Sono una donna...

E' un po' che mi faccio i caXXi miei e me ne sto in silenzio con i colleghi (anche perché ho esaurito la mia dose di pazienza e comprensione per i prossimi 20 anni.. forse se ne saranno accorti anche nei forum con i quali collaboro, che ormai do risposte secche e nervose..), e tra l'altro ho anche una serie di casini da gestire di commesse altrui che vengono rispedite indietro e ricadono su di me, e ovviamente coloro che fecero il crimine iniziale non sono capaci di rammentare cosa hanno fatto, quindi devo fare un lavoro di 'reverse engineering' dei loro progetti per ricrearli da zero..
All'improvviso mi rendo conto che sia Termico che Stagista non ci sono, siamo solo io e Termica che sorvegliamo il forte.. ma non me ne frega niente!
All'improvviso (di nuovo) mi sento chiamare: “MK, tesssoro!
Alzo lo sguardo e vedo lei, Termica, appoggiata allo stipite della porta, completamente nuda e palpitante di desiderio.. seeeee, come no.. la vedo sì appoggiata allo stipite della porta, ma completamente vestita che, sbattendo rapidamente le ciglia, mi fa “La stampante non funziona!” “Chiama l'assistenza!”
“Ma no, io devo stampare subito” “E io che c'entro?”
“Tu sei così in gamba.." "Le tue gambe sono meglio delle mie, puoi prenderla a calci anche te..”
“Ma che dici? Tu la sai far funzionare!" "Non ho il tempo di cercare i difetti e sistemarli!”
“E mica posso farlo io da sola: io sono una donna..” “Sei incinta?”
“Certo che no! Ci mancherebbe.." "Hai il tuo ciclo?”
“No, ma che ti frega?" "Hai problemi a usare le mani?”
“Ma vaffan.. che caXXo dici?” “E allora mi spieghi che caXXo c'entra il fatto che sei una donna?”
“Non so cosa devo fare e in ogni caso non sono capace di farlo!” “Che dice il display?”
“Sostituire il toner” “Quale? Ce ne sono 4”
“Il giallo..” “Scorri il display e ti dirà come fare”
Inizia a imprecare, mentre segue le istruzioni con un fracasso allucinante e, miracolosamente, completa l'operazione in soli 40 minuti..
Riavvia la stampa sospesa e, dopo solo un foglio.. “MK!!!”
“Che c'è ancora?” “Adesso dice che è finito il toner rosso..”
“Al massimo magenta, comunque ormai hai imparato come si fa..” “Eh? Nooo.. per favore, me lo cambi tu?”
“Non ho tempo adesso..” “Se me lo cambi ti giuro che te la darò, prima o poi..”
“Non Ho Tempo!!!” “E vaffan.. brutto str..!!!”
Dopo altri 30 minuti (l'esperienza aiuta) ecco che ricomincia a stampare.
L'indomani con Stagista e Segretaria “..e ieri ho cambiato ben 2 toner tutta da sola..”
“Che brava! Sei un mito!” “Ma non c'era nessuno che ti potesse aiutare?”
“Solo quello stronzo di MK che mi ha fatto pure incazzare..” “Ahhh, capito perché hai fatto da sola..”
In quel momento passo davanti alla stampante e vedo lampeggiare il display, allora la chiamo “Termica?” “Che caxxo vuoi? Con te non ci parlo più: non mi hai aiutato quando ero in un momento di gravi difficoltà e ora non ti faccio più amico! E sicuramente non te la darò mai e poi mai!”
“Ok, perfetto! Comunque preparati: sta per finire anche il ciano!” “AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!!!! MK, tesssoro... non te la sarai mica presa, vero? Siamo sempre amici, vero? Tesssoro...?”

Cambiare punto di vista

Una mia carissima amica mi ha passato il link di un video particolare da youtube.
Lo posto qua, per chi vuole guardarlo:

http://youtu.be/jyjkam2WQZ0

Consegna finale..

A quell'epoca, PiccoloCapo era il nostro committente, ovvero quello che rompeva i co...ni quando gli portavamo gli elaborati e poi, alla fine, quando imparava a leggere e si rendeva conto che era tutto a posto, firmava il modulo per il pagamento, e GrandeCapo faceva le consegne in prima persona personalmente (per motivi politici-ruffianologi) ricorrendo allo sfruttamento schiavistico del personale (vuoi mica che si spezzi le unghiette facendo da solo, e poi deve tornare dalla manicure..)
Si doveva fare una consegna di una ventina di dossier di documentazione, che ho provveduto personalmente a caricare nel retro del fuoristrada (facendo attenzione a non rovinare la selleria e a non far riempire di fango i dossier stessi).
Siamo giunti al luogo di consegna, dopo che GrandeCapo mi ha dimostrato l’ebbrezza di viaggiare in un veicolo con gli ammortizzatori scassati (ovviamente ho cercato di trattenermi dal cambiargli il colore degli interni), e alla fine ha posteggiato nel sotterraneo dell’ufficio del cliente (quindi di PiccoloCapo) uscendo, prendendo un dossier (il più sottile, quello delle intestazioni e riepilogo) e dicendomi “Siccome siamo in ritardo, io vado su e tu comincia a scaricare il materiale e portarlo sopra!”
Ovviamente non c’era alcun carrello o sistema di trasporto diverso dalle mie braccia, per cui più di 4 dossier alla volta non riuscivo materialmente a portare (non solo per il peso, quanto per il fatto che devo pur vedere dove metto i piedi, specie in un sotterraneo buio e pieno di buche, tombini rotti e botole non custodite..)
Salgo su (secondo piano, senza ascensore... per i facchini), raggiungo l’ufficio di PiccoloCapo (aprendo le porte a calci come Walker, visto che nessuno degli indaffaratissimi impiegati locali si degnava di tenerla aperta, anche se stavo entrando direttamente dietro di lui/lei) e deposito il materiale nel tavolone affianco alla sua scrivania, mentre GrandeCapo mi sbraita dietro “Ancora lì?” e PiccoloCapo “Eh.. non c’è più la servitù di una volta..”
Scendo, recupero altri dossier e risalgo e via così fino alla fine.
L’ultimo viaggio, arrivo alla scrivania e non vedo nessuno (vista l’ora staranno fumando e prendendo il caffè).
Poso il carico, mi asciugo il sudore e mi approssimo alla macchinetta del caffè, dove li trovo in allegra chiacchierata. Mi avvicino dicendo “Fatto!” e mi dirigo verso la macchinetta, obbligando PiccoloCapo ad uno scatto olimpionico per andare a recuperare la sua chiavetta (vorrai mica che gliela sfrutti per prendere un caffè?).
Prendo il mio portafoglio e recupero la mia chiavetta per le macchinette locali (andando quasi tutti i giorni a fare rilievi, era ovvio che avessi anche la chiavetta della macchinetta) e prendo il caffè.
Mentre la macchinetta lo prepara, PiccoloCapo finisce la sigaretta e GrandeCapo mi fa “Vedi di muoverti che non possiamo stare qua tutto il giorno!”
Prendo il caffè, lo bevo con la dovuta calma, poi scendo direttamente verso il sotterraneo, dove trovo GrandeCapo che stava per entrare nel fuoristrada e andarsene “Ce l’hai fatta a finire?”
Salgo in macchina, torniamo in ufficio e, vista l’ora, recupero la mia roba e me ne vado via.. senza sistemare la scrivania e senza archiviare la lettera di consegna!!!
Lo farà Segretaria domani mattina..

Se vuoi, io ho una patatina..

Ogni tanto capita, in ufficio, che “non ci si veda più dalla fame” ma, non essendo ora della pausa pranzo, non si tratti proprio di fame, quanto di “voglia di qualcosa di buono”. In mancanza del fido Ambrogio, si deve far ricorso alle forniture dei colleghi.
Se poi si capita dalle colleghe, è anche meglio: la femminilità e l'istinto materno (???) le portano sovente a procurare qualche snack in quantità maggiori del proprio fabbisogno personale, e quindi a poter condividere con (alcun)i colleghi le scorte di magazzino.
Fortunatamente io non sono preda di queste crisi intermedie (a meno che non si parli di cali di livello di caffeina), ma molti altri si, compreso Progettista, che si appropinqua verso la scrivania di Termica chiedendole se ha qualcosa da sgranocchiare, lei guarda nella borsa e, per una volta, risponde di no (ha terminato da poco le scorte).
Progettista appare disperato e Stagista, che ha occupato il posto di Disegnatrice dopo l'espulsione, apre la sua borsa e prende un sacchetto di patatine, quindi lo chiama “Progettista. Se vuoi, io ho una patatina..”
Lui si volta e, come era facile intuire conoscendolo, risponde “Grazie, ma cerco qualcosa da mangiare: non sono mica Rocco!”
Stagista lo guarda un solo istante, prima di capire, diventare rossa come un pomodoro e scattare in piedi urlando come un'ossessa “Brutto str... pezzo di ... ma vaffan... fott... bast...!!!” Io e Termica restiamo a guardarla sconcertati, mentre Progettista cerca invano di scusarsi e dire che stava solo scherzando, mentre Stagista continuava a urlare una serie di insulti e imprecazioni a getto continuo, mentre nessuno dei pochi (ir)responsabili dell'ufficio presenti si faceva vedere ma scappavano tutti il più lontano possibile dalle urla.

Per fortuna, Progettista si è ritirato in un silenzio offeso (meditando vendetta, ovviamente) e Stagista non gli si è gettata addosso per strangolarlo o accoltellarlo col tagliacarte, così né io né Termica siamo dovuti intervenire per separarli o per raccogliere i resti.

Ovviamente, Progettista non ha toccato la patatina di Stagista.. ;-P

...

Comincio a pensare che sia il posto accanto a me a fare questi effetti: infatti Stagista, dopo che ha occupato il posto di Disegnatrice al mio fianco, sta cominciando a fare una incredibile serie di figure! Prima di occupare tale posto non lo so, visto che, a differenza della precedente, è molto silenziosa e non sentivo quasi nulla di quello che combinava nell'altro ufficio.

Mi ha slogata

Stagista arriva tutta trafelata (sciopero dei mezzi pubblici) e rantolando un “..ao” pigia con decisione sull'interruttore del computer, e comincia a spogliarsi mentre Windows inizia a caricarsi, finché appare la fatidica finestrella “Premere CTRL-ALT-CANC”.
Esegue e appare la finestra di login, dove è preimpostato l'username dell'ultimo utente loggato e preimpostato (e nascosto) il nome di dominio. Basta solo digitare la password e dare Invio per accedere.
Inserisce la password e preme Invio, e appare il messaggio password errata (con le indicazioni di controllare il Caps Lock), lei impreca e ridigita la password, nuovo messaggio di errore e comincia a urlare..
Siccome sono seduto al posto accanto, mi volto verso di lei e le chiedo gentilmente il motivo di tale disappunto: “Che caXXo hai da strepitare come una cornacchia impazzita?”
Non so per quale motivo, ma pare che non apprezzi la mia gentilezza, infatti mi risponde acida: “Fottiti!!! Questo caXXo di computer è una merda!!!”
“Che ha il computer?” “Mi ha slogata!!!”
“Eh? Che ha fatto?” ”Mi ha slogata! Non mi fa entrare!”
“Ok, sarò scemo io, ma non ho capito un caXXo!” ”Inserisco la password e non me l'accetta!”
e mi mostra il messaggio di errore.
“Hai letto?” “Si, ma io il tasto Caps Lock non ce l'ho attivo: la lucetta è spenta!”
Guardo nuovamente la schermata della finestrella di login e le chiedo
“Come ti chiami?” “Se vuoi aiutarmi, allora aiutami senza fare domande cretine! Lo sai benissimo come mi chiamo!”
“Io si, ma se guardi bene, vedrai che in questa fase è il computer che te lo chiede..” “Eh?”
Guarda la finestrella e si accorge che l'username dell'ultimo utente loggato non è il suo, ma quello di CapoDiFuori, passato il giorno prima quando lei non c'era.
“MapporcoccaXXo!!! Io non l'ho mai cambiata questa!!! Chi c'ha messo il nome di CapoDiFuori???”
La guardo un attimo per capire se scherza o se è seria, poi le dico “Ieri CapoDiFuori è stato qui e ha usato il tuo computer, loggandosi. Windows mette il nome dell'ultima persona che ha usato il computer.. anche se parlare di persona con CapoDiFuori è forse improprio..”
Lei reinserisce quindi il suo username e ridigita la password, e finalmente riesce a loggarsi...

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...