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Appunti dalle Tenebre...

Il mondo è immerso nelle tenebre,
in lontananza un campanile rintocca la mezzanotte,
ancora più lontano si odono lugubri ululati mentre il vento sospinge filamenti di nubi che assumono strane espressioni ultraterrene sorvolando le case...
i miei compagni svolazzano tra le tenebre, sotto forma di pipistrelli,
e io sto cominciando a sentire impellente la necessità di assaporare il fluido scarlatto, il rosso nettare fonte di vita...
le mie membra stanno già avviando i processi di mutazione che mi porteranno a breve a solcare i cieli nelle sembianze di un comune chirottero,
nel mio crudele ma inevitabile ruolo di predatore maledetto della notte...

lunedì 17 marzo 2008

Fuoco amico…

Vi ricordate la preparazione dell’assalto?
Come in ogni battaglia, anche in questa trincea ci sono le vittime del fuoco amico...
E’ l’ora degli ultimi ritocchi per la battaglia finale: la data dell’assalto (o della consegna finale) viene di volta in volta rinviata, mentre gli ArchitettiSenzaRitegno continuano a cambiare le disposizioni delle planimetrie e noi (plurale majestatis, ovvio) continuiamo a spostare gli impianti per starci dietro…
Nel frattempo arrivano le telefonate del Cliente che tende a risparmiare su tutto, e le cui domande classiche sono: “…Ma a che serve l’illuminazione di sicurezza lungo le vie di fuga? Dobbiamo metterle per forza tutte quelle lampade? E perché devono avere un’alimentazione elettrica separata?…”
Nel frattempo arriva il collega che non sa usare la ciofeca e mi chiede se posso fargli il lavoro, io gli rispondo con la massima gentilezza di cui sono capace di non rompermi i coglioni e telefonare all’assistenza tecnica (???) della ciofeca, e lui invece va a piangere da PiccoloCapo, che viene lì a chiedermi “Se hai un attimo di tempo, dagli una mano: deve finire il lavoro entro stasera”
La mia risposta classica è: “Quindi sospendo questo?”
PiccoloCapo ci riflette un po’, poi annuisce “Se non si può fare altrimenti…”
(vi ricordate quello sketch – mi pare fosse di Lino Banfi – in cui il protagonista, che aveva cominciato pigiando un pulsante all’accendersi di una lampadina era ormai talmente iperincasinato che aveva risposto + o – così: nel frattempo, visto che ho ancora il culo libero, se ha anche una scopa provvedo a fare le pulizie…)
Visto che l’ordine (e quindi la responsabilità delle conseguenze) è di PiccoloCapo (che, si presume, sappia quello che fa… si presume ho detto, che ridete?), sospendo il mio lavoro e prendo le informazioni necessarie dal collega…
Lo sapete meglio di me che, conoscendo la ciofeca, quel lavoro si fa in meno di un’ora, ma avete capito che PiccoloCapo ha detto che deve finire entro sera? E sapete che il fatto che il collega sia ricorso piangendo all’intercessione di PiccoloCapo solo per evitare di fare il suo lavoro ha attivato in me la modalità [bastardinside]?
In un’ora termino il suo lavoro (so che dovrà consegnare il giorno dopo, e so che quando ho bisogno io di una mano egli si astiene dall’aiutarmi), ma non lo metto sul non-server, e riprendo a fare il mio (anche la mia consegna è prossima…)
Dopo un paio d’ore viene a chiedermi se ho già finito “Non ancora!”
Va via, io proseguo sul mio lavoro…
Dopo mezz’ora torna alla carica “Hai finito?” “No!” “Ma a me serve…” “Fattelo te, se sei più veloce!”
Va via, io proseguo sul mio lavoro…
Dopo un’ora ritorna “Finito?” “Non ancora!” “Ma io devo ancora fare il computo, il capitolato e la relazione…” “Per capitolato e relazione non ti servono i risultati della ciofeca!” “Ma che ci scrivo?” “Eccheccazzonesoio?”
Va via e comincia a cercare di impostare e abbozzare capitolato e relazione… io proseguo sul mio lavoro…
Manca un’ora al termine dell’orario canonico, l’ho già mandato via infinite volte e mi sono rifiutato di fargli capitolato e relazione, opponendo un rifiuto anche a PiccoloCapo, con la frase “Cosa ne so io di questo lavoro? Nel tempo che mi spiega cosa devo scrivere, fa prima lui a scriverselo: le basi ci sono, modifica quello che deve modificare ed è pronto!” PiccoloCapo mi ha comunque ordinato di preparargli almeno il computo…
A quel punto, gli comunico che ho messo i risultati della ciofeca sul non-server, quindi può prenderli e farci quello che deve.
Approfittando delle potenzialità intrinseche della ciofeca (che in fondo ha delle buone potenzialità, se non fosse che mangia troppa memoria, blocca il computer ogni 3x2 e abbisogna esclusivamente di programmi accessori di marca rinomata), ho anche impostato il computo metrico, che ho messo nel non-server assieme al resto dei risultati.
Fatto tutto, lo comunico a PiccoloCapo e riprendo a lavorare sul mio lavoro.
Dopo dieci minuti, il collega lancia un urlo lacerante, quando si rende conto che la ciofeca ha, tra i suoi innumerevoli difetti, anche il fatto che schemi elettrici, relazioni e computi metrici seguono uno standard loro… che non ha nulla a che fare con lo standard aziendale!!!
Viene da me urlando (in compagnia di PiccoloCapo) e mi chiede spiegazioni, io lo guardo e rispondo “Chiama la loro assistenza tecnica (???) e chiedi a loro le spiegazioni del perché un programma che costa così caro non è nemmeno capace di tenere su le formattazioni impostate per word, excel e autocad!” PiccoloCapo, che aveva provato una volta a chiamare l’assistenza tecnica, scuote la testa, poi fa “E cosa possiamo fare?” “Basta semplicemente aprire i documenti creati e reimpostarli secondo la nostra formattazione, come facciamo ogni volta…” PiccoloCapo mi guarda, ma lo stronco subito “…Se non avessi la necessità di recuperare il tempo perduto su questo lavoro, lo farei io, comunque non ci vuole molto tempo…”
Rassicurati da questa frase, i due si allontanano e io, vista l’ora, spengo la macchina e vado via: a me gli straordinari non li pagano… a proposito, visto che a lui li pagano, il mio collega in fondo dovrebbe ringraziarmi (forse ho dimenticato di dire che il concetto del “non molto tempo” è piuttosto relativo… devo fare qualcosa per la mia memoria: dimentico spesso le cose…)

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