Rientro dalle vacanze

Periodo di rientro post-ferie..

Siccome PiccoloCapo se n'è andato via senza darmi indicazioni, io non ho letteralmente nulla da fare (come peraltro le uniche altre persone presenti in questa sede in questi giorni), così mi sto dedicando alla chiusura delle varie piccolezze: fare le copie ufficio delle consegne dove mancano e cazzate simili, che normalmente dovrebbero essere fatte subito ma di solito è impossibile riuscirci, con i tempi ultraridotti del nostro normale lavoro...

In questo periodo, ogni tanto capita GrandeCapo che deve controllare la presenza dei pochi schiavi presenti (la forza-lavoro non è ancora rientrata del tutto) e si preoccupa di chiedere sempre a cosa sto dedicando la mia attenzione...

GrandeCapo è abituato a fare domande e scappare via prima della risposta, così basta accennare a qualcosa e lui è contento e può andarsene senza ascoltare nulla... ma non bisogna assolutamente dirgli che si è 'liberi', che trova immediatamente qualche assurdità da affibbiarvi, che dovrà essere consegnata prima di subito e che nessuno sa nulla di nulla di quello che c'è realmente da fare.. meglio aspettare che rientri PiccoloCapo, che prenda contatto e raccolga le informazioni, per poi sbolognare lo stesso lavoro a me, ma con un minimo di indicazioni in più, che GrandeCapo non mi avrebbe mai dato, visto che sono completamente al di fuori della sua capacità mentale, rigidamente collocata su questo binario: io prendo il lavoro, tu lo fai!!! ma con la terza rotaia: a te io non darò mai il nome del contatto... terza rotaia che pare interrompersi solo nei riguardi di PiccoloCapo, quindi diamogli la possibilità di lamentarsi e imprecare... oltre a quella di fare lezione... e godiamoci questa settimana di relativo riposo, che presto non sarà più così... ;-P

“Tu es scetrolì..”

Era la prima volta che partecipavo a una gita scolastica (ai miei tempi non si usavano..) anche se il termine giusto era ‘visita tecnica formativa’.
Il nostro gruppo di sbandati stava recandosi a passare un periodo di qualche giorno in Francia, ospiti di una multinazionale nel settore degli impianti elettrici, che ci avrebbe pubblicizzato la sua sede, le sue apparecchiature e i suoi prodotti tipici..
Noi eravamo una classe di lazzaroni un po’ cialtroni, e si vedeva lontano millemiglia che era la prima volta che molti di noi andavano all’estero, anche se abbiamo in realtà fatto meno strada che se fossimo stati in Italia, partendo al mattino dalla nostra città avvolta in un freddo sole primaverile e giungendo in serata a destinazione, sotto un torrenziale diluvio tipico del periodo nelle cittadine d’oltralpe..
A pranzo eravamo già in territorio francese, e il conducente dell’autobus si fermò in un locale tipico, dove una simpatica famigliola francese fece di tutto per soddisfare le esigenze dei nostri stomaci..
In particolare, la giovane ragazza che serviva ai tavoli con celere disinvoltura, malgrado gli sguardi ammirati di coloro che letteralmente si incantavano a osservarla al punto che, per completare il proprio lavoro, era costretta a continui “Sevuplè..” insinuando braccia e corpo tra di noi..
A un certo punto, uno di noi (no: non io..) decise che voleva dirle qualcosa e si rivolse a un amico montagnino, che parlava il patois francese con disinvoltura, dicendogli “Senti.. come si fa a dirle che è molto bella?”
Dopo le battute e lo sfottimento di rito, l’amico gli rispose “Diglielo in italiano, tanto ti capisce benissimo: siamo appena oltre confine..” “No, voglio dirglielo in francese!” “Va bene! Allora tu devi dirle: tu es trejolì..”
Costui se lo fece ripetere 3 o 4 volte per capire, poi lo continuò a ripetere tra sé per non dimenticarlo mentre rinviava il momento di dirlo, finchè venne il momento di andarsene e allora dovette decidersi a parlare.. o tacere per sempre..
Le si avvicinò (avevamo sentito che si chiamava Brigitte.. beh: era francese, come altro poteva chiamarsi?) e le disse “Brigitte?” Lei si voltò verso di lui, guardandolo negli occhi e gli disse “Oui?” lui deglutì un rospo enorme e poi sparò tutto d’un fiato un “Tu es scetrolì..”
Lei lo guardò fisso un attimo, guardò tutti noi che li stavamo guardando sconcertati, captò un “Idiota: trejolì, trejolì.. non scetrolì..” e accennò un vago sorriso, mormorando un “Mercì” mentre si allontanava verso la cucina, per non scoppiare a ridere in faccia al malcapitato galletto italico che sperava di aver fatto una conquista all’estero.. e che ritornò sull’autobus mentre il suo amico gli mormorava contro un “Idiota!”

Me la fai vedere? ..fic..!!!

Di recente, per vari problemi contingenti, sia ExSegretaria che Disegnatrice hanno subito un'operazione chirurgica.
Fortunatamente nulla di grave, si sono riprese con un po' di convalescenza e ora stanno divertendosi a mostrarsi l'un l'altra le cicatrici..

Disegnatrice è stata operata al braccio, e le/ci mostra i punti e la cicatrice che corre lungo l'interno del suo avambraccio, raccontando i dettagli di un'operazione in cui le hanno tagliato e aperto il braccio per risistemarle dei tendini che, dispettosamente, se ne erano andati per i cavoli loro..
Alla fine si decide a porre termine al macabro racconto rivelando la parte piccante, ovvero il fatto che il chirurgo che l'ha operata l'ha anche poi invitata a cena.. e a colazione il mattino dopo, ovviamente con tutta la serie di dettagli del periodo intermedio tra cena e colazione.. ;-)
A quel punto, la parola passa a ExSegretaria, che ha subito una più banale operazione di appendicite, e ci delizia raccontando di come l'hanno tagliata, squarciata, rivoltata da cima a fondo e rimesso insieme tutto il budellame, per finire anche lei con la frase fatidica “..e questa è la cicatrice!”
Così dicendo, si sbottona i pantaloni, abbassandoli di quel tanto che basta per farle/ci vedere bene la cicatrice.. oltre a tutto il resto..
...
Che dire? 1 a 0 per ExSegretaria.. :-D

“Cedo ora la parola alla dottoressa..”

Politecnico, corso di apparecchiature di manovra e interruzione..
Praticamente si studia il funzionamento degli interruttori, a partire da quello che è parte integrante del contatore di casa, per finire a quelle colonne che possiamo vedere se passiamo in autostrada vicino a una stazione elettrica (o a una centrale elettrica).
Parte del corso si svolgeva presso un laboratorio esterno, dove vengono provate le suddette apparecchiature, collaudandole fino alla completa distruzione, per avere infine i valori di taratura..
Tra i vari tecnici del suddetto laboratorio, noi abbiamo avuto la fortuna di capitare con una delle migliori, anche se era quantomeno inconsueto trovare una donna che si interessasse anche di apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche.
Il nostro insegnante fa la sua chiacchierata introduttiva (circa un’oretta di cazzate..) poi si rende conto che, accanto a lui, la dottoressa sta aspettando di tenere la prima delle sue lezioni (ormai sta anche dormendo profondamente, ma questo è un particolare secondario..) e si ferma, voltandosi verso di lei con un sorriso a 128 denti, sbavando mentre le fissa le tette messe in risalto dal maglioncino, ed esclama con tono da galletto “Adesso cedo la parola alla Dottoressa che, oltre a essere molto bella è pure intelligente..”
Lei si voltò a fissarlo con uno sguardo omicida, mentre noi trattenevamo a stento le risate, poi si alzò, si mise alla lavagna e cominciò a spiegare, dimostrando chiaramente che la frase corretta semmai avrebbe dovuto essere esattamente al contrario..

Per favore, me lo metti dentro?

Non capita sovente, ma ogni tanto succede che io debba recarmi nell'altro ufficio..
Siccome è l'inizio del mese, devo consegnare la mia parcella a Amministrativa, così prendo le chiavi, la parcella e il telefonino e mi avvio verso l'androne..
Giunto vicino all'altro portone, mi accorgo che ci sono state delle consegne: confezioni di carta da plotter, da stampante e da fotocopiatrice, confezioni di dossier e simili amenità rigorosamente abbandonate nell'androne.. e Segretaria che cerca disperatamente di sollevare le confezioni per spostarle dentro, finché giunge a una confezione di dossier parecchio pesante, che cerca in tutti i modi di girare e rigirare, senza riuscirvi, mostrandomi le sue parti migliori fino al momento che le faccio “Ciao..” Lei si volta di scatto (senza raddrizzarsi) e sorride “Oh ciao.. per favore, me lo metti dentro?”
Io la guardo leggermente confuso, lei intuisce (?), si raddrizza sorridendo e indica lo scatolone, io mi chino verso lo scatolone, lo afferro e me lo sollevo sulle spalle.. “Dove?” “Me lo metti davanti alla porta del magazzino?” “Ok..”
Posato lo scatolone vado da Amministrativa e consegno la parcella.. poi esco senza assolutamente sognarmi di chiedere a Segretaria se aveva bisogno che le mettessi dentro qualcos'altro..

Il mondo del se...

O vvero, cosa sarebbe successo se...? Il primo esempio che mi viene in mente è cosa sarebbe successo se me ne fossi fregato del mobb...