensare a delle incongruenze in questo nuovo ordine: niente di definito, solo una sensazione interna, come un tremito nella Forza, qualcosa che percepivo ma non riuscivo a individuare, eppure sapevo che c'era, e dovevo capire dove e cosa fosse il prima possibile!

E l'occasione si pose immediatamente, quando seppi che, nel giro di alcuni giorni, sarebbe giunto tra noi mortali proprio GrandeCapo in persona!

Nuovo ufficio

E fu così, quindi, che mi trasferii col gruppo presso la nuova sede.

Il pomeriggio prima, incuranti del lavoro che dovevamo fare, i tecnici dell'assistenza informatica passarono in cantiere a portar via ogni computer, impedendoci quindi di procedere, e permettendoci per la prima volta da che ero in Serbia, di uscire dal lavoro a un orario in cui c'era ancora il sole.

Il mattino dopo, ci recammo in orario tardo presso la nuova sede, dove ci era stato detto che gli stessi addetti avevano provveduto a sistemare tutto (infatti non avevano ancora fatto niente quando arrivammo, quindi attendemmo mentre sistemavano le apparecchiature nelle varie postazioni e le collegavano, secondo un tipico schema locale: tenendo per ultimi quelli che avevano maggiori necessità di procedere al lavoro e facendo per primi quelli che nemmeno erano sul posto in quanto impegnati in giri nel cantiere.

Noi ci trovammo quindi a perder tempo, vagando per l'ufficio e collaudando accuratamente la macchinetta del caffè, per la gioia di coloro che vedevano questa calata di barbari approfittatori della suddetta macchinetta.

L'ufficio nuovo, man mano che si completava, non si rivelava essere in realtà nulla di speciale, ma almeno si stava al caldo e, con l'inverno alle porte non era cosa da trascurare, inoltre avevo il mio posto tranquillo, dove potevo operare senza problemi.
Mi approssimai al mio posto e mi accorsi che gli addetti alla realizzazione impiantistica non avevano prodotto nulla di buono, quindi li andai a prendere e dissi loro, nel mio perfetto inghilterrese, di sistemare tutta la mia postazione, loro dissero qualcosa che non mi sembrava proprio un "si" (o un "da") e io incominciai ad alterarmi.
Un paio di sonori rintocchi sulla scrivania con un pezzo di legno trovato in giro, gli addetti alla sistemazione pensarono stranamente che al posto della mia scrivania poteva esserci la loro schiena o la loro testa, e provvedettero a sistemarmi il tutto.

Andai quindi a prendere un telefono voip e dissi loro di sistemarmelo, loro nicchiarono di nuovo, io mi voltai verso il legno e allungai la mano, e un istante dopo li vidi che stavano collegando il telefono al mio computer.

Ovviamente, per fare il collegamento, levarono il cavo di rete dalla postazione del mio vicino di scrivania, ma in fondo lui era intenzionato a restare con CapoCantierista fino alla fine, e aveva espresso chiaramente il fatto che non aveva alcuna intenzione di lavorare nello stesso posto dove c'era anche il famoso collega che aveva danneggiato il suo mentore (a nulla valse il fatto che il suddetto si trovasse al piano superiore e lui non avrebbe mai avuto necessità e occasione di vederlo)
Feci presente la cosa e mi risposero con tipico stile serbo "Quando arriverà ci penseremo!"

Ovviamente capii che dovevo pensarci io, e l'indomani recuperai un cavo di rete, per provvedere a un collegamento opportuno, senza danneggiare il collega.

Così passo il primo giorno nel nuovo ufficio, e venne la sera e tornai a casa!

Guerra (in)civile 2!

Come dicevo, nulla di nuovo sul fronte orientale, ma si sa che in una simile situazione di conflitto su due fronti contrapposti appartenenti però allo stesso esercito, quello che vince è chi è più vicino a chi comanda davvero, e il collega rinnegato stava ora lavorando come aiutante diretto del GrandeCapo, inoltre ResponsabileCantiere aveva un punto debole notissimo e facilissimo da utilizzare contro di lui, specie da chi ha il potere decisionale.

Venne infatti il momento in cui, complice una denuncia da parte della committenza stufa di trovarsi davanti un elemento che, dopo pranzo, emanava il classico odore di una distilleria clandestina (e ne rivelava praticamente ogni effetto collaterale), GrandeCapo, coadiuvato per l'occasione da altri soci della GrandeSocietà, convocò ResponsabileCantiere e gli fece presente, con la massima gentilezza e diplomazia di cui è capace, che era stufo di vedere un alcolizzato che dettava legge in cantiere e mandava tutti a fare in culo, clienti compresi!
Gli offrì l'alternativa di scegliere tra andar lui a fare in culo direttamente o andare nel nuovo cantiere appena aperto presso la giungla amazzonica, evitando accuratamente di alcolizzarsi, anche grazie agli esami del sangue da effettuarsi ogni mese!

Ovviamente la scelta fu immediata, e dopo un mese se ne andò verso il territorio amazzonico.

E quindi la guerra era quasi finita, ma c'era ancora un avversario!

Come dicevo, la nostra sede presso il cantiere era ormai in demolizione, viaggiavamo sull'orlo di un abisso (letteralmente) e rischiavamo parecchio, per cui fu finalmente deciso che andassimo via e ci recassimo presso i nuovi uffici, ma CapoCantierista non era ben accetto e lui stesso detestava l'idea!

Fu quindi deciso che lui stesse, con il suo braccio destro e il suo braccio sinistro, presso la sede locale, elemosinando un posto in un nuovo capannone, mentre noi ci trasferivamo presso la nuova sede, dove arrivammo in tempo per veder finire le sistemazioni dei lavori impiantistici necessari.

Ma CapoCantierista continuava comunque a rompere le scatole, cercando di attirarci di volta in volta presso il cantiere, e a dar fastidio con le sue tattiche. Visto però l'andazzo, cominciava comunque a lamentarsi e a dire che era ora che lui tornasse in Italia, che era stufo eccetera.

E il collega si fregava le mani soddisfatto!

Guerra (in)civile!

E infine venne il giorno!

Da un bel po' di tempo, praticamente da quando lo staff si era diviso in due (i cantieristi da una parte e gli amministrativi dall'altra) era scoppiata una vera e propria guerra interna, senza esclusione di colpi, combattuta sostanzialmente con le armi della diffamazione e dell'anticollaborazionismo.

Grandi fautori di questa situazione di belligeranza, erano ResponsabileCantiere e CapoCantierista: il primo per il semplice motivo che gli amministrativi (o come diceva lui i parassiti) erano sfuggiti di fatto al suo dominio assoluto e avevano rinnegato la sua divinità, agendo in maniera contraria ai suoi comandamenti; il secondo perchè godeva nel sobillare il primo, rendendolo succube delle sue idiosincrasie e obbligandolo di fatto ad assumersi la responsabilità di tutte le sue trame oscure (non è chiaro: CapoCantierista sobillava ResponsabileCantiere, facendolo agire come voleva lui, ma scaricando quindi sull'altro le responsabilità di azioni poco pulite)

Man mano che capitava l'occasione, i due si accanivano contro qualcuno a caso, sovente colpevole di non aver risposto una volta nel modo corretto a uno dei due (per modo corretto si legga: rispondere nel modo che l'altro vuole sentire, indipendentemente dal fatto che sia o meno la risposta giusta, e ovviamente accettare in seguito tutte le responsabilità derivate: questo era il modo corretto, adottato da molti colleghi con la vocazione del capro espiatorio) rendendogli di fatto la vita impossibile (mobbing? no, troppo semplice: il mobbing in confronto è un giochetto da ragazzini) e alla fine questo inevitabilmente si cercava un altro posto di lavoro.
La situazione era andata avanti parecchio, e nei due anni e mezzo che sono qua ho visto andar via almeno 4 colleghi per tali motivi.
A un certo punto, con l'avvento del nuovo GrandeCapo e delle sue idee fantascientifiche, uno dei colleghi rimasti, stufo di esser denigrato e diffamato continuamente, accetta di prendere nuove mansioni e trasferirsi nel gruppo dei "parassiti".
La goccia che ha fatto traboccare il vaso!
La guerra scoppiata, le diffamazioni allucinanti, oltre i limiti della denuncia, il divieto di collaborazione con tale collega al punto che qualsiasi richiesta arrivasse da lui era da valutare a priorità 0, ovvero dopo tutte le altre, comprese quelle che arrivavano nel frattempo che si sbrigavano altre pratiche.

Ovviamente, la situazione non poteva durare, e i due non avevano fatto i conti con il carattere particolare del collega, che rendeva pan per focaccia su tutto, trasmetteva ogni cosa a GrandeCapo e, dal canto suo, ribatteva con analoghe diffamazioni alle accuse che gli venivano rivolte.
Nulla di nuovo sul fronte orientale, ma è buono da sapersi che quando qualcuno agisce così su due fronti contrapposti appartenenti però allo stesso esercito, quello che vince è chi è più vicino a chi comanda davvero, e il collega rinnegato stava ora lavorando come aiutante diretto del GrandeCapo!

Le sue armi erano scaltrezza e opportunismo, ma anche una profonda conoscenza del nemico.

Una volta, in aeroporto, approfittando della contemporanea presenza di GrandeCapo, riferì di alcuni episodi recenti, sottolineando scaltramente un dettaglio, facendolo apparire come di nessuna importanza, ma sapendo bene che avrebbe innescato una reazione terribile: riferì che in più occasioni ResponsabileCantiere aveva denigrato apertamente GrandeCapo stesso (ovviamente in sua assenza). E' stata forse l'unica parte del discorso che ha realmente attirato l'attenzione dello stesso, e non solo l'attenzione ma anche la scintilla di innesco della vendetta!

Un'altra volta, i due si sono resi colpevoli di un agguato mafioso a Segretaria, secondo una classica trama da telefilm, hanno giocato la parte del poliziotto buono e di quello cattivo, aggredendo verbalmente la ragazza per obbligarla a fare alcune pratiche secondo la loro volontà, non propriamente coincidente con la modalità corretta di esecuzione del lavoro o con le idee (ricordiamo fantascientifiche) di GrandeCapo stesso.
La ragazza, sottoposta a un'aggressione verbale che ha fatto gelare il sangue anche a me, testimone involontario (e automaticamente colpevolizzato dalla stessa a livello degli altri due) ha dato poi sfogo alle emozioni con un pianto, seguito da una comunicazione via email a GrandeCapo stesso, con relativa denuncia verso tutti e tre (si, anch'io sono stato denunciato)
GrandeCapo, che comunque ha ricevuto contemporaneamente una seconda email di spiegazioni dal collega di cui sopra, anch'egli testimone involontario, ha capito cosa è successo: mi ha poi convocato e chiesto spiegazioni, giudicandomi innocente e facendo notare anche alla Segretaria che io non ero colpevole di nessuna aggressione.

Ovviamente non sono stati i soli episodi, ma quelli più esplosivi.
Inoltre, ResponsabileCantiere aveva un punto debole notissimo e facilissimo da utilizzare contro di lui, specie da chi ha il potere decisionale! E GrandeCapo a un certo punto ha deciso di scatenare la controffensiva!

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...